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venerdì 27 febbraio 2026

Oltre le competenze tecniche: la visione di Carlotta Ventura (A2A)

Comunicazione, sostenibilità, innovazione. Sono queste le direttrici che hanno guidato il percorso professionale di Carlotta Ventura, oggi Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs di A2A e Presidente di AMSA. Un profilo trasversale, costruito tra i settori automotive, telecomunicazioni, mobilità, advisory ed energia, che racconta una leadership capace di connettere mondi diversi e di leggere il cambiamento come opportunità.

Carlotta Ventura

Il percorso professionale e la vision di Carlotta Ventura

Dopo le esperienze in General Motors Italia, Opel Italia e Ford Italia, Carlotta Ventura approda in Telecom Italia, dove ricopre incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Executive Vice President, brand strategy and media. Dal 2016 al 2018 è Direttore centrale Brand Strategy e Comunicazione di Ferrovie dello Stato Italiane, per poi assumere nel 2019 la guida del Centro Studi Americani e il ruolo di Brand, Marketing and Communications Director for Med Region di EY. Secondo la manager, la competenza tecnica non basta più. “È importante sviluppare anche una capacità di lettura dei contesti, di comprensione delle dinamiche organizzative e di sintesi tra opportunità e rischi”, spiega. La curiosità diventa una leva strategica: cambiare ruolo o settore significa accettare di non sapere tutto, mettersi in discussione e imparare dagli altri. In un mercato che evolve rapidamente, soprattutto nella comunicazione, non sono più sufficienti competenze verticali. Servono profili versatili, capaci di integrare linguaggi diversi e di costruire ponti tra funzioni, territori e stakeholder. Laureata in Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza”, con una passione per l’archeologia e le lingue classiche, Carlotta Ventura ha sempre affiancato alla formazione umanistica un approfondimento continuo su economia e geopolitica. L’interdisciplinarietà, aggiunge, “aiuta a evitare letture semplificate della realtà e a prendere decisioni più consapevoli, tenendo insieme numeri, persone e contesti”. In A2A questo approccio si traduce in una visione sistemica che unisce “anime” differenti: sostenibilità, regional affairs, brand, media relations e ascolto del territorio. Emblematico il modello dei Forum Multistakeholder, strumenti di confronto con istituzioni e comunità locali per generare valore condiviso e rafforzare il dialogo con i territori.

Inclusione, parità e comunicazione: l’impatto sociale secondo Carlotta Ventura

Accanto alla dimensione manageriale, Carlotta Ventura porta avanti il suo impegno sui temi della diversity e dell’inclusione, anche come docente alla LUISS Business School e alla Pontificia Università Gregoriana. Tra i progetti più significativi c’è quello avviato a Caivano, in collaborazione con le istituzioni locali, che ha coinvolto giovani fuori dal percorso scolastico in programmi di formazione e inserimento lavorativo: nella prima fase oltre 50 partecipanti, con circa il 65% che ha trovato occupazione al termine del percorso. Un’altra iniziativa riguarda il carcere milanese di Bollate, dove dal 2018 opera LaboRAEE, società di AMSA, per la gestione di un impianto di trattamento dei RAEE. Per la manager, è proprio qui che si gioca la sfida del futuro: “Le aziende devono riuscire a trasformare l’impatto sociale delle attività in leve strutturali di sviluppo, con una visione di lungo periodo, in grado di orientare strategie e decisioni”. Sul tema della parità di genere, Carlotta Ventura sottolinea la necessità di un cambiamento culturale e strutturale. L’educazione, fin dalle scuole primarie, è fondamentale per superare stereotipi che condizionano le scelte formative e professionali. Allo stesso tempo, nelle aziende servono politiche concrete: flessibilità, welfare, trasparenza su retribuzioni, accesso ai ruoli decisionali e percorsi di carriera. Senza dati misurabili e obiettivi chiari, la parità rischia di restare un principio astratto. Tra i suoi progetti più innovativi c’è quello realizzato insieme al professor Mattiacci dell’Università “La Sapienza”, che unisce ricerca ed esperienza: uno steering committee multidisciplinare e un gruppo di 25 giovani professionisti under 30 si sono confrontati per realizzare un Piano di Comunicazione al 2035. L’obiettivo è ridurre la distanza crescente tra chi comunica e chi riceve il messaggio, anticipando i cambiamenti e costruendo un dialogo più autentico e inclusivo.

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