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martedì 3 febbraio 2026

Dal rito dell’aperitivo ai traguardi: guida pratica al modello Amica Chips

Dalla convivialità dell’aperitivo alle scelte più consapevoli su filiera e ingredienti, Amica Chips unisce gusto, innovazione e attenzione all’impatto. Tra identità del nome, linee di prodotto, dati nutrizionali e un polo produttivo cresciuto nel tempo, prende forma una visione concreta dello snack italiano.

Amica Chips

Amica Chips: il rito dello snack e la gamma

Nel panorama degli snack salati, Amica Chips è spesso legata a un gesto quotidiano: aprire una busta, condividere e creare un momento leggero. Non è solo croccantezza: è il rito che accompagna un aperitivo improvvisato, una partita in TV o una pausa veloce. Accanto alle classiche – patatine lisce o rigate – la proposta si articola in varianti più caratterizzate, dal ketchup alla paprika, dal gusto pizza a combinazioni fresche come pepe e lime o limone e basilico. Non mancano richiami ai trend internazionali, come sour cream & onion, e alternative mediterranee come il pomodoro. Le linee con identità propria, tra cui Eldorada, estendono il catalogo con opzioni aromatizzate e una referenza senza sale aggiunto. Inoltre, sulle patatine fritte classiche e aromatizzate è indicata l’assenza di glutine, elemento utile per orientare la scelta a scaffale.

 

Amica Chips: filiera, stabilimento e valori

Dietro la familiarità del prodotto c’è una traiettoria industriale nata a Castiglione delle Stiviere (provincia di Mantova), dove Amica Chips comincia il suo percorso nel 1990 per iniziativa di Alfredo Moratti e cresce rapidamente nella GDO, puntando su processi controllati e continuità qualitativa. Nel tempo, acquisizioni e integrazione produttiva rafforzano un polo sempre più strutturato, mentre l’espansione oltreconfine consolida la presenza in oltre 22 Paesi e una squadra di più di 350 persone, con un impianto che supera i 70.000 m². Sul fronte dell’impatto ambientale, vengono affiancati interventi concreti: packaging con il 30% di plastica riciclata, sistemi di depurazione e progetti green. Per chi guarda anche ai numeri, i valori energetici variano in base a ricetta e aromi: si va da 480 kcal/100 g per la versione Eldorada Senza Sale a 503 per Blanca (snack a base di fecola di patate), fino a 531 per AMI’ Original e 555 per le classiche. Una media indicativa tra esempi rappresentativi si colloca intorno a 516 kcal/100 g. La lettura più utile resta però la porzione reale, perché 25-30 g cambiano l’impatto più di molte differenze di ricetta. La sede e i contatti sono in Via dell’Industria 57, 46043 Castiglione delle Stiviere e le integrazioni successive hanno mantenuto centrale il sito mantovano come riferimento per la produzione.

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