Con l’aggiornamento del Piano Industriale al 2035, Renato Mazzoncini ha chiarito che A2A avvierà una fase di espansione oltre i confini nazionali, con l’obiettivo di diventare un operatore europeo.
Renato Mazzoncini: progetti oltre i confini nazionali e 23 miliardi per la crescita di A2A
Dopo anni di crescita concentrata sull’Italia, con quasi 13 miliardi di ricavi nel 2024, un market cap superiore ai 7 miliardi e un forte rafforzamento industriale, per Renato Mazzoncini è arrivato il momento di tornare a guardare all’Europa. Una scelta che recupera una visione già espressa nel 2021, temporaneamente riorientata verso l’orizzonte nazionale a causa ella necessità di concentrare gli investimenti sulla sicurezza energetica interna. “Le grandi aziende devono avere un’impronta europea – ha commentato – Ora è il momento di tornare a guardare all’Europa e di considerarla una casa comune”. A2A ha già avviato attività di scouting in alcuni mercati chiave: Spagna, Portogallo e Regno Unito per il settore ambiente, dove la Life Company intende valorizzare la propria competenza nella filiera integrata dei rifiuti; Germania e Polonia per le rinnovabili, mercati con ampi margini di crescita legati all’uscita dal carbone. Nella visione di Renato Mazzoncini nel perimetro europeo anche la gestione degli impianti e la vendita di energia ai clienti finali, sia elettricità sia gas, ampliando il posizionamento commerciale del Gruppo. I progetti saranno selezionati sulla base di criteri chiari: rendimenti superiori rispetto a iniziative analoghe in Italia e tempi di realizzazione più rapidi. Il Piano Industriale al 2035 prevede investimenti complessivi per 23 miliardi di euro. La maggioranza delle risorse resterà nel Paese, ma l’apertura all’Europa amplia in modo significativo il raggio d’azione strategico di A2A.
Data center e reti, Renato Mazzoncini: la crescita passa dalle infrastrutture
Accanto all’espansione internazionale, Renato Mazzoncini individua nelle infrastrutture digitali un nuovo motore di crescita domestica. A2A punta a entrare nel business dei data center non solo come fornitore di energia, ma come partner industriale per la progettazione e la realizzazione di infrastrutture ottimizzate dal punto di vista energetico. Le richieste di connessione (280 megawatt solo nella provincia di Milano) confermano l’accelerazione di una domanda destinata a incidere profondamente sui piani di sviluppo. Per sostenere digitalizzazione e transizione energetica, la Life Company prevede la posa di oltre 800 chilometri di nuove reti all’anno fino al 2035 e investimenti per quasi 5 miliardi di euro nelle reti elettriche. Una visione che l’AD lega direttamente alla competitività europea: infrastrutture adeguate sono fondamentali perché l’innovazione sia assorbita dal sistema industriale. L’espansione dei data center e l’aumento dei consumi impongono anche un approccio pragmatico alla transizione. Accanto allo sviluppo accelerato delle rinnovabili, Renato Mazzoncini riconosce la necessità di mantenere una quota di produzione termoelettrica per garantire sicurezza e continuità del sistema. Anche sul fronte finanziario A2A continua a rafforzare il proprio profilo ESG. Dei 23 miliardi di investimenti, circa 17 sono allineati alla tassonomia europea. Oggi, l’82% del debito lordo è rappresentato da strumenti sostenibili, con l’obiettivo di superare il 90% entro il 2030 e arrivare al 100% entro il 2035.

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