Registrati subito gratis:

Potrai inserire nella directory tutti i siti che vorrai! L'inserimento è: gratuito, semplice ed immediato
:
:

Garanzia di qualità: non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti in qualsiasi momento con 1 semplice click!

lunedì 2 febbraio 2026

Agostino Scornajenchi: il nuovo Piano di Snam tra gas, sicurezza e infrastrutture

Ruolo del gas, sicurezza degli approvvigionamenti e una visione che riporta l’Italia al centro della geografia energetica europea. È attorno a questi pilastri che prende forma la strategia di Snam sotto la guida dell’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, presentata dalla nuova “Energy House” di Milano, simbolo di una fase diversa rispetto alle incertezze che hanno segnato il recente passato.

Agostino Scornajenchi

Il ritorno del gas, Agostino Scornajenchi: domanda in crescita, stoccaggi chiave e nuove certezze per l’industria

Dopo anni di previsioni improntate alla contrazione strutturale dei consumi, il gas naturale ha riconquistato un ruolo centrale nel sistema energetico italiano. I dati più recenti mostrano una crescita della domanda e una solidità finanziaria che ha consentito a Snam di rivedere al rialzo le proprie prospettive, riducendo al contempo l’indebitamento. Una dinamica che smentisce le letture più pessimistiche emerse all’indomani della crisi energetica. Per Agostino Scornajenchi, il gas è uno strumento ancora indispensabile per un Paese manifatturiero come l’Italia. La contrazione dei consumi registrata negli anni scorsi è stata il frutto della perdita di capacità produttiva. Un costo economico e sociale che oggi emerge con maggiore evidenza. Non a caso, circa metà dell’energia elettrica prodotta nel Paese continua a dipendere dal gas che transita attraverso le infrastrutture Snam. In questo quadro, un ruolo chiave è svolto dagli stoccaggi, spesso trascurati nel dibattito pubblico ma essenziali per la stabilità del sistema. A differenza delle batterie elettriche, capaci di garantire energia per poche ore, gli stoccaggi assicurano continuità per mesi, rappresentando una vera garanzia contro shock geopolitici e climatici. La prospettiva europea rafforza questa impostazione. La Germania, dopo l’uscita dal nucleare, ha avviato un imponente programma di nuova capacità termoelettrica, confermando come il gas resti un pilastro del mix continentale. In parallelo, Snam ha completato un percorso di diversificazione che ha ridotto drasticamente la dipendenza dalla Russia: dal gasdotto Tap ai rigassificatori di Piombino e Ravenna, fino alla crescita del gas naturale liquefatto, che oggi rappresenta circa un terzo delle forniture, con un ruolo sempre più rilevante degli Stati Uniti.

Agostino Scornajenchi: Italia snodo dei flussi energetici tra export, integrazione e nuove infrastrutture

Il divieto europeo al gas russo previsto dal 2027 accelera ulteriormente questo cambio di paradigma. Non tutti i Paesi sono pronti allo stesso ritmo, e proprio questa asimmetria apre nuove opportunità per l’Italia. Da terminale di consumo, il Paese sta progressivamente assumendo il ruolo di pilastro di transito verso il Nord e l’Est Europa. Per sostenere questa trasformazione, Snam sta investendo nel potenziamento delle centrali di compressione, con l’obiettivo di arrivare a esportare fino a 14 miliardi di metri cubi l’anno entro la fine del decennio. Il nuovo Piano Industriale si muove lungo una direttrice di integrazione dei vettori energetici. Gas naturale, biometano e, in prospettiva, idrogeno convivono in una visione che punta alla disponibilità continua dell’energia, più che a contrapposizioni ideologiche tra fonti. In questo contesto si inserisce anche la cattura e lo stoccaggio della CO₂, una tecnologia già matura a livello industriale, chiamata a diventare uno strumento strategico per conciliare competitività e obiettivi climatici, a patto di un quadro regolatorio chiaro e di costi sostenibili. Accanto agli investimenti infrastrutturali, Agostino Scornajenchi rivendica anche un risultato sul fronte interno: il piano di azionariato diffuso ha coinvolto oltre la metà dei dipendenti, rafforzando il legame tra azienda e persone. Un segnale di coesione che accompagna una fase di profonda trasformazione.

Nessun commento:

Posta un commento