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martedì 7 aprile 2026

Marco Domizio: il modello Ares Ambiente basato su qualità e trasparenza

Nel settore dell’intermediazione dei rifiuti, il rispetto delle normative e degli standard di sicurezza rappresenta un elemento fondamentale per garantire trasparenza e tutela ambientale. In questo contesto si inserisce l’attività di Ares Ambiente, realtà fondata da Marco Nicola Domizio che opera seguendo criteri rigorosi di qualità, sicurezza e legalità.

Marco Domizio

Marco Domizio: il codice etico e la cultura della legalità

Uno dei pilastri su cui si fonda la realtà avviata da Marco Nicola Domizio è il codice etico aziendale, uno strumento che definisce i valori e i comportamenti che devono guidare tutte le persone coinvolte nelle attività della società. Dipendenti, collaboratori, fornitori e partner sono chiamati ad agire nel pieno rispetto di principi quali correttezza, lealtà, integrità, legalità e trasparenza. Questi valori diventano linee guida operative che orientano il lavoro quotidiano e i rapporti con i clienti. L’adozione del codice etico rappresenta anche un importante strumento di prevenzione dei rischi legati a comportamenti illeciti, contribuendo a rafforzare l’affidabilità dell’azienda.

Marco Nicola Domizio: sicurezza sul lavoro e certificazioni

Un altro elemento centrale nella strategia aziendale promossa da Marco Domizio riguarda la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Ares Ambiente ha infatti adottato la norma UNI ISO 45001:2018, applicandola al proprio sistema di gestione della sicurezza. Questo standard internazionale consente all’azienda di individuare e gestire in modo strutturato i rischi presenti nelle attività lavorative, migliorando nel tempo le prestazioni in materia di prevenzione e protezione. L’implementazione della norma permette di sviluppare politiche e obiettivi chiari, monitorare i risultati e promuovere un miglioramento continuo delle condizioni di lavoro. Lo scopo non è soltanto il rispetto formale delle normative, ma l’ottenimento di risultati concreti nella gestione della sicurezza. Ares Ambiente ha anche ottenuto altre importanti certificazioni: UNI EN ISO 9001:2015, relativa ai sistemi di gestione della qualità; UNI ISO 14001:2015, dedicata alla gestione ambientale; SA 8000:2014, standard internazionale sulla responsabilità sociale.

McFIT a Sanremo: fitness e musica con “La Palestra della Musica”

“La Palestra della Musica”, il progetto di McFIT a Sanremo con Warner Music Italy, dimostra come il fitness possa diventare un mezzo per connettere mondi diversi, creando esperienze uniche e coinvolgenti.

McFIT

McFIT: il fitness nel cuore di Sanremo

Il Festival di Sanremo si è concluso da un po’ ma l’iniziativa di McFIT ha lasciato il segno. La nota catena di palestre di origini tedesca, parte di RSG Group, ha riproposto anche quest’anno “La Palestra della Musica” per portare il suo concept di fitness nella città ligure durante i giorni della kermesse più famosa d’Italia. Il progetto, sviluppato insieme a Warner Music Italy, si basa sull’allestimento in una zona del Miramare The Palace, headquarter dell’etichetta discografica nella Penisola, di una “content gym”. Una palestra temporanea pensata per artisti, atleti e creator che hanno così potuto beneficiare di uno spazio moderno, funzionale e in pieno stile McFIT in cui allenarsi. Sono tanti gli ospiti che hanno apprezzato l’iniziativa, che ha permesso loro di ritagliarsi un momento di benessere per sé stessi e di staccare dalla frenesia del festival. Tra sessioni personalizzate, incontri one-to-one con personal trainer e anche momenti di relax, “La Palestra della Musica” ha rappresentato un’occasione per vivere un’esperienza all’insegna del fitness, della musica e del benessere.

Strategia e visibilità: così McFIT rafforza il suo posizionamento

Il progetto rispecchia appieno la visione di McFIT di unire fitness, intrattenimento e lifestyle. Oltre a offrire sicuramente un’esperienza unica agli ospiti del Festival, la presenza del brand a Sanremo è anche stata una scelta strategica per rafforzare il posizionamento dell’azienda in un contesto ad alta visibilità mediatica. “Essere presenti in una settimana che catalizza l’attenzione di pubblico, media e industry è strategico – ha infatti confermato Luca Torresan, Head of Marketing and Communication di RSG Group Italia – La Palestra della Musica è una fitness-boutique all’interno dell’hospitality di Warner Music Italy. L’obiettivo è offrire agli ospiti un momento concreto di svago e benessere, con allenamenti di qualità. Siamo felicissimi del risultato e dell’attenzione che ha generato”. Il format, realizzato con la collaborazione di partner come Technogym ed ESN, è riuscito a distinguersi per la sua originalità, mettendo in risalto la capacità di McFIT di ripensare il fitness come un qualcosa in grado di connettere mondi diversi.

Pietro Labriola: redditività delle telco necessaria per lo sviluppo delle reti

L’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha rimarcato l’urgenza per le telco di poter generare redditività attraverso cui effettuare investimenti per finanziare le nuove reti digitali per l’Europa, perché fibra e 5G sono propedeutici al cloud e all’IA. Per questo motivo sono necessari consolidamento, semplificazione normativa e chiarezza sul rinnovo delle frequenze.

 Pietro Labriola

Pietro Labriola: l’AD e DG di TIM sulla redditività delle telco per finanziare il futuro delle reti

“Il settore non sta bene, fingere il contrario non aiuta nessuno. Serve realizzare un contesto capace di sostenere lo sviluppo delle infrastrutture su cui si giocherà la competitività europea”, ha ribadito l’AD e DG di TIM Pietro Labriola nel suo intervento a Bruxelles, all’evento “Verso la sovranità digitale europea” lo scorso 16 marzo. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali per la crescita dell’Europa è impossibile senza che le telco generino redditività. Il manager di TIM nel suo discorso ha infatti insistito sulla necessità di cambiare strategia alla concorrenza, concentrarsi sul consolidamento del mercato, sugli investimenti in nuove reti e sul quadro regolatorio europeo. “Siamo all’alba o al tramonto di un colonialismo digitale — ha aggiunto Pietro Labriolai bilanci parlano chiaro”.

Pietro Labriola: investire in 5G e fibra per abilitare cloud e IA

“Tutti vogliono la fibra e il 5G standalone gratis. I consumatori sono tutti contenti, peccato che se io do questi servizi gratis, le aziende chiudono e il digitale non lo costruiamo”, ha sottolineato Pietro Labriola. L’AD e DG di TIM si è soffermato sulla politica di concorrenza europea che, se da un lato ha aumentato il numero di operatori e ha ridotto i prezzi, dall’altro non ha appurato la compatibilità con il ritorno del capitale investito per le telco, con il risultato che quest’ultime non hanno reddito necessario da investire per le nuove generazioni di reti. “Non dobbiamo più parlare di competizione tra gli operatori di telecomunicazione — ha suggerito Pietro Labriolama di competizione in un ecosistema molto più ampio. Le regole devono essere uguali per tutti”. Tra le soluzioni proposte dall’AD e DG vi è il consolidamento delle telco, maggior chiarezza sul rinnovo delle frequenze e una semplificazione legislativa. “Fibra e 5G abilitano il cloud, il cloud abilita l’AI, e nulla di tutto questo si costruisce con operatori che non coprono il costo del capitale”.

NEXTCHEM, Fabio Fritelli: le soluzioni, dalla materia prima al prodotto finale

Il Managing Director di NEXTCHEM Fabio Fritelli al Capital Markets Day 2026 di MAIRE: “La combinazione tra tecnologie proprietarie e competenze ingegneristiche ci permette di sviluppare soluzioni che vanno dalla materia prima al prodotto finale”.

Fabio Fritelli

Fabio Fritelli: NEXTCHEM punta a offrire soluzioni industriali complete e sostenibili

A inizio marzo si è tenuto, presso la Torre 2 dell’headquarter milanese di MAIRE, il “Capital Markets Day - Reshaping Energies” del Gruppo ingegneristico fondato da Fabrizio Di Amato, che nel 2025 ha raggiunto risultati record, superando le stime in ricavi ed EBITDA. Negli ultimi anni, MAIRE ha generato un importante flusso di cassa che le ha permesso di investire ancora di più nella propria crescita. Tra le operazioni più significative per la futura evoluzione del Gruppo è la recente integrazione dell’intero capitale sociale di Ballestra da parte di NEXTCHEM. “La combinazione tra tecnologie proprietarie e competenze ingegneristiche ci permette di sviluppare soluzioni che vanno dalla materia prima al prodotto finale”, ha ribadito il Managing Director Fabio Fritelli. La società, specializzata nello sviluppo di tecnologie sostenibili, è inoltre impegnata nell’ampliamento del proprio modello di business oltre il tradizionale licensing tecnologico e i servizi di ingegneria, dedicandosi all’implementazione di nuove attività nei servizi digitali e nel supporto operativo agli impianti. “Stiamo rafforzando le nostre piattaforme di servizio andando oltre il licensing e l’ingegneria”, ha spiegato Fritelli. “L’obiettivo è offrire soluzioni industriali complete ed economicamente sostenibili”.

Fabio Fritelli: NEXTCHEM sempre più verso un modello di piattaforma integrata

Prosegue quindi l’evoluzione di NEXTCHEM verso un modello di piattaforma integrata capace di coprire l’intera filiera industriale. Dopo l’acquisizione del Gruppo Ballestra – comprendente Ballestra S.P.A. (Italia), Buss Chemtech AG (Svizzera) e Ballestra Engineering and Projects Pvt (India) – la controllata di MAIRE guidata dal Managing Director Fabio Fritelli espande la sua proprietà intellettuale e il portafoglio tecnologico nei fertilizzanti sostenibili, nei detergenti a base organica, nei derivati del fluoro e nella progettazione di reattori gas-liquido per le specialità chimiche. Fondata nel 1960, Ballestra è tra i principali operatori a livello internazionale nel licensing, nella progettazione e ingegneria di impianti di trasformazione, nonché nella fornitura di tecnologie e attrezzature proprietarie per l'industria chimica. Con un portafoglio clienti consolidato e oltre 6.400 impianti installati in tutto il mondo, consentirà dunque a NEXTCHEM di rafforzare la proposta della società nei settori dei fertilizzanti e della chimica inorganica, superando le 80 tecnologie industriali disponibili. La firma dell’accordo vincolante è stata annunciata a dicembre 2025, mentre il closing è previsto nella prima metà del 2026.

Terna, investimenti per 23 miliardi: l’obiettivo è raddoppiare la capacità di trasmissione

Il Piano di Sviluppo di Terna 2025-2034 prevede 23 miliardi di investimenti per raddoppiare la capacità di trasmissione elettrica in Italia. L’obiettivo è migliorare la distribuzione dell’energia e sostenere la transizione energetica con una rete più efficiente e moderna.

Terna

Terna: capacità di trasmissione raddoppiata entro il 2034

Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale, sta potenziando l’infrastruttura portando avanti il suo Piano di Sviluppo 2025-2034 che, con 23 miliardi di euro di investimenti, aumenterà la capacità di trasferimento di circa 15 gigawatt entro il prossimo decennio. Un passo cruciale nel percorso della transizione energetica del Paese che consentirà di raddoppiare gli attuali valori e migliorare la distribuzione dell’energia tra le diverse aree sul territorio. “Il sistema elettrico italiano – ha sottolineato l’AD e DG Giuseppina Di Foggiasta evolvendo nel percorso di transizione energetica: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, a tendere, per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie e imprese”. In questo scenario, il ruolo della rete di trasmissione risulta essere cruciale poiché genera valore duraturo: “Ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL”. Secondo la manager alla guida di Terna è però “opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una quota adeguata di generazione programmabile a basse emissioni”.

Gli investimenti di Terna per un sistema elettrico più resiliente

Gran parte degli investimenti previsti nel Piano di Sviluppo di Terna interessa le infrastrutture in corrente continua ad alta tensione (Hvdc). Si tratta di tecnologie particolarmente strategiche per la gestione dei flussi di energia in un sistema caratterizzato dalla rapida crescita delle rinnovabili. I progetti più rilevanti includono il Tyrrhenian Link, la linea di interconnessione sottomarina che unisce Campania, Sicilia e Sardegna, e l’Adriatic Link, il collegamento tra Abruzzo e Marche. Questi consentiranno di trasferire l’energia prodotta soprattutto nel Mezzogiorno verso le aree di maggior consumo del Nord Italia e rafforzare l’integrazione delle isole con la penisola. Un altro focus riguarda, invece, il potenziamento delle interconnessioni con l’estero. Tra i principali progetti troviamo i collegamenti in Hvdc con Francia, Montenegro e l’interconnessione Italia-Tunisia Elmed, nonché il rafforzamento delle linee con Austria e Svizzera. In questo caso, le infrastrutture servono ad aumentare la capacità di scambio transfrontaliero e consolidare il ruolo dell’Italia quale hub elettrico nel Mediterraneo.

giovedì 2 aprile 2026

Studio Legale M2Lex

Lo Studio Legale M2Lex, fondato dall’Avv. Manuel Macrì, presta attività di consulenza e assistenza in ambito civile e commerciale, con particolare focus su diritto immobiliare, successioni, diritto societario, proprietà intellettuale e diritto delle nuove tecnologie. Con sedi operative a Genova e Milano, lo Studio affianca privati e imprese mediante un approccio personalizzato e orientato agli obiettivi, assicurando elevati standard di competenza, trasparenza e attenzione alle esigenze del cliente.

Gianluca Bufo (Iren): cresce la domanda di energia, servono investimenti mirati

Tra i relatori della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia”, l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo ha sottolineato l’importanza di pianificare investimenti strategici per affrontare la transizione energetica con il giusto equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: fondamentale programmare gli investimenti

Si è tenuta a inizio marzo la conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia - Territori, flessibilità e infrastrutture per la sicurezza energetica”, evento promosso da Luca Squeri in collaborazione con Oliver Wyman e il World Energy Council allo scopo di dialogare su come affrontare la necessità di bilanciare sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica. Tra i presenti, anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren Gianluca Bufo, che è intervenuto nell’ambito della tavola rotonda “Le risorse del territorio come leve di sostenibilità e sicurezza”. “Quella che viviamo – ha affermato il manager – è un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui i trend globali, la digitalizzazione e le tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni. In questo contesto, poter programmare, pianificare e dibattere quelli che sono i giusti investimenti per il Paese, per guidare queste transizioni, è rilevante ed è fondamentale”. L’AD ci ha tenuto a ribadire poi il ruolo di primo piano che la multiutility intende ricoprire nella transizione energetica dell’Italia. “Siamo attivi su tutti i fronti – ha sottolineato – dallo sviluppo delle rinnovabili a tutto ciò che riguarda la flessibilità richiesta da un Paese in cui le infrastrutture energetiche devono diventare sempre più green”.

Gianluca Bufo: cosa aspettarsi nel prossimo futuro

Secondo l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo, sviluppare le rinnovabili e migliorare la flessibilità delle infrastrutture è un ottimo punto di partenza ma non basta. Per il manager, “c’è bisogno che le reti e gli elementi di flessibilità, sia nella produzione sia nell’accumulo dell’energia, seguano questo trend di decarbonizzazione, che è un tema a monte”, al quale segue la domanda a valle, in continua evoluzione. Lo dimostra la richiesta crescente legata ai data center. “Solo per i data center – ha confermato Bufo – stimiamo che anche nel nostro Paese possa accadere ciò che è accaduto negli Stati Uniti, cioè un ulteriore forte aumento della domanda di consumo di energia elettrica”. Ecco perché “servono investimenti nelle reti, investimenti nella decarbonizzazione e una forte spinta sulla transizione energetica”, da accompagnare con una pianificazione e l’utilizzo di tecnologie come l’IA che permettono maggiore flessibilità. Guardando al futuro, Gianluca Bufo ritiene che gli scenari potrebbero essere due: uno sviluppo lento e graduale o uno più repentino. In entrambi i casi, ha evidenziato il manager, Iren farà la sua parte: “Gestendo le reti, essendo fornitori di energia e potendo anche recuperare il calore utilizzato per raffreddare i data center siamo ben posizionati sui nostri territori”.