Registrati subito gratis:

Potrai inserire nella directory tutti i siti che vorrai! L'inserimento è: gratuito, semplice ed immediato
:
:

Garanzia di qualità: non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti in qualsiasi momento con 1 semplice click!

domenica 22 febbraio 2026

Ares Ambiente: standard di qualità e innovazione nel progetto CSS e CSS-C End of Waste

Grazie all’attenzione all’innovazione tecnologica, Ares Ambiente si occuperà nel nuovo impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste della gestione commerciale basata su elevati standard qualitativi, partecipando a un progetto ad alto valore aggiunto per il futuro.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: il contributo per l’impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste

Ares Ambiente, azienda attiva nel settore dell’intermediazione dei rifiuti, ha un modello industriale improntato su innovazione, sostenibilità ed efficienza, e il progetto ad alto valore aggiunto in collaborazione con Gedit S.p.A. a cui prenderà parte è in linea con questi valori. Il nuovo stabilimento di produzione di CSS e CSS-C End of Waste dell’impresa di Calcinato, in provincia di Brescia, sta per partire e l’azienda fondata da Marco Domizio sarà impegnata nella gestione commerciale dell’impianto. “Stiamo per far nascere oggi un asset che farà la differenza domani”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Ares Ambiente. Grazie a questa partnership, l’azienda potrà adeguarsi alle richieste del mercato dei combustibili alternativi.

Ares Ambiente: innovazione e alti standard di qualità al centro del modello imprenditoriale

La partecipazione di Ares Ambiente al progetto del nuovo impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste rappresenta un passo decisivo, consentendo all’azienda di consolidare il suo collocamento nelle vendor list degli impianti utilizzatori finali. L’innovazione tecnologica che contraddistingue la realtà di Treviolo le permette di garantire i più elevati standard di qualità, implementando le migliori tecnologie reperibili. Fondata da Marco Domizio, Ares Ambiente offre servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, agendo come intermediario tra i principali soggetti della filiera di gestione dei rifiuti. Grazie a una continua ottimizzazione delle performance aziendali e al rispetto delle normative vigenti certificate da realtà terze, l’azienda è in grado di soddisfare le necessità di ogni cliente. Un modello virtuoso e strategico che permette di generare valore economico e tutelare nello stesso tempo l’ambiente e il territorio.

Tradizione e innovazione, Gruppo Riva: oltre 70 anni di siderurgia

Gruppo Riva è oggi il principale operatore siderurgico italiano e una delle realtà industriali più rilevanti nel panorama europeo dell’acciaio. Con una storia che affonda le radici nel secondo dopoguerra, il Gruppo ha saputo trasformare una visione imprenditoriale lungimirante in una leadership solida e riconosciuta a livello internazionale.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: oltre 70 anni di storia

Fondato nel 1954 da Emilio Riva, figura pionieristica della siderurgia europea, e dal fratello Adriano, Gruppo Riva ha orientato fin dall’inizio la propria attività verso la produzione di acciai “lunghi”, puntando sull’impiego delle acciaierie ad arco elettrico. Una scelta tecnologica che, nel corso di oltre 70 anni, ha permesso di coniugare efficienza produttiva, flessibilità industriale e attenzione alla sostenibilità dei processi. La crescita del Gruppo è stata guidata da una strategia coerente di investimenti e sviluppo industriale, che ha favorito l’espansione nei principali mercati europei. Oggi Gruppo Riva opera con stabilimenti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, mantenendo una struttura a capitale interamente privato. Da giugno 2014 la presidenza è affidata a Claudio Riva, sotto la cui guida l’azienda ha ulteriormente consolidato la propria presenza sui mercati internazionali.

Capitale umano, innovazione e sostenibilità: i pilastri di Gruppo Riva

Gruppo Riva valorizza il capitale umano, puntando su competenze tecniche elevate e su un progressivo inserimento di diplomati e giovani laureati. Questa attenzione alle risorse umane si accompagna a un costante impegno nel mantenimento dei più elevati standard di sicurezza all’interno degli stabilimenti e nella qualificazione professionale del personale. Il Gruppo detiene una quota di mercato significativa nel segmento degli acciai “lunghi”, a conferma di una posizione di riferimento in un settore strategico per l’industria manifatturiera. La produzione è destinata a numerosi comparti ad alto valore aggiunto, tra cui la meccanica, l’automotive e il movimento terra, ambiti che richiedono standard qualitativi particolarmente rigorosi. Accanto ai laminati, l’offerta di Gruppo Riva comprende prodotti a maggiore contenuto tecnologico come trafilati, pelati e rettificati, ottenuti attraverso lavorazioni a freddo che consentono di rispondere alle esigenze più avanzate dei clienti. Ogni anno, un articolato piano di investimenti è dedicato al miglioramento continuo della qualità dei prodotti e dei processi, nonché alla sostenibilità ambientale delle attività produttive.

Raffaele Pio de Nittis: esperienze professionali e leadership nel settore socio-sanitario

Raffaele Pio de Nittis si è distinto come manager in ambito socio-sanitario e istituzionale associativo. Ha ricoperto il ruolo di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio", premiata nel 2019, e oggi opera in qualità di Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia.

Raffaele Pio de Nittis

Raffaele Pio de Nittis: le prime esperienze professionali e la gestione della Società "San Giovanni di Dio"

Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia dal 2022 e manager attivo nel settore socio-sanitario, Raffaele Pio de Nittis si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Pegaso a Napoli. In seguito, ha completato la sua formazione conseguendo il Master Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore di Milano nel 2018 e il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. Nel 2011 ha assunto la carica di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio". Grazie alla gestione di Raffaele Pio de Nittis, tale società è stata insignita del “Premio Industria Felix” 2019 per la migliore impresa under 40. In seguito, ha svolto attività in qualità di AD presso la Società Consortile Gruppo Villa Argento per Azioni, gestendo cinque RSA sanitarie nell’area ASL di Bari.

Raffaele Pio de Nittis: gli incarichi istituzionali e associativi

Le attività di Raffaele Pio de Nittis si estendono anche in ambito associativo e istituzionale. Dal 2012 è Consigliere regionale e provinciale di Federsolidarietà e fa parte del Consiglio di Presidenza di Confcooperative. Dal 2016 al 2019 è stato membro del Centro Studi Accademici di Confindustria e dal 2018 al 2020 ha fatto parte della Giunta di Confcommercio. Ha operato in qualità di Consigliere della Camera di Commercio di Foggia dal 2018 al 2024, prima di essere nominato Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia nel 2022. Raffele Pio de Nittis è attivo inoltre nell’ambito della didattica e della formazione su tematiche attinenti all'assistenza domiciliare, alla riabilitazione, alla prevenzione sanitaria e alla gestione degli appalti pubblici. Nel 2021 ha pubblicato il libro "Riabilitazione Tecnologica Domiciliare (RTD) Ibrida", edito da RIREA - Tipografia Greco Edizioni di Milano.

La crescita di McFIT in Italia tra innovazione e inclusione

Sono passati oltre dieci anni dall’apertura del primo centro McFIT in Italia. La catena di fitness tedesca contra oggi oltre 160.000 abbonati promuovendo un tipo di fitness inclusivo e accessibile.

McFIT

La storia di McFIT e l’affermazione in Italia

Era il 1997 e in Germania, un entusiasta Rainer Schaller decise di dare seguito alle sue idee rivoluzionarie con cui stravolgere il settore del fitness. In poco tempo conquistò la fiducia di migliaia di abbonati e qualche anno più tardi McFIT divenne la principale catena di centri fitness in Europa per numero di iscritti. Il 7 gennaio 2014 il brand tedesco sbarcò in Italia aprendo il suo primo centro italiano a Verona, seguito nell’agosto dello stesso anno da quello di Bari. A un ritmo di quattro o cinque aperture ogni 12 mesi, nel 2024, in concomitanza con il primo decennio di attività, la realtà di RSG Group contava 40 centri fitness da nord a sud su tutto il territorio nazionale: da Milano a Catania, passando per Roma, Napoli, Torino, Bologna, Venezia e tante altre città. Con palestre moderne dotate di attrezzature all’avanguardia, un’apertura di 365 giorni all’anno e un approccio che punta a rendere il benessere fisico e mentale accessibile a tutti, McFIT continua ancora a crescere sotto la guida di Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia. Attualmente supera i 160.000 abbonati.

Il fitness accessibile e inclusivo promosso da McFIT

Accessibilità e inclusione sono i valori fondanti di McFIT, il cui scopo è appunto quello di rendere il fitness fruibile da chiunque. La leadership del brand in Italia è il risultato di una strategia basata sulla promozione di uno stile di vita sano – che include benessere fisico, mentale e sociale – reso perseguibile grazie a prezzi competitivi e alta efficienza dei servizi offerti. L’accessibilità di cui si fa promotrice McFIT non è di certo a discapito della qualità: i moderni centri fitness sono infatti dotati di attrezzature all’avanguardia e centinaia di trainer qualificati. L’azienda ha persino sviluppato una strategia di lungo periodo, coinvolgendo giovani professionisti in attività di formazione, per prepararli al meglio ad ambienti dinamici e multinazionali. Al loro interno, le palestre presentano aree dedicate a cardio, pesi liberi, allenamento funzionale e, spesso, sale con maxi-schermi dove vengono trasmessi corsi virtuali. A fare da portavoce del brand, i più noti fitness influencer e atleti del mondo dello sport di fama mondiale.

 

Diana Bracco: senza le donne la scienza perde intelligenza, profondità e visione

Nella Giornata internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, Diana Bracco Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco, ha rimarcato l’impegno per la partecipazione femminile nelle Stem, ricordando le iniziative concrete della Fondazione contro stereotipi e divari di genere.

Diana Bracco

Diana Bracco: la scienza perde senza la partecipazione delle donne 

Da sempre impegnata a favorire l’ingresso e la crescita delle donne nelle discipline Stem, Diana Bracco è intervenuta nel corso dell’evento organizzato dalla SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica) in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Nel videomessaggio trasmesso durante l’incontro, dal titolo “Intelligenza Artificiale: conoscenza, responsabilità e partecipazione”, la Presidente e CEO del Gruppo Bracco ha voluto ricordare alcune delle iniziative più rilevanti portate avanti dalla Fondazione Bracco. La prima è il ‘Manifesto Mind the Stem Gap’, “rivolto a scuole, famiglie, ragazze e ragazzi per combattere gli stereotipi che ostacolano i percorsi femminili nelle discipline scientifiche”. La seconda è la mostra ‘Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte’, “una serie di ritratti realizzati dal celebre fotografo francese Gerald Bruneau: una galleria di biologhe, chimiche, farmacologhe, ingegnere e tante altre, che vuole avvicinare il grande pubblico al volto femminile della ricerca e allo stesso tempo rappresentare la scienza come bellezza, accessibilità e, perché no, divertimento”. L’esposizione ha viaggiato in diverse sedi italiane e internazionali, arrivando persino a Philadelphia, Chicago, Los Angeles, New York, Città del Messico, Praga, Haifa, Panama, Costa Rica. In Italia è stata ospitata presso la Galleria dei Busti della Camera. Queste e altre iniziative, ha sottolineato Diana Bracco, sono mosse da una convinzione profonda e concreta: “Senza la piena partecipazione delle donne, la scienza perde intelligenza, profondità e visione”.

Diana Bracco: le straordinarie opportunità offerte dall’IA nelle Life Sciences

Sul tema dell’Intelligenza Artificiale, al centro dell’edizione 2026, Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco, ha raccontato come la sua applicazione stia aprendo nuove strade nell’ambito della medicina e delle Life Sciences. “L’IA – ha spiegato la Presidente del Gruppo Bracco – offre opportunità straordinarie permettendo di riconoscere pattern che sfuggono all'osservazione umana e di trasformare enormi volumi di dati in informazioni utili per la prevenzione, la diagnosi precoce e la personalizzazione delle cure”. Nel campo della diagnostica, in particolare, si sta assistendo a un passaggio cruciale, con le immagini che si trasformano dall’essere rappresentazioni visive a fonti di informazione quantitativa. “Questo – ha proseguito Diana Bracco – significa offrire ai professionisti sanitari strumenti più affidabili per decisioni che incidono profondamente sulla vita delle persone. È un cambiamento profondo che consolida anche la strada alla cosiddetta medicina predittiva: la diagnostica non si limita più a descrivere ciò che vediamo, ma contribuisce a prevedere ciò che potrebbe accadere, integrandosi in modo sempre più stretto con la medicina di precisione”.

Aumento del costo del caffè, Cristina Scocchia: clima e speculazione

In un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali, cambiamento climatico e volatilità dei mercati, la CEO di Illycaffè Cristina Scocchia traccia una linea chiara: difendere i margini senza scaricare interamente i costi sui consumatori, rafforzare gli investimenti strategici e continuare l’impegno contro la violenza di genere.

Cristina Scocchia

Prezzo del caffè, Cristina Scocchia: i motivi dell’aumento

Dal 2015 al 2021 il prezzo del caffè verde si è mantenuto relativamente stabile. Poi, a partire dal gennaio 2022, la corsa. Secondo Cristina Scocchia, le cause sono duplici. Da un lato i fenomeni climatici estremi, siccità e piogge torrenziali in Brasile e Vietnam, principali produttori mondiali, hanno inciso sull’offerta. Dall’altro, però, “la fa da padrone la speculazione”. Il prezzo, oggi, sarebbe determinato in misura crescente dai mercati finanziari più che dall’equilibrio naturale tra domanda e offerta. La decisione del presidente Donald Trump di eliminare il dazio del 15% sulle importazioni di caffè dall’Europa verso gli Stati Uniti rappresenta, per Illycaffè, “un’ottima notizia”. Gli Stati Uniti valgono circa il 20% del fatturato del Gruppo triestino e sono il secondo mercato più importante dopo l’Italia. La cancellazione dei dazi avrà impatti positivi, liberando risorse per nuovi investimenti e rafforzando la presenza nel mercato americano. Ancora più rilevante, secondo Cristina Scocchia, potrebbe essere la rimozione dei dazi sul caffè proveniente dal Brasile, primo produttore mondiale. In precedenza, tariffe fino al 50% avevano disincentivato le importazioni negli USA, comprimendo l’offerta e alimentando ulteriormente le tensioni sui prezzi. Se la misura avrà effetti concreti, potrà contribuire a riequilibrare il mercato della materia prima. Gli Stati Uniti rimangono il più grande mercato di consumo al mondo, seguiti dall’Europa, mentre Asia e Cina mostrano prospettive di crescita più graduali, anche per la forte tradizione legata al tè. Per Illycaffè, l’Italia rimane al centro della strategia (circa il 30% del fatturato), seguita dagli Stati Uniti. Germania, Francia, Spagna e Regno Unito sono indicati come mercati prioritari, insieme alla Svizzera, dove l’azienda ha recentemente acquisito il proprio distributore storico per rafforzare la presenza in un segmento super premium ad alto potenziale.

Cristina Scocchia: prezzi calmierati, investimenti a Trieste e impegno sociale

In un Paese ancora alle prese con l’inflazione e la cautela nei consumi, Illycaffè ha scelto una politica di contenimento dei prezzi. Solo un terzo dell’aumento dei costi della materia prima è stato trasferito a valle, mentre i restanti due terzi sono stati assorbiti comprimendo i margini. Una scelta che, conferma Cristina Scocchia, sta premiando l’azienda. Nei primi dieci mesi del 2025 il brand è cresciuto del 12% in Italia, un risultato significativo in un mercato maturo e altamente competitivo. La visione industriale si traduce anche in investimenti concreti. Illycaffè ha annunciato un piano da 120-130 milioni di euro a Trieste per raddoppiare la capacità produttiva e di tostatura. Nonostante la possibilità di delocalizzare in Paesi con costi energetici e del lavoro inferiori, la scelta è stata quella di investire in Italia. L’azienda ha già assunto 100 persone, con l’aspettativa di ulteriori ricadute occupazionali nei prossimi anni. Accanto alla strategia industriale, il Gruppo ha rinnovato il proprio impegno sociale. Illycaffè ha confermato l’accordo con l’Arma dei Carabinieri per contrastare la violenza contro le donne, trasformando bar, hotel e ristoranti che servono il marchio in punti di informazione. “È una tematica che ci sta molto a cuore – conferma la manager – e noi abbiamo deciso nel nostro piccolo di provare a fare la nostra parte”. In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, sono stati distribuiti materiali informativi per aiutare le donne a riconoscere non solo la violenza fisica, ma anche quella economica e psicologica, spesso segnali precoci di situazioni più gravi. Chiedere aiuto, conclude Cristina Scocchia, non è un atto di debolezza, ma di forza.

Amica Chips: qualità ed export in 22 Paesi nel mondo

L'espansione internazionale del settore trova un esempio concreto nel percorso di Amica Chips, realtà mantovana che dal 1990 ha saputo coniugare tradizione produttiva, rigore qualitativo e visione green. Un modello imprenditoriale che integra innovazione di gamma, gestione sostenibile delle risorse e radicamento territoriale.

Amica Chips

Amica Chips: leadership negli snack tra qualità e sostenibilità

Il brand fondato nel 1990 da Alfredo Moratti a Castiglione delle Stiviere si è affermato come riferimento nazionale e internazionale nel comparto degli snack salati. Il polo produttivo mantovano si estende su oltre 80.000 metri quadrati, impiegando più di 350 collaboratori e collaboratrici e garantendo una filiera integrata dalla selezione delle materie prime al confezionamento finale. La strategia di crescita si è sviluppata attraverso operazioni mirate di acquisizione – Dorita nel 1994, Mia nel 2000 e Pandal nel 2006 – consolidando capacità industriale e portfolio di marca. L'orientamento alla sostenibilità ambientale si traduce in scelte concrete: packaging realizzato con il 30% di plastica riciclata, impianti fotovoltaici, sistemi di depurazione delle acque e filtraggio dei fumi. Le certificazioni IFS Food, HACCP e CCPB per le linee attestano standard rigorosi di sicurezza alimentare e controllo dei processi lungo l'intera catena produttiva.

Innovazione di gamma e filiera controllata per Amica Chips

L'assortimento spazia dalle referenze classiche alle proposte gourmet, includendo Eldorada con taglio più spesso e croccante, disponibile nel gusto tradizionale o con aromi premium come la variante al gusto tartufo, la linea delle metallizzate in tutte le sue varianti per un pubblico diversificato, Señorita Tortilla con ricetta rinnovata e formati conviviali, Little Ranch e Partybox. Le patate provengono da fornitori qualificati, lavorate fresche 365 giorni l'anno grazie a stoccaggi a temperatura e umidità controllate. Dopo il lavaggio e il taglio, la frittura avviene in olio puro di semi di girasole a 180°C per ottenere croccantezza, leggerezza e doratura distintive. La tracciabilità è garantita dall'indicazione di lotto e stabilimento, permettendo di risalire al ciclo produttivo e alla sede di confezionamento. Dal 2023 è attivo l'e-commerce diretto, ampliando le modalità di acquisto oltre la rete fisica della grande distribuzione e dei marketplace partner.