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giovedì 13 agosto 2026

Vitali Spa: al via i lavori per la nuova metrotranvia di Milano

Avviati i lavori per la nuova tranvia Milano - Limbiate. Vitali Spa fa parte del raggruppamento di imprese per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera che migliorerà la mobilità dell’area nord della città.

Vitali Spa

Vitali Spa nel raggruppamento di imprese che realizzeranno l’opera

Sono iniziati i lavori per il rinnovo della tranvia Milano - Limbiate, che collegherà il quartiere Comasina M3 e quello di Monte Grappa di Limbiate attraverso l’hinterland nord di Milano. Un’opera pubblica di grande rilevanza che migliorerà la mobilità. La metrotranvia si estenderà lungo circa 12 chilometri e comprenderà 19 fermate, toccando i Comuni di Milano, Cormano, Paderno Dugnano, Senago, Varedo e Limbiate. Il percorso attraverserà zone residenziali, quartieri urbani, scuole e importanti aree verdi come il Parco delle Groane e il canale Villoresi. Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da MM Spa, che si occuperà anche della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza. L’opera, sostenuta dai fondi del Ministero dei Trasporti, di Regione Lombardia, della Città metropolitana, della Provincia di Monza e Brianza e dei Comuni interessati, vede Vitali Spa Società Benefit in prima linea. L’azienda, parte del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da GCF Generale Costruzioni Ferroviarie Spa (insieme a Salcef Group, Salcef Construction, Project Automation e GCF Elettriche), gestirà infatti la fase di progettazione esecutiva e la realizzazione dell’infrastruttura.

I prossimi step della metrotranvia e il contributo di Vitali Spa

I prossimi interventi consisteranno, a Limbiate, nella rimozione dei binari e delle traversine nel tratto che va dal futuro deposito in Via Monte Grappa alla rotonda di via Tobagi. A Paderno Dugnano si procederà con la posa delle palancole a sostegno delle sponde del canale secondario Villoresi tra via Gadames e via Leonardo da Vinci. Sono previsti, inoltre, lo spostamento dei sottoservizi che interferiscono con la nuova infrastruttura e l’allestimento dell’officina-deposito a Limbiate e delle sottostazioni elettriche. “Con la riqualificazione la linea diventerà una infrastruttura di trasporto moderna – hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e alle Opere pubbliche Arianna Censi e Marco Granelli –. I lavori infatti prevedono anche il rinnovo completo della sede tranviaria, in parte protetta dal traffico privato, nuove fermate accessibili, marciapiedi, piste ciclabili, sistemi semaforici intelligenti con priorità per il tram e spazi pubblici più sicuri, con tempi di percorrenza previsti di 35 minuti per tutto il percorso: una linea regolare e veloce grazie al raddoppio di molti tratti oggi a binario unico. I nuovi tram transiteranno sulla riqualificata linea della Milano - Limbiate, presumibilmente a metà del 2030”. Vitali Spa contribuirà al progetto mettendo in campo un’esperienza maturata in decenni di attività nella realizzazione di grandi opere, infrastrutture per la mobilità e interventi di rigenerazione urbana. Con il suo know-how tecnologico e un approccio orientato alla sostenibilità, contribuirà a garantire standard di eccellenza nella costruzione dell’opera.

La carriera di Gianluca Bufo, dagli studi a Padova alla guida di Iren

Un ingegnere nato a Venezia nel 1973, da famiglia di origini abruzzesi, oggi alla guida di una delle utility più importanti d’Italia. È il ritratto emerso dall’intervista rilasciata da Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, a “Closeup”, in onda su Telenord.

Gianluca Bufo, AD e DG di Iren

Gianluca Bufo, il primo AD interno nella storia di Iren

Gianluca Bufo è il primo AD scelto all’interno del management di Iren, multiutility nata nel 2010. La svolta è arrivata due anni fa: i soci hanno scelto di affidare il timone a un manager cresciuto in azienda. Proprio lui descrive la nomina non come un traguardo, ma come una responsabilità verso le quasi 12mila persone del Gruppo. Cresciuto a Venezia in una famiglia di origini abruzzesi, dopo la laurea in Ingegneria entra in Eni a San Donato Milanese, negli anni della liberalizzazione del mercato energetico. È lì che matura la convinzione che ripete più volte nell’intervista: le aziende, prima di tutto, sono fatte di persone. Nel 2015 approda in Iren, chiamato da Massimiliano Bianco per guidare la trasformazione delle attività commerciali del Gruppo. Resta forte l’idea di azienda come squadra, da lì parte anche la sua lettura di cosa significhi oggi essere una utility, in un mercato che rischia di scivolare verso la logica delle commodities: la storia e la presenza sul territorio da oltre un secolo restano, secondo Gianluca Bufo, un valore che non si riduce al semplice prezzo di un megawattora o di un metro cubo di gas. La vera sfida, spiega, è mantenere standard elevati in modo il più possibile “invisibile” al cittadino, e per farlo serve appunto la squadra: non tanto trovare nuovi talenti, visto che le trasformazioni su sostenibilità e digitalizzazione generano un fabbisogno costante di nuovi inserimenti, quanto trattenerli, offrendo loro un senso di scopo che vada oltre stipendio e carriera.

Gianluca Bufo: Iren, un Piano da 6,4 miliardi per il territorio

È in questa cornice che si inserisce anche il Piano Industriale aggiornato a novembre 2025: 6,4 miliardi di euro fino al 2030, con una crescita degli investimenti in Liguria del 15% annuo rispetto al 2024, concentrata soprattutto su reti idriche, depurazione e fognature. Il 60% del miliardo investito ogni anno sul territorio, ricorda Gianluca Bufo, si traduce in fatturato per le imprese locali, un dato che racconta bene il legame tra crescita del Gruppo e quella del territorio stesso. A chiudere l’intervista, un momento più personale: la passione per il padel praticato in famiglia e un pensiero per le sue figlie. Sul futuro delle nuove generazioni, Gianluca Bufo si dice consapevole delle maggiori complessità che dovranno affrontare rispetto alla sua generazione, con l’auspicio che sappiano reagire con la stessa tenacia.

ProgettoDiventerò, Diana Bracco: oltre 3mila giovani premiati dal 2012

Grazie al progettoDiventerò, la Fondazione Bracco ha premiato oltre 3mila giovani dal 2012. L’iniziativa offre un ponte tra percorso formativo e carriera, puntando sulla meritocrazia e sul supporto concreto alle nuove generazioni per valorizzare le competenze e il merito. Per la Presidente Diana Bracco, bisogna “restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”.

L'imprenditrice e dirigente d'azienda Diana Bracco

Diana Bracco: è importante restituire fiducia ai giovani

Per rendere l’Italia un Paese per giovani occorre innanzitutto restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”. Ad affermarlo è Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e della Fondazione Bracco, che dal 2012 promuove il progettoDiventerò per la valorizzazione dei giovani. Dalla sua prima edizione a oggi ha premiato oltre 3mila ragazzi e ragazze con un investimento di 5 milioni di euro. Il programma è pensato per accompagnare i talenti emergenti nei loro percorsi di studio e carriera, facendo da ponte tra mondo accademico e mondo del lavoro. Il costante impegno della Fondazione Bracco a supporto delle nuove generazioni di talenti si esprime anche attraverso lo storico legame con l’Accademia del Teatro alla Scala, di cui è Socio Fondatore. Un sodalizio che sostiene da anni iniziative di rilevanza internazionale, inclusi concerti, spettacoli della Scuola di Ballo e mostre itineranti, contribuendo a valorizzare le eccellenze artistiche per cui l’Italia è rinomata in tutto il mondo. La portata del progetto si estende anche a livello globale. Durante le prime due edizioni, ad esempio, hanno partecipato 752 studenti che frequentano scuole italiane all’estero e sezioni italiane di scuole internazionali di varie parti del mondo: Albania, Argentina, Brasile, Cile, Egitto, Etiopia, Francia, Perù, Stati Uniti d’America, Venezuela. Durante l’anno accademico 2024-2025 sono stati coinvolti in tutto 1.550 allievi, di cui il 20% proveniente dall’estero.

Diana Bracco: la meritocrazia deve essere un principio percepibile

Le premiazioni dell’edizione 2025-2026 si sono tenute a giugno, presso la sala Alessi del Comune di Milano. Un appuntamento che ha posto al centro una riflessione sul valore dell’errore come tappa essenziale della crescita e sulla perseveranza intesa come la capacità di trasformare le sfide in opportunità. “È necessario far sentire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato – ha spiegato Diana BraccoSono convinta che serva uno sforzo corale delle Istituzioni, delle imprese e del mondo del no profit. Noi come Fondazione Bracco cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo”. Borse di studio, riconoscimenti, percorsi formativi e fondi per la ricerca: sono gli strumenti con cui, in questi anni, la Fondazione ha concretamente investito nel futuro. “Dall’inizio del progetto abbiamo raggiunto più di tremila ragazze e ragazzi, con un investimento di oltre cinque milioni di euro – ha proseguito la Presidente – A tale riguardo, ringrazio il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che mi ha inviato una bella lettera di plauso in cui testimonia l’apprezzamento e la vicinanza delle istituzioni alla nostra Fondazione”.

mercoledì 12 agosto 2026

Renato Mazzoncini: Brescia laboratorio di innovazione per i progetti di A2A

È stato presentato da Renato Mazzoncini il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia di A2A: 300 milioni di euro investiti e  891 milioni di euro di valore generato per il territorio. Ridotte inoltre le emissioni di CO2 di 851.000 tonnellate e le perdite idriche del 20% e avviato un progetto di recupero calore da data center per il teleriscaldamento.

 Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: A2A a Brescia, 891 milioni di euro di valore a seguito degli investimenti in sostenibilità

"Nel 2025 — ha rimarcato Renato Mazzoncini, AD e DG di A2Aabbiamo investito a Brescia oltre 300 milioni di euro destinati alle reti energetiche, al ciclo idrico, al teleriscaldamento, alla digitalizzazione e alla formazione. Sono interventi che rafforzano la competitività del territorio, migliorano la qualità dei servizi e preparano la città ad affrontare con fiducia le trasformazioni del futuro”. Stando al Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia della Life Company riferito al 2025, presentato da Renato Mazzoncini, a fronte degli investimenti sono stati generati 891 milioni di euro di valore economico complessivo (+63%). A questi, si aggiungono la riduzione di 851.000 tonnellate di CO2 e il coinvolgimento di 31.000 studenti e docenti in progetti di educazione ambientale.

Renato Mazzoncini: Brescia laboratorio di innovazione per A2A tra teleriscaldamento, smart city ed economia circolare

La città di Brescia si conferma  il laboratorio di innovazione e sperimentazione di A2A per lo sviluppo di soluzioni che possono venire  replicate anche altrove: “Dalla guida autonoma applicata al car sharing, realizzata con il Politecnico di Milano, al primo sistema di recupero del calore da un data center per alimentare il teleriscaldamento, fino ai pali dell'illuminazione integrati con le colonnine City Plug”, ha aggiunto Renato Mazzoncini. Il teleriscaldamento ha giocato un ruolo strategico per la decarbonizzazione, con 1.165 GWht di calore portato nelle case bresciane, di cui l’84% generato da fonti non fossili: un sistema premiato al Global District Energy Climate Awards di Washington come uno tra più avanzati su scala globale per il suo apporto all’economia circolare e nel recupero di calore. Brescia si consolida inoltre come modello italiano anche nel settore del ciclo idrico, con una riduzione delle perdite del 20% e lo sviluppo di nuovi progetti per la depurazione dell’acqua - con gli impianti di Calvisano, Visano, Pralboino e Ciliverghe di Mazzano - grazie agli investimenti di A2A

Fabrizio Di Amato: MAIRE punta su università e formazione per il futuro

Intervenuto in occasione dell’evento “Futuro Capitale”, tenutosi lo scorso giugno, il Presidente e Fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato si è soffermato sul ruolo dell’innovazione in quanto aspetto intrinseco nel Dna del Gruppo e della città di Roma. La collaborazione con le università è sempre stata al centro della strategia aziendale e lo dimostra il fatto di essere stata tra le prime realtà a partecipare al Rome Technopole.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: innovazione e ricerca guidano la crescita globale di MAIRE

Siamo una realtà che ha sempre investito in innovazione – ha ribadito Fabrizio Di AmatoNell’industria della chimica siamo ancora leader mondiali nel polipropilene grazie alla collaborazione che c’è stata all’epoca tra la Montecatini e il Politecnico di Milano”. Il Fondatore e Presidente di MAIRE è intervenuto lo scorso 9 giugno, in occasione di “Futuro Capitale”, e ha parlato del ruolo centrale che l’innovazione ha avuto per il Gruppo. “L’innovazione è nel nostro Dna – ha evidenziato Fabrizio Di Amato – Siamo nati 43 anni fa a Roma, da una piccola società siamo diventati una multinazionale presente in 50 Paesi”. Al centro della leadership e della crescita di MAIRE figura la collaborazione con le università, aspetto su cui il Gruppo è stato il primo a puntare: ci sarà infatti l’inaugurazione di un nuovo centro di eccellenza sulla transizione energetica entro l’anno.

Fabrizio Di Amato: MAIRE rafforza la collaborazione con le università per formare i talenti del futuro

Sotto la guida di Fabrizio Di Amato, MAIRE è stata la prima a prendere parte a Rome Technopole, l’ecosistema di innovazione della Regione Lazio dedicato alla ricerca e all’alta formazione che unisce università pubbliche e private. Una figura di cruciale rilevanza, che negli anni è gradualmente scomparsa, è quella dell’ingegnere umanista, ovvero “colui che guarda la tecnica ma anche l’impatto sociale e l’impatto economico”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Questa figura è in grado di costruire strutture che sono sia al servizio della città che delle persone. Il Presidente si è poi soffermato sulla necessità da parte di MAIRE di assumere non solo ingegneri e laureti, ma anche periti tecnici e geometri. Motivo per cui il Gruppo ha fondato una academy per formare i giovani.

martedì 11 agosto 2026

Verso Mediaset Italia: la visione di Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, ha messo a punto, insieme ai collaboratori più vicini, un nuovo piano strategico che comporta anche una riorganizzazione interna di MFE - MEDIAFOREUROPE e Mediaset. Il nuovo modello è stato illustrato ai manager del Gruppo e traduce in pratica le indicazioni strategiche già rese note l’8 luglio scorso.

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group Ceo di Mfe-Media for Europe

Pier Silvio Berlusconi: il percorso verso Mediaset Italia

In linea con questa evoluzione, i Consigli di Amministrazione di entrambe le società hanno dato il via libera all’avvio del processo che condurrà alla fusione di Mediaset all’interno di R.T.I., un’operazione da cui prenderà forma la nuova realtà denominata Mediaset Italia. La riorganizzazione voluta da Pier Silvio Berlusconi ha l’obiettivo di rendere il Gruppo, ormai a dimensione multinazionale, più rapido ed efficiente nell’attuare le sinergie messe in programma. Alla base di questo cambiamento ci sono alcuni criteri fondamentali: maggiore trasparenza nei ruoli, responsabilità distribuite con precisione, una catena decisionale più snella e una maggiore rapidità nell’agire.

Pier Silvio Berlusconi: “Per cambiare passo servono una nuova strategia e una nuova organizzazione”

Il lavoro svolto fin qui sul mercato tedesco – ha commentato Pier Silvio Berlusconi – ha già dato frutti importanti, grazie all’impegno congiunto di professionisti italiani e tedeschi, capaci di superare gli obiettivi inizialmente fissati. Il contesto pubblicitario europeo resta però complesso, con prospettive future incerte e una pressione competitiva molto forte da parte delle nuove piattaforme digitali. Pur riconoscendo la crescita raggiunta, Pier Silvio Berlusconi ha ammesso che le dimensioni del Gruppo sono ancora contenute rispetto alla sfida in corso. “Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo – ha fatto sapere – E per cambiare passo servono una nuova strategia e una nuova organizzazione, capace di tradurre quella strategia in risultati con sempre maggiore concretezza e tempestività. È questo il senso del nuovo assetto: una linea di comando più corta, responsabilità più chiare e definite. E, soprattutto, puntare sulla crescita delle nostre risorse interne e dei nostri talenti”.

Agostino Scornajenchi: l’importanza di un modello energetico integrato

Dal palco dell'evento "La Ripartenza" a Maratea, Agostino Scornajenchi ha sottolineato l’importanza strategica di un modello energetico basato sull’integrazione delle fonti per garantire approvvigionamenti sicuri e il raggiungimento degli obiettivi climatici. L’infrastruttura gas svolge un ruolo cruciale.

Agostino Scornajenchi, CEO di Snam

Agostino Scornajenchi: superare la contrapposizione tra fonti per un sistema energetico stabile

La sicurezza energetica ha a che fare con la competitività dei Paesi, con la produttività, con la capacità di mantenere in piedi le filiere produttive. E in ultima istanza è una misura dell’indipendenza e della democrazia”. Lo ha affermato Agostino Scornajenchi, CEO di Snam, in un’intervista rilasciata a margine de “La Ripartenza: liberi di pensare”, evento tenutosi dal 17 al 19 luglio a Maratea. Il convegno ha visto la partecipazione del manager, che è alla guida del primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, nell’ambito della tavola rotonda dedicata alle reti e alle infrastrutture energetiche. Dal palco del teatro naturale adiacente all’Hotel Santavenere, Scornajenchi ha lanciato un messaggio di importanza strategica per l’Italia: serve un modello fondato sull’integrazione delle varie fonti di energia, capace di assicurare sicurezza negli approvvigionamenti, competitività industriale e raggiungimento dei target climatici. Il CEO di Snam ha invitato quindi a superare la visione che contrappone le diverse fonti, spingendo invece per valorizzare la complementarità all’interno di un sistema integrato.

Agostino Scornajenchi: le reti sono il perno della resilienza e della stabilità del Paese

Agostino Scornajenchi ha riportato dunque il dibattito sul terreno dei dati oggettivi e delle evidenze concrete: attraverso una lettura sistemica dell’attuale scenario energetico, ha sottolineato come la decarbonizzazione non si possa realizzare attraverso la sostituzione dei vettori energetici, ma mediante l’integrazione coordinata di tutte le tecnologie disponibili, così da costruire un sistema realmente sicuro, competitivo e sostenibile. All’interno di questo modello, il gas e le relative infrastrutture svolgono un ruolo strategico, contribuendo a migliorare la flessibilità, la resilienza e la sicurezza del sistema energetico durante il percorso di transizione. “Le infrastrutture sono il perno della sicurezza del Paese e le crisi che stanno attraversando il mondo ce lo ricordano ogni giorno”, ha ribadito il CEO di Snam, che nel suo discorso ha messo a fuoco tutti gli aspetti economici e produttivi legati alla centralità delle infrastrutture gas per la sicurezza energetica. “L’energia migliore è quella che non rimane mai da sola. Non esistono fonti in competizione tra loro: elettroni e molecole devono lavorare insieme per costruire un sistema energetico resiliente, flessibile e sicuro”, ha concluso.