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venerdì 31 luglio 2026

Pier Silvio Berlusconi: la crescita di MFE e le nuove sfide in Europa

Procede a passo spedito il progetto che Pier Silvio Berlusconi porta avanti in Europa con MFE per la creazione di un grande polo media in grado di competere sempre più efficacemente con i giganti del web e dello streaming: le dichiarazioni del Chairman e Group CEO durante la “Serata con la stampa” sui traguardi raggiunti e le nuove sfide.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE in Europa, il punto sul progetto

In occasione della “Serata con la stampa” a cui hanno preso parte oltre 100 giornalisti e 50 manager, Pier Silvio Berlusconi ha delineato il percorso di crescita di MFE - MEDIAFOREUROPE, progetto di respiro internazionale che punta alla creazione di una una realtà unica nel panorama internazionale: un polo media paneuropeo capace di competere sempre più efficacemente con i giganti del web e dello streaming. I risultati economico-finanziari raggiunti e le positive performance sul fronte degli ascolti rappresentano la conferma della solidità della strategia e della visione di MFE. “È passato solo un anno, per noi un anno decisivo e importante, ma quante cose sono cambiate in un anno?”, ha evidenziato Berlusconi ricordando come nell’estate 2025, quando si era svolto l’evento di presentazione dei titoli della scorsa stagione tv, l’OPA lanciata su ProSiebenSat.1 era ancora in corso. “Oggi, un anno dopo, abbiamo raggiunto la maggioranza e il controllo di ProSiebenSat.1, a cui si è aggiunta una partnership molto positiva con l’azienda media portoghese Impresa. Germania, Portogallo, Italia, Spagna, Svizzera, Austria: MFE è una realtà con un potenziale di 200 milioni di spettatori”, ha rimarcato il CEO.

Pier Silvio Berlusconi: la tv italiana è il benchmark da esportare

“MFE, operazione coraggiosa mai fatta da nessuno: un grande agglomerato di aziende europee che si poggia sulla televisione generalista gratuita. Nessuno, a parte noi, ci aveva nemmeno pensato. Noi l’abbiamo fatto, ci crediamo”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi. “Ci siamo dati obiettivi semplici e chiari partendo dalla nostra essenza, quella di editori televisivi che vogliono investire sul prodotto: in Italia già lo facciamo e lo faremo negli altri Paesi in controtendenza, con la TV italiana che è il benchmark da esportare”, ha spiegato il CEO. “Solo un anno fa non era partita La ruota della fortuna che, lo dico con orgoglio, ha cambiato i destini e le proporzioni della televisione italiana. L’obiettivo è quello di continuare a investire nei contenuti, nella tecnologia e nell’innovazione attorno al mantra “pensare europeo per restare locale” traendo linfa dalle differenze”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi annunciando il lancio per gennaio di una digital platform europea unica con il meglio delle produzioni di ogni Paese in cui il Gruppo è presente: “Vogliamo creare il nuovo standard premium da portare a utenti e investitori dando informazioni certificate, dimensione, qualità e diversità dei profili e sicurezza”.

Patto Italia-Francia sulla moda: l’incontro a Parigi con Luca de Meo (Kering)

Vertice a Parigi tra il Ministro Urso e Luca de Meo: al centro del colloquio la tutela del Made in Italy e il contrasto all'illegalità. Il CEO di Kering ha ribadito la centralità della manifattura italiana, che genera oltre il 60% del fatturato totale del colosso del lusso.

Luca de Meo

Luca de Meo a colloquio con il Ministro Adolfo Urso

Luca de Meo, CEO di Kering, ha incontrato a Parigi Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, insieme ai vertici di Lvmh, per parlare di un’intesa volta a contrastare l’ultra fast fashion. Italia e Francia, i due pilastri indiscussi dell’alta moda a livello globale, starebbero infatti collaborando per rafforzare la filiera del lusso e porre un freno a illegalità e sfruttamento del lavoro. Tra le proposte ci sono misure che favorirebbero la tracciabilità e la legalità lungo tutta la filiera produttiva, quindi dalle piccole realtà ai giganti del settore. “Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la catena del valore in Italia, che è diventata la fabbrica del lusso mondiale, anche attraverso un patto di sistema tra Italia e Francia, consapevoli di essere parte di un unico ecosistema industriale”, ha dichiarato Urso, che ha poi detto di aver “individuato un percorso comune per tutelare meglio il comparto anche in sede europea, come dimostra la nuova iniziativa doganale sui piccoli pacchi extra-Ue”.

Luca de Meo si candida a modello di riferimento per la manifattura italiana

Entrambi i colossi del lusso poggiano la propria struttura sulla manifattura italiana: l’80% della filiera produttiva fa capo alla penisola, sia per le maison di Lvmh – tra cui spiccano Fendi, Bulgari e Loro Piana – sia per quelle del portafoglio Kering, come Gucci, Bottega Veneta e Brioni. Durante l’incontro, il CEO di Kering Luca de Meo si è mostrato aperto a sostenere eventuali nuovi progetti come modello di riferimento, con l’obiettivo di consolidare la catena di fornitura, contrastare forme di illegalità e migliorare qualità e condizioni di lavoro. D’altronde, i marchi italiani generano già oltre il 60% del fatturato complessivo del Gruppo.  Pure il Presidente e CEO di Lvmh Bernard Arnault ha espresso l’intenzione di proseguire sulla stessa strada. Il Gruppo da lui guidato impiega quasi 20mila lavoratori in Italia e negli ultimi cinque anni ha investito circa 500 milioni di euro all’anno nel Paese. L’intesa tra i due Governi sarà approfondita nelle prossime settimane, a seguito del confronto con le associazioni di categoria.

Luca Dal Fabbro: servono nuovi investimenti per le infrastrutture delle utility

Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto all’evento “Finanziare il futuro delle utilities”, dove ha sottolineato la necessità di nuovi investimenti per la resilienza di reti idriche e elettriche, oltre che per impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti, in particolare nel Mezzogiorno. La soluzione: un basket bond per facilitare l’accesso al mercato dei capitali.

 Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: l’importanza degli investimenti nel Mezzogiorno

“Gli eventi meteorologici estremi ci impongono di investire nella resilienza delle reti elettriche e idriche — ha evidenziato Luca dal Fabbro all’evento “Finanziare il futuro delle utilities” dello scorso 8 luglio a Milano — mentre la crescente digitalizzazione delle infrastrutture rende i sistemi più esposti ai rischi di attacchi informatici”. A seguito dei finanziamenti del PNRR, le utilities devono fronteggiare nuove sfide per rafforzare le proprie infrastrutture, per cui sono necessari nuovi investimenti. A questo si aggiunge il divario del Sud Italia per quanto riguarda il sistema impiantistico per i rifiuti. Nonostante “l'Italia rappresenti un'eccellenza nel recupero e nel riciclo — ha sottolineato Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbronel Mezzogiorno mancano ancora impianti di termovalorizzazione”. Una soluzione proposta dal Presidente coinvolge direttamente il contributo della finanza.

Luca Dal Fabbro: il basket bond per facilitare l’accesso ai capitali delle utility 

“Per affrontare queste sfide sono necessari investimenti per circa 20 miliardi di euro e la finanza può svolgere un ruolo determinante — ha ribadito Luca Dal FabbroCome Utilitalia stiamo lavorando a un basket bond, cioè a un modello che consenta a più imprese di aggregarsi, realizzare un'emissione obbligazionaria congiunta e inserirla in un basket di bond”. Tramite questo strumento sarebbe possibile diminuire i costi di finanziamento e semplificare l’ingresso al mercato dei capitali di quelle realtà più piccole, potendo contare sul supporto di garanzie da parte di istituzioni quali SACE, Gruppo assicurativo-finanziario italiano controllato dal MEF, della Banca Europea per gli Investimenti e di Cassa Depositi e Prestiti. Luca Dal Fabbro: “Abbiamo già presentato il progetto nel corso della nostra Assemblea e stiamo lavorando al lancio di un caso pilota”.

Teva Italia: l'accesso alle cure passa anche dai farmaci equivalenti

L’accessibilità al sistema sanitario nazionale al centro del convegno “Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema”, a cui ha preso parte Teva Italia. Al centro dell’intervento, i dati sulla scarsa penetrazione dei farmaci equivalenti in Italia in rapporto alla media europea.

Teva Italia

Teva Italia: farmaci equivalenti ancora poco diffusi in Italia, serve una maggiore cultura sul tema

“Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema” è il titolo del convegno a cui ha partecipato Teva Italia lo scorso 18 giugno, che ha riunito istituzioni, associazioni di pazienti e clinici per discutere sull’accessibilità alle cure del sistema sanitario nazionale. L’azienda leader nel settore dei farmaci equivalenti ha riportato alcuni dati sulla penetrazione di questo tipo di farmaci in Italia: nonostante aumentino le persone affette da patologie croniche, gli equivalenti rappresentano solo il 9% del mercato farmaceutico del Paese, stando alle elaborazioni TEHA su dati OCSE, rispetto al 54% del Regno Unito e al 30% della Francia. Questa scarsa penetrazione, in Italia, si traduce in un aggravio di costi per i cittadini: circa 1,1 miliardi di euro sborsati ogni anno per coprire il differenziale di costo dei farmaci di marca (ex-originator) rispetto a quelli equivalenti. Serve quindi promuovere una maggiore cultura sul tema sia verso i pazienti che verso gli operatori sanitari, considerando che un maggior utilizzo degli equivalenti potrebbe garantire un maggior accesso alle cure soprattutto ai malati cronici e a quelli con basso reddito.

Teva Italia: ricerca, innovazione e farmaci equivalenti per un sistema sanitario più sostenibile

I farmaci equivalenti non rappresentano soltanto uno strumento di efficienza – ha sottolineato l’AD di Teva Italia Umberto Comberiati, intervenuto nel corso dell’evento – sono una componente strutturale del sistema salute, capace di sostenere la gestione delle cronicità, ridurre le barriere di accesso e liberare risorse da reinvestire nell’innovazione e nei servizi”. Solo nel triennio 2022-2025, infatti, l’azienda ha investito circa 3 milioni di euro in ricerca e sviluppo, negli ambiti delle neuroscienze, emicrania, schizofrenia, atrofia multisistemica e immunologia, con programmi su asma, vitiligine e malattie infiammatorie croniche intestinali. “Per noi accesso e innovazione non sono dimensioni alternative – ha specificato l’AD di Teva Italia – ma due leve complementari attraverso cui contribuire in modo sostenibile all’evoluzione del sistema salute”.

Alessandro Viglione: il successo nel caso penale tributario del giugno 2024

L'avvocato penalista Alessandro Viglione, partner dello Studio Legale Lauri Viglione, ha ottenuto l’assoluzione con formula piena per l’AD di una società di idrocarburi a Milano in un importante processo del 2024. Grazie alla sua linea di difesa ha tutelato anche la posizione e la reputazione del manager.

Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: il successo in un rilevante processo del 2024

Nel giugno del 2024 l’avvocato penalista Alessandro Viglione ha avuto un ruolo chiave nella difesa dell’AD di un’importante società attiva nel settore degli idrocarburi. Contando sulla sua esperienza nella gestione di contenziosi complessi e sulle competenze maturate nell’arco della sua carriera, il partner dello Studio Legale Lauri Viglione, con il supporto degli avvocati Ciro De Vincenzo e Corrado Ferriani, è riuscito a ottenere l’assoluzione del manager. Il caso, relativo a un’accusa contestata dalla Procura di Milano su una presunta frode fiscale e in particolare su evasione dell’IVA tramite l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti su più annualità, si è concluso con l’assoluzione con formula piena dell’AD poiché il fatto non sussisteva. Il contributo di Alessandro Viglione si è quindi rivelato fondamentale nel delineare una linea difensiva solida ed efficace, in grado di smontare l’accusa e tutelare sia la posizione giuridica che l’integrazione reputazionale del manager.

Il profilo dell’avvocato Alessandro Viglione

Specializzato in diritto penale, l’avvocato Alessandro Viglione, partner dello Studio Legale Lauri Viglione, offre servizi legali sia in ambito processuale che stragiudiziale. Tra le sue aree di intervento rientra anche l’assistenza per mitigare gli impatti reputazionali derivanti dai procedimenti penali. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha perfezionato gli studi con un Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa nello stesso ateneo. Dopo aver ottenuto l’abilitazione all’attività di avvocatura al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori, Alessandro Viglione ha deciso di indirizzare la sua carriera da avvocato verso le aree di diritto penale dell’economia, diritto penale tributario, diritto penale dei mercati finanziari, reati fallimentari, diritto penale bancario e societario, infortuni sul lavoro, diritto penale ambientale e responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001. Autore di pubblicazioni in materia di diritto penale dell’economia, è membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

Sesa, Alessandro Fabbroni: presentato il Piano Welfare 2026-2027

Sesa presenta il Piano Welfare 2026-2027 dedicato al personale del Gruppo con iniziative su salute, sport, genitorialità, inclusione e benessere. Il CEO Alessandro Fabbroni: “Nasce dall’ascolto dei bisogni delle nostre persone”.

Alessandro Fabbroni

Sesa, nuovo Piano Welfare da 4,5 milioni sotto la guida di Alessandro Fabbroni

Un nuovo Piano Welfare da circa 4,5 milioni per le 6.700 persone che lavorano nelle diverse aree – Technology, Digital Platform e Vertical Application – del Gruppo Sesa. Il programma, sviluppato insieme a Fondazione Sesa, amplia le misure di welfare aziendale con interventi articolati in cinque aree: salute, sport, genitorialità, inclusione e miglioramento del benessere. Tra le novità introdotte c’è l’incremento dei “Flexible Benefits” da utilizzare per servizi dedicati a viaggi, istruzione, cultura, sport e tempo libero. Confermati, invece, il “Pacchetto Salute”, il “Microcredito Aziendale”, il sostegno alla mobilità abitativa e lo sportello psicologico. Debutta, inoltre, una nuova area dedicata alle convenzioni aziendali, che punta ad ampliare l’accesso a servizi e agevolazioni per i collaboratori e le collaboratrici della realtà guidata da Alessandro Fabbroni, che al 30 aprile 2025 ha registrato ricavi consolidati pari a 3,357 miliardi di euro ed è quotata sul segmento Euronext STAR di Borsa Italiana.

Alessandro Fabbroni: Sesa accompagna la crescita professionale e personale dei collaboratori e delle collaboratrici

Nell’ambito della work-life balance, proseguono i programmi dedicati al benessere fisico e mentale, comprensivi di iniziative incentrate sull’attività sportiva, la nutrizione e il wellbeing. Trovano conferma nel Piano Welfare 2026-2027 lo Sportello Nutrizionale, il contributo Welfare Sport e i permessi per il volontariato sociale. Spazio anche alle misure pensate per supportare la genitorialità: ampliato l’accesso a iniziative rivolte ai figli dei dipendenti come servizi di baby-sitting, asili nido, contributi per l’acquisto di libri scolastici, per i centri estivi e per le vacanze studio. A sostegno della natalità, Sesa ha previsto un contribuito economico in occasione della nascita dei figli. Sostegni, infine, per l’assistenza sanitaria e sociale di dipendenti e familiari con disabilità. Sul fronte dell’ambiente, gli interventi riguardano soprattutto la sfera della mobilità sostenibile, con contributi per il trasporto pubblico e la mobilità elettrica, i programmi di car sharing e bike sharing. “Il Piano Welfare nasce dall’ascolto dei bisogni delle nostre persone – ha commentato il CEO Alessandro Fabbronie conferma la volontà del Gruppo Sesa di accompagnarne la crescita professionale e personale, promuovendo salute, inclusione, benessere e qualità della vita”.

Samuele Frosio: McFIT, innovazione e inclusione nella crescita del fitness italiano

Intervenuto nella rubrica “FitTalks” di “Forbes Italia”, Samuele Frosio ha parlato della nascita e dell’evoluzione di McFIT, brand di RSG Group che, insieme a Gold’Gym e John Reed, ha rivoluzionato il settore del fitness con la propria visione di palestra accessibile a tutti.

Samuele Frosio 

Samuele Frosio: McFIT, nascita e crescita del brand di fitness in Europa e in Italia

Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, è stato ospite della rubrica di “Forbes Italia” “FitTalks” lo scorso dicembre, per raccontare l’evoluzione che il Gruppo ha apportato nel settore del fitness attraverso i suoi tre brand. McFIT, in particolare, è nata come palestra per tutti, “per tutte le varie categorie. Una palestra semplice, però comunque accattivante e soprattutto tecnologicamente avanzata — ha sottolineato Samuele Frosio — In breve tempo è diventato un marchio europeo, quindi dalla Germania ha avuto un’espansione in tutta Europa e in particolar modo in Italia. La prima palestra è stata realizzata nel 2014 a Verona”. L’obiettivo del Gruppo in Italia è quello di riuscire ad arrivare a quota 100 palestre. 

Samuele Frosio: McFIT, Gold’s Gym e John Reed per innovare il fitness in Italia

Quello di RSG Group Italia è un modello che sta ridefinendo il settore, basato su un multi-brand con un approccio innovativo che unisce fitness, design e arte. “Il nostro obiettivo è riuscire a soddisfare le esigenze di tutte le persone. Per questo motivo abbiamo tre loghi distinti: Gold’s Gym è più un marchio per professionisti, atleti, per chi veramente ha la necessità di scolpire il proprio corpo. Invece, John Reed è una sorta di club, luogo di incontro, ma anche elemento culturale della città. McFIT è più un marchio per gli studenti, per ragazzi giovani”, ha sottolineato Samuele Frosio. Proprio con quest’ultimo brand, il Gruppo continua la sua crescita in Italia con l’inaugurazione di nuove palestre all’insegna dell’accessibilità e dell’inclusione sociale, come quelle di Secondigliano o di Mugnano.