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giovedì 13 agosto 2026

Gian Maria Mossa analizza i risultati di Banca Generali nel primo semestre

Come sottolineato dal CEO Gian Maria Mossa, Banca Generali ha raggiunto performance eccellenti nella prima metà del 2026, con un utile netto a 278,7 milioni di euro (+39,2% sui 200,2 milioni del 2025) e un margine di intermediazione a 606,8 milioni, in rialzo del 28,4% su base annua.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa sui primi sei mesi: “Miglior semestre della nostra storia”

Commentando i risultati di Banca Generali nel primo semestre, il CEO Gian Maria Mossa ha espresso grande soddisfazione evidenziando come il Gruppo sia riuscito a chiudere “il miglior semestre della nostra storia, con una crescita a doppia cifra delle principali voci operative, una raccolta record e masse ai nuovi massimi”. Il CEO ha inoltre specificato come tali traguardi evidenzino “la solidità del nostro modello e la capacità di creare valore attraverso la crescita della clientela, l’evoluzione dell’offerta e il continuo rafforzamento della qualità dei ricavi”. Il primo semestre si è concluso con performance eccellenti: utile netto a quota 278,7 milioni di euro, segnando un balzo del +39,2% sui 200,2 milioni del primo semestre 2025, mentre il margine d’intermediazione è salito del 28,4% su base annua, raggiungendo 606,8 milioni. Ottimi riscontri anche per la raccolta e le masse complessive, che hanno raggiunto il picco storico di 129 miliardi di euro (+13,6% annuo). Nel dettaglio, 121,1 miliardi di euro (+13,7%) fanno capo direttamente ai clienti di Banca Generali, mentre i restanti 7,9 miliardi (+12%) sono connessi alle gestioni istituzionali e alle consulenze di advisory. Non da ultimo, raccolta netta record a 4,4 miliardi di euro (+47% a/a). Notevole anche la qualità dei flussi, con oltre 2,1 miliardi confluiti negli Asset Under Investment, spinti dal contributo delle soluzioni gestite (1,94 miliardi, +128% a/a). Le altre attività hanno intercettato 2,3 miliardi di euro di flussi, favoriti dal forte interesse dei clienti verso i titoli nei conti amministrati.

Gian Maria Mossa: Banca Generali guarda avanti con fiducia e determinazione

Proseguendo nell’analisi, il CEO Gian Maria Mossa ha posto l’accento sul fatto che, nonostante “un contesto caratterizzato da volatilità e rinnovate complessità, il valore della consulenza si conferma sempre più centrale nelle scelte delle famiglie. La forza della nostra rete si unisce oggi a piattaforme di Asset Management in Italia, Lussemburgo ed Irlanda sempre più distintive, che ci consentono di ampliare le soluzioni a disposizione dei clienti, migliorare il mix di business e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento competitivo”. In parallelo, procede con ottimi riscontri lo sviluppo dei piani strategici aziendali, anche attraverso sinergie con Intermonte che “rafforzano la nostra offerta e il dialogo con gli imprenditori”. Si inserisce in tale direzione anche PMI2Change, progetto lanciato il 1° luglio presso Borsa Italiana che “supporta l’avvicinamento tra capitale e imprese, favorendo il percorso di crescita delle PMI italiane”. Pienamente operativa la sinergia con Alleanza: “Il completamento del roll-out del progetto di Insurbanking sta producendo risultati molto positivi, e procedono a pieno ritmo le iniziative legate all’intelligenza artificiale, a beneficio dell’efficienza della banca e dell’operatività della rete”. A conclusione dell’intervento, Gian Maria Mossa ha sottolineato come Banca Generali sia proiettata verso il secondo semestre “con fiducia e determinazione, forti della qualità delle persone, della solidità dei nostri risultati e della convinzione di poter continuare a crescere creando valore anche in uno scenario caratterizzato da incognite”.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: innovazione tecnologica e robotica per migliorare la riabilitazione

L’innovazione tecnologica al supporto della riabilitazione dei pazienti. Fondazione Don Gnocchi ha introdotto la robotica nei suoi centri riabilitativi, per rendere più efficace il percorso del paziente e più intenso l’effetto del lavoro dell’equipe multidisciplinare dei suoi centri. Con applicazioni sia in ambito neurologico che ortopedico, ogni trattamento è personalizzato in base alle caratteristiche cliniche di ogni persona.

 Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: introduce la robotica nella riabilitazione per supportare terapisti e pazienti

Restituire ai pazienti la miglior efficacia e qualità dei trattamenti, questo è l’obiettivo di Fondazione Don Gnocchi che, per migliorare su questo fronte, ha investito in innovazione tecnologica, aggiungendo la robotica nei percorsi di riabilitazione. Questa tecnologia diventa parte integrante del modello riabilitativo del paziente, ponendo al centro la persona e le competenze del team multidisciplinare dei centri della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Uno di questi è quello di “S. Maria alle Fonti” di Godiasco-Salice Terme, una palestra robotica riabilitativa inaugurata lo scorso maggio. La robotica nei centri della Fondazione è dedicata principalmente al recupero delle funzioni degli arti superiori, alla riabilitazione dell’equilibrio e del cammino, offrendo spazio a percorsi sia in ambito neurologico, in caso di ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, neuropatie periferiche o lesioni midollari, sia in ambito ortopedico per stabilità posturale e mobilità compromessa.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la robotica migliora efficacia e personalizzazione dei percorsi riabilitativi

“Le tecnologie robotiche affiancano il lavoro dell’équipe multidisciplinare all’interno di un modello centrato sulla persona, consentendo interventi intensivi, standardizzati e personalizzati, supportati dal monitoraggio continuo dei dati clinici”, hanno evidenziato i responsabili della Fondazione Don Gnocchi. Gli apparecchi robotici non prendono il posto del terapista, anzi, rafforzano le sue competenze, la sua azione e i risultati sul paziente. Con questo approccio, è possibile offrire trattamenti ad elevata intensità, ripetibili e standardizzati. I centri riabilitativi della Fondazione Don Carlo Gnocchi si adattano alle caratteristiche cliniche di ogni paziente; un modello che offre trattamenti personalizzati, facendo della robotica uno strumento strategico per rendere più efficace il percorso del paziente.

Vitali Spa: al via i lavori per la nuova metrotranvia di Milano

Avviati i lavori per la nuova tranvia Milano - Limbiate. Vitali Spa fa parte del raggruppamento di imprese per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera che migliorerà la mobilità dell’area nord della città.

Vitali Spa

Vitali Spa nel raggruppamento di imprese che realizzeranno l’opera

Sono iniziati i lavori per il rinnovo della tranvia Milano - Limbiate, che collegherà il quartiere Comasina M3 e quello di Monte Grappa di Limbiate attraverso l’hinterland nord di Milano. Un’opera pubblica di grande rilevanza che migliorerà la mobilità. La metrotranvia si estenderà lungo circa 12 chilometri e comprenderà 19 fermate, toccando i Comuni di Milano, Cormano, Paderno Dugnano, Senago, Varedo e Limbiate. Il percorso attraverserà zone residenziali, quartieri urbani, scuole e importanti aree verdi come il Parco delle Groane e il canale Villoresi. Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da MM Spa, che si occuperà anche della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza. L’opera, sostenuta dai fondi del Ministero dei Trasporti, di Regione Lombardia, della Città metropolitana, della Provincia di Monza e Brianza e dei Comuni interessati, vede Vitali Spa Società Benefit in prima linea. L’azienda, parte del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da GCF Generale Costruzioni Ferroviarie Spa (insieme a Salcef Group, Salcef Construction, Project Automation e GCF Elettriche), gestirà infatti la fase di progettazione esecutiva e la realizzazione dell’infrastruttura.

I prossimi step della metrotranvia e il contributo di Vitali Spa

I prossimi interventi consisteranno, a Limbiate, nella rimozione dei binari e delle traversine nel tratto che va dal futuro deposito in Via Monte Grappa alla rotonda di via Tobagi. A Paderno Dugnano si procederà con la posa delle palancole a sostegno delle sponde del canale secondario Villoresi tra via Gadames e via Leonardo da Vinci. Sono previsti, inoltre, lo spostamento dei sottoservizi che interferiscono con la nuova infrastruttura e l’allestimento dell’officina-deposito a Limbiate e delle sottostazioni elettriche. “Con la riqualificazione la linea diventerà una infrastruttura di trasporto moderna – hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e alle Opere pubbliche Arianna Censi e Marco Granelli –. I lavori infatti prevedono anche il rinnovo completo della sede tranviaria, in parte protetta dal traffico privato, nuove fermate accessibili, marciapiedi, piste ciclabili, sistemi semaforici intelligenti con priorità per il tram e spazi pubblici più sicuri, con tempi di percorrenza previsti di 35 minuti per tutto il percorso: una linea regolare e veloce grazie al raddoppio di molti tratti oggi a binario unico. I nuovi tram transiteranno sulla riqualificata linea della Milano - Limbiate, presumibilmente a metà del 2030”. Vitali Spa contribuirà al progetto mettendo in campo un’esperienza maturata in decenni di attività nella realizzazione di grandi opere, infrastrutture per la mobilità e interventi di rigenerazione urbana. Con il suo know-how tecnologico e un approccio orientato alla sostenibilità, contribuirà a garantire standard di eccellenza nella costruzione dell’opera.

La carriera di Gianluca Bufo, dagli studi a Padova alla guida di Iren

Un ingegnere nato a Venezia nel 1973, da famiglia di origini abruzzesi, oggi alla guida di una delle utility più importanti d’Italia. È il ritratto emerso dall’intervista rilasciata da Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, a “Closeup”, in onda su Telenord.

Gianluca Bufo, AD e DG di Iren

Gianluca Bufo, il primo AD interno nella storia di Iren

Gianluca Bufo è il primo AD scelto all’interno del management di Iren, multiutility nata nel 2010. La svolta è arrivata due anni fa: i soci hanno scelto di affidare il timone a un manager cresciuto in azienda. Proprio lui descrive la nomina non come un traguardo, ma come una responsabilità verso le quasi 12mila persone del Gruppo. Cresciuto a Venezia in una famiglia di origini abruzzesi, dopo la laurea in Ingegneria entra in Eni a San Donato Milanese, negli anni della liberalizzazione del mercato energetico. È lì che matura la convinzione che ripete più volte nell’intervista: le aziende, prima di tutto, sono fatte di persone. Nel 2015 approda in Iren, chiamato da Massimiliano Bianco per guidare la trasformazione delle attività commerciali del Gruppo. Resta forte l’idea di azienda come squadra, da lì parte anche la sua lettura di cosa significhi oggi essere una utility, in un mercato che rischia di scivolare verso la logica delle commodities: la storia e la presenza sul territorio da oltre un secolo restano, secondo Gianluca Bufo, un valore che non si riduce al semplice prezzo di un megawattora o di un metro cubo di gas. La vera sfida, spiega, è mantenere standard elevati in modo il più possibile “invisibile” al cittadino, e per farlo serve appunto la squadra: non tanto trovare nuovi talenti, visto che le trasformazioni su sostenibilità e digitalizzazione generano un fabbisogno costante di nuovi inserimenti, quanto trattenerli, offrendo loro un senso di scopo che vada oltre stipendio e carriera.

Gianluca Bufo: Iren, un Piano da 6,4 miliardi per il territorio

È in questa cornice che si inserisce anche il Piano Industriale aggiornato a novembre 2025: 6,4 miliardi di euro fino al 2030, con una crescita degli investimenti in Liguria del 15% annuo rispetto al 2024, concentrata soprattutto su reti idriche, depurazione e fognature. Il 60% del miliardo investito ogni anno sul territorio, ricorda Gianluca Bufo, si traduce in fatturato per le imprese locali, un dato che racconta bene il legame tra crescita del Gruppo e quella del territorio stesso. A chiudere l’intervista, un momento più personale: la passione per il padel praticato in famiglia e un pensiero per le sue figlie. Sul futuro delle nuove generazioni, Gianluca Bufo si dice consapevole delle maggiori complessità che dovranno affrontare rispetto alla sua generazione, con l’auspicio che sappiano reagire con la stessa tenacia.

ProgettoDiventerò, Diana Bracco: oltre 3mila giovani premiati dal 2012

Grazie al progettoDiventerò, la Fondazione Bracco ha premiato oltre 3mila giovani dal 2012. L’iniziativa offre un ponte tra percorso formativo e carriera, puntando sulla meritocrazia e sul supporto concreto alle nuove generazioni per valorizzare le competenze e il merito. Per la Presidente Diana Bracco, bisogna “restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”.

L'imprenditrice e dirigente d'azienda Diana Bracco

Diana Bracco: è importante restituire fiducia ai giovani

Per rendere l’Italia un Paese per giovani occorre innanzitutto restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”. Ad affermarlo è Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e della Fondazione Bracco, che dal 2012 promuove il progettoDiventerò per la valorizzazione dei giovani. Dalla sua prima edizione a oggi ha premiato oltre 3mila ragazzi e ragazze con un investimento di 5 milioni di euro. Il programma è pensato per accompagnare i talenti emergenti nei loro percorsi di studio e carriera, facendo da ponte tra mondo accademico e mondo del lavoro. Il costante impegno della Fondazione Bracco a supporto delle nuove generazioni di talenti si esprime anche attraverso lo storico legame con l’Accademia del Teatro alla Scala, di cui è Socio Fondatore. Un sodalizio che sostiene da anni iniziative di rilevanza internazionale, inclusi concerti, spettacoli della Scuola di Ballo e mostre itineranti, contribuendo a valorizzare le eccellenze artistiche per cui l’Italia è rinomata in tutto il mondo. La portata del progetto si estende anche a livello globale. Durante le prime due edizioni, ad esempio, hanno partecipato 752 studenti che frequentano scuole italiane all’estero e sezioni italiane di scuole internazionali di varie parti del mondo: Albania, Argentina, Brasile, Cile, Egitto, Etiopia, Francia, Perù, Stati Uniti d’America, Venezuela. Durante l’anno accademico 2024-2025 sono stati coinvolti in tutto 1.550 allievi, di cui il 20% proveniente dall’estero.

Diana Bracco: la meritocrazia deve essere un principio percepibile

Le premiazioni dell’edizione 2025-2026 si sono tenute a giugno, presso la sala Alessi del Comune di Milano. Un appuntamento che ha posto al centro una riflessione sul valore dell’errore come tappa essenziale della crescita e sulla perseveranza intesa come la capacità di trasformare le sfide in opportunità. “È necessario far sentire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato – ha spiegato Diana BraccoSono convinta che serva uno sforzo corale delle Istituzioni, delle imprese e del mondo del no profit. Noi come Fondazione Bracco cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo”. Borse di studio, riconoscimenti, percorsi formativi e fondi per la ricerca: sono gli strumenti con cui, in questi anni, la Fondazione ha concretamente investito nel futuro. “Dall’inizio del progetto abbiamo raggiunto più di tremila ragazze e ragazzi, con un investimento di oltre cinque milioni di euro – ha proseguito la Presidente – A tale riguardo, ringrazio il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che mi ha inviato una bella lettera di plauso in cui testimonia l’apprezzamento e la vicinanza delle istituzioni alla nostra Fondazione”.

mercoledì 12 agosto 2026

Renato Mazzoncini: Brescia laboratorio di innovazione per i progetti di A2A

È stato presentato da Renato Mazzoncini il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia di A2A: 300 milioni di euro investiti e  891 milioni di euro di valore generato per il territorio. Ridotte inoltre le emissioni di CO2 di 851.000 tonnellate e le perdite idriche del 20% e avviato un progetto di recupero calore da data center per il teleriscaldamento.

 Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: A2A a Brescia, 891 milioni di euro di valore a seguito degli investimenti in sostenibilità

"Nel 2025 — ha rimarcato Renato Mazzoncini, AD e DG di A2Aabbiamo investito a Brescia oltre 300 milioni di euro destinati alle reti energetiche, al ciclo idrico, al teleriscaldamento, alla digitalizzazione e alla formazione. Sono interventi che rafforzano la competitività del territorio, migliorano la qualità dei servizi e preparano la città ad affrontare con fiducia le trasformazioni del futuro”. Stando al Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia della Life Company riferito al 2025, presentato da Renato Mazzoncini, a fronte degli investimenti sono stati generati 891 milioni di euro di valore economico complessivo (+63%). A questi, si aggiungono la riduzione di 851.000 tonnellate di CO2 e il coinvolgimento di 31.000 studenti e docenti in progetti di educazione ambientale.

Renato Mazzoncini: Brescia laboratorio di innovazione per A2A tra teleriscaldamento, smart city ed economia circolare

La città di Brescia si conferma  il laboratorio di innovazione e sperimentazione di A2A per lo sviluppo di soluzioni che possono venire  replicate anche altrove: “Dalla guida autonoma applicata al car sharing, realizzata con il Politecnico di Milano, al primo sistema di recupero del calore da un data center per alimentare il teleriscaldamento, fino ai pali dell'illuminazione integrati con le colonnine City Plug”, ha aggiunto Renato Mazzoncini. Il teleriscaldamento ha giocato un ruolo strategico per la decarbonizzazione, con 1.165 GWht di calore portato nelle case bresciane, di cui l’84% generato da fonti non fossili: un sistema premiato al Global District Energy Climate Awards di Washington come uno tra più avanzati su scala globale per il suo apporto all’economia circolare e nel recupero di calore. Brescia si consolida inoltre come modello italiano anche nel settore del ciclo idrico, con una riduzione delle perdite del 20% e lo sviluppo di nuovi progetti per la depurazione dell’acqua - con gli impianti di Calvisano, Visano, Pralboino e Ciliverghe di Mazzano - grazie agli investimenti di A2A

Fabrizio Di Amato: MAIRE punta su università e formazione per il futuro

Intervenuto in occasione dell’evento “Futuro Capitale”, tenutosi lo scorso giugno, il Presidente e Fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato si è soffermato sul ruolo dell’innovazione in quanto aspetto intrinseco nel Dna del Gruppo e della città di Roma. La collaborazione con le università è sempre stata al centro della strategia aziendale e lo dimostra il fatto di essere stata tra le prime realtà a partecipare al Rome Technopole.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: innovazione e ricerca guidano la crescita globale di MAIRE

Siamo una realtà che ha sempre investito in innovazione – ha ribadito Fabrizio Di AmatoNell’industria della chimica siamo ancora leader mondiali nel polipropilene grazie alla collaborazione che c’è stata all’epoca tra la Montecatini e il Politecnico di Milano”. Il Fondatore e Presidente di MAIRE è intervenuto lo scorso 9 giugno, in occasione di “Futuro Capitale”, e ha parlato del ruolo centrale che l’innovazione ha avuto per il Gruppo. “L’innovazione è nel nostro Dna – ha evidenziato Fabrizio Di Amato – Siamo nati 43 anni fa a Roma, da una piccola società siamo diventati una multinazionale presente in 50 Paesi”. Al centro della leadership e della crescita di MAIRE figura la collaborazione con le università, aspetto su cui il Gruppo è stato il primo a puntare: ci sarà infatti l’inaugurazione di un nuovo centro di eccellenza sulla transizione energetica entro l’anno.

Fabrizio Di Amato: MAIRE rafforza la collaborazione con le università per formare i talenti del futuro

Sotto la guida di Fabrizio Di Amato, MAIRE è stata la prima a prendere parte a Rome Technopole, l’ecosistema di innovazione della Regione Lazio dedicato alla ricerca e all’alta formazione che unisce università pubbliche e private. Una figura di cruciale rilevanza, che negli anni è gradualmente scomparsa, è quella dell’ingegnere umanista, ovvero “colui che guarda la tecnica ma anche l’impatto sociale e l’impatto economico”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Questa figura è in grado di costruire strutture che sono sia al servizio della città che delle persone. Il Presidente si è poi soffermato sulla necessità da parte di MAIRE di assumere non solo ingegneri e laureti, ma anche periti tecnici e geometri. Motivo per cui il Gruppo ha fondato una academy per formare i giovani.