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venerdì 9 ottobre 2026

Le tappe principali del percorso manageriale di Manfredi Calabrò

Il percorso di Manfredi Calabrò, manager dalla consolidata esperienza internazionale, si è sviluppato tra l’Italia e il Regno Unito, muovendosi nei territori della comunicazione strategica, della brand governance e della consulenza corporate. Il suo nome resta legato soprattutto al Gruppo Havas (Vivendi), dove ha raggiunto i vertici, e più di recente al Gruppo Veronesi. Alle spalle, una formazione accademica di alto profilo e un’attenzione costante al ruolo sociale delle imprese. Attualmente, è membro del comitato strategico del Centro Studi Grande Milano.

Il manager Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: la formazione il percorso in Havas

Il profilo di Manfredi Calabrò riflette una costante ricerca dell’eccellenza, consolidata da un Executive MBA alla SDA Bocconi e dal General Management Program della Harvard Business School. Il capitolo più significativo del suo percorso professionale prende forma in Havas, società del Gruppo Vivendi, dove è stato Chairman di Havas Creative Group Italy e CEO di Havas Milan e Havas CX. In questi ruoli, ha coordinato strutture multi-site con oltre 350 professionisti, assumendosi la responsabilità integrale di un P&L da 20 milioni di euro. Ha inoltre gestito mandati globali per brand di rilievo nei settori automotive, luxury e FMCG. Sotto la sua guida, il Gruppo ha rafforzato la propria crescita puntando sia sullo sviluppo interno sia su operazioni di M&A, e i progetti realizzati hanno ottenuto riconoscimenti internazionali per innovazione e impatto culturale.

Manfredi Calabrò tra strategia, responsabilità ESG e incarichi istituzionali

Successivamente, Manfredi Calabrò è stato Advisor del CEO del Gruppo Veronesi, realtà di riferimento dell’agri-food italiano con 3,65 miliardi di euro di fatturato. In questo ruolo, ha supportato le decisioni strategiche su brand e priorità organizzative, in ecosistemi industriali ad alta regolamentazione. Attento all’evoluzione della responsabilità sociale d’impresa, ha promosso l’integrazione dei principi ESG nei modelli operativi, portando le organizzazioni da lui guidate a ottenere la EcoVadis Gold Medal e la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125. Sul piano istituzionale, Manfredi Calabrò è membro del comitato strategico del Centro Studi Grande Milano e del Consiglio Direttivo dell’HBS Club of Italy. Ha inoltre partecipato ai lavori del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia e di Confindustria Intellect ed è stato Adjunct Professor presso la LUISS Guido Carli. È anche un osservatore dell’impatto delle tecnologie emergenti e dell’Intelligenza Artificiale sui modelli di business futuri.

giovedì 8 ottobre 2026

ENGIE Italia, Monica Iacono: conclusa la prima edizione del Master realizzato in collaborazione con il POLIMI

Si è tenuto lunedì 21 settembre a Milano il primo Graduation Day del Master in Energy Management and Innovation for Utilities, il percorso di alta formazione ideato da ENGIE Italia insieme a POLIMI Graduate School of Management. Avviato nel 2025, il programma di 16 mesi ha visto protagonisti giovani talenti e professionisti del Gruppo guidato da Monica Iacono.

Monica Iacono

Monica Iacono: il Master sulla transizione energetica ideato da ENGIE Italia e POLIMI

Dall’unione della qualità della formazione accademica all’esperienza di chi ogni giorno opera lungo la filiera dell’energia nel 2025 è nato il Master in Energy Management and Innovation for Utilities. Un progetto ideato dalla collaborazione tra ENGIE Italia e POLIMI Graduate School of Management che per 16 mesi ha coinvolto giovani talenti e professionisti dell’azienda guidata da Monica Iacono. Grazie al contributo dei docenti di POLIMI Graduate School of Management e dei colleghi di ENGIE Italia che hanno messo a disposizione il proprio tempo e la propria esperienza nelle vesti di docenti, tutor e mentor, è nato un Master in grado di preparare sulle sfide reali della transizione energetica. In occasione del primo Graduation Day, tenutosi lo scorso 21 settembre, sono stati presentati i progetti conclusivi e con le testimonianze dei partecipanti, i quali hanno potuto raccontare attraverso la loro esperienza il senso del lavoro fatto. Tra gli interventi della cerimonia, quelli di Vittorio Chiesa, Presidente di POLIMI Graduate School of Management, Davide Chiaroni, Direttore del percorso, Monica Iacono, CEO di ENGIE Italia, Etienne Jacques, Chief HR Officer di ENGIE Italia, Sara Callegari, Head of People Development and DE&I Italy & South Europe Platform di ENGIE e Attilio Di Pierri, Chief Strategy, Regulatory & Public Affairs Officer di ENGIE Italia.

L’intervento della CEO di ENGIE Italia Monica Iacono

Nel suo intervento, la CEO di ENGIE Italia Monica Iacono ha sottolineato quanto sia importante per i nuovi professionisti di un mercato in rapida evoluzione avere la capacità di interpretare i cambiamenti e guidarli attivamente. “Oggi lavorare in questo settore significa essere al centro di una trasformazione profonda. Vuol dire saper leggere la complessità di un ecosistema sempre più interdipendente e tradurlo in soluzioni che generino valore per le imprese, i territori e il Paese”, ha affermato la manager. Poi ha aggiunto: “Anche i percorsi professionali richiedono oggi maggiore apertura a esperienze e competenze diverse. Per molti anni la carriera è stata concepita come un percorso lineare e prevedibile, ma il mondo di oggi ci racconta e ci richiede una storia diversa. Le competenze evolvono rapidamente, i confini tra settori si ridisegnano e il cambiamento è diventato la normalità”. Gli interventi si sono conclusi con l’augurio finale a tutti i diplomati da parte di ENGIE Italia, invitandoli a mantenere intatte la curiosità e la determinazione che hanno caratterizzato questo traguardo.

Fabio Inzani: Digital Twin, il gemello digitale per comprendere come funzionerà un ospedale

Fabio Inzani, alla guida di Tecnicaer Engineering, ha presentato il Digital Twin come strumento per simulare il funzionamento di un ospedale prima della sua realizzazione. Il gemello digitale consente di inserire dati sulla struttura, sulle attività e sui percorsi, testando soluzioni relative a pazienti, personale e gestione degli spazi ospedalieri.

 Fabio Inzani

Fabio Inzani: capire come funzionerà un ospedale con il Digital Twin

Costruire un ospedale non significa solo erigere la struttura, ma anche comprendere come potrà funzionare, quanti pazienti potrà accogliere, quali servizi garantire e di quanto personale avrà bisogno. Il Digital Twin è lo strumento che può simulare l’ospedale prima ancora che esista, presentato da Fabio Inzani al Forum Opere Pubbliche Strategiche di Courmayeur, lo scorso 11 settembre. Il Digital Twin è un ambiente virtuale dell’ospedale, un gemello digitale, in cui inserire dati sulla struttura, sulle attività, sui percorsi o sul suo funzionamento. La rappresentazione virtuale dell’ospedale può essere utilizzata per testare alcune scelte e soluzioni prima di realizzarle, attraverso dati e simulazioni. Come ha illustrato Fabio Inzani all’evento, attraverso il gemello digitale, è possibile simulare quanti pazienti potrebbero arrivare, quanto personale è necessario e come gestire in maniera differente gli spazi.

Fabio Inzani: l’applicazione del Digital Twin, il caso dell’ospedale Felettino di La Spezia

Il concetto che ha sottolineato Fabio Inzani è di pensare fin dalla fase di progettazione alla vita dell’ospedale una volta aperto. Un concreto esempio di questa applicazione è l’ospedale Felettino di La Spezia, progettato da Tecnicaer Engineering, leader della progettazione integrata. La struttura, la cui conclusione dei lavori è prevista per inizio 2028, prevede oltre 56.000 metri quadrati di superfice sanitaria, accogliendo 506 posti letto. La simulazione dell’ospedale presentata da Fabio Inzani a Courmayeur, attraverso il Digital Twin, ha dimostrato come con una organizzazione differente, che non prevede metri quadrati in più, sia possibile generare 20 milioni di euro aggiuntivi di attività sanitaria valorizzata attraverso i DRG. Non sono numeri certi, ma stime progettuali, dimostrando però come e quanto si può migliorare un ospedale prima ancora che sia costruito ed entri in funzione.

mercoledì 7 ottobre 2026

Gruppo Riva: investimenti annuali in qualità, sicurezza e sostenibilità

Specializzata nella produzione di blumi e billette da colata continua, laminati, trafilati, pelati e rettificati destinati a settori quali meccanica, automotive, oil & gas e movimento terra, Gruppo Riva è oggi il primo operatore siderurgico italiano e tra i principali player europei nella produzione di acciai lunghi. L'azienda porta avanti un programma annuale di investimenti in qualità dei processi e sicurezza degli stabilimenti, affiancato da un impegno costante verso la sostenibilità ambientale e l'integrazione della filiera del riciclo dell'acciaio.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: dal 1954 alla nascita della produzione diretta di acciaio

Gruppo Riva nasce nel 1954, quando Emilio Riva decide di avviare insieme al fratello Adriano un'attività nel settore siderurgico, in una fase di forte sviluppo industriale per l'Italia del dopoguerra. Nel giro di pochi anni l'attività passa dalla raccolta e commercio di rottami ferrosi alla produzione diretta di acciaio. Nel 1957 il Gruppo avvia il primo stabilimento a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, dotandolo di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, superiore alla media dei maggiori forni italiani dell'epoca. È il passaggio che segna l'inizio della produzione siderurgica diretta.

Gruppo Riva: innovazione, crescita ed espansione internazionale

Negli anni '60 Gruppo Riva introduce la prima colata continua curva, un'innovazione che sostiene lo sviluppo della produzione: a fine decennio il Gruppo raggiunge circa 300mila tonnellate di acciaio l'anno. Tra gli anni '70 e '80 l'espansione prosegue in Spagna, Francia, Belgio e Germania. Dal 2014 è guidato da Claudio Riva e mantiene oggi siti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, con un modello industriale a capitale interamente privato. Il percorso di crescita si accompagna alla valorizzazione del capitale umano, con l'inserimento di diplomati e giovani laureati nei processi produttivi, e all'integrazione nella filiera industriale della raccolta e selezione dei rottami metallici, un passaggio che sostiene il riciclo dell'acciaio nel sistema operativo del Gruppo.

martedì 6 ottobre 2026

Teva: un anticorpo anti-interleuchina-15 per gli adulti celiaci

Teva ha condiviso i primi dati clinici di una nuova sperimentazione in ambito immunologico: il Gruppo ha ottenuto risultati preliminari positivi da uno studio di Fase 2a su TEV-408, anticorpo monoclonale sperimentale anti-interleuchina-15, condotto su pazienti adulti affetti da celiachia. Lo studio, ancora in corso, ha già centrato il proprio obiettivo primario nelle analisi disponibili finora.

Teva

Teva e la ricerca sulla celiachia: i dati di Fase 2a

La celiachia è una malattia autoimmune grave, scatenata dall'esposizione al glutine, che danneggia l'intestino tenue e colpisce circa l'1% della popolazione mondiale. Solo negli Stati Uniti si stima che ne siano affette oltre tre milioni di persone, sebbene una parte consistente dei casi rimanga senza diagnosi. I sintomi possono includere disturbi digestivi cronici, affaticamento, carenze nutrizionali e altre complicazioni che incidono sulla qualità della vita quotidiana. A oggi non esiste alcuna terapia farmacologica approvata per questa condizione. La dieta rigorosamente priva di glutine resta l'unico standard di cura riconosciuto, ma anche i pazienti più attenti possono continuare a manifestare sintomi, infiammazione o lesioni intestinali persistenti a causa di contaminazioni accidentali. Teva, multinazionale che ha condotto lo studio, si inserisce in questo contesto attraverso la ricerca sul TEV-408, molecola sperimentale che agisce bloccando selettivamente l'interleuchina-15, coinvolta nella risposta immunitaria che danneggia i villi intestinali dei pazienti celiaci esposti al glutine. Nello studio di Fase 2a, condotto su 50 partecipanti adulti già a dieta priva di glutine e con un danno intestinale minimo al basale, la somministrazione di una singola dose di TEV-408 ha preceduto di due settimane l'inizio di un'esposizione controllata e quotidiana al glutine, protratta per sei settimane, pensata per verificare la capacità del farmaco di prevenirne gli effetti dannosi sulla mucosa intestinale.

Teva: il disegno dello studio e le prospettive su TEV-408

Alla settimana 8, al termine del periodo di esposizione al glutine, lo studio ha raggiunto l'endpoint primario, misurato attraverso il rapporto Vh:Cd (il rapporto tra altezza dei villi intestinali e profondità delle cripte). I pazienti trattati con TEV-408 hanno registrato una variazione media rispetto al basale di -0,43, contro -0,88 nel gruppo placebo, per una differenza di trattamento di 0,45 (intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,06 e 0,84; p<0,05), un risultato statisticamente significativo e clinicamente rilevante. Il farmaco è risultato inoltre ben tollerato, senza segnali di sicurezza rilevati fino a questa fase della sperimentazione. Lo sviluppo clinico di TEV-408 è sostenuto anche da un accordo con Royalty Pharma, che ha investito 500 milioni di dollari per accelerarne il percorso: in caso di approvazione e lancio commerciale, l'azienda verserà alla società un pagamento legato al raggiungimento di specifici traguardi regolatori e una royalty calcolata sul fatturato netto mondiale generato dal prodotto. Risultati che confermano l'impegno di Teva nell'area dell'immunologia, uno dei due ambiti terapeutici, insieme alle neuroscienze, su cui il Gruppo concentra gli investimenti in ricerca. I limiti degli attuali approcci di gestione della celiachia, fondati sulla sola esclusione del glutine dalla dieta, motivano la ricerca di terapie capaci di intervenire direttamente sui meccanismi della malattia: i dati preliminari su TEV-408 rappresentano un ulteriore tassello nel percorso di ricerca scientifica portato avanti dal Gruppo a livello internazionale.

McFIT: riqualificazione urbana e sociale nell’hinterland napoletano

McFIT supera la visione tradizionale del fitness per posizionarsi come agente di rigenerazione urbana e sociale. L'apertura delle sedi di Secondigliano e Mugnano dimostra come il recupero delle strutture dismesse possa restituire vitalità, opportunità e spazi di aggregazione alle aree periferiche.

 McFIT

McFIT al centro del processo di trasformazione sociale e urbana

Quelle di McFIT non sono semplici palestre. Il benessere fisico infatti non è l’unico scopo di un centro fitness, conta anche il benessere sociale delle persone e creare spazi in cui chi vive in quel territorio può incontrarsi e fare nuove esperienze, generando opportunità soprattutto per i giovani. Sotto la guida di Samuele Frosio, il brand di fitness targato RSG Group ha lo scopo di supportare le persone, aiutandole a prendersi cura di ogni aspetto di sé. Il territorio assume una valenza molto importante per McFIT e le due palestre nell’hinterland napoletano, a Secondigliano e a Mugnano, sono un esempio concreto di come si contribuisca a un processo di trasformazione e riqualificazione urbana e sociale.

McFIT: le palestre di Secondigliano e Mugnano, un esempio di riqualificazione urbana

McFIT punta alla riqualificazione di un territorio quando inaugura un centro fitness, poiché investe per recuperare vecchi edifici e strutture abbandonate. Per quanto riguarda la palestra a Secondigliano, avviata lo scorso maggio, è stato ristrutturato uno stabile che giaceva in stato di abbandono dal 2022. La nuova struttura è dotata di un aspetto totalmente nuovo, con attrezzatura all’avanguardia, zona cardio, pesi liberi, doppia area di allenamento esterno, corsi di gruppo e un’area per gli appassionati di Hybrid Training. La palestra a Mugnano di McFIT, aperta lo scorso giugno, segue esattamente lo stesso approccio e modello di progettazione di quella di Secondigliano. Il brand di fitness guidato da Samuele Frosio rimarca il suo interesse e impegno per le aree periferiche delle città, migliorando non solo il benessere di chi ci vive, ma collaborando anche alla rinascita di quei territori.

Alessandro Fabbroni: Sesa al primo posto nel settore TMT nell’ESG Identity Corporate Index 2026

Guidata dall’AD Alessandro Fabbroni, Sesa conquista il primo posto nella categoria TMT dell'ESG Identity Corporate Index 2026, confermando l'efficacia di una governance orientata alla sostenibilità e alla creazione di valore duraturo per tutti gli stakeholder.

Alessandro Fabbroni

Sesa, sotto la guida di Alessandro Fabbroni, si conferma al primo posto nella categoria TMT

Anche nel 2026 Sesa si è aggiudicata il primo posto tra le aziende che hanno partecipato all’ESG Identity Corporate Index nella categoria Tecnologia, Media e Telecomunicazioni. L’indice, giunto alla sua 11esima edizione, è il primo assesment quantitativo che misura l’identità ESG, valutando l’integrazione dei fattori ESG all’interno della governance aziendale. Quest’anno sono state 109 le aziende coinvolte. “Questo riconoscimento non rappresenta solo una posizione in classifica, ma la dimostrazione concreta di come integriamo ogni giorno i principi di sostenibilità nelle nostre scelte strategiche e nei nostri modelli operativi – ha evidenziato Alessandro Fabbroni, Amministratore Delegato di Sesa, in un post condiviso su LinkedIn – L’ESG Identity Corporate Index misura in modo oggettivo questo percorso e per noi costituisce una conferma importante: stiamo andando nella direzione giusta, rendendo la sostenibilità un elemento strutturale del nostro modo di fare impresa”. La strategia di Sesa e il suo modello di business si basano sulla capacità di creare valore sostenibile nel lungo periodo per tutti gli stakeholder, inclusi clienti, comunità, territori ed ecosistemi in cui l’azienda opera.

Tecnologia avanzata e centralità umana nella visione di Alessandro Fabbroni

L’adozione pervasiva dell’IA trova in Sesa un modello che mette al primo posto le persone, sostenute da un programma di investimenti in competenze e formazione su IA e digital enabler. Digital integrator capace di abilitare l’adozione di IA, Automazione e digital enabler a favore della generazione di valore e dell’innovazione degli stakeholder, la realtà guidata da Alessandro Fabbroni sta proseguendo lungo la rotta tracciata dal Piano Industriale che punta ad avanzare nel processo di trasformazione della piattaforma di enablement della crescita sostenibile per imprese e organizzazioni attraverso soluzioni di innovazione digitale complessa ai processi reali. In questo percorso, l’AD si impegna a promuovere una crescita sostenibile in cui la tecnologia avanzata e la centralità umana procedono di pari passo.