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lunedì 18 maggio 2026

La strategia di Alessandro Fabbroni: numeri, persone e innovazione

Negli ultimi anni, sotto la guida di Alessandro Fabbroni, Sesa ha intrapreso un percorso di crescita costante, consolidando la propria posizione e raggiungendo traguardi sempre più rilevanti.

A sinistra Paolo Castellacci, presidente e fondatore di Sesa, e a destra il Ceo Alessandro Fabbroni

Sesa, in quattro anni ricavi raddoppiati e occupazione triplicata sotto la guida di Alessandro Fabbroni

Il numero degli occupati è cresciuto di pari passo con quello dei ricavi, in quattro anni sono raddoppiati e gli occupati sono moltiplicati per tre”, aveva commentato il CEO Alessandro Fabbroni in occasione della presentazione del bilancio integrato del 2023 presso la sede di Empoli. Una crescita che non si è limitata ai numeri, ma che ha rispecchiato una precisa visione industriale basata sull’integrazione tra competenze, innovazione e capitale umano. Sotto la guida del CEO, Sesa aveva raggiunto circa 3 miliardi di euro di ricavi al 30 aprile 2023, con performance economiche in ulteriore miglioramento: oltre 2,9 miliardi di ricavi consolidati (+21,7%), un EBITDA superiore ai 200 milioni (+24,9%) e un utile netto adjusted di più di 100 milioni (+21,1%). Risultati che hanno confermato la solidità di un modello di business orientato alla crescita sostenibile. Anche l’attenzione alle persone è un elemento chiave per l’azienda. Al 2023, Sesa contava infatti oltre 4.700 dipendenti, con un forte incremento delle assunzioni e una netta prevalenza di contratti a tempo indeterminato. La formazione continua, il welfare aziendale e gli investimenti sul benessere dei lavoratori sono ancora oggi parte integrante della strategia, non solo come leva sociale ma anche come fattore competitivo.

La strategia di Alessandro Fabbroni per l’espansione di Sesa

Accanto allo sviluppo interno, Alessandro Fabbroni ha guidato un’intensa attività di investimenti, pari a circa 140 milioni nel 2023, destinati sia all’innovazione tecnologica che a operazioni di acquisizione mirate ad ampliare competenze e presenza sul mercato. Tale approccio ha permesso a Sesa di espandersi a livello internazionale, con oltre 100 sedi operative nel mondo. Non meno rilevante è stato l’impegno sul fronte ESG. L’azienda ha infatti migliorato significativamente le proprie performance ambientali, riducendo le emissioni pro-capite e incrementando l’uso di energia da fonti rinnovabili. Parallelamente, sono stati rafforzati i sistemi di governance e le certificazioni, a testimonianza di un percorso strutturato verso la sostenibilità.

McFIT: dal primo centro a Verona al network capillare su tutto il territorio

McFIT è il brand di RSG Group, nato in Germania nel 1997 e presente sul mercato italiano dal 2014. L'azienda si pone l'obiettivo di offrire centri fitness accessibili, seguendo un modello di business orientato all'inclusività.

McFIT

Lo sviluppo di McFIT e il consolidamento in Italia

Il marchio McFIT fa parte di RSG Group (Rainer Schaller Global Group), realtà attiva a livello internazionale nel comparto delle palestre e del wellness. L’ingresso nel mercato italiano è avvenuto circa 12 anni fa con l'apertura del primo centro a Verona. Sotto la direzione di Samuele Frosio, la catena ha progressivamente ampliato la propria rete fino a superare le 40 strutture operative in Italia. La mission aziendale è rendere il fitness accessibile e inclusivo, così da contribuire al miglioramento del benessere fisico e sociale delle persone. Nei vari centri fitness sul territorio, offre un’esperienza di allenamento innovativa, volta a promuovere uno stile di vita attivo e una cultura sportiva sana e sostenibile. Con oltre 160.000 abbonati e un fatturato annuo che supera i 50 milioni di euro, l'azienda si posiziona tra i principali player nel mercato di riferimento. McFIT opera inoltre in sinergia con altri marchi del gruppo RSG, come John Reed Fitness e Gold’s Gym, avvalendosi di oltre 300 dipendenti diretti e della collaborazione di circa 170 istruttori freelance.

Le collaborazioni di McFIT e le iniziative sociali

Nel corso degli anni, l'immagine di McFIT è stata associata a diversi esponenti del mondo dello sport. Tra le figure che hanno collaborato con il brand figurano ex calciatori come Christian Vieri, Alessandro Costacurta e Marco Materazzi, oltre ad atleti olimpici quali Gianmarco Tamberi e la pugile Irma Testa. L’azienda ha inoltre lanciato diverse iniziative sociali. Tra queste si segnala il supporto alla Fondazione Umberto Veronesi per la campagna "Pink is Good", volta a sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno tramite l'erogazione di screening gratuiti. Durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, nel periodo 2020-2021, la società ha risposto alle restrizioni governative installando 22 tensostrutture esterne, per garantire così agli abbonati la possibilità di continuare l'attività fisica all'aperto nel rispetto delle regole.

Raffaele Pio de Nittis: il rilancio sportivo del Manfredonia Calcio

Competenze e know-how manageriale hanno consentito a Raffaele Pio de Nittis di distinguersi sia nell’ambito socio-sanitario che in quello sportivo, con la presidenza del Manfredonia Calcio dal 2018 al 2020.

Il Manfredonia Calcio 1932 presieduto da Raffaele Pio de Nittis dal 2018 al 2020

Raffaele Pio de Nittis: la rinascita del Manfredonia Calcio sotto la sua presidenza

Oltre all’ambito socio-sanitario, Raffaele Pio de Nittis ha messo a disposizione le sue competenze anche a quello sportivo, quando dal 2018 al 2020 ha assunto l’incarico di Presidente del CdA del Manfredonia Calcio 1932. Il manager ha preso le redini della squadra dopo il fallimento della precedente gestione, cambiando nome e ripartendo con successo dal Campionato di Prima Categoria Pugliese. Sotto la guida di Raffaele Pio de Nittis, il Manfredonia Calcio è stato in grado di rappresentare l’intera città “con la passione e l'orgoglio di oltre 85 anni di storia, quella stessa passione che cova nei cuori e nelle menti degli sportivi manfredoniani”, come si legge in una nota della società pubblicata proprio nel 2018.

Raffaele Pio de Nittis: la carriera professionale del Presidente di Confcooperative Sanità Puglia

Raffaele Pio de Nittis si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Pegaso a Napoli, completando la sua formazione con il Master Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore di Milano nel 2018 e con il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. La sua carriera, che l’ha portato alla presidenza di Confcooperative Sanità Puglia nell’aprile 2026, è iniziata nel 2011, in qualità di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio", che ha guidato per dieci anni e la cui gestione è stata insignita del “Premio Industria Felix” 2019 per la migliore impresa under 40. Nel 2022 Raffaele Pio de Nittis ha assunto l’incarico di Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia, a cui si aggiungono i ruoli ricoperti in ambito istituzionale e associativo.

Marco Domizio, esperienza e innovazione nel settore ambientale

Fondatore di Ares Ambiente, azienda con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, Marco Nicola Domizio ha costruito in oltre due decenni un percorso professionale caratterizzato da competenza tecnica e visione strategica.

 Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: le prime esperienze nel settore dei rifiuti

Diplomato geometra nel 1995, Marco Domizio lavora fin da subito nel settore ambientale, esordendo professionalmente presso una società lombarda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti. In questa prima fase sviluppa competenze chiave nella gestione delle gare d’appalto e nelle dinamiche operative del comparto, acquisendo una solida conoscenza delle esigenze normative e organizzative del settore. Successivamente, amplia il proprio bagaglio professionale assumendo il ruolo di Responsabile commerciale presso un’azienda attiva negli spurghi e nelle pulizie industriali. Qui contribuisce allo sviluppo commerciale e alla crescita aziendale, partecipando anche alla realizzazione di un impianto di compostaggio tuttora operativo nel territorio bergamasco. Una tappa rilevante del suo percorso arriva con l’attività svolta nel Sud Italia, dove Marco Domizio coordina l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania per conto di una società milanese.

Il progetto imprenditoriale di Marco Nicola Domizio: la nascita di Ares Ambiente

Nel 2008 Marco Domizio compie il passo decisivo fondando Ares Ambiente con l’obiettivo di offrire servizi completi nella gestione integrata dei rifiuti. Dallo smaltimento al recupero, fino al trasporto di rifiuti urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi, l’azienda si distingue rapidamente per affidabilità, efficienza e capacità di adattarsi a un mercato in continua evoluzione. Grazie a una strategia imprenditoriale basata su qualità operativa, aggiornamento costante e rispetto delle normative, Ares Ambiente è riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel comparto ambientale italiano, ottenendo anche il riconoscimento di azienda tra le migliori realtà imprenditoriali della provincia di Bergamo.

venerdì 15 maggio 2026

Pier Silvio Berlusconi e la “nuova” MFE: sfida europea tra dati e AI

Pier Silvio Berlusconi accelera sul progetto europeo di MFE - MEDIAFOREUROPE: nuova organizzazione e focus su dati, AI e misurazione integrata degli ascolti per rafforzare competitività e crescita internazionale.

 Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: la “nuova” MFE

Evolve il modello di Gruppo per sostenere la nuova dimensione e la crescita internazionale”: nei primi giorni di marzo, per voce di Pier Silvio Berlusconi designato Chairman e Group CEO, è stata presentata la “nuova” MFE. Il passaggio da holding di controllo finanziario a media company operativa impone infatti la necessità di una riorganizzazione più funzionale nel coordinare e indirizzare direttamente le società del Gruppo in tutti i Paesi. Questo nuovo assetto, come ha sottolineato anche Pier Silvio Berlusconi, “valorizza consapevolmente le risorse e le competenze interne, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove professionalità e rafforzando MFE per operare in modo sempre più solido e competitivo in Europa”. Nell’ambito di questa evoluzione, saranno costituite anche diverse strutture dedicate a nuove aree di attenzione e di lavoro. La prima, dedicata allo sviluppo e al coordinamento delle innovazioni legate alle piattaforme digitali e all’Intelligenza Artificiale. La seconda, focalizzata sul mondo dei dati, che sarà guidata da Federico di Chio nel ruolo di Data and Media Currency Director, si propone di misurare e analizzare tutti i dati relativi ai risultati editoriali e alle proposte commerciali, sia sulla televisione lineare che su tutti i mezzi digitali.

Pier Silvio Berlusconi: innovazione e dati, come evolve MFE

Preservare la qualità degli ascolti sul lineare e incentivare la regolamentazione delle audience OTT sono priorità della strategia europea di MFE, oggi già presente anche in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. L’obiettivo indicato da Pier Silvio Berlusconi è proprio quello di condividere le competenze italiane anche in questi Paesi: a giocare un ruolo fondamentale in quest’ottica sarà la nuova area dedicata al mondo dei dati, come evidenzia oggi “Tivu” nel numero di aprile. “Puntiamo ad avere in tutti i mercati in cui operiamo un framework metodologico di rilevazione degli ascolti che sia rigoroso, moderno e inclusivo, che cioè includa anche le grandi piattaforme digitali con regole uguali per tutti”, aveva spiegato proprio Di Chio lo scorso marzo, intervenuto nel corso dell’incontro con la stampa in programma a Cologno Monzese con il CEO Pier Silvio Berlusconi. In questa prospettiva, l’innovazione diventa la leva chiave: non solo per armonizzare i sistemi di rilevazione tra lineare e digitale, ma anche per ridisegnare in modo più trasparente e competitivo l’intero ecosistema TV e media europeo.

Paolo Gallo: la flessibilità del sistema energetico tra gas e rinnovabili

Nell’intervista rilasciata a “Repubblica”, l’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha rimarcato il ruolo del gas, e in special modo del biometano, per la sicurezza e indipendenza energetica del Paese. È pura ideologia pensare di raggiungere la transizione energetica esclusivamente con le fonti rinnovabili, c’è bisogno di flessibilità.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: la transizione energetica passa dal gas e dal biometano

L’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha parlato di sicurezza e indipendenza energetica in un’intervista rilasciata a “Repubblica” lo scorso 3 maggio, ricordando quanto il ruolo del gas sia cruciale per la transizione energetica e per mantenere in equilibrio il sistema energetico. “Senza sicurezza, non esistono né competitività economica e tantomeno sostenibilità. Le reti del gas sono e resteranno un’infrastruttura abilitante: garantiscono flessibilità, resilienza e l’integrazione progressiva dei gas rinnovabili, a partire dal biometano, già presente in buone quantità e in rapido sviluppo”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn del manager. Pensare di raggiungere la piena transizione energetica solo attraverso l’elettrificazione da rinnovabili è pura ideologia.

Paolo Gallo: sicurezza e flessibilità del sistema energetico italiano

“Servono investimenti e una visione guidata dalla neutralità tecnologica — ha scritto Paolo Gallo su LinkedIn — È su questo che si gioca la competitività del sistema Paese e dell’Europa. Come Italgas continueremo a fare la nostra parte da leader globali: crescere, innovare, rafforzare le infrastrutture”. Investire nelle energie rinnovabili, come eolico e fotovoltaico, è molto importante ma rimangono fonti intermittenti. L’AD e DG ricorda quanto sia altrettanto necessario generare un sistema che sia flessibile, mettendo in campo tutte le soluzioni possibili. Intanto Italgas, diventato il primo operatore europeo nella distribuzione di gas, presenterà il prossimo giugno il Piano aggiornato al 2032 che prevede diverse novità. “Mostreremo le capacità dei nostri sistemi di Intelligenza Artificiale — ha dichiarato Paolo Gallo nell’intervista — Sarà un fattore importante per sviluppare efficienze già nel 2026, quando avremo anche il picco di sinergie dalla recente fusione”.

A8 Milano-Laghi: intervento lampo di Vitali Spa per il nuovo ponte

A inizio anno, Vitali Spa ha completato con successo il varo del nuovo ponte sull’autostrada A8 Milano-Laghi, portando a termine l’intervento in una sola notte e restituendo la piena funzionalità dell’arteria già alle prime ore del mattino.

Vitali Spa

Sostituzione del ponte di Lainate: la strategia di Vitali Spa

L’intervento ha riguardato la sostituzione integrale del ponte di Lainate, una delle operazioni più complesse lungo una delle autostrade più trafficate d’Italia. L’obiettivo era ambizioso: realizzare la sostituzione senza interrompere la continuità della circolazione. Per raggiungerlo, Vitali Spa ha adottato un approccio completamente integrato che ha unito progettazione esecutiva avanzata, pianificazione estremamente dettagliata e tecnologie di movimentazione di ultima generazione. La scelta strategica è stata quella di costruire il nuovo impalcato fuori opera, a circa un chilometro dal punto definitivo di installazione. Questa soluzione ha consentito di lavorare in condizioni ottimali, senza interferire con il traffico autostradale e riducendo al minimo i disagi per gli utenti.

Varo notturno e rimozione del vecchio ponte: l’intervento lampo di Vitali Spa

Alle ore 22, con la chiusura programmata dell’autostrada, è entrata nel vivo la fase operativa. Il nuovo ponte, da oltre 700 tonn, è stato trasportato fino all’area di tiro mediante carrelli ad alta capacità di carico. Successivamente, tre autogru hanno gestito la fase di sollevamento e posizionamento, consentendo l’installazione dell’infrastruttura nella sua sede definitiva con precisione millimetrica. All’alba, il traffico sull’A8 era già completamente ripristinato. L’intervento di Vitali Spa non si è però concluso con il varo. È seguita infatti la complessa fase di rimozione del vecchio ponte, posizionata a cinque metri di altezza. L’operazione è stata eseguita utilizzando carrelli semoventi e colonne di appoggio, che hanno permesso di sollevare e traslare l’intera struttura fuori dalla carreggiata autostradale in meno di due ore. Il risultato finale è una infrastruttura completamente rinnovata, realizzata in tempi estremamente ridotti e con impatti minimi sulla viabilità.