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martedì 19 maggio 2026

Gian Maria Mossa guida la crescita di Banca Generali: utile a 126 milioni nel primo trimestre 2026

Il 2026 si apre con risultati record per Banca Generali, Istituto guidato da Gian Maria Mossa, che chiude il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 126,4 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che confermano il momento positivo e rafforzano il suo posizionamento nel settore del private banking italiano.

Gian Maria Mossa

Banca Generali accelera sotto la guida di Gian Maria Mossa

A trainare la performance è stato soprattutto l’aumento dei ricavi, saliti dell’11,6% a 279,6 milioni di euro. In crescita le commissioni nette ricorrenti (+10,1% a 141,2 milioni), il margine finanziario (+4,4% a 91,8 milioni) e le commissioni variabili, che hanno registrato un balzo del 35,5% raggiungendo quota 46,6 milioni. Sotto la guida di Gian Maria Mossa, Banca Generali continua quindi a consolidare la propria strategia basata su consulenza evoluta, gestione patrimoniale e innovazione finanziaria. Anche la raccolta netta ha evidenziato un forte incremento: 1,9 miliardi di euro nel trimestre (+28%), saliti a 2,8 miliardi a fine aprile (+32%). Parallelamente, le masse complessive gestite hanno raggiunto i 116,7 miliardi di euro.

Gian Maria Mossa: “Partenza solida e crescita diffusa su tutto il territorio

Il 2026 si è aperto con una partenza estremamente solida, la migliore in termini di risultati ricorrenti e accompagnata da una raccolta che, anche nel mese di aprile, ha superato le attese”, ha dichiarato Gian Maria Mossa commentando i risultati trimestrali. L’Amministratore Delegato ha inoltre sottolineato come la crescita sia stata “diffusa e ben equilibrata su tutto il territorio”, segnale di una rete commerciale sempre più efficace. Oltre ai risultati economici, Banca Generali mantiene una posizione patrimoniale considerata particolarmente solida, con un Cet1 ratio del 16,7%, dato che conferma la capacità dell’Istituto di affrontare le sfide del mercato mantenendo elevati livelli di stabilità.

UnHate Foundation, Alessandro Benetton riparte dai giovani con l’esempio dei figli Agnese, Tobias e Luce Benetton

In un’intervista rilasciata a “Grazia”, Alessandro Benetton ha parlato della figlia Luce Benetton, impegnata in progetti ad alto impatto sociale. Da quello in India all’attività nel programma TIP presso la Cornell University, la sua esperienza ha spinto il Presidente di Edizione a valorizzare il ruolo dei giovani nella costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile.

Luce Benetton, figlia di Alessandro Benetton

L’impegno nel sociale di Luce Benetton che ha ispirato papà Alessandro

Luce Benetton, figlia dell’imprenditore Alessandro Benetton, viene descritta dal padre, in un’intervista rilasciata a “Grazia”, come grande fonte di ispirazione, insieme ai suoi fratelli Tobias e Agnese. In particolare, il Presidente di Edizione parla della sua forte propensione per il volontariato e delle esperienze che ha fatto all’estero, come quella in India. Un progetto, quest’ultimo, che ha profondamente influenzato il suo modo di vedere il mondo, alimentando ancora di più una già spiccata sensibilità verso i temi sociali. L’attenzione di Luce per gli altri e l’attrazione verso progetti ad alto impatto sociale si riflettono anche attraverso il suo impegno in uno dei più antichi e vasti programmi di traduzione e interpretariato gestito da studenti negli Stati Uniti, il Translator Interpreter Program (TIP) della Cornell University. È proprio lei a parlarne in un post su LinkedIn. La missione del programma è abbattere le barriere linguistiche e culturali, fornendo supporto in situazioni di necessità.

Alessandro Benetton: i giovani, come la figlia Luce Benetton, sono motore di cambiamento

Dal dialogo con i figli, Alessandro Benetton racconta di aver maturato la consapevolezza di quanto le nuove generazioni vogliano contribuire attivamente alla costruzione di un futuro inclusivo, sostenibile e attento all’innovazione sociale. Per l’imprenditore, l’esperienza di Luce Benetton nel volontariato internazionale ne è la dimostrazione. Riferendosi ai figli, dice: “Il loro modo di guardare il mondo, di farsi domande, di cercare senso e futuro per tutti i ragazzi della loro generazione mi spinge a non smettere mai di evolvere”. Da qui è nata l’idea di aiutare i giovani a diventare protagonisti del cambiamento sociale con il rilancio di UnHate Foundation. Nata nel 2011, di recente è stata ripresa focalizzando maggiormente l’attenzione sulle nuove generazioni e sul dare loro la possibilità di essere davvero “motore di cambiamento”. La priorità della Fondazione è, appunto, coinvolgere i giovani in occasioni di crescita e sviluppo del proprio potenziale, promuovendo solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità mediante una serie di progetti innovativi.

Diana Bracco: la carriera della Presidente del Gruppo Bracco

Diana Bracco fa il suo ingresso nel Gruppo Bracco nel 1966 e ne diventa Presidente e CEO nel 1999. Sotto la sua guida, l’azienda cresce a livello globale, consolidando la leadership nella diagnostica per immagini: la carriera dell’imprenditrice.

Diana Bracco

Diana Bracco: dalla formazione alla guida del Gruppo Bracco

Dopo la laurea in Chimica conseguita presso l’Università di Pavia, Diana Bracco entra nel 1966 nell’azienda di famiglia, storica multinazionale attiva nell’ambito della diagnostica per immagini e dei servizi per la salute. Nel 1977 viene nominata DG del Gruppo Bracco e, nel 1999, assume il ruolo di Presidente e CEO, succedendo al padre Fulvio Bracco. Sotto la sua guida, il Gruppo si espande, raggiungendo un fatturato di oltre 2 miliardi di euro, con circa 4.000 dipendenti e un patrimonio di più di 2.500 brevetti. Parallelamente, Diana Bracco ricopre diversi incarichi nell’ambito dell’associazionismo industriale, tra cui quello di Vicepresidente di Confindustria con delega per Ricerca e Innovazione, nonché quello di Presidente di Federchimica e Assolombarda, diventando la prima donna a presiedere entrambe le associazioni. L’imprenditrice è stata anche membro dell’Advisory Board del “B20 ITALY 2021”, Ambassador per il Women Empowerment nell’engagement Group B20, Presidente del Cluster Nazionale Scienze della Vita - ALISEI e Vicepresidente della Camera di Commercio di Milano.

Diana Bracco: impegno sociale, culturale e riconoscimenti

Nel corso della sua carriera, Diana Bracco ha affiancato all’attività imprenditoriale un forte impegno per il sociale e la cultura. Nel 2015 ha avuto un ruolo centrale nell’Expo 2015, come Presidente e Commissario Generale di sezione per il Padiglione Italia, contribuendo anche alla promozione del progetto Women for Expo, dedicato al ruolo delle donne quali motori di crescita e cambiamento. Fondatrice e Presidente della Fondazione Bracco, promuove iniziative legate alla cultura scientifica, al patrimonio culturale e alla responsabilità sociale, con particolare attenzione a giovani e donne. Attualmente è Presidente della Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria, ed è stata membro del CdA dell’Università Bocconi di Milano. Oggi Diana Bracco è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala, è stata la prima italiana a sedere nel National Gallery of Art Trustee’s Council. Ed è stata anche membro del Consiglio Generale e del Comitato Esecutivo di Fondazione Fiera Milano e Consigliere di Amministrazione del Museo Poldi Pezzoli di Milano oltre che Membro della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Nel tempo, Diana Bracco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, incluse la nomina a Cavaliere del Lavoro, la Medaglia d’oro del Comune di Milano e l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce “Al Merito della Repubblica”. Nel 2024 è stata insignita della Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM). Il 29 settembre 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano. Il 14 aprile 2026 vince il Premio alla Carriera "Leadership & Innovazione", riconoscimento istituito dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia, nato per celebrare figure che hanno saputo coniugare visione imprenditoriale, impegno civile e promozione del talento femminile.

Ricavi record per Illycaffè, Cristina Scocchia: ora focus su USA ed Europa

In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” a fine 2025, Cristina Scocchia aveva tracciato un bilancio di forte crescita per Illycaffè, delineando una strategia che oggi punta su espansione internazionale, rafforzamento industriale e nuovi investimenti produttivi tra Stati Uniti e Trieste.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: Illycaffè da record nel 2025

Illycaffè ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 700 milioni di euro, segnando una crescita del 10% rispetto al 2024. Si tratta del miglior risultato nella storia del Gruppo. La crescita, aveva evidenziato la manager, è stata trasversale a tutti i principali mercati: in Italia +11% sul 2024, negli Stati Uniti +19% a cambi costanti e in Europa +22%, con particolare traino da Germania, Francia e Spagna. Lo scorso anno, nel mercato italiano, già considerato maturo, l’azienda ha rafforzato la propria presenza nell’hotellerie e nella ristorazione premium, oltre ad aver quasi raddoppiato la penetrazione nel consumo domestico. Alla fine del 2025, gli Stati Uniti rappresentavano circa il 20% dei ricavi complessivi di Illycaffè: proprio per consolidare questa presenza, Cristina Scocchia aveva annunciato la conclusione di un processo di selezione per un partner industriale americano. L’obiettivo dichiarato per l’inizio del 2026 era produrre negli USA tra il 15% e il 20% del caffè destinato al mercato statunitense. Una scelta strategica pensata per aumentare la flessibilità operativa, semplificare la logistica, ridurre l’esposizione a eventuali tensioni commerciali e accelerare l’innovazione grazie a una maggiore prossimità al consumatore finale.

Cristina Scocchia: Illycaffè tra acquisizioni europee e rincaro del caffè

Nel corso del 2025 Illycaffè ha intensificato il focus sull’Europa anche in risposta alle prime incertezze legate ai dazi statunitensi. In questo contesto si sono inserite due operazioni strategiche concluse lo scorso anno: l’acquisizione del distributore svizzero e di Capitani in Italia, che hanno contribuito a rafforzare il presidio europeo del Gruppo. A fine 2025 il prezzo del caffè verde è aumentato del 50% rispetto al 2024, stabilizzandosi nelle settimane precedenti intorno a 370-380 cents per libbra. Pur in questo scenario, l’azienda ha scelto di contenere gli aumenti al consumatore finale, accettando una contrazione della marginalità per sostenere la crescita dei ricavi. Cristina Scocchia aveva inoltre precisato che eventuali benefici da una possibile diminuzione dei prezzi delle materie prime nella seconda metà del 2026 sarebbero stati visibili soprattutto nel 2027.

Ubidom e pratica CILA a Roma: vantaggi, costi e tempistiche

Geometra CILA a Roma Ubidom: guida completa per ristrutturare casa in regola

Quando si decide di ristrutturare casa, modificare gli spazi interni o avviare piccoli lavori edilizi, uno degli aspetti più importanti riguarda la gestione delle pratiche burocratiche. In questi casi entra in gioco una figura fondamentale: il geometra specializzato in CILA a Roma. Affidarsi a professionisti esperti come Ubidom significa evitare errori, ritardi e problematiche amministrative che potrebbero rallentare i lavori o causare sanzioni.

La CILA, ovvero Comunicazione Inizio Lavori Asseverata, è oggi una delle pratiche edilizie più richieste nella Capitale. Tuttavia, molti proprietari di immobili non conoscono bene quando serve, quali documenti occorrono e soprattutto perché è importante scegliere un geometra qualificato.

In questo articolo scoprirai tutto quello che c’è da sapere sulla pratica CILA a Roma, quali interventi richiedono questa autorizzazione e perché Ubidom rappresenta una soluzione affidabile per ottenere una gestione rapida, professionale e completamente conforme alle normative.

Cos’è la CILA e quando serve

La CILA è una pratica edilizia necessaria per comunicare al Comune l’inizio di determinati lavori di manutenzione straordinaria che non coinvolgono parti strutturali dell’edificio.

A Roma, la richiesta della CILA è molto frequente soprattutto per interventi di ristrutturazione appartamenti, modifiche interne e redistribuzione degli ambienti.

Interventi che richiedono la CILA

Ecco alcuni esempi di lavori per cui è obbligatoria la CILA:

  • Spostamento o demolizione di tramezzi
  • Rifacimento bagno e cucina con modifiche impiantistiche
  • Nuova distribuzione degli spazi interni
  • Apertura o chiusura di porte interne
  • Controsoffitti e opere interne non strutturali
  • Ristrutturazioni senza modifica della volumetria

È importante sapere che eseguire lavori senza CILA può comportare multe anche molto elevate.

Per questo motivo è fondamentale affidarsi a un geometra CILA a Roma esperto e aggiornato sulle normative urbanistiche del Comune di Roma.

Perché scegliere un geometra CILA a Roma

Roma presenta una situazione urbanistica molto complessa. Ogni quartiere può avere vincoli specifici, normative differenti e procedure particolari.

Un geometra specializzato nella gestione CILA a Roma conosce perfettamente:

  • Le procedure del Comune di Roma
  • I regolamenti edilizi locali
  • Le pratiche catastali
  • I tempi di approvazione
  • Le eventuali criticità urbanistiche

Affidarsi a professionisti improvvisati può causare problemi nella compilazione della pratica, ritardi nei lavori oppure blocchi amministrativi.

Con Ubidom, invece, il cliente viene seguito in ogni fase:

  1. Sopralluogo tecnico
  2. Verifica urbanistica e catastale
  3. Preparazione documentazione
  4. Presentazione CILA
  5. Assistenza durante i lavori
  6. Chiusura pratica e aggiornamenti finali

Geometra CILA a Roma Ubidom: professionalità e velocità

Uno dei principali vantaggi di scegliere Ubidom è la rapidità nella gestione delle pratiche edilizie.

Molti clienti cercano un servizio veloce perché desiderano iniziare la ristrutturazione nel minor tempo possibile. Grazie all’esperienza maturata sul territorio romano, Ubidom riesce a semplificare l’intero iter burocratico.

I vantaggi di Ubidom

Assistenza completa

Il cliente non deve preoccuparsi della documentazione tecnica o delle pratiche comunali. Ubidom gestisce tutto in maniera professionale.

Tecnici qualificati

Il team è composto da geometri e professionisti esperti nel settore edilizio romano.

Conoscenza del territorio

Operare quotidianamente a Roma permette di conoscere dinamiche, tempistiche e normative specifiche.

Riduzione dei rischi

Una pratica compilata correttamente evita sanzioni, contestazioni e ritardi.

Supporto personalizzato

Ogni immobile ha caratteristiche differenti. Ubidom offre consulenze su misura in base alle esigenze del cliente.

Quanto costa una pratica CILA a Roma

Una delle domande più frequenti riguarda il costo della pratica.

Il prezzo di una CILA a Roma può variare in base a:

  • Dimensione dell’immobile
  • Complessità dei lavori
  • Necessità di aggiornamenti catastali
  • Presenza di vincoli urbanistici
  • Tempistiche richieste

In generale, affidarsi a un geometra CILA a Roma Ubidom significa ottenere un servizio trasparente e professionale, evitando costi nascosti o problemi futuri.

È importante ricordare che una pratica economica ma gestita male potrebbe generare spese molto più elevate nel tempo.

Documenti necessari per presentare una CILA

Per avviare correttamente la pratica servono diversi documenti tecnici e amministrativi.

Documentazione richiesta

Tra i documenti più comuni troviamo:

  • Documento d’identità del proprietario
  • Visura catastale
  • Planimetria catastale
  • Elaborati grafici dello stato attuale e futuro
  • Relazione tecnica asseverata
  • Documentazione fotografica
  • Eventuali autorizzazioni condominiali

Il geometra ha il compito di verificare la conformità urbanistica dell’immobile prima della presentazione della pratica.

Questo passaggio è fondamentale per evitare problematiche durante i lavori.

Geometra Cila a Roma

Errori da evitare nella pratica CILA

Molte persone sottovalutano l’importanza della corretta gestione burocratica.

Tra gli errori più frequenti troviamo:

Presentare documenti incompleti

Una documentazione errata può bloccare la pratica.

Iniziare i lavori senza autorizzazione

Questo comportamento può comportare sanzioni amministrative.

Non verificare la conformità catastale

Difformità urbanistiche e catastali devono essere risolte prima della CILA.

Affidarsi a professionisti inesperti

Un geometra senza esperienza specifica sul territorio romano potrebbe non conoscere regolamenti e procedure aggiornate.

Scegliere Ubidom significa evitare tutti questi problemi grazie a un supporto tecnico professionale.

CILA e bonus ristrutturazione

La pratica CILA è spesso necessaria anche per accedere ai bonus fiscali legati alla ristrutturazione.

Chi effettua lavori edilizi può beneficiare di importanti agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

Bonus disponibili

Tra le principali agevolazioni troviamo:

  • Bonus ristrutturazione
  • Ecobonus
  • Bonus mobili
  • Incentivi per efficientamento energetico

Una pratica edilizia corretta rappresenta un requisito essenziale per ottenere le detrazioni fiscali.

Per questo motivo è importante affidarsi a un geometra CILA a Roma Ubidom competente e aggiornato.

Perché la conformità urbanistica è fondamentale

Prima di presentare una CILA, il geometra deve controllare che l’immobile sia conforme dal punto di vista urbanistico e catastale.

Molti appartamenti a Roma presentano piccole difformità accumulate negli anni.

Ignorare questi problemi può causare:

  • Blocco della pratica
  • Impossibilità di vendere l’immobile
  • Difficoltà nell’ottenere mutui
  • Sanzioni amministrative

Ubidom effettua controlli approfonditi per garantire una gestione sicura e senza imprevisti.

Tempi di apertura di una CILA a Roma

Uno degli aspetti più apprezzati della CILA è la rapidità.

Dopo la presentazione della pratica, i lavori possono generalmente iniziare immediatamente.

Tuttavia, è fondamentale che tutta la documentazione sia corretta.

Grazie all’esperienza di Ubidom, è possibile ridurre notevolmente i tempi burocratici evitando errori e integrazioni richieste dal Comune

Geometra CILA a Roma Ubidom: la soluzione ideale per ristrutturare senza stress

Affrontare una ristrutturazione può essere complicato, soprattutto in una città complessa come Roma.

Affidarsi a un geometra CILA a Roma Ubidom significa avere al proprio fianco professionisti in grado di seguire ogni dettaglio tecnico e burocratico.

Dalla verifica urbanistica alla presentazione della pratica, fino all’assistenza durante i lavori, Ubidom rappresenta un punto di riferimento per chi desidera ristrutturare casa in modo sicuro, rapido e conforme alla legge.

Scegliere professionisti esperti permette di risparmiare tempo, evitare problemi e valorizzare il proprio immobile.

La pratica CILA è un passaggio fondamentale per molti interventi edilizi a Roma.

Gestire correttamente questa procedura richiede competenze tecniche, conoscenza delle normative e attenzione ai dettagli.

Per questo motivo sempre più persone scelgono Ubidom per la gestione delle pratiche edilizie e delle ristrutturazioni.

Se stai cercando un geometra CILA a Roma affidabile, veloce e competente, Ubidom rappresenta una soluzione professionale capace di offrire assistenza completa e personalizzata.

Una gestione corretta della CILA non solo evita problemi burocratici, ma garantisce anche maggiore serenità durante tutta la fase dei lavori.

lunedì 18 maggio 2026

La strategia di Alessandro Fabbroni: numeri, persone e innovazione

Negli ultimi anni, sotto la guida di Alessandro Fabbroni, Sesa ha intrapreso un percorso di crescita costante, consolidando la propria posizione e raggiungendo traguardi sempre più rilevanti.

A sinistra Paolo Castellacci, presidente e fondatore di Sesa, e a destra il Ceo Alessandro Fabbroni

Sesa, in quattro anni ricavi raddoppiati e occupazione triplicata sotto la guida di Alessandro Fabbroni

Il numero degli occupati è cresciuto di pari passo con quello dei ricavi, in quattro anni sono raddoppiati e gli occupati sono moltiplicati per tre”, aveva commentato il CEO Alessandro Fabbroni in occasione della presentazione del bilancio integrato del 2023 presso la sede di Empoli. Una crescita che non si è limitata ai numeri, ma che ha rispecchiato una precisa visione industriale basata sull’integrazione tra competenze, innovazione e capitale umano. Sotto la guida del CEO, Sesa aveva raggiunto circa 3 miliardi di euro di ricavi al 30 aprile 2023, con performance economiche in ulteriore miglioramento: oltre 2,9 miliardi di ricavi consolidati (+21,7%), un EBITDA superiore ai 200 milioni (+24,9%) e un utile netto adjusted di più di 100 milioni (+21,1%). Risultati che hanno confermato la solidità di un modello di business orientato alla crescita sostenibile. Anche l’attenzione alle persone è un elemento chiave per l’azienda. Al 2023, Sesa contava infatti oltre 4.700 dipendenti, con un forte incremento delle assunzioni e una netta prevalenza di contratti a tempo indeterminato. La formazione continua, il welfare aziendale e gli investimenti sul benessere dei lavoratori sono ancora oggi parte integrante della strategia, non solo come leva sociale ma anche come fattore competitivo.

La strategia di Alessandro Fabbroni per l’espansione di Sesa

Accanto allo sviluppo interno, Alessandro Fabbroni ha guidato un’intensa attività di investimenti, pari a circa 140 milioni nel 2023, destinati sia all’innovazione tecnologica che a operazioni di acquisizione mirate ad ampliare competenze e presenza sul mercato. Tale approccio ha permesso a Sesa di espandersi a livello internazionale, con oltre 100 sedi operative nel mondo. Non meno rilevante è stato l’impegno sul fronte ESG. L’azienda ha infatti migliorato significativamente le proprie performance ambientali, riducendo le emissioni pro-capite e incrementando l’uso di energia da fonti rinnovabili. Parallelamente, sono stati rafforzati i sistemi di governance e le certificazioni, a testimonianza di un percorso strutturato verso la sostenibilità.

McFIT: dal primo centro a Verona al network capillare su tutto il territorio

McFIT è il brand di RSG Group, nato in Germania nel 1997 e presente sul mercato italiano dal 2014. L'azienda si pone l'obiettivo di offrire centri fitness accessibili, seguendo un modello di business orientato all'inclusività.

McFIT

Lo sviluppo di McFIT e il consolidamento in Italia

Il marchio McFIT fa parte di RSG Group (Rainer Schaller Global Group), realtà attiva a livello internazionale nel comparto delle palestre e del wellness. L’ingresso nel mercato italiano è avvenuto circa 12 anni fa con l'apertura del primo centro a Verona. Sotto la direzione di Samuele Frosio, la catena ha progressivamente ampliato la propria rete fino a superare le 40 strutture operative in Italia. La mission aziendale è rendere il fitness accessibile e inclusivo, così da contribuire al miglioramento del benessere fisico e sociale delle persone. Nei vari centri fitness sul territorio, offre un’esperienza di allenamento innovativa, volta a promuovere uno stile di vita attivo e una cultura sportiva sana e sostenibile. Con oltre 160.000 abbonati e un fatturato annuo che supera i 50 milioni di euro, l'azienda si posiziona tra i principali player nel mercato di riferimento. McFIT opera inoltre in sinergia con altri marchi del gruppo RSG, come John Reed Fitness e Gold’s Gym, avvalendosi di oltre 300 dipendenti diretti e della collaborazione di circa 170 istruttori freelance.

Le collaborazioni di McFIT e le iniziative sociali

Nel corso degli anni, l'immagine di McFIT è stata associata a diversi esponenti del mondo dello sport. Tra le figure che hanno collaborato con il brand figurano ex calciatori come Christian Vieri, Alessandro Costacurta e Marco Materazzi, oltre ad atleti olimpici quali Gianmarco Tamberi e la pugile Irma Testa. L’azienda ha inoltre lanciato diverse iniziative sociali. Tra queste si segnala il supporto alla Fondazione Umberto Veronesi per la campagna "Pink is Good", volta a sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno tramite l'erogazione di screening gratuiti. Durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, nel periodo 2020-2021, la società ha risposto alle restrizioni governative installando 22 tensostrutture esterne, per garantire così agli abbonati la possibilità di continuare l'attività fisica all'aperto nel rispetto delle regole.