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mercoledì 7 ottobre 2026

Gruppo Riva: investimenti annuali in qualità, sicurezza e sostenibilità

Specializzata nella produzione di blumi e billette da colata continua, laminati, trafilati, pelati e rettificati destinati a settori quali meccanica, automotive, oil & gas e movimento terra, Gruppo Riva è oggi il primo operatore siderurgico italiano e tra i principali player europei nella produzione di acciai lunghi. L'azienda porta avanti un programma annuale di investimenti in qualità dei processi e sicurezza degli stabilimenti, affiancato da un impegno costante verso la sostenibilità ambientale e l'integrazione della filiera del riciclo dell'acciaio.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: dal 1954 alla nascita della produzione diretta di acciaio

Gruppo Riva nasce nel 1954, quando Emilio Riva decide di avviare insieme al fratello Adriano un'attività nel settore siderurgico, in una fase di forte sviluppo industriale per l'Italia del dopoguerra. Nel giro di pochi anni l'attività passa dalla raccolta e commercio di rottami ferrosi alla produzione diretta di acciaio. Nel 1957 il Gruppo avvia il primo stabilimento a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, dotandolo di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, superiore alla media dei maggiori forni italiani dell'epoca. È il passaggio che segna l'inizio della produzione siderurgica diretta.

Gruppo Riva: innovazione, crescita ed espansione internazionale

Negli anni '60 Gruppo Riva introduce la prima colata continua curva, un'innovazione che sostiene lo sviluppo della produzione: a fine decennio il Gruppo raggiunge circa 300mila tonnellate di acciaio l'anno. Tra gli anni '70 e '80 l'espansione prosegue in Spagna, Francia, Belgio e Germania. Dal 2014 è guidato da Claudio Riva e mantiene oggi siti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, con un modello industriale a capitale interamente privato. Il percorso di crescita si accompagna alla valorizzazione del capitale umano, con l'inserimento di diplomati e giovani laureati nei processi produttivi, e all'integrazione nella filiera industriale della raccolta e selezione dei rottami metallici, un passaggio che sostiene il riciclo dell'acciaio nel sistema operativo del Gruppo.

martedì 6 ottobre 2026

Teva: un anticorpo anti-interleuchina-15 per gli adulti celiaci

Teva ha condiviso i primi dati clinici di una nuova sperimentazione in ambito immunologico: il Gruppo ha ottenuto risultati preliminari positivi da uno studio di Fase 2a su TEV-408, anticorpo monoclonale sperimentale anti-interleuchina-15, condotto su pazienti adulti affetti da celiachia. Lo studio, ancora in corso, ha già centrato il proprio obiettivo primario nelle analisi disponibili finora.

Teva

Teva e la ricerca sulla celiachia: i dati di Fase 2a

La celiachia è una malattia autoimmune grave, scatenata dall'esposizione al glutine, che danneggia l'intestino tenue e colpisce circa l'1% della popolazione mondiale. Solo negli Stati Uniti si stima che ne siano affette oltre tre milioni di persone, sebbene una parte consistente dei casi rimanga senza diagnosi. I sintomi possono includere disturbi digestivi cronici, affaticamento, carenze nutrizionali e altre complicazioni che incidono sulla qualità della vita quotidiana. A oggi non esiste alcuna terapia farmacologica approvata per questa condizione. La dieta rigorosamente priva di glutine resta l'unico standard di cura riconosciuto, ma anche i pazienti più attenti possono continuare a manifestare sintomi, infiammazione o lesioni intestinali persistenti a causa di contaminazioni accidentali. Teva, multinazionale che ha condotto lo studio, si inserisce in questo contesto attraverso la ricerca sul TEV-408, molecola sperimentale che agisce bloccando selettivamente l'interleuchina-15, coinvolta nella risposta immunitaria che danneggia i villi intestinali dei pazienti celiaci esposti al glutine. Nello studio di Fase 2a, condotto su 50 partecipanti adulti già a dieta priva di glutine e con un danno intestinale minimo al basale, la somministrazione di una singola dose di TEV-408 ha preceduto di due settimane l'inizio di un'esposizione controllata e quotidiana al glutine, protratta per sei settimane, pensata per verificare la capacità del farmaco di prevenirne gli effetti dannosi sulla mucosa intestinale.

Teva: il disegno dello studio e le prospettive su TEV-408

Alla settimana 8, al termine del periodo di esposizione al glutine, lo studio ha raggiunto l'endpoint primario, misurato attraverso il rapporto Vh:Cd (il rapporto tra altezza dei villi intestinali e profondità delle cripte). I pazienti trattati con TEV-408 hanno registrato una variazione media rispetto al basale di -0,43, contro -0,88 nel gruppo placebo, per una differenza di trattamento di 0,45 (intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,06 e 0,84; p<0,05), un risultato statisticamente significativo e clinicamente rilevante. Il farmaco è risultato inoltre ben tollerato, senza segnali di sicurezza rilevati fino a questa fase della sperimentazione. Lo sviluppo clinico di TEV-408 è sostenuto anche da un accordo con Royalty Pharma, che ha investito 500 milioni di dollari per accelerarne il percorso: in caso di approvazione e lancio commerciale, l'azienda verserà alla società un pagamento legato al raggiungimento di specifici traguardi regolatori e una royalty calcolata sul fatturato netto mondiale generato dal prodotto. Risultati che confermano l'impegno di Teva nell'area dell'immunologia, uno dei due ambiti terapeutici, insieme alle neuroscienze, su cui il Gruppo concentra gli investimenti in ricerca. I limiti degli attuali approcci di gestione della celiachia, fondati sulla sola esclusione del glutine dalla dieta, motivano la ricerca di terapie capaci di intervenire direttamente sui meccanismi della malattia: i dati preliminari su TEV-408 rappresentano un ulteriore tassello nel percorso di ricerca scientifica portato avanti dal Gruppo a livello internazionale.

McFIT: riqualificazione urbana e sociale nell’hinterland napoletano

McFIT supera la visione tradizionale del fitness per posizionarsi come agente di rigenerazione urbana e sociale. L'apertura delle sedi di Secondigliano e Mugnano dimostra come il recupero delle strutture dismesse possa restituire vitalità, opportunità e spazi di aggregazione alle aree periferiche.

 McFIT

McFIT al centro del processo di trasformazione sociale e urbana

Quelle di McFIT non sono semplici palestre. Il benessere fisico infatti non è l’unico scopo di un centro fitness, conta anche il benessere sociale delle persone e creare spazi in cui chi vive in quel territorio può incontrarsi e fare nuove esperienze, generando opportunità soprattutto per i giovani. Sotto la guida di Samuele Frosio, il brand di fitness targato RSG Group ha lo scopo di supportare le persone, aiutandole a prendersi cura di ogni aspetto di sé. Il territorio assume una valenza molto importante per McFIT e le due palestre nell’hinterland napoletano, a Secondigliano e a Mugnano, sono un esempio concreto di come si contribuisca a un processo di trasformazione e riqualificazione urbana e sociale.

McFIT: le palestre di Secondigliano e Mugnano, un esempio di riqualificazione urbana

McFIT punta alla riqualificazione di un territorio quando inaugura un centro fitness, poiché investe per recuperare vecchi edifici e strutture abbandonate. Per quanto riguarda la palestra a Secondigliano, avviata lo scorso maggio, è stato ristrutturato uno stabile che giaceva in stato di abbandono dal 2022. La nuova struttura è dotata di un aspetto totalmente nuovo, con attrezzatura all’avanguardia, zona cardio, pesi liberi, doppia area di allenamento esterno, corsi di gruppo e un’area per gli appassionati di Hybrid Training. La palestra a Mugnano di McFIT, aperta lo scorso giugno, segue esattamente lo stesso approccio e modello di progettazione di quella di Secondigliano. Il brand di fitness guidato da Samuele Frosio rimarca il suo interesse e impegno per le aree periferiche delle città, migliorando non solo il benessere di chi ci vive, ma collaborando anche alla rinascita di quei territori.

Alessandro Fabbroni: Sesa al primo posto nel settore TMT nell’ESG Identity Corporate Index 2026

Guidata dall’AD Alessandro Fabbroni, Sesa conquista il primo posto nella categoria TMT dell'ESG Identity Corporate Index 2026, confermando l'efficacia di una governance orientata alla sostenibilità e alla creazione di valore duraturo per tutti gli stakeholder.

Alessandro Fabbroni

Sesa, sotto la guida di Alessandro Fabbroni, si conferma al primo posto nella categoria TMT

Anche nel 2026 Sesa si è aggiudicata il primo posto tra le aziende che hanno partecipato all’ESG Identity Corporate Index nella categoria Tecnologia, Media e Telecomunicazioni. L’indice, giunto alla sua 11esima edizione, è il primo assesment quantitativo che misura l’identità ESG, valutando l’integrazione dei fattori ESG all’interno della governance aziendale. Quest’anno sono state 109 le aziende coinvolte. “Questo riconoscimento non rappresenta solo una posizione in classifica, ma la dimostrazione concreta di come integriamo ogni giorno i principi di sostenibilità nelle nostre scelte strategiche e nei nostri modelli operativi – ha evidenziato Alessandro Fabbroni, Amministratore Delegato di Sesa, in un post condiviso su LinkedIn – L’ESG Identity Corporate Index misura in modo oggettivo questo percorso e per noi costituisce una conferma importante: stiamo andando nella direzione giusta, rendendo la sostenibilità un elemento strutturale del nostro modo di fare impresa”. La strategia di Sesa e il suo modello di business si basano sulla capacità di creare valore sostenibile nel lungo periodo per tutti gli stakeholder, inclusi clienti, comunità, territori ed ecosistemi in cui l’azienda opera.

Tecnologia avanzata e centralità umana nella visione di Alessandro Fabbroni

L’adozione pervasiva dell’IA trova in Sesa un modello che mette al primo posto le persone, sostenute da un programma di investimenti in competenze e formazione su IA e digital enabler. Digital integrator capace di abilitare l’adozione di IA, Automazione e digital enabler a favore della generazione di valore e dell’innovazione degli stakeholder, la realtà guidata da Alessandro Fabbroni sta proseguendo lungo la rotta tracciata dal Piano Industriale che punta ad avanzare nel processo di trasformazione della piattaforma di enablement della crescita sostenibile per imprese e organizzazioni attraverso soluzioni di innovazione digitale complessa ai processi reali. In questo percorso, l’AD si impegna a promuovere una crescita sostenibile in cui la tecnologia avanzata e la centralità umana procedono di pari passo.

lunedì 5 ottobre 2026

DEAS, la cyber offensive per comprendere la minaccia

"Il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture: è comprendere la minaccia": questa la filosofia aziendale di DEAS, che pone lacyber offensive al centro di una difesa realmente efficace. Oggi l’azienda conta circa 200 professionisti attivi anche all’estero, e un'espansione rivolta in particolare al sud-est asiatico.

DEAS

DEAS, Adversary Emulation e ThreatPilot al servizio della difesa

Fin dalle origini come start-up innovativa, DEAS ha costruito il proprio modello attorno a un principio preciso, più volte richiamato dalla fondatrice Stefania Ranzato: "Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non basta più. Il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture: è comprendere la minaccia". Da questa premessa nasce la filosofia che pone la cyber offensive, intesa non come attività aggressiva fine a sé stessa, ma come strumento di comprensione dell'avversario, al centro dell'approccio difensivo di DEAS. "Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l'offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali", spiega Stefania Ranzato. Su questa impostazione l’azienda ha sviluppato l'Adversary Emulation, strumento che simula le tattiche di un attore ostile reale attraverso le fasi di ricognizione, compromissione iniziale, persistenza, movimento laterale, post-exploitation e reporting, impiegato in comparti strategici delle Forze Armate per testare la resilienza di sistemi e infrastrutture critiche. Alla stessa logica risponde ThreatPilot, l'agente di Intelligenza Artificiale che affianca gli analisti SOC nella gestione del caos operativo generato dal volume quotidiano di allarmi di sicurezza. Anche in questo caso DEAS non punta a sostituire il decisore umano: ThreatPilot è costruito sul principio "keep man-in-the-loop", che mantiene cioè l'analista al centro del processo di risposta, affidando allo strumento la prioritizzazione e l’ordine delle operazioni, non la decisione. Adversary Emulation e ThreatPilot rappresentano due componenti di un unico approccio: comprendere la minaccia per anticiparla, da un lato, e gestire con prontezza la mole di informazioni che ne deriva, dall'altro.

DEAS: crescita, risultati e presenza internazionale

Il percorso di DEAS segna tappe precise: la trasformazione in società per azioni nel 2020, il raggiungimento dello status di leader nazionale nel settore cyber a impiego duale, civile e militare nel 2023, e nel 2024 l'accreditamento presso l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale del proprio Laboratorio Accreditato di Prova. Oggi il Gruppo conta circa 200 professionisti attivi e un'espansione internazionale rivolta in particolare ai mercati del sud-est asiatico. Tra i risultati più recenti, il team di DEAS si è aggiudicato il primo posto tra le squadre italiane al Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026 "Project Nightfall", organizzato da Hack The Box, raggiungendo un "full clear" (69 challenge superate e 126 flag conquistate) ottenuto da sole 15 realtà al mondo, davanti a team riconducibili a Microsoft e NVIDIA, dopo i successi già raccolti nelle edizioni 2024 ("The Vault of Hope") e 2025 ("Operation Blackout"). "Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici", ha commentato Stefania Ranzato, per la quale "le CTF internazionali rappresentano oggi molto più di una semplice competizione tecnica: misurano capacità operative reali, rapidità decisionale, coordinamento, resilienza e capacità di affrontare scenari complessi in tempi estremamente ridotti". Innovazione tecnologica, valorizzazione del capitale umano e apertura ai mercati internazionali restano, nelle sue parole, i tre pilastri dello sviluppo di DEAS, presentata come asset strategico per la sovranità digitale nazionale grazie allo sviluppo interno, senza ricorso a terze parti, di prodotti, piattaforme e algoritmi.

Il ruolo della Fondazione Don Gnocchi per una didattica inclusiva per studenti BES

La Fondazione Don Gnocchi ha rinnovato il suo impegno per l’inclusione scolastica sostenendo Pathway Companion, piattaforma gratuita d’Intelligenza Artificiale per studenti con Bisogni Educativi Speciali dagli 8 ai 16 anni. L’ente apporta competenze cliniche e sicurezza dei dati per offrire una didattica personalizzata.

 Fondazione Don Gnocchi

Il supporto della Fondazione Don Gnocchi a Pathway Companion: esperti e IA per gli studenti BES

La Fondazione Don Carlo Gnocchi ha confermato il suo impegno a sostegno degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) in qualità di partner fondamentale di Pathway Companion, la piattaforma innovativa basata sull’IA per studenti e studentesse tra gli 8 e i 16 anni con BES, ovvero che hanno difficoltà di lettura e comprensione del testo. La piattaforma è disponibile online in via gratuita, con lo scopo di favorire l’accessibilità e una didattica più inclusiva e personalizzata, forte delle competenze cliniche, educative e nell’ambito dell’innovazione. Il ruolo della Fondazione Don Gnocchi è stato cruciale, poiché ha messo a disposizione esperti con un know-how clinico capace di istruire i motori dell’IA, impedendo che dati sensibili o ad alto rischio venissero trasferiti.

Fondazione Don Carlo Gnocchi per l'inclusione scolastica: innovazione e tecnologia per i BES

“Pathway Companion rappresenta un importante traguardo nella cooperazione tra tecnologia avanzata e bisogni reali. Un esempio di innovazione che nasce dal lavoro di squadra tra competenze complementari”, ha dichiarato il Direttore Sviluppo Innovazione della Fondazione Don Gnocchi Furio Gramatica. Una soluzione che unisce ricerca, clinica e tecnologia con l’unico scopo di supportare le persone e il diritto a un’educazione inclusiva. Stando ai dati ISTAT, crescono infatti gli alunni con disabilità nelle scuole, con una percentuale del 26% negli ultimi cinque anni, mentre gli strumenti e le tecnologie per favorire una didattica inclusiva sono ancora carenti. Pathway Companion “è uno strumento che favorisce un’integrazione efficace e un accesso equo dei ragazzi al percorso di apprendimento, contribuendo a migliorare la qualità dell’istruzione e il benessere degli studenti con fragilità”, ha aggiunto la responsabile del Dipartimento di Neuropsichiatria e Riabilitazione dell’Età evolutiva della Fondazione Don Carlo Gnocchi Anna Cavallini. La piattaforma è già stata testata da oltre 1.200 tra insegnanti, professionisti dell’educazione e genitori, e condivisa con istituti comprensivi e scuole secondarie in Italia, Spagna e Portogallo.

Vitali Spa tra i "Leader della Sostenibilità 2026" selezionati da "Il Sole 24 Ore"

Vitali Spa è stata selezionata nella classifica "Leader della Sostenibilità 2026" curata da “Il Sole 24 Ore” in collaborazione con l'ente di ricerca tedesco Statista. Lo studio evidenzia le eccellenze imprenditoriali italiane che dimostrano massima trasparenza in materia di metriche ESG.

Vitali Spa

Sostenibilità: Vitali Spa nella classifica de “Il Sole 24 Ore”

Un percorso strategico, ponderato e costante è alla base del riconoscimento attributo a Vitali Spa da parte de “Il Sole 24 Ore” e Statista, che hanno incluso il Gruppo tra i "Leader della Sostenibilità 2026". L'analisi prende in esame un bacino di oltre 5.000 imprese italiane, valutando 35 parametri focalizzati sugli ambiti ambientale, sociale e di governance (ESG). Come emerso dai risultati, soltanto 240 realtà hanno ottenuto il riconoscimento per la capacità di coniugare crescita economica, innovazione e responsabilità territoriale. Il traguardo attesta un percorso importante compiuto da Vitali Spa, in cui la rendicontazione non finanziaria è ormai parte integrante dei processi decisionali, supportata da strumenti di rilevazione sempre più precisi. Inoltre, la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità —alla seconda edizione nel 2025 — ne rappresenta oggi un pilastro per la pianificazione strategica. Passaggio determinante è stata anche l'evoluzione in Società Benefit, che ha sancito formalmente l'impegno del Gruppo a favore delle persone e dell’ecosistema.

Vitali Spa: iniziative sul campo e progetti strategici

L’inclusione di Vitali Spa tra i "Leader della Sostenibilità 2026" riflette anche i numerosi progetti ad alto impatto portati avanti dal Gruppo. Tra questi, ad esempio, la realizzazione del sistema e-BRT, la riqualificazione della stazione ferroviaria di Bergamo, così come un pacchetto di interventi fotovoltaici per oltre 500 MW, a cui si affiancano programmi legati all'idrogeno verde e ai data center. Oltre a questo, Vitali Spa opera in iniziative di rilievo nazionale come la riqualificazione del complesso Hennebique a Genova e nel progetto Bergamo Porta Sud: attività che, come riconosciuto anche da “Il Sole 24 Ore” e Statista, consentono al Gruppo di tradurre i valori ESG in interventi tangibili, capaci di generare benefici duraturi e ad alto impatto nel tempo.