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venerdì 6 marzo 2026

Atitech, Gianni Lettieri: il 2025 un anno di successi

Atitech ha chiuso il 2025 con 180 milioni di euro di fatturato e nuovi accordi internazionali, confermando un trend di crescita. Il Presidente e CEO Gianni Lettieri: “L’attività sta andando bene, 100 nuove assunzioni a Fiumicino”.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: crescita, assunzioni e sviluppo per Atitech nel 2025

Dopo un anno di importanti traguardi Atitech, azienda italiana di punta nell’ambito delle manutenzioni aeree, celebra una crescita significativa e si prepara a consolidare i risultati ottenuti. “Il 2025 è stato chiuso con un fatturato di 180 milioni di euro – racconta il Presidente e CEO Gianni LettieriInoltre abbiamo chiuso una serie di accordi importanti sia con Airbus, sia con una società degli Emirati Arabi per la realizzazione di un hub a Riad”. Un trend tutto in salita che si riflette anche nelle nuove assunzioni dell’azienda, che oggi conta circa 1.600 dipendenti. “L’attività sta andando abbastanza bene – continua l’imprenditore – ci sono state 100 nuove assunzioni a Fiumicino che vanno a sommarsi alle altre fatte precedentemente”. Il riferimento è alle 330 persone inserite a Olbia dal personale dell’ex AirItaly per il nuovo hub sardo dedicato ai business jet. Un progetto da 16 milioni di euro e un fatturato potenziale di 60 milioni con cui Gianni Lettieri ha concretizzato la visione di un Polo di Business Aviation, ovvero un centro di eccellenza per la manutenzione dei jet privati.

Gianni Lettieri: collaborazioni strategiche e uno sguardo al futuro

Atitech opera in 21 basi in Italia e dieci all’estero, con un portafoglio clienti di oltre 100 aziende tra compagnie aeree, entità istituzionali e organizzazioni governative. Di recente, l’azienda si è interessata anche ad altri settori dell’aeronautica e a scenari internazionali. Lo dimostra l’accordo con Airbus Defence and Space, la divisione di Airbus Group che fornisce soluzioni per il settore della difesa e dello spazio. Il contratto prevede la collaborazione nella manutenzione, riparazione e revisione di aerei militari Airbus, con l’obiettivo di “rafforzare la catena di fornitura dei servizi all’interno dell’ecosistema europeo della difesa, in un contesto di incertezza geopolitica”. La partnership segue l’incontro in Arabia Saudita finalizzato all’intesa con Alnimr Alarabi holding per la joint venture che si occuperà dello sviluppo di un centro di eccellenza specializzato in manutenzione e revisione di aeromobili e componenti in Arabia Saudita. Il target è la creazione di una società leader nella manutenzione aeronautica nella regione Sud Asia, Medio Oriente e Africa. Guardando al futuro, Gianni Lettieri conferma che l’obiettivo a lungo termine è “una crescita costante sia in Italia sia all’estero”.

Flavio Cattaneo sul futuro di Enel: più estero, data center e dividendo in crescita

Al Capital Market Day di Enel, tenutosi il 23 febbraio scorso presso Palazzo Bovara, l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo ha confermato la solidità del nuovo Piano Strategico 2026-2028: “La Borsa non vede il passato, ma il futuro. Avevamo perso il 10%, abbiamo recuperato velocemente perché il futuro viene dall’estero”. Un messaggio chiaro agli investitori, che hanno premiato il titolo dopo la presentazione delle linee guida industriali e finanziarie.

Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: 53 miliardi tra rinnovabili e reti

Il Piano prevede 53 miliardi di euro di investimenti, 10 miliardi in più rispetto alla precedente strategia. Le risorse saranno così distribuite: 26 miliardi nel business integrato, di cui 20 miliardi destinati alle rinnovabili, con l’obiettivo di aumentare la capacità di 15 GW entro il 2028, e 26 miliardi nelle reti, con una forte concentrazione sull’Italia (55%), mentre il resto sarà suddiviso tra Iberia e America Latina. Il raggiungimento degli obiettivi finanziari, ha ricordato Flavio Cattaneo, ha generato una flessibilità di circa 15 miliardi di euro, da impiegare nelle geografie a maggiore potenziale di crescita: Europa, Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito. “L’Italia farà meno margini, ma l’estero di più”, ha ribadito l’AD, evidenziando un riequilibrio geografico dei profitti. Alla presentazione del nuovo Piano, insieme a Flavio Cattaneo, è intervenuto il CFO Stefano De Angelis, che ha illustrato gli effetti del decreto bollette. Gli impatti sono già stati contabilizzati nel Piano: si stimano 1,8 miliardi complessivi, con un picco di circa 300 milioni nel 2028, considerato l’anno più impegnativo. Nonostante ciò, la traiettoria di crescita resta confermata grazie al contributo dei mercati esteri e all’ottimizzazione del portafoglio.

Flavio Cattaneo: Enel punta su AI, data center e dividendi

Il Piano rafforza il focus su contesti regolatori stabili, con priorità a reti, rinnovabili e clienti finali. Centrale anche la scommessa sui data center: “Vogliamo arrivare prima di altri”, ha dichiarato Flavio Cattaneo, spiegando come l’espansione della capacità energetica legata ai data center rappresenti una leva strategica. L’obiettivo è trasformare progressivamente Enel in una vera infrastructure company, meno esposta alla volatilità tipica delle utility tradizionali e più orientata a flussi di cassa prevedibili e regolati. Sul fronte della creazione di valore, il Gruppo prevede: share buyback fino a 1 miliardo di euro; utile netto ordinario per azione in crescita fino a 0,80-0,82 euro al 2028, rispetto agli 0,69 euro del Piano precedente e un dividendo per azione in aumento di circa il 6%. Secondo Flavio Cattaneo, la risposta positiva del mercato conferma la solidità di un Piano “de-rischizzato”, con rischi regolatori già inclusi e una chiara traiettoria di crescita internazionale. La strategia punta su stabilità finanziaria, rafforzamento delle reti e leadership nelle rinnovabili, con uno sguardo deciso alle nuove frontiere dell’energia digitale.

Marzio Perrelli sarà CEO dell’America’s Cup Partnership?

Marzio Perrelli potrebbe essere il nuovo CEO dell’America’s Cup Partnership. La sua esperienza maturata nell’ambito dei media sportivi e della finanza si adatta a guidare la rivoluzione della competizione velistica, passando a un modello simile a F1 e MotoGP, per attrarre investimenti di lungo periodo.

Marzio Perrelli

Marzio Perrelli: il manager alla guida dell’America’s Cup Partnership?

Si parla di Marzio Perrelli come nuovo CEO alla guida dell’America’s Cup Partnership, l’alleanza tra i team fondatori della competizione, ovvero New Zeland, Athena Racing, Luna Rossa, Alinghi e K-Challenge. La rivoluzione arriva in vista dell’America’s Cup di Napoli 2027, con lo scopo di trasformare radicalmente la storica competizione e creare un sistema che si ispiri a quello di altri sporti, tra cui Formula 1 e MotoGP. Il vecchio modello “winner gets all” verrà infatti messo da parte, poiché non adatto a garantire sponsor TV e accordi duraturi o ad attrare private equity e banche d’affari. A margine di questo ragionamento, la figura di Marzio Perrelli è calzante, grazie alle sue passate esperienze professionali di rilievo.

Marzio Perrelli: le tappe del percorso professionale del manager, dalla finanza all’ambito sportivo

L’esperienza di Marzio Perrelli nei media sportivi è stata preceduta da quella nella finanza internazionale. Conseguita la laurea in Economia e Commercio all’Università LUISS di Roma, nel 93 è entrato far parte di Goldman Sachs New York. In seguito, ha proseguito la sua esperienza in Goldman Sachs International a Londra. Nel 2001 è rientrato in Italia, assumendo la carica di CEO di Goldman Sachs Italy. A partire dal 2018 Marzio Perrelli ha virato verso il settore dei media e sportivo, in qualità di Executive Vice President di Sky Italia, con responsabilità dei team editoriali e di produzione e del portafoglio dei diritti sportivi di Sky Sport.

giovedì 5 marzo 2026

Tra performance e nuovi mercati: così Pier Silvio Berlusconi traccia la leadership di MFE

Pier Silvio Berlusconi disegna la crescita di MFE: l’accelerazione del progetto per la creazione di un polo paneuropeo dei media e il consolidamento della leadership di Mediaset negli ascolti attraverso una evoluzione strategica dei palinsesti.

 Pier Silvio Berlusconi

MFE tra polo paneuropeo ed evoluzione editoriale: l’impronta di Pier Silvio Berlusconi

È stato un 2025 ricco di traguardi per MFE e per il CEO Pier Silvio Berlusconi: l’anno in cui il Gruppo è arrivato a operare in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo) imprimendo una significativa accelerazione al progetto per la creazione di un grande polo paneuropeo del broadcasting e dei media capace di affrontare al meglio le sfide sempre più complesse del settore e competere più efficacemente con i giganti del web e dello streaming. Si potrebbe pensare che un progetto così ambizioso basti già di per sé ad occupare impegno e tempo. Invece Pier Silvio Berlusconi, nel mentre, ha ben pensato di dare una svolta ai palinsesti Mediaset. Non una rivoluzione, non ce ne sarebbe stata la necessità. Piuttosto una “evoluzione”. E così, a partire da luglio, ha preso il via una operazione che ha ridisegnato assetti fino ad allora consolidati nel panorama televisivo italiano: al centro una revisione strategica dell’offerta, orientata a rafforzare l’identità delle reti, valorizzare i format di punta e introdurre nuovi contenuti in linea con le abitudini di fruizione sempre più integrate tra lineare e digitale. Una trasformazione coerente con la visione industriale del Gruppo e con l’obiettivo di coniugare leadership nazionale e ambizione europea.

Pier Silvio Berlusconi: gestione efficace del pubblico e architettura di palinsesto orientata alla continuità

Che i risultati non siano tardati ad arrivare, oggi lo dicono i numeri. Nel 2025, secondo quanto certificato da Auditel, Mediaset si posiziona come primo editore televisivo sul target commerciale 15-64 anni, pubblico di riferimento per il mercato pubblicitario, con una media annua del 40,2% di share (a oltre dieci punti percentuali dal servizio pubblico). Se poi si guarda anche solo al periodo delle Strenne natalizie, come emerge da un’analisi dello Studio Frasi per “Il Sole 24 Ore” basata sui dati Auditel relativi al periodo compreso tra il 14 dicembre e il 3 gennaio, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi supera il servizio pubblico nel totale giornata ma anche nella fascia serale, storicamente la più contesa. Nelle 24 ore Mediaset registra uno share del 38,6%, confermando un primato già ottenuto anche nelle due edizioni precedenti delle Strenne. Il dato più rilevante riguarda però la prima serata, dove l’azienda di Cologno Monzese raggiunge il 42,4% di share: un risultato definito “senza precedenti” nel confronto tra i principali operatori televisivi italiani. E guardando anche solo all’informazione, sempre lo Studio Frasi ha evidenziato come da settembre, nella prima parte della stagione, i “tre principali telegiornali del servizio pubblico hanno perso spettatori, al contrario dei tre Mediaset che ne hanno invece guadagnati”. Numeri che si inseriscono in un lungo percorso di crescita per Mediaset: basti pensare che dal 2019 al 2025 gli ascolti sul totale pubblico sono aumentati complessivamente dell’11,9%, pari a +4 punti di share. Il 2025 è stato per Mediaset “il terzo anno consecutivo” in cui si è posizionata come “primo editore anche sul totale pubblico televisivo, con una media del 37,5% di share”. Proprio nei giorni scorsi, in un articolo de “La Stampa”, si sottolinea come, mentre la TV pubblica negli ultimi tre anni ha perso tre punti di share, Mediaset al contrario si è rafforzata: “Da un lato poche idee e meno investimenti su programmi e acquisizioni, dall’altro continuità manageriale e prodotti convincenti”. Insomma, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi performa “grazie a una gestione efficace del pubblico e a un’architettura di palinsesto orientata alla continuità”: lo dicono i numeri.  

Enrico Vita: il Gruppo Amplifon premiato per crescita finanziaria e ambientale

Enrico Vita: la crescita sostenibile di Amplifon è stata riconosciuta dal “Time Magazine” che, lo scorso novembre, ha inserito il Gruppo tra le “World’s Best Companies in Sustainable Growth 2026”. Questo attestato si aggiunge agli altri ottenuti dal Gruppo lo scorso anno per la sostenibilità ambientale, ovvero l’inserimento nella classifica delle World’s Greenest Companies di “Newsweek” e della Europe’s Climate Leader del “Financial Times”.

Enrico Vita (Amplifon)

Enrico Vita: Amplifon tra le “World’s Best Companies in Sustainable Growth 2026”

Sotto la guida di Enrico Vita, Amplifon ha confermato il proprio impegno nel coniugare la crescita finanziaria con la sostenibilità. Il Gruppo leader nell’hearing care è stato nominato lo scorso novembre tra le “World’s Best Companies in Sustainable Growth 2026”, classifica delle migliori aziende del mondo per la crescita sostenibile redatta dalla rivista “Time Magazine”. Il ranking pubblicato dalla rivista statunitense, in collaborazione con la società specializzata in analisi di mercato Statista, indica le società leader del proprio settore in grado di accompagnare le performance finanziarie con la sostenibilità ambientale. Il Gruppo guidato da Enrico Vita è stato selezionato anche per la particolare attenzione riposta nelle base emissioni di carbonio e nell’uso di energia verde.

Enrico Vita: l’impegno di Amplifon per una crescita sostenibile

La crescita sostenibile di Amplifon, guidata da Enrico Vita, è confermata anche dagli altri riconoscimenti ricevuti lo scorso anno. Tra questi, l’inclusione nella classifica di “Newsweek” delle World’s Greenest Companies e in quella del “Financial Times” per le Europe’s Climate Leader. Ma non c’è soltanto la sostenibilità, Amplifon ha aperto infatti il 2026 con riconoscimenti che certificano il suo impegno nella gestione e valorizzazione del capitale umano. Sotto la direzione di Enrico Vita, il Gruppo ha ricevuto la certificazione Global Top Employers 2026, prima azienda con sede legale in Italia a rientrare tra la 17 società internazionali per l’eccellenza del personale e per le buone pratiche gestionali nella creazione di un ambiente di lavoro positivo.

Snam, Agostino Scornajenchi: la leadership e il ruolo delle persone e dell’innovazione

Per il CEO Agostino Scornajenchi la leadership autentica si riflette nel riconoscimento delle persone “che abbiamo guidato e ispirato con successo”: la vision di Snam.

 Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: come un leader autentico può ispirare e guidare le persone con cui lavora 

Parlando di leadership nel corso di un intervento al Graduation Day 2025 della Luiss Business School, il CEO di Snam Agostino Scornajenchi aveva sottolineato quanto sia importante per ogni leader che a riconoscergli il merito siano in primis le persone “che abbiamo guidato e ispirato con successo”. E per Snam, realtà che guida dallo scorso maggio, l’energia più potente è proprio quella che sprigiona chi ogni giorno lavora per affrontare sfide sempre più complesse e contribuire concretamente a costruire un futuro sostenibile. Il Gruppo si impegna fortemente nel valorizzare le persone, la formazione, la comunicazione ponendo al centro il benessere di dipendenti e collaboratori: lo confermano le numerose iniziative promosse anche dallo Snam Institute, l’hub di formazione tecnica e manageriale che propone percorsi formativi per una crescita professionale e personale contribuendo a creare un ambiente di lavoro solido e sostenibile nel tempo. Al centro anche l’attenzione a Diversity, Equity & Inclusion, alla sicurezza, alla formazione continua e alla leadership responsabile, in linea con la stessa vision del CEO Agostino Scornajenchi. L’impegno di Snam nel creare un ambiente di lavoro solido, inclusivo e orientato al futuro e alle sfide del settore è stato riconosciuto recentemente anche da Joinrs, che l’ha annoverata tra le “Top 100 Most Attractive Companies” promuovendone anche l’attenzione nel dialogare con i giovani della “AI Generation”.

Come Agostino Scornajenchi interpreta il ruolo di un leader nella crescita delle persone

La leadership non riguarda titoli o posizioni. Si tratta di influenza, integrità e coraggio di assumersi responsabilità”, aveva detto il CEO Agostino Scornajenchi alla Luiss. “Non è una qualità innata o un titolo nobiliare, ma piuttosto un testimone che viene passato da una generazione all'altra”: fondamentale, oltre a un riconoscimento del merito da parte di colleghi e collaboratori, anche il tempo e “la nostra capacità di prendere decisioni istantanee senza perdere di vista la prospettiva a lungo termine”. Nel contesto attuale, contraddistinto da “alti livelli di incertezza e imprevedibilità”, i leader sono chiamati a essere allo stesso tempo sempre più concreti e visionari. “I percorsi di maggior successo per aziende e persone sono quelli che guardano avanti senza perdere il controllo del presente”, aveva rimarcato Agostino Scornajenchi sottolineando il valore di “una cultura organizzativa connessa, aperta al cambiamento e capace di coinvolgere le persone”. Proprio in quest’ottica Snam, investendo sempre più in formazione e innovazione, punta concretamente a promuovere la crescita dei leader del domani, nella consapevolezza che leadership non significa “essere i più intelligenti o i più forti, ma aiutare gli altri a brillare sotto la tua guida”.

“Inside Leadership” con Claudio Descalzi: l’intervento del CEO di Eni alla Luiss

Claudio Descalzi: “Attraverso la valorizzazione delle competenze il leader aiuta il team a riconoscere il proprio valore, trasformandolo in una squadra coesa e armonica, come un unico corpo che si muove compatto verso l’obiettivo”.

 Claudio Descalzi

Claudio Descalzi inaugura “Inside Leadership” alla Luiss: focus su leadership consapevole e responsabile

La leadership è una qualità che matura nel tempo, alimentata dall'esperienza, dal confronto e, soprattutto, dalla capacità di ascoltare”: l’AD di Eni Claudio Descalzi lo ha spiegato lo scorso 12 febbraio alla Luiss, dove è intervenuto per inaugurare un ciclo di incontri sulla leadership oggi. “Inside leadership: mastering complexity - A conversation series”, promosso dalla Luiss, si propone infatti di esplorare il ruolo della leadership in un contesto come quello attuale sempre più contrassegnato da sfide complesse e da profonde trasformazioni di natura economica, sociale, tecnologica e geopolitica. La testimonianza del CEO di Eni Claudio Descalzi, unitamente a quella delle autorevoli personalità del panorama culturale, cinematografico, accademico e politico che interverranno nei prossimi incontri, può essere una importante fonte di ispirazione per i potenziali “leader del domani, pronti a guidare con equilibrio e coraggio il cambiamento”, come ha evidenziato anche il Rettore della Luiss Paolo Boccardelli.

Trasformazione e leadership: Claudio Descalzi porta alla Luiss l’esperienza di Eni

Nel suo intervento, il CEO di Eni Claudio Descalzi ha messo al centro sense-making, intelligenza emotiva e cultura della persona rimarcandone il ruolo fondamentale nel determinare una leadership consapevole e responsabile. “L’interesse autentico per le persone, unito allo spirito di sacrificio per la squadra, permette di liberare energia e potenziale di ogni individuo. Attraverso la valorizzazione delle competenze il leader aiuta il team a riconoscere il proprio valore, trasformandolo in una squadra coesa e armonica, come un unico corpo che si muove compatto verso l’obiettivo”, ha spiegato Claudio Descalzi, alla guida del percorso di “profonda trasformazione” che Eni ha avviato in questi anni per rispondere sempre più efficacemente alle sfide della contemporaneità e rafforzare leadership e solidità.