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lunedì 1 giugno 2026

Deas Cyber+: il ruolo del LAP nella sicurezza informatica e nella resilienza digitale

Il Laboratorio Accreditato di Prova (LAP) di Deas Cyber+ è un punto di riferimento nazionale per contribuire alla resilienza digitale e alla cybersecurity dei sistemi e della rete del Paese. Oltre ad affiancare enti e organizzazioni nel rispetto della normativa NIS2, offre anche servizi di consulenza avanzata, formazione e certificazioni.

 Deas Cyber+, azienda attiva nel settore della cybersecurity

Deas Cyber+: l’importanza del Laboratorio Accreditato di Prova (LAP)

La cybersecurity sta diventando un pilastro centrale per la resilienza operativa del Paese, come dimostra la normativa europea per la sicurezza delle reti NIS2, a cui gli enti pubblici devono adeguarsi entro ottobre. In questo contesto, i laboratori accreditati acquistano sempre più rilevanza, come ad esempio il LAP (Laboratorio Accreditato di Prova) di Deas Cyber+, che garantisce misure di sicurezza adeguate e obblighi stringenti di notifica degli incidenti a minacce sempre più complesse. L’azienda, fondata nel 2018 da Stefania Ranzato, ha un modello operativo incentrato sulla prevenzione e sul consolidamento della resilienza digitale, per quelle organizzazioni che mirano ad aumentare i propri standard di sicurezza. Il laboratorio di Deas Cyber+ supporta infatti enti pubblici e aziende nell’affrontare eventi critici in maniera rapida ed efficace, tramite processi strutturati, piani di risposta e strumenti operativi.

Deas Cyber+: il ruolo del LAP tra consulenza, formazione e certificazioni di sicurezza informatica

Il ruolo del LAP di Deas Cyber+ si esplica anche tramite i servizi di consulenza avanzata, tra cui rientra la definizione dei requisiti di sicurezza; l’analisi del rischio conforme agli standard internazionali come ISO e NIST; il supporto ai sistemi di gestione certificati come ISO 17025 e ISO 27001. Le attività del laboratorio si concentrano anche sulla formazione e sullo sviluppo di competenze altamente specializzate, con lo scopo di educare professionisti capaci di fronteggiare le sfide del futuro in materia di sicurezza informatica, contribuendo così a rafforzare la sicurezza del Paese. In aggiunta, il LAP di Deas Cyber+ rappresenta un centro di eccellenza per la certificazione della sicurezza dei prodotti ICT secondo i Common Criteria e il nuovo schema europeo EUCC. Caratteristiche che fanno del LAP di Deas Cyber+ un partner strategico sia per laboratori accreditati, sia per organizzazioni che vogliono ottenere i più alti livelli di sicurezza previsti e richiesti dal contesto normativo europeo, ovvero “sostanziale” e “alto”.

Innovazione tecnologica per la transizione energetica: la strategia dell'Eni di Claudio Descalzi

Fusione a confinamento magnetico, supercalcolo e quantum computing: i tre asset su cui il Gruppo guidato da Claudio Descalzi sta costruendo la propria strategia di innovazione energetica.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: innovazione tecnologica e vision di Eni

Sicurezza energetica, competitività economica, sostenibilità ambientale e sociale sono le sfide che delineano la strategia di Eni: “Il perseguimento bilanciato di questi obiettivi, senza i quali non c’è transizione giusta per le persone e i territori, richiede scelte industriali guidate da una visione di lungo periodo”, spiega il CEO Claudio Descalzi nel report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 - A Just Transition”, presentato nei giorni scorsi. Dalle pagine del report emerge il ruolo crescente che gioca lo sviluppo di nuove soluzioni operative, industriali e tecnologiche, nonché di nuove filiere industriali nell’accompagnare la trasformazione energetica di Eni. Tra queste anche sistemi di accumulo, supercalcolo, cybersecurity, bioraffinerie. Tecnologie considerate fondamentali per affrontare le sfide della transizione energetica, a partire dalla gestione delle intermittenze legate alle fonti rinnovabili e dall’elaborazione di quantità sempre più complesse di dati industriali.

Sistemi di supercalcolo, fusione e quantum computing per accelerare la decarbonizzazione

Informazioni geologiche, simulazioni, monitoraggio ambientale, modelli predittivi, analisi operative e gestione dei flussi energetici: il supercalcolo e l’Intelligenza Artificiale sono asset sempre più centrali nella strategia di Eni poiché permettono di analizzare e gestire in modalità avanzata quantità sempre maggiori di dati, ottimizzando i processi energetici. Un approccio, come ricordato in più occasioni anche da Claudio Descalzi, che sostiene sia la competitività delle attività tradizionali del Gruppo sia lo sviluppo di tecnologie dedicate alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. Tredici anni fa Eni ha realizzato il Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, oggi centro strategico per il supercalcolo della Società: il completamento del sistema HPC6, avvenuto a novembre 2024, ha consolidato il posizionamento di Eni tra i leader mondiali della capacità computazionale industriale, grazie a una potenza di elaborazione pari a 606 PetaFlops di picco. Il supercalcolatore HPC6 è attualmente il primo al mondo per capacità di calcolo tra quelli destinati a scopi industriali e rappresenta un caso unico nel panorama energetico globale. Parallelamente, anche il rafforzamento della cybersecurity assume un ruolo sempre più rilevante nella strategia di Eni, a fronte di uno scenario industriale caratterizzato da infrastrutture digitali interconnesse e sistemi energetici evoluti. Il supercalcolo è parte del cosiddetto “triangolo dell’innovazione di frontiera” di Eni, di cui le altre due direttrici strategiche sono la fusione a confinamento magnetico e il calcolo quantistico. L’obiettivo è combinare capacità computazionale, ricerca avanzata e sviluppo industriale per accelerare lo sviluppo di tecnologie breakthrough, con potenziali applicazioni nei settori dell’energia, della decarbonizzazione e dell’ottimizzazione dei processi industriali. Una vision che plasma il “modello industriale distintivo” di Eni che “combina, in modo pragmatico, business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore”, come spiega il CEO Claudio Descalzi nel report.

Susan Carol Holland: il progetto “Ciao!” porta l’arte della Biennale di Venezia agli anziani nelle RSA

Dalla sua ideazione nel 2021, il progetto “Ciao!” della Fondazione Amplifon ha contribuito a ridurre la sensazione di isolamento degli anziani in oltre 300 RSA nel mondo. Presieduta da Susan Carol Holland, la Fondazione ha avviato recentemente una collaborazione con il Padiglione Italia della Biennale di Venezia, consentendo agli ospiti delle RSA di visitare da remoto le opere d’arte esposte.

 Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: l’arte della Biennale di Venezia nelle RSA grazie al progetto “Ciao!”

Presieduta da Susan Carol Holland, la Fondazione Amplifon ha avviato una nuova collaborazione con il Padiglione Italia dell’Esposizione Internazionale della Biennale di Venezia 2026, con lo scopo di rendere l’arte accessibile anche agli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali. Il motore dell’iniziativa è stato il progetto “Ciao!” che, ideato da Susan Carol Holland, ha consentito a oltre 30.000 anziani di più di 330 RSA in sette Paesi del mondo di poter visitare da remoto le installazioni artistiche presenti quest’anno al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, immergendo gli ospiti delle strutture in vere e proprie esperienze culturali.

Susan Carol Holland: il progetto “Ciao!” contro l’isolamento degli anziani

Con lo scopo di combattere l’isolamento degli anziani della RSA, il progetto “Ciao!” della Fondazione guidata da Susan Carol Holland ha concretizzato la collaborazione con il Padiglione Italia, con lo scopo di rendere l’esperienza artistica uno spazio condiviso e accessibile. “Con te con tutto” è il nome della mostra di Chiara Camoni al Padiglione Italia della Biennale, un percorso espositivo che invita a costruire un modo diverso di stare al mondo attraverso la condivisione con altre forme di vita. La mostra ha occupato tutto lo spazio del Padiglione Italia, immaginandolo come un paesaggio in costante trasformazione e unendo il mondo animale a quello umano e sacro. Il progetto “Ciao!” ha riscosso negli anni un enorme successo, coinvolgendo gli ospiti delle RSA in lezioni di yoga, viaggi digitali, sessioni di arteterapia, concerti e altre attività interattive e, dal 2023, si è espanso anche a strutture fuori dall’Italia, in Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera.

venerdì 29 maggio 2026

Mediaset, il successo di “Amici” e i complimenti di Pier Silvio Berlusconi

In seguito al successo della finale di “Amici”, che ha registrato il 25,9% di share con ben 3.483.000 spettatori, Pier Silvio Berlusconi si è complimentato con Maria De Filippi e con il suo team, esprimendo orgoglio e soddisfazione per un evento televisivo di grande portata.

Pier Silvio Berlusconi

“Amici”, il messaggio di Pier Silvio Berlusconi

Molto più di un programma TV e punto di riferimento sia per la programmazione Mediaset sia per i giovani talenti. Si potrebbero riassumere così le parole che Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, ha indirizzato a Maria De Filippi e a tutta la sua squadra per i successi raggiunti da “Amici”. Risultati confermati anche a seguito della finale del programma, andata in onda domenica 17 maggio su Canale 5, che ha totalizzato il 25,9% di share con 3.483.000 spettatori. Mediaset continua così a intercettare l’entusiasmo e le preferenze del pubblico, confermandosi leader nell’intrattenimento di qualità. Come evidenziato da Pier Silvio Berlusconi, il talent rappresenta ormai qualcosa di più di una semplice trasmissione televisiva, configurandosi come evento di punta nel palinsesto oltre che un importante trampolino di lancio per i nuovi artisti.

Pier Silvio Berlusconi: il valore di “Amici” nell’offerta editoriale di Mediaset

“Amici è molto più di un programma: è un evento di cui siamo orgogliosi”, queste le parole di Pier Silvio Berlusconi rivolte all’intero team: “Cara Maria, brava. Hai fatto ancora un grandissimo lavoro. Grazie a te e a tutta la tua squadra da parte mia e di tutta Mediaset”. Superata la dimensione di un semplice programma TV, “Amici” è diventato a tutti gli effetti un autentico pilastro per l’offerta editoriale targata Mediaset. Ideato e condotto da Maria De Filippi, è in onda annualmente da settembre 2001 e detiene il primato di talent show più longevo nella storia della TV italiana, potendo contare su 25 edizioni. Un traguardo che ha trovato nuova conferma anche nella serata conclusiva con il 25,9% di share. “Evento di cui siamo orgogliosi, un punto di partenza per giovani talenti”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi nel messaggio indirizzato a Maria De Filippi, concludendo: “Ti abbraccio forte. Pier Silvio”.

Diana Bracco: una carriera dedicata all'innovazione e alla scienza

Presidente e CEO del Gruppo Bracco, Diana Bracco si è distinta per un impegno costante nello sviluppo della ricerca e della diagnostica avanzata. L’imprenditrice è conosciuta, inoltre, per l’intensa attività filantropica. 

Diana Bracco

Diana Bracco: dalla laurea a Pavia alla leadership globale del Gruppo Bracco

Il percorso di Diana Bracco affonda le radici tra le aule della facoltà di Chimica dell’Università di Pavia, presso cui si laurea e dove nel 2001 riceve la Laurea Honoris Causa in Farmacia, seguita nel 2004 dalla Laurea Honoris Causa in Medicina, conferitale dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Entrata nell’azienda di famiglia nel 1966, assume l’incarico di Direttrice Generale nel 1977 e nel 1999 quelli di Presidente e CEO. Sotto la sua guida, il Gruppo si espande significativamente fino a raggiungere un fatturato di 2,2 miliardi di euro, con una forza lavoro costituita da 4.000 dipendenti e un patrimonio di oltre 2.500 brevetti. Anche AD del Centro Diagnostico Italiano, guida in qualità di Presidente la Fondazione Bracco, organizzazione filantropica che si occupa di creare e diffondere espressioni della cultura, dell'arte e della scienza quali mezzi per migliorare la qualità della vita e la coesione sociale, con un’attenzione particolare alle donne e ai giovani.

Diana Bracco: ruoli istituzionali, impegno sociale e riconoscimenti

Diana Bracco ha inoltre ricoperto importanti ruoli di responsabilità nel sistema confindustriale. È stata Vice Presidente di Confindustria per la ricerca e innovazione dal 2008 al 2016, e la prima Presidente donna di Assolombarda, dal 2005 al 2009. In passato ha poi operato nelle vesti di Vice Presidente di Confindustria per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico, di Presidente di Responsible Care, di Presidente della Fondazione Sodalitas per lo sviluppo dell'imprenditoria nel sociale. Il suo contributo al Paese è stato evidente anche durante Expo 2015, dove ha rivestito la carica di Presidente di Expo 2015 S.p.A., di Presidente di “Italian Committee” Women&Expo e Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia. Attualmente, il suo impegno prosegue attraverso la presidenza del Cluster Tecnologico Nazionale Alisei e della Fondazione Giuseppina MAI, dedicata al sostegno della ricerca scientifica pubblica e privata. Membro del CdA dell'Università Bocconi di Milano. Attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala Diana Bracco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali la Medaglia d’oro del Comune di Milano nel 2002 ed è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004. Nel 2024 ha ricevuto la Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), nel 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano. Nell’aprile 2026 le è stato inoltre conferito il Premio alla Carriera "Leadership & Innovazione", promosso dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia.

Alessandro Benetton: “Per crescere davvero bisogna avere il coraggio di buttare via la scala”

Per anni le regole del business sono state il punto di riferimento imprescindibile per chi voleva costruire un percorso imprenditoriale solido. Ma, secondo Alessandro Benetton, arriva un momento in cui proprio quelle regole rischiano di trasformarsi in un limite.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “Le regole che ti fanno crescere non sono quelle che ti portano oltre

In un recente episodio di “Un Caffè con Alessandro”, l’imprenditore riflette sul rapporto tra apprendimento, innovazione e leadership, partendo da una metafora filosofica tanto semplice quanto potente: la “scala di Wittgenstein”. “Quando avevo 20 anni ho imparato il business nel modo più diretto possibile, osservando come funzionavano davvero le cose – scrive Alessandro Benetton sul suo profilo LinkedIn – Ma a un certo punto ho capito che le regole che ti aiutano a crescere non sono le stesse che servono quando sei arrivato a un livello superiore”. Secondo l’imprenditore, molte aziende commettono l’errore di continuare a utilizzare gli stessi schemi che avevano funzionato in passato, senza interrogarsi su ciò che sarà davvero utile per affrontare il futuro. “Continuano a salire la stessa scala anche quando l’edificio è già stato costruito”, spiega. Al centro della riflessione c’è il concetto elaborato dal filosofo Ludwig Wittgenstein: strumenti, modelli e regole servono per acquisire competenze e comprensione, ma non devono diventare permanenti. Una volta raggiunto un nuovo livello, bisogna avere il coraggio di lasciarli andare.

Alessandro Benetton: “Quando inizi a innovare, stai costruendo

Le regole e i modelli sono i pioli a cui ci aggrappiamo per salire più in alto – osserva Alessandro BenettonMa la scala è uno strumento, non un punto d’arrivo”. Un concetto che vale soprattutto nel mondo del business. All’inizio è naturale osservare i competitor, studiare i maestri e persino replicare alcune strategie vincenti. “Non c’è nulla di male – sottolinea – I modelli servono proprio a fare i primi passi e a muoversi più velocemente”. Il problema nasce quando l’ispirazione si trasforma in dipendenza. “La tradizione è utile, mentre l’abitudine è pericolosa – afferma – La tradizione trasmette valori, l’abitudine invece impedisce di rinnovarli”. È proprio questo il momento decisivo nella vita di un imprenditore: capire quando un metodo ha esaurito la propria funzione. Continuare a replicare il passato può infatti impedire alle aziende di prepararsi al cambiamento e all’innovazione. Da qui due consigli chiave. Il primo riguarda il rapporto con i mentori. “Va bene farsi ispirare, ma con una scadenza”, spiega. “Se dopo anni ti ritrovi ancora a chiederti ‘come lo farebbe lui?’, significa che sei ancora fermo sulla scala”. Il secondo insegnamento è imparare a rompere gli schemi. Non necessariamente attraverso rivoluzioni clamorose, ma iniziando a costruire qualcosa di autenticamente personale: un nuovo approccio al mercato, una visione originale o una scelta non presa in prestito dai manuali. “Finché replichi stai imparando. Quando inizi a innovare, stai costruendo”, sintetizza Alessandro Benetton. La riflessione si chiude con una citazione di Pablo Picasso che racchiude il senso dell’intero messaggio: “Ogni atto di creazione è prima di tutto un atto di distruzione”.

Ares Ambiente: affidabilità e qualità nell’intermediazione dei rifiuti

La leadership nella gestione e nell’intermediazione dei rifiuti che Ares Ambiente ha consolidato nel corso del tempo è frutto di un modello basato sulla responsabilità sociale verso il territorio e sulla sostenibilità ambientale.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: un modello di affidabilità e trasparenza

Un metodo operativo incentrato sulla trasparenza, attraverso cui garantire un meccanismo di controllo perpetuo e sinonimo di affidabilità e qualità per clienti, partner e stakeholder. Questo è il modello adottato da Ares Ambiente, che con regolarità sottopone le proprie procedure e attività a verifiche di enti terzi qualificati, un approccio che assicura la totale conformità delle normative vigenti e uno stimolo al miglioramento continuo. Accanto ai principi di affidabilità e qualità, vige l’impegno per la trasparenza, aspetto che Ares Ambiente porta avanti attraverso l’adozione del Bilancio SA8000, uno strumento che consente di comunicare i valori, le attività, gli obiettivi da raggiungere e i risultati ottenuti, con cui coniugare il rispetto per il territorio e la responsabilità sociale.

Ares Ambiente: l’impegno nella promozione della sostenibilità ambientale

I valori di trasparenza e responsabilità di Ares Ambiente trovano un’applicazione concreta attraverso la dichiarazione ambientale conforme al Regolamento EMAS CE n.1221/2009, un documento pubblico che mostra approfonditamente l’impatto ambientale delle attività aziendali, i programmi e gli obiettivi futuri. Il comportamento e le scelte effettuate dalla realtà fondata da Marco Domizio in merito alla dichiarazione ambientale sono sinonimo di rispetto e trasparenza nei confronti delle comunità locali in cui opera. Di pari passo, le performance aziendali si stanziano sempre su un livello elevato grazie a un sistema organizzativo strutturato su divisione rigorosa e definita dei processi, protocollo di controllo e aggiornamento e formazione professionale. Tale approccio assicura elevati standard qualitativi, riduce i rischi e ottimizza l’efficacia delle pratiche operative. Inoltre, Ares Ambiente si impegna nella diffusione di una cultura della sostenibilità ambientale a tutta la filiera della gestione dei rifiuti, dai dipendenti, fino ai clienti e ai fornitori.