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martedì 3 febbraio 2026

Pier Silvio Berlusconi a sorpresa nella sede di ProSiebenSat.1: cosa ha detto il CEO

Visita a sorpresa di Pier Silvio Berlusconi, che incontra i professionisti di ProSiebenSat nella sede dell’emittente tedesca: “Il mio desiderio è quindi che iniziamo a guidarci l’un l’altro come una squadra sempre più unita, che lavori sempre di più insieme e che guardi al futuro con speranza, entusiasmo e tanta energia”.

Pier Silvio Berlusconi

Nessun incontro programmato: Pier Silvio Berlusconi a sorpresa nella sede di ProSiebenSat

Come riportato da diverse testate tedesche, il 22 gennaio il CEO di MFE Pier Silvio Berlusconi ha raggiunto a sorpresa la sede di ProsiebenSat in Germania per incontrare i professionisti del Gruppo. Tra loro anche il CEO Marco Giordani. “Devo dirvi che sono molto felice di essere qui in ProSieben. È un vero onore per me essere qui con voi. Sono anni che crediamo nel progetto di un nostro broadcaster europeo. Continuiamo a pensare che sia una grande opportunità di sviluppo”, ha detto Pier Silvio Berlusconi. Nessun incontro ufficiale: il CEO si è intrattenuto con i professionisti di ProsiebenSat e ha dialogato con loro in un clima informale e cordiale ribadendo il valore che l’emittente tedesca riveste all’interno del grande progetto che MFE sta portando avanti in Europa.

Pier Silvio Berlusconi: “Sono ancora più convinto che esista un potenziale incredibile

Devo dirvi che non è stato facile; abbiamo studiato l’azienda e il mercato tedesco per sette anni. Alla fine, è stato un bene non avere avuto fretta, perché con il passare degli anni e comprendendo che cosa ProSieben è e rappresenta, sono ancora più convinto — soprattutto ora che Marco Giordani è qui — che esista un potenziale incredibile. Questa è una grande azienda e troveremo — anzi, voi lo avete già, ma lo troveremo ancora di più insieme — lo slancio, l’entusiasmo e la fiducia per guardare al futuro e diventare più forti e più grandi”, ha detto Pier Silvio Berlusconi. Infine, il CEO di MFE ha rivolto un pensiero ai collaboratori e alle collaboratrici del broadcaster tedesco: “Ora sono ancora più felice di essere qui e penso che abbiate un grande valore, sia professionale sia umano. Il mio desiderio è quindi che iniziamo a guidarci l’un l’altro come una squadra sempre più unita, che lavori sempre di più insieme e che guardi al futuro con speranza, entusiasmo e tanta energia. Grazie per questa accoglienza così calorosa”.

Dal rito dell’aperitivo ai traguardi: guida pratica al modello Amica Chips

Dalla convivialità dell’aperitivo alle scelte più consapevoli su filiera e ingredienti, Amica Chips unisce gusto, innovazione e attenzione all’impatto. Tra identità del nome, linee di prodotto, dati nutrizionali e un polo produttivo cresciuto nel tempo, prende forma una visione concreta dello snack italiano.

Amica Chips

Amica Chips: il rito dello snack e la gamma

Nel panorama degli snack salati, Amica Chips è spesso legata a un gesto quotidiano: aprire una busta, condividere e creare un momento leggero. Non è solo croccantezza: è il rito che accompagna un aperitivo improvvisato, una partita in TV o una pausa veloce. Accanto alle classiche – patatine lisce o rigate – la proposta si articola in varianti più caratterizzate, dal ketchup alla paprika, dal gusto pizza a combinazioni fresche come pepe e lime o limone e basilico. Non mancano richiami ai trend internazionali, come sour cream & onion, e alternative mediterranee come il pomodoro. Le linee con identità propria, tra cui Eldorada, estendono il catalogo con opzioni aromatizzate e una referenza senza sale aggiunto. Inoltre, sulle patatine fritte classiche e aromatizzate è indicata l’assenza di glutine, elemento utile per orientare la scelta a scaffale.

 

Amica Chips: filiera, stabilimento e valori

Dietro la familiarità del prodotto c’è una traiettoria industriale nata a Castiglione delle Stiviere (provincia di Mantova), dove Amica Chips comincia il suo percorso nel 1990 per iniziativa di Alfredo Moratti e cresce rapidamente nella GDO, puntando su processi controllati e continuità qualitativa. Nel tempo, acquisizioni e integrazione produttiva rafforzano un polo sempre più strutturato, mentre l’espansione oltreconfine consolida la presenza in oltre 22 Paesi e una squadra di più di 350 persone, con un impianto che supera i 70.000 m². Sul fronte dell’impatto ambientale, vengono affiancati interventi concreti: packaging con il 30% di plastica riciclata, sistemi di depurazione e progetti green. Per chi guarda anche ai numeri, i valori energetici variano in base a ricetta e aromi: si va da 480 kcal/100 g per la versione Eldorada Senza Sale a 503 per Blanca (snack a base di fecola di patate), fino a 531 per AMI’ Original e 555 per le classiche. Una media indicativa tra esempi rappresentativi si colloca intorno a 516 kcal/100 g. La lettura più utile resta però la porzione reale, perché 25-30 g cambiano l’impatto più di molte differenze di ricetta. La sede e i contatti sono in Via dell’Industria 57, 46043 Castiglione delle Stiviere e le integrazioni successive hanno mantenuto centrale il sito mantovano come riferimento per la produzione.

Diana Bracco, una leadership tra impresa, innovazione e responsabilità sociale

Visione industriale, innovazione scientifica e impegno civile sono gli elementi distintivi che hanno sempre caratterizzato il percorso professionale di Diana Bracco, figura di riferimento nel settore health care e Presidente e CEO del Gruppo Bracco.

Diana Bracco

Diana Bracco, dalla laurea alla guida dell’azienda di famiglia

Laureata in Chimica all’Università di Pavia, Diana Bracco entra nel 1966 nell’azienda di famiglia, una realtà già proiettata sul mercato globale della diagnostica per immagini. Fin dai primi anni contribuisce in modo diretto allo sviluppo strategico del Gruppo, assumendo nel 1977 il ruolo di DG. Nel 1999 raccoglie l’eredità del padre Fulvio, diventando Presidente e CEO. Sotto la sua guida, l’azienda rafforza la propria leadership internazionale, raggiungendo un fatturato consolidato che supera i 2 miliardi di euro, con oltre 3.900 collaboratori e collaboratrici e un patrimonio tecnologico di più di 2.000 brevetti. Parallelamente all’attività imprenditoriale, Diana Bracco ha svolto un ruolo di primo piano nell’associazionismo industriale italiano. È stata Vicepresidente di Confindustria con delega a Ricerca e Innovazione in più mandati, Presidente di Federchimica e successivamente di Assolombarda, diventando in entrambi i casi la prima donna a ricoprire tali incarichi. Un capitolo particolarmente significativo della sua carriera è legato a Expo Milano 2015, di cui ha assunto la presidenza e il ruolo di Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia. Oltre al successo dell’evento, la sua azione ha dato impulso a iniziative di forte valore simbolico e sociale, come il progetto Women for Expo, dedicato al ruolo delle donne nello sviluppo sostenibile e nella sicurezza alimentare.

Diana Bracco tra incarichi, cultura e riconoscimenti

Accanto alla dimensione industriale, l’impegno sociale e culturale di Diana Bracco è stato altrettanto centrale. Già in giovane età ha presieduto il programma Responsible Care di Federchimica, anticipando temi oggi fondamentali come sostenibilità e responsabilità d’impresa. Nel 2010 ha avviato la Fondazione Bracco, con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica, la valorizzazione del patrimonio culturale e le pari opportunità, con una particolare attenzione a donne e giovani. Diana Bracco ha inoltre ricoperto ruoli di rilievo in ambito accademico e culturale, ha fatto parte di importanti advisory board, tra cui quelli della Filarmonica della Scala e del Museo Poldi Pezzoli ed è stata membro della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Nel 2011, è stata la prima italiana a entrare nel Trustee’s Council della National Gallery of Art di Washington, DC. Diana Bracco è membro del nuovo Consiglio di Amministrazione del Teatro alla Scala, inoltre, è Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala. Il valore del suo percorso è stato riconosciuto da numerosi premi e onorificenze, tra cui diverse lauree honoris causa, la nomina a Cavaliere del Lavoro, l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana e importanti riconoscimenti in ambito scientifico e sportivo. Il 21 giugno 2024 è stata insignita della Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) e Il 29 settembre 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano.

Essere connessi con se stessi, Osservatorio for independent thinking: la visione di Andrea Ceccherini

Nel tempo dell’iperconnessione e dell’informazione continua, il vero rischio non è la mancanza di dati, ma l’assenza di pensiero critico. È da questa consapevolezza che nasce e si sviluppa l’impegno dell’Osservatorio for independent thinking, guidato dal Presidente Andrea Ceccherini.

Andrea Ceccherini

La visione di Andrea Ceccherini per le nuove generazioni

L’ultimo appuntamento per celebrare il 25° anniversario dell’Osservatorio for independent thinking, che ha visto la partecipazione di S.E. Cardinale Pietro Parolin, è stato un momento di riflessione sul ruolo dell’educazione civica, sulla formazione delle nuove generazioni e sulle sfide imposte dai rapidi cambiamenti tecnologici, ambientali e geopolitici. Secondo Andrea Ceccherini, il cuore della missione dell’Osservatorio è chiaro: aiutare i giovani a costruire un pensiero autonomo. “Il nostro pensiero critico è importante – ha spiegato il Leader Civico – vuol dire guardare il mondo con i tuoi occhi, ragionare con la tua testa per tenere fino in fondo la tua vita in pugno. Perché l'obiettivo deve essere chi sei ed essere connesso con te, non connesso alla rete”. Nel corso degli anni, Osservatorio for independent thinking ha dato vita a progetti importanti. “Il Quotidiano in classe, il progetto di media literacy leader nel Paese e Young Factor, il progetto numero uno di economia e finanza nella scuola secondaria superiore, sono stati sicuramente i progetti più importanti a casa nostra”, ha confermato Andrea Ceccherini.

Andrea Ceccherini: i progetti che allenano i giovani a pensare, confrontarsi e partecipare

Oggi lo sguardo è rivolto al futuro con Doubt and Debate, un progetto europeo pensato per allenare i giovani al pensiero critico. “Noi abbiamo una serie di progetti innovativi e coinvolgenti che vanno nel mondo della scuola, che sviluppano il dubbio e il dibattito per allenare i giovani prima di tutto a farsi un'opinione propria di quello che succede nel mondo e poi per allenarsi a discuterla con gli altri – ha concluso Andrea Ceccherini È una sorta di public speaking e debate, ma è soprattutto un modo per tenerli dentro la società e non fuori”. Osservatorio for independent thinking promuove una formazione che non si limita a trasmettere nozioni, ma che mira a formare cittadini consapevoli, autonomi e responsabili.

Renato Mazzoncini: A2A guarda oltre i confini con crescita in Europa

Con l’aggiornamento del Piano Industriale al 2035, Renato Mazzoncini ha chiarito che A2A avvierà una fase di espansione oltre i confini nazionali, con l’obiettivo di diventare un operatore europeo.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: progetti oltre i confini nazionali e 23 miliardi per la crescita di A2A

Dopo anni di crescita concentrata sull’Italia, con quasi 13 miliardi di ricavi nel 2024, un market cap superiore ai 7 miliardi e un forte rafforzamento industriale, per Renato Mazzoncini è arrivato il momento di tornare a guardare all’Europa. Una scelta che recupera una visione già espressa nel 2021, temporaneamente riorientata verso l’orizzonte nazionale a causa ella necessità di concentrare gli investimenti sulla sicurezza energetica interna. “Le grandi aziende devono avere un’impronta europea – ha commentato – Ora è il momento di tornare a guardare all’Europa e di considerarla una casa comune”. A2A ha già avviato attività di scouting in alcuni mercati chiave: Spagna, Portogallo e Regno Unito per il settore ambiente, dove la Life Company intende valorizzare la propria competenza nella filiera integrata dei rifiuti; Germania e Polonia per le rinnovabili, mercati con ampi margini di crescita legati all’uscita dal carbone. Nella visione di Renato Mazzoncini nel perimetro europeo anche la gestione degli impianti e la vendita di energia ai clienti finali, sia elettricità sia gas, ampliando il posizionamento commerciale del Gruppo. I progetti saranno selezionati sulla base di criteri chiari: rendimenti superiori rispetto a iniziative analoghe in Italia e tempi di realizzazione più rapidi.  Il Piano Industriale al 2035 prevede investimenti complessivi per 23 miliardi di euro. La maggioranza delle risorse resterà nel Paese, ma l’apertura all’Europa amplia in modo significativo il raggio d’azione strategico di A2A.

Data center e reti, Renato Mazzoncini: la crescita passa dalle infrastrutture

Accanto all’espansione internazionale, Renato Mazzoncini individua nelle infrastrutture digitali un nuovo motore di crescita domestica. A2A punta a entrare nel business dei data center non solo come fornitore di energia, ma come partner industriale per la progettazione e la realizzazione di infrastrutture ottimizzate dal punto di vista energetico. Le richieste di connessione (280 megawatt solo nella provincia di Milano) confermano l’accelerazione di una domanda destinata a incidere profondamente sui piani di sviluppo. Per sostenere digitalizzazione e transizione energetica, la Life Company prevede la posa di oltre 800 chilometri di nuove reti all’anno fino al 2035 e investimenti per quasi 5 miliardi di euro nelle reti elettriche. Una visione che l’AD lega direttamente alla competitività europea: infrastrutture adeguate sono fondamentali perché l’innovazione sia assorbita dal sistema industriale. L’espansione dei data center e l’aumento dei consumi impongono anche un approccio pragmatico alla transizione. Accanto allo sviluppo accelerato delle rinnovabili, Renato Mazzoncini riconosce la necessità di mantenere una quota di produzione termoelettrica per garantire sicurezza e continuità del sistema. Anche sul fronte finanziario A2A continua a rafforzare il proprio profilo ESG. Dei 23 miliardi di investimenti, circa 17 sono allineati alla tassonomia europea. Oggi, l’82% del debito lordo è rappresentato da strumenti sostenibili, con l’obiettivo di superare il 90% entro il 2030 e arrivare al 100% entro il 2035.

lunedì 2 febbraio 2026

Paolo Gallo: la visione manageriale dell’AD e DG di Italgas raccontata nel libro “Diario di volo”

L’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha raccontato la visione manageriale che ha caratterizzato il suo percorso professionale e che ha guidato la trasformazione del Gruppo nel libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”, pubblicato nel 2022.

 Paolo Gallo

Paolo Gallo: l’esperienza in Italgas raccontata nel libro “Diario di volo”

AD e DG di Italgas, Paolo Gallo ha pubblicato nel 2022 il libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”, edito da Luiss University Press, in cui racconta anche la vision che ha caratterizzato il suo percorso professionale. Il manager vanta oltre 20 anni di esperienza alla guida di importanti imprese italiane, che gli hanno dato modo di incrementare competenze in ambito manageriale, di sviluppo aziendale, economico e di marketing. Paolo Gallo ha ricoperto ruoli di rilievo per progetti di larga scala a livello internazionale, per aziende infrastrutturali, energetiche e utility companies. “Credo nel potere dell’innovazione e sostengo la digitalizzazione della distribuzione del gas. Sono orgoglioso di far parte di un’azienda che guida lo sviluppo economico e sociale in Italia, promuovendo una crescita sostenibile da oltre 180 anni”, ha sottolineato il manager.

Paolo Gallo: la visione manageriale che ha caratterizzato la sua carriera

Laureatosi in Ingegneria Aeronautica al Politecnico di Torino, Paolo Gallo ha perfezionato la sua formazione con un MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale (SAA - Università degli Studi di Torino). Dopo aver ricoperto il ruolo di AD per Fiat Energia, è stato impegnato in incarichi di vertice in Edison, Edipower e Acea S.p.A. In seguito, ha assunto la carica di AD di Grandi Stazioni dal 2014 al 2016, portandone a termine la privatizzazione. Dal 2016 Paolo Gallo è entrato a far parte di Italgas, contribuendo alla trasformazione digitale ed ecologica del Gruppo. Nell’aprile del 2025 è stato confermato per il quarto mandato consecutivo alla guida di Italgas, grazie ai risultati ottenuti attraverso la sua visione manageriale. Dopo l’acquisizione di 2i Rete Gas, avvenuta con successo lo scorso anno, il prossimo obiettivo del Gruppo, sotto la guida del manager, è quello di creare la prima realtà di distribuzione di gas in Europa.

Gianluca Bufo: l’intervista rilasciata dall’AD e DG di Iren al programma televisivo “Close Up”

L’AD e DG di Iren Gianluca Bufo è stato intervistato lo scorso dicembre nel corso del programma TV “Close Up”, in onda sull’emittente genovese Telenord, e ha illustrato la crescita e la storia del Gruppo, con focus sui futuri investimenti previsti dal Piano Industriale al 2030 e sulla collaborazione con il territorio.

 Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: l’AD e DG sulla storia ed evoluzione di Iren

“Garantire ancora questi elevatissimi standard con una domanda di servizi sempre più alta, in una maniera efficiente e quindi invisibile al cittadino stesso”, ha rimarcato Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, in un’intervista rilasciata lo scorso dicembre alla trasmissione televisiva “Close Up”, in onda sull’emittente genovese Telenord. L’AD e DG si è soffermato sulla crescita e sulla storia del Gruppo, che ha accompagnato lo sviluppo del Paese, abilitando quei servizi che fanno parte della vita di tutti i giorni. Oggi le sfide dell’azienda multiutility sono sensibilmente cambiate: tra queste, l’obiettivo di garantire gli stessi servizi ma in un mondo più veloce e dinamico. Per riuscire in questo intento, un aspetto cruciale per la multiutility è la collaborazione con il territorio, che passa anche dallo sviluppo dell’imprenditoria locale e del tessuto cittadino. “Del miliardo di euro all’anno di investimenti sui nostri territori — ha aggiunto Gianluca Bufo — il 60% diventa fatturato per quelle imprese che lavorano con Iren e che a loro volta sono cresciute e hanno dato nuova occupazione”.

Gianluca Bufo: gli interventi programmati da Iren per l’apparato idrico ligure

Iren ha presentato lo scorso novembre un nuovo Piano Industriale al 2030, che prevede un totale di 6,4 miliardi di euro di investimenti, che include anche la Liguria. Gli interventi strategici programmati per il territorio ligure coinvolgono principalmente infrastrutture per le reti idriche e gas. La maggior parte degli investimenti sarà finalizzata a migliorare il servizio idrico e diminuire le perdite, aumentare la qualità dell’acqua con impianti di depurazione, efficientare il servizio nei periodi di massimo consumo e agire sulle fognature e sulle sorgenti di captazione dell’acqua. “L’acqua è un bene essenziale, che a volte diamo per scontato — ha ribadito Gianluca Bufo però è fondamentale, a partire dalla nostra stessa sopravvivenza”.