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mercoledì 25 febbraio 2026

Vitali Spa, Bilancio di Sostenibilità 2024: infrastrutture, energia e valore condiviso

Nel Bilancio di Sostenibilità 2024, Vitali Spa fotografa un anno di trasformazione profonda, in cui crescita industriale e responsabilità sociale avanzano insieme.

Vitali Spa

Vitali Spa cambia passo: il 2024 segna la trasformazione in Società Benefit

Il 2024 si è chiuso come un anno spartiacque per Vitali Spa: non solo la pubblicazione del terzo Bilancio di Sostenibilità ESG, ma soprattutto il passaggio formale a Società Benefit, che sancisce un cambio di passo ormai maturo. Un’evoluzione preparata nel tempo, come sottolinea Eleonora Sablone, membro del board con delega ESG, ricordando che l’azienda si è mossa “con anticipo e in modo volontario” verso un modello capace di integrare sostenibilità e governance, fino a rendere strutturale la valutazione degli impatti sociali e ambientali nei processi decisionali. Attiva dal 1989, Vitali Spa opera lungo filiere complesse: dallo sviluppo di infrastrutture per la mobilità (strade, autostrade, aeroporti, stazioni) alle grandi operazioni di rigenerazione urbana come Porta Sud a Bergamo; dalla produzione di energia rinnovabile – fotovoltaico, idrogeno e sistemi di accumulo – alle nuove infrastrutture digitali, inclusi i data center. La sostenibilità, dunque, come bussola che orienta progettazione, realizzazione e gestione degli interventi. L’obiettivo? Tenere insieme crescita economica, tutela ambientale e valore condiviso.

Formazione, energia e circolarità: gli investimenti di Vitali Spa

Al centro di questa traiettoria restano le persone, considerate il vero asse portante dell’organizzazione. Lo ribadisce Alessio Parolari, Amministratore Delegato di Vitali Spa: “Da tempo abbiamo posto al centro della nostra strategia i principi della Società Benefit e i pilastri ESG”, fondati su persone, territorio, sostenibilità e governance trasparente, per restituire ai contesti in cui l’azienda è attiva opere di qualità al servizio delle comunità. Nel 2024 questo approccio si è tradotto in investimenti strutturati su formazione, sviluppo delle competenze e welfare, affiancati da una forte attenzione alla salute e sicurezza sul lavoro, tema prioritario su cui sono cresciute le attività formative per consolidare una cultura diffusa della prevenzione. Sul fronte ambientale, l’anno ha segnato un avanzamento concreto nella transizione energetica: completata la Solar Factory di Caponago (entrata in funzione nel 2025 e in grado di coprire circa il 50% del fabbisogno energetico del Gruppo), proseguiti gli investimenti sugli impianti di Calusco d’Adda e sulla nuova sede green di Olbia. Parallelamente, l’economia circolare si consolida come pilastro industriale grazie alla certificazione UNI/PdR 88:2020 per calcestruzzo e conglomerato bituminoso in diversi siti, all’uso crescente di materiali riciclati e al recupero fino al 99% dei materiali da demolizione tramite impianti mobili. Il dialogo con gli stakeholder, il legame con i territori e i riconoscimenti ottenuti – dal punteggio massimo nel Rating di Legalità AGCM, fino agli score elevati su Synesgy, Open-Es e al Bollino Cassa Edile Awards 2024 – confermano la coerenza e la solidità del percorso ESG intrapreso da Vitali Spa.

Educazione, il contributo di Andrea Ceccherini

Che sarebbe andato lontano lo si era capito fin da subito. Ma fino a questo punto, probabilmente, no. Nessuno avrebbe immaginato che Andrea Ceccherini, quello studente di liceo scientifico sarebbe arrivato a sedere allo stesso tavolo dei grandi protagonisti dell’economia, dell’informazione e dell’innovazione globale.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini, dai banchi di scuola al dibattito internazionale

La sua storia inizia sui banchi di scuola, con una provocazione che fece il giro d’Italia: “Non interrogare il lunedì”. Sembrava una boutade da studente brillante in cerca di visibilità, e invece Andrea Ceccherini aveva fatto qualcosa di molto più semplice e potente: aveva ricordato l’esistenza di una circolare del Ministero dell’Istruzione che invitava i docenti a evitare verifiche e interrogazioni a inizio settimana. La vicenda esplose mediaticamente al punto che il Ministro fu costretto ad ammettere in Parlamento che quel sedicenne aveva ragione. Da allora, quella norma smise di essere lettera morta. Era solo l’inizio. Da rappresentante di classe e poi di Istituto, Andrea Ceccherini portò avanti battaglie che andavano oltre la scuola, toccando il rapporto tra giovani, istituzioni e territorio.

Andrea Ceccherini: il contributo di Osservatorio for independent thinking

A quel punto, la politica sembrava una destinazione naturale. Andrea Ceccherini fondò prima “Giovani in Politica” e poi “Progetto Città”, con l’idea ambiziosa di costruire una scuola di formazione politica indipendente, trasversale, lontana dalle logiche di partito. A benedirne l’iniziativa arrivarono nomi come Giulio Andreotti e Nilde Jotti, a dimostrazione del livello di attenzione che quel giovane aveva saputo catalizzare. Eppure, proprio quando la carriera politica sembrava a portata di mano, lui scelse un’altra strada: restare fuori dall’arena partitica, difendendo la propria autonomia. Una scelta controcorrente, ma decisiva. Fu proprio quell’indipendenza a permettergli di fondare, insieme a figure come Cesare Romiti e Andrea Riffeser Monti, l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, oggi Osservatorio for independent thinking. Un’organizzazione diventata punto di riferimento in Italia per l’educazione ai media e per l’alfabetizzazione economico-finanziaria, capace di coinvolgere milioni di studenti delle scuole superiori. Negli anni, l’agenda di Andrea Ceccherini si è trasformata in un patrimonio unico di relazioni. Ai suoi eventi si sono alternati governatori di banche centrali, direttori dei più importanti quotidiani internazionali, leader tecnologici e imprenditori globali. Tra i nomi che hanno sostenuto e affiancato il suo lavoro figurano Christine Lagarde, Tim Cook, Laurene Powell Jobs, i fondatori di WhatsApp Jan Koum e Snapchat Evan Spiegel, oltre che Lachlan Murdoch, executive chairman e CEO di Fox Corporation. Nel 2024, a Firenze, Osservatorio ha ospitato uno degli incontri più emblematici di questo percorso: il dialogo con Joe Kahn, direttore del “New York Times”, forse il giornalista più globale del nostro tempo. Un segno di continuità per chi, partito da una scuola di Scandicci, ha sempre guardato oltre i confini.

Snam, Agostino Scornajenchi: diversificare è fondamentale, impariamo dal passato

Agostino Scornajenchi ha posto l’accento sull’importanza di diversificare le rotte di approvvigionamento del gas. Intervenendo all’Annual Meeting di Baker Hughes, l’AD di Snam ha rimarcato il ruolo centrale dell’Lng per garantire sicurezza energetica e resilienza nel lungo periodo.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: la diversificazione energetica, prioritaria per l’Italia

Diversificare le fonti di approvvigionamento del gas è una priorità per l’Italia, soprattutto considerando la sua struttura conservatrice. Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, lo ha evidenziato nel suo intervento all’Annual Meeting di Baker Hughes che si è tenuto a Firenze a fine gennaio. “Dobbiamo sempre avere attenzione ai fornitori – ha sottolineato il manager alla guida del primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale – Non l’abbiamo avuta quando importavamo il gas soltanto dalla Russia, adesso dobbiamo averla. Noi siamo un Paese che produce gas e produce energia solo per un ammontare molto limitato”. Attualmente, ha proseguito Scornajenchi, “l’energia che si fa in Italia è poca, la si fa prevalentemente con l’idroelettrico, un po’ con le rinnovabili, c’è un po’ di gas estratto in Italia, il resto è tutta energia importata, anche l’energia elettrica che produciamo in Italia è fatta con gas importato”. In uno scenario energetico altamente sfidante come quello attuale, Snam e le altre grandi realtà del settore devono guardare al futuro con una visione pragmatica e di lungo periodo. Rispondendo a tale necessità, gli investimenti nell’Lng rappresentano una strategia chiave per la diversificazione e la resilienza energetica. “È una necessità – ha chiarito Agostino Scornajenchi – che ci accompagnerà per gli anni a venire anche perché il gas è una parte importante, importantissima del mix energetico nazionale”.

Agostino Scornajenchi: il gap energetico, il peso dei data center e la strategia di integrazione dei vettori

Tra gli ostacoli che il nostro Paese deve affrontare c’è anche la questione del gap di competitività legato ai costi energetici. Le imprese italiane pagano l’energia molto di più dei concorrenti stranieri, con effetti svantaggiosi sulla produzione nazionale. “L’80% dell’energia del mondo – ha spiegato l’AD di Snam – è fatta con il fossile, lo stesso vale anche per l’Italia”. In questo contesto, che vede tra l’altro un’ulteriore crescita dei consumi associata ai nuovi dispositivi tecnologici, gestire in maniera efficace il mix energetico è di vitale importanza. Il manager ha quindi posto l’accento sul fatto che troppo spesso si trascura l’impatto energetico dei data center. “Si parla molto di data center, si parla meno dell’impatto che i data center avranno sui consumi di energia e del tipo di consumi di energia che avranno. Si parla meno di come fornire questa energia in un contesto in cui anche l’eredità industriale europea, in particolare la grande eredità nucleare europea, comincia ad avere i suoi anni”.  La soluzione è dunque “un’integrazione dei diversi vettori”, con l’Lng come fonte principale. “Il nostro ruolo – ha proseguito Agostino Scornajenchiè quello di fare in modo che l’energia arrivi in modo più sicuro possibile, resa disponibile con la massima efficienza e il minor costo ai cittadini italiani”.

domenica 22 febbraio 2026

Ares Ambiente: standard di qualità e innovazione nel progetto CSS e CSS-C End of Waste

Grazie all’attenzione all’innovazione tecnologica, Ares Ambiente si occuperà nel nuovo impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste della gestione commerciale basata su elevati standard qualitativi, partecipando a un progetto ad alto valore aggiunto per il futuro.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: il contributo per l’impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste

Ares Ambiente, azienda attiva nel settore dell’intermediazione dei rifiuti, ha un modello industriale improntato su innovazione, sostenibilità ed efficienza, e il progetto ad alto valore aggiunto in collaborazione con Gedit S.p.A. a cui prenderà parte è in linea con questi valori. Il nuovo stabilimento di produzione di CSS e CSS-C End of Waste dell’impresa di Calcinato, in provincia di Brescia, sta per partire e l’azienda fondata da Marco Domizio sarà impegnata nella gestione commerciale dell’impianto. “Stiamo per far nascere oggi un asset che farà la differenza domani”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Ares Ambiente. Grazie a questa partnership, l’azienda potrà adeguarsi alle richieste del mercato dei combustibili alternativi.

Ares Ambiente: innovazione e alti standard di qualità al centro del modello imprenditoriale

La partecipazione di Ares Ambiente al progetto del nuovo impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste rappresenta un passo decisivo, consentendo all’azienda di consolidare il suo collocamento nelle vendor list degli impianti utilizzatori finali. L’innovazione tecnologica che contraddistingue la realtà di Treviolo le permette di garantire i più elevati standard di qualità, implementando le migliori tecnologie reperibili. Fondata da Marco Domizio, Ares Ambiente offre servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, agendo come intermediario tra i principali soggetti della filiera di gestione dei rifiuti. Grazie a una continua ottimizzazione delle performance aziendali e al rispetto delle normative vigenti certificate da realtà terze, l’azienda è in grado di soddisfare le necessità di ogni cliente. Un modello virtuoso e strategico che permette di generare valore economico e tutelare nello stesso tempo l’ambiente e il territorio.

Tradizione e innovazione, Gruppo Riva: oltre 70 anni di siderurgia

Gruppo Riva è oggi il principale operatore siderurgico italiano e una delle realtà industriali più rilevanti nel panorama europeo dell’acciaio. Con una storia che affonda le radici nel secondo dopoguerra, il Gruppo ha saputo trasformare una visione imprenditoriale lungimirante in una leadership solida e riconosciuta a livello internazionale.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: oltre 70 anni di storia

Fondato nel 1954 da Emilio Riva, figura pionieristica della siderurgia europea, e dal fratello Adriano, Gruppo Riva ha orientato fin dall’inizio la propria attività verso la produzione di acciai “lunghi”, puntando sull’impiego delle acciaierie ad arco elettrico. Una scelta tecnologica che, nel corso di oltre 70 anni, ha permesso di coniugare efficienza produttiva, flessibilità industriale e attenzione alla sostenibilità dei processi. La crescita del Gruppo è stata guidata da una strategia coerente di investimenti e sviluppo industriale, che ha favorito l’espansione nei principali mercati europei. Oggi Gruppo Riva opera con stabilimenti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, mantenendo una struttura a capitale interamente privato. Da giugno 2014 la presidenza è affidata a Claudio Riva, sotto la cui guida l’azienda ha ulteriormente consolidato la propria presenza sui mercati internazionali.

Capitale umano, innovazione e sostenibilità: i pilastri di Gruppo Riva

Gruppo Riva valorizza il capitale umano, puntando su competenze tecniche elevate e su un progressivo inserimento di diplomati e giovani laureati. Questa attenzione alle risorse umane si accompagna a un costante impegno nel mantenimento dei più elevati standard di sicurezza all’interno degli stabilimenti e nella qualificazione professionale del personale. Il Gruppo detiene una quota di mercato significativa nel segmento degli acciai “lunghi”, a conferma di una posizione di riferimento in un settore strategico per l’industria manifatturiera. La produzione è destinata a numerosi comparti ad alto valore aggiunto, tra cui la meccanica, l’automotive e il movimento terra, ambiti che richiedono standard qualitativi particolarmente rigorosi. Accanto ai laminati, l’offerta di Gruppo Riva comprende prodotti a maggiore contenuto tecnologico come trafilati, pelati e rettificati, ottenuti attraverso lavorazioni a freddo che consentono di rispondere alle esigenze più avanzate dei clienti. Ogni anno, un articolato piano di investimenti è dedicato al miglioramento continuo della qualità dei prodotti e dei processi, nonché alla sostenibilità ambientale delle attività produttive.

Raffaele Pio de Nittis: esperienze professionali e leadership nel settore socio-sanitario

Raffaele Pio de Nittis si è distinto come manager in ambito socio-sanitario e istituzionale associativo. Ha ricoperto il ruolo di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio", premiata nel 2019, e oggi opera in qualità di Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia.

Raffaele Pio de Nittis

Raffaele Pio de Nittis: le prime esperienze professionali e la gestione della Società "San Giovanni di Dio"

Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia dal 2022 e manager attivo nel settore socio-sanitario, Raffaele Pio de Nittis si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Pegaso a Napoli. In seguito, ha completato la sua formazione conseguendo il Master Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore di Milano nel 2018 e il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. Nel 2011 ha assunto la carica di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio". Grazie alla gestione di Raffaele Pio de Nittis, tale società è stata insignita del “Premio Industria Felix” 2019 per la migliore impresa under 40. In seguito, ha svolto attività in qualità di AD presso la Società Consortile Gruppo Villa Argento per Azioni, gestendo cinque RSA sanitarie nell’area ASL di Bari.

Raffaele Pio de Nittis: gli incarichi istituzionali e associativi

Le attività di Raffaele Pio de Nittis si estendono anche in ambito associativo e istituzionale. Dal 2012 è Consigliere regionale e provinciale di Federsolidarietà e fa parte del Consiglio di Presidenza di Confcooperative. Dal 2016 al 2019 è stato membro del Centro Studi Accademici di Confindustria e dal 2018 al 2020 ha fatto parte della Giunta di Confcommercio. Ha operato in qualità di Consigliere della Camera di Commercio di Foggia dal 2018 al 2024, prima di essere nominato Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia nel 2022. Raffele Pio de Nittis è attivo inoltre nell’ambito della didattica e della formazione su tematiche attinenti all'assistenza domiciliare, alla riabilitazione, alla prevenzione sanitaria e alla gestione degli appalti pubblici. Nel 2021 ha pubblicato il libro "Riabilitazione Tecnologica Domiciliare (RTD) Ibrida", edito da RIREA - Tipografia Greco Edizioni di Milano.

La crescita di McFIT in Italia tra innovazione e inclusione

Sono passati oltre dieci anni dall’apertura del primo centro McFIT in Italia. La catena di fitness tedesca contra oggi oltre 160.000 abbonati promuovendo un tipo di fitness inclusivo e accessibile.

McFIT

La storia di McFIT e l’affermazione in Italia

Era il 1997 e in Germania, un entusiasta Rainer Schaller decise di dare seguito alle sue idee rivoluzionarie con cui stravolgere il settore del fitness. In poco tempo conquistò la fiducia di migliaia di abbonati e qualche anno più tardi McFIT divenne la principale catena di centri fitness in Europa per numero di iscritti. Il 7 gennaio 2014 il brand tedesco sbarcò in Italia aprendo il suo primo centro italiano a Verona, seguito nell’agosto dello stesso anno da quello di Bari. A un ritmo di quattro o cinque aperture ogni 12 mesi, nel 2024, in concomitanza con il primo decennio di attività, la realtà di RSG Group contava 40 centri fitness da nord a sud su tutto il territorio nazionale: da Milano a Catania, passando per Roma, Napoli, Torino, Bologna, Venezia e tante altre città. Con palestre moderne dotate di attrezzature all’avanguardia, un’apertura di 365 giorni all’anno e un approccio che punta a rendere il benessere fisico e mentale accessibile a tutti, McFIT continua ancora a crescere sotto la guida di Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia. Attualmente supera i 160.000 abbonati.

Il fitness accessibile e inclusivo promosso da McFIT

Accessibilità e inclusione sono i valori fondanti di McFIT, il cui scopo è appunto quello di rendere il fitness fruibile da chiunque. La leadership del brand in Italia è il risultato di una strategia basata sulla promozione di uno stile di vita sano – che include benessere fisico, mentale e sociale – reso perseguibile grazie a prezzi competitivi e alta efficienza dei servizi offerti. L’accessibilità di cui si fa promotrice McFIT non è di certo a discapito della qualità: i moderni centri fitness sono infatti dotati di attrezzature all’avanguardia e centinaia di trainer qualificati. L’azienda ha persino sviluppato una strategia di lungo periodo, coinvolgendo giovani professionisti in attività di formazione, per prepararli al meglio ad ambienti dinamici e multinazionali. Al loro interno, le palestre presentano aree dedicate a cardio, pesi liberi, allenamento funzionale e, spesso, sale con maxi-schermi dove vengono trasmessi corsi virtuali. A fare da portavoce del brand, i più noti fitness influencer e atleti del mondo dello sport di fama mondiale.