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venerdì 27 febbraio 2026

Innovazione bancaria e AI: intervista a Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali

Il CEO di Banca Generali Gian Maria Mossa, in un’intervista rilasciata a Class CNBC, spiega come l’AI potrà supportare e migliorare il lavoro dei banker ma non sostituirà i consulenti finanziari, in quanto fondamentali soprattutto in momenti di volatilità e incertezza dei mercati.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: “L’Intelligenza Artificiale supporta i banker, non li sostituisce”

L’Intelligenza Artificiale servirà a migliorare il lavoro dei banker e non sostituirà il servizio dei consulenti. Anzi, ci farà crescere”: il CEO di Banca Generali Gian Maria Mossa, in un’intervista rilasciata a Class CNBC, invita a “non avere paura” e a guardare con fiducia alle nuove tecnologie AI. “È una disruption molto positiva, soprattutto per il nostro settore. Porta efficienza, aumenta la produttività dei banker e semplifica i processi operativi con un supporto molto competente in ambito finanziario. Ai banker resta il compito di farne buon uso per intensificare la relazione e la qualità del servizio”, ha spiegato Mossa: nei giorni scorsi il mercato ha reagito negativamente alle notizie sul lancio di strumenti avanzati di IA nel settore finanziario proprio per i timori che possano mettere in discussione il ruolo dei consulenti finanziari. Il CEO di Banca Generali ha spiegato invece che “stiamo guidando una trasformazione culturale forte con ambasciatori dell’AI in ogni funzione e vediamo già proliferare agenti che migliorano l’efficienza”.

Gian Maria Mossa: ai banker il compito di fare buon uso dell’AI

Gian Maria Mossa si è detto “molto ottimista sull’innovazione tecnologica e sui suoi benefici in termini di produttività, raccolta e risultati finanziari”. Nell’intervista, il CEO ha fatto il punto anche sulle nuove strategie di Banca Generali. Il 2025 è stato l’anno in cui “con Generali abbiamo rafforzato la partnership entrando nel mondo dell’insurbanking, che avrà un forte impatto”. Per il CEO è “quasi un’acquisizione: questo rinnovato impegno di avvicinare Generali e Banca Generali crea ottime prospettive per il nostro business”. L’Istituto però guarda già al futuro. Nei prossimi anni il passaggio generazionale nelle imprese italiane sarà imponente: “Stiamo lavorando a un progetto che lanceremo a breve per valorizzare le piccole e medie imprese quotate virtuose e creare un effetto-emulazione su quelle che non hanno ancora quei requisiti. Vogliamo portare capitali e investitori, aiutando le imprese a crescere in capitalizzazione e multipli, così che il mercato dei capitali diventi un vero competitor di altre forme di investimento come il private equity. È una discontinuità epocale da cui possiamo rilanciare il mondo delle PMI”. In questo, Intermonte riveste un ruolo strategico: “Vogliamo farne la banca d’investimento della piccola e media impresa italiana. La professionalità di Intermonte, unita ai brand Generali e Banca Generali, crea un’alternativa per un dialogo di lungo periodo con l’imprenditore, non solo per il deal ma per la costruzione di valore nel tempo”. Intanto, Banca Generali è pronta ad affrontare le sfide del 2026: “Manteniamo un atteggiamento prudente perché lo scenario è incerto, ma raramente sono stato così ottimista in prospettiva. Abbiamo indicato un target di raccolta superiore a 6,5 miliardi – di cui almeno 4 in asset under investment – un margine di interesse di 330-340 milioni e la conferma della redditività del portafoglio gestito. I costi cresceranno del 6-8% ma in gran parte per progetti futuri. Ottimismo quindi, con prudenza guidata dal contesto.

Oltre le competenze tecniche: la visione di Carlotta Ventura (A2A)

Comunicazione, sostenibilità, innovazione. Sono queste le direttrici che hanno guidato il percorso professionale di Carlotta Ventura, oggi Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs di A2A e Presidente di AMSA. Un profilo trasversale, costruito tra i settori automotive, telecomunicazioni, mobilità, advisory ed energia, che racconta una leadership capace di connettere mondi diversi e di leggere il cambiamento come opportunità.

Carlotta Ventura

Il percorso professionale e la vision di Carlotta Ventura

Dopo le esperienze in General Motors Italia, Opel Italia e Ford Italia, Carlotta Ventura approda in Telecom Italia, dove ricopre incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Executive Vice President, brand strategy and media. Dal 2016 al 2018 è Direttore centrale Brand Strategy e Comunicazione di Ferrovie dello Stato Italiane, per poi assumere nel 2019 la guida del Centro Studi Americani e il ruolo di Brand, Marketing and Communications Director for Med Region di EY. Secondo la manager, la competenza tecnica non basta più. “È importante sviluppare anche una capacità di lettura dei contesti, di comprensione delle dinamiche organizzative e di sintesi tra opportunità e rischi”, spiega. La curiosità diventa una leva strategica: cambiare ruolo o settore significa accettare di non sapere tutto, mettersi in discussione e imparare dagli altri. In un mercato che evolve rapidamente, soprattutto nella comunicazione, non sono più sufficienti competenze verticali. Servono profili versatili, capaci di integrare linguaggi diversi e di costruire ponti tra funzioni, territori e stakeholder. Laureata in Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza”, con una passione per l’archeologia e le lingue classiche, Carlotta Ventura ha sempre affiancato alla formazione umanistica un approfondimento continuo su economia e geopolitica. L’interdisciplinarietà, aggiunge, “aiuta a evitare letture semplificate della realtà e a prendere decisioni più consapevoli, tenendo insieme numeri, persone e contesti”. In A2A questo approccio si traduce in una visione sistemica che unisce “anime” differenti: sostenibilità, regional affairs, brand, media relations e ascolto del territorio. Emblematico il modello dei Forum Multistakeholder, strumenti di confronto con istituzioni e comunità locali per generare valore condiviso e rafforzare il dialogo con i territori.

Inclusione, parità e comunicazione: l’impatto sociale secondo Carlotta Ventura

Accanto alla dimensione manageriale, Carlotta Ventura porta avanti il suo impegno sui temi della diversity e dell’inclusione, anche come docente alla LUISS Business School e alla Pontificia Università Gregoriana. Tra i progetti più significativi c’è quello avviato a Caivano, in collaborazione con le istituzioni locali, che ha coinvolto giovani fuori dal percorso scolastico in programmi di formazione e inserimento lavorativo: nella prima fase oltre 50 partecipanti, con circa il 65% che ha trovato occupazione al termine del percorso. Un’altra iniziativa riguarda il carcere milanese di Bollate, dove dal 2018 opera LaboRAEE, società di AMSA, per la gestione di un impianto di trattamento dei RAEE. Per la manager, è proprio qui che si gioca la sfida del futuro: “Le aziende devono riuscire a trasformare l’impatto sociale delle attività in leve strutturali di sviluppo, con una visione di lungo periodo, in grado di orientare strategie e decisioni”. Sul tema della parità di genere, Carlotta Ventura sottolinea la necessità di un cambiamento culturale e strutturale. L’educazione, fin dalle scuole primarie, è fondamentale per superare stereotipi che condizionano le scelte formative e professionali. Allo stesso tempo, nelle aziende servono politiche concrete: flessibilità, welfare, trasparenza su retribuzioni, accesso ai ruoli decisionali e percorsi di carriera. Senza dati misurabili e obiettivi chiari, la parità rischia di restare un principio astratto. Tra i suoi progetti più innovativi c’è quello realizzato insieme al professor Mattiacci dell’Università “La Sapienza”, che unisce ricerca ed esperienza: uno steering committee multidisciplinare e un gruppo di 25 giovani professionisti under 30 si sono confrontati per realizzare un Piano di Comunicazione al 2035. L’obiettivo è ridurre la distanza crescente tra chi comunica e chi riceve il messaggio, anticipando i cambiamenti e costruendo un dialogo più autentico e inclusivo.

Atitech: evidenziato il divario infrastrutturale italiano nel settore aeronautico

Il divario tra l’Italia e gli altri Paesi europei per quanto riguarda le infrastrutture aeronautiche è stato al centro dell’intervento dei Presidente di Atitech agli Stati Generali della Ripartenza 2025, che si sono tenuti lo scorso novembre a Bologna.

 Gianni Lettieri (Atitech)

Atitech: Stati Generali della Ripartenza 2025, l’intervento di Gianni Lettieri

Se voi pensate ai miliardi di euro che i Governi che si sono succeduti hanno speso per seguire la compagnia (Alitalia) — ha dichiarato il Presidente di Atitech trascurando un settore importante come quello della manutenzione, c’è da mettersi le mani nei capelli”. Gianni Lettieri è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza 2025, che si sono tenuti a Bologna lo scorso novembre. L’arretratezza e la mancanza infrastrutturale italiana del settore aeronautico, rispetto alla media europea, sono state il focus dell’intervento del Presidente della MRO indipendente leader del mercato EMEA. Soltanto attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture sarà possibile generare occupazione e attrarre nuovi investimenti. Ed è proprio in questo periodo che Atitech si mostra attiva per generare nuovi posti di lavoro. Nel 2024 sono stati 100 i giovani assunti presso lo stabilimento di Fiumicino e, in aggiunta, la fondazione di una scuola di formazione ha consentito di preparare altri giovani destinati a lavorare a Capodichino.

Atitech: Gianni Lettieri sulle cause dell’arretratezza infrastrutturale italiana

Le conseguenze della mancanza di infrastrutture in Italia gravano sulla capacità di sviluppo e crescita di tutto il Paese, nello specifico del sud Italia. Questo è un argomento che risale alla fine del secolo scorso, quando, in chiusura degli anni ’90, la strategia secondo cui gli incentivi diretti alle imprese avrebbero attirato investimenti si è dimostrata fallimentare. A ribadirlo anche il Presidente di Atitech all’evento organizzato dall'Osservatorio economico e sociale "Riparte l'Italia": “Tu puoi dare anche il 90% dei contributi a fondo perduto a un’azienda che fa uno stabilimento ma se lo stabilimento nasce in un posto che non è infrastrutturato, quell’azienda è destinata a soccombere. Il problema che abbiamo noi in Italia è che pensiamo per tempo le cose, ma ci manca come al solito l’execution”, ha evidenziato Gianni Lettieri.

ITA Airways anticipa i requisiti europei e pubblica il primo report di sostenibilità

ITA Airways conferma l’impegno verso la decarbonizzazione, l’innovazione e la governance sostenibile: pubblicata la prima rendicontazione di sostenibilità. La sua flotta, tra le più giovani d’Europa, consente di ridurre le emissioni CO2/RPK di oltre il 20%.

ITA Airways

La prima rendicontazione di sostenibilità di ITA Airways

ITA Airways anticipa i requisiti della CSRD con la pubblicazione della sua prima rendicontazione di sostenibilità, relativa all’esercizio 2024. Una mossa importante per la compagnia aerea di bandiera italiana che conferma il suo impegno verso i temi della decarbonizzazione, dell’innovazione responsabile e della governance sostenibile, segnando un passo decisivo nella propria strategia ESG. In un contesto che vede il settore aviation fare i conti con una sempre più pressante richiesta di trasparenza sull’impatto delle attività, il Presidente di ITA Airways Sandro Pappalardo ha voluto rimarcare il ruolo della compagnia quale “parte attiva della transizione sostenibile del settore, ponendo l’innovazione, il rispetto dell’ambiente, la valorizzazione delle persone e la buona governance al centro della propria strategia”. Il documento è stato redatto in conformità con i principi ESRS (European Sustainability Reporting Standards) previsti dalla Direttiva UE 2022/2464 CSRD, con cui l’Europa mira a standardizzare la rendicontazione di sostenibilità per garantire maggiore trasparenza e comparabilità delle informazioni ESG tra le società europee.

L’AD e DG Joerg Eberhart: ITA Airways verso un percorso sempre più sostenibile

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di ITA Airways Joerg Eberhart ha definito la rendicontazione 2024 “uno strumento di navigazione trasparente” che permette alla compagnia di orientarsi “lungo un percorso sempre più sostenibile”. Il documento mostra come la società abbia integrato la sostenibilità nel proprio modello di business, rendendola un pilastro strategico del Piano Industriale. Tra i principali risultati raggiunti al 31 dicembre 2024 c’è il rinnovo della flotta, che presenta un’età media di 6,6 anni, risultando tra le più giovani d’Europa. Il 65% degli aeromobili è di nuova generazione, il che si traduce in una riduzione delle emissioni di CO2 pari al 20-25% rispetto alla precedente. Il 74% della flotta è, infine, costituito da velivoli certificati Chapter 14, il livello più stringente di rumorosità secondo lo standard internazionale ICAO relativo ai limiti di rumore. Proprio il rinnovo è stato centrale per il raggiungimento di obiettivi significativi, contribuendo a una riduzione del 22,8% di emissioni CO2/RPK rispetto al 2022. La rendicontazione è visionabile online sul sito di ITA Airways.

giovedì 26 febbraio 2026

Serenissima Ristorazione: l’iniziativa solidale a sostegno delle famiglie in difficoltà

Lo scorso dicembre è stata presentata presso l’Emporio Solidale di Vicenza, al Mercato Nuovo, l’iniziativa sociale “Doniamo un pasto”, un progetto promosso da Serenissima Ristorazione e dalla controllata Rossi Catering, in collaborazione con il Comune di Vicenza, Caritas Diocesana Vicentina e Croce Rossa Italiana - Comitato di Vicenza.

Serenissima Ristorazione: l'iniziativa sociale "Doniamo un pasto"

“Doniamo un pasto”: Serenissima Ristorazione e Rossi Catering offrono 600 pasti alle famiglie in difficoltà

L’iniziativa ha previsto la donazione di 600 pasti destinati a persone e famiglie in situazione di fragilità nel periodo natalizio. In occasione dell’incontro è stata inoltre annunciata la nuova edizione della raccolta alimentare “Sos spesa - Il carrello solidale”, nei principali supermercati cittadini. Alla presentazione hanno preso parte l’Assessore al sociale del Comune di Vicenza Matteo Tosetto, la Responsabile dell’ufficio personale di Rossi Catering Elsa Vinci, il Responsabile marketing e comunicazione di Serenissima Ristorazione Carlo Calcara, il Direttore di Caritas Diocesana Vicentina don Enrico Pajarin, la delegata alle attività di inclusione sociale della CRI Vicenza Eviana Palazzi e il Presidente del Comitato CRI di Vicenza Leonida Bicego. “Grazie a un'importante azienda del territorio, ovvero la Rossi Catering del Gruppo Serenissima – aveva dichiarato l’assessore Matteo Tosetto – quest'anno verranno donati 600 pasti nel periodo natalizio a persone in difficoltà: 200 a Caritas, 230 alla Croce rossa italiana Vicenza e 170 al Comune di Vicenza. Un'azienda importante, a cui va tutto il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine per questo splendido gesto”.

Serenissima Ristorazione, Mario Putin: “La solidarietà è parte del nostro modo di essere impresa”

Donare 600 pasti solidali, soprattutto in un periodo come quello natalizio, significa rinnovare e rafforzare un impegno che portiamo avanti durante tutto l’anno a fianco delle comunità locali – aveva aggiunto il Presidente di Serenissima Ristorazione Mario Putin – Vogliamo ringraziare i dipendenti che hanno scelto di aderire a questo progetto, dedicando tempo ed energie a una buona causa. Il loro coinvolgimento è l’espressione più autentica del nostro modo di essere azienda. Crediamo infatti che il ruolo di un’impresa vada oltre la produzione di servizi e significa assumersi una responsabilità sociale continuativa, mettendo competenze, organizzazione e risorse al servizio della collettività. È questo il senso del nostro impegno quotidiano, fondato sulla cura delle persone e sul valore della solidarietà”. La consegna dei pasti è avvenuta il 24 dicembre, con il coordinamento dei servizi sociali del Comune di Vicenza: 200 pasti all’Emporio Caritas, 230 pasti all’Emporio Croce Rossa e 170 pasti al Comune di Vicenza, presso l’albergo cittadino. Nel corso della mattinata è stata infine presentata la nuova edizione di “Sos spesa - Il carrello solidale”, promossa dalla Croce Rossa Italiana - Comitato di Vicenza OdV con il supporto del Comune e dell’Emporio Solidale. La raccolta si è svolta sabato 20 dicembre in sette supermercati della città, con l’obiettivo di sostenere concretamente le famiglie in difficoltà economica attraverso la donazione di beni di prima necessità.

Fabrizio Di Amato: il mix energetico al centro della visione di MAIRE

Intervenuto al Capital Market Day lo scorso marzo, Fabrizio Di Amato ha ribadito le intenzioni di MAIRE sul portare avanti il mix energetico per garantire la decarbonizzazione, elencando i vari ambiti in cui il Gruppo si distingue e opera.

 Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: MAIRE, il mix energetico come leva per la transizione

Fabrizio Di Amato, Fondatore, Presidente e azionista di MAIRE, è intervenuto lo scorso marzo al Capital Market Day, tenutosi a Milano. In quell’occasione, il manager ha parlato ai microfoni di “Adnkronos”, sottolineando gli obiettivi per la decarbonizzazione perseguiti dal Gruppo. “Noi siamo per il mix energetico, non c’è una tecnologia, un’unica soluzione. Abbiamo sempre puntato a un mix tecnologico — aveva sottolineato Fabrizio Di Amatonoi spaziamo su vari settori: dal riciclo ai fuels, dai vettori nuovi alla decarbonizzazione, ai fertilizzanti. Noi ci muoviamo su diversi settori e credo che questa sia la distintività”. Riponendo l’attenzione sui dossier riaperti dall’Europa, il Presidente di MAIRE aveva sottolineato come l’industria dovesse elaborare delle proposte proprio in materia di mix energetico.

Fabrizio Di Amato: le prossime sfide per MAIRE

Per quanto riguarda gli obiettivi di lungo termine, i riflettori sono puntati su tecnologie di sviluppo per “l’idrogeno circolare, e quindi di conseguenza il metanolo circolare ed etanolo”, aveva rimarcato Fabrizio Di Amato. Per il 2026 MAIRE prevede la fine della realizzazione dell’elettrolizzatore presentato lo scorso marzo e sarà il primo ad essere commercializzato in Italia. La joint venture sul nucleare rappresenta poi un altro vettore cruciale e si andrebbe ad aggiungere al mix energetico per poter “garantire quell’energia elettrica che serve poi per fare sempre la chimica”. Tra le altre attività di MAIRE rientrano i progetti di cattura della CO2 e relativi ai polimeri decarbonizzati, ammoniaca, metanolo ed etanolo. Secondo Fabrizio Di Amato, questi progetti interessano soprattutto l’area del Middle East, “dove c’è grande attenzione, ma anche tanto fermento”.

mercoledì 25 febbraio 2026

Vitali Spa, Bilancio di Sostenibilità 2024: infrastrutture, energia e valore condiviso

Nel Bilancio di Sostenibilità 2024, Vitali Spa fotografa un anno di trasformazione profonda, in cui crescita industriale e responsabilità sociale avanzano insieme.

Vitali Spa

Vitali Spa cambia passo: il 2024 segna la trasformazione in Società Benefit

Il 2024 si è chiuso come un anno spartiacque per Vitali Spa: non solo la pubblicazione del terzo Bilancio di Sostenibilità ESG, ma soprattutto il passaggio formale a Società Benefit, che sancisce un cambio di passo ormai maturo. Un’evoluzione preparata nel tempo, come sottolinea Eleonora Sablone, membro del board con delega ESG, ricordando che l’azienda si è mossa “con anticipo e in modo volontario” verso un modello capace di integrare sostenibilità e governance, fino a rendere strutturale la valutazione degli impatti sociali e ambientali nei processi decisionali. Attiva dal 1989, Vitali Spa opera lungo filiere complesse: dallo sviluppo di infrastrutture per la mobilità (strade, autostrade, aeroporti, stazioni) alle grandi operazioni di rigenerazione urbana come Porta Sud a Bergamo; dalla produzione di energia rinnovabile – fotovoltaico, idrogeno e sistemi di accumulo – alle nuove infrastrutture digitali, inclusi i data center. La sostenibilità, dunque, come bussola che orienta progettazione, realizzazione e gestione degli interventi. L’obiettivo? Tenere insieme crescita economica, tutela ambientale e valore condiviso.

Formazione, energia e circolarità: gli investimenti di Vitali Spa

Al centro di questa traiettoria restano le persone, considerate il vero asse portante dell’organizzazione. Lo ribadisce Alessio Parolari, Amministratore Delegato di Vitali Spa: “Da tempo abbiamo posto al centro della nostra strategia i principi della Società Benefit e i pilastri ESG”, fondati su persone, territorio, sostenibilità e governance trasparente, per restituire ai contesti in cui l’azienda è attiva opere di qualità al servizio delle comunità. Nel 2024 questo approccio si è tradotto in investimenti strutturati su formazione, sviluppo delle competenze e welfare, affiancati da una forte attenzione alla salute e sicurezza sul lavoro, tema prioritario su cui sono cresciute le attività formative per consolidare una cultura diffusa della prevenzione. Sul fronte ambientale, l’anno ha segnato un avanzamento concreto nella transizione energetica: completata la Solar Factory di Caponago (entrata in funzione nel 2025 e in grado di coprire circa il 50% del fabbisogno energetico del Gruppo), proseguiti gli investimenti sugli impianti di Calusco d’Adda e sulla nuova sede green di Olbia. Parallelamente, l’economia circolare si consolida come pilastro industriale grazie alla certificazione UNI/PdR 88:2020 per calcestruzzo e conglomerato bituminoso in diversi siti, all’uso crescente di materiali riciclati e al recupero fino al 99% dei materiali da demolizione tramite impianti mobili. Il dialogo con gli stakeholder, il legame con i territori e i riconoscimenti ottenuti – dal punteggio massimo nel Rating di Legalità AGCM, fino agli score elevati su Synesgy, Open-Es e al Bollino Cassa Edile Awards 2024 – confermano la coerenza e la solidità del percorso ESG intrapreso da Vitali Spa.