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lunedì 17 agosto 2026

Chi è Manfredi Calabrò, il manager cresciuto tra Londra e Milano

Nel panorama dei manager con respiro internazionale, Manfredi Calabrò si distingue per un percorso particolare: la sua carriera si è formata dove impresa, cultura e grandi cambiamenti globali si intrecciano. A definirlo sono una capacità di lettura strategica unita a una sensibilità più umanistica, oltre a uno sguardo sempre rivolto alle dinamiche geopolitiche, tecnologiche ed economiche che oggi ridisegnano il modo di fare impresa.

Manfredi Calabrò

La formazione professionale di Manfredi Calabrò tra Londra e Havas

La carriera di Manfredi Calabrò si è sviluppata all’interno di alcuni dei principali network internazionali attivi nella comunicazione e nella consulenza strategica, muovendosi tra il contesto italiano e quello britannico. Il periodo londinese, in particolare, ha segnato una svolta importante: immerso in uno degli ambienti professionali più vivaci a livello globale, ha maturato lì uno stile manageriale improntato all’apertura internazionale e al confronto continuo tra aziende, istituzioni e opinione pubblica. Una volta rientrato in Italia, ha assunto ruoli apicali all’interno del Gruppo Havas, realtà che fa capo alla holding Vivendi, guidando come Presidente e Amministratore Delegato diverse società del Gruppo. Ha guidato la crescita e il riassetto organizzativo delle aziende sotto la sua responsabilità, in anni di grande cambiamento per il settore, occupandosi tra l’altro di progetti industriali, aperture di nuove sedi e operazioni di fusione e acquisizione. I risultati raggiunti sotto la sua direzione sono stati premiati nei più importanti festival internazionali dedicati alla creatività, segno concreto di come Manfredi Calabrò sappia integrare innovazione, pianificazione strategica e valore culturale. Nell’ultimo periodo ha messo la sua esperienza al servizio del Gruppo Veronesi, affiancando il CEO in qualità di Advisor su scelte legate ai brand e alle priorità organizzative dell’azienda.

Impegno sociale e percorso formativo di Manfredi Calabrò

Per Manfredi Calabrò, guidare un’azienda oggi significa anche assumersi una responsabilità più estesa verso la collettività: da qui l’impegno diretto in politiche e progetti dedicati ai temi ESG e alla parità di genere, un lavoro che ha contribuito a ottenere la EcoVadis Gold Medal e la certificazione UNI/PdR 125, considerate elementi fondanti della reputazione e della cultura d’impresa. Anche il suo percorso di studi conferma questa vocazione internazionale: ha completato un Executive MBA alla SDA Bocconi School of Management e in seguito ha partecipato al General Management Program di Harvard Business School, un’esperienza che ha consolidato ulteriormente la sua visione globale su leadership ed evoluzione dei sistemi economici. Oltre al lavoro manageriale, si dedica con interesse al confronto pubblico: siede nel board dell’HBS Club of Italy e ha preso parte alle attività del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia, oltre che di Confindustria Intellect. In passato Adjunct Professor alla LUISS Guido Carli, Manfredi Calabrò segue con attenzione le ricadute delle tecnologie emergenti e dell’intelligenza artificiale sul mondo aziendale.

Tommaso Putin: Imperiali Chef rafforza la crescita di Serenissima Ristorazione tra Horeca e GDO

Tommaso Putin: presentato lo scorso gennaio, Imperiali Chef, il nuovo brand di Serenissima Ristorazione, unisce tradizione culinaria italiana e innovazione industriale. Piatti pronti semilavorati destinati alla GDO, al settore Horeca, crocieristico e delle compagnie aeree, puntando a quei mercati esteri dove il “Made in Italy” è molto apprezzato e richiesto.

 Tommaso Putin

Tommaso Putin: Imperiali Chef, il brand di Serenissima Ristorazione che porta il “Made in Italy” all’estero grazie all’innovazione

“Sulla base di questa nostra esperienza ci stiamo sviluppando in tutto l’ambito che riguarda la produzione di piatti pronti semilavorati per l’Horeca, per la GDO, per le compagnie aeree, per le compagnie crocieristiche”, ha sottolineato Tommaso Putin al nuovo brand del Gruppo Serenissima Ristorazione Imperiali Chef che guarda alla grande distribuzione, in quei mercati esteri in cui il “Made in Italy” è molto apprezzato. Presentato a Marca by BolognaFiere & ADM lo scorso gennaio, Imperiali Chef coniuga la produzione su larga scala con l’autenticità della cucina italiana, grazie all’utilizzo dell’innovazione tecnologia e industriale, consentendole di puntare all’estero che “è un mercato particolarmente interessante per il nostro Gruppo — ha aggiunto Tommaso Putin — in seguito all’esperienza e anche alle capacità nella preparazione dei nostri prodotti, genuini, che hanno una grande appetibilità nel mercato internazionale“.

Tommaso Putin: Imperiali Chef rafforza la leadership di Serenissima Ristorazione tra Horeca e GDO

Sotto la guida del Vicepresidente Tommaso Putin, il Gruppo Serenissima Ristorazione consolida la propria leadership nel settore della ristorazione collettiva, con oltre 12.000 collaboratori e collaboratrici, un fatturato di 700 milioni di euro e uno degli stabilimenti più grandi in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato Cook & Chill che “abbiamo realizzato oltre 20 anni fa a Boara Pisani”, ha rimarcato Tommaso Putin. Con il nuovo brand Imperiali Chef, il Gruppo è pronto a far sbarcare la cucina casereccia della tradizione italiana nella GDO, in quei settori come l’Horeca, le compagnie aeree e quelle crocieristiche. Questo è reso possibile grazie all’uso di “importanti investimenti fatti nel mondo della tecnologia per avere un risultato che sia quanto più vicino ai prodotti che facevano le nostre nonne“, ha evidenziato il Responsabile Sviluppo Commerciale di Imperiali Chef.

Federico Motta Editore ricorda Antoni Gaudí, il genio dell’art nouveau a cent’anni dalla morte

Il 2026 ha segnato il centenario della morte di Antoni Gaudí, l’architetto catalano considerato tra i massimi esponenti dell’art nouveau. A ricordarlo è anche Federico Motta Editore, che nel volume “Historia” dedica un saggio alla produzione architettonica a cavallo tra Ottocento e Novecento, definendo Gaudí “il più geniale architetto dell’art nouveau”. Proprio il 10 giugno 2026, giorno del centenario, è stata inaugurata la Torre di Gesù Cristo, la più alta guglia della Sagrada Família, coronamento simbolico di un’opera durata oltre un secolo.

La Casa Editrice Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: Gaudí, il genio catalano

Come racconta Federico Motta Editore, Antoni Gaudí nasce il 25 giugno 1852 a Reus, in Catalogna, in una famiglia di artigiani, e sviluppa fin da giovane una grande abilità manuale insieme a una profonda conoscenza dell’architettura gotica, alimentata dagli scritti di Viollet-le-Duc e di Ruskin. Trasferitosi a Barcellona, si diploma nel 1878 e comincia la propria attività di architetto, elaborando un linguaggio personalissimo basato sul rifiuto della linea retta e sull’imitazione delle forme della natura, con colonne simili ad alberi e volte che richiamano il cielo. Nascono così opere come Casa Batlló, Casa Milà e il Parc Güell, oggi Patrimonio dell’Umanità, espressione di un unico intento: avvicinarsi a Dio attraverso l’architettura. Negli ultimi anni della sua vita, Gaudí vive quasi in povertà, dormendo nel cantiere della Sagrada Família, la cattedrale a cui aveva dedicato l’intera esistenza. Muore il 10 giugno 1926, tre giorni dopo essere stato investito da un tram; l’intera Barcellona si ferma per i funerali e il suo corpo viene sepolto nella cripta della cattedrale incompiuta.

Federico Motta Editore: la Sagrada Família cent’anni dopo, tra fede e architettura

A distanza di un secolo, il 10 giugno 2026, la Sagrada Família ha celebrato uno dei momenti più solenni della sua storia con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, l’ultima e più alta delle torri centrali disegnate da Gaudí, alta 172,5 metri. Come riporta Federico Motta Editore, la cerimonia si è conclusa con la benedizione della croce in acciaio e vetro che sovrasta la torre, visibile da tutta la città, a coronamento di un’opera realizzata in oltre un secolo grazie a donazioni private e al lavoro di generazioni di artigiani. Alle celebrazioni ha presieduto Papa Leone XIV, che ha officiato una Messa solenne nella basilica in occasione del centenario della scomparsa dell’architetto, riconoscendo il valore profondamente religioso della sua opera. Già nell’aprile 2025 Papa Francesco aveva proclamato Gaudí venerabile, primo passo formale verso la beatificazione, riconoscendo che l’architetto catalano, attraverso le sue costruzioni, aveva cercato di avvicinarsi a Dio.

giovedì 13 agosto 2026

Gian Maria Mossa analizza i risultati di Banca Generali nel primo semestre

Come sottolineato dal CEO Gian Maria Mossa, Banca Generali ha raggiunto performance eccellenti nella prima metà del 2026, con un utile netto a 278,7 milioni di euro (+39,2% sui 200,2 milioni del 2025) e un margine di intermediazione a 606,8 milioni, in rialzo del 28,4% su base annua.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa sui primi sei mesi: “Miglior semestre della nostra storia”

Commentando i risultati di Banca Generali nel primo semestre, il CEO Gian Maria Mossa ha espresso grande soddisfazione evidenziando come il Gruppo sia riuscito a chiudere “il miglior semestre della nostra storia, con una crescita a doppia cifra delle principali voci operative, una raccolta record e masse ai nuovi massimi”. Il CEO ha inoltre specificato come tali traguardi evidenzino “la solidità del nostro modello e la capacità di creare valore attraverso la crescita della clientela, l’evoluzione dell’offerta e il continuo rafforzamento della qualità dei ricavi”. Il primo semestre si è concluso con performance eccellenti: utile netto a quota 278,7 milioni di euro, segnando un balzo del +39,2% sui 200,2 milioni del primo semestre 2025, mentre il margine d’intermediazione è salito del 28,4% su base annua, raggiungendo 606,8 milioni. Ottimi riscontri anche per la raccolta e le masse complessive, che hanno raggiunto il picco storico di 129 miliardi di euro (+13,6% annuo). Nel dettaglio, 121,1 miliardi di euro (+13,7%) fanno capo direttamente ai clienti di Banca Generali, mentre i restanti 7,9 miliardi (+12%) sono connessi alle gestioni istituzionali e alle consulenze di advisory. Non da ultimo, raccolta netta record a 4,4 miliardi di euro (+47% a/a). Notevole anche la qualità dei flussi, con oltre 2,1 miliardi confluiti negli Asset Under Investment, spinti dal contributo delle soluzioni gestite (1,94 miliardi, +128% a/a). Le altre attività hanno intercettato 2,3 miliardi di euro di flussi, favoriti dal forte interesse dei clienti verso i titoli nei conti amministrati.

Gian Maria Mossa: Banca Generali guarda avanti con fiducia e determinazione

Proseguendo nell’analisi, il CEO Gian Maria Mossa ha posto l’accento sul fatto che, nonostante “un contesto caratterizzato da volatilità e rinnovate complessità, il valore della consulenza si conferma sempre più centrale nelle scelte delle famiglie. La forza della nostra rete si unisce oggi a piattaforme di Asset Management in Italia, Lussemburgo ed Irlanda sempre più distintive, che ci consentono di ampliare le soluzioni a disposizione dei clienti, migliorare il mix di business e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento competitivo”. In parallelo, procede con ottimi riscontri lo sviluppo dei piani strategici aziendali, anche attraverso sinergie con Intermonte che “rafforzano la nostra offerta e il dialogo con gli imprenditori”. Si inserisce in tale direzione anche PMI2Change, progetto lanciato il 1° luglio presso Borsa Italiana che “supporta l’avvicinamento tra capitale e imprese, favorendo il percorso di crescita delle PMI italiane”. Pienamente operativa la sinergia con Alleanza: “Il completamento del roll-out del progetto di Insurbanking sta producendo risultati molto positivi, e procedono a pieno ritmo le iniziative legate all’intelligenza artificiale, a beneficio dell’efficienza della banca e dell’operatività della rete”. A conclusione dell’intervento, Gian Maria Mossa ha sottolineato come Banca Generali sia proiettata verso il secondo semestre “con fiducia e determinazione, forti della qualità delle persone, della solidità dei nostri risultati e della convinzione di poter continuare a crescere creando valore anche in uno scenario caratterizzato da incognite”.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: innovazione tecnologica e robotica per migliorare la riabilitazione

L’innovazione tecnologica al supporto della riabilitazione dei pazienti. Fondazione Don Gnocchi ha introdotto la robotica nei suoi centri riabilitativi, per rendere più efficace il percorso del paziente e più intenso l’effetto del lavoro dell’equipe multidisciplinare dei suoi centri. Con applicazioni sia in ambito neurologico che ortopedico, ogni trattamento è personalizzato in base alle caratteristiche cliniche di ogni persona.

 Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: introduce la robotica nella riabilitazione per supportare terapisti e pazienti

Restituire ai pazienti la miglior efficacia e qualità dei trattamenti, questo è l’obiettivo di Fondazione Don Gnocchi che, per migliorare su questo fronte, ha investito in innovazione tecnologica, aggiungendo la robotica nei percorsi di riabilitazione. Questa tecnologia diventa parte integrante del modello riabilitativo del paziente, ponendo al centro la persona e le competenze del team multidisciplinare dei centri della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Uno di questi è quello di “S. Maria alle Fonti” di Godiasco-Salice Terme, una palestra robotica riabilitativa inaugurata lo scorso maggio. La robotica nei centri della Fondazione è dedicata principalmente al recupero delle funzioni degli arti superiori, alla riabilitazione dell’equilibrio e del cammino, offrendo spazio a percorsi sia in ambito neurologico, in caso di ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, neuropatie periferiche o lesioni midollari, sia in ambito ortopedico per stabilità posturale e mobilità compromessa.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la robotica migliora efficacia e personalizzazione dei percorsi riabilitativi

“Le tecnologie robotiche affiancano il lavoro dell’équipe multidisciplinare all’interno di un modello centrato sulla persona, consentendo interventi intensivi, standardizzati e personalizzati, supportati dal monitoraggio continuo dei dati clinici”, hanno evidenziato i responsabili della Fondazione Don Gnocchi. Gli apparecchi robotici non prendono il posto del terapista, anzi, rafforzano le sue competenze, la sua azione e i risultati sul paziente. Con questo approccio, è possibile offrire trattamenti ad elevata intensità, ripetibili e standardizzati. I centri riabilitativi della Fondazione Don Carlo Gnocchi si adattano alle caratteristiche cliniche di ogni paziente; un modello che offre trattamenti personalizzati, facendo della robotica uno strumento strategico per rendere più efficace il percorso del paziente.

Vitali Spa: al via i lavori per la nuova metrotranvia di Milano

Avviati i lavori per la nuova tranvia Milano - Limbiate. Vitali Spa fa parte del raggruppamento di imprese per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera che migliorerà la mobilità dell’area nord della città.

Vitali Spa

Vitali Spa nel raggruppamento di imprese che realizzeranno l’opera

Sono iniziati i lavori per il rinnovo della tranvia Milano - Limbiate, che collegherà il quartiere Comasina M3 e quello di Monte Grappa di Limbiate attraverso l’hinterland nord di Milano. Un’opera pubblica di grande rilevanza che migliorerà la mobilità. La metrotranvia si estenderà lungo circa 12 chilometri e comprenderà 19 fermate, toccando i Comuni di Milano, Cormano, Paderno Dugnano, Senago, Varedo e Limbiate. Il percorso attraverserà zone residenziali, quartieri urbani, scuole e importanti aree verdi come il Parco delle Groane e il canale Villoresi. Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da MM Spa, che si occuperà anche della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza. L’opera, sostenuta dai fondi del Ministero dei Trasporti, di Regione Lombardia, della Città metropolitana, della Provincia di Monza e Brianza e dei Comuni interessati, vede Vitali Spa Società Benefit in prima linea. L’azienda, parte del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da GCF Generale Costruzioni Ferroviarie Spa (insieme a Salcef Group, Salcef Construction, Project Automation e GCF Elettriche), gestirà infatti la fase di progettazione esecutiva e la realizzazione dell’infrastruttura.

I prossimi step della metrotranvia e il contributo di Vitali Spa

I prossimi interventi consisteranno, a Limbiate, nella rimozione dei binari e delle traversine nel tratto che va dal futuro deposito in Via Monte Grappa alla rotonda di via Tobagi. A Paderno Dugnano si procederà con la posa delle palancole a sostegno delle sponde del canale secondario Villoresi tra via Gadames e via Leonardo da Vinci. Sono previsti, inoltre, lo spostamento dei sottoservizi che interferiscono con la nuova infrastruttura e l’allestimento dell’officina-deposito a Limbiate e delle sottostazioni elettriche. “Con la riqualificazione la linea diventerà una infrastruttura di trasporto moderna – hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e alle Opere pubbliche Arianna Censi e Marco Granelli –. I lavori infatti prevedono anche il rinnovo completo della sede tranviaria, in parte protetta dal traffico privato, nuove fermate accessibili, marciapiedi, piste ciclabili, sistemi semaforici intelligenti con priorità per il tram e spazi pubblici più sicuri, con tempi di percorrenza previsti di 35 minuti per tutto il percorso: una linea regolare e veloce grazie al raddoppio di molti tratti oggi a binario unico. I nuovi tram transiteranno sulla riqualificata linea della Milano - Limbiate, presumibilmente a metà del 2030”. Vitali Spa contribuirà al progetto mettendo in campo un’esperienza maturata in decenni di attività nella realizzazione di grandi opere, infrastrutture per la mobilità e interventi di rigenerazione urbana. Con il suo know-how tecnologico e un approccio orientato alla sostenibilità, contribuirà a garantire standard di eccellenza nella costruzione dell’opera.

La carriera di Gianluca Bufo, dagli studi a Padova alla guida di Iren

Un ingegnere nato a Venezia nel 1973, da famiglia di origini abruzzesi, oggi alla guida di una delle utility più importanti d’Italia. È il ritratto emerso dall’intervista rilasciata da Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, a “Closeup”, in onda su Telenord.

Gianluca Bufo, AD e DG di Iren

Gianluca Bufo, il primo AD interno nella storia di Iren

Gianluca Bufo è il primo AD scelto all’interno del management di Iren, multiutility nata nel 2010. La svolta è arrivata due anni fa: i soci hanno scelto di affidare il timone a un manager cresciuto in azienda. Proprio lui descrive la nomina non come un traguardo, ma come una responsabilità verso le quasi 12mila persone del Gruppo. Cresciuto a Venezia in una famiglia di origini abruzzesi, dopo la laurea in Ingegneria entra in Eni a San Donato Milanese, negli anni della liberalizzazione del mercato energetico. È lì che matura la convinzione che ripete più volte nell’intervista: le aziende, prima di tutto, sono fatte di persone. Nel 2015 approda in Iren, chiamato da Massimiliano Bianco per guidare la trasformazione delle attività commerciali del Gruppo. Resta forte l’idea di azienda come squadra, da lì parte anche la sua lettura di cosa significhi oggi essere una utility, in un mercato che rischia di scivolare verso la logica delle commodities: la storia e la presenza sul territorio da oltre un secolo restano, secondo Gianluca Bufo, un valore che non si riduce al semplice prezzo di un megawattora o di un metro cubo di gas. La vera sfida, spiega, è mantenere standard elevati in modo il più possibile “invisibile” al cittadino, e per farlo serve appunto la squadra: non tanto trovare nuovi talenti, visto che le trasformazioni su sostenibilità e digitalizzazione generano un fabbisogno costante di nuovi inserimenti, quanto trattenerli, offrendo loro un senso di scopo che vada oltre stipendio e carriera.

Gianluca Bufo: Iren, un Piano da 6,4 miliardi per il territorio

È in questa cornice che si inserisce anche il Piano Industriale aggiornato a novembre 2025: 6,4 miliardi di euro fino al 2030, con una crescita degli investimenti in Liguria del 15% annuo rispetto al 2024, concentrata soprattutto su reti idriche, depurazione e fognature. Il 60% del miliardo investito ogni anno sul territorio, ricorda Gianluca Bufo, si traduce in fatturato per le imprese locali, un dato che racconta bene il legame tra crescita del Gruppo e quella del territorio stesso. A chiudere l’intervista, un momento più personale: la passione per il padel praticato in famiglia e un pensiero per le sue figlie. Sul futuro delle nuove generazioni, Gianluca Bufo si dice consapevole delle maggiori complessità che dovranno affrontare rispetto alla sua generazione, con l’auspicio che sappiano reagire con la stessa tenacia.