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lunedì 27 luglio 2026

Dall’Enciclopedia Motta a “Historia”: l’impronta indelebile di Federico Motta Editore nella società

Federico Motta Editore è un pilastro della divulgazione in Italia. Dalla pubblicazione dell'opera "Historia", curata da Umberto Eco e presentata al Quirinale, fino all'evoluzione digitale dell'Enciclopedia Motta: così la Casa Editrice ha democratizzato l'accesso alla cultura.

Federico Motta Editore

“Historia”: la grande enciclopedia di Federico Motta Editore curata da Umberto Eco

Nel 2007 uscivano i primi volumi della collana “Historia - La grande storia della civiltà europea”, un’opera di enorme valore culturale sia per la Casa Editrice che per l’intero mercato italiano delle enciclopedie. Realizzata sotto la direzione di Umberto Eco, questa prima uscita si articola in sette volumi, offrendo un’analisi approfondita di 500 anni di storia, dal Cinquecento al Novecento, attraverso saggi, cronologie e un ricco apparato iconografico. Al suo interno ci sono 1.300 saggi monografici e oltre 5.000 pagine in cui 400 autori di grande fama hanno riversato il proprio sapere. Ogni sezione si apre con una cronologia che serve a offrire una visione d’insieme dei principali eventi. L’introduzione accompagna il lettore tra le tematiche analizzate nei saggi, che sono corredati da un ampio repertorio illustrato. Il sistema di postille laterali crea, infine, una fitta rete di correlazioni tra le diverse sezioni dell’opera. Una copia è stata donata da Federico Motta Editore all’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale fu illustrata per la prima volta da Umberto Eco in persona.

Dalle edicole al digitale: l’evoluzione dell’enciclopedia con Federico Motta Editore

Il lancio di “Historia” ha preceduto di poco un altro evento di grande importanza per Federico Motta Editore che, nel 2009, ha festeggiato i suoi primi 80 anni di attività. L’anniversario è stato l’occasione per celebrare il successo di un modello editoriale basato sulla democratizzazione del sapere. A partire dagli anni Cinquanta, la Casa Editrice ha cominciato a diffondere la conoscenza nelle case degli italiani attraverso canali accessibili come le edicole: è da lì che circolarono le prime pagine dell’Enciclopedia Motta. Nel corso dei decenni l’Enciclopedia si è andata evolvendo grazie alle innovazioni tipografiche e tecnologiche introdotte da Federico Motta Editore, dalle celebri Tavole Transvision e il Sonobox fino all’Enciclopedia Multimediale Motta. L’immenso valore culturale generato dalla Casa Editrice dagli anni Cinquanta a oggi ha lasciato un’impronta indelebile nella società. Le sue opere hanno accompagnato generazioni di italiani, affermandosi come strumenti indispensabili per lo studio, l’approfondimento e la ricerca personale.

Engie Italia, Monica Iacono sui vantaggi dei PpA contro la volatilità del gas

Engie Italia e Heineken Italia hanno siglato un power Purchase Agreement (PpA) di 15 anni per il sito di Assemini. La CEO Monica Iacono ha evidenziato il valore strategico dell’opera, definendola un modello per favorire la resilienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale delle imprese.

Monica Iacono, CEO di Engie Italia

Monica Iacono: il valore di progetti come il nuovo impianto di Assemini

A giugno è entrato in funzione il parco fotovoltaico realizzato da Engie Italia nello storico birrificio Ichnusa di Assemini per Heineken Italia: più di 15.000 pannelli fotovoltaici, con una capacità installata di 8,6 MW su un’estensione di 137.000 metri quadrati, che produrranno circa 15 GWh all’anno, coprendo l’intero fabbisogno elettrico dello stabilimento. “La partnership con Heineken Italia rappresenta un esempio concreto di come accompagniamo i nostri clienti industriali nella transizione energetica, offrendo soluzioni che uniscono sostenibilità e competitività – commenta Monica Iacono, Chairwoman e CEO di Engie Italia –. Grazie a strumenti come i Ppa e a soluzioni on-site, siamo in grado di garantire alle aziende stabilità dei prezzi nel lungo periodo, con risparmi complessivi tra il 20% e il 25%. In Engie stiamo sviluppando iniziative come questa in tutta Italia, con l’obiettivo di raggiungere 200 MW di capacità installata entro il 2030”. L’impianto ha un grande valore per il sito produttivo poiché potrà contare su una fonte stabile, competitiva e a basse emissioni. Ma non solo. Progetti come questo, ha sottolineato la CEO di Engie Italia, accelerano la decarbonizzazione, rafforzano la resilienza energetica delle imprese e puntano sull’efficientamento riducendo i costi e massimizzando l’utilizzo delle risorse.

Monica Iacono: sostenibilità e competitività con i PpA

Engie Italia, sotto la guida di Monica Iacono, e Heineken Italia hanno sottoscritto un power Purchase Agreement della durata di 15 anni, a conferma della diffusione di un modello di partnership nato per accompagnare le imprese nella transizione energetica. Attraverso meccanismi di stabilizzazione come i PpA, le industrie e i produttori possono tutelarsi dalla volatilità del gas, beneficiando di condizioni economiche stabili nel medio-lungo periodo. L’impianto di Assemini segna una nuova tappa nell'evoluzione del birrificio Ichnusa, legandosi al piano di investimenti varato nel 2021, e rappresenta uno dei maggiori esempi di produzione rinnovabile on-site collegata a un impianto produttivo. Per ottimizzare le prestazioni del sito, Engie Italia e Heineken Italia stanno inoltre valutando l'adozione di sistemi di accumulo a batteria. L'introduzione dello storage consentirà di stoccare l'energia solare diurna per coprire i fabbisogni nelle ore di minore irraggiamento, massimizzando l'efficacia dell'autoconsumo industriale.

Forum in Masseria, Giorgio Busnelli sul ruolo di Amazon nello sviluppo delle PMI italiane

In un’intervista rilasciata da Giorgio Busnelli a margine del Forum in Masseria, il manager di Amazon traccia il bilancio e le prospettive future della presenza del colosso dell'e-commerce in Italia, soffermandosi in particolare sullo sviluppo nel Mezzogiorno.

Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli: il ruolo di Amazon nel supporto alle PMI e all’export

Siamo in Italia da 15 anni, in cui abbiamo investito 25 miliardi di euro e creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Siamo presenti in 60 siti, tanti dei quali anche al sud dove, in particolare, abbiamo investito due miliardi di euro, creato 3.000 posti di lavoro e generato un indotto di 1,5 miliardi di euro”. Parla Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia, in un’intervista rilasciata a margine della Summer Edition della sesta edizione del Forum in Masseria, rassegna economica e politica organizzata da Bruno Vespa e Comin & Partners, di cui è stato ospite. L’incontro, tenutosi a metà giugno in provincia di Taranto, è stato l’occasione per fare il punto sul ruolo dell’Europa nel supportare le imprese dei Paesi europei all’interno del nuovo scenario globale. Il manager di Amazon è intervenuto nell’ambito del panel “Industria, dati e capitale: la nuova architettura dello sviluppo”. Nell’intervista ha invece ribadito come il colosso dell’e-commerce stia supportando le imprese italiane e investendo nella formazione dei giovani sulle discipline STEM.

Giorgio Busnelli: PMI e formazione STEM, la strategia per il Mezzogiorno

La crescita di cui parla Giorgio Busnelli è sostenuta in modo significativo dalla collaborazione con il tessuto imprenditoriale locale. Ci sono infatti "migliaia di piccole e medie imprese del Sud" che utilizzano la piattaforma per digitalizzare la propria offerta e "portano i loro prodotti in tutto il mondo". Per consolidare questa rete è stato introdotto "un incentivo specifico per aiutare sempre nuove aziende a lavorare con noi". Parallelamente, l’azienda sta investendo molto nella formazione, in particolare nella formazione dei giovani sulle competenze STEM. L’obiettivo è “raggiungere 200.000 studenti formati entro la fine dell’anno, molti dei quali al sud”. Il piano d’azione per il Mezzogiorno include quattro borse di studio dedicate, la formazione di 300 insegnanti e di decine di migliaia di studenti. “Per noi l’Italia è un Paese centrale: è stato un Paese centrale e resta un Paese centrale”, ha dunque ribadito Giorgio Busnelli.

San Vito Lo Capo in Auto: itinerari e libertà con GEM Noleggio

 

Noleggio Auto a San Vito Lo Capo con GEM Noleggio: il modo migliore per vivere la Sicilia occidentale

Ci sono luoghi in Sicilia che meritano di essere scoperti senza fretta, seguendo il proprio ritmo e lasciandosi guidare dalla curiosità. San Vito Lo Capo è uno di questi.

Una località famosa per il suo mare trasparente e la sua spiaggia spettacolare, ma anche un punto strategico per raggiungere alcune delle destinazioni più affascinanti della Sicilia occidentale.

Per vivere davvero questo territorio, scegliere un servizio di Noleggio Auto a San Vito Lo Capo significa avere la libertà di creare il proprio itinerario, fermarsi nei luoghi più suggestivi e scoprire angoli nascosti lontani dai percorsi più turistici.

Con GEM Noleggio puoi contare su un servizio pensato per chi vuole viaggiare in modo semplice, comodo e indipendente.

San Vito Lo Capo: molto più di una spiaggia

Quando si pensa a San Vito Lo Capo, la prima immagine è quella della sua famosa spiaggia: sabbia chiara, mare cristallino e un panorama che ricorda atmosfere tropicali.

Ma questa località offre molto altro.

Il centro storico, i ristoranti con cucina tipica siciliana, le escursioni in barca e la vicinanza a luoghi naturali straordinari rendono San Vito Lo Capo una destinazione completa.

Il vero vantaggio di avere un'auto a disposizione è poter alternare giornate di mare a escursioni, visite culturali e percorsi panoramici.

Perché scegliere un'auto a noleggio durante una vacanza a San Vito Lo Capo

Molti visitatori arrivano in Sicilia atterrando all'aeroporto di Palermo o Trapani e poi desiderano raggiungere le località della costa.

Qui entra in gioco il vantaggio del noleggio auto a San Vito Lo Capo.

Un'auto permette di:

  • raggiungere facilmente spiagge e calette;
  • organizzare escursioni giornaliere;
  • visitare più località durante lo stesso soggiorno;
  • viaggiare con bagagli e attrezzatura da mare senza problemi;
  • evitare limitazioni di orari.

La Sicilia occidentale è una terra da esplorare chilometro dopo chilometro.

GEM Noleggio: il tuo punto di riferimento per visitare San Vito Lo Capo

Per scoprire questa zona è importante affidarsi a un autonoleggio che conosca il territorio.

GEM Noleggio è specializzata nel fornire soluzioni di mobilità per turisti e viaggiatori che desiderano esplorare la Sicilia occidentale.

Grazie alla posizione strategica di Castellammare del Golfo, GEM Noleggio permette di raggiungere facilmente:

  • San Vito Lo Capo;
  • Scopello;
  • la Riserva dello Zingaro;
  • Castellammare del Golfo;
  • Trapani;
  • Erice.

La conoscenza della zona permette anche di suggerire ai clienti gli itinerari più interessanti da inserire nella propria vacanza.

Itinerario in auto: cosa vedere vicino San Vito Lo Capo

La Riserva dello Zingaro: natura e mare incontaminato

A pochi chilometri da San Vito Lo Capo si trova uno dei luoghi naturali più belli della Sicilia.

La Riserva dello Zingaro offre sentieri panoramici, piccole baie e acque limpide.

Con un'auto puoi raggiungere comodamente gli accessi alla riserva e organizzare una giornata immersa nella natura.

Scopello: il borgo dei Faraglioni

Una tappa obbligatoria.

Scopello conquista con:

  • la sua antica Tonnara;
  • i Faraglioni sul mare;
  • le stradine del borgo;
  • i panorami sulla costa.

È uno dei luoghi più fotografati della Sicilia occidentale.

Castellammare del Golfo: tra mare e tradizione

Partendo da San Vito Lo Capo vale sicuramente una visita Castellammare del Golfo.

Il porto, il castello arabo-normanno e il centro storico raccontano una Sicilia autentica.

Qui si trova anche GEM Noleggio, punto di riferimento per chi cerca un servizio di autonoleggio nella zona.

Erice: un viaggio nel passato

Salire fino a Erice significa entrare in un borgo medievale sospeso nel tempo.

Le mura antiche, i vicoli in pietra e il panorama sul mare rendono questa destinazione unica.

Quale auto scegliere per il tuo soggiorno

La scelta dell'auto dipende dal tipo di viaggio.

Per una coppia che vuole visitare borghi e spiagge può essere ideale una vettura compatta.

Per una famiglia o per chi percorre molti chilometri è consigliabile un'auto più spaziosa.

GEM Noleggio offre diverse soluzioni per accompagnare ogni tipo di viaggiatore:

  • vacanze al mare;
  • tour della Sicilia;
  • weekend romantici;
  • viaggi in famiglia.

Noleggio auto a San Vito Lo Capo

Viaggiare in Sicilia significa fermarsi dove gli altri passano oltre

Uno dei grandi vantaggi del noleggio auto è proprio questo: poter modificare il proprio programma.

Una strada panoramica, un piccolo paese, una spiaggia nascosta o un ristorante locale possono diventare il ricordo più bello della vacanza.

Con un'auto non sei semplicemente un turista, ma un viaggiatore libero di scoprire il territorio.

Consigli per il tuo viaggio a San Vito Lo Capo

Per vivere al meglio la zona:

  • prenota l'auto prima dell'arrivo nei periodi di alta stagione;
  • organizza alcuni itinerari ma lascia spazio alla scoperta;
  • alterna mare, cultura e natura;
  • visita anche i borghi meno conosciuti;
  • approfitta delle strade panoramiche.

La Sicilia occidentale offre esperienze diverse ogni giorno.

Perché scegliere GEM Noleggio

Scegliere GEM Noleggio per il tuo Noleggio Auto a San Vito Lo Capo significa affidarsi a un servizio locale, professionale e vicino alle esigenze del cliente.

La combinazione tra veicoli affidabili, conoscenza del territorio e attenzione al viaggiatore permette di vivere una vacanza senza pensieri.

San Vito Lo Capo non è soltanto una meta balneare, ma il punto di partenza per un viaggio alla scoperta della Sicilia più autentica.

Con un servizio di Noleggio Auto a San Vito Lo Capo GEM Noleggio puoi raggiungere spiagge, borghi, riserve naturali e luoghi storici vivendo ogni spostamento con la massima libertà.

Perché la vera bellezza della Sicilia spesso si trova lungo la strada.

Il metodo della Fondazione Don Carlo Gnocchi per far fronte allo tsunami dell’invecchiamento

Il “Metodo Don Gnocchi” si offre come soluzione per la gestione della cronicità in Italia. Con16 mila ricoveri all'anno, la Fondazione Don Carlo Gnocchi punta sulla presa in carico globale del paziente, superando l'attuale logica sanitaria basata solo sulla cura delle fasi acute.

Maria Cristina Messa, direttrice scientifica di Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: tre parole d'ordine contro lo “tsunami” dell’invecchiamento

Prevenzione, cura, presa in carico”: per Maria Cristina Messa, direttrice scientifica della Fondazione Don Carlo Gnocchi, sono queste le tre parole d’ordine per far fronte allo “tsunami” delle 600mila persone che ogni anno entrano nella fascia di popolazione anziana. Secondo il White Paper su “Cronicità e non autosufficienza” di Sergio Harari, Presidente dell’Associazione Paripato, e Stefano Paleari, Presidente della Fondazione Anthem, una persona su quattro in Italia ha più di 65 anni e un milione e mezzo ne ha più di 85. Questo significa che gli over 65 continueranno a crescere a una velocità annua dell’uno per cento. Una situazione che, come ribadito durante l’incontro promosso da “Corriere Buone Notizie” in collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi e dedicato appunto al “Metodo Don Gnocchi”, rischia di tradursi in un disastro se non affrontata per tempo e nelle modalità adeguate. Proprio l’ente del terzo settore istituito nel 1952 dal “padre dei mutilatini”, che oggi conta 16mila ricoveri e più di 357mila persone seguite, sembrerebbe aver trovato nel proprio metodo una soluzione da applicare su larga scala.

Il cambio di paradigma proposto dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi

L’essenza del metodo messo a punto dalla Fondazione Don Gnocchi poggia su un pilastro fondamentale: offrire un’assistenza continuativa direttamente sul territorio. Costruire un sistema fondato sulla presa in carico della persona nel suo insieme non è però cosa da poco, come sottolineato da Maria Cristina Messa, soprattutto “in un sistema strutturato per prestazioni che si occupano delle singole fasi acute, con pazienti costretti a saltare da un posto”. È difficile, ma non impossibile. In questo la tecnologia diventa un aiuto prezioso. La teleriabilitazione, ad esempio, ha consentito dal 2020 al 2025 circa 70mila trattamenti in nove regioni. Certo, un sistema digitale richiede delle piattaforme comuni in grado di comunicare tra di loro attraverso un alfabeto uniforme. “Finora siamo riusciti a farlo in sette regioni su nove”, ha evidenziato la Direttrice della Fondazione Don Gnocchi, “ma il lavoro continua”. Si tratta di un tema sicuramente complesso che chiama in causa la politica sanitaria, attualmente fondata su una strategia prevalentemente ospedaliera e “a spezzoni”, ma la sfida che abbiamo davanti della cronicità impone un cambio di paradigma che non può più essere rimandato.

Comtel: finalizza l'acquisizione di NovaNext e consolida le sinergie operative

Comtel persegue il consolidamento dei propri ricavi e il presidio dei servizi post-vendita con il completamento dell’acquisizione del restante 40% del capitale sociale di NovaNext, avviando un percorso industriale di fusione e integrazione con la società. L’operazione ha lo scopo di ottenere una struttura societaria più semplificata, rafforzando le sinergie operative e commerciali.

 Comtel

Comtel: completa l’acquisizione di NovaNext e accelera l’integrazione al Gruppo

Comtel, leader dell’integrazione di sistemi ICT, in collaborazione con Solving, ha finalizzato l’acquisto della partecipazione residua del capitale sociale di NovaNext, per proseguire nel progetto di fusione e incorporazione della società nel Gruppo. L’operazione, che afferisce al restante 40% della società per 1,24 milioni di euro, a seguito della rilevazione del 60% avvenuta nel febbraio 2025, è parte di un progetto industriale già cominciato, per completare l’integrazione di NovaNext in Comtel. A seguito del completamento della fusione, il Gruppo potrà contare su una struttura più semplificata, consolidare le sinergie operative e commerciali, valorizzando tutte le competenze sviluppate da NovaNext.

Comtel: il CdA approva l’acquisizione di A.T.S. e rinnova la governance del Gruppo.

Il completamento dell’acquisizione di NovaNext è stato approvato nella riunione del CdA di Comtel che si è svolta lo scorso 3 giugno, occasione in cui è stata convalidata un’altra operazione strategica. Per rafforzare i ricavi e il presidio dei servizi post-vendita e di assistenza tecnica, è stato sottoscritto un contratto vincolante l’acquisizione del 52% di A.T.S. Assistance Technical Service, società del settore dell’assistenza tecnica e della manutenzione di infrastrutture tecnologiche. La somma si aggira intorno ai 3,9 milioni di euro e la chiusura è prevista per il terzo trimestre del 2026. In aggiunta, nel corso del CdA, è stata ridefinita la nuova guidance di Comtel, con la nomina a Presidente del già Vicepresidente Carlo Nardello e l’assegnazione dell’incarico di nuovo CFO e Investor Relation Manager a Barbara Donadio.

No all’ideologismo, sì al pragmatismo: la linea di Agostino Scornajenchi sul futuro energetico

Intervenuto al convegno “Mescoliamo l’energia”, l’Amministratore Delegato di Snam Agostino Scornajenchi ha invitato a rinunciare alle dispute ideologiche in favore di un approccio che metta al centro l’integrazione delle fonti, il pragmatismo e la sicurezza infrastrutturale.

Agostino Scornajenchi interviene a Mescoliamo l'energia

Agostino Scornajenchi: niente slogan o semplificazioni, va riconosciuta la complessità

Il dibattito sull’energia non può essere ridotto a una disputa ideologica. È questo il messaggio che Agostino Scornajenchi, AD di Snam, ha portato al convegno “Mescoliamo l’energia. Transizione energetica, crisi globale e opportunità per il settore” di Economy Group, tenutosi lo scorso 1° luglio nella sede di Confcommercio a Milano. “L’energia – ha sottolineato – non può essere affrontata attraverso slogan o semplificazioni, ma richiede il coraggio di riconoscerne la complessità. Una complessità che non riguarda solo gli aspetti tecnologici, ma anche quelli economici, geopolitici e infrastrutturali”. L’elettricità rappresenta solo una parte del fabbisogno energetico nazionale e il percorso di crescita delle rinnovabili è comunque chiamato a confrontarsi con vincoli tecnici che prescindono dalle scelte politiche e che hanno a che fare con il funzionamento stesso di reti e impianti. Le energie rinnovabili, pur continuando a rappresentare un pilastro della decarbonizzazione e destinate a crescere, sono per natura intermittenti e per questo rendono indispensabile il supporto di altre fonti per garantire continuità, flessibilità e stabilità della rete. Parlare quindi di sostituzione totale di una tecnologia a favore di un’altra, ha rimarcato Agostino Scornajenchi, significa ignorare il modo in cui funziona realmente il sistema energetico. Nel quadro attuale, il gas preserva il suo ruolo di primo piano poiché consente di modulare in modo rapido la produzione di energia, assicurando la resilienza del sistema anche quando sole e vento non bastano. Nessuna competizione tra tecnologie dovrebbe dunque esistere secondo l’AD di Snam, che preferisce parlare di “integrazione energetica”, intesa come un mix in cui ogni fonte contribuisce secondo le proprie caratteristiche.

Agostino Scornajenchi: il legame tra sicurezza energetica e geopolitica

Nel suo intervento, Agostino Scornajenchi si è soffermato sullo stretto legame tra energia e geopolitica emerso in particolare negli ultimi anni. Le dinamiche relative al gas, alle materie prime e alle rotte di approvvigionamento hanno infatti riacceso i riflettori sul tema della sicurezza energetica, facendo affiorare l’importanza delle infrastrutture e della logistica in quanto fattori strategici. Il manager ha evidenziato come le tensioni internazionali abbiano messo a nudo la fragilità della globalizzazione e, dato che le risorse energetiche restano cruciali per gli equilibri tra le superpotenze, l’Italia e l’Europa dovrebbero adottare una pianificazione coordinata, in grado di rafforzare l’autonomia e la resilienza del sistema. “L’Italia, come il resto d’Europa, dispone di una combinazione di risorse, infrastrutture e competenze che deve essere valorizzata attraverso una pianificazione coordinata e pragmatica”. Nel discorso di Agostino Scornajenchi è centrale, infine, pure il tema dell’innovazione. Dalle nuove tecnologie nucleari ai sistemi di accumulo: tutte le soluzioni possono contribuire, ma nessuna può rappresentare una risposta definitiva.