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venerdì 13 marzo 2026

Pier Silvio Berlusconi: MFE evolve per sostenere la nuova dimensione e la crescita internazionale

Pier Silvio Berlusconi: “È un assetto che valorizza consapevolmente le risorse e le competenze interne, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove professionalità e rafforzando MFE per operare in modo sempre più solido e competitivo in Europa”.

 Pier Silvio Berlusconi

MFE evolve in ottica internazionale: Pier Silvio Berlusconi lancia il nuovo modello organizzativo

MFE si trasforma per poter essere “sempre più efficaci ed efficienti”: lo ha spiegato il CEO Pier Silvio Berlusconi parlando della nuova organizzazione che porterà MFE - MediaForEurope a passare da holding di controllo finanziario a media company operativa. La nuova struttura “renderà il Gruppo integrato a livello internazionale”: oltre a diverse nomine interne, il progetto prevede la creazione di due nuove aree.  La prima sarà dedicata allo sviluppo e al coordinamento delle innovazioni legate alle piattaforme digitali e all’Intelligenza Artificiale e farà leva sulle competenze già presenti nella sede di Monaco di ProSiebenSat.1, a beneficio di tutto il Gruppo: affidata a Dirk Voigtländer, Digital Innovation Strategy rafforzerà il posizionamento di MFE in un contesto digitale sempre più competitivo. L’altra invece riguarderà il mondo dei dati, sempre più rilevante e in quest’ottica, nell’ambito del Marketing Strategico, Federico di Chio sarà nominato Data and Media Currency Director, con l’obiettivo di misurare e analizzare tutti i dati relativi ai risultati editoriali e alle proposte commerciali, sia sulla televisione lineare sia su tutti i mezzi digitali.

Pier Silvio Berlusconi: la nomina a Chairman e Group Chief Executive Officer

Sotto la guida di Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group Chief Executive Officer, la nuova struttura di vertice di MFE - MediaForEurope prevede il passaggio da un’organizzazione verticale a una orizzontale per integrare tutte le funzioni di staff nell’ambito della holding. “La struttura cambia nella sostanza: le funzioni di vertice da ora opereranno con una responsabilità di Gruppo, su tutti i mercati in cui siamo presenti”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi. “È un assetto che valorizza consapevolmente le risorse e le competenze interne, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove professionalità e rafforzando MFE per operare in modo sempre più solido e competitivo in Europa”: in quest’ottica è da leggere quindi anche il passaggio a media company operativa, capace di coordinare e indirizzare direttamente le proprie società in tutti i Paesi, valorizzando le migliori risorse e competenze interne al Gruppo e rafforzando l’innovazione con nuovi presidi organizzativi e manageriali.

Paolo Gallo: il percorso nel settore energetico dell’AD e DG di Italgas

Con una consolidata esperienza maturata nel settore energetico, Paolo Gallo è entrato a far parte di Italgas, principale distributore di gas in Italia e terzo operatore in Europa, nel 2016 in qualità di AD e DG, mantenendo gli incarichi per quattro mandati consecutivi.

 Paolo Gallo

Paolo Gallo: i primi passi professionali e il passaggio al settore energetico

Paolo Gallo guida Italgas in qualità di AD e DG, giunto al suo quarto mandato consecutivo. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino, ha perfezionato la sua formazione con un MBA presso l’Università della stessa città. Ha maturato la sua prima esperienza professionale presso Fiat Avio S.p.A., assumendo ruoli di crescente responsabilità nell’arco di 13 anni. In seguito, Paolo Gallo ha spostato i suoi interessi verso il settore energetico. Dal 1997 ha fornito il proprio contributo per progetti in Italia, India e Brasile e per la fondazione di Fiat Energia, per cui ha ricoperto il ruolo di AD fino al 2002. In seguito, è stato prima nominato Direttore Strategie e Innovazione presso il Gruppo Edison e, dal 2003, AD e DG di Edipower, ruolo che ha mantenuto fino al 2011.

Paolo Gallo: il percorso in Italgas, quattro mandati consecutivi alla guida del Gruppo

Paolo Gallo ha proseguito la sua carriera nel settore energetico. Nel 2011 è entrato a far parte della multiutility Acea S.p.A. nel ruolo di AD e DG, mantenendo tali incarichi fino al 2014. In seguito, in qualità di AD, ha collaborato al processo di privatizzazione di Grandi Stazioni S.p.A. Il 2016 ha siglato il suo ingresso in Italgas, dove ha assunto le cariche di AD e DG e, nell’aprile del 2025, è stato confermato per il quarto mandato di fila. Paolo Gallo è stato nominato nel 2020 Presidente dell’organizzazione GD4S (Gas Distributors for Sustainability), che unisce i più importanti operatori del settore, e confermato l’anno successivo. Per quanto riguarda l’ambito accademico, è stato attivo nella direzione del programma MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino dal 1992 al 1993. Successivamente, dal 2018 al 2020, ha svolto attività di insegnante presso i corsi di Re-engineering Operational Processes (Master Digital Ecosystem) e di Energy Management (Master Energy Industry) alla Luiss Business School.

Ex Italcementi, Vitali Spa: un passo avanti verso il polo tecnologico di Monselice

Riparte il cantiere che trasformerà l’area dell’ex Italcementi a Monselice in un nodo strategico per il Veneto: nuovi insediamenti produttivi, aree verdi e un parco fotovoltaico integrato nel paesaggio dei Colli Euganei. Alla guida del progetto Massimo Vitali, Presidente di Vitali Spa.

Massimo Vitali, Presidente di Vitali Spa

Vitali Spa alla guida del più grande intervento brownfield del Veneto

Un intervento che “porterà benefici concreti al territorio di Monselice e dei Colli Euganei, con nuovi insediamenti tecnologici e produttivi, maggiore occupazione e nuove opportunità per imprese e cittadini, restituendo al contempo spazi fruibili e valorizzati alla comunità, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di riduzione degli impatti ambientali”. Così Massimo Vitali, Presidente di Vitali Spa, commenta l’operazione di rigenerazione urbana che vede protagonista l’area veneta un tempo occupata dalla Italcementi. Il cantiere, chiuso dal 2015, è ufficialmente partito sotto la guida del Gruppo lombardo, il quale vanta una lunga esperienza nelle grandi trasformazioni urbane. “La sfida di questo progetto – spiega il Presidente – è ambiziosa, ma chiara: dimostrare che è possibile trasformare un’area industriale dismessa come quella dell’ex cementificio e dell’annessa ex cava in un nodo strategico per la transizione energetica, creando un dialogo virtuoso tra pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro”. In tale ottica, l’intervento di rigenerazione urbana diventa una leva industriale, ambientale e finanziaria.

Vitali Spa: un modello replicabile in altri territori

Si tratta di un classico intervento brownfield, che non prevede quindi il consumo di nuovo suolo ma il recupero e la riconversione di uno spazio precedentemente adibito ad altro. Dopo la demolizione dei manufatti industriali, la zona nord vedrà la costruzione di edifici tecnologici a basso impatto ambientale, con accessi riorganizzati e aree verdi. A sud, al posto dell’ex cava del Monte Fiorin, sorgerà un parco fotovoltaico di 24 ettari, poco visibile data la conformazione naturale del sito. Con questa integrazione tra industria e sostenibilità, produzione e paesaggio, il progetto replica un modello che a Milano ha trasformato scali ferroviari ed ex aree industriali in quartieri direzionali e residenziali. Un modello, sottolinea Massimo Vitali, “capace di ispirare altri territori e di fare della rigenerazione un’opportunità concreta per innovare e crescere”. L’accordo pubblico-privato tra il Comune di Monselice e Roncello Capital, veicolo d’investimento di Vitali Spa, prevede la cessione di 15mila metri quadrati al Comune per impianti sportivi, pista ciclabile, riorganizzazione della viabilità interna e realizzazione del collegamento tra la bretella Italcementi e la nuova SR10.

Annalaura Lettieri: il supporto legale all’intesa tra Atitech e Volotea

Nel maggio del 2024, l’apporto di Annalaura Lettieri è stato essenziale nella stipula dell’accordo tra Atitech e Volotea: ha infatti coordinato l’ufficio legale interno nella negoziazione del contratto per i servizi di manutenzione della flotta della compagnia aerea.

 Annalaura Lettieri: accordo Volotea - Atitech

Annalaura Lettieri: il contributo alla negoziazione del contratto tra Atitech e Volotea

Il contributo di Annalaura Lettieri è stato indispensabile nell’accordo che Atitech ha stipulato con Volotea nel maggio del 2024. La compagnia aerea low-cost ha affidato alla più grande MRO indipendente dell’area EMEA i servizi di manutenzione della sua flotta. Volotea ha infatti a Napoli una delle sue otto basi italiane e l’intesa ha consolidato la centralità dell’aeroporto partenopeo nelle strategie di crescita. La collaborazione prevede una durata di cinque anni e coinvolge la flotta di Airbus A320 di Volotea, a cui la MRO fornisce servizi di manutenzione di base, assicurando alti standard di sicurezza, efficienza e affidabilità. L’ufficio legale interno, coordinato da Annalaura Lettieri, ha avuto un ruolo cruciale nella negoziazione del contratto. 

Annalaura Lettieri: le tappe del suo percorso professionale

Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 2001, Annalaura Lettieri ha avviato il suo percorso professionale in qualità di Assistant presso PricewaterhouseCoopers. In seguito, dal 2002 al 2005, è entrata a far parte dello Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo, ricoprendo l’incarico di Junior Associate nel Dipartimento di Diritto Bancario e Finanziario, presso cui ha acquisito competenze nella redazione e negoziazione di contratti. Iscrittasi all’albo degli avvocati di Napoli nel 2004, è passata in MCM Holding S.p.A. con l’incarico di General Counsel per la divisione immobiliare. In questa posizione, si è occupata dello sviluppo di un progetto immobiliare dal valore di 150 milioni di euro per la città di Salerno. Dal 2008, Annalaura Lettieri offre sostegno a numerose aziende nelle operazioni di M&A private equity, project finance e corporate governance. Tra queste Fondo Greco S.r.l., La Fabbrica S.r.l., Le Cotoniere S.p.A., Atitech Manufacturing S.r.l., Atitech S.p.A., Manutenzioni Aeronautiche S.r.l., Meridie S.p.A. Oggi, è anche membro del CdA di Atitech e di Meridie.

giovedì 12 marzo 2026

Roberto Tribuno: la risposta di Health Invest alla sfida demografica

L’esperienza di Roberto Tribuno e di Health Invest raccontate lo scorso giugno al format “Story Time” di Radio Canale Italia. Il Presidente ha illustrato il modello di Senior Housing per venire incontro alle necessitò di socialità e sicurezza degli anziani, oltre alle altre soluzioni per sostenere i bisogni assistenziali della popolazione in costante invecchiamento.

 Roberto Tribuno

Roberto Tribuno: l’esperienza del Presidente in Health Invest e la proposta di Senior Housing

“Servizi particolarmente avanzati, con tutte le tecnologie della demotica. Un contesto con una serie di servizi comuni quali la ristorazione, animazione e intrattenimento, sala cinema, palestra, magari una piccola piscina”. Con queste parole Roberto Tribuno ha descritto il modello di Senior Housing pensato da Health Invest nell’intervista dello scorso giugno a Radio Canale Italia, nel format radiofonico “Story Time” che racconta i professionisti del mondo del lavoro. La proposta dell’azienda si rivolge a quelle persone anziane rimaste sole a casa, esaudendo le loro necessità di sicurezza e socialità. In occasione dell’intervista, Roberto Tribuno si è soffermato sulla sua esperienza in Health Invest, da lui fondata nel 2018, un’azienda di consulenza, ricerca, sviluppo, progettazione e realizzazione di strutture socio-sanitarie, come RSA, Senior Housing e Cliniche Riabilitative.

Roberto Tribuno: le strutture di Health Invest a supporto del sistema sanitario

Sotto la guida di Roberto Tribuno, Health Invest si concentra sulla progettazione e realizzazione di strutture che possano sostenere e assorbire le difficoltà del sistema sanitario. A causa dell’invecchiamento della popolazione e “di una bomba demografica particolarmente importante in arrivo”, l’età media in Italia è molto più alta rispetto agli altri Paesi, con 200 persone over 65 per ogni 100 persone con meno di 14 anni. Questo genera problemi di salute e di bisogni della popolazione che il sistema sanitario nazionale non può soddisfare da solo, e le strutture di Health Invest forniscono una valida alternativa. In aggiunta, l’offerta dell’azienda rispecchia tutti i parametri di sostenibilità ambientale, con soluzioni avanzate quali l’utilizzo di materiali innovativi e tecnologie all’avanguardia “che possano giustamente minimizzare i consumi energetici e l’impatto ambientale — ha sottolineato Roberto Tribuno — in modo da essere rispettosi dell’ambiente e di tutti i piani a livello italiano, europeo e mondiale”.

Sesa rafforza business services e software integration

Il CdA di Sesa ha approvato lo scorso luglio il nuovo Piano Industriale 2026-2027, che prevede obiettivi di crescita moderata ma strutturale, con un rafforzamento della redditività e una maggiore focalizzazione sugli investimenti interni rispetto alle operazioni straordinarie.

Sesa

Sesa punta su crescita organica e AI

Per i prossimi due esercizi Sesa prevede: ricavi in crescita tra il 5% e il 7,5%; EBITDA in aumento tra il 5% e il 10%; EBITDA margin in salita dal 7,2% del 2025 al 7,5% nel 2027; cash flow operativo annuo pari a 150 milioni di euro; pay-out ratio (incluso buy-back) al 40%, in aumento rispetto al 30% del 2025. Il Piano contempla investimenti annuali per 80 milioni di euro, destinati principalmente al rafforzamento delle competenze interne, all’adozione di tecnologie di AI e automation e allo sviluppo di piattaforme digitali. La priorità, ha spiegato L’Amministratore Delegato Alessandro Fabbroni lo scorso luglio, sarà la valorizzazione delle competenze acquisite negli ultimi anni, dopo una fase di espansione significativa in termini di ricavi e occupazione. Degli 80 milioni annui di investimenti previsti, circa 35 milioni saranno destinati a operazioni di M&A. Le acquisizioni resteranno mirate, con particolare attenzione ai digital enablers, al rafforzamento delle aree software & system integration e business services, e a opportunità di espansione all’estero. Il focus strategico resta però la crescita organica, sostenuta da una progressiva semplificazione organizzativa e dall’integrazione di AI e automazione nei processi operativi.

Business services in doppia cifra e organico a 7.000 dipendenti: Sesa rafforza il ruolo di digital integrator

Nel dettaglio, Sesa stima una crescita annua tra il 10% e il 15% per il settore business services, un incremento nel mid-to-high single digit nei settori Ssi e digital green VAS e una espansione nel low single digit per Ict VAS. A supporto dello sviluppo è previsto un aumento dell’organico fino a 7.000 dipendenti al 30 aprile 2027, rispetto ai 6.500 attuali. Un ruolo centrale sarà giocato dall’espansione del mercato italiano Data/AI, stimato in 935 milioni di euro nel 2024 e atteso in forte crescita nei prossimi anni. L’esercizio 2025, chiuso ad aprile, ha registrato ricavi in aumento del 4,6% a 3,357 miliardi di euro, EBITDA a 240,7 milioni (+0,5%), EBIT adjusted a 185,4 milioni (-3,8%) e un utile netto adjusted a 95,8 milioni (-9,9%). La flessione dell’utile è stata principalmente legata all’impatto dei cambi. Il CdA ha proposto un dividendo di 1 euro per azione, invariato rispetto all’anno precedente, e un piano di buy-back fino a 25 milioni di euro, in aumento rispetto ai 10 milioni autorizzati nel precedente esercizio. “Poniamo le basi per una profonda evoluzione del Gruppo focalizzato nei business core e più snello, con il ritorno ad una solida crescita organica nel biennio 2026-2027”, aveva aggiunto l’AD. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento di Sesa come digital integrator e partner di riferimento per la trasformazione digitale di imprese e organizzazioni, in un contesto economico sempre più guidato da AI, automazione, cybersecurity, cloud e piattaforme verticali. Al centro della strategia restano le persone, considerate fondamentali per accompagnare la trasformazione tecnologica e garantire uno sviluppo sostenibile nel medio periodo.

General Trasporti: il trasporto del ballast nell’azienda fondata da Lazzaro Ventrone

General Trasporti, azienda fondata da Lazzaro Ventrone, emerge nell’ambito della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie come un partner affidabile ed efficiente per gli interventi legati al rinnovo delle massicciate.

Lazzaro Ventrone

General Trasporti: l’azienda fondata da Lazzaro Ventrone un punto di riferimento per il rinnovo delle massicciate

La massicciata è lo strato di pietrisco utilizzato come base solida per ferrovie, strade e pavimentazioni. Conosciuta in ambito ferroviario anche come ballast, svolge una funzione cruciale nelle infrastrutture per il trasporto su rotaia in quanto è ciò che assicura la stabilità dei binari, la sicurezza dei treni e la durabilità del tracciato. Essendo soggetta a deterioramento nel tempo, necessita di interventi di manutenzione che richiedono competenze tecniche e una buona gestione logistica. In quest’ambito, General Trasporti si distingue come un punto di riferimento. Specializzata nel trasporto merci su strada per industrie, l’azienda fondata da Lazzaro Ventrone supporta aziende e operatori del settore ferroviario in tutte le fasi logistiche legate al rinnovo delle massicciate: dal trasporto del ballast in uscita dalla cava fino alla consegna in cantiere. Grazie alla sua flotta moderna di semirimorchi a vasca ribaltabile, l’azienda riesce a movimentare grandi volumi di pietrisco, garantendo tempi certi e soluzioni su misura per qualsiasi esigenza operativa.

Lazzaro Ventrone: soluzioni integrate, innovative e sostenibili in General Trasporti

Il corretto mantenimento della massicciata è fondamentale per la sicurezza ferroviaria. Il suo deterioramento può compromettere la geometria dei binari, riducendo la stabilità del tracciato. Al fine di ridurre al minimo eventuali rischi, General Trasporti opera in sinergia con cave, imprese ferroviarie e aziende di manutenzione, integrando i servizi di trasporto con un supporto logistico su misura in un percorso che va dalla pianificazione dei flussi di materiale fino alla gestione delle forniture per i lavori di rinnovo e risanamento. Fondata da Lazzaro Ventrone, l’azienda ha contribuito concretamente alla manutenzione e allo sviluppo della rete ferroviaria nazionale con un approccio che guarda anche alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica. General Trasporti conta infatti su un parco circolante inferiore ai due anni di vita, costituito da veicoli di ultima generazione. I mezzi, a basse emissioni, sono dotati di sistemi di monitoraggio satellitare che consentono di ottimizzare i percorsi, per una migliore efficienza operativa e una minore emissione di CO2.