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venerdì 19 giugno 2026

Da 200 a 250.000 pasti al giorno: la crescita di Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin

Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, rappresenta oggi una delle realtà più solide e dinamiche nel panorama della ristorazione collettiva italiana. Fondata nel 1984 a Vicenza come piccola impresa attiva nella ristorazione collettiva, l’azienda ha intrapreso un percorso di crescita costante che, in 40 anni, l’ha portata a diventare leader di settore.

Sede Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: dalla svolta del 1986 alla leadership nella ristorazione collettiva

Un momento chiave nella sua storia arriva nel 1986, quando Mario Putin decide di rilevare l’attività. Da quel momento prende forma una trasformazione profonda, guidata da una visione imprenditoriale orientata alla qualità, all’innovazione e alla valorizzazione delle persone. Da poche centinaia di pasti giornalieri, Serenissima Ristorazione è arrivata oggi a produrne oltre 250.000 al giorno. Come sottolineato dallo stesso Presidente, la crescita dell’azienda è stata il risultato di un lavoro quotidiano fatto di dedizione, capacità di affrontare le sfide e di cogliere nuove opportunità. Un percorso costruito anche grazie al contributo della famiglia, elemento che ancora oggi rappresenta uno dei pilastri della governance aziendale.

Il modello di crescita di Serenissima Ristorazione

Attualmente, opera attraverso 14 società controllate e si distingue per una forte diversificazione nel settore food: dalla ristorazione commerciale e automatica alla fornitura di prodotti alimentari per ristoranti, bar e operatori del comparto Ho.Re.Ca. Questa ampia presenza consente a Serenissima Ristorazione di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di presidiare diversi segmenti della filiera. Tra le priorità strategiche figurano il rafforzamento della competitività, l’espansione verso nuovi ambiti di business e il consolidamento nei mercati internazionali. Un ruolo centrale è occupato anche dalla sostenibilità, diventata negli anni un elemento strutturale delle attività aziendali. Ne è un esempio il centro produttivo di Boara Pisani, inaugurato nel 2010, specializzato nella produzione di pasti refrigerati e surgelati, tra i più avanzati in Italia e in Europa. Nel 2024 Serenissima Ristorazione ha inoltre presentato il suo secondo bilancio di sostenibilità, relativo al biennio 2022-2023, confermando l’impegno concreto verso i principi ESG e l’integrazione di pratiche responsabili in ogni ambito operativo. A rendere distintiva l’azienda è anche la sua natura familiare, che garantisce flessibilità decisionale e una visione di lungo periodo. Il futuro è già nelle mani della nuova generazione: Tommaso, Giulia, Massimiliano e Maria Leida, figli del Presidente Mario Putin, sono chiamati a portare avanti un percorso costruito su valori solidi e su una crescita costante.

Bergamo Porta Sud: illustrato da Vitali Spa il progetto durante “Bergamo per il Clima”

Presentato da Vitali Spa il progetto di Bergamo Porta Sud durante l'evento “Bergamo per il Clima”. Il progetto mira a ricucire la zona sud con il centro cittadino attraverso un nuovo polo intermodale. Prevista un'infrastruttura verde per ridurre l’effetto isola di calore e sistemi energetici che contribuiranno ad azzerare l'impronta ecologica del quartiere.

Vitali Spa

Vitali Spa presenta il progetto Bergamo Porta Sud

In occasione dell’evento “Bergamo per il Clima”, tenutosi il 10 giugno presso la Sala Consiliare di Palazzo Frizzoni, Vitali Spa Società Benefit ha presentato il progetto Bergamo Porta Sud, uno dei più significativi esempi di rigenerazione urbana attualmente in corso. Un piano pensato per ricucire la zona sud di Bergamo con il centro urbano mediante un sistema integrato di connessioni ambientali, ciclopedonali e infrastrutturali. L’obiettivo dell’intervento è la creazione di un nuovo equilibrio tra mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, restituendo al contempo continuità ai quartieri. A illustrare la visione del masterplan durante la presentazione è stato il team di professionisti composto dall’architetto Cino Zucchi, dalla Senior Manager di Vitali Spa Martina La Vista e dall’Associate Director e Integrated City Planning di Arup Sara Lodrini. Al centro del progetto c’è la realizzazione di un nuovo polo intermodale in grado di integrare ferrovia, tram, autobus e mobilità privata. A questo si aggiunge lo sviluppo di connessioni pedonali dirette tra piazza Marconi e i principali poli scolastici e sanitari, e la definizione di nuovi spazi pubblici e residenziali progettati seguendo criteri di elevata qualità urbana e ambientale.

La Senior Manager di Vitali Spa: la rigenerazione urbana deve generare connessioni e migliorare la vita delle persone

Il progetto Bergamo Porta Sud si caratterizza anche per una forte componente ecologica ed energetica. L’intervento prevede, infatti, un’infrastruttura verde costituita da spazi attrezzati, attraversamenti verdi che mitigano l’effetto isola di calore, migliorando la permeabilità del suolo e favorendo la biodiversità con l’inserimento di specie autoctone. In merito alla strategia energetica, in linea con gli obiettivi NetZero Cities 2030, l’intervento punta ad azzerare l’impronta ecologica del quartiere mediante sistemi centralizzati ad alta efficienza, autoproduzione da fonti rinnovabili, impianti fotovoltaici integrati e l’eliminazione completa del gas naturale. “Porta Sud – ha evidenziato la Senior Manager di Vitali Sparappresenta un’opportunità concreta per ripensare il rapporto tra infrastrutture, ambiente e comunità. Oggi la rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città. Il nostro impregno è quello di sviluppare progetti capaci di creare valore duraturo per il territorio e per le comunità che lo vivono”.

Come DEAS protegge le infrastrutture strategiche del Paese

DEAS è una società attiva nei settori della Difesa e della Sicurezza Nazionale, specializzata nello sviluppo e nell’erogazione di soluzioni di cybersicurezza e AI a impiego duale. Il suo campo d’azione riguarda la protezione di sistemi, asset e infrastrutture strategiche, con un approccio che tiene conto della complessità degli scenari operativi contemporanei e dei requisiti di affidabilità, continuità e controllo che questi impongono.

DEAS

DEAS: dalla fondazione alla leadership nazionale nella cybersecurity

Fondata nel 2018 da Stefania Ranzato, DEAS nasce come start-up innovativa e apripista nell’ambito della cybersecurity. Nel corso degli anni la società ha progressivamente consolidato un posizionamento orientato alla gestione strutturata delle minacce e alla protezione dei processi decisionali in contesti complessi. La Società è oggi leader nazionale nello sviluppo di soluzioni avanzate per la sicurezza digitale del Paese, con una presenza riconosciuta in particolare negli ambiti della Difesa e della Pubblica Amministrazione. Tale crescita è stata guidata da una cultura aziendale fondata fin dalla sua costituzione su metodo, responsabilità e valorizzazione dei talenti e delle competenze in una visione di lungo periodo.

DEAS: il modello avanzato di sicurezza nei contesti multi-dominio

L’attività di DEAS è guidata da una visione che combina competenza tecnica, comprensione dei meccanismi istituzionali e capacità di interpretare l’evoluzione degli scenari di rischio. Un tratto distintivo della Società è lo sviluppo di un modello avanzato di cybersecurity che trascende il tradizionale perimetro tecnologico, considerando il dominio cyber come uno spazio operativo interconnesso, strettamente legato alle dimensioni fisica, informativa e cognitiva. In questa prospettiva, DEAS affianca istituzioni e operatori industriali nella costruzione di quadri di sicurezza coerenti ed efficaci, favorendo scelte strategiche consapevoli e sostenibili nel rispetto dei requisiti di interoperabilità e adattabilità richiesti dagli scenari multi-dominio. L’obiettivo finale è contribuire al rafforzamento della sicurezza nazionale, promuovendo la resilienza come elemento strutturale dei sistemi complessi.

Gianni Lettieri, dal tessile all’aeronautica: la traiettoria dell’imprenditore napoletano

Imprenditore e dirigente d’azienda, Gianni Lettieri è attualmente alla guida di Atitech e Meridie: sono numerose le sue iniziative a favore dei giovani e del Mezzogiorno.

L'imprenditore Gianni Lettieri

L’esordio e l’affermazione di Gianni Lettieri come imprenditore

Gianni Lettieri nasce a Napoli nel 1956. Entra nel mondo del lavoro nel 1975 occupandosi della parte commerciale di un’azienda di La Spezia, mentre frequenta ancora la facoltà di Economia Aziendale. Nel 1979 esordisce come imprenditore aprendo, insieme a un industriale lombardo, uno stabilimento produttivo per la lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio, con sedi a Casandrino (NA) e Monza (MI). L’avventura nel settore tessile prosegue a gonfie vele e lo porta a fondare, nel 1989, la prima società europea specializzata nella produzione di tessuto denim-ring. Il prodotto conquista anche il mercato statunitense e indiano. In India avvia una joint venture con Raymond, dando vita alla prima azienda di produzione di tessuto denim nel Paese, la Raymond Calitri. Nel 1992 partecipa e si aggiudica l’asta pubblica per la privatizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nel 2000 Gianni Lettieri viene nominato Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino e quattro anni dopo viene scelto per ricoprire lo stesso ruolo per l’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli. Intanto, entra a far parte del comitato centrale Mezzogiorno di Confindustria Nazionale e nel Comitato Consultivo del Fondo di Promozione del Capitale di Rischio per il Mezzogiorno NHS Mezzogiorno SGR APA.

Gianni Lettieri: la carriera dagli anni 2000 a oggi

Gli anni 2000 rappresentano per Gianni Lettieri un periodo significativo per il suo percorso imprenditoriale poiché estende il proprio raggio d’azione a nuovi settori. Nel 2006 dà infatti vita alla CO.S.ER. S.r.l., azienda specializzata nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Un anno più tardi fonda Meridie S.p.A., di cui è tutt’ora Presidente, entrando così nel settore finanziario attraverso la holding di famiglia. La società cresce rapidamente e diventa la prima investment company del Sud Italia a essere quotata sul segmento MTF di Borsa Italiana. Nel 2008 costituisce la start up MEDSOLAR S.p.A., attiva nel comparto “energie rinnovabili”, e nel 2009 diventa Presidente di Atitech, azienda leader nella manutenzione di aeromobili. Sotto la sua guida, Atitech cresce esponenzialmente. Nel 2015 acquisisce lo stabilimento Alenia di Capodichino e nel 2022 si aggiudica l’ex settore manutenzione di Alitalia a Fiumicino, arrivando a consolidare le attività di manutenzione di linea su 32 scali (21 in Italia e undici tra Europa, Africa, Medio Oriente, Asia e Sud America). Nel 2025 lancia a Olbia un hub per la manutenzione dei jet privati. Gianni Lettieri è, inoltre, promotore di diverse iniziative a sostegno del territorio. Tra queste, la mensa solidale di Atitech attivata durante il periodo natalizio. Durante la pandemia di Covid-19, ha inoltre messo a disposizione uno degli hangar di Capodichino per creare il centro vaccinale più grande del Sud Italia e ha regalato alla sanità regionale 20.000 mascherine FFP2.

giovedì 18 giugno 2026

La nomina di Andrea Ceccherini a Ufficiale della Repubblica

Andrea Ceccherini è stato nominato Ufficiale della Repubblica italiana dal Presidente Sergio Mattarella. Il riconoscimento è stato conferito su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni “in considerazione di particolari benemerenze”, ed è il più alto degli ordini attribuiti a personalità indipendenti che si sono distinte verso la Nazione in ambiti che spaziano dalle lettere alle arti, dall’economia all’impegno sociale, filantropico e umanitario.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini: un riconoscimento al suo ruolo alla guida di Osservatorio for independent thinking

Andrea Ceccherini era già stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito nel 2021. Con la nomina a Ufficiale della Repubblica, il riconoscimento istituzionale si fa più alto e riguarda il suo ruolo di leader di Osservatorio for Independent Thinking. L’organizzazione si propone di “allenare milioni di giovani a sviluppare la competenza più preziosa che ci sia: la libertà di pensare con la propria testa, per tenere la propria vita in pugno”, come dichiarato più volte dallo stesso Andrea Ceccherini.

Andrea Ceccherini e Osservatorio for independent thinking: dalla fondazione alla dimensione internazionale

Osservatorio for independent thinking è nato a Firenze nel 2000 e da allora ha sviluppato progetti educativi e grandi eventi dedicati allo sviluppo del pensiero critico e del senso civico, ritenuti oggi ancora più necessari nell’era dell’Intelligenza Artificiale. L’organizzazione ha operato in particolare con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e delle università italiane, raggiungendo milioni di giovani grazie al lavoro di decine di migliaia di insegnanti. Negli ultimi anni l’international civic leader Andrea Ceccherini ha guidato l’espansione di Osservatorio verso una dimensione internazionale, supportato da personalità di rilievo nel mondo dei media, della tecnologia, dell’economia e della finanza, riunite in due board: l’International Advisory Council, focalizzato su tech e media literacy, e l’International Advisory Board, dedicato all’economic and financial literacy.

Federico Motta Editore: perché la scoperta del DNA ha cambiato la biologia

Il 28 febbraio 1953 è una data che ha cambiato per sempre la storia della medicina e della biologia: quel giorno James Watson e Francis Crick giunsero alla conclusione che il DNA possedeva una struttura a doppia elica. A ripercorrere questa scoperta è Federico Motta Editore, attraverso il saggio “La biologia molecolare” di Fabio De Sio, contenuto nel volume “Il Novecento” di “Historia”, opera curata da Umberto Eco.

Federico Motta Editore

Watson e Crick e la doppia elica: Federico Motta Editore racconta come nacque la scoperta

Al momento della scoperta, nel 1953, James Watson aveva soltanto 23 anni e Francis Crick 35. I due si erano conosciuti nel 1951 al Dipartimento di Fisica di Cambridge, accomunati dal medesimo obiettivo: indagare sulla struttura del DNA. L’intuizione decisiva arrivò il 28 febbraio 1953, quando giunsero alla conclusione che il DNA doveva avere una struttura a doppia elica. Nei giorni successivi costruirono anche un modellino in filo di ferro e cartone, prima rappresentazione fisica della molecola. Come sottolinea Fabio De Sio nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore, il lavoro di Watson e Crick è stato riconosciuto come il vero inizio della biologia molecolare, soprattutto per lo stile di ricerca adottato: limitando al massimo il lavoro sperimentale, i due si concentrarono sull’elaborazione di modelli strutturali, interpretando i dati disponibili alla luce delle funzioni biologiche del DNA, ovvero l’autoreplicazione e la direzione dello sviluppo cellulare. La struttura a doppia elica fornì una risposta semplice ed efficace a entrambe le questioni. Nel 1962 Watson e Crick vinsero il Premio Nobel per la Medicina, riconoscimento condiviso con Maurice Wilkins.

Il ruolo di Rosalind Franklin: Federico Motta Editore ricoastruisce la storia della scienziata dimenticata

Watson e Crick non erano però gli unici a lavorare sulla struttura del DNA in quegli anni. Al King’s College, Maurice Wilkins e Rosalind Franklin utilizzavano le diffrazioni ai raggi X per cercare di comprendere la struttura della molecola. Franklin, specializzata nello studio dei solidi cristallini e delle molecole organiche, stava producendo immagini di diffrazione ai raggi X di altissima qualità, capaci di dimostrare la struttura elicoidale del DNA. Tuttavia, mentre Franklin e Wilkins erano ancora impegnati nei loro esperimenti, Watson e Crick arrivarono a una conclusione. In particolare, i due formularono il modello a doppio filamento dopo che Wilkins aveva mostrato a Watson, senza il permesso di Franklin, la cosiddetta “Foto 51”, un’immagine scattata proprio da Franklin che rappresentava la prova chiave della struttura elicoidale del DNA. Franklin non vinse il Nobel perché morì prematuramente nel 1958, prima che il riconoscimento venisse assegnato. I suoi esperimenti e le sue ricerche, come emerge anche dalla ricostruzione di Federico Motta Editore, hanno tuttavia posto le basi per una delle scoperte più importanti del Novecento.

mercoledì 17 giugno 2026

Fondazione Don Gnocchi: una visione condivisa per il diritto alla salute

“Diritto alla salute tra sanità pubblica, privata e privato sociale” è il nome dell’iniziativa organizzata dalla Fondazione Don Gnocchi lo scorso 13 aprile. Più di 120 i presenti, provenienti dal mondo delle istituzioni, della salute e della ricerca, per dibattere sul presente e futuro della sanità lombarda.

 Incontro targato Fondazione Don Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: una visione condivisa per il futuro della sanità lombarda

Presente e futuro della sanità lombarda al centro dell’incontro “Diritto alla salute tra sanità pubblica, privata e privato sociale”, organizzato dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi in collaborazione con MI’mpegno e Ass. Mirasole. Tenutosi lo scorso 13 aprile presso il Centro IRCCS S. Maria Nascente della fondazione, l’evento ha visto la partecipazione di oltre 120 persone, tra cui rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario, della ricerca, delle professioni e dell’associazionismo, e ha sviluppato un ampio confronto sul presente e futuro della sanità della Regione. “La sfida è investire sul Servizio sanitario nazionale per ricondurlo alla sua base democratica — ha dichiarato il DG della Fondazione Don Gnocchi Francesco Converti — un servizio pubblico, non una somma di prestazioni. Dobbiamo ottimizzare le risorse attraverso un’alleanza che unisca innovazione ed efficienza con la capacità di umanizzare la cura”. 

Fondazione Don Carlo Gnocchi: il diritto alla salute al centro del dibattito      

La grandezza di una società si misura dalla sua capacità di prendersi cura dei più fragili — ha dichiarato il Presidente della Fondazione Don Gnocchi Don Vincenzo Barbante — Oggi ci confrontiamo con sfide nuove e complesse: l’invecchiamento della popolazione, la cronicità, la non autosufficienza. Esiste ancora una distanza significativa tra bisogni reali e risposte del sistema, che va colmata con coraggio e visione”. Al centro del confronto l’urgenza di consolidare la sanità territoriale, dando una spinta all’innovazione senza tralasciare la componente umana della cura. Il diritto alla salute rimane una sfida anche sociale, culturale e civile, a cui dedicare grande responsabilità e collaborazione. “Il diritto alla salute non può essere ridotto a una questione assistenziale — ha aggiunto il Presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi — è un principio costituzionale che chiama in causa la responsabilità di tutti. Non possiamo rischiare di dare per carità ciò che spetta per giustizia”.