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martedì 30 giugno 2026

Stefania Ranzato: con DEAS l’Italia si afferma tra i top team mondiali ad Hack The Box

Un nuovo traguardo per la cybersecurity italiana porta la firma di Stefania Ranzato. DEAS, la società da lei fondata, ha conquistato il primo posto tra i team italiani e si è posizionata tra i migliori competitor mondiali alla gara “Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026: Project Nightfall”, la competizione internazionale organizzata da Hack The Box e considerata uno dei principali appuntamenti globali dedicati alle competenze di hacking e offensive cyber.

Stefania Ranzato (DEAS)

Stefania Ranzato: il primato italiano alla competizione mondiale di cybersecurity

DEAS, nata da un’intuizione di Stefania Ranzato nel 2018, ha partecipato alla “Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026: Project Nightfall”, la gara organizzata da Hack The Box e riconosciuta come uno dei più importanti appuntamenti internazionali nell’ambito dell’hacking e della cybersecurity offensiva. Il risultato ottenuto è duplice: il primo posto nella classifica italiana e un piazzamento tra i top team a livello mondiale, che consolidano così la posizione di DEAS come punto di riferimento dell’eccellenza italiana nel settore.

Stefania Ranzato: centinaia di squadre a livello globale e un risultato straordinario

La competizione ha visto la partecipazione di centinaia di squadre provenienti da tutto il mondo: aziende tecnologiche, società di consulenza, università e organizzazioni specializzate nella sicurezza informatica. Un contesto di altissimo livello competitivo che rende il risultato di Stefania Ranzato e del team DEAS ancora più significativo. “Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici”, ha commentato l’imprenditrice.

Agostino Scornajenchi agli studenti della 24ORE Business School: fare carriera in una grande azienda

L’AD e DG di Snam Agostino Scornajenchi ha incontrato gli studenti della 24ORE Business School: partendo dalla sua esperienza, ha raccontato quali sono le sfide che un manager si trova ad affrontare ogni giorno, tracciando una mappa della leadership contemporanea.

Agostino Scornajenchi

L’incontro tra Agostino Scornajenchi e gli studenti della 24ORE Business School

Agostino Scornajenchi ha iniziato la propria carriera da giovane laureato in Economia ed è oggi alla guida di una delle più importanti società di infrastrutture energetiche d’Europa. Di recente, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Snam ha incontrato gli studenti della 24ORE Business School per parlare di energia, geopolitica e leadership, offrendo loro una preziosa bussola per orientarsi nel mondo del lavoro. “È stato un incontro super interessante – ha commentato il manager – Con gli studenti della 24ORE Business School abbiamo parlato dei percorsi di carriera, abbiamo parlato dei valori, abbiamo parlato di talento, abbiamo parlato di leadership, abbiamo provato a incontrare e a fare incontrare generazioni diverse e a far comprendere l’importanza dell’ascolto, della partecipazione e della curiosità all’interno delle organizzazioni complesse. Abbiamo provato anche a dare qualche consiglio per gli anni importanti e impegnativi che aspettano questa comunità di giovani”.

I consigli di Agostino Scornajenchi per i futuri leader

Cosa si aspetta un leader dal proprio team? E perché è importante non trascurare le persone che si trovano sotto di noi all’interno della piramide aziendale? Queste sono alcune delle domande a cui l’AD e DG di Snam Agostino Scornajenchi ha risposto durante l’incontro. “Che cosa vuole un capo da voi? Un capo vuole la soluzione a dei problemi”. Il suo suggerimento è quello di “stimolare e arricchire continuamente un senso di curiosità, ovvero cercare di comprendere le cose di più e meglio rispetto ai vostri colleghi”, ma soprattutto “quando c’è un problema o qualcosa che non si capisce” bisogna avere il coraggio di farsi avanti. “Quello è il momento in cui alzare la mano perché quello è un momento in cui non c’è concorrenza”. Un altro consiglio è quello di “non trascurare il numero di persone che sono nella parte più bassa della piramide” perché man mano che si sale nella carriera diminuisce l’importanza di chi nomina e aumenta quella di ciò che abbiamo seminato. “Se un vostro collaboratore diretto oggi viene interrogato su di voi, parlerà bene. Ma se verrà interrogato tra dieci anni e magari sono otto anni che non lavorate più insieme, parlerà bene di voi soltanto se ve lo siete meritato”, ha spiegato. E ha aggiunto: “Nessuno può fare carriera a discapito delle organizzazioni per cui ha lavorato”.

Atitech: piano industriale e occupazionale per l’hangar di Olbia

Atitech, la più grande MRO indipendente dell’area EMEA, investe sull’hangar per la manutenzione di business jet di Olbia. Posizione strategica e unicità del servizio in Italia rendono lo stabilimento competitivo. Previsti dal primo business plan 16 milioni di investimenti, 60 milioni di fatturato e 350 assunzioni.

 Atitech

Atitech: l’hangar di Olbia per la manutenzione di business jet

Il progetto di Atitech a Olbia per un hangar specializzato nella manutenzione di jet privati ha preso vita passo dopo passo, dopo l’ottenimento delle certificazioni e il primo check di manutenzione su un business jet lo scorso novembre. Il primo business plan per lo stabilimento di Olbia è stato redatto all’insegna della prudenza, ponendosi obiettivi facilmente raggiungibili. “Quello che prevede a regime è 350 persone, circa 60 milioni di euro di fatturato, 16 milioni di euro di investimenti, di cui quasi la metà sono stati già effettuati — ha dichiarato lo scorso ottobre il Presidente di Atitech Gianni Lettieri al quotidiano “La Nuova Sardegna” — Il mercato è infinito in questo settore, c’è una crescita a doppia cifra anno per anno. In Italia non c’è nessuno che fa questo tipo di attività e poi logisticamente Olbia è in una posizione straordinaria per accogliere questo tipo di attività”.

Atitech: il piano occupazionale e competitivo per Olbia

Oltre a portare avanti l’investimento per l’hangar, Atitech è impegnata nel raggiungimento dell’obiettivo posto dal piano occupazionale. Allo scorso ottobre, erano già state assunte circa 60 persone provenienti dall’ex Air Italy, a cui si è aggiunto l’accordo firmato con l’istituto tecnico che ha lo scopo di inserire i giovani all’interno del contesto della manutenzione. Questo è un alto traguardo che la più grande MRO indipendente leader del mercato EMEA si è posta: “Cercare di risolvere il problema del bacino Air Italy, ma anche quello di inserire i giovani”, ha sottolineato Gianni Lettieri. Olbia e la Sardegna rappresentano una posizione strategica per il settore della manutenzione dei business jet, poiché per sei mesi l’anno, durante il periodo estivo, sono numerosi i jet che sostano e rimangono fermi sull’isola. L’hangar di Atitech a Olbia si pone anche l’obiettivo di attirare tutti questi tipi di aerei, nel restante periodo dell’anno, provenienti dal Far East, dal nord Africa e dal nord Europa, che anziché “andare in Svizzera, in Germania o in Francia, io credo che hanno convenienza a venire qua, anche in termini di costi. Qui saremo certamente più competitivi”.

venerdì 26 giugno 2026

Gruppo Riva: la storia del leader siderurgico italiano dal dopoguerra a oggi

Partito dalla raccolta e commercio di rottami ferrosi, Gruppo Riva ha vissuto un'espansione rapidissima, accompagnando la ricostruzione nazionale nel secondo dopoguerra e acquisendo importanti realtà produttive in tutta Europa. Nel giro di pochi decenni questa coraggiosa visione imprenditoriale ha trasformato una piccola attività in uno dei principali colossi siderurgici europei.

Gruppo Riva, operatore siderurgico

Gruppo Riva, dalle origini alla prima colata continua curva: la nascita di un leader siderurgico

Nei primi anni ’50 Emilio Riva e il fratello Adriano captano le grandi prospettive di sviluppo del settore siderurgico nell’Italia del dopoguerra. L’attività prende il via come una piccola impresa per la raccolta e il commercio di rottami ferrosi, ma sulla scia dell’impetuosa crescita conosciuta come “miracolo economico”, qualche anno dopo già inaugura il primo stabilimento produttivo a Caronno Pertusella, passando alla produzione diretta di acciaio. Negli anni ’60 il settore si trova ad affrontare una concorrenza internazionale sempre più agguerrita, legata alla diffusione delle "miniacciaierie" a forno elettrico. Per superare questa sfida e modernizzare la siderurgia italiana, Gruppo Riva punta sull'innovazione tecnologica. Il 2 giugno 1964 viene inaugurata a Caronno Pertusella la prima colata continua curva a tre linee in Italia. Questa rivoluzionaria tecnologia permette di ottenere le billette direttamente dall'acciaio liquido, ottimizzando i costi e migliorando significativamente la resa produttiva. La seconda metà del decennio segna invece l'avvio di una strategica politica di acquisizioni, allo scopo di sostenere la crescita e rafforzare la propria competitività. Nel 1966 il Gruppo rileva le Acciaierie e Ferriere del Tanaro a Lesegno (Cuneo) ed entra nella gestione della SEII di Malegno (Brescia). Grazie a questi investimenti, alla fine degli anni ’60 la produzione raggiunge le 300mila tonnellate annue di acciaio, consentendo all'azienda di ampliare la gamma di laminati lunghi e di proiettarsi con successo verso i mercati internazionali.

L’espansione internazionale di Gruppo Riva

Tra gli anni ’70 e ’80, nonostante la crisi petrolifera e la recessione della siderurgia europea, Gruppo Riva si muove in controtendenza, proseguendo la sua espansione oltre confine. L'azienda fa il suo ingresso nei mercati di Spagna (Siderúrgica Sevillana) e Francia (Iton Seine), sbarca in Canada con la Associated Steel Industries e, nel 1978, diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Grazie a investimenti massicci nell'automazione e nelle nuove tecnologie, il Gruppo supera il traguardo di 1,1 milioni di tonnellate di acciaio nel 1980. Nel corso del decennio l’azienda consolida ulteriormente la propria leadership attraverso altre operazioni strategiche come la privatizzazione del polo siderurgico di Genova Cornigliano (COGEA) nel 1988 e l'acquisizione dell'ALPA in Francia, arrivando a triplicare la produzione complessiva alla fine degli anni '80. L'espansione europea accelera nei primi anni ’90 con l’ingresso in Belgio (Thy Marcinelle) e la privatizzazione di due importanti impianti in Germania. Negli anni successivi lo sviluppo prosegue con l'acquisizione di altri stabilimenti. Nel 2005 firma lo storico accordo di programma per la riconversione ambientale dello stabilimento di Cornigliano, esempio virtuoso di equilibrio tra logiche industriali, tutela occupazionale e sostenibilità. Dopo la scomparsa del fondatore Emilio Riva nel 2014, la guida passa a Claudio Riva nel ruolo di Presidente di Riva Forni Elettrici. Nel gennaio 2023 il Gruppo acquisisce nuovi siti di selezione e frantumazione di rottami metallici, riaffermando la sostenibilità e l'economia circolare tra i propri valori fondanti.

Samuele Frosio: McFIT, fitness, socialità e rigenerazione urbana a Secondigliano

Sotto la guida di Samuele Frosio, McFIT ha inaugurato una palestra lo scorso maggio a Secondigliano, all’insegna del benessere fisico e sociale e dell’inclusione. Il centro si inserisce nel progetto di riqualificazione urbana “Restart Scampia”, che mira alla realizzazione di quartieri moderni e accessibili, offrendo nuove possibilità ai giovani.

Samuele Frosio all'inaugurazione della nuova palestra McFIT

Samuele Frosio: a Secondigliano il centro McFIT per l’inclusione e la socialità

“Nel decimo anno di presenza a Napoli, McFIT rafforza il proprio impegno sulla città con l’apertura del nuovo club di Secondigliano, estendendo la propria presenza verso l’area nord”, ha sottolineato Samuele Frosio all’inaugurazione della palestra di Secondigliano, avvenuta lo scorso 7 maggio. Uno spazio adibito non solo al miglioramento delle performance e del benessere fisico, ma anche di quello sociale. Il centro del brand di fitness è infatti parte di un progetto di riqualificazione urbana e sociale della città che ha lo scopo di promuovere la socialità e l’inclusione. Oltre a Samuele Frosio, all’inaugurazione hanno preso parte due pugili di caratura internazionale: Irma Testa, madrina dell’evento e prima italiana a partecipare a un’edizione dei Giochi Olimpici (Rio 2016) e a vincere una medaglia (bronzo a Tokyo 2020), e Clemente Russo.

Samuele Frosio: McFIT, il legame tra fitness e rigenerazione urbana

La palestra McFIT “si inserisce in un più ampio processo di riqualificazione urbana — ha rimarcato Samuele Frosio in linea con il progetto “Restart Scampia”. Il nostro obiettivo è offrire luoghi accessibili e inclusivi, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire allo sviluppo di quartieri sempre più moderni e vivibili”. Il centro diventa quindi un luogo di ritrovo per i giovani del territorio, fornendo loro lo spazio e le possibilità per raggiungere obiettivi importanti. Due esempi concreti del mondo del pugilato italiano in grado di emergere e venir fuori da un contesto difficile attraverso lo sport sono proprio Irma Testa e Clemente Russo, che sono intervenuti all’inaugurazione. McFIT ha aperto le porte della struttura durante l’evento, rendendolo accessibile alla comunità e lasciando la possibilità agli ospiti di visitare il centro e conoscere gli atleti.

Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente, un modello integrato per la gestione dei rifiuti

Marco Domizio ha utilizzato le competenze e l’esperienza maturate nel corso della sua carriera per fondare un’impresa ormai posizionata ai vertici del settore della gestione dei rifiuti. Ares Ambiente è in grado di soddisfare le richieste e le necessità di imprese e territori, occupandosi di tutte le fasi della filiera.

 Marco Nicola Domizio

Marco Domizio: le esperienze che hanno portato alla nascita di Ares Ambiente

Le competenze e le esperienze operative e gestionali che hanno plasmato la visione imprenditoriale di Marco Nicola Domizio per la fondazione di Ares Ambiente, avvenuta nel 2008, risalgono fin dall’inizio del suo percorso professionale. Dopo aver conseguito il diploma nel 1995, è entrato a far parte di una società di intermediazione, sviluppando skill in materia di gare d’appalto, prima di spostarsi nel settore degli spurghi e pulizie industriali con ruoli di responsabilità commerciale. In questo ambito, ha realizzato un impianto di compostaggio ancora in attività in provincia di Bergamo. Attraverso l’esperienza con una società milanese per l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania, Marco Domizio ha rafforzato le proprie competenze sulle tecnologie di trattamento e sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti.

Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente, efficienza e sostenibilità nella gestione dei rifiuti

L'approccio organizzativo introdotto da Marco Nicola Domizio con Ares Ambiente si sviluppa lungo tutta la filiera della gestione dei rifiuti, occupandosi dall’analisi dei fabbisogni alla selezione degli impianti, dalla logistica al recupero e allo smaltimento di rifiuti urbani, speciali, pericolosi e non. L’azienda è riuscita in poco tempo a distinguersi e farsi scegliere, tra le principali realtà della scena italiana, come partner affidabile per imprese e territorio, garantendo elevati standard qualitativi e processi verificabili in ogni fase. La visione imprenditoriale di Marco Domizio ha consentito all’azienda di ricevere importanti riconoscimenti, tra cui quello attribuito da “Italy Post”, che l’ha inserita tra le imprese Best Performer della provincia di Bergamo.

giovedì 25 giugno 2026

L’IA come leva di crescita per Iren: la visione di Gianluca Bufo al SAP Executive Summit

In un contesto globale in continua accelerazione, l’Intelligenza Artificiale si afferma come fattore strategico per la competitività delle imprese. Ne è convinto Gianluca Bufo, AD di Iren, che al SAP Executive Summit, tenutosi lo scorso marzo, ha ribadito il potenziale dell’IA come leva di trasformazione e crescita per il sistema economico. Per l’AD, tutto ciò che riguarda l’IA rappresenta un elemento di agilità nei modelli di business.

L'AD di Iren Gianluca Bufo

Gianluca Bufo e la sfida dell’IA per le imprese: persone al centro della trasformazione

La forte diffusione dell’Intelligenza Artificiale ha avviato una trasformazione rapida e pervasiva dei paradigmi lavorativi e sociali. Le imprese si trovano oggi di fronte a una duplice sfida: sfruttare al massimo le opportunità offerte dalla tecnologia e, al tempo stesso, continuare a valorizzare le competenze e la crescita delle persone. Come sottolineato da Gianluca Bufo, il potenziale dell’IA non è legato soltanto al risparmio di tempo, ma arriverà a ridefinire processi, ruoli e obiettivi. In questo quadro, i cosiddetti “agents of growth” saranno gli abilitatori dei nuovi percorsi di business, mentre i leader dovranno guidare la trasformazione assicurandosi che la tecnologia venga usata per creare valore per imprese, persone e società. Gli agenti non vanno intesi come sostituti dei dipendenti, ma come elementi capaci di potenziarne le capacità e migliorarne la produttività.

Gianluca Bufo racconta l’IA in Iren: dall’idrico al corporate, i risultati attesi già dal prossimo anno

Iren è tra le realtà che si trovano già in una fase avanzata di adozione dell’IA. Il Gruppo, ha spiegato lo stesso Gianluca Bufo, applica la tecnologia verticalmente sui propri business da due o tre anni, con interventi specifici sulle perdite del settore idrico e sulla predicibilità degli interventi. L’applicazione è in fase di espansione anche in ambito corporate, nell’ambito di una grande trasformazione che il Gruppo ha di fronte. I risultati di questa nuova fase di integrazione più profonda, ha dichiarato il manager, dovrebbero essere visibili dal prossimo anno.