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venerdì 27 marzo 2026
giovedì 26 marzo 2026
Sicurezza e affidabilità nelle tastiere per il settore della difesa e aerospazio
La progettazione di sistemi di immissione dati per il comparto militare e aerospaziale richiede il rispetto di standard qualitativi estremamente rigorosi per garantire l'operatività in scenari critici.
Questi dispositivi devono funzionare correttamente in presenza di forti interferenze elettromagnetiche che potrebbero alterare i segnali digitali o causare malfunzionamenti permanenti.
La protezione dei circuiti interni viene ottenuta attraverso l'integrazione di strati conduttivi che formano una barriera impenetrabile per le onde radio indesiderate.
Le strutture esterne vengono realizzate con leghe metalliche o polimeri ad alta densità per assorbire l'energia derivante da impatti violenti durante le operazioni sul campo.
L'obiettivo primario di queste tecnologie consiste nel mantenere la continuità del servizio anche quando il mezzo di trasporto subisce forti accelerazioni o decelerazioni improvvise.
Tecnologie di schermatura contro le interferenze elettromagnetiche
Le interferenze di natura elettromagnetica e le radiofrequenze possono compromettere la riservatezza delle comunicazioni e la precisione dei sistemi di puntamento o navigazione.
Per contrastare questi fenomeni si utilizzano materiali speciali come reti metalliche microscopiche inserite all'interno delle finestre dei display o guarnizioni conduttive lungo i perimetri dei tasti.
L'applicazione di queste barriere permette di contenere le emissioni generate dal dispositivo stesso e di bloccare quelle provenienti dall'esterno.
In questo ambito tecnico l'adozione di tastiere a membrane di Topflight permette di combinare uno spessore ridotto con una elevata efficacia isolante grazie a deposizioni di argento o rame sui film plastici.
Ogni componente viene testato per verificare che non si verifichino passaggi di corrente non voluti che potrebbero essere intercettati da apparecchiature nemiche.
La continuità elettrica della scocca esterna viene garantita da trattamenti galvanici superficiali che impediscono la formazione di ossidazione nei punti di contatto.
Resistenza alle vibrazioni costanti e agli urti meccanici
I mezzi corazzati e gli aeromobili producono vibrazioni continue con frequenze variabili che possono portare all'allentamento dei connettori o alla rottura dei tasti.
I progettisti utilizzano sistemi di fissaggio a vite con frenafiletti e supporti ammortizzati in elastomero per isolare la scheda elettronica principale dalle sollecitazioni del telaio.
Gli urti meccanici severi vengono gestiti attraverso una distribuzione uniforme dei carichi sulla superficie del pannello per evitare concentrazioni di sforzo in punti specifici.
La scelta di componenti con massa ridotta aiuta a diminuire l'inerzia durante le accelerazioni repentine tipiche del decollo o delle manovre evasive.
Impiego di connettori circolari a vite conformi alle specifiche militari per evitare distacchi accidentali.
Utilizzo di resine epossidiche per il bloccaggio dei componenti più pesanti sulla scheda madre.
Scelta di tasti con corsa breve e molla di ritorno rinforzata per prevenire attivazioni involontarie.
Test di caduta da altezze elevate per verificare la tenuta degli involucri esterni.
Caratteristiche dei materiali e test di laboratorio
La verifica della robustezza di una tastiera destinata alla difesa avviene attraverso cicli di test che simulano anni di utilizzo in poche settimane di laboratorio.
Si utilizzano tavole vibranti sincronizzate e camere climatiche per osservare il comportamento dei materiali sotto stress meccanico e termico simultaneo.
La tabella seguente illustra i principali parametri analizzati per garantire la conformità ai protocolli di sicurezza internazionali:
| Parametro tecnico | Metodo di verifica | Risultato richiesto |
| Tenuta agli urti | Impatto con massa battente | Assenza di crepe o distacchi |
| Schermatura EMI | Misurazione in camera anecoica | Attenuazione superiore a 60 decibel |
| Cicli di pressione | Attuazione robotizzata dei tasti | Oltre un milione di pressioni senza errori |
| Resistenza chimica | Immersione in idrocarburi e acidi | Integrità della grafica e delle guarnizioni |
Integrità dei segnali e protezione dei dati sensibili
Oltre alla resistenza fisica il sistema deve garantire che ogni pressione dei tasti generi un segnale pulito e privo di rimbalzi elettrici che potrebbero causare doppie battute.
L'elettronica di controllo elabora le informazioni attraverso algoritmi di filtraggio che distinguono tra una pressione intenzionale dell'operatore e una sollecitazione dovuta a un urto.
Le tastiere vengono spesso dotate di sistemi di retroilluminazione compatibili con i visori notturni per permettere l'utilizzo in totale oscurità senza rivelare la posizione del mezzo.
La protezione dei dati viene assicurata anche dalla capacità del dispositivo di non irradiare segnali che potrebbero essere decodificati a distanza attraverso tecniche di spionaggio elettronico.
La costruzione di queste interfacce richiede una conoscenza approfondita della fisica dei materiali e dell'elettrotecnica per trasformare un semplice strumento di input in un componente di sicurezza avanzato.
Il risultato finale è un prodotto capace di operare ininterrottamente nelle condizioni più estreme del pianeta e dello spazio.
Fitness e musica, Samuele Frosio: la presenza di McFIT al Festival di Sanremo
Il Festival di Sanremo 2026 non è stato soltanto il palcoscenico della musica italiana, ma anche un punto d’incontro tra business, benessere e nuove visioni culturali. In questo contesto si è inserita la presenza di Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group, che ha portato a Sanremo il format innovativo di McFIT, ridefinendo il concetto stesso di palestra.
Samuele Frosio: la palestra come spazio sociale e culturale
In occasione dei talks organizzati da “Forbes Italia” in collaborazione con Warner Music Italy, Samuele Frosio ha raccontato come la presenza di McFIT al Festival non sia stata casuale, ma parte di una strategia ben precisa. L’obiettivo è trasformare la palestra in un luogo che va oltre il semplice allenamento fisico: uno spazio di aggregazione, crescita personale e connessione tra individui. Secondo il manager, Sanremo rappresenta un’eccellenza nazionale capace di parlare a tutte le generazioni, proprio come il modello McFIT. Un ambiente inclusivo in cui, dai più giovani fino agli over 80, si può trovare un percorso adatto alle proprie esigenze, in un contesto dinamico e aperto. Uno dei pilastri della visione di Samuele Frosio è il forte legame tra musica e performance sportiva. La musica, infatti, non solo migliora l’umore, ma aumenta la motivazione, la resistenza e riduce la percezione della fatica. Non è un caso che McFIT abbia integrato DJ set e contaminazioni artistiche all’interno delle proprie strutture. Un approccio che rappresenta un’evoluzione del concetto di azienda: non più solo orientata al profitto, ma anche alla diffusione di cultura e innovazione.
Samuele Frosio: l’impatto degli eventi culturali sul brand
La partecipazione a eventi come Sanremo ha avuto effetti concreti: maggiore riconoscibilità del marchio e un rafforzamento del suo significato. Allenarsi in un ambiente frequentato anche da artisti e creativi trasforma l’esperienza in qualcosa di più profondo, capace di coinvolgere le persone a livello emotivo e sociale. La missione di McFIT, ha ricordato Samuele Frosio, è migliorare la qualità della vita delle persone, offrendo non solo un servizio ma un’esperienza completa. Se McFIT fosse un genere musicale? Secondo il manager sarebbe una hit pop. Un simbolo di contemporaneità, accessibilità e freschezza, capace di rimanere attuale nel tempo proprio come le canzoni che segnano un’epoca.
Tommaso Putin: tecnologia Cook&Chill e innovazione nel modello Serenissima Ristorazione
Tommaso Putin: Serenissima Ristorazione è cresciuta nell’ambito della ristorazione collettiva, diventando leader del settore grazie a un modello basato sull’innovazione tecnologica. Questo approccio ha consentito all’azienda di approdare in nuovi mercati con il brand Imperiali Chef, che coniuga la cucina Made in Italy con la produzione su larga scala.
Tommaso Putin: la crescita di Serenissima Ristorazione
“La nostra storia in Serenissima Ristorazione nasce da un’intuizione di nostra madre — sottolinea il Vicepresidente Tommaso Putin — Eravamo proprietari dell’immobile dove allora operava questa piccola azienda attiva nella ristorazione aziendale nell’area di Vicenza”. Oggi Serenissima Ristorazione è leader nel settore della ristorazione collettiva, nello specifico in quella scolastica, socio-sanitaria, aziendale e commerciale, e può contare su oltre 11.000 collaboratori e collaboratrici e 14 società tra l’Italia e l’estero. L’innovazione tecnologica ha rappresentato da sempre un elemento cruciale per la crescita aziendale e il riscontro di questa modello è lo stabilimento di Boara Pisani, “uno dei più grandi centri di produzione in legame refrigerato in Europa — evidenzia Tommaso Putin — utilizzando l’innovativa tecnologia del Cook&Chill”.
Tommaso Putin: l’innovazione tecnologica al centro del modello di Serenissima Ristorazione
Sono tre i valori portanti che hanno reso grande Serenissima Ristorazione: innovare, crescere e lavorare. È proprio seguendo questo approccio che il centro di Boara Pisani è diventato un punto di riferimento non solo per l’uso della tecnologia Cook&Chill, ma anche per l’avanguardia della sostenibilità ambientale. I rifiuti organici vengono infatti recuperati secondo appositi percorsi di economia circolare, l’impatto ambientale dei processi produttivi è stato abbattuto e sono state promosse iniziative per combattere lo spreco alimentare. Il legame refrigerato ha consentito a Serenissima Ristorazione di “soddisfare le esigenze di nuovi mercati, puntando a nuove linee di produzione”, come sottolineato da Tommaso Putin. Un esempio è rappresentato dal brand Imperiali Chef, che punta al mercato estero, coniugando la genuinità della tradizione culinaria italiana con la produzione per la GDO.
Stefania Ranzato: la sfida della sicurezza digitale nelle infrastrutture strategiche
Nel panorama della sicurezza tecnologica e della protezione delle infrastrutture strategiche, Stefania Ranzato si distingue per un percorso imprenditoriale costruito su competenza manageriale, visione strategica e profonda conoscenza dei contesti istituzionali.
Stefania Ranzato: formazione, leadership e visione imprenditoriale
Imprenditrice italiana e fondatrice di DEAS - Difesa e Analisi Sistemi S.p.A., Stefania Ranzato ha contribuito allo sviluppo di soluzioni avanzate negli ambiti della cybersecurity e dell’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei sistemi critici e degli asset strategici del Paese. Laureata in Economia e Scienze Politiche presso l’Università di Padova, ha costruito negli anni una carriera caratterizzata dalla capacità di coniugare competenze gestionali con una visione sistemica delle dinamiche istituzionali e della sicurezza nazionale. Una combinazione di conoscenze che si è rivelata fondamentale nello sviluppo di iniziative imprenditoriali in settori altamente complessi, dove affidabilità operativa, continuità organizzativa e responsabilità strategica rappresentano elementi imprescindibili. Alla guida di DEAS, Stefania Ranzato ha promosso un modello di leadership fondato su disciplina, responsabilità e pianificazione strategica di lungo periodo. Il suo approccio punta a rafforzare la cultura della sicurezza in Italia, contribuendo allo sviluppo di una maggiore resilienza nazionale di fronte alle minacce emergenti, sempre più sofisticate e multidimensionali.
Stefania Ranzato: cybersecurity e difesa nazionale
La strategia che guida l’azienda fondata da Stefania Ranzato si basa su una visione strutturata e sistemica della cybersecurity, intesa non solo come protezione tecnologica ma come componente fondamentale delle moderne architetture di difesa e sicurezza nazionale. In questo contesto, DEAS Cyber+ opera con un approccio integrato alla sicurezza, pensato per supportare decisori istituzionali e industriali nella definizione di strategie capaci di rispondere ai requisiti di resilienza e interoperabilità nei contesti multi-dominio. Attraverso questo modello, l’azienda non si limita a offrire competenze tecniche specialistiche, ma assume anche un ruolo strategico e culturale nel processo di evoluzione della cybersecurity. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema di difesa più consapevole, capace di affrontare le vulnerabilità e le sfide poste dall’ecosistema digitale contemporaneo.
Pier Silvio Berlusconi: MFE chiuderà il 2025 con un utile più che raddoppiato
In un recente incontro con la stampa, Pier Silvio Berlusconi ha evidenziato come il 2025 di MFE - MEDIAFOREUROPE abbia tutti gli elementi per rivelarsi ben oltre le previsioni, anche considerando un utile più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. Una performance che spinge con forza il progetto verso il network media paneuropeo.
Pier Silvio Berlusconi: 2025 anno straordinario, performance oltre le attese
Innovazione, tecnologia e sinergie europee si confermano alla base della crescita che MFE - MEDIAFOREUROPE ha intrapreso ormai anno su anno, ribadendo performance positive con sempre maggiore forza. Un trend verso l’alto che Pier Silvio Berlusconi ha ricordato nel recente incontro con la stampa presso la sede Mediaset di Cologno Monzese, in cui il Group CEO ha prospettato per il 2025 un utile più che raddoppiato: nello specifico, il valore registrato nel 2024 ammontava a 138 milioni di euro. “Sapevamo che il 2025 è stato un anno straordinario, ma se mi avessero detto questo risultato a inizio anno non ci avrei creduto”, ha evidenziato Pier Silvio Berlusconi rimarcando la natura eccellente dei risultati. Proseguendo nell’intervento, il Group CEO ha posto l’accento su alcuni elementi significativi del bilancio, dichiarando a tal proposito come “l’ultima linea sia quella che conta di più e mi fa piacere poter dire che considerando tutto, cioè il risultato gestionale, tutte le valutazioni e svalutazioni, e tutte le voci one off, il Gruppo ottiene un utile più che raddoppiato”.
Il progetto MFE - MEDIAFOREUROPE di Pier Silvio Berlusconi
MFE - MEDIAFOREUROPE è il risultato del progetto nato nel 2021 per opera di Pier Silvio Berlusconi che, grazie anche a una lunga serie di operazioni, iniziative e attività intraprese su più fronti, ha dato vita a una realtà attiva nel settore media con spiccata vocazione internazionale. Progetto in costante crescita che guarda al Continente come a un unico mercato domestico, pur valorizzando il legame con le radici nazionali nel contesto di una rete paneuropea integrata. MFE - MEDIAFOREUROPE si distingue oggi come caso unico in Europa, considerando anche il contesto non sempre positivo – anzi a tratti molto complicato – del settore media e delle nuove tecnologie di comunicazione. A partire dalla trasformazione di Mediaset in MFE, invece, il Gruppo ha impresso un forte input di crescita fino a oltrepassare i confini nazionali, con attività in sei nazioni europee: Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. Due i passaggi più recenti in quest’ottica: l’espansione nel mercato tedesco con l’OPA sul broadcaster ProSiebenSat.1, oggi pienamente integrato nel Gruppo, e l’operazione perfezionata a marzo 2026 con la portoghese Impresa, di cui MFE ha acquisito il 32,9% del capitale. Tali iniziative si inseriscono nel progetto su scala europea di Pier Silvio Berlusconi: strutturare un sistema di efficienze transfrontaliere per ottimizzare le sinergie tecnologiche e industriali, nell’orizzonte di un grande broadcaster continentale che garantisca sostenibilità e competitività anche all’intero settore.
mercoledì 25 marzo 2026
Svolta storica per Amplifon, Susan Carol Holland: acquisizione da 2,3 miliardi
Sotto la presidenza di Susan Carol Holland, Amplifon ha raggiunto un traguardo importante: l’acquisizione di GN Hearing, controllata dal Gruppo danese GN Store Nord, per un valore complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. Un’operazione che non rappresenta soltanto una crescita dimensionale, ma ridisegna l’intero equilibrio del settore globale dell’hearing care.
Susan Carol Holland: “Realizziamo un sogno che rafforza la nostra ambizione”
Per Susan Carol Holland, erede della famiglia fondatrice e figura centrale nella strategia del Gruppo, questa acquisizione è molto più di una mossa finanziaria: è il compimento di una visione di lungo periodo. “Realizziamo un sogno”, ha dichiarato la Presidente, sottolineando come l’integrazione tra tecnologia avanzata e conoscenza profonda dei pazienti rappresenti la chiave per il futuro dell’hearing care. Un approccio coerente con la missione originaria di Amplifon, fondata oltre 75 anni fa: migliorare concretamente la qualità della vita delle persone attraverso l’ascolto. L’operazione darà vita a un Gruppo con circa 3,3 miliardi di euro di ricavi e una presenza in oltre 100 Paesi nel mondo. Per la prima volta, Amplifon integrerà verticalmente produzione e distribuzione, combinando le competenze retail e la rete globale di Amplifon, oltre alla capacità tecnologica e di ricerca di GN Hearing. La nuova realtà potrà contare su oltre 20.000 dipendenti, più di 700 professionisti in ricerca e sviluppo e oltre 2.800 brevetti, configurandosi come una piattaforma globale unica nel settore.
Susan Carol Holland: sinergie, crescita e leadership nel mercato globale
L’acquisizione riflette la strategia di anticipare la crescente domanda globale di soluzioni per la salute uditiva, trainata dall’invecchiamento della popolazione e dall’innovazione tecnologica. Sinergie operative tra 60 e 80 milioni di euro entro il 2029, maggiore controllo della filiera produttiva, accelerazione nello sviluppo di prodotti di nuova generazione e rafforzamento della capacità di investimento rientrano tra i principali benefici attesi. Come evidenziato dall’Amministratore Delegato Enrico Vita, si tratta dell’acquisizione “più trasformativa” nella storia di Amplifon. Anche Peter Karlstromer, CEO di GN, ha definito l’accordo un’opportunità per creare un campione globale dell’hearing care. Il closing è previsto entro la fine del 2026, subordinato alle autorizzazioni regolatorie e al completamento dello scorporo di GN Hearing. “Questo traguardo – ha concluso Susan Carol Holland – ci consente di perseguire con ancora maggiore efficacia la missione con cui la mia famiglia ha fondato Amplifon oltre 75 anni fa e ne ha guidato la crescita nel tempo: offrire cure di eccellenza a un numero sempre più ampio di persone, aiutandole a riscoprire tutte le emozioni dei suoni e a vivere pienamente la propria vita".
Diana Bracco: l’impegno della Fondazione Bracco contro gli stereotipi di genere
Presieduta da Diana Bracco, la Fondazione Bracco è attivamente impegnata nel contrasto alla disparità di genere, promuovendo numerose iniziative. Tra queste anche “Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte”, una mostra fotografica inaugurata il 10 marzo a Palazzo Madama che ha l’obiettivo di dare voce alle donne in settori strategici.
Diana Bracco: la mostra fotografica della Fondazione Bracco inaugurata a Palazzo Madama
“La disparità di genere in ambito scientifico nasce già tra i banchi di scuola, dove le ragazze scelgono altre carriere, che offrono meno opportunità nel mercato del lavoro”, ha sottolineato Diana Bracco. Le sue parole sono state lette infatti durante l’inaugurazione della mostra fotografica “Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte”, un progetto inserito in un più ampio palinsesto di iniziative portate avanti da Fondazione Bracco per una sorta di “8 marzo diffuso”. La mostra fa parte di un disegno più grande, avviato dalla Fondazione nel 2016, che prende il nome di “100 donne contro gli stereotipi” e ha l’obiettivo di combattere gli stereotipi e valorizzare le donne attive in ambiti strategici, come quelli della scienza, dell’economia, della politica internazionale e delle istituzioni culturali. “È dunque fondamentale superare stereotipi e pregiudizi — ha aggiunto Diana Bracco — e incoraggiare le studentesse a scegliere dei percorsi formativi nelle lauree STEM, per garantire la costruzione di una società più competitiva e realmente paritaria”.
Diana Bracco: l’impegno del Gruppo Bracco per la parità di genere
L’impegno della Fondazione Bracco si estende ad altre iniziative volte alla promozione dell’accessibilità delle donne in quelle discipline più strategiche, per combattere la disparità di genere nel mondo del lavoro. Una di queste è la mostra itinerante “Mind the STEM Gap - Together”, una mostra itinerante che coinvolge studenti e studentesse nell’interpretazione del Manifesto scritto dalla Fondazione Bracco sull’accesso femminile nell’ambito STEM. Il Gruppo Bracco ha aderito, inoltre, a Women’s Empowerment Principles (WEPs) di UN Women e United Nations Global Compact. “Per me che sono stata B20 Ambassador for Women Empowerment al G7 e che mi sono sempre battuta per la parità di genere è un passaggio naturale — ha evidenziato la Presidente e AD del Gruppo Diana Bracco — In Bracco da quasi un secolo promuoviamo attivamente il women empowerment attraverso una cultura aziendale inclusiva che valorizza il talento delle donne in tutti i settori”.
martedì 24 marzo 2026
Vitali Spa, depositato il piano urbanistico di Porta Sud: avviata la valutazione ambientale del progetto
Prende ufficialmente il via una nuova fase per il progetto di Porta Sud, uno dei principali interventi di rigenerazione urbana previsti dal Piano di governo del territorio di Bergamo. La Giunta comunale ha infatti approvato l’avvio della Valutazione ambientale strategica (Vas), dopo il deposito della proposta di Programma integrato di intervento presentata da Vitali Spa.
Vitali Spa: il progetto Porta Sud
Si tratta di un passaggio amministrativo fondamentale che apre l’iter di analisi ambientale e tecnica del progetto, destinato a trasformare l’area ferroviaria attorno alla stazione di Bergamo in un nuovo hub della mobilità integrata. Il progetto promosso da Vitali Spa interessa l’ambito ferroviario e le aree limitrofe alla stazione cittadina. L’obiettivo è realizzare un grande nodo di interscambio per il trasporto pubblico, capace di integrare diversi sistemi di mobilità su scala locale, regionale e nazionale. Il piano prevede il collegamento tra il sistema ferroviario, il tram, compresa la futura linea T2 Bergamo-Villa d’Almè, il sistema E-BRT, il trasporto pubblico urbano ed extraurbano e i collegamenti con l’aeroporto di Orio al Serio. Elemento centrale dell’intervento sarà la nuova stazione del Trasporto pubblico locale (Tpl), prevista accanto alla stazione ferroviaria e destinata a sostituire l’attuale stazione delle autolinee. La nuova struttura dovrebbe migliorare l’organizzazione dei flussi di mobilità e facilitare l’interscambio tra i diversi mezzi di trasporto.
Il ruolo di Vitali Spa nel progetto
La proposta di Programma integrato di intervento è stata depositata da Vitali Spa, società incaricata da FS Sistemi Urbani, proprietaria di una parte significativa delle aree ferroviarie interessate dall’intervento. Le superfici destinate alla nuova stazione Tpl sono oggi suddivise tra FS Sistemi Urbani e Rete Ferroviaria Italiana. Secondo quanto previsto dal piano, tali aree passeranno nella disponibilità del Comune attraverso una permuta con l’attuale area delle pensiline delle autolinee. Con l’avvio della procedura amministrativa inizieranno ora le verifiche ambientali previste dalla normativa, tra cui la Valutazione ambientale strategica (Vas), la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la Valutazione di incidenza (Vinca). Nel processo saranno coinvolti diversi enti istituzionali, tra cui Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Arpa, Ats, Parco dei Colli, Soprintendenza ed Enac. Nei prossimi mesi è previsto anche un percorso di partecipazione con i quartieri interessati, che erano già stati coinvolti durante la fase di elaborazione del nuovo Piano di governo del territorio. “Il deposito di questo piano urbanistico è il risultato di un lavoro lungo e complesso – ha dichiarato l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini – Ora si apre una fase altrettanto importante di confronto con gli enti istituzionali e con i quartieri”.
Giuseppina Di Foggia (Terna): “La rete elettrica leva strategica per crescita e sicurezza”
La rete elettrica nazionale si conferma una delle infrastrutture chiave per sostenere la transizione energetica e rafforzare la competitività dell’Italia. Il commento dell’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia.
Giuseppina Di Foggia: la rete elettrica strategica per la transizione
Ogni euro investito nello sviluppo della rete di trasmissione genera circa 1,3 euro di PIL, dimostrando l’impatto economico diretto di questi interventi sul sistema Paese. È quanto ha sottolineato Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, intervenendo a Roma in occasione della presentazione dello studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da TEHA Group. Secondo il rapporto, la Rete di Trasmissione Nazionale rappresenta un elemento centrale per garantire sicurezza, efficienza e integrazione delle nuove fonti energetiche, in un contesto europeo caratterizzato da una rapida crescita delle rinnovabili. Nel 2025 la produzione di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto circa il 50% del totale nazionale, un risultato trainato soprattutto dall’espansione di fotovoltaico ed eolico, favorita dal calo dei costi tecnologici registrato negli ultimi anni.
Giuseppina Di Foggia: le rinnovabili sono il motore dell’indipendenza energetica, ma serve un mix equilibrato
“Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica – ha spiegato Giuseppina Di Foggia – Le rinnovabili rappresentano oggi la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, nel medio periodo, anche per la riduzione del prezzo dell’energia per famiglie e imprese”. In questo scenario, la rete di trasmissione diventa il fattore abilitante della trasformazione energetica. L’infrastruttura gestita da Terna consente infatti di integrare nuova capacità rinnovabile, migliorare gli scambi tra aree del Paese e rafforzare la sicurezza del sistema elettrico. “Guardando al lungo termine – ha concluso Giuseppina Di Foggia – è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni. Terna affronta sfide sempre più complesse, dando il proprio contributo al progresso del Paese”.
Luca Dal Fabbro: le tensioni geopolitiche e l’impatto sulle bollette
Intervistato dal quotidiano “La Stampa”, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha parlato dell’attuale situazione energetica e dell’impatto generato sui costi di luce e gas dal conflitto in Iran. Per garantire la sicurezza europea è cruciale aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Luca Dal Fabbro: più energia da fonti rinnovabili per aumentare l’indipendenza energetica
Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Stampa”, pubblicata lo scorso 4 marzo, in cui è intervenuto sulle ripercussioni che la guerra in Iran potrebbe generare sulle bollette di luce e gas in Italia. “L’aumento dei costi si potrà riflettere sulle bollette, è inevitabile. L’unico modo per non essere dipendenti da fattori geopolitici è aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili”, ha sottolineato il manager. Le vulnerabilità europee sul fronte energetico emerse allo scoppio della guerra in Ucraina nel 2021 rischiano di essere maggiormente enfatizzate con il nuovo conflitto in Iran, dato che un quinto del petrolio e del gas mondiale transita per lo Stretto di Hormuz. “La volatilità dei prezzi del gas è un moltiplicatore della crisi — ha aggiunto Luca Dal Fabbro — influenzando non solo i costi, ma anche le aspettative macroeconomiche globali”.
Luca Dal Fabbro: la sicurezza e la stabilità di Iren
Secondo Luca Dal Fabbro, il gas rappresenta un fattore cruciale che incide sul prezzo dell’energia e, di conseguenza, su quei settori maggiormente energivori, come quello della ceramica, dell’acciaio e del vetro. In merito alle capacità di stoccaggio, l’Italia può contare su numerose fonti diversificate di approvvigionamento. A preoccupare il Presidente non è la quantità di gas, ma il prezzo potenziale, anche se “Iren è in una posizione tranquilla dal punto di vista dei volumi, grazie ai contratti già stabiliti”. Forte anche della stabilità assicurata ai propri clienti da contratti a prezzo fisso, la multiutility è in grado di garantire sicurezza alle famiglie italiane in un periodo di incertezza. In caso di prosecuzione della guerra in Iran, l’Europa dovrebbe correre ai ripari puntando sulle rinnovabili e su fonti alternative. “Serve soprattutto una revisione strutturale delle nostre dipendenze strategiche — ha specificato Luca Dal Fabbro — Oggi siamo davanti a un potenziale choc “multidimensionale”: sia energetico, sia logistico, sia finanziario”.
lunedì 23 marzo 2026
Ares Ambiente: trasparenza e dialogo con le comunità locali
L’alta qualità e affidabilità dei servizi offerti da Ares Ambiente nell’intermediazione dei rifiuti è accompagnata da un costante impegno verso il rispetto e l’adozione di pratiche sociali, etiche e ambientali. Un approccio strategico basato sulla trasparenza delle attività verso le comunità locali e il rispetto delle normative in vigore consentono di salvaguardare territorio e ambiente.
Ares Ambiente: la responsabilità sociale, ambientale ed etica
L’impegno di Ares Ambiente nel settore dell’intermediazione dei rifiuti è sinonimo anche di responsabilità sociale, etica e ambientale, approccio che permette di efficientare maggiormente le proprie performance. Ogni attività è sottoposta periodicamente alle verifiche di soggetti terzi, che attestano il rispetto delle norme vigenti e la soddisfazione dei clienti. Quello di Ares Ambiente è un modello di trasparenza che si concretizza con l’utilizzo dello strumento “Bilancio SA8000”, tramite cui trasmette le attività, i valori e le performance aziendali. In questo modo, si consolida sia l’affidabilità nei confronti degli stakeholder, sia la qualità dei servizi offerti, migliorando la reputazione nel settore di riferimento tramite la valorizzazione dell’impegno verso l’ambiente e il territorio.
Ares Ambiente: trasparenza verso le comunità locali
Uno dei capisaldi di Ares Ambiente è proprio la tutela e la trasparenza verso le comunità locali, che viene perseguita attraverso l’adozione della dichiarazione ambientale, in rispetto del Regolamento EMAS CE n.1221/2009. Tramite il documento, infatti, la comunità viene messa a conoscenza delle attività, dei programmi e degli obiettivi ambientali aziendali, rendendo il territorio un attore consapevole. Di pari passo, l’azienda porta avanti una politica condivisa nel rispetto della sostenibilità ambientale, rendendo partecipi tutti i membri della filiera, dai dipendenti ai fornitori, fino ai clienti. Per sostenere l’efficienza di queste pratiche, Ares Ambiente ha avviato un programma interno molto ferreo atto a migliorare la qualità dei servizi e basato su formazione costante del personale, suddivisione dei compiti, protocolli di controllo e processi definiti.
“Il Mio Corriere”: la vision del CEO di Eni Claudio Descalzi su informazione ed energia
“Nel Corriere vedo ancora un’energia importante: quella che le vostre firme impiegano nel mantenere una tradizione di autorevolezza, passione e contestuale pacatezza, anche a fronte degli eventi più importanti e determinanti”, spiega Claudio Descalzi nel numero speciale del “Corriere della Sera” per i 150 anni.
Claudio Descalzi e i 150 anni del “Corriere della Sera”: il ruolo dell’informazione nel mondo dell’energia
Tra i personaggi di spicco che hanno reso omaggio al “Corriere della Sera” in occasione dei 150 anni dalla nascita della testata c’è anche il CEO di Eni Claudio Descalzi: “Il Corriere mi ha aiutato a capire le dinamiche della politica, dell’economia e della società. Slogan gridati e ricerca di consenso non servono a spiegare le grandi complessità del mondo dell’energia, alla base degli sviluppi geopolitici”, ha sottolineato il manager nel suo intervento. “Come Eni siamo tra i protagonisti globali di questo scenario, e per questo sentiamo una grande responsabilità verso quello che facciamo e le decisioni che prendiamo. E crediamo che un po’ di responsabilità sia anche in carico a chi l’energia la racconta: voi ve la state assumendo portando ai vostri lettori semplicità, trasparenza e competenza”, ha aggiunto il CEO.
Claudio Descalzi: come il “Corriere della Sera” mi ha aiutato a capire il mondo
Claudio Descalzi è nato e cresciuto a Milano: “Per me il Corriere della Sera è sempre stato, come si suol dire, ‘il giornale che trovi a casa’. Le sue pagine e le sue firme, spesso storiche, mi hanno accompagnato fin da ragazzino attraverso gli eventi più importanti che hanno caratterizzato la storia del Paese e gli avvenimenti internazionali”. Nel suo intervento per i 150 anni della testata, il CEO lascia spazio anche ad aneddoti personali. “Ricordo la paura e lo smarrimento nel leggere la cronaca dell’attentato in Piazza Fontana, i racconti dei giorni drammatici del sequestro Moro: le ipotesi, l’attesa, il non sapere cosa pensare, cosa fosse giusto o sbagliato fare. Ma ricordo anche letture divertenti di articoli che trasmettevano l’euforia degli Anni 80, con le tante nuove idee e opportunità che nascevano”, ha raccontato Claudio Descalzi: il “Corriere della Sera” per lui non è stato solamente “una fonte di informazione, ma anche un approfondimento che spiegava e aiutava a capire le dinamiche della politica, dell’economia e della società”.
Banca Generali, Gian Maria Mossa: il punto sulla raccolta di febbraio, focus sui risultati
I numeri della raccolta di febbraio di Banca Generali, parla il CEO Gian Maria Mossa: “Un mese molto solido che ha visto la robusta attività della struttura esistente e l’inserimento di ottimi profili. La forza dei nostri consulenti finanziari e le significative progettualità in corso ci fanno guardare con fiducia alle opportunità per i prossimi mesi”.
Banca Generali: raccolta da inizio anno a 1,2 miliardi, il commento di Gian Maria Mossa
Banca Generali archivia febbraio con una raccolta netta di 710 milioni di euro, portando il totale da inizio anno a 1,2 miliardi: per il CEO Gian Maria Mossa è stato “un mese molto solido che ha visto la robusta attività della struttura esistente e l’inserimento di ottimi profili”. Il manager, nel sottolineare il valore della performance, ha evidenziato anche come la qualità della raccolta sia “in costante miglioramento”: lo attesta l’aumento significativo dei flussi in Assets under Investment (AuI) rispetto a gennaio, pari a 322 milioni nel mese (384 milioni da inizio anno). Di questi oltre la metà è riferita ai contenitori finanziari (165 milioni nel mese), sempre particolarmente apprezzati dalla clientela private per il loro livello di personalizzazione, diversificazione e servizio. In crescita anche le nuove linee di fondi di casa (79 milioni nel mese), che complessivamente hanno rappresentato quasi il 90% della raccolta dei fondi da inizio anno (177 milioni sul totale di 199 milioni). Inoltre, Banca Generali segnala anche un aumento costante nella domanda di consulenza evoluta su AuC and banking, pari a 32 milioni nel mese (46 milioni da inizio anno). Nel febbraio dell’Istituto guidato da Gian Maria Mossa emergono anche i numeri in forte rialzo relativi ai Conti Amministrati che hanno registrato una raccolta per 374 milioni (545 milioni da inizio anno), sostenuti anche dalla proattiva offerta di prodotti finalizzati alla diversificazione dei portafogli.
Il CEO Gian Maria Mossa: “Qualità in costante miglioramento”
Il miglioramento costante nella qualità della raccolta, come evidenziato dal CEO Gian Maria Mossa, si deve anche alle nuove iniziative in ambito protezione finanziaria che si sposano particolarmente bene con la volatilità dei mercati e i timori geopolitici dall'escalation dei conflitti. “Siamo molto soddisfatti di come sta procedendo il progetto di integrazione con Intermonte, con un crescente numero di incontri con imprenditori e con una significativa accelerazione nell'ambito delle soluzioni di prodotti strutturati”, ha aggiunto Mossa. “A febbraio abbiamo anche completato la fase pilota del progetto di Insurbanking con Alleanza e siamo partiti con il roll out sulla loro rete dell'offerta bancaria. La forza dei nostri consulenti finanziari e le significative progettualità in corso ci fanno guardare con fiducia alle opportunità per i prossimi mesi”, ha concluso il CEO.
Nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma UBIDOM: arredi e strutture vietate
Nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma: cosa cambia nel 2026 e come adeguarsi
Nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma 2026
A partire dal 2026 entrano in vigore le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma, che segnano un cambiamento significativo per tutte le attività commerciali, in particolare bar, ristoranti e locali che utilizzano spazi esterni. Il Comune ha deciso di mettere fine alle deroghe introdotte durante il periodo Covid, introducendo un sistema più rigido, ordinato e uniforme.
La data chiave da segnare è il 31 marzo 2026: entro questa scadenza, tutte le concessioni esistenti devono essere adeguate alle nuove disposizioni. In caso contrario, si rischia la decadenza automatica del titolo autorizzativo.
Fine delle deroghe Covid: cosa significa per le attività
Durante la pandemia, molte attività hanno beneficiato di concessioni straordinarie per ampliare gli spazi esterni e garantire il distanziamento. Con le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma, queste deroghe vengono definitivamente eliminate.
Questo comporta che:
- Le autorizzazioni temporanee devono essere regolarizzate
- Gli spazi concessi devono rientrare nei nuovi parametri
- Le strutture installate devono rispettare i nuovi standard
Chi non si adegua entro i termini stabiliti perderà il diritto all’occupazione del suolo pubblico.
Limiti dimensionali: quanta superficie si può occupare
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i nuovi limiti sulla superficie occupabile. Le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma stabiliscono che lo spazio esterno concesso sarà proporzionato alla superficie interna del locale.
In generale:
- Fino a 2/3 della superficie interna nelle aree standard
- Riduzione a 1/3 nelle zone di particolare valore storico e artistico, come il centro storico e le aree UNESCO
Questo cambiamento impatta soprattutto le attività che negli anni avevano ampliato significativamente lo spazio esterno.
Restrizioni su arredi e strutture
Le nuove normative introducono regole più stringenti anche sugli arredi utilizzabili negli spazi esterni.
Saranno:
Vietati:
- Coperture fisse
- Chiusure verticali permanenti
- Schermi TV e impianti audio
Saranno invece consentiti:
- Ombrelloni
- Tavoli e sedute conformi al catalogo urbano
- Fioriere
- Pedane, ma con limitazioni precise
L’obiettivo è garantire un maggiore decoro urbano e una migliore integrazione con il contesto architettonico della città.
Marciapiedi e spazio pedonale: nuove distanze minime
Un altro punto fondamentale delle nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma riguarda la fruibilità degli spazi pubblici.
Per poter ottenere o mantenere la concessione:
- Deve essere garantito un passaggio pedonale minimo di almeno 2 metri
- Le occupazioni non devono ostacolare il flusso dei pedoni
- Deve essere rispettata la sicurezza e l’accessibilità
Questo requisito sarà verificato attentamente dai Municipi e rappresenta una delle principali cause di riduzione degli spazi concessi.
Valutazione caso per caso nei Municipi
Le nuove regole non si applicano in modo completamente automatico: ogni richiesta viene valutata dal Municipio competente.
In particolare:
- Nelle aree centrali e storiche le verifiche saranno più rigide
- Verranno considerati vincoli paesaggistici e architettonici
- Ogni progetto sarà analizzato singolarmente
Questo significa che non esiste una soluzione valida per tutti: ogni attività dovrà adattarsi alla propria situazione specifica.
Scadenze e rischi: cosa succede se non ci si adegua
La scadenza del 31 marzo 2026 è fondamentale. Entro questa data, i titolari delle concessioni devono:
- Presentare domanda di adeguamento
- Aggiornare la documentazione
- Verificare la conformità degli spazi e degli arredi
In caso di mancato adeguamento:
- La concessione decade automaticamente
- Si rischiano sanzioni amministrative
- È possibile la revoca definitiva del permesso
Per questo motivo è fondamentale muoversi con anticipo.
Obiettivo del Comune: più ordine e qualità urbana
Le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma nascono con un obiettivo preciso: migliorare la gestione dello spazio pubblico.
Il Comune punta a:
- Ridurre l’occupazione eccessiva
- Migliorare il decoro urbano
- Garantire maggiore accessibilità ai cittadini
- Uniformare le regole in tutta la città
Si tratta quindi di una riforma strutturale che cambierà in modo duraturo il volto degli spazi esterni delle attività commerciali.
UBIDOM: supporto professionale per l’adeguamento
Adeguarsi alle nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma può essere complesso, soprattutto per chi deve gestire aspetti tecnici, normativi e burocratici.
Per questo è consigliabile affidarsi a professionisti del settore.
UBIDOM offre un servizio completo di consulenza per:
- Analisi della situazione attuale
- Calcolo delle superfici ammissibili
- Progettazione degli spazi esterni
- Gestione delle pratiche amministrative
- Interfaccia con i Municipi
Grazie a un supporto tecnico specializzato, è possibile evitare errori, ridurre i tempi e garantire un adeguamento corretto alle normative.
Le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma rappresentano un passaggio cruciale per tutte le attività che utilizzano spazi esterni. La fine delle deroghe Covid, i nuovi limiti dimensionali e le restrizioni sugli arredi impongono un adeguamento rapido e preciso.
La scadenza del 31 marzo 2026 è ormai vicina: agire per tempo è fondamentale per evitare sanzioni e perdere la concessione.
Affidarsi a realtà specializzate come UBIDOM può fare la differenza, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità per migliorare l’organizzazione e l’immagine della propria attività.
Cristina Scocchia accelera sulla trasformazione digitale di Illycaffè
La trasformazione digitale entra sempre più nel cuore del business di Illycaffè. Il Gruppo guidato da Cristina Scocchia ha avviato la realizzazione di una nuova Data & AI Platform, un’infrastruttura cloud-native progettata per unificare e valorizzare l’intero patrimonio di dati aziendali e integrare in modo strutturale l’AI nei processi chiave.
Cristina Scocchia: una piattaforma dati per rendere la filiera del caffè più efficiente e sostenibile
L’obiettivo è rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza dell’azienda in un contesto globale sempre più complesso. La piattaforma raccoglierà e metterà a sistema dati provenienti da tutte le fasi della filiera, dalla coltivazione del caffè alla produzione, dalla logistica fino ai canali retail, rendendo possibile un utilizzo avanzato dell’analisi dei dati a supporto delle decisioni strategiche. “La nuova Data & AI Platform rappresenta un passo strategico nella trasformazione digitale di illycaffè – ha confermato Cristina Scocchia – L’obiettivo è usare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per rendere la nostra supply chain più efficiente e resiliente, migliorare l’esperienza dei clienti e supportare la sostenibilità lungo tutta la filiera, dal chicco alla tazzina”. La piattaforma tecnologica sarà implementata da Lutech e basata sulle soluzioni Google Cloud.
Cristina Scocchia: così l’AI trasforma i processi di Illycaffè
Tra i principali risultati attesi vi è un significativo incremento dell’efficienza operativa. L’azienda potrà migliorare la previsione della domanda, la pianificazione degli approvvigionamenti e il controllo qualità. Gli algoritmi di AI permetteranno inoltre di individuare pattern nascosti nei dati, prevedere le rese agricole, analizzare le variabili ambientali che influenzano la qualità del chicco e anticipare eventuali criticità. Un secondo ambito riguarda il potenziamento della customer experience. L’analisi avanzata dei dati di vendita e dei comportamenti dei consumatori consentirà di sviluppare strategie commerciali più mirate, personalizzare l’esperienza nei canali digitali e fisici, migliorare le capacità di forecasting e rafforzare la relazione con i clienti professionali e retail. La piattaforma contribuirà inoltre alla riduzione dei rischi operativi, grazie a processi decisionali supportati dall’analisi integrata di dati interni ed esterni. Parallelamente, Illycaffè ha lanciato anche AI Explorer Community, un’iniziativa dedicata a un gruppo selezionato di collaboratori con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate sull’AI all’interno dell’organizzazione. Il progetto punta a identificare nuove opportunità di miglioramento dei processi aziendali attraverso l’AI, sperimentare tecnologie di mercato e promuovere un utilizzo efficace, etico e sicuro delle nuove soluzioni digitali, in linea con i valori aziendali e con l’evoluzione delle normative. “Non esiste trasformazione digitale senza persone – ha concluso Cristina Scocchia – Con l’AI Explorer Community vogliamo creare una generazione di “AI ambassador” interni, capaci di portare l’Intelligenza Artificiale dentro i processi quotidiani in modo consapevole e responsabile”.
L'importanza della Sorveglianza Sanitaria per la prevenzione delle malattie professionali
La sorveglianza sanitaria costituisce uno dei pilastri più rilevanti dei sistemi di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro. Si tratta di un insieme di attività mediche, coordinate dal medico competente, volte a tutelare lo stato di salute e la sicurezza dei lavoratori in relazione ai rischi professionali specifici a cui risultano esposti durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Nel contesto normativo italiano, la sorveglianza sanitaria è disciplinata dal Decreto Legislativo 81/2008, il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro, che ne stabilisce i contenuti, le modalità e i soggetti responsabili.
La finalità della sorveglianza sanitaria non si limita semplicemente al controllo generico dello stato di salute dei dipendenti, ma si concentra sulla valutazione e sul monitoraggio costante delle condizioni psicofisiche di ogni singolo lavoratore in relazione all'attività svolta. Questo approccio mirato consente di identificare precocemente alterazioni della salute provocate dall'esposizione ai rischi lavorativi, consentendo interventi preventivi tempestivi. La sorveglianza sanitaria rappresenta quindi un investimento diretto nella salute del capitale umano e nella sostenibilità complessiva dell'azienda.
Il quadro normativo e gli obblighi principali
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per legge in determinate circostanze e rappresenta una responsabilità condivisa tra il datore di lavoro, il medico competente e i lavoratori stessi. Secondo l'articolo 41 del D.Lgs. 81/2008, la sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente nei casi previsti dalla normativa vigente, ovvero quando il lavoratore ne faccia richiesta e questa sia ritenuta dal medico correlata ai rischi professionali.
Il medico competente è la figura professionale nominata dal datore di lavoro con il compito specifico di gestire la sorveglianza sanitaria aziendale. Si tratta di un professionista con specializzazione in medicina del lavoro, in possesso di competenze specifiche nel riconoscimento dei rischi professionali e nella valutazione del loro impatto sulla salute. La nomina del medico competente deve essere sottoposta a comunicazione agli organi di vigilanza territoriali e rappresenta un obbligo non derogabile per le aziende in cui sussistono rischi significativi per la salute dei dipendenti.
La sorveglianza sanitaria diventa obbligatoria in molteplici situazioni: quando il lavoratore è esposto a fattori di rischio specifici come il rumore, agenti chimici, vibrazioni, movimentazione manuale di carichi, o amianto; quando il dipendente svolge attività particolari come il lavoro notturno o l'utilizzo prolungato di videoterminali; quando vengono rilevati dati di valutazione del rischio nel Documento di Valutazione dei Rischi che indicano la necessità di controlli sanitari; oppure nel caso di cambio della mansione, rientro da assenza prolungata, o richiesta specifica del lavoratore.
Le tipologie di visite mediche aziendali
La sorveglianza sanitaria si articola in diverse tipologie di visite mediche, ciascuna con finalità e tempistiche specifiche. Queste visite non si limitano a semplici check-up generici, ma costituiscono accertamenti mirati e personalizzati in base ai rischi effettivamente presenti nella mansione svolta dal singolo lavoratore.
La visita medica preventiva, anche denominata preassuntiva, rappresenta il primo momento della sorveglianza sanitaria. Essa viene effettuata prima dell'assunzione del lavoratore o prima dell'inizio di un'attività lavorativa che comporta esposizione a rischi specifici. La finalità della visita preventiva è accertare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato, al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica. Durante questa visita, il medico competente esamina la storia clinica del lavoratore, effettua una visita medica generale e, se ritenuto necessario, prescrive accertamenti strumentali e esami di laboratorio per valutare completamente lo stato di salute psicofisico.
La visita medica periodica rappresenta il controllo ordinario effettuato con cadenza regolare per verificare che le condizioni di salute del lavoratore rimangono compatibili con la mansione svolta e che l'esposizione ai rischi professionali non abbia provocato danni o alterazioni della salute. La periodicità della visita periodica viene stabilita di norma con frequenza annuale, anche se il medico competente può indicare cadenze diverse sulla base della valutazione personalizzata del rischio. In taluni casi, quando i rischi sono particolarmente significativi, come l'esposizione a rumore o ad agenti chimici pericolosi, la frequenza può essere semestrale o con altre scadenze determinate dal medico competente in funzione della gravità e dell'estensione dell'esposizione.
La visita medica su richiesta del lavoratore viene effettuata quando il dipendente segnala la presenza di sintomi o condizioni di salute che potrebbero essere correlati all'attività lavorativa svolta. Il medico competente valuta se la richiesta sia giustificata e correlata ai rischi professionali specifici della mansione. Se ritenuta appropriata, questa visita viene eseguita al fine di esprimere un giudizio di idoneità aggiornato e, eventualmente, di segnalare la necessità di misure preventive supplementari.
La visita medica in occasione del cambio di mansione viene effettuata quando il lavoratore viene assegnato a un ruolo che comporta esposizione a rischi diversi da quelli della mansione precedente. Lo scopo è verificare l'idoneità psicofisica del lavoratore alla nuova mansione e alla relativa esposizione ai rischi professionali.
La visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro viene effettuata nei casi previsti dalla normativa vigente, particolarmente quando il lavoratore è stato sottoposto a esposizione a sostanze pericolose o rischi significativi. Questa visita consente di documentare lo stato di salute al momento del termine del rapporto e costituisce una garanzia sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.
Alcune situazioni particolari richiedono attenzione specifica. La visita medica in occasione di rientro dal lavoro dopo un'assenza prolungata, generalmente superiore ai sessanta giorni, permette al medico competente di verificare che le condizioni di salute del lavoratore rimangono idonee e che nessuna situazione intervenuta durante l'assenza possa compromettere la sicurezza dell'interessato al rientro in servizio.
Il ruolo e le responsabilità del medico competente
Il medico competente svolge un ruolo centrale e poliedrico all'interno del sistema di prevenzione aziendale. Le sue responsabilità vanno ben oltre la semplice esecuzione delle visite mediche e abbracciano aspetti organizzativi, consulenziali e di supporto alle decisioni aziendali in materia di sicurezza.
Una delle prime responsabilità del medico competente consiste nella definizione del protocollo sanitario aziendale. Sulla base dell'analisi approfondita del Documento di Valutazione dei Rischi e della valutazione della natura specifica dei rischi presenti nelle diverse mansioni aziendali, il medico competente elabora un programma personalizzato di monitoraggio. Questo programma include l'indicazione delle visite mediche necessarie, gli esami clinici e strumentali specifici, le periodicità dei controlli, e tutte le altre misure sanitarie ritenute necessarie per proteggere adeguatamente la salute dei lavoratori esposti. Il protocollo sanitario diviene parte integrante del documento di valutazione dei rischi e guida tutte le attività di sorveglianza successivamente svolte.
La valutazione dell'idoneità alla mansione specifica rappresenta un compito essenziale. Attraverso le visite mediche e gli accertamenti eseguiti, il medico competente rilascia un giudizio scritto di idoneità che viene consegnato al lavoratore e al datore di lavoro. Questo giudizio può indicare l'idoneità piena alla mansione, l'idoneità con prescrizioni particolari, limitazioni specifiche nell'esecuzione di determinate operazioni, o l'inidoneità qualora le condizioni di salute del lavoratore non consentano lo svolgimento sicuro della mansione. I giudizi di idoneità condizionata o limitata permettono all'azienda di adottare misure organizzative specifiche per proteggere la salute del dipendente, quale ad esempio la riduzione dell'orario di esposizione o l'esclusione temporanea da determinate operazioni.
La consulenza e la formazione costituiscono un altro ambito importante di attività del medico competente. Questo professionista collabora costantemente con il datore di lavoro e con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per promuovere iniziative di informazione, formazione e sensibilizzazione sui rischi lavorativi specifici e sulle misure preventive disponibili. Il medico competente partecipa alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, fornendo il suo contributo tecnico specialistico nella identificazione e valutazione dei rischi di natura sanitaria. Inoltre, supporta l'organizzazione del Servizio di Primo Soccorso aziendale, verificando che i mezzi e le procedure siano adeguati alle esigenze specifiche dell'azienda.
Il medico competente svolge sopralluoghi nei locali di lavoro con cadenza almeno annuale al fine di acquisire una conoscenza diretta degli ambienti, dei processi lavorativi, delle attrezzature e delle condizioni operative. Questi sopralluoghi permettono al medico di completare le informazioni acquisite tramite la valutazione dei rischi e di identificare eventuali situazioni critiche non documentate nei dati disponibili. Al termine di ogni sopralluogo, il medico competente redige un verbale dettagliato che documenta le osservazioni e fornisce indicazioni per eventuali miglioramenti.
La relazione sanitaria annuale rappresenta un documento di fondamentale importanza. Il medico competente fornisce una relazione dettagliata al datore di lavoro e agli organismi di rappresentanza dei lavoratori che descrive le attività svolte durante l'anno, i risultati degli accertamenti sanitari aggregati e non nominativi, l'efficacia delle misure di prevenzione adottate, e raccomandazioni per possibili miglioramenti. Questa relazione serve a monitorare l'andamento complessivo della salute all'interno dell'azienda e a individuare aree che richiedono interventi specifici.
I protocolli sanitari per i principali rischi professionali
I protocolli di sorveglianza sanitaria si differenziano in base al tipo di rischio specifico a cui i lavoratori risultano esposti. Questa personalizzazione garantisce che gli accertamenti siano veramente mirati al riconoscimento precoce di alterazioni della salute correlate alle esposizioni professionali effettive. I principali ambiti di sorveglianza includono i seguenti elementi:
- Rischio chimico: la sorveglianza è orientata all'identificazione di effetti biologici determinati dall'esposizione a sostanze chimiche pericolose, con monitoraggio biologico, esami strumentali specifici, spirometria e visite specialistiche
- Rischio da rumore: i lavoratori esposti sono sottoposti a visite mediche con esame dell'udito mediante audiometria per individuare precocemente il danno uditivo
- Rischio da vibrazioni: la sorveglianza mira al riconoscimento di sindrome del tunnel carpale e vasculopatia vibratoria, con esami funzionali e indagini strumentali
- Movimentazione manuale di carichi: gli accertamenti includono visita medica specializzata e valutazione della capacità fisica del lavoratore
- Utilizzo di videoterminali: visita medica mirata all'identificazione di disturbi visivi e muscoloscheletrici con esame oftalmologico
- Stress lavoro-correlato: valutazione del benessere psicofisico del lavoratore mediante colloquio clinico e questionari standardizzati
La cartella sanitaria e di rischio
La documentazione accurata rappresenta un elemento essenziale della sorveglianza sanitaria. Per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza, il medico competente istituisce e mantiene aggiornata una cartella sanitaria e di rischio. Questo documento contiene la descrizione della mansione svolta, l'indicazione dei rischi specifici, i risultati delle visite mediche effettuate, gli accertamenti strumentali e di laboratorio eseguiti, le specialistiche eventualmente prescritte, le date di esecuzione, e il giudizio di idoneità espresso.
La cartella sanitaria e di rischio è un documento strettamente confidenziale e il suo accesso è limitato al medico competente, al lavoratore interessato e agli organi di vigilanza. La conservazione della cartella avviene presso il luogo concordato al momento della nomina del medico competente, e il medico ha l'obbligo di fornire al lavoratore copia di tutti gli accertamenti e dei documenti che la compongono al termine di ogni visita medica.
La conservazione della cartella sanitaria e di rischio deve perdurare anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Molte legislazioni richiedono la conservazione per periodi significativi, spesso di quaranta anni, al fine di permettere l'identificazione retrospettiva di malattie professionali che potrebbero manifestarsi a distanza di anni dall'esposizione.
Le conseguenze della mancata sorveglianza sanitaria
L'omissione o la gestione inadeguata della sorveglianza sanitaria comporta conseguenze legali severe per il datore di lavoro e espone l'azienda a responsabilità civile e penale. Il mancato svolgimento della sorveglianza sanitaria quando obbligatoria costituisce una violazione diretta del D.Lgs. 81/2008.
Le sanzioni amministrative previste dal Decreto Legislativo 193/2007 per le violazioni relative alla sorveglianza sanitaria sono particolarmente significative. L'assenza totale della sorveglianza sanitaria quando obbligatoria comporta una multa che può raggiungere sino a seimila euro. La mancata effettuazione dei monitoraggi periodici o la loro esecuzione con modalità non conforme alle prescrizioni normative incorre in sanzioni economiche consistenti.
Nei casi di violazione grave o reiterata, il D.Lgs. 81/2008 prevede anche sanzioni di natura penale, incluso l'arresto sino a sei mesi. Queste sanzioni più severe si applicano quando la violazione crei un pericolo diretto alla sicurezza e alla salute dei lavoratori o nel caso di esecuzione della sorveglianza in modo sostanzialmente inesatto o assente.
Oltre alle sanzioni amministrative e penali, il datore di lavoro che non effettui adeguatamente la sorveglianza sanitaria si espone al rischio di responsabilità civile qualora un lavoratore subisca danno alla salute per mancato riconoscimento tempestivo di una patologia correlata al lavoro. In questi casi, il lavoratore o gli eredi possono intraprendere azioni legali per ottenere il risarcimento dei danni.
I benefici della sorveglianza sanitaria per l'azienda
Sebbene la sorveglianza sanitaria rappresenti formalmente un obbligo normativo, la sua corretta implementazione genera benefici concreti e misurabili per l'organizzazione aziendale che vanno molto oltre la semplice conformità legale.
La prevenzione delle malattie professionali è il beneficio più diretto. L'identificazione precoce di alterazioni della salute correlate al lavoro consente di intervenire tempestivamente per ridurre l'esposizione al fattore di rischio, modificare le modalità operative, o predisporre misure protettive specifiche prima che la malattia si sviluppi in forma grave. Malattie come la sordità da rumore, il tunnel carpale, o la pneumoconiosi hanno carattere progressivo e irreversibile: il riconoscimento precoce attraverso la sorveglianza sanitaria permette di fermare o rallentare significativamente la progressione del danno.
La riduzione dell'assenteismo e dell'incidenza di infortuni è un conseguente beneficio economico rilevante. Un lavoratore sano e consapevole dei rischi della propria mansione tende ad adottare comportamenti più sicuri, e un ambiente aziendale dove la salute è tutelata attivamente favorisce il benessere psicologico e la motivazione. Studi dimostrano che le aziende che implementano con rigore la sorveglianza sanitaria registrano tassi di assenteismo per motivi di salute e di infortuni inferiori rispetto alla media del settore.
La riduzione della responsabilità civile e dei relativi costi assicurativi rappresenta un beneficio finanziario concreto. Un'azienda che dimostra di aver implementato una sorveglianza sanitaria rigorosa e documentata è in posizione più forte nel caso in cui un lavoratore contesti un danno alla salute, avendo prova del proprio impegno nella prevenzione.
L'incremento della produttività emerge dalla ricerca scientifica come conseguenza di una gestione consapevole della salute dei dipendenti. Un ambiente di lavoro percepito come sicuro e dove la salute è valorizzata favorisce la motivazione, la coesione del gruppo di lavoro e la performance complessiva.
La reputazione aziendale beneficia dalla dimostrazione di una gestione responsabile della sicurezza e della salute dei dipendenti. Clienti, partner commerciali e stakeholder moderni attribuiscono crescente importanza alla responsabilità sociale d'impresa, e una sorveglianza sanitaria rigorosa costituisce un segnale tangibile di questo impegno.
Per approfondire ulteriormente gli obblighi normativi e le migliori pratiche in materia di sicurezza sul lavoro, è consigliabile consultare corsi di sicurezza sul lavoro a Milano e provincia, che forniscono formazione specializzata agli operatori aziendali, ai datori di lavoro e ai professionisti della sicurezza.
Amica Chips: lo snack perfetto per aperitivi e momenti di relax
Amica Chips propone un’ampia gamma di snack salati pensati per ogni momento: dall’aperitivo con amici a una pausa relax davanti alla TV. Accanto alle patatine classiche, offre fusti creativi e varianti aromatiche in grado di soddisfare ogni palato.
Amica Chips: snack per tutti i gusti
Hai organizzato una serata con gli amici per guardare la partita, è troppo presto per la cena e decidi di fare aperitivo condividendo una busta di patatine. Oppure sei solo a casa, sei tornato presto da lavoro e vuoi goderti un momento di relax davanti a una serie TV, gustandoti i tuoi snack salati preferiti. È ispirandosi a questi spaccati di vita quotidiana che Amica Chips ha ideato i suoi famosissimi snack, facendoli diventare parte integrante di quello che può considerarsi un vero e proprio rito. Per andare incontro ai gusti e alle esigenze di tutti, l’azienda ha affiancato alle patatine classiche, lisce o rigate, una vasta scelta di varianti: da quelle dal sapore più deciso come ketchup o paprika, alle combinazioni più fresche come pepe e lime o limone e basilico. Ci sono poi richiami ai trend internazionali come sour cream & onion e alternative mediterranee come le patatine al pomodoro. L’offerta si arricchisce, inoltre, di linee con identità propria che ampliano il catalogo con opzioni aromatizzate o proposte per chi vuole ridurre il sale senza rinunciare al gusto.
Amica Chips: la filiera e i valori
La visione di Amica Chips, o meglio del suo fondatore Alfredo Moratti, prende forma a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. È qui che nel 1990 comincia il suo percorso. L’azienda cresce rapidamente, conquistando la GDO in breve tempo, grazie al focus su processi controllati e continuità qualitativa. Con acquisizioni mirate e integrazione produttiva, il polo si rafforza sempre di più e arriva a espandersi oltre confine. Oggi vanta una presenza in più di 22 Paesi nel mondo, un team di oltre 350 persone e un’area superiore ai 700.000 m². Amica Chips è anche molto attenta al proprio impatto ambientale, motivo per il quale ha aderito a una serie di iniziative che guardano alla tutela dell’ambiente, compreso l’utilizzo di packaging con il 30% di plastica riciclata e l’impiego di sistemi di depurazione presso lo stabilimento.
Cornici su Misura a Roma: Scopri Zeno Arte
Negozio di cornici a Roma: Zeno Arte, qualità artigianale e design su misura
Negozio di Cornici a Roma: Zeno Arte Cornici su Misura Se sei alla ricerca di un Negozio di Cornici a Roma capace di unire artigianalità, gusto estetico e soluzioni personalizzate, Zeno Arte rappresenta un punto di riferimento nel settore. Situato nella capitale, questo laboratorio si distingue per la cura dei dettagli, la qualità dei materiali e l’attenzione verso le esigenze di ogni cliente.
Cornici artigianali su misura a Roma
Zeno Arte è specializzato nella realizzazione di cornici artigianali su misura, ideali per valorizzare qualsiasi tipo di opera: quadri, stampe, fotografie, specchi e oggetti artistici. Ogni cornice viene progettata per integrarsi perfettamente con lo stile dell’opera e dell’ambiente in cui verrà collocata.
La scelta di una cornice non è mai banale: una soluzione standard può risultare anonima, mentre una cornice realizzata su misura è in grado di esaltare colori, forme e proporzioni. Zeno Arte offre un’ampia gamma di modelli, finiture e materiali, permettendo al cliente di trovare la soluzione più adatta.
Un laboratorio di cornici con esperienza
L’esperienza maturata nel tempo consente a Zeno Arte di offrire consulenze personalizzate, aiutando i clienti nella scelta della cornice più adatta. Il laboratorio lavora con tecniche tradizionali, affiancate da soluzioni moderne per garantire risultati di alta qualità.
Che si tratti di incorniciare un’opera d’arte, un ricordo personale o una stampa decorativa, ogni progetto viene seguito con attenzione. L’obiettivo è quello di creare un prodotto che non sia solo funzionale, ma anche esteticamente armonioso.
Restauro e conservazione
Oltre alla realizzazione di nuove cornici, Zeno Arte offre anche servizi di restauro e conservazione. Le cornici antiche o danneggiate possono essere recuperate e riportate al loro splendore originale grazie a interventi mirati e materiali adeguati.
Questo servizio è particolarmente importante per chi possiede opere di valore o cornici storiche, che necessitano di un trattamento professionale per mantenere intatta la loro integrità nel tempo.
Ampia scelta di materiali e stili
Uno dei punti di forza di Zeno Arte è la varietà di materiali disponibili. Legno, metallo, finiture dorate, moderne o classiche: ogni cliente può scegliere tra numerose opzioni per ottenere il risultato desiderato.
La possibilità di personalizzazione è totale: dimensioni, colori, lavorazioni e dettagli vengono definiti in base alle preferenze del cliente. Questo rende Zeno Arte una soluzione ideale sia per ambienti classici che contemporanei.
Cornici per privati e professionisti
Zeno Arte si rivolge a una clientela ampia: privati, artisti, fotografi, interior designer e aziende. Ogni categoria trova soluzioni specifiche, grazie a un servizio flessibile e orientato al risultato.
Per i professionisti del settore artistico, la qualità della cornice è fondamentale per valorizzare le opere. Allo stesso modo, per chi desidera decorare la propria casa, una cornice ben scelta può fare la differenza nell’arredamento.
Perché scegliere Zeno Arte a Roma
Scegliere Zeno Arte significa affidarsi a un laboratorio che mette al centro qualità, competenza e attenzione al cliente. Tra i principali vantaggi:
- Realizzazione di cornici su misura
- Materiali di alta qualità
- Consulenza personalizzata
- Servizi di restauro
- Ampia scelta di stili e finiture
In un mercato dove spesso prevalgono soluzioni standardizzate, Zeno Arte offre un approccio artigianale che garantisce unicità e valore.
Se stai cercando un negozio di cornici a Roma che offra prodotti su misura e servizi professionali, Zeno Arte rappresenta una scelta affidabile. Grazie all’esperienza, alla qualità dei materiali e alla cura dei dettagli, questo laboratorio è in grado di soddisfare anche le richieste più esigenti.
Investire in una cornice realizzata con attenzione significa valorizzare ciò che contiene, trasformando ogni opera in un elemento centrale dello spazio.
















