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venerdì 31 luglio 2026

Pier Silvio Berlusconi: la crescita di MFE e le nuove sfide in Europa

Procede a passo spedito il progetto che Pier Silvio Berlusconi porta avanti in Europa con MFE per la creazione di un grande polo media in grado di competere sempre più efficacemente con i giganti del web e dello streaming: le dichiarazioni del Chairman e Group CEO durante la “Serata con la stampa” sui traguardi raggiunti e le nuove sfide.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE in Europa, il punto sul progetto

In occasione della “Serata con la stampa” a cui hanno preso parte oltre 100 giornalisti e 50 manager, Pier Silvio Berlusconi ha delineato il percorso di crescita di MFE - MEDIAFOREUROPE, progetto di respiro internazionale che punta alla creazione di una una realtà unica nel panorama internazionale: un polo media paneuropeo capace di competere sempre più efficacemente con i giganti del web e dello streaming. I risultati economico-finanziari raggiunti e le positive performance sul fronte degli ascolti rappresentano la conferma della solidità della strategia e della visione di MFE. “È passato solo un anno, per noi un anno decisivo e importante, ma quante cose sono cambiate in un anno?”, ha evidenziato Berlusconi ricordando come nell’estate 2025, quando si era svolto l’evento di presentazione dei titoli della scorsa stagione tv, l’OPA lanciata su ProSiebenSat.1 era ancora in corso. “Oggi, un anno dopo, abbiamo raggiunto la maggioranza e il controllo di ProSiebenSat.1, a cui si è aggiunta una partnership molto positiva con l’azienda media portoghese Impresa. Germania, Portogallo, Italia, Spagna, Svizzera, Austria: MFE è una realtà con un potenziale di 200 milioni di spettatori”, ha rimarcato il CEO.

Pier Silvio Berlusconi: la tv italiana è il benchmark da esportare

“MFE, operazione coraggiosa mai fatta da nessuno: un grande agglomerato di aziende europee che si poggia sulla televisione generalista gratuita. Nessuno, a parte noi, ci aveva nemmeno pensato. Noi l’abbiamo fatto, ci crediamo”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi. “Ci siamo dati obiettivi semplici e chiari partendo dalla nostra essenza, quella di editori televisivi che vogliono investire sul prodotto: in Italia già lo facciamo e lo faremo negli altri Paesi in controtendenza, con la TV italiana che è il benchmark da esportare”, ha spiegato il CEO. “Solo un anno fa non era partita La ruota della fortuna che, lo dico con orgoglio, ha cambiato i destini e le proporzioni della televisione italiana. L’obiettivo è quello di continuare a investire nei contenuti, nella tecnologia e nell’innovazione attorno al mantra “pensare europeo per restare locale” traendo linfa dalle differenze”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi annunciando il lancio per gennaio di una digital platform europea unica con il meglio delle produzioni di ogni Paese in cui il Gruppo è presente: “Vogliamo creare il nuovo standard premium da portare a utenti e investitori dando informazioni certificate, dimensione, qualità e diversità dei profili e sicurezza”.

Patto Italia-Francia sulla moda: l’incontro a Parigi con Luca de Meo (Kering)

Vertice a Parigi tra il Ministro Urso e Luca de Meo: al centro del colloquio la tutela del Made in Italy e il contrasto all'illegalità. Il CEO di Kering ha ribadito la centralità della manifattura italiana, che genera oltre il 60% del fatturato totale del colosso del lusso.

Luca de Meo

Luca de Meo a colloquio con il Ministro Adolfo Urso

Luca de Meo, CEO di Kering, ha incontrato a Parigi Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, insieme ai vertici di Lvmh, per parlare di un’intesa volta a contrastare l’ultra fast fashion. Italia e Francia, i due pilastri indiscussi dell’alta moda a livello globale, starebbero infatti collaborando per rafforzare la filiera del lusso e porre un freno a illegalità e sfruttamento del lavoro. Tra le proposte ci sono misure che favorirebbero la tracciabilità e la legalità lungo tutta la filiera produttiva, quindi dalle piccole realtà ai giganti del settore. “Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la catena del valore in Italia, che è diventata la fabbrica del lusso mondiale, anche attraverso un patto di sistema tra Italia e Francia, consapevoli di essere parte di un unico ecosistema industriale”, ha dichiarato Urso, che ha poi detto di aver “individuato un percorso comune per tutelare meglio il comparto anche in sede europea, come dimostra la nuova iniziativa doganale sui piccoli pacchi extra-Ue”.

Luca de Meo si candida a modello di riferimento per la manifattura italiana

Entrambi i colossi del lusso poggiano la propria struttura sulla manifattura italiana: l’80% della filiera produttiva fa capo alla penisola, sia per le maison di Lvmh – tra cui spiccano Fendi, Bulgari e Loro Piana – sia per quelle del portafoglio Kering, come Gucci, Bottega Veneta e Brioni. Durante l’incontro, il CEO di Kering Luca de Meo si è mostrato aperto a sostenere eventuali nuovi progetti come modello di riferimento, con l’obiettivo di consolidare la catena di fornitura, contrastare forme di illegalità e migliorare qualità e condizioni di lavoro. D’altronde, i marchi italiani generano già oltre il 60% del fatturato complessivo del Gruppo.  Pure il Presidente e CEO di Lvmh Bernard Arnault ha espresso l’intenzione di proseguire sulla stessa strada. Il Gruppo da lui guidato impiega quasi 20mila lavoratori in Italia e negli ultimi cinque anni ha investito circa 500 milioni di euro all’anno nel Paese. L’intesa tra i due Governi sarà approfondita nelle prossime settimane, a seguito del confronto con le associazioni di categoria.

Luca Dal Fabbro: servono nuovi investimenti per le infrastrutture delle utility

Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto all’evento “Finanziare il futuro delle utilities”, dove ha sottolineato la necessità di nuovi investimenti per la resilienza di reti idriche e elettriche, oltre che per impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti, in particolare nel Mezzogiorno. La soluzione: un basket bond per facilitare l’accesso al mercato dei capitali.

 Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: l’importanza degli investimenti nel Mezzogiorno

“Gli eventi meteorologici estremi ci impongono di investire nella resilienza delle reti elettriche e idriche — ha evidenziato Luca dal Fabbro all’evento “Finanziare il futuro delle utilities” dello scorso 8 luglio a Milano — mentre la crescente digitalizzazione delle infrastrutture rende i sistemi più esposti ai rischi di attacchi informatici”. A seguito dei finanziamenti del PNRR, le utilities devono fronteggiare nuove sfide per rafforzare le proprie infrastrutture, per cui sono necessari nuovi investimenti. A questo si aggiunge il divario del Sud Italia per quanto riguarda il sistema impiantistico per i rifiuti. Nonostante “l'Italia rappresenti un'eccellenza nel recupero e nel riciclo — ha sottolineato Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbronel Mezzogiorno mancano ancora impianti di termovalorizzazione”. Una soluzione proposta dal Presidente coinvolge direttamente il contributo della finanza.

Luca Dal Fabbro: il basket bond per facilitare l’accesso ai capitali delle utility 

“Per affrontare queste sfide sono necessari investimenti per circa 20 miliardi di euro e la finanza può svolgere un ruolo determinante — ha ribadito Luca Dal FabbroCome Utilitalia stiamo lavorando a un basket bond, cioè a un modello che consenta a più imprese di aggregarsi, realizzare un'emissione obbligazionaria congiunta e inserirla in un basket di bond”. Tramite questo strumento sarebbe possibile diminuire i costi di finanziamento e semplificare l’ingresso al mercato dei capitali di quelle realtà più piccole, potendo contare sul supporto di garanzie da parte di istituzioni quali SACE, Gruppo assicurativo-finanziario italiano controllato dal MEF, della Banca Europea per gli Investimenti e di Cassa Depositi e Prestiti. Luca Dal Fabbro: “Abbiamo già presentato il progetto nel corso della nostra Assemblea e stiamo lavorando al lancio di un caso pilota”.

Teva Italia: l'accesso alle cure passa anche dai farmaci equivalenti

L’accessibilità al sistema sanitario nazionale al centro del convegno “Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema”, a cui ha preso parte Teva Italia. Al centro dell’intervento, i dati sulla scarsa penetrazione dei farmaci equivalenti in Italia in rapporto alla media europea.

Teva Italia

Teva Italia: farmaci equivalenti ancora poco diffusi in Italia, serve una maggiore cultura sul tema

“Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema” è il titolo del convegno a cui ha partecipato Teva Italia lo scorso 18 giugno, che ha riunito istituzioni, associazioni di pazienti e clinici per discutere sull’accessibilità alle cure del sistema sanitario nazionale. L’azienda leader nel settore dei farmaci equivalenti ha riportato alcuni dati sulla penetrazione di questo tipo di farmaci in Italia: nonostante aumentino le persone affette da patologie croniche, gli equivalenti rappresentano solo il 9% del mercato farmaceutico del Paese, stando alle elaborazioni TEHA su dati OCSE, rispetto al 54% del Regno Unito e al 30% della Francia. Questa scarsa penetrazione, in Italia, si traduce in un aggravio di costi per i cittadini: circa 1,1 miliardi di euro sborsati ogni anno per coprire il differenziale di costo dei farmaci di marca (ex-originator) rispetto a quelli equivalenti. Serve quindi promuovere una maggiore cultura sul tema sia verso i pazienti che verso gli operatori sanitari, considerando che un maggior utilizzo degli equivalenti potrebbe garantire un maggior accesso alle cure soprattutto ai malati cronici e a quelli con basso reddito.

Teva Italia: ricerca, innovazione e farmaci equivalenti per un sistema sanitario più sostenibile

I farmaci equivalenti non rappresentano soltanto uno strumento di efficienza – ha sottolineato l’AD di Teva Italia Umberto Comberiati, intervenuto nel corso dell’evento – sono una componente strutturale del sistema salute, capace di sostenere la gestione delle cronicità, ridurre le barriere di accesso e liberare risorse da reinvestire nell’innovazione e nei servizi”. Solo nel triennio 2022-2025, infatti, l’azienda ha investito circa 3 milioni di euro in ricerca e sviluppo, negli ambiti delle neuroscienze, emicrania, schizofrenia, atrofia multisistemica e immunologia, con programmi su asma, vitiligine e malattie infiammatorie croniche intestinali. “Per noi accesso e innovazione non sono dimensioni alternative – ha specificato l’AD di Teva Italia – ma due leve complementari attraverso cui contribuire in modo sostenibile all’evoluzione del sistema salute”.

Alessandro Viglione: il successo nel caso penale tributario del giugno 2024

L'avvocato penalista Alessandro Viglione, partner dello Studio Legale Lauri Viglione, ha ottenuto l’assoluzione con formula piena per l’AD di una società di idrocarburi a Milano in un importante processo del 2024. Grazie alla sua linea di difesa ha tutelato anche la posizione e la reputazione del manager.

Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: il successo in un rilevante processo del 2024

Nel giugno del 2024 l’avvocato penalista Alessandro Viglione ha avuto un ruolo chiave nella difesa dell’AD di un’importante società attiva nel settore degli idrocarburi. Contando sulla sua esperienza nella gestione di contenziosi complessi e sulle competenze maturate nell’arco della sua carriera, il partner dello Studio Legale Lauri Viglione, con il supporto degli avvocati Ciro De Vincenzo e Corrado Ferriani, è riuscito a ottenere l’assoluzione del manager. Il caso, relativo a un’accusa contestata dalla Procura di Milano su una presunta frode fiscale e in particolare su evasione dell’IVA tramite l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti su più annualità, si è concluso con l’assoluzione con formula piena dell’AD poiché il fatto non sussisteva. Il contributo di Alessandro Viglione si è quindi rivelato fondamentale nel delineare una linea difensiva solida ed efficace, in grado di smontare l’accusa e tutelare sia la posizione giuridica che l’integrazione reputazionale del manager.

Il profilo dell’avvocato Alessandro Viglione

Specializzato in diritto penale, l’avvocato Alessandro Viglione, partner dello Studio Legale Lauri Viglione, offre servizi legali sia in ambito processuale che stragiudiziale. Tra le sue aree di intervento rientra anche l’assistenza per mitigare gli impatti reputazionali derivanti dai procedimenti penali. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha perfezionato gli studi con un Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa nello stesso ateneo. Dopo aver ottenuto l’abilitazione all’attività di avvocatura al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori, Alessandro Viglione ha deciso di indirizzare la sua carriera da avvocato verso le aree di diritto penale dell’economia, diritto penale tributario, diritto penale dei mercati finanziari, reati fallimentari, diritto penale bancario e societario, infortuni sul lavoro, diritto penale ambientale e responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001. Autore di pubblicazioni in materia di diritto penale dell’economia, è membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

Sesa, Alessandro Fabbroni: presentato il Piano Welfare 2026-2027

Sesa presenta il Piano Welfare 2026-2027 dedicato al personale del Gruppo con iniziative su salute, sport, genitorialità, inclusione e benessere. Il CEO Alessandro Fabbroni: “Nasce dall’ascolto dei bisogni delle nostre persone”.

Alessandro Fabbroni

Sesa, nuovo Piano Welfare da 4,5 milioni sotto la guida di Alessandro Fabbroni

Un nuovo Piano Welfare da circa 4,5 milioni per le 6.700 persone che lavorano nelle diverse aree – Technology, Digital Platform e Vertical Application – del Gruppo Sesa. Il programma, sviluppato insieme a Fondazione Sesa, amplia le misure di welfare aziendale con interventi articolati in cinque aree: salute, sport, genitorialità, inclusione e miglioramento del benessere. Tra le novità introdotte c’è l’incremento dei “Flexible Benefits” da utilizzare per servizi dedicati a viaggi, istruzione, cultura, sport e tempo libero. Confermati, invece, il “Pacchetto Salute”, il “Microcredito Aziendale”, il sostegno alla mobilità abitativa e lo sportello psicologico. Debutta, inoltre, una nuova area dedicata alle convenzioni aziendali, che punta ad ampliare l’accesso a servizi e agevolazioni per i collaboratori e le collaboratrici della realtà guidata da Alessandro Fabbroni, che al 30 aprile 2025 ha registrato ricavi consolidati pari a 3,357 miliardi di euro ed è quotata sul segmento Euronext STAR di Borsa Italiana.

Alessandro Fabbroni: Sesa accompagna la crescita professionale e personale dei collaboratori e delle collaboratrici

Nell’ambito della work-life balance, proseguono i programmi dedicati al benessere fisico e mentale, comprensivi di iniziative incentrate sull’attività sportiva, la nutrizione e il wellbeing. Trovano conferma nel Piano Welfare 2026-2027 lo Sportello Nutrizionale, il contributo Welfare Sport e i permessi per il volontariato sociale. Spazio anche alle misure pensate per supportare la genitorialità: ampliato l’accesso a iniziative rivolte ai figli dei dipendenti come servizi di baby-sitting, asili nido, contributi per l’acquisto di libri scolastici, per i centri estivi e per le vacanze studio. A sostegno della natalità, Sesa ha previsto un contribuito economico in occasione della nascita dei figli. Sostegni, infine, per l’assistenza sanitaria e sociale di dipendenti e familiari con disabilità. Sul fronte dell’ambiente, gli interventi riguardano soprattutto la sfera della mobilità sostenibile, con contributi per il trasporto pubblico e la mobilità elettrica, i programmi di car sharing e bike sharing. “Il Piano Welfare nasce dall’ascolto dei bisogni delle nostre persone – ha commentato il CEO Alessandro Fabbronie conferma la volontà del Gruppo Sesa di accompagnarne la crescita professionale e personale, promuovendo salute, inclusione, benessere e qualità della vita”.

Samuele Frosio: McFIT, innovazione e inclusione nella crescita del fitness italiano

Intervenuto nella rubrica “FitTalks” di “Forbes Italia”, Samuele Frosio ha parlato della nascita e dell’evoluzione di McFIT, brand di RSG Group che, insieme a Gold’Gym e John Reed, ha rivoluzionato il settore del fitness con la propria visione di palestra accessibile a tutti.

Samuele Frosio 

Samuele Frosio: McFIT, nascita e crescita del brand di fitness in Europa e in Italia

Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, è stato ospite della rubrica di “Forbes Italia” “FitTalks” lo scorso dicembre, per raccontare l’evoluzione che il Gruppo ha apportato nel settore del fitness attraverso i suoi tre brand. McFIT, in particolare, è nata come palestra per tutti, “per tutte le varie categorie. Una palestra semplice, però comunque accattivante e soprattutto tecnologicamente avanzata — ha sottolineato Samuele Frosio — In breve tempo è diventato un marchio europeo, quindi dalla Germania ha avuto un’espansione in tutta Europa e in particolar modo in Italia. La prima palestra è stata realizzata nel 2014 a Verona”. L’obiettivo del Gruppo in Italia è quello di riuscire ad arrivare a quota 100 palestre. 

Samuele Frosio: McFIT, Gold’s Gym e John Reed per innovare il fitness in Italia

Quello di RSG Group Italia è un modello che sta ridefinendo il settore, basato su un multi-brand con un approccio innovativo che unisce fitness, design e arte. “Il nostro obiettivo è riuscire a soddisfare le esigenze di tutte le persone. Per questo motivo abbiamo tre loghi distinti: Gold’s Gym è più un marchio per professionisti, atleti, per chi veramente ha la necessità di scolpire il proprio corpo. Invece, John Reed è una sorta di club, luogo di incontro, ma anche elemento culturale della città. McFIT è più un marchio per gli studenti, per ragazzi giovani”, ha sottolineato Samuele Frosio. Proprio con quest’ultimo brand, il Gruppo continua la sua crescita in Italia con l’inaugurazione di nuove palestre all’insegna dell’accessibilità e dell’inclusione sociale, come quelle di Secondigliano o di Mugnano.

Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico in Italia

Con più di 70 anni di attività e una specializzazione in prodotti lunghi di qualità realizzati con acciaierie ad arco elettrico, Gruppo Riva è il principale operatore siderurgico italiano e tra i primi in Europa. I valori portanti aziendali si riassumono in innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale.

Gruppo Riva, principale operatore siderurgico italiano

Gruppo Riva, dalle origini alla leadership internazionale

Nei suoi oltre 70 anni di attività, Gruppo Riva ha guadagnato una posizione di leadership, a livello internazionale, nel settore dell’acciaio, in particolare nel segmento di mercato dei prodotti lunghi di qualità, realizzati con acciaierie ad arco elettrico. Oggi primo operatore siderurgico italiano e tra i primi gruppi europei nell’ambito della siderurgia, vide la luce nel 1954 grazie all’intuito di Emilio Riva che, insieme al fratello Adriano, si rese conto delle enormi potenzialità di sviluppo che aveva il comparto siderurgico nell’Italia del dopoguerra e decise quindi di avviare un’azienda in questo settore. Con una strategia di crescita mirata e investimenti continui, l’azienda si è ingrandita, espandendosi anche negli altri mercati europei. Con capitale interamente privato, Gruppo Riva conta siti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

Gruppo Riva: innovazione, qualità e sostenibilità

Fin dalle sue origini, Gruppo Riva ha dato una spinta alla siderurgia italiana, introducendo innovazioni rivoluzionarie. La più significativa resta la colata continua curva che, dopo essere entrata per la prima volta in funzione il 2 giugno del 1964 nello stabilimento di Caronno Pertusella, ha cambiato per sempre gli standard del settore. Guidato da valori quali innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale, il Gruppo è in grado di realizzare prodotti di qualità che lo rendono il fornitore selezionato da quei comparti merceologici che esigono livelli particolarmente elevati come l’automotive, la meccanica e il movimento terra. Per migliorare costantemente i prodotti, i servizi e i processi, nonché la sicurezza negli stabilimenti e la compatibilità ambientale della produzione, Gruppo Riva realizza ogni anno un programma di investimenti incentrati anche sullo sviluppo di nuove tecnologie.

mercoledì 29 luglio 2026

Manfredi Calabrò: l'algoritmo impara dal passato, l'uomo immagina ciò che non esiste

Tecnologie emergenti e innovazione d'impresa: Daniela Mainini ha intervistato Manfredi Calabrò, componente del Comitato Strategico del Centro Studi Grande Milano, per comprendere gli scenari e gli effetti di questa rivoluzione digitale.

Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: l’Intelligenza Artificiale come forza trasformativa

Con una carriera ventennale sviluppata tra Italia e Regno Unito, Manfredi Calabrò è un manager dalla consolidata esperienza nella guida di organizzazioni complesse nei settori della comunicazione strategica, della brand governance e della consulenza corporate. Nell’intervista condotta da Daniela Mainini del Centro Studi Grande Milano, ha provato a superare la definizione di Intelligenza Artificiale come semplice strumento di supporto. “È soprattutto una forza trasformativa che sta cambiando il modo in cui le idee vengono immaginate, sviluppate e portate sul mercato”. Particolarmente efficace nel rielaborare ciò che già esiste, è in grado di democratizzare la produzione di contenuti e accelerare la sperimentazione. Quando si parla di creatività, però, l’IA manca di quelle capacità tipicamente umane che servono a creare qualcosa di realmente originale. L’originalità resta, infatti, l’aspetto più importante di un processo creativo. “L’intuizione autentica nasce ancora dalla sensibilità umana, dalle competenze, dalla cultura e dalla capacità di immaginare quello che ancora non esiste”, ha evidenziato Manfredi Calabrò.

Manfredi Calabrò: il rischio dell’omologazione e il pensiero critico come vantaggio competitivo

Oltre a toccare i temi legati alla tutela della proprietà intellettuale, l’intervista mette in evidenza una minaccia meno visibile ma comunque pervasiva: il rischio dell’omologazione culturale. Gli algoritmi apprendono dal passato e suggeriscono quello che statisticamente funziona meglio. “Questo ne aumenta l'efficacia, ma potrebbe portare a contenuti, linguaggi e idee molto simili fra loro”, ha sottolineato Manfredi Calabrò. “Nelle industrie creative, però, il valore nasce proprio dall'eccezione, da un'intuizione inattesa, dalla capacità di rompere gli schemi. È per questo che credo che la sfida non sia come proteggere la creatività dall'Intelligenza Artificiale, ma evitare che l'Intelligenza Artificiale ci porti a pensare tutti nello stesso modo”. In questo scenario, il vero vantaggio competitivo per le aziende presto non sarà il solo accesso all’IA, ma piuttosto l’abilità delle persone di mantenere vive la visione, la cultura e la capacità di interpretare il cambiamento senza rinunciare al pensiero critico.

Premio Marisa Bellisario: Valentina Pellegrini premiata per l’Imprenditoria

La Presidente e AD della Pellegrini S.p.A. Valentina Pellegrini ha ricevuto la Mela d’Oro nell’ambito della 38ª edizione del Premio Marisa Bellisario, nella categoria Imprenditoria.

Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini ricevuta al Quirinale e premiata al Colosseo

Il riconoscimento è promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario che dal 1989 celebra le donne che, con visione e responsabilità, contribuiscono in modo concreto allo sviluppo economico e sociale del Paese. Il percorso di Valentina Pellegrini verso questo premio si è articolato in due momenti istituzionali di rilievo, che hanno preceduto la cerimonia ufficiale di consegna. Il 26 giugno la manager, insieme alle altre vincitrici, è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza della Presidente della Fondazione Marisa Bellisario Lella Golfo. La cerimonia di premiazione si è poi tenuta il giorno successivo, il 27 giugno, nella cornice del Parco Archeologico del Colosseo. In questa occasione, il premio a Valentina Pellegrini è stato consegnato dalla Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno.

Le parole di Valentina Pellegrini

Commentando il riconoscimento, Valentina Pellegrini ha dichiarato di vivere questo momento con profonda gratitudine e senso di responsabilità: “Ricevere la Mela d’Oro è per me uno stimolo a continuare a fare impresa con passione, coraggio e responsabilità, promuovendo una cultura d’impresa capace di riconoscere il merito, investire nelle persone, valorizzare l’innovazione e contribuire al futuro del nostro Paese”. L’imprenditrice ha ribadito il proprio impegno affinché la parità di genere non sia più un obiettivo ma una realtà compiuta. Il riconoscimento è stato accolto con orgoglio come testimonianza di una leadership femminile capace di fare impresa con coraggio e responsabilità, in continuità con un impegno che da oltre 60 anni mette al centro le persone che generano valore per l’azienda, le comunità e i territori in cui essa opera.

Flavio Cattaneo: Enel e Piano Mattei per l’Africa insieme per sviluppare le competenze locali

L’AD di Enel Flavio Cattaneo e il Coordinatore della Struttura per l’attuazione del Piano Mattei per l’Africa Fabrizio Saggio hanno siglato un protocollo d’intesa per consolidare il sostegno per la transizione energetica dei Paesi africani, puntando a formare giovani talenti locali che possano guidare lo sviluppo e il cambiamento energetico.

Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: accordo per formare i professionisti africani della transizione energetica

Sotto la guida di Flavio Cattaneo, Enel ribadisce il proprio impegno nello sviluppo e nella transizione energetica dei Paesi africani. Nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa, infatti, il Gruppo ha siglato un protocollo d’intesa con il Coordinatore della Struttura per l’attuazione del Piano Mattei Fabrizio Saggio. I dettagli dell’operazione sono finalizzati alla crescita e formazione di professionisti in grado di attuare la transizione energetica e il cambiamento in questo ambito. L’accordo stipulato dall’AD Flavio Cattaneo punta a creare percorsi di formazione conformi ai bisogni del territorio, con particolare riguardo per le giovani generazioni, l’emancipazione femminile e l’accesso al mercato del lavoro. Con il suo contributo, Enel promuove la valorizzazione delle competenze locali dei Paesi africani, affinché giovani menti del territorio siano in grado di guidare lo sviluppo e il raggiungimento della transizione energetica.

Flavio Cattaneo: la crescita e lo sviluppo di Enel

Crescita e sviluppo verso la transizione energetica guidano costantemente le attività di Enel, come dimostrato dal Piano Strategico 2026-2028 presentato dall’AD Flavio Cattaneo lo scorso febbraio: 53 miliardi di euro di investimenti, 10 miliardi in più rispetto al Piano precedente. Nel dettaglio, 26 miliardi del nuovo Piano saranno utilizzati per il business integrato, di cui 20 miliardi per l’energia rinnovabile, incrementando la capacità rinnovabile di 1 GWh. I restanti 26 miliardi, invece, sono stati stanziati per lo sviluppo delle reti: il 55% del capitale sarà investito in Italia, mentre il resto distribuito tra America Latina e Iberia. Flavio Cattaneo ha specificato come al raggiungimento degli obiettivi seguirà una flessibilità finanziaria di 15 miliardi di euro, cifra investita in aree geografiche ad alto potenziale di crescita in Europa, USA, Canada, Australia e UK.

Alessandro Benetton: l’evoluzione globale di Edizione, il focus

Il 2025 di Edizione, la lettera del Presidente Alessandro Benetton agli stakeholder: “La nostra radice italiana resta profonda, ma continuiamo a operare con una visione pienamente europea e internazionale”.

Alessandro Benetton

Il 2025 di Edizione: la vision di Alessandro Benetton

Le parole scelte da Alessandro Benetton per chiudere la lettera agli stakeholder che accompagna il bilancio 2025 di Edizione sintetizzano efficacemente la traiettoria di crescita intrapresa dal Gruppo negli ultimi anni: “La nostra radice italiana resta profonda, ma continuiamo a operare con una visione pienamente europea e internazionale”. Un passaggio che fotografa efficacemente il posizionamento sempre più globale del Gruppo e il percorso di trasformazione promosso da Benetton, fondato su innovazione, sviluppo e una visione strategica di lungo periodo. Francia, Brasile, Spagna e Cile: la dimensione internazionale rappresenta uno degli elementi distintivi della strategia delineata dall’imprenditore. L'acquisizione dell'autostrada A63 in Francia, le nuove concessioni in Sud America e il rafforzamento della presenza in Catalogna rientrano in una visione di lungo periodo che punta a consolidare il posizionamento del Gruppo nei principali mercati infrastrutturali: investimenti che privilegiano asset regolati, concessioni di lunga durata e Paesi caratterizzati da economie solide e sistemi valutari stabili. Una strategia che consente a Edizione di ridurre l'esposizione alla volatilità del ciclo economico, facendo leva sulla stabilità e sulla prevedibilità dei flussi generati dalle infrastrutture.

Alessandro Benetton: l’evoluzione di Edizione

Nel corso del 2025 abbiamo lavorato con determinazione, in tutte le nostre realtà, per dare vita a un Gruppo sempre più innovativo”: il riscontro a quanto scritto da Alessandro Benetton è nei numeri registrati da Edizione lo scorso anno. I 9,6 miliardi di euro di ricavi, i 5,9 miliardi di EBITDA, gli 1,8 miliardi di investimenti, in crescita del 25% rispetto all'anno precedente. Ma è soprattutto il Net Asset Value a evidenziare l’efficacia e la solidità del modello di crescita delineato da Benetton: 14,1 miliardi di euro, circa 2 miliardi in più rispetto a tre esercizi fa, con un rendimento medio dell’8% annuo. Edizione opera oggi in un contesto sempre più internazionale: attraverso le sue partecipate, il Gruppo è presente in oltre 100 Paesi, impiegando più di 100mila persone, con una presenza femminile del 50% e circa il 30% di under 30. Numeri che esprimono il valore della vision strategica di Alessandro Benetton, orientata su innovazione, crescita industriale e creazione di valore nel lungo periodo, che sono anche i pilastri della trasformazione di Edizione. Tra il 2022 e il 2025 l’imprenditore ha avviato un profondo processo di rinnovamento, con il ricambio dell'80% del management e il rinnovamento del 75% del perimetro delle attività, accompagnando l'evoluzione del Gruppo verso un modello sempre più internazionale e orientato alle infrastrutture e agli investimenti di lungo termine.

Amplifon, Enrico Vita ripercorre l'evoluzione del leader mondiale e la sua ascesa in azienda

In una puntata di “Chapeau”, il CEO di Amplifon Enrico Vita ha ripercorso l’evoluzione di Amplifon da piccolo progetto nato in un sottoscala milanese a leader mondiale nell’hearing care, raccontando poi del suo percorso verso i vertici dell’azienda: “Dopo aver saputo che sarei diventato CEO, ho portato mia moglie a cenare sul Lago di Como”.

Enrico Vita

La storia di Amplifon, oggi guidata da Enrico Vita

Le radici di Amplifon affondano nel secondo dopoguerra, precisamente nel 1950, quando l’ex ufficiale inglese Algernon Charles Holland fonda in un sottoscala di Milano un’attività con la mission di aiutare le persone che avevano subito danni all'udito a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Insieme alla moglie Anna Maria, Holland allestisce inizialmente un laboratorio viaggiante per la distribuzione di apparecchi acustici, un'iniziativa pionieristica da cui prenderanno vita i primi centri specializzati del marchio. L’impresa vive una crescita rapidissima. In poco tempo quella che era nata come una piccola attività familiare diventa una grande realtà internazionale. Dal 2015 sotto la guida del CEO Enrico Vita, Amplifon è oggi un colosso globale che opera in 26 Paesi con oltre 10.000 punti vendita e una rete di più di 20.000 collaboratori, mantenendo fermi i pilastri originari impressi dal fondatore: innovazione costante, ricerca e centralità del cliente.

Enrico Vita racconta a “Chapeau” come visse la notizia della nomina a CEO di Amplifon

Enrico Vita entra in Amplifon nel 2014 come Executive Vice President per la regione EMEA (Europa, Middle East e Africa). All’epoca il Gruppo contava su un fatturato di circa 800 milioni di euro. Era già quindi un’enorme realtà ma non quanto lo sarebbe diventata negli anni successivi sotto la sua guida. Nell’intervista rilasciata a “Chapeau”, Enrico Vita ha raccontato come durante i primi mesi abbia girato per i Paesi, conosciuto persone, cercato di capire come funzionasse l’azienda dall’interno. A fine ottobre 2015, a distanza di un solo anno dal suo ingresso, viene nominato Amministratore Delegato. Un percorso molto più veloce di quanto si aspettasse. Una notizia di questa portata rappresenta uno spartiacque profondo, di quelli capaci di ridefinire radicalmente non solo una traiettoria professionale ma l'esistenza stessa di una persona. Diventare il vertice di un Gruppo globale è il coronamento di anni di sacrifici, una di quelle soddisfazioni professionali che ripagano dell’impegno. Così, per celebrare il grande traguardo raggiunto, il manager decise di andare a cena la sera stessa con la moglie sulle sponde del Lago di Como.

Cyberattacchi, Stefania Ranzato (DEAS): difendersi imparando a pensare come chi li conduce

Con quasi il 10% degli attacchi informatici globali diretti contro l’Italia, la sola difesa non è più sufficiente per proteggere aziende e istituzioni. La strategia perseguita da Stefania Ranzato, alla guida di DEAS, valorizza la componente offensiva come strumento di comprensione anticipata delle minacce avanzate.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato: una difesa efficace nasce dalla comprensione della minaccia

“Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non è più sufficiente”, dice la fondatrice di DEAS, Stefania Ranzato. La sua azienda, specializzata in cybersicurezza avanzata e protezione delle infrastrutture critiche, basa l’attività proprio sulla simulazione degli attacchi in modo da individuare tempestivamente le criticità prima che queste possano trasformarsi in problemi reali. “La difesa più efficace – osserva la manager – non nasce dalla protezione delle infrastrutture, ma dalla capacità di comprendere come ragiona chi intende comprometterle”. Il vero vantaggio competitivo, dunque, “appartiene a chi capisce prima”. Un approccio che dovrebbe estendersi anche ai cittadini, imparando a riconoscere i rischi della rete e a saperli gestire, quindi adottando le buone prassi della cybersecurity, compreso l’utilizzo di password intelligenti, l’aggiornamento dei dispositivi e il riconoscimento di truffe via sms o mail. I target preferiti dagli hacker restano comunque le organizzazioni che custodiscono grandi quantità di dati o che gestiscono servizi essenziali, quindi le realtà che operano nella sanità, nei trasporti, nella pubblica amministrazione, le banche e le piattaforme digitali. Ne è un esempio il recente attacco a Trenitalia o le sempre più numerose intrusioni nei sistemi delle strutture sanitarie. 

Stefania Ranzato: il valore dell’analisi predittiva e la centralità del capitale umano

Oggi ad attaccare non sono più solo i tradizionali criminali informatici ma anche gli attori che operano secondo le logiche della competizione geopolitica. Per questo motivo, le agenzie di sicurezza occidentali sono passate dalla gestione dell’incidente all’analisi predittiva, spostando il focus sullo studio delle capacità avversarie attraverso discipline avanzate come l’Adversary Emulation, il Red Teaming e la mappatura delle TTP (Tactics, Techniques and Procedures) dei gruppi State-sponsored. La filosofia di DEAS è che la sicurezza non può poggiare soltanto sugli strumenti di protezione, ma deve partire dalla comprensione operativa e predittiva della minaccia. Ecco perché serve investire, oltre che nelle tecnologie, anche nelle persone. “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali – spiega Stefania Ranzato –. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali”. La ricerca e formazione di talenti italiani, dunque, rappresenta una priorità strategica: dal momento in cui il fattore decisivo è il capitale umano, la dipendenza da tecnologica da assetti o competenze esterne  rappresenta una vulnerabilità. “Formare, trattenere e valorizzare professionalità capaci di operare a questo livello significa, in ultima istanza, presidiare una porzione di autonomia nazionale”

Scoprire la Sicilia occidentale in auto: GEM Noleggio al tuo fianco

 

Visitare la Sicilia occidentale in auto: noleggio da Castellammare del Golfo con GEM Noleggio

La Sicilia occidentale è una terra ricca di paesaggi spettacolari, borghi storici, spiagge incontaminate e luoghi dove natura e tradizione si incontrano.

Per scoprire davvero questo territorio, avere un mezzo a disposizione rappresenta una delle soluzioni migliori. Visitare la Sicilia occidentale in auto permette infatti di organizzare il viaggio secondo i propri ritmi, raggiungere anche le località meno conosciute e vivere un’esperienza più autentica.

GEM Noleggio offre un servizio di noleggio auto da Castellammare del Golfo pensato per chi vuole esplorare la costa occidentale siciliana in totale libertà.

Grazie alla posizione strategica di Castellammare del Golfo, è possibile partire alla scoperta di alcune delle destinazioni più belle della Sicilia, tra mare, natura, cultura ed enogastronomia.

Visitare la Sicilia occidentale in auto:

Perché visitare la Sicilia occidentale con un’auto a noleggio

La Sicilia occidentale comprende alcune delle zone più affascinanti dell’isola, ma molte delle sue attrazioni si trovano a distanza tra loro.

Spostarsi con i mezzi pubblici può limitare gli itinerari e rendere più difficile raggiungere spiagge, calette e piccoli borghi.

Scegliere un noleggio auto per visitare la Sicilia occidentale da Castellammare del Golfo significa avere la libertà di:

  • creare un itinerario personalizzato;
  • scegliere quando partire e dove fermarsi;
  • raggiungere facilmente località costiere e zone interne;
  • visitare più luoghi nella stessa giornata;
  • viaggiare comodamente anche con famiglia o amici.

Un’auto permette di vivere la Sicilia senza fretta, fermandosi nei punti panoramici più belli e scoprendo angoli nascosti lontani dai percorsi più turistici.

Castellammare del Golfo: il punto di partenza ideale per la Sicilia occidentale

Castellammare del Golfo è una delle località più strategiche per chi desidera esplorare questa parte della Sicilia.

Situata tra Palermo e Trapani, rappresenta una base perfetta per raggiungere alcune delle mete più famose della regione.

Partendo da Castellammare del Golfo con un’auto a noleggio puoi organizzare facilmente diversi itinerari:

  • Scopello e i suoi panorami sul mare;
  • la Riserva Naturale dello Zingaro;
  • San Vito Lo Capo;
  • Trapani ed Erice;
  • Palermo;
  • le spiagge più belle della costa.

La posizione permette di alternare giornate dedicate al mare, escursioni nella natura e visite culturali.

Da Castellammare del Golfo a Scopello: un percorso tra mare e tradizione

Una delle prime tappe da inserire in un itinerario in Sicilia occidentale è sicuramente Scopello.

Questo piccolo borgo conquista i visitatori con il suo fascino autentico, le antiche tradizioni legate alla pesca e gli spettacolari panorami sulla costa.

Con un servizio di auto a noleggio vicino Scopello puoi raggiungere comodamente:

  • il borgo storico;
  • la Tonnara di Scopello;
  • i celebri Faraglioni;
  • le baie e i punti panoramici della zona.

Avere un mezzo proprio permette inoltre di scegliere gli orari migliori per visitare questi luoghi, evitando i momenti più affollati e godendosi pienamente il paesaggio.

Riserva dello Zingaro: natura incontaminata da vivere senza limiti

Tra le esperienze più emozionanti della Sicilia occidentale c’è la visita alla Riserva Naturale dello Zingaro.

Un luogo unico caratterizzato da sentieri panoramici, vegetazione mediterranea e calette dal mare cristallino.

Raggiungere la riserva con un’auto a noleggio consente di organizzare la giornata in modo autonomo e scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze.

Per chi vuole muoversi anche lungo le zone costiere più vicine, GEM Noleggio mette a disposizione anche soluzioni di noleggio scooter a Castellammare del Golfo, ideali per brevi spostamenti e per vivere il territorio con maggiore agilità.

San Vito Lo Capo, Trapani ed Erice: itinerari imperdibili in auto

Uno dei grandi vantaggi del noleggio auto in Sicilia occidentale è la possibilità di creare itinerari diversi ogni giorno.

San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo è famosa per una delle spiagge più belle della Sicilia, il mare trasparente e l’atmosfera rilassata.

Da Castellammare del Golfo è facilmente raggiungibile in auto ed è una meta perfetta per una giornata dedicata al mare.

Trapani

Trapani offre un centro storico ricco di fascino, il lungomare e la possibilità di organizzare escursioni verso le isole Egadi.

Erice

Il borgo medievale di Erice regala panorami spettacolari sulla costa e un’atmosfera unica tra storia, cultura e tradizioni siciliane.

Grazie a un’auto a noleggio puoi combinare più destinazioni nello stesso viaggio e vivere ogni giornata in modo flessibile.

GEM Noleggio: il tuo partner per scoprire la Sicilia occidentale

Scegliere GEM Noleggio significa affidarsi a un servizio locale che conosce il territorio e le esigenze di chi arriva in Sicilia.

L’obiettivo è offrire un’esperienza semplice e pratica, permettendo ai clienti di partire alla scoperta dell’isola senza complicazioni.

Il servizio comprende soluzioni pensate per diverse necessità:

  • auto disponibili per vacanze e soggiorni;
  • scooter per muoversi facilmente nelle località costiere;
  • consegna e ritiro direttamente in loco;
  • assistenza locale durante il noleggio;
  • soluzioni flessibili per organizzare il viaggio.

Che si tratti di una vacanza romantica, un viaggio in famiglia o un’avventura con amici, GEM Noleggio ti aiuta a vivere la Sicilia occidentale con la massima libertà.

Organizza il tuo viaggio in Sicilia occidentale con GEM Noleggio

La Sicilia occidentale offre esperienze indimenticabili: spiagge spettacolari, borghi autentici, riserve naturali e città ricche di storia.

Per scoprire ogni angolo di questo territorio, il modo migliore è viaggiare in autonomia.

Con un servizio di noleggio auto per visitare la Sicilia occidentale da Castellammare del Golfo, puoi costruire il tuo itinerario personale e raggiungere facilmente tutte le destinazioni più importanti.

Parti da Castellammare del Golfo con GEM Noleggio e vivi la Sicilia secondo i tuoi tempi, tra mare, natura e cultura.

martedì 28 luglio 2026

Errori da evitare quando si ristruttura il bagno

Rinnovare la stanza da bagno richiede una pianificazione attenta per prevenire sgradevoli sorprese e spese impreviste durante i lavori. Spesso la fretta o la mancanza di esperienza portano a compiere valutazioni errate che compromettono la funzionalità e l'estetica dell'ambiente.

Pianificare ogni singola fase dell'intervento permette di ottimizzare il budget a disposizione e di garantire un risultato duraturo nel tempo. Comprendere quali siano gli sbagli più comuni aiuta ad affrontare il cantiere con maggiore serenità e con idee molto più chiare.

Le disattenzioni più frequenti nell'organizzazione dei lavori di rinnovo

Uno dei primi sbagli da non commettere riguarda la sottovalutazione dell'impianto idraulico ed elettrico preesistente. Concentrarsi unicamente sull'aspetto estetico senza verificare lo stato delle tubature o la posizione delle prese d'aria può causare gravi problemi di infiltrazione o umidità nel breve periodo.

A tal proposito, sostituire i vecchi condotti e aggiornare il sistema idrico rappresenta un passaggio fondamentale per evitare di dover rompere nuovamente piastrelle e rivestimenti dopo poco tempo.

Inoltre, un'errata gestione degli spazi e delle distanze tra i sanitari può rendere la stanza poco agevole da vivere. Non considerare l'ingombro delle aperture di porte, box doccia e cassetti impedisce un passaggio fluido e limita il comfort quotidiano.

Tra l'altro, prima di posizionare lavabo, bidet e vaso è opportuno verificare le misure minime raccomandate dalle normative e garantire lo spazio necessario per i movimenti.

Per quanto riguarda i materiali, la scelta di finiture non adatte a un ambiente umido costituisce un altro sbaglio ricorrente. L'uso di pavimenti scivolosi o di pittura non traspirante favorisce la formazione di muffa e aumenta il rischio di scivolamenti. 

Considerando la presenza costante di vapore, si consiglia di orientarsi su gres porcellanato antiscivolo e pitture idrorepellenti specificamente formulate per gli ambienti di servizio.

Un'altra disattenzione comune interessa l'illuminazione e l'aerazione del locale. Affidarsi a un unico punto luce centrale rischia di creare zone d'ombra fastidiose, specialmente nella zona dello specchio dove serve una luce omogenea. 

Di conseguenza, è preferibile combinare fonti luminose differenti e, in assenza di finestre, prevedere un sistema di aspirazione meccanica efficace per il ricambio costante dell'aria.

Infine, scegliere di risparmiare eccessivamente sulla manodopera o rinunciare a un progetto preliminare dettagliato porta spesso a ritardi ed errori strutturali. 

Affidarsi a professionisti qualificati per la ristrutturazione bagno Milano assicura la corretta esecuzione delle opere di impermeabilizzazione e la posa a regola d'arte di rivestimenti e sanitari. Evitando queste leggerezze, i lavori di ammodernamento porteranno alla realizzazione di uno spazio pratico, sicuro e piacevole.

lunedì 27 luglio 2026

Dall’Enciclopedia Motta a “Historia”: l’impronta indelebile di Federico Motta Editore nella società

Federico Motta Editore è un pilastro della divulgazione in Italia. Dalla pubblicazione dell'opera "Historia", curata da Umberto Eco e presentata al Quirinale, fino all'evoluzione digitale dell'Enciclopedia Motta: così la Casa Editrice ha democratizzato l'accesso alla cultura.

Federico Motta Editore

“Historia”: la grande enciclopedia di Federico Motta Editore curata da Umberto Eco

Nel 2007 uscivano i primi volumi della collana “Historia - La grande storia della civiltà europea”, un’opera di enorme valore culturale sia per la Casa Editrice che per l’intero mercato italiano delle enciclopedie. Realizzata sotto la direzione di Umberto Eco, questa prima uscita si articola in sette volumi, offrendo un’analisi approfondita di 500 anni di storia, dal Cinquecento al Novecento, attraverso saggi, cronologie e un ricco apparato iconografico. Al suo interno ci sono 1.300 saggi monografici e oltre 5.000 pagine in cui 400 autori di grande fama hanno riversato il proprio sapere. Ogni sezione si apre con una cronologia che serve a offrire una visione d’insieme dei principali eventi. L’introduzione accompagna il lettore tra le tematiche analizzate nei saggi, che sono corredati da un ampio repertorio illustrato. Il sistema di postille laterali crea, infine, una fitta rete di correlazioni tra le diverse sezioni dell’opera. Una copia è stata donata da Federico Motta Editore all’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale fu illustrata per la prima volta da Umberto Eco in persona.

Dalle edicole al digitale: l’evoluzione dell’enciclopedia con Federico Motta Editore

Il lancio di “Historia” ha preceduto di poco un altro evento di grande importanza per Federico Motta Editore che, nel 2009, ha festeggiato i suoi primi 80 anni di attività. L’anniversario è stato l’occasione per celebrare il successo di un modello editoriale basato sulla democratizzazione del sapere. A partire dagli anni Cinquanta, la Casa Editrice ha cominciato a diffondere la conoscenza nelle case degli italiani attraverso canali accessibili come le edicole: è da lì che circolarono le prime pagine dell’Enciclopedia Motta. Nel corso dei decenni l’Enciclopedia si è andata evolvendo grazie alle innovazioni tipografiche e tecnologiche introdotte da Federico Motta Editore, dalle celebri Tavole Transvision e il Sonobox fino all’Enciclopedia Multimediale Motta. L’immenso valore culturale generato dalla Casa Editrice dagli anni Cinquanta a oggi ha lasciato un’impronta indelebile nella società. Le sue opere hanno accompagnato generazioni di italiani, affermandosi come strumenti indispensabili per lo studio, l’approfondimento e la ricerca personale.

Engie Italia, Monica Iacono sui vantaggi dei PpA contro la volatilità del gas

Engie Italia e Heineken Italia hanno siglato un power Purchase Agreement (PpA) di 15 anni per il sito di Assemini. La CEO Monica Iacono ha evidenziato il valore strategico dell’opera, definendola un modello per favorire la resilienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale delle imprese.

Monica Iacono, CEO di Engie Italia

Monica Iacono: il valore di progetti come il nuovo impianto di Assemini

A giugno è entrato in funzione il parco fotovoltaico realizzato da Engie Italia nello storico birrificio Ichnusa di Assemini per Heineken Italia: più di 15.000 pannelli fotovoltaici, con una capacità installata di 8,6 MW su un’estensione di 137.000 metri quadrati, che produrranno circa 15 GWh all’anno, coprendo l’intero fabbisogno elettrico dello stabilimento. “La partnership con Heineken Italia rappresenta un esempio concreto di come accompagniamo i nostri clienti industriali nella transizione energetica, offrendo soluzioni che uniscono sostenibilità e competitività – commenta Monica Iacono, Chairwoman e CEO di Engie Italia –. Grazie a strumenti come i Ppa e a soluzioni on-site, siamo in grado di garantire alle aziende stabilità dei prezzi nel lungo periodo, con risparmi complessivi tra il 20% e il 25%. In Engie stiamo sviluppando iniziative come questa in tutta Italia, con l’obiettivo di raggiungere 200 MW di capacità installata entro il 2030”. L’impianto ha un grande valore per il sito produttivo poiché potrà contare su una fonte stabile, competitiva e a basse emissioni. Ma non solo. Progetti come questo, ha sottolineato la CEO di Engie Italia, accelerano la decarbonizzazione, rafforzano la resilienza energetica delle imprese e puntano sull’efficientamento riducendo i costi e massimizzando l’utilizzo delle risorse.

Monica Iacono: sostenibilità e competitività con i PpA

Engie Italia, sotto la guida di Monica Iacono, e Heineken Italia hanno sottoscritto un power Purchase Agreement della durata di 15 anni, a conferma della diffusione di un modello di partnership nato per accompagnare le imprese nella transizione energetica. Attraverso meccanismi di stabilizzazione come i PpA, le industrie e i produttori possono tutelarsi dalla volatilità del gas, beneficiando di condizioni economiche stabili nel medio-lungo periodo. L’impianto di Assemini segna una nuova tappa nell'evoluzione del birrificio Ichnusa, legandosi al piano di investimenti varato nel 2021, e rappresenta uno dei maggiori esempi di produzione rinnovabile on-site collegata a un impianto produttivo. Per ottimizzare le prestazioni del sito, Engie Italia e Heineken Italia stanno inoltre valutando l'adozione di sistemi di accumulo a batteria. L'introduzione dello storage consentirà di stoccare l'energia solare diurna per coprire i fabbisogni nelle ore di minore irraggiamento, massimizzando l'efficacia dell'autoconsumo industriale.

Forum in Masseria, Giorgio Busnelli sul ruolo di Amazon nello sviluppo delle PMI italiane

In un’intervista rilasciata da Giorgio Busnelli a margine del Forum in Masseria, il manager di Amazon traccia il bilancio e le prospettive future della presenza del colosso dell'e-commerce in Italia, soffermandosi in particolare sullo sviluppo nel Mezzogiorno.

Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli: il ruolo di Amazon nel supporto alle PMI e all’export

Siamo in Italia da 15 anni, in cui abbiamo investito 25 miliardi di euro e creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Siamo presenti in 60 siti, tanti dei quali anche al sud dove, in particolare, abbiamo investito due miliardi di euro, creato 3.000 posti di lavoro e generato un indotto di 1,5 miliardi di euro”. Parla Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia, in un’intervista rilasciata a margine della Summer Edition della sesta edizione del Forum in Masseria, rassegna economica e politica organizzata da Bruno Vespa e Comin & Partners, di cui è stato ospite. L’incontro, tenutosi a metà giugno in provincia di Taranto, è stato l’occasione per fare il punto sul ruolo dell’Europa nel supportare le imprese dei Paesi europei all’interno del nuovo scenario globale. Il manager di Amazon è intervenuto nell’ambito del panel “Industria, dati e capitale: la nuova architettura dello sviluppo”. Nell’intervista ha invece ribadito come il colosso dell’e-commerce stia supportando le imprese italiane e investendo nella formazione dei giovani sulle discipline STEM.

Giorgio Busnelli: PMI e formazione STEM, la strategia per il Mezzogiorno

La crescita di cui parla Giorgio Busnelli è sostenuta in modo significativo dalla collaborazione con il tessuto imprenditoriale locale. Ci sono infatti "migliaia di piccole e medie imprese del Sud" che utilizzano la piattaforma per digitalizzare la propria offerta e "portano i loro prodotti in tutto il mondo". Per consolidare questa rete è stato introdotto "un incentivo specifico per aiutare sempre nuove aziende a lavorare con noi". Parallelamente, l’azienda sta investendo molto nella formazione, in particolare nella formazione dei giovani sulle competenze STEM. L’obiettivo è “raggiungere 200.000 studenti formati entro la fine dell’anno, molti dei quali al sud”. Il piano d’azione per il Mezzogiorno include quattro borse di studio dedicate, la formazione di 300 insegnanti e di decine di migliaia di studenti. “Per noi l’Italia è un Paese centrale: è stato un Paese centrale e resta un Paese centrale”, ha dunque ribadito Giorgio Busnelli.

San Vito Lo Capo in Auto: itinerari e libertà con GEM Noleggio

 

Noleggio Auto a San Vito Lo Capo con GEM Noleggio: il modo migliore per vivere la Sicilia occidentale

Ci sono luoghi in Sicilia che meritano di essere scoperti senza fretta, seguendo il proprio ritmo e lasciandosi guidare dalla curiosità. San Vito Lo Capo è uno di questi.

Una località famosa per il suo mare trasparente e la sua spiaggia spettacolare, ma anche un punto strategico per raggiungere alcune delle destinazioni più affascinanti della Sicilia occidentale.

Per vivere davvero questo territorio, scegliere un servizio di Noleggio Auto a San Vito Lo Capo significa avere la libertà di creare il proprio itinerario, fermarsi nei luoghi più suggestivi e scoprire angoli nascosti lontani dai percorsi più turistici.

Con GEM Noleggio puoi contare su un servizio pensato per chi vuole viaggiare in modo semplice, comodo e indipendente.

San Vito Lo Capo: molto più di una spiaggia

Quando si pensa a San Vito Lo Capo, la prima immagine è quella della sua famosa spiaggia: sabbia chiara, mare cristallino e un panorama che ricorda atmosfere tropicali.

Ma questa località offre molto altro.

Il centro storico, i ristoranti con cucina tipica siciliana, le escursioni in barca e la vicinanza a luoghi naturali straordinari rendono San Vito Lo Capo una destinazione completa.

Il vero vantaggio di avere un'auto a disposizione è poter alternare giornate di mare a escursioni, visite culturali e percorsi panoramici.

Perché scegliere un'auto a noleggio durante una vacanza a San Vito Lo Capo

Molti visitatori arrivano in Sicilia atterrando all'aeroporto di Palermo o Trapani e poi desiderano raggiungere le località della costa.

Qui entra in gioco il vantaggio del noleggio auto a San Vito Lo Capo.

Un'auto permette di:

  • raggiungere facilmente spiagge e calette;
  • organizzare escursioni giornaliere;
  • visitare più località durante lo stesso soggiorno;
  • viaggiare con bagagli e attrezzatura da mare senza problemi;
  • evitare limitazioni di orari.

La Sicilia occidentale è una terra da esplorare chilometro dopo chilometro.

GEM Noleggio: il tuo punto di riferimento per visitare San Vito Lo Capo

Per scoprire questa zona è importante affidarsi a un autonoleggio che conosca il territorio.

GEM Noleggio è specializzata nel fornire soluzioni di mobilità per turisti e viaggiatori che desiderano esplorare la Sicilia occidentale.

Grazie alla posizione strategica di Castellammare del Golfo, GEM Noleggio permette di raggiungere facilmente:

  • San Vito Lo Capo;
  • Scopello;
  • la Riserva dello Zingaro;
  • Castellammare del Golfo;
  • Trapani;
  • Erice.

La conoscenza della zona permette anche di suggerire ai clienti gli itinerari più interessanti da inserire nella propria vacanza.

Itinerario in auto: cosa vedere vicino San Vito Lo Capo

La Riserva dello Zingaro: natura e mare incontaminato

A pochi chilometri da San Vito Lo Capo si trova uno dei luoghi naturali più belli della Sicilia.

La Riserva dello Zingaro offre sentieri panoramici, piccole baie e acque limpide.

Con un'auto puoi raggiungere comodamente gli accessi alla riserva e organizzare una giornata immersa nella natura.

Scopello: il borgo dei Faraglioni

Una tappa obbligatoria.

Scopello conquista con:

  • la sua antica Tonnara;
  • i Faraglioni sul mare;
  • le stradine del borgo;
  • i panorami sulla costa.

È uno dei luoghi più fotografati della Sicilia occidentale.

Castellammare del Golfo: tra mare e tradizione

Partendo da San Vito Lo Capo vale sicuramente una visita Castellammare del Golfo.

Il porto, il castello arabo-normanno e il centro storico raccontano una Sicilia autentica.

Qui si trova anche GEM Noleggio, punto di riferimento per chi cerca un servizio di autonoleggio nella zona.

Erice: un viaggio nel passato

Salire fino a Erice significa entrare in un borgo medievale sospeso nel tempo.

Le mura antiche, i vicoli in pietra e il panorama sul mare rendono questa destinazione unica.

Quale auto scegliere per il tuo soggiorno

La scelta dell'auto dipende dal tipo di viaggio.

Per una coppia che vuole visitare borghi e spiagge può essere ideale una vettura compatta.

Per una famiglia o per chi percorre molti chilometri è consigliabile un'auto più spaziosa.

GEM Noleggio offre diverse soluzioni per accompagnare ogni tipo di viaggiatore:

  • vacanze al mare;
  • tour della Sicilia;
  • weekend romantici;
  • viaggi in famiglia.

Noleggio auto a San Vito Lo Capo

Viaggiare in Sicilia significa fermarsi dove gli altri passano oltre

Uno dei grandi vantaggi del noleggio auto è proprio questo: poter modificare il proprio programma.

Una strada panoramica, un piccolo paese, una spiaggia nascosta o un ristorante locale possono diventare il ricordo più bello della vacanza.

Con un'auto non sei semplicemente un turista, ma un viaggiatore libero di scoprire il territorio.

Consigli per il tuo viaggio a San Vito Lo Capo

Per vivere al meglio la zona:

  • prenota l'auto prima dell'arrivo nei periodi di alta stagione;
  • organizza alcuni itinerari ma lascia spazio alla scoperta;
  • alterna mare, cultura e natura;
  • visita anche i borghi meno conosciuti;
  • approfitta delle strade panoramiche.

La Sicilia occidentale offre esperienze diverse ogni giorno.

Perché scegliere GEM Noleggio

Scegliere GEM Noleggio per il tuo Noleggio Auto a San Vito Lo Capo significa affidarsi a un servizio locale, professionale e vicino alle esigenze del cliente.

La combinazione tra veicoli affidabili, conoscenza del territorio e attenzione al viaggiatore permette di vivere una vacanza senza pensieri.

San Vito Lo Capo non è soltanto una meta balneare, ma il punto di partenza per un viaggio alla scoperta della Sicilia più autentica.

Con un servizio di Noleggio Auto a San Vito Lo Capo GEM Noleggio puoi raggiungere spiagge, borghi, riserve naturali e luoghi storici vivendo ogni spostamento con la massima libertà.

Perché la vera bellezza della Sicilia spesso si trova lungo la strada.

Il metodo della Fondazione Don Carlo Gnocchi per far fronte allo tsunami dell’invecchiamento

Il “Metodo Don Gnocchi” si offre come soluzione per la gestione della cronicità in Italia. Con16 mila ricoveri all'anno, la Fondazione Don Carlo Gnocchi punta sulla presa in carico globale del paziente, superando l'attuale logica sanitaria basata solo sulla cura delle fasi acute.

Maria Cristina Messa, direttrice scientifica di Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: tre parole d'ordine contro lo “tsunami” dell’invecchiamento

Prevenzione, cura, presa in carico”: per Maria Cristina Messa, direttrice scientifica della Fondazione Don Carlo Gnocchi, sono queste le tre parole d’ordine per far fronte allo “tsunami” delle 600mila persone che ogni anno entrano nella fascia di popolazione anziana. Secondo il White Paper su “Cronicità e non autosufficienza” di Sergio Harari, Presidente dell’Associazione Paripato, e Stefano Paleari, Presidente della Fondazione Anthem, una persona su quattro in Italia ha più di 65 anni e un milione e mezzo ne ha più di 85. Questo significa che gli over 65 continueranno a crescere a una velocità annua dell’uno per cento. Una situazione che, come ribadito durante l’incontro promosso da “Corriere Buone Notizie” in collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi e dedicato appunto al “Metodo Don Gnocchi”, rischia di tradursi in un disastro se non affrontata per tempo e nelle modalità adeguate. Proprio l’ente del terzo settore istituito nel 1952 dal “padre dei mutilatini”, che oggi conta 16mila ricoveri e più di 357mila persone seguite, sembrerebbe aver trovato nel proprio metodo una soluzione da applicare su larga scala.

Il cambio di paradigma proposto dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi

L’essenza del metodo messo a punto dalla Fondazione Don Gnocchi poggia su un pilastro fondamentale: offrire un’assistenza continuativa direttamente sul territorio. Costruire un sistema fondato sulla presa in carico della persona nel suo insieme non è però cosa da poco, come sottolineato da Maria Cristina Messa, soprattutto “in un sistema strutturato per prestazioni che si occupano delle singole fasi acute, con pazienti costretti a saltare da un posto”. È difficile, ma non impossibile. In questo la tecnologia diventa un aiuto prezioso. La teleriabilitazione, ad esempio, ha consentito dal 2020 al 2025 circa 70mila trattamenti in nove regioni. Certo, un sistema digitale richiede delle piattaforme comuni in grado di comunicare tra di loro attraverso un alfabeto uniforme. “Finora siamo riusciti a farlo in sette regioni su nove”, ha evidenziato la Direttrice della Fondazione Don Gnocchi, “ma il lavoro continua”. Si tratta di un tema sicuramente complesso che chiama in causa la politica sanitaria, attualmente fondata su una strategia prevalentemente ospedaliera e “a spezzoni”, ma la sfida che abbiamo davanti della cronicità impone un cambio di paradigma che non può più essere rimandato.

Comtel: finalizza l'acquisizione di NovaNext e consolida le sinergie operative

Comtel persegue il consolidamento dei propri ricavi e il presidio dei servizi post-vendita con il completamento dell’acquisizione del restante 40% del capitale sociale di NovaNext, avviando un percorso industriale di fusione e integrazione con la società. L’operazione ha lo scopo di ottenere una struttura societaria più semplificata, rafforzando le sinergie operative e commerciali.

 Comtel

Comtel: completa l’acquisizione di NovaNext e accelera l’integrazione al Gruppo

Comtel, leader dell’integrazione di sistemi ICT, in collaborazione con Solving, ha finalizzato l’acquisto della partecipazione residua del capitale sociale di NovaNext, per proseguire nel progetto di fusione e incorporazione della società nel Gruppo. L’operazione, che afferisce al restante 40% della società per 1,24 milioni di euro, a seguito della rilevazione del 60% avvenuta nel febbraio 2025, è parte di un progetto industriale già cominciato, per completare l’integrazione di NovaNext in Comtel. A seguito del completamento della fusione, il Gruppo potrà contare su una struttura più semplificata, consolidare le sinergie operative e commerciali, valorizzando tutte le competenze sviluppate da NovaNext.

Comtel: il CdA approva l’acquisizione di A.T.S. e rinnova la governance del Gruppo.

Il completamento dell’acquisizione di NovaNext è stato approvato nella riunione del CdA di Comtel che si è svolta lo scorso 3 giugno, occasione in cui è stata convalidata un’altra operazione strategica. Per rafforzare i ricavi e il presidio dei servizi post-vendita e di assistenza tecnica, è stato sottoscritto un contratto vincolante l’acquisizione del 52% di A.T.S. Assistance Technical Service, società del settore dell’assistenza tecnica e della manutenzione di infrastrutture tecnologiche. La somma si aggira intorno ai 3,9 milioni di euro e la chiusura è prevista per il terzo trimestre del 2026. In aggiunta, nel corso del CdA, è stata ridefinita la nuova guidance di Comtel, con la nomina a Presidente del già Vicepresidente Carlo Nardello e l’assegnazione dell’incarico di nuovo CFO e Investor Relation Manager a Barbara Donadio.

No all’ideologismo, sì al pragmatismo: la linea di Agostino Scornajenchi sul futuro energetico

Intervenuto al convegno “Mescoliamo l’energia”, l’Amministratore Delegato di Snam Agostino Scornajenchi ha invitato a rinunciare alle dispute ideologiche in favore di un approccio che metta al centro l’integrazione delle fonti, il pragmatismo e la sicurezza infrastrutturale.

Agostino Scornajenchi interviene a Mescoliamo l'energia

Agostino Scornajenchi: niente slogan o semplificazioni, va riconosciuta la complessità

Il dibattito sull’energia non può essere ridotto a una disputa ideologica. È questo il messaggio che Agostino Scornajenchi, AD di Snam, ha portato al convegno “Mescoliamo l’energia. Transizione energetica, crisi globale e opportunità per il settore” di Economy Group, tenutosi lo scorso 1° luglio nella sede di Confcommercio a Milano. “L’energia – ha sottolineato – non può essere affrontata attraverso slogan o semplificazioni, ma richiede il coraggio di riconoscerne la complessità. Una complessità che non riguarda solo gli aspetti tecnologici, ma anche quelli economici, geopolitici e infrastrutturali”. L’elettricità rappresenta solo una parte del fabbisogno energetico nazionale e il percorso di crescita delle rinnovabili è comunque chiamato a confrontarsi con vincoli tecnici che prescindono dalle scelte politiche e che hanno a che fare con il funzionamento stesso di reti e impianti. Le energie rinnovabili, pur continuando a rappresentare un pilastro della decarbonizzazione e destinate a crescere, sono per natura intermittenti e per questo rendono indispensabile il supporto di altre fonti per garantire continuità, flessibilità e stabilità della rete. Parlare quindi di sostituzione totale di una tecnologia a favore di un’altra, ha rimarcato Agostino Scornajenchi, significa ignorare il modo in cui funziona realmente il sistema energetico. Nel quadro attuale, il gas preserva il suo ruolo di primo piano poiché consente di modulare in modo rapido la produzione di energia, assicurando la resilienza del sistema anche quando sole e vento non bastano. Nessuna competizione tra tecnologie dovrebbe dunque esistere secondo l’AD di Snam, che preferisce parlare di “integrazione energetica”, intesa come un mix in cui ogni fonte contribuisce secondo le proprie caratteristiche.

Agostino Scornajenchi: il legame tra sicurezza energetica e geopolitica

Nel suo intervento, Agostino Scornajenchi si è soffermato sullo stretto legame tra energia e geopolitica emerso in particolare negli ultimi anni. Le dinamiche relative al gas, alle materie prime e alle rotte di approvvigionamento hanno infatti riacceso i riflettori sul tema della sicurezza energetica, facendo affiorare l’importanza delle infrastrutture e della logistica in quanto fattori strategici. Il manager ha evidenziato come le tensioni internazionali abbiano messo a nudo la fragilità della globalizzazione e, dato che le risorse energetiche restano cruciali per gli equilibri tra le superpotenze, l’Italia e l’Europa dovrebbero adottare una pianificazione coordinata, in grado di rafforzare l’autonomia e la resilienza del sistema. “L’Italia, come il resto d’Europa, dispone di una combinazione di risorse, infrastrutture e competenze che deve essere valorizzata attraverso una pianificazione coordinata e pragmatica”. Nel discorso di Agostino Scornajenchi è centrale, infine, pure il tema dell’innovazione. Dalle nuove tecnologie nucleari ai sistemi di accumulo: tutte le soluzioni possono contribuire, ma nessuna può rappresentare una risposta definitiva.