Serenissima Ristorazione ha pubblicato lo scorso febbraio il suo primo Report di Sostenibilità, redatto secondo i criteri della Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la direttiva europea che stabilisce standard comuni per la rendicontazione ESG.
L’impronta ambientale di Serenissima Ristorazione
L’azienda ha deciso di anticipare volontariamente gli obblighi normativi, calcolando sia l’impatto della sostenibilità sui propri risultati economici sia gli effetti delle proprie attività sull’ambiente e sulle persone. Il percorso ha coinvolto le 14 società del Gruppo, comprese la capogruppo e le controllate in Spagna e Polonia. Con un fatturato 2025 di oltre 650 milioni di euro, più di 11mila collaboratori e collaboratrici e circa 50 milioni di pasti serviti ogni anno, Serenissima Ristorazione si presenta come una realtà di primo piano nel settore della ristorazione collettiva, ora impegnata anche in un percorso strutturato di trasparenza ambientale e sociale. La misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione è stata un passaggio centrale del lavoro di rendicontazione condotto dall’azienda. I dati mostrano che le emissioni dirette (Scope 1) e quelle legate all’energia acquistata (Scope 2) incidono per circa l’8% su un totale di 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, segno che l’attività diretta di produzione dei pasti ha un peso ambientale limitato. La parte più rilevante riguarda invece le emissioni Scope 3, legate alla filiera, che pesano per circa il 92% del totale e comprendono i fornitori di materie prime, la logistica e la gestione dei rifiuti. Per intervenire su questo fronte, Serenissima Ristorazione ha avviato il coinvolgimento sistematico dei fornitori, con piani di audit per i partner più critici, l’incentivo a condividere dati ambientali, la preferenza per imballaggi riciclabili o riciclati, l’acquisto di prodotti multi-porzione quando possibile e la valorizzazione dei fornitori locali. Sul fronte energetico, l’azienda si è data l’obiettivo di ridurre i consumi del 5%, pari a circa 2.600 MWh su un totale di 52.000 MWh, un risparmio equivalente al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane.
Persone e governance in Serenissima Ristorazione
Accanto alla dimensione ambientale, il Report di Serenissima Ristorazione dedica ampio spazio alla componente sociale e di governance. La presenza femminile è particolarmente significativa: le donne rappresentano il 73,4% del personale della capogruppo e il 43% dell’alta dirigenza, un equilibrio riconosciuto dalla certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere. Tra gli impegni dichiarati figurano un’analisi annuale delle retribuzioni per genere, azioni per ridurre i divari salariali nei ruoli dirigenziali e indicatori per assicurare che crescita professionale e compensi si basino sulle competenze. Solo nella capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024. Sul piano della governance, dal 2025 Serenissima Ristorazione ha istituito un Comitato ESG, guidato dal Vicepresidente Tommaso Putin, con il compito di integrare sistematicamente gli obiettivi ambientali e sociali nelle decisioni aziendali e di avviare un processo di qualifica ESG dei fornitori per ridurre i rischi lungo la filiera.

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