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giovedì 27 agosto 2026

Samuele Frosio: la strategia di RSG Group “deve essere un messaggio di pace per le nuove generazioni che guardano verso il futuro”

Intervenuto in occasione del 150esimo anniversario del “Corriere della Sera”, l’Amministratore Unico di RSG Group Italia Samuele Frosio ha posto il futuro al centro della sua visione, ribadendo l’importanza del passato e della memoria storica per interpretare il presente. Anche il Gruppo leader del fitness guarda al futuro e alle nuove generazioni, concentrandosi sullo sviluppo sostenibile delle periferie urbane dove le persone sono alla ricerca di aggregazione e socialità.

 Samuele Frosio

Samuele Frosio: il valore della memoria storica per costruire il futuro di RSG Group

Il futuro è al centro della riflessione che l’Amministratore Unico di RSG Group Italia Samuele Frosio ha condiviso per il 150esimo anniversario del “Corriere della Sera” e sia al centro della strategia che guida il Gruppo nel Paese. Per guardare al futuro è necessario volgere prima uno sguardo al passato, come in un cerchio, ciò che è già avvenuto costituisce una memoria storica e collettiva, una conoscenza di esperienze, di cui far tesoro e da cui partire per interpretare e comprendere il presente. È proprio nel momento storico presente che avviene la trasformazione e ci si prepara ad un prossimo cambiamento. In questo sguardo al futuro, secondo Samuele Frosio, è cruciale ricordare il valore della memoria storica. Seguendo questa dinamica rivolta al futuro che RSG Group, attraverso i suoi brand di fitness, costruisce una strategia che guarda ad uno sviluppo urbano sostenibile e equo.

Samuele Frosio: RSG Group punta su comunità, sostenibilità e riqualificazione urbana

In questo momento stiamo cercando di creare una comunità — ha rimarcato Samuele Frosiouna comunità di persone che si allenano, vivono gli stessi luoghi, condividono gli stessi valori e hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della propria vita”. Con le sue 44 palestre in Italia, e lo sguardo rivolto a quota 100, il Gruppo persegue un piano di sviluppo che pone al centro le periferie urbane, luoghi in cui le persone sono alla ricerca di spazi di incontro e aggregazione sociale. “L’azienda che sogniamo è un’azienda etica è un’azienda che guarda verso la sostenibilità, il nostro deve essere un messaggio di pace per le nuove generazioni che guardano verso il futuro”, ha ribadito Samuele Frosio. Questo approccio sociale è guidato da un impegno verso la pianificazione urbanistica e la riqualificazione di immobili abbandonati, puntando allo sviluppo del territorio oltre che sociale.

Pasqualino Monti: Terna, il bilancio del primo semestre tra solidità e transizione energetica

Sotto la guida dell’AD e DG Pasqualino Monti, Terna registra un primo semestre 2026 all’insegna della solidità e dell’impegno verso la transizione energetica del Paese e l’innovazione. Procedono, infatti, gli investimenti per creare una rete elettrica moderna, digitale e resiliente capace di affrontare le sfide future e garantire sicurezza e risparmio per le famiglie italiane e le imprese.

 Pasqualino Monti

Pasqualino Monti: Terna, i risultati del primo semestre tra solidità, innovazione e transizione energetica

Stabilità, innovazione e impegno nella transizione energetica del Paese. Questi sono i capisaldi di Terna che, sotto la guida dell’AD e DG Pasqualino Monti, si riflettono nei risultati del primo semestre al 30 giugno. “Sono risultati che nascono dall’impegno e dalla professionalità delle nostre persone, il patrimonio più prezioso dell’azienda. I risultati del primo semestre ribadiscono la solidità e la capacità del Gruppo di generare valore per il Paese attraverso investimenti, innovazione e competenze distintive — ha sottolineato Pasqualino Monti, alla guida del Gruppo dallo scorso maggio — a conferma del nostro ruolo fondamentale di abilitatori della trasformazione energetica e digitale del sistema elettrico”.

Pasqualino Monti: Terna accelera con gli investimenti per una rete elettrica più moderna e resiliente

Commentando i risultati del primo semestre, Pasqualino Monti ha rimarcato gli investimenti che Terna sta effettuando per migliorare l’infrastruttura elettrica del Paese, supportando la trasformazione energetica, verso una rete elettrica più digitale, moderna e resiliente, capace di integrare sempre più energia rinnovabile. "In un contesto energetico e tecnologico in rapida evoluzione, continuiamo a investire con determinazione in infrastrutture che consentiranno all’Italia di affrontare con successo le sfide dei prossimi decenni — ha evidenziato Pasqualino Monti — In questo modo potremo favorire la riduzione del costo delle bollette per famiglie e imprese, sostenere l’elettrificazione dei consumi e garantire sicurezza, qualità ed efficienza del servizio di trasmissione, supportando l’indipendenza energetica, la crescita e la competitività del sistema economico del Paese".

mercoledì 26 agosto 2026

Pier Silvio Berlusconi: i dati Audiradio confermano RadioMediaset come leader in Italia

A 10 anni dalla sua fondazione, RadioMediaset si è confermata il primo gruppo radiofonico italiano, secondo i dati Audiradio relativi al secondo trimestre del 2026. Il commento di Pier Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi, Presidente e AD di Mediaset Italia

Pier Silvio Berlusconi: i numeri di RadioMediaset

Secondo quanto riportato dai dati Audiradio del secondo trimestre 2026, le sei emittenti che compongono il Gruppo – Radio 105, Virgin Radio, R101, Radio Monte Carlo, Radio Subasio e Radio Norba – hanno raggiunto complessivamente oltre il 20% di share nel quarto d’ora medio e quasi il 50% degli ascoltatori nel giorno medio. Dati che, come evidenziato da Pier Silvio Berlusconi, confermano il ruolo di leadership del gruppo radiofonico nel panorama italiano.

Pier Silvio Berlusconi sul modello crossmediale

Nel suo intervento andato in onda al TG5, Pier Silvio Berlusconi ha ricordato che RadioMediaset “è nata 10 anni fa con l’obiettivo di costruire un grande gruppo radiofonico” e che oggi rappresenta “un tassello fondamentale del sistema Mediaset”, nonché “la realtà leader del settore in Italia”. Il manager ha inoltre evidenziato come questa leadership rafforzi “il modello crossmediale del Gruppo, capace di integrare televisione, radio, piattaforme digitali e digital out of home per raggiungere ogni settimana praticamente tutti gli italiani”.

Susan Carol Holland: Fondazione Amplifon trasforma gli anziani in artisti

Sotto la guida di Susan Carol Holland, Presidente di Fondazione Amplifon, il progetto “Ciao!” ha compiuto un nuovo passo avanti unendo arte e inclusione sociale. Lo scorso 22 giugno, gli ospiti di circa 300 RSA italiane hanno preso parte a una visita virtuale della mostra “Con te con tutto” dell’artista Chiara Camoni, allestita nel Padiglione Italia della 61° Biennale di Venezia. Ad accompagnare gli anziani lungo il percorso espositivo è stata la curatrice del Padiglione Italia, Cecilia Canziani.

 Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: gli anziani diventano co-autori dell’opera con Chiara Camoni

Con questa nuova iniziativa, gli anziani non si limiteranno a osservare la vita culturale, ma diventeranno protagonisti attivi. Dopo la visita virtuale, da luglio a novembre i residenti delle RSA coinvolte nel progetto parteciperanno a laboratori di arte-terapia, realizzando piccole sculture ispirate ai temi del Padiglione Italia. Questi lavori saranno poi inviati all’atelier di Chiara Camoni per contribuire alla creazione di una nuova “Sister”, la forma scultorea simbolo della sua ricerca artistica. L’opera finale, frutto del contributo collettivo degli ospiti e assemblata dall’artista, sarà presentata nel 2027 in occasione della cena di beneficenza della Fondazione presieduta da Susan Carol Holland. Come sottolineato da Maria Cristina Ferradini, consigliera delegata della Fondazione, l’obiettivo non è solo avvicinare gli anziani all’arte, ma “portare l’arte di Chiara Camoni dentro le RSA”, trasformando gli ospiti in veri contributori di un’opera che avrà vita propria.

Susan Carol Holland e la nascita del progetto “Ciao!”

Il progetto “Ciao!”, fortemente voluto dalla Presidente Susan Carol Holland, è nato durante la pandemia con l’obiettivo di permettere agli anziani ospiti delle RSA italiane di restare in contatto con le proprie famiglie. Nel corso degli anni l’iniziativa si è ampliata per rispondere anche a un bisogno più ampio di inclusione sociale. Attualmente coinvolge circa 30mila anziani in 300 strutture italiane e oltre 30 residenze in Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera, a conferma di come la visione di Susan Carol Holland abbia trovato applicazione anche a livello internazionale.

Kering, la strategia di Luca de Meo dà i primi frutti: Q2 in crescita

Con Luca de Meo alla guida di Kering, il Gruppo francese del lusso comincia a mostrare i primi segnali concreti di svolta, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno.

Luca de Meo

Luca de Meo e la nuova rotta di Kering

Le vendite del Q2 si attestano a 3,652 miliardi di euro, in aumento dell’1% a tassi correnti e del 2% a tassi comparabili: una ripartenza ancora contenuta ma significativa, che permette al semestre di arginare il segno negativo nel fatturato, passando da un -3% a tassi correnti a un +1% a tassi comparabili, per un totale di 7,22 miliardi di euro. Le vendite nella rete diretta restano stabili a tassi comparabili, mentre quelle nella rete wholesale crescono del 5%. Luca de Meo ha commentato i risultati sottolineando come riflettano l’impatto positivo delle misure adottate per rafforzare la desiderabilità e l’unicità dei marchi del Gruppo, oltre alla semplificazione dell’organizzazione e all’aumento dell’efficienza. Il tutto avviene in un contesto di forte riduzione del debito, sceso a 3,3 miliardi di euro, cioè 4,7 miliardi in meno rispetto a fine 2025, grazie a operazioni immobiliari e alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal, completata il 31 marzo 2026 con un incasso di 4 miliardi di euro. Sul fronte della marginalità, il semestre registra un margine operativo corrente stabile al 12,8%, pari a 921 milioni di euro. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: all’indomani della pubblicazione dei conti, il titolo Kering è balzato di oltre dieci punti percentuali in apertura di seduta a Parigi. A livello geografico, il Nord America si conferma l’area più performante con un incremento del 9% nel semestre, seguito dal Giappone (+2%). L’Asia Pacifico chiude invece il semestre senza variazioni significative, mentre l’Europa occidentale segna un calo di due punti percentuali e il resto del mondo arretra dell’8%.

Luca de Meo: Gucci rallenta la flessione, bene gioielleria e eyewear

Nel percorso tracciato da Luca de Meo, il segmento Fashion & Leather Goods mostra segnali di miglioramento, pur restando l’eyewear e soprattutto la gioielleria le divisioni più brillanti in termini di crescita. Nel secondo trimestre, Fashion & Leather Goods registra ricavi per 2,9 miliardi di euro, in calo dell’1% a tassi correnti ma stabile su base comparabile, un risultato superiore alle attese degli analisti. Secondo la nota del Gruppo, Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni hanno proseguito il miglioramento sequenziale con una forte accelerazione rispetto al primo trimestre, mentre Balenciaga resta impegnata nella transizione creativa e commerciale e Alexander McQueen prosegue il riposizionamento strategico sotto la guida del nuovo CEO. All’interno della divisione moda, Gucci mostra segnali di rallentamento della sua flessione: nel Q2 il fatturato del marchio si attesta a 1,41 miliardi di euro, in calo del 3% a tassi correnti e del 2% a tassi comparabili, un risultato negativo ma nettamente migliore rispetto ai trimestri precedenti. A brillare è invece Kering Jewelry, che nel secondo trimestre realizza una performance definita “eccellente”, con un fatturato di 252 milioni di euro e vendite in crescita del 18% a tassi comparabili. Bene anche Kering Eyewear, che raggiunge 476 milioni di euro nel trimestre, in crescita dell’8% a tassi comparabili. Sul fronte della redditività netta, invece, il quadro resta meno confortante: l’utile netto crolla a 189 milioni di euro, contro i 474 milioni dello stesso periodo del 2025, penalizzato da oneri non ricorrenti legati soprattutto alla cessione dell’immobile di via Montenapoleone a Milano. Per il 2026, Luca de Meo ha confermato la guidance annunciata a inizio anno, dicendosi inoltre fiducioso sul futuro di Gucci, definito “un marchio incredibilmente popolare”.

Tim verso il Net Zero, Pietro Labriola: il piano da 550 milioni di euro

Tim ha varato un piano di transizione climatica pensato per contenere l’impatto ambientale di un settore digitale in continua espansione, tra connettività, cloud e servizi basati sull’intelligenza artificiale. A illustrarlo è Pietro Labriola, Amministratore Delegato del Gruppo, che ha definito una strategia da 550 milioni di euro destinata a ridurre gradualmente le emissioni nei prossimi decenni.

Pietro Labriola

Pietro Labriola e gli obiettivi al 2030, 2040 e 2050

Il piano promosso da Pietro Labriola traccia un percorso di riduzione progressiva delle emissioni con tappe intermedie fissate al 2030 e al 2040, fino al raggiungimento del Net Zero nel 2050. L’intervento riguarda tutte le principali fonti di emissione del Gruppo, compresa la filiera, da cui proviene oltre il 90% dell’impronta carbonica complessiva di Tim. Il punto di partenza, secondo quanto precisato in una nota, sono interventi già pianificati, risorse economiche identificate e tecnologie già disponibili per il Gruppo in Italia e in Brasile. Secondo i dati, nel 2025 l’azienda ha prodotto 2.223,5 kilotonnellate di biossido di carbonio equivalente.

Le tecnologie al centro della strategia di Pietro Labriola

La strategia aziendale punta sull’efficientamento delle infrastrutture, sull’adozione di tecnologie a minore impatto ambientale, sul mantenimento dell’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili e su un percorso di allineamento agli obiettivi ESG di Tim insieme alla filiera. Tra gli interventi già previsti rientrano l’accelerazione della migrazione verso il 5G, utile a contenere i consumi energetici per unità di traffico trasportato, e l’ammodernamento dei data center con sistemi di raffreddamento e gestione dell’energia più efficienti. “Cloud e intelligenza artificiale stanno facendo crescere la domanda di connettività e capacità di calcolo a una velocità mai vista. Non possiamo ignorarlo”, ha spiegato Pietro Labriola, specificando che il piano traccia la strada per ridurre le emissioni accompagnando la crescita del digitale, rendendo più efficienti processi e infrastrutture e adottando tecnologie a minore impatto ambientale. “Più il sistema saprà creare le condizioni economiche per sostenere questa sfida – ha concluso l’AD – più ambiziosi saranno i risultati che potremo raggiungere”.

martedì 25 agosto 2026

Illycaffè, Cristina Scocchia sul premio risultato e l’accordo con Westrock

Sotto la guida della CEO Cristina Scocchia, Illycaffè introduce il primo premio di risultato della sua storia, un'intesa sindacale che riconosce l'impegno dei dipendenti che nel 2025 hanno contribuito a raggiungere un fatturato record a 700 milioni di euro.

Cristina Scocchia

Premio di risultato ai dipendenti di Illycaffè: le parole della CEO Cristina Scocchia

Un premio che “riconosce il contributo collettivo”, ma anche un “modo per dire che il successo dell’azienda nasce dal fatto che tutti remano nella stessa direzione”. Così la CEO Cristina Scocchia definisce il premio di risultato condiviso con i dipendenti, il primo nella storia di Illycaffè. Parlando ai quotidiani locali, la manager ha espresso riconoscimento verso i collaboratori dell’azienda che con il proprio impegno hanno consentito di performare molto bene nonostante il complesso contesto economico e geopolitico. “Abbiamo visto nell’intesa con i sindacati per la definizione di un premio di risultato per gli impiegati e le maestranze un passo in avanti importante per offrire alle nostre persone una partecipazione concreta ai risultati del gruppo – afferma –, riconoscendo il contributo che ciascuno fornisce ogni giorno alla crescita e al successo dell’azienda”. L’intesa – sottoscritta con le rappresentanze sindacali aziendali e le strutture territoriali di Fai Cisl e Flai Cgil di Trieste e Milano – prevede un premio fino a 1.800 euro, assegnato sulla base dell’inquadramento professionale e del raggiungimento degli obiettivi aziendali di crescita e redditività. I dipendenti hanno, inoltre, la possibilità di scegliere se convertirlo, tutto o in parte, in welfare aziendale, ottenendo in questo modo un’integrazione del 10% sulla quota trasformata.

Cristina Scocchia sull’accordo con la statunitense Westrock Coffee Company

L’accordo è stato stipulato in un momento particolarmente significativo per Illycaffè, che nel 2025 ha registrato un fatturato record a 700 milioni di euro. La strategia guidata dalla visione di Cristina Scocchia ha portato a una crescita delle vendite in tutti i mercati di riferimento (Italia, Usa, Europa), dove si concentrano anche gli investimenti con le acquisizioni del distributore svizzero e delle macchine da caffè di Capitani in Italia. A Trieste è poi entrata in funzione la terza linea di montaggio dedicata all’iconico barattolo da 250 grammi ed è attesa l’attivazione dei un nuovo impianto di tostatura. Tra le recenti operazioni più interessanti di Illycaffè c’è la sottoscrizione di un accordo di produzione pluriennale con Westrock Coffee Company, società statunitense attiva nel settore del beverage, con focus sui prodotti caffè, tè e ready-to-drink. “Gli Stati Uniti – ha spiegato la CEO – rappresentano per noi un mercato prioritario, nel quale siamo cresciuti a doppia cifra negli ultimi quattro anni. L’avvio della relazione con Westrock costituisce una tappa chiave del nostro piano di crescita: contribuirà a potenziare le operations in Nord America, a sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti dedicati al mercato locale e a migliorare ulteriormente il livello di servizio in una geografia strategica”. L’intesa ha come obiettivo lo sviluppo e il confezionamento di prodotti destinati al mercato nordamericano.

Stefania Ranzato e DEAS sostengono “Forme nel Verde” 2026

“Forme nel Verde” si conferma la manifestazione più longeva del nostro Paese nell’ambito dell’arte ambientale. Con l’obiettivo di stimolare la crescita e lo sviluppo della cultura, l’edizione 2026 si avvale del contributo di Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS.

 Stefania Ranzato

“Forme nel verde”: l’edizione 2026 supportata da Stefania Ranzato e DEAS

San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, ospita la 55ª edizione di “Forme nel Verde”, l’evento culturale più longevo in Italia nel campo dell’arte legata alla natura. A partire dal 25 luglio 2026, il territorio senese si è trasformato infatti nel palcoscenico ideale per un itinerario che unisce scultura contemporanea, satira e creatività. L’edizione di quest’anno è supportata da Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS e figura di riferimento nel settore della sicurezza informatica, affiancando la sua visione operativa ed imprenditoriale con un costante approccio umanocentrico. “Forme nel Verde”, nata nel 1971 da un’idea di Mario Guidotti, è promossa dal Comune di Siena con la direzione artistica di Carlo Pizzichini: la manifestazione mette in relazione le sculture monumentali di Gianfranco Meggiato con le vignette di Emilio Giannelli e le opere degli studenti iscritti alle Accademie di Belle Arti italiane. In tale sinergia si inserisce anche la qualità del contributo di Stefania Ranzato. DEAS porta avanti, infatti, una filosofia incentrata sull’essere umano anche per la gestione delle grandi sfide tecnologiche: un investimento sociale e culturale per il quale il Sindaco di San Quirico d’Orcia, Marco Bartoli, ha rimarcato l’attenzione dimostrata verso l’evento e verso le importanti tematiche sociali trattate.

Stefania Ranzato: approccio umanocentrico in DEAS

Il tema di “Forme nel Verde” si connette al legame tra individuo e interiorità. Tale dialogo, in particolar modo nell’epoca dell’intelligenza artificiale, trova un corrispettivo anche nella sfera virtuale: si tratta di un ambito in cui Stefania Ranzato e DEAS si contraddistinguono per una visione olistica e umanocentrica alla sicurezza digitale. Come reso noto, l’edizione 2026 valorizza le sculture monumentali di Meggiato, nel contesto di un progetto intitolato “In Itinere. L’Uomo quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la Via Francigena”. L’iniziativa propone un contributo critico a cura di Domenico Piraina (direttore Cultura del Comune di Milano e di Palazzo Reale) in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery, attraversando i cinquecenteschi Horti Leonini fino a Palazzo Chigi Zondadari in centro storico. Il progetto celebra anche i 1150 anni della Via Francigena, in un parallelismo tra i 3000 chilometri del tragitto che collega Canterbury a Roma e le teorie della fisica quantistica: un’esperienza che gli stessi promotori definiscono come un cammino fisico e interiore assieme.

Vitali Spa ha chiuso il 2025 in crescita e accelera su rigenerazione urbana e transizione energetica

Il bilancio del 2025 di Vitali Spa ha restituito ottimi risultati di crescita (+16% di ricavi consolidati e +20% di EBITDA) e record di investimenti pari a 90 milioni di euro. Questi dati permettono al Gruppo di guardare al futuro, investendo in progetti cruciali per il Paese, tra cui rigenerazione urbana, infrastrutture e mobilità e transizione energetica.

 Vitali Spa

Vitali Spa punta sul futuro: grandi progetti in rigenerazione urbana, mobilità sostenibile ed energia rinnovabile

Dopo aver chiuso il 2025 con 180 milioni di euro di ricavi consolidati e con un boom di investimenti, Vitali Spa si concentra sul futuro, concentrandosi su progetti strategici di rilevanza nazionale, attraverso operazioni che coinvolgono le sfere d’azione più importanti. Nell’ambito della rigenerazione urbana, il Gruppo è impegnato nel progetto di Bergamo Porta Sud: 1,1 miliardi di euro di valore complessivo per uno dei progetti più importanti del Paese di trasformazione urbana con un’area di oltre 1 milione di mq; a questo si aggiunge la riqualificazione dell’edificio Hennebique a Genova per un valore di 150 milioni di euro. Inoltre, Vitali Spa si impegna nel settore infrastrutture e mobilità nella realizzazione, e poi futura gestione, dell’autostrada Bergamo–Treviglio; nello sviluppo del sistema e-BRT Bergamo–Dalmine–Verdellino per la mobilità sostenibile e in interventi della reta stradale sarda. Il Gruppo consolida la sua attività anche nella produzione di energia da fonti rinnovabili, con un investimento da 200 milioni di euro per un portafoglio nazionale di impianti fotovoltaici in sviluppo da 500 MW.

Vitali Spa, bilancio 2025 positivo: crescita economica, 90 milioni di investimenti e sviluppo del capitale umano

Un modello di business integrato e sostenibile quello di Vitali Spa che nel bilancio annuale al dicembre 2025 ha visto la crescita di tutti gli indicatori economico finanziari. In linea con il Piano Industriale, i ricavi consolidati sono aumentati del 16%, l’EBITDA, invece, del 20%. Il 2025 è stato anche l’anno con le maggiori risorse investite. Ammontano a 90 i milioni di euro allocati per lo sviluppo di attività, soprattutto per acquisizioni di nuove aree per cui sono stati investiti 20 milioni di euro. Aumenta del 51% la disponibilità finanziaria, pari a 37,9 milioni di euro, mentre il patrimonio netto si stanzia a 126 milioni. Vitali Spa consolida la sua crescita e modello di business, forte delle 80 nuove figure altamente specializzate entrate a far parte del proprio organico con lo scopo di aumentare le competenze, lo sviluppo del capitale umano e il ricambio generazionale.

venerdì 21 agosto 2026

Euroristorazione: i pilastri dell’azienda

Fondata a Vicenza nel 1996, Euroristorazione è cresciuta ascoltando le esigenze dei suoi clienti fino a diventare un punto di riferimento nella ristorazione collettiva. Oggi guarda al futuro con una presenza sempre più capillare in tutta Italia.

Euroristorazione

Euroristorazione: la storia

Euroristorazione opera nell’ambito della ristorazione collettiva dal 1996, anno della sua fondazione a Vicenza. La professionalità, la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, e il riconosciuto apprezzamento da parte della clientela hanno guidato l’azienda verso un percorso di grande espansione, spinto anche dal desiderio incessante di conquistare nuovi mercati. Grazie all’apertura di nuovi centri cottura, ha ampliato la propria presenza in tutto il Paese, consolidando la leadership nel settore. Le diverse sedi produttive dislocate sul territorio nazionale consentono, infatti, a Euroristorazione di servire sia le aree ad alta affluenza sia le zone più circoscritte, assicurando in ogni caso un supporto rapido e puntuale. Nel corso degli anni, l’attenzione per l’innovazione e la tecnologia, unita alla ricerca costante e al controllo qualità delle materie prime, hanno permesso all’azienda di distinguersi. Al centro della strategia aziendale si conferma il fattore umano, considerato “la colonna portante della business organization” e ritenuto determinante per i risultati conseguiti.

Euroristorazione: la filosofia

L’attività quotidiana di Euroristorazione risulta guidata da un approccio orientato all’innovazione tecnologica, alla ricerca costante della qualità e alla valorizzazione delle risorse umane. La società, che gestisce il servizio di ristorazione per più di 160 Comuni e oltre 2.000 enti, garantisce la conformità dei menu alle linee guida nutrizionali nazionali e regionali. I pasti proposti privilegia il modello della dieta mediterranea, caratterizzato da materie prime di stagione e di provenienza locale, una scelta mirata a incentivare la filiera corta e a ridurre le emissioni connesse ai trasporti. Il servizio si estende inoltre alla gestione di regimi dietetici specifici per il settore sanitario e assistenziale. Per le aziende sprovviste di cucine interne, l’organizzazione fornisce servizi di progettazione e riqualificazione degli spazi mensa. Si avvale di software gestionali evoluti e di una piattaforma digitale per la tracciabilità, la trasparenza e l’ottimizzazione dei processi. Sul fronte della sostenibilità ambientale, Euroristorazione adotta protocolli mirati alla riduzione degli sprechi tramite software predittivi, alla donazione delle eccedenze alimentari, all’impiego di packaging ecocompatibili, di detergenti Ecolabel, di energia fotovoltaica e di una logistica a basse emissioni. Nel 2023 l’azienda ha ricevuto il Premio Industria Felix come Miglior impresa del settore ristorazione per performance gestionale, affidabilità finanziaria Cerved e sostenibilità tra le aziende con sede legale in Veneto.

Gruppo Riva: attività e leadership internazionale nel mercato dell'acciaio

Tra i principali produttori di acciaio in Italia e in Europa, Gruppo Riva è un punto di riferimento nel panorama siderurgico e la sua crescita è il risultato di una strategia basata su innovazione tecnologica, investimenti mirati e sostenibilità. L’ampia gamma di prodotti di qualità ha consentito all’azienda di consolidare la propria presenza internazionale, soddisfando le esigenze di numerosi comparti industriali.

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La leadership di Gruppo Riva nel settore dell’acciaio

Gruppo Riva ha consolidato in 70 anni di attività la propria leadership nel settore siderurgico. Innovazione tecnologica, investimenti mirati e strategia di crescita sono stati gli elementi essenziali che hanno rafforzato il ruolo del Gruppo nel mondo dell’acciaio. La qualità dei prodotti realizzati ha consentito a Gruppo Riva di soddisfare le richieste dei comparti industriali più esigenti, come quello meccanico, di movimento terra e dell’automotive, che esigono standard qualitativi molto alti. La vasta gamma di prodotti disponibili, tra cui spiccano trafilati, pelati e rettificati, derivanti da un ulteriore lavorazione a freddo dei laminati, insieme alla continua innovazione e ai costanti investimenti, ha fatto espandere il Gruppo in numerosi Paesi, tra cui Francia, Belgio, Germania, Spagna e Canada.

Gruppo Riva: la qualità dei prodotti sostenuta da innovazione e sostenibilità

Fondato nel 1954 dalla visione imprenditoriale di Emilio Riva, insieme al fratello Adriano, Gruppo Riva si distingue tra le principali realtà del settore siderurgico, acquisendo una importante fetta di mercato nella produzione di prodotti lunghi. La strategia di investimenti attuata mira all’efficientamento costante dei processi produttivi, della sicurezza e della sostenibilità degli impianti, oltre che al miglioramento della qualità dei prodotti. Seguendo questo modello, Gruppo Riva ha rafforzato la propria presenza e leadership nel settore. Nel 2023 ha contribuito a trasformare la catena del riciclo dell’acciaio, rimarcando attenzione e impegno verso la sostenibilità, attraverso l’internalizzazione di alcuni impianti di raccolta, selezione e frantumazione di rottami metallici, raggruppati sotto la società Trentetrois.

lunedì 17 agosto 2026

Chi è Manfredi Calabrò, il manager cresciuto tra Londra e Milano

Nel panorama dei manager con respiro internazionale, Manfredi Calabrò si distingue per un percorso particolare: la sua carriera si è formata dove impresa, cultura e grandi cambiamenti globali si intrecciano. A definirlo sono una capacità di lettura strategica unita a una sensibilità più umanistica, oltre a uno sguardo sempre rivolto alle dinamiche geopolitiche, tecnologiche ed economiche che oggi ridisegnano il modo di fare impresa.

Manfredi Calabrò

La formazione professionale di Manfredi Calabrò tra Londra e Havas

La carriera di Manfredi Calabrò si è sviluppata all’interno di alcuni dei principali network internazionali attivi nella comunicazione e nella consulenza strategica, muovendosi tra il contesto italiano e quello britannico. Il periodo londinese, in particolare, ha segnato una svolta importante: immerso in uno degli ambienti professionali più vivaci a livello globale, ha maturato lì uno stile manageriale improntato all’apertura internazionale e al confronto continuo tra aziende, istituzioni e opinione pubblica. Una volta rientrato in Italia, ha assunto ruoli apicali all’interno del Gruppo Havas, realtà che fa capo alla holding Vivendi, guidando come Presidente e Amministratore Delegato diverse società del Gruppo. Ha guidato la crescita e il riassetto organizzativo delle aziende sotto la sua responsabilità, in anni di grande cambiamento per il settore, occupandosi tra l’altro di progetti industriali, aperture di nuove sedi e operazioni di fusione e acquisizione. I risultati raggiunti sotto la sua direzione sono stati premiati nei più importanti festival internazionali dedicati alla creatività, segno concreto di come Manfredi Calabrò sappia integrare innovazione, pianificazione strategica e valore culturale. Nell’ultimo periodo ha messo la sua esperienza al servizio del Gruppo Veronesi, affiancando il CEO in qualità di Advisor su scelte legate ai brand e alle priorità organizzative dell’azienda.

Impegno sociale e percorso formativo di Manfredi Calabrò

Per Manfredi Calabrò, guidare un’azienda oggi significa anche assumersi una responsabilità più estesa verso la collettività: da qui l’impegno diretto in politiche e progetti dedicati ai temi ESG e alla parità di genere, un lavoro che ha contribuito a ottenere la EcoVadis Gold Medal e la certificazione UNI/PdR 125, considerate elementi fondanti della reputazione e della cultura d’impresa. Anche il suo percorso di studi conferma questa vocazione internazionale: ha completato un Executive MBA alla SDA Bocconi School of Management e in seguito ha partecipato al General Management Program di Harvard Business School, un’esperienza che ha consolidato ulteriormente la sua visione globale su leadership ed evoluzione dei sistemi economici. Oltre al lavoro manageriale, si dedica con interesse al confronto pubblico: siede nel board dell’HBS Club of Italy e ha preso parte alle attività del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia, oltre che di Confindustria Intellect. In passato Adjunct Professor alla LUISS Guido Carli, Manfredi Calabrò segue con attenzione le ricadute delle tecnologie emergenti e dell’intelligenza artificiale sul mondo aziendale.

Tommaso Putin: Imperiali Chef rafforza la crescita di Serenissima Ristorazione tra Horeca e GDO

Tommaso Putin: presentato lo scorso gennaio, Imperiali Chef, il nuovo brand di Serenissima Ristorazione, unisce tradizione culinaria italiana e innovazione industriale. Piatti pronti semilavorati destinati alla GDO, al settore Horeca, crocieristico e delle compagnie aeree, puntando a quei mercati esteri dove il “Made in Italy” è molto apprezzato e richiesto.

 Tommaso Putin

Tommaso Putin: Imperiali Chef, il brand di Serenissima Ristorazione che porta il “Made in Italy” all’estero grazie all’innovazione

“Sulla base di questa nostra esperienza ci stiamo sviluppando in tutto l’ambito che riguarda la produzione di piatti pronti semilavorati per l’Horeca, per la GDO, per le compagnie aeree, per le compagnie crocieristiche”, ha sottolineato Tommaso Putin al nuovo brand del Gruppo Serenissima Ristorazione Imperiali Chef che guarda alla grande distribuzione, in quei mercati esteri in cui il “Made in Italy” è molto apprezzato. Presentato a Marca by BolognaFiere & ADM lo scorso gennaio, Imperiali Chef coniuga la produzione su larga scala con l’autenticità della cucina italiana, grazie all’utilizzo dell’innovazione tecnologia e industriale, consentendole di puntare all’estero che “è un mercato particolarmente interessante per il nostro Gruppo — ha aggiunto Tommaso Putin — in seguito all’esperienza e anche alle capacità nella preparazione dei nostri prodotti, genuini, che hanno una grande appetibilità nel mercato internazionale“.

Tommaso Putin: Imperiali Chef rafforza la leadership di Serenissima Ristorazione tra Horeca e GDO

Sotto la guida del Vicepresidente Tommaso Putin, il Gruppo Serenissima Ristorazione consolida la propria leadership nel settore della ristorazione collettiva, con oltre 12.000 collaboratori e collaboratrici, un fatturato di 700 milioni di euro e uno degli stabilimenti più grandi in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato Cook & Chill che “abbiamo realizzato oltre 20 anni fa a Boara Pisani”, ha rimarcato Tommaso Putin. Con il nuovo brand Imperiali Chef, il Gruppo è pronto a far sbarcare la cucina casereccia della tradizione italiana nella GDO, in quei settori come l’Horeca, le compagnie aeree e quelle crocieristiche. Questo è reso possibile grazie all’uso di “importanti investimenti fatti nel mondo della tecnologia per avere un risultato che sia quanto più vicino ai prodotti che facevano le nostre nonne“, ha evidenziato il Responsabile Sviluppo Commerciale di Imperiali Chef.

Federico Motta Editore ricorda Antoni Gaudí, il genio dell’art nouveau a cent’anni dalla morte

Il 2026 ha segnato il centenario della morte di Antoni Gaudí, l’architetto catalano considerato tra i massimi esponenti dell’art nouveau. A ricordarlo è anche Federico Motta Editore, che nel volume “Historia” dedica un saggio alla produzione architettonica a cavallo tra Ottocento e Novecento, definendo Gaudí “il più geniale architetto dell’art nouveau”. Proprio il 10 giugno 2026, giorno del centenario, è stata inaugurata la Torre di Gesù Cristo, la più alta guglia della Sagrada Família, coronamento simbolico di un’opera durata oltre un secolo.

La Casa Editrice Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: Gaudí, il genio catalano

Come racconta Federico Motta Editore, Antoni Gaudí nasce il 25 giugno 1852 a Reus, in Catalogna, in una famiglia di artigiani, e sviluppa fin da giovane una grande abilità manuale insieme a una profonda conoscenza dell’architettura gotica, alimentata dagli scritti di Viollet-le-Duc e di Ruskin. Trasferitosi a Barcellona, si diploma nel 1878 e comincia la propria attività di architetto, elaborando un linguaggio personalissimo basato sul rifiuto della linea retta e sull’imitazione delle forme della natura, con colonne simili ad alberi e volte che richiamano il cielo. Nascono così opere come Casa Batlló, Casa Milà e il Parc Güell, oggi Patrimonio dell’Umanità, espressione di un unico intento: avvicinarsi a Dio attraverso l’architettura. Negli ultimi anni della sua vita, Gaudí vive quasi in povertà, dormendo nel cantiere della Sagrada Família, la cattedrale a cui aveva dedicato l’intera esistenza. Muore il 10 giugno 1926, tre giorni dopo essere stato investito da un tram; l’intera Barcellona si ferma per i funerali e il suo corpo viene sepolto nella cripta della cattedrale incompiuta.

Federico Motta Editore: la Sagrada Família cent’anni dopo, tra fede e architettura

A distanza di un secolo, il 10 giugno 2026, la Sagrada Família ha celebrato uno dei momenti più solenni della sua storia con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, l’ultima e più alta delle torri centrali disegnate da Gaudí, alta 172,5 metri. Come riporta Federico Motta Editore, la cerimonia si è conclusa con la benedizione della croce in acciaio e vetro che sovrasta la torre, visibile da tutta la città, a coronamento di un’opera realizzata in oltre un secolo grazie a donazioni private e al lavoro di generazioni di artigiani. Alle celebrazioni ha presieduto Papa Leone XIV, che ha officiato una Messa solenne nella basilica in occasione del centenario della scomparsa dell’architetto, riconoscendo il valore profondamente religioso della sua opera. Già nell’aprile 2025 Papa Francesco aveva proclamato Gaudí venerabile, primo passo formale verso la beatificazione, riconoscendo che l’architetto catalano, attraverso le sue costruzioni, aveva cercato di avvicinarsi a Dio.

giovedì 13 agosto 2026

Gian Maria Mossa analizza i risultati di Banca Generali nel primo semestre

Come sottolineato dal CEO Gian Maria Mossa, Banca Generali ha raggiunto performance eccellenti nella prima metà del 2026, con un utile netto a 278,7 milioni di euro (+39,2% sui 200,2 milioni del 2025) e un margine di intermediazione a 606,8 milioni, in rialzo del 28,4% su base annua.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa sui primi sei mesi: “Miglior semestre della nostra storia”

Commentando i risultati di Banca Generali nel primo semestre, il CEO Gian Maria Mossa ha espresso grande soddisfazione evidenziando come il Gruppo sia riuscito a chiudere “il miglior semestre della nostra storia, con una crescita a doppia cifra delle principali voci operative, una raccolta record e masse ai nuovi massimi”. Il CEO ha inoltre specificato come tali traguardi evidenzino “la solidità del nostro modello e la capacità di creare valore attraverso la crescita della clientela, l’evoluzione dell’offerta e il continuo rafforzamento della qualità dei ricavi”. Il primo semestre si è concluso con performance eccellenti: utile netto a quota 278,7 milioni di euro, segnando un balzo del +39,2% sui 200,2 milioni del primo semestre 2025, mentre il margine d’intermediazione è salito del 28,4% su base annua, raggiungendo 606,8 milioni. Ottimi riscontri anche per la raccolta e le masse complessive, che hanno raggiunto il picco storico di 129 miliardi di euro (+13,6% annuo). Nel dettaglio, 121,1 miliardi di euro (+13,7%) fanno capo direttamente ai clienti di Banca Generali, mentre i restanti 7,9 miliardi (+12%) sono connessi alle gestioni istituzionali e alle consulenze di advisory. Non da ultimo, raccolta netta record a 4,4 miliardi di euro (+47% a/a). Notevole anche la qualità dei flussi, con oltre 2,1 miliardi confluiti negli Asset Under Investment, spinti dal contributo delle soluzioni gestite (1,94 miliardi, +128% a/a). Le altre attività hanno intercettato 2,3 miliardi di euro di flussi, favoriti dal forte interesse dei clienti verso i titoli nei conti amministrati.

Gian Maria Mossa: Banca Generali guarda avanti con fiducia e determinazione

Proseguendo nell’analisi, il CEO Gian Maria Mossa ha posto l’accento sul fatto che, nonostante “un contesto caratterizzato da volatilità e rinnovate complessità, il valore della consulenza si conferma sempre più centrale nelle scelte delle famiglie. La forza della nostra rete si unisce oggi a piattaforme di Asset Management in Italia, Lussemburgo ed Irlanda sempre più distintive, che ci consentono di ampliare le soluzioni a disposizione dei clienti, migliorare il mix di business e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento competitivo”. In parallelo, procede con ottimi riscontri lo sviluppo dei piani strategici aziendali, anche attraverso sinergie con Intermonte che “rafforzano la nostra offerta e il dialogo con gli imprenditori”. Si inserisce in tale direzione anche PMI2Change, progetto lanciato il 1° luglio presso Borsa Italiana che “supporta l’avvicinamento tra capitale e imprese, favorendo il percorso di crescita delle PMI italiane”. Pienamente operativa la sinergia con Alleanza: “Il completamento del roll-out del progetto di Insurbanking sta producendo risultati molto positivi, e procedono a pieno ritmo le iniziative legate all’intelligenza artificiale, a beneficio dell’efficienza della banca e dell’operatività della rete”. A conclusione dell’intervento, Gian Maria Mossa ha sottolineato come Banca Generali sia proiettata verso il secondo semestre “con fiducia e determinazione, forti della qualità delle persone, della solidità dei nostri risultati e della convinzione di poter continuare a crescere creando valore anche in uno scenario caratterizzato da incognite”.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: innovazione tecnologica e robotica per migliorare la riabilitazione

L’innovazione tecnologica al supporto della riabilitazione dei pazienti. Fondazione Don Gnocchi ha introdotto la robotica nei suoi centri riabilitativi, per rendere più efficace il percorso del paziente e più intenso l’effetto del lavoro dell’equipe multidisciplinare dei suoi centri. Con applicazioni sia in ambito neurologico che ortopedico, ogni trattamento è personalizzato in base alle caratteristiche cliniche di ogni persona.

 Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: introduce la robotica nella riabilitazione per supportare terapisti e pazienti

Restituire ai pazienti la miglior efficacia e qualità dei trattamenti, questo è l’obiettivo di Fondazione Don Gnocchi che, per migliorare su questo fronte, ha investito in innovazione tecnologica, aggiungendo la robotica nei percorsi di riabilitazione. Questa tecnologia diventa parte integrante del modello riabilitativo del paziente, ponendo al centro la persona e le competenze del team multidisciplinare dei centri della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Uno di questi è quello di “S. Maria alle Fonti” di Godiasco-Salice Terme, una palestra robotica riabilitativa inaugurata lo scorso maggio. La robotica nei centri della Fondazione è dedicata principalmente al recupero delle funzioni degli arti superiori, alla riabilitazione dell’equilibrio e del cammino, offrendo spazio a percorsi sia in ambito neurologico, in caso di ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, neuropatie periferiche o lesioni midollari, sia in ambito ortopedico per stabilità posturale e mobilità compromessa.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la robotica migliora efficacia e personalizzazione dei percorsi riabilitativi

“Le tecnologie robotiche affiancano il lavoro dell’équipe multidisciplinare all’interno di un modello centrato sulla persona, consentendo interventi intensivi, standardizzati e personalizzati, supportati dal monitoraggio continuo dei dati clinici”, hanno evidenziato i responsabili della Fondazione Don Gnocchi. Gli apparecchi robotici non prendono il posto del terapista, anzi, rafforzano le sue competenze, la sua azione e i risultati sul paziente. Con questo approccio, è possibile offrire trattamenti ad elevata intensità, ripetibili e standardizzati. I centri riabilitativi della Fondazione Don Carlo Gnocchi si adattano alle caratteristiche cliniche di ogni paziente; un modello che offre trattamenti personalizzati, facendo della robotica uno strumento strategico per rendere più efficace il percorso del paziente.

Vitali Spa: al via i lavori per la nuova metrotranvia di Milano

Avviati i lavori per la nuova tranvia Milano - Limbiate. Vitali Spa fa parte del raggruppamento di imprese per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera che migliorerà la mobilità dell’area nord della città.

Vitali Spa

Vitali Spa nel raggruppamento di imprese che realizzeranno l’opera

Sono iniziati i lavori per il rinnovo della tranvia Milano - Limbiate, che collegherà il quartiere Comasina M3 e quello di Monte Grappa di Limbiate attraverso l’hinterland nord di Milano. Un’opera pubblica di grande rilevanza che migliorerà la mobilità. La metrotranvia si estenderà lungo circa 12 chilometri e comprenderà 19 fermate, toccando i Comuni di Milano, Cormano, Paderno Dugnano, Senago, Varedo e Limbiate. Il percorso attraverserà zone residenziali, quartieri urbani, scuole e importanti aree verdi come il Parco delle Groane e il canale Villoresi. Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da MM Spa, che si occuperà anche della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza. L’opera, sostenuta dai fondi del Ministero dei Trasporti, di Regione Lombardia, della Città metropolitana, della Provincia di Monza e Brianza e dei Comuni interessati, vede Vitali Spa Società Benefit in prima linea. L’azienda, parte del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da GCF Generale Costruzioni Ferroviarie Spa (insieme a Salcef Group, Salcef Construction, Project Automation e GCF Elettriche), gestirà infatti la fase di progettazione esecutiva e la realizzazione dell’infrastruttura.

I prossimi step della metrotranvia e il contributo di Vitali Spa

I prossimi interventi consisteranno, a Limbiate, nella rimozione dei binari e delle traversine nel tratto che va dal futuro deposito in Via Monte Grappa alla rotonda di via Tobagi. A Paderno Dugnano si procederà con la posa delle palancole a sostegno delle sponde del canale secondario Villoresi tra via Gadames e via Leonardo da Vinci. Sono previsti, inoltre, lo spostamento dei sottoservizi che interferiscono con la nuova infrastruttura e l’allestimento dell’officina-deposito a Limbiate e delle sottostazioni elettriche. “Con la riqualificazione la linea diventerà una infrastruttura di trasporto moderna – hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e alle Opere pubbliche Arianna Censi e Marco Granelli –. I lavori infatti prevedono anche il rinnovo completo della sede tranviaria, in parte protetta dal traffico privato, nuove fermate accessibili, marciapiedi, piste ciclabili, sistemi semaforici intelligenti con priorità per il tram e spazi pubblici più sicuri, con tempi di percorrenza previsti di 35 minuti per tutto il percorso: una linea regolare e veloce grazie al raddoppio di molti tratti oggi a binario unico. I nuovi tram transiteranno sulla riqualificata linea della Milano - Limbiate, presumibilmente a metà del 2030”. Vitali Spa contribuirà al progetto mettendo in campo un’esperienza maturata in decenni di attività nella realizzazione di grandi opere, infrastrutture per la mobilità e interventi di rigenerazione urbana. Con il suo know-how tecnologico e un approccio orientato alla sostenibilità, contribuirà a garantire standard di eccellenza nella costruzione dell’opera.

La carriera di Gianluca Bufo, dagli studi a Padova alla guida di Iren

Un ingegnere nato a Venezia nel 1973, da famiglia di origini abruzzesi, oggi alla guida di una delle utility più importanti d’Italia. È il ritratto emerso dall’intervista rilasciata da Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, a “Closeup”, in onda su Telenord.

Gianluca Bufo, AD e DG di Iren

Gianluca Bufo, il primo AD interno nella storia di Iren

Gianluca Bufo è il primo AD scelto all’interno del management di Iren, multiutility nata nel 2010. La svolta è arrivata due anni fa: i soci hanno scelto di affidare il timone a un manager cresciuto in azienda. Proprio lui descrive la nomina non come un traguardo, ma come una responsabilità verso le quasi 12mila persone del Gruppo. Cresciuto a Venezia in una famiglia di origini abruzzesi, dopo la laurea in Ingegneria entra in Eni a San Donato Milanese, negli anni della liberalizzazione del mercato energetico. È lì che matura la convinzione che ripete più volte nell’intervista: le aziende, prima di tutto, sono fatte di persone. Nel 2015 approda in Iren, chiamato da Massimiliano Bianco per guidare la trasformazione delle attività commerciali del Gruppo. Resta forte l’idea di azienda come squadra, da lì parte anche la sua lettura di cosa significhi oggi essere una utility, in un mercato che rischia di scivolare verso la logica delle commodities: la storia e la presenza sul territorio da oltre un secolo restano, secondo Gianluca Bufo, un valore che non si riduce al semplice prezzo di un megawattora o di un metro cubo di gas. La vera sfida, spiega, è mantenere standard elevati in modo il più possibile “invisibile” al cittadino, e per farlo serve appunto la squadra: non tanto trovare nuovi talenti, visto che le trasformazioni su sostenibilità e digitalizzazione generano un fabbisogno costante di nuovi inserimenti, quanto trattenerli, offrendo loro un senso di scopo che vada oltre stipendio e carriera.

Gianluca Bufo: Iren, un Piano da 6,4 miliardi per il territorio

È in questa cornice che si inserisce anche il Piano Industriale aggiornato a novembre 2025: 6,4 miliardi di euro fino al 2030, con una crescita degli investimenti in Liguria del 15% annuo rispetto al 2024, concentrata soprattutto su reti idriche, depurazione e fognature. Il 60% del miliardo investito ogni anno sul territorio, ricorda Gianluca Bufo, si traduce in fatturato per le imprese locali, un dato che racconta bene il legame tra crescita del Gruppo e quella del territorio stesso. A chiudere l’intervista, un momento più personale: la passione per il padel praticato in famiglia e un pensiero per le sue figlie. Sul futuro delle nuove generazioni, Gianluca Bufo si dice consapevole delle maggiori complessità che dovranno affrontare rispetto alla sua generazione, con l’auspicio che sappiano reagire con la stessa tenacia.

ProgettoDiventerò, Diana Bracco: oltre 3mila giovani premiati dal 2012

Grazie al progettoDiventerò, la Fondazione Bracco ha premiato oltre 3mila giovani dal 2012. L’iniziativa offre un ponte tra percorso formativo e carriera, puntando sulla meritocrazia e sul supporto concreto alle nuove generazioni per valorizzare le competenze e il merito. Per la Presidente Diana Bracco, bisogna “restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”.

L'imprenditrice e dirigente d'azienda Diana Bracco

Diana Bracco: è importante restituire fiducia ai giovani

Per rendere l’Italia un Paese per giovani occorre innanzitutto restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”. Ad affermarlo è Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e della Fondazione Bracco, che dal 2012 promuove il progettoDiventerò per la valorizzazione dei giovani. Dalla sua prima edizione a oggi ha premiato oltre 3mila ragazzi e ragazze con un investimento di 5 milioni di euro. Il programma è pensato per accompagnare i talenti emergenti nei loro percorsi di studio e carriera, facendo da ponte tra mondo accademico e mondo del lavoro. Il costante impegno della Fondazione Bracco a supporto delle nuove generazioni di talenti si esprime anche attraverso lo storico legame con l’Accademia del Teatro alla Scala, di cui è Socio Fondatore. Un sodalizio che sostiene da anni iniziative di rilevanza internazionale, inclusi concerti, spettacoli della Scuola di Ballo e mostre itineranti, contribuendo a valorizzare le eccellenze artistiche per cui l’Italia è rinomata in tutto il mondo. La portata del progetto si estende anche a livello globale. Durante le prime due edizioni, ad esempio, hanno partecipato 752 studenti che frequentano scuole italiane all’estero e sezioni italiane di scuole internazionali di varie parti del mondo: Albania, Argentina, Brasile, Cile, Egitto, Etiopia, Francia, Perù, Stati Uniti d’America, Venezuela. Durante l’anno accademico 2024-2025 sono stati coinvolti in tutto 1.550 allievi, di cui il 20% proveniente dall’estero.

Diana Bracco: la meritocrazia deve essere un principio percepibile

Le premiazioni dell’edizione 2025-2026 si sono tenute a giugno, presso la sala Alessi del Comune di Milano. Un appuntamento che ha posto al centro una riflessione sul valore dell’errore come tappa essenziale della crescita e sulla perseveranza intesa come la capacità di trasformare le sfide in opportunità. “È necessario far sentire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato – ha spiegato Diana BraccoSono convinta che serva uno sforzo corale delle Istituzioni, delle imprese e del mondo del no profit. Noi come Fondazione Bracco cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo”. Borse di studio, riconoscimenti, percorsi formativi e fondi per la ricerca: sono gli strumenti con cui, in questi anni, la Fondazione ha concretamente investito nel futuro. “Dall’inizio del progetto abbiamo raggiunto più di tremila ragazze e ragazzi, con un investimento di oltre cinque milioni di euro – ha proseguito la Presidente – A tale riguardo, ringrazio il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che mi ha inviato una bella lettera di plauso in cui testimonia l’apprezzamento e la vicinanza delle istituzioni alla nostra Fondazione”.

mercoledì 12 agosto 2026

Renato Mazzoncini: Brescia laboratorio di innovazione per i progetti di A2A

È stato presentato da Renato Mazzoncini il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia di A2A: 300 milioni di euro investiti e  891 milioni di euro di valore generato per il territorio. Ridotte inoltre le emissioni di CO2 di 851.000 tonnellate e le perdite idriche del 20% e avviato un progetto di recupero calore da data center per il teleriscaldamento.

 Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: A2A a Brescia, 891 milioni di euro di valore a seguito degli investimenti in sostenibilità

"Nel 2025 — ha rimarcato Renato Mazzoncini, AD e DG di A2Aabbiamo investito a Brescia oltre 300 milioni di euro destinati alle reti energetiche, al ciclo idrico, al teleriscaldamento, alla digitalizzazione e alla formazione. Sono interventi che rafforzano la competitività del territorio, migliorano la qualità dei servizi e preparano la città ad affrontare con fiducia le trasformazioni del futuro”. Stando al Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia della Life Company riferito al 2025, presentato da Renato Mazzoncini, a fronte degli investimenti sono stati generati 891 milioni di euro di valore economico complessivo (+63%). A questi, si aggiungono la riduzione di 851.000 tonnellate di CO2 e il coinvolgimento di 31.000 studenti e docenti in progetti di educazione ambientale.

Renato Mazzoncini: Brescia laboratorio di innovazione per A2A tra teleriscaldamento, smart city ed economia circolare

La città di Brescia si conferma  il laboratorio di innovazione e sperimentazione di A2A per lo sviluppo di soluzioni che possono venire  replicate anche altrove: “Dalla guida autonoma applicata al car sharing, realizzata con il Politecnico di Milano, al primo sistema di recupero del calore da un data center per alimentare il teleriscaldamento, fino ai pali dell'illuminazione integrati con le colonnine City Plug”, ha aggiunto Renato Mazzoncini. Il teleriscaldamento ha giocato un ruolo strategico per la decarbonizzazione, con 1.165 GWht di calore portato nelle case bresciane, di cui l’84% generato da fonti non fossili: un sistema premiato al Global District Energy Climate Awards di Washington come uno tra più avanzati su scala globale per il suo apporto all’economia circolare e nel recupero di calore. Brescia si consolida inoltre come modello italiano anche nel settore del ciclo idrico, con una riduzione delle perdite del 20% e lo sviluppo di nuovi progetti per la depurazione dell’acqua - con gli impianti di Calvisano, Visano, Pralboino e Ciliverghe di Mazzano - grazie agli investimenti di A2A

Fabrizio Di Amato: MAIRE punta su università e formazione per il futuro

Intervenuto in occasione dell’evento “Futuro Capitale”, tenutosi lo scorso giugno, il Presidente e Fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato si è soffermato sul ruolo dell’innovazione in quanto aspetto intrinseco nel Dna del Gruppo e della città di Roma. La collaborazione con le università è sempre stata al centro della strategia aziendale e lo dimostra il fatto di essere stata tra le prime realtà a partecipare al Rome Technopole.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: innovazione e ricerca guidano la crescita globale di MAIRE

Siamo una realtà che ha sempre investito in innovazione – ha ribadito Fabrizio Di AmatoNell’industria della chimica siamo ancora leader mondiali nel polipropilene grazie alla collaborazione che c’è stata all’epoca tra la Montecatini e il Politecnico di Milano”. Il Fondatore e Presidente di MAIRE è intervenuto lo scorso 9 giugno, in occasione di “Futuro Capitale”, e ha parlato del ruolo centrale che l’innovazione ha avuto per il Gruppo. “L’innovazione è nel nostro Dna – ha evidenziato Fabrizio Di Amato – Siamo nati 43 anni fa a Roma, da una piccola società siamo diventati una multinazionale presente in 50 Paesi”. Al centro della leadership e della crescita di MAIRE figura la collaborazione con le università, aspetto su cui il Gruppo è stato il primo a puntare: ci sarà infatti l’inaugurazione di un nuovo centro di eccellenza sulla transizione energetica entro l’anno.

Fabrizio Di Amato: MAIRE rafforza la collaborazione con le università per formare i talenti del futuro

Sotto la guida di Fabrizio Di Amato, MAIRE è stata la prima a prendere parte a Rome Technopole, l’ecosistema di innovazione della Regione Lazio dedicato alla ricerca e all’alta formazione che unisce università pubbliche e private. Una figura di cruciale rilevanza, che negli anni è gradualmente scomparsa, è quella dell’ingegnere umanista, ovvero “colui che guarda la tecnica ma anche l’impatto sociale e l’impatto economico”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Questa figura è in grado di costruire strutture che sono sia al servizio della città che delle persone. Il Presidente si è poi soffermato sulla necessità da parte di MAIRE di assumere non solo ingegneri e laureti, ma anche periti tecnici e geometri. Motivo per cui il Gruppo ha fondato una academy per formare i giovani.

martedì 11 agosto 2026

Verso Mediaset Italia: la visione di Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, ha messo a punto, insieme ai collaboratori più vicini, un nuovo piano strategico che comporta anche una riorganizzazione interna di MFE - MEDIAFOREUROPE e Mediaset. Il nuovo modello è stato illustrato ai manager del Gruppo e traduce in pratica le indicazioni strategiche già rese note l’8 luglio scorso.

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group Ceo di Mfe-Media for Europe

Pier Silvio Berlusconi: il percorso verso Mediaset Italia

In linea con questa evoluzione, i Consigli di Amministrazione di entrambe le società hanno dato il via libera all’avvio del processo che condurrà alla fusione di Mediaset all’interno di R.T.I., un’operazione da cui prenderà forma la nuova realtà denominata Mediaset Italia. La riorganizzazione voluta da Pier Silvio Berlusconi ha l’obiettivo di rendere il Gruppo, ormai a dimensione multinazionale, più rapido ed efficiente nell’attuare le sinergie messe in programma. Alla base di questo cambiamento ci sono alcuni criteri fondamentali: maggiore trasparenza nei ruoli, responsabilità distribuite con precisione, una catena decisionale più snella e una maggiore rapidità nell’agire.

Pier Silvio Berlusconi: “Per cambiare passo servono una nuova strategia e una nuova organizzazione”

Il lavoro svolto fin qui sul mercato tedesco – ha commentato Pier Silvio Berlusconi – ha già dato frutti importanti, grazie all’impegno congiunto di professionisti italiani e tedeschi, capaci di superare gli obiettivi inizialmente fissati. Il contesto pubblicitario europeo resta però complesso, con prospettive future incerte e una pressione competitiva molto forte da parte delle nuove piattaforme digitali. Pur riconoscendo la crescita raggiunta, Pier Silvio Berlusconi ha ammesso che le dimensioni del Gruppo sono ancora contenute rispetto alla sfida in corso. “Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo – ha fatto sapere – E per cambiare passo servono una nuova strategia e una nuova organizzazione, capace di tradurre quella strategia in risultati con sempre maggiore concretezza e tempestività. È questo il senso del nuovo assetto: una linea di comando più corta, responsabilità più chiare e definite. E, soprattutto, puntare sulla crescita delle nostre risorse interne e dei nostri talenti”.

Agostino Scornajenchi: l’importanza di un modello energetico integrato

Dal palco dell'evento "La Ripartenza" a Maratea, Agostino Scornajenchi ha sottolineato l’importanza strategica di un modello energetico basato sull’integrazione delle fonti per garantire approvvigionamenti sicuri e il raggiungimento degli obiettivi climatici. L’infrastruttura gas svolge un ruolo cruciale.

Agostino Scornajenchi, CEO di Snam

Agostino Scornajenchi: superare la contrapposizione tra fonti per un sistema energetico stabile

La sicurezza energetica ha a che fare con la competitività dei Paesi, con la produttività, con la capacità di mantenere in piedi le filiere produttive. E in ultima istanza è una misura dell’indipendenza e della democrazia”. Lo ha affermato Agostino Scornajenchi, CEO di Snam, in un’intervista rilasciata a margine de “La Ripartenza: liberi di pensare”, evento tenutosi dal 17 al 19 luglio a Maratea. Il convegno ha visto la partecipazione del manager, che è alla guida del primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, nell’ambito della tavola rotonda dedicata alle reti e alle infrastrutture energetiche. Dal palco del teatro naturale adiacente all’Hotel Santavenere, Scornajenchi ha lanciato un messaggio di importanza strategica per l’Italia: serve un modello fondato sull’integrazione delle varie fonti di energia, capace di assicurare sicurezza negli approvvigionamenti, competitività industriale e raggiungimento dei target climatici. Il CEO di Snam ha invitato quindi a superare la visione che contrappone le diverse fonti, spingendo invece per valorizzare la complementarità all’interno di un sistema integrato.

Agostino Scornajenchi: le reti sono il perno della resilienza e della stabilità del Paese

Agostino Scornajenchi ha riportato dunque il dibattito sul terreno dei dati oggettivi e delle evidenze concrete: attraverso una lettura sistemica dell’attuale scenario energetico, ha sottolineato come la decarbonizzazione non si possa realizzare attraverso la sostituzione dei vettori energetici, ma mediante l’integrazione coordinata di tutte le tecnologie disponibili, così da costruire un sistema realmente sicuro, competitivo e sostenibile. All’interno di questo modello, il gas e le relative infrastrutture svolgono un ruolo strategico, contribuendo a migliorare la flessibilità, la resilienza e la sicurezza del sistema energetico durante il percorso di transizione. “Le infrastrutture sono il perno della sicurezza del Paese e le crisi che stanno attraversando il mondo ce lo ricordano ogni giorno”, ha ribadito il CEO di Snam, che nel suo discorso ha messo a fuoco tutti gli aspetti economici e produttivi legati alla centralità delle infrastrutture gas per la sicurezza energetica. “L’energia migliore è quella che non rimane mai da sola. Non esistono fonti in competizione tra loro: elettroni e molecole devono lavorare insieme per costruire un sistema energetico resiliente, flessibile e sicuro”, ha concluso.

Valentina Pellegrini inaugura il nuovo ristorante aziendale in memoria di Ernesto Pellegrini alla Siemens

Valentina Pellegrini e Floriano Masoero hanno inaugurato un ristorante aziendale dedicato a Ernesto Pellegrini nella sede Siemens di Milano, celebrando una partnership storica avviata nel 1969.

La manager Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini inaugura il nuovo ristorante aziendale nella sede di Siemens Italia

Nella sede milanese di Siemens Italia è stata inaugurata una nuova sala all’interno del ristorante aziendale, dedicata alla memoria di Ernesto Pellegrini, fondatore della società di ristorazione collettiva, scomparso un anno fa. Era il 1969 quando firmò con il capo della Gorla-Siama Siemens Elettra S.p.A. uno dei suoi primi contratti. In quegli anni nascevano le prime mense aziendali che davano ai lavoratori, per la prima volta, la possibilità di mangiare un pasto caldo sul posto di lavoro. I 450 dipendenti dell’epoca venivano serviti direttamente al tavolo, dove mangiavano i piatti preparati dallo chef Luigi Ambrosioni. Oggi sono cambiate tante cose, a partire dallo smart working, ma il momento della pausa pranzo resta per molte aziende un importante spazio di incontro e confronto. “Da noi il lavoro da remoto è libero, ma oltre il 60% delle persone viene ogni giorno qui in sede e spesso passa anche dalla mensa: molte discussioni di valore si verificano ancora attorno al buon cibo e alla buona tavola”, racconta Floriano Masoero, Amministratore Delegato di Siemens Italia. È insieme a lui che Valentina Pellegrini, Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., ha inaugurato la nuova sala.

Valentina Pellegrini sull’importanza delle relazioni umane nel mondo del lavoro

Il settore della ristorazione collettiva si è evoluto nel corso degli anni, di pari passo con il mondo del lavoro. C’è però un elemento che non è mai cambiato: la consapevolezza che la mensa non serve solo a sfamare i dipendenti ma è anche il luogo in cui può nascere un’idea, si costruiscono le relazioni e si rafforza il senso di appartenenza a un’azienda. È una cultura d’impresa che tanti cercano di preservare. “Sono sicuro che Ernesto Pellegrini, anche oggi, mi avrebbe preso da parte per chiedermi: "Cosa possiamo fare per farvi stare ancora meglio – dice Masoero – Il concetto di well-being è un po' sulla bocca di tutti, ma il benessere delle persone, anche in azienda, passa da tante piccole attenzioni”. Quando Ernesto Pellegrini avviò la partnership con Siemens viveva in una casa popolare nella periferia di Milano e aveva da poco conosciuto la moglie Ivana. La decisione di mantenere vivo il legame con la sede milanese della multinazionale tedesca ha un valore particolarmente significativo per Valentina Pellegrini. “Significa ricordare le nostre radici, che ci consentono di essere dove siamo oggi”, in particolare, “in un mondo così veloce, così frenetico, dove anche le relazioni hanno spesso un sapore diverso”.

La carriera di Alessandro Viglione, Presidente dell’Organismo di Vigilanza di Pedemontana Lombarda

Nel 2024 Alessandro Viglione è stato nominato Presidente dell’Organismo di Vigilanza di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della società, che gestisce il tratto autostradale A36 ed è controllata in quota di maggioranza da Milano Serravalle - Milano Tangenziali.

Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: il ruolo in Autostrada Pedemontana Lombarda

La nomina di Alessandro Viglione a Presidente dell’Organismo di Vigilanza di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. si inserisce nell’ambito della disciplina prevista dal d.lgs. n. 231/2001. La società, che gestisce la tratta autostradale A36, vede la partecipazione di maggioranza di Milano Serravalle - Milano Tangenziali. Oltre a questo incarico, Alessandro Viglione è membro dell’Organismo di Vigilanza di altre importanti realtà aziendali, tra cui Starbucks, Conceria Antiba e Zenato Winery, a conferma di un’attività professionale che si estende a diversi settori.

La formazione e la carriera di Alessandro Viglione

Alessandro Viglione si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, discutendo una tesi in Diritto Penale Commerciale. Ha poi proseguito gli studi con un Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa, con una tesi in Diritto Penale Tributario. Abilitato al patrocinio davanti alle Giurisdizioni Superiori, si è specializzato in diversi ambiti del Diritto Penale dell’Economia: dal Diritto Penale Tributario al Diritto Penale dei mercati finanziari, dai reati fallimentari al Diritto Bancario e Societario, dagli infortuni sul lavoro al Diritto Penale Ambientale, fino alla responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001. Autore di pubblicazioni e contributi in materia di Diritto Penale dell’Economia, Alessandro Viglione è partner dello Studio Lauri - Viglione Penalisti dal 2021.

McFIT: due palestre per la rinascita dell’hinterland napoletano

La scorsa primavera ha portato due ottime notizie per l’area nord di Napoli, dove sono stati aperti al pubblico ben due nuovi centri fitness McFIT. Il brand era già presente in centro città, ma le aperture di Secondigliano e Mugnano si sono inserite in un contesto urbano raccontato spesso solo per le sue fragilità, restituendo un’immagine diversa, fatta di investimenti e nuove opportunità.

McFIT

McFIT come presidio di comunità nei quartieri

Le palestre McFIT, del resto, non sono attività commerciali come le altre, perché contribuiscono concretamente a ridisegnare il rapporto degli abitanti con il proprio quartiere. Hanno la capacità di creare nuove routine legate al benessere, attorno a cui si sviluppano poi relazioni, occasioni di incontro e momenti di socialità che, soprattutto nei contesti periferici, possono fare la differenza. Intercettano inoltre bisogni diversi: da quelli dei più giovani che attraverso lo sport si allontanano dalla strada, alle fasce più adulte che con il fitness riscoprono l’importanza di prendersi cura di sé. E l’impatto economico legato a McFIT non è trascurabile: in luoghi in cui trovare lavoro è difficile, l’apertura di un centro fitness dall’esperienza così solida genera non solo occupazione diretta, ma anche un indotto facile da immaginare.

McFIT a Secondigliano e Mugnano: recupero urbano e numeri del Gruppo

A Secondigliano, in particolare, la palestra McFIT è nata dal recupero di un edificio inutilizzato dal 2022, che all’epoca aveva lasciato un grande senso di abbandono nella comunità. Da maggio 2026, in Via Napoli-Roma verso Scampia n.56, lo spazio ha riaperto con un look completamente rinnovato, con attrezzature di ultima generazione, doppia area di allenamento esterno, un’area per gli appassionati di Hybrid Training e poi zona cardio, pesi liberi e diversi corsi di gruppo. Una trasformazione simile riguarda anche Mugnano di Napoli. Il Gruppo RSG è presente oggi con oltre 900 sedi in tutto il mondo, 44 delle quali in Italia. I benefici individuali legati alla pratica sportiva sono ormai un dato acquisito, ma è sul piano collettivo che il discorso assume un peso diverso: le palestre McFIT contribuiscono infatti a contrastare la sedentarietà, un fenomeno che secondo i report riguarda quasi un italiano su due, e allo stesso tempo diventano leva di inclusione e riscatto sociale proprio nelle aree periferiche. Un ruolo che al sud pesa ancora di più, considerando il divario rispetto al nord: al settentrione oltre il 70% delle persone pratica sport con regolarità, mentre al meridione la quota scende sotto il 50%.

lunedì 10 agosto 2026

Manfredi Calabrò: comunicazione e Intelligenza Artificiale tra tecnologia e creatività

L’implementazione dell’IA generativa nel settore della comunicazione impone una nuova frontiera di collaborazione tra uomo e macchina e una trasformazione del ruolo del comunicatore in consulente culturale, secondo Manfredi Calabrò. Il manager, con oltre 20 anni di esperienza consolidata nella comunicazione strategica, era intervenuto sul ruolo dell’IA nelle agenzie creative e media in occasione del CEO Talks di RCS Academy del 2023, dal nome “2023: l’Anno dell’Intelligenza Artificiale - La Rivoluzione in Essere”.

 Il manager Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: l’Intelligenza Artificiale cambia la comunicazione, ma la creatività resta umana

“L’Intelligenza Artificiale fa parte di un nuovo processo decisionale: imporre una collaborazione tra esseri umani e macchine. Le strutture del sapere si sono modificate, la creatività è un mestiere artigianale e non ci sono semilavorati”, aveva sottolineato Manfredi Calabrò nel suo intervento all’evento CEO Talks di RCS Academy, organizzato in collaborazione con il “Corriere della Sera”, dal titolo “2023: l’Anno dell’Intelligenza Artificiale - La Rivoluzione in Essere”. Con oltre 20 anni di esperienza manageriale tra Italia e UK alla guida di organizzazioni complesse in ambiti quali comunicazione strategica, brand governance e consulenza corporate, Manfredi Calabrò aveva rimarcato come nel mondo della comunicazione, nello specifico nelle agenzie creative, il pensiero rimanesse il motore inventivo a prescindere dall’utilizzo dell’IA generativa.

Manfredi Calabrò: l’IA spinge i comunicatori verso un nuovo ruolo consulenziale

Forte della sua comprovata esperienza professionale, Manfredi Calabrò aveva illustrato nel 2023 al CEO Talks di RCS Academy i valori dell’IA generativa all’interno del settore della comunicazione, distinguendone l’uso tra agenzie creative e media. “Per noi comunicatori è una sfida al rialzo, investire in formazione non per diventare migliori comunicatori, ma finalmente consulenti culturali. Servirà a leggere qualche libro in più, servirà anche a riscoprire la mondanità nella sua accezione più positiva, traendo ispirazione magari anche dalle arti maggiori”, aveva dichiarato Manfredi Calabrò. L’Intelligenza Artificiale, almeno nella sua forma non diretta, non è infatti generativa.