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Visualizzazione post con etichetta Fabrizio Di Amato. Mostra tutti i post
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mercoledì 12 agosto 2026

Fabrizio Di Amato: MAIRE punta su università e formazione per il futuro

Intervenuto in occasione dell’evento “Futuro Capitale”, tenutosi lo scorso giugno, il Presidente e Fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato si è soffermato sul ruolo dell’innovazione in quanto aspetto intrinseco nel Dna del Gruppo e della città di Roma. La collaborazione con le università è sempre stata al centro della strategia aziendale e lo dimostra il fatto di essere stata tra le prime realtà a partecipare al Rome Technopole.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: innovazione e ricerca guidano la crescita globale di MAIRE

“Siamo una realtà che ha sempre investito in innovazione – ha ribadito Fabrizio Di Amato – Nell’industria della chimica siamo ancora leader mondiali nel polipropilene grazie alla collaborazione che c’è stata all’epoca tra la Montecatini e il Politecnico di Milano”. Il Fondatore e Presidente di MAIRE è intervenuto lo scorso 9 giugno, in occasione di “Futuro Capitale”, e ha parlato del ruolo centrale che l’innovazione ha avuto per il Gruppo. “L’innovazione è nel nostro Dna – ha evidenziato Fabrizio Di Amato – Siamo nati 43 anni fa a Roma, da una piccola società siamo diventati una multinazionale presente in 50 Paesi”. Al centro della leadership e della crescita di MAIRE figura la collaborazione con le università, aspetto su cui il Gruppo è stato il primo a puntare: ci sarà infatti l’inaugurazione di un nuovo centro di eccellenza sulla transizione energetica entro l’anno.

Fabrizio Di Amato: MAIRE rafforza la collaborazione con le università per formare i talenti del futuro

Sotto la guida di Fabrizio Di Amato, MAIRE è stata la prima a prendere parte a Rome Technopole, l’ecosistema di innovazione della Regione Lazio dedicato alla ricerca e all’alta formazione che unisce università pubbliche e private. Una figura di cruciale rilevanza, che negli anni è gradualmente scomparsa, è quella dell’ingegnere umanista, ovvero “colui che guarda la tecnica ma anche l’impatto sociale e l’impatto economico”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Questa figura è in grado di costruire strutture che sono sia al servizio della città che delle persone. Il Presidente si è poi soffermato sulla necessità da parte di MAIRE di assumere non solo ingegneri e laureti, ma anche periti tecnici e geometri. Motivo per cui il Gruppo ha fondato una academy per formare i giovani.

lunedì 15 giugno 2026

Fabrizio Di Amato: mettere in comune le eccellenze dell'UE per vincere la competizione

Intervenuto all’Assemblea pubblica di Confindustria, il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato ha rimarcato come l’UE non rappresenti un problema, ma la soluzione, anche per la transizione energetica. La spinta verso un nucleare a trazione europea serve ad assicurare all’industria italiana quella stabilità energetica che le rinnovabili non possono garantire. È importante che Francia, Germania e Italia mettano in comune le eccellenze per resistere alla competizione internazionale.

 Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: l’Europa non deve essere un capro espiatorio, ma la soluzione

“Oggi o il Vecchio Continente mette insieme competenze, industria, tecnologia e visione strategica, oppure perderà terreno rispetto al resto del mondo”, ha dichiarato il Presidente e principale azionista di MAIRE Fabrizio Di Amato, intervenuto all’Assemblea pubblica di Confindustria lo scorso 26 maggio a Roma, presso il Convention Center “La Nuvola”. L’Europa non deve essere il capro espiatorio per ogni difficoltà del Paese, nonostante le sue responsabilità, l’UE rappresenta una soluzione, non il problema, ha rimarcato il Presidente. Tra le principali problematiche di cui si è parlato figura quella dell’energia per l’Italia. Non è possibile affrontare la transizione energetica non tenendo conto di quale sarà l’impatto sull’industria. “Le rinnovabili sono fondamentali, ma da sole non garantiscono continuità — ha ribadito Fabrizio Di Amato — L’industria, invece, ha bisogno di energia costante, programmabile e competitiva. Il nucleare nel medio periodo è una delle risposte necessarie. Non come alternativa ideologica alle rinnovabili, ma come complemento”. 

Fabrizio Di Amato: Francia, Germania e Italia guidino il nucleare europeo

L’unico modo per mantenere vivo il sistema industriale e garantire una quota di energia stabile è il nucleare, altrimenti il rischio è ottenere la deindustrializzazione insieme alla decarbonizzazione. “Anche in questo l’Europa è una soluzione”, ha evidenziato Fabrizio Di Amato. Francia, Germania e Italia dovrebbero essere il motore trainante, collaborare e lavorare insieme per una filiera europea: “La Francia con le sue competenze nel nucleare, la Germania sulla manifattura, l’Italia fortissima nella componentistica. È questo il senso della UE che funziona: mettere in comune le eccellenze per reggere la competizione internazionale”. Una soluzione alla portata è garantita dagli SMR, piccoli reattori modulari, una tecnologia avanzata che in cinque anni è pronta a diventare realtà. “Il vero errore sarebbe continuare a rinviare — ha sottolineato Fabrizio Di Amato — Bisogna dare una speranza alle nuove generazioni. Se avessimo dato retta a Mattei, che nel ’52 parlava di nucleare, oggi saremmo autonomi”.

giovedì 26 febbraio 2026

Fabrizio Di Amato: il mix energetico al centro della visione di MAIRE

Intervenuto al Capital Market Day lo scorso marzo, Fabrizio Di Amato ha ribadito le intenzioni di MAIRE sul portare avanti il mix energetico per garantire la decarbonizzazione, elencando i vari ambiti in cui il Gruppo si distingue e opera.

 Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: MAIRE, il mix energetico come leva per la transizione

Fabrizio Di Amato, Fondatore, Presidente e azionista di MAIRE, è intervenuto lo scorso marzo al Capital Market Day, tenutosi a Milano. In quell’occasione, il manager ha parlato ai microfoni di “Adnkronos”, sottolineando gli obiettivi per la decarbonizzazione perseguiti dal Gruppo. “Noi siamo per il mix energetico, non c’è una tecnologia, un’unica soluzione. Abbiamo sempre puntato a un mix tecnologico — aveva sottolineato Fabrizio Di Amato — noi spaziamo su vari settori: dal riciclo ai fuels, dai vettori nuovi alla decarbonizzazione, ai fertilizzanti. Noi ci muoviamo su diversi settori e credo che questa sia la distintività”. Riponendo l’attenzione sui dossier riaperti dall’Europa, il Presidente di MAIRE aveva sottolineato come l’industria dovesse elaborare delle proposte proprio in materia di mix energetico.

Fabrizio Di Amato: le prossime sfide per MAIRE

Per quanto riguarda gli obiettivi di lungo termine, i riflettori sono puntati su tecnologie di sviluppo per “l’idrogeno circolare, e quindi di conseguenza il metanolo circolare ed etanolo”, aveva rimarcato Fabrizio Di Amato. Per il 2026 MAIRE prevede la fine della realizzazione dell’elettrolizzatore presentato lo scorso marzo e sarà il primo ad essere commercializzato in Italia. La joint venture sul nucleare rappresenta poi un altro vettore cruciale e si andrebbe ad aggiungere al mix energetico per poter “garantire quell’energia elettrica che serve poi per fare sempre la chimica”. Tra le altre attività di MAIRE rientrano i progetti di cattura della CO2 e relativi ai polimeri decarbonizzati, ammoniaca, metanolo ed etanolo. Secondo Fabrizio Di Amato, questi progetti interessano soprattutto l’area del Middle East, “dove c’è grande attenzione, ma anche tanto fermento”.

mercoledì 21 gennaio 2026

Fabrizio Di Amato: MAIRE simbolo dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo

Fabrizio Di Amato, Presidente e fondatore di MAIRE, ha ricevuto lo scorso aprile il Premio Qualità Italia dal Comitato Leonardo, riconoscimento che celebra la visione imprenditoriale, l’innovazione e l’impegno per la sostenibilità come pilastri dell’eccellenza del Made in Italy.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato premiato dal Comitato Leonardo

Lo scorso aprile, il Presidente, fondatore e azionista di maggioranza di MAIRE Fabrizio Di Amato è stato insignito del prestigioso Premio Qualità Italia dal Comitato Leonardo. Il riconoscimento unisce più di 160 tra imprenditori, artisti, scienziati e uomini di cultura che condividono l’obiettivo di valorizzare l’Italia e la sua originalità portando avanti iniziative di alto profilo. Il premio è un simbolo dell’eccellenza del Paese nel mondo, caratterizzata da visione imprenditoriale, propensione all’innovazione e impegno per la sostenibilità. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo presso la Sala della Loggia a Villa Madama, nella Giornata Nazionale del Made in Italy, dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana, e celebrata nel giorno in cui ricorre l’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. L’evento si è svolto alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Presidente del Comitato Leonardo Sergio Dompé, del Presidente di Confindustria Emanuele Orsini e del Presidente di Ice Matteo Zoppas.

Fabrizio Di Amato: l’impegno verso l’eccellenza e la sostenibilità è il motore di MAIRE

“Sono profondamente onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento che vorrei idealmente estendere a tutte le persone di MAIRE che hanno reso possibile il nostro progetto – aveva dichiarato Fabrizio Di Amato – L’impegno verso l’eccellenza e la sostenibilità è il motore del nostro Gruppo. Continueremo a innovare e a promuovere il valore del Made in Italy nel mondo”. Il Gruppo MAIRE costituisce un modello esemplare nel settore dell’ingegneria industriale e della transizione energetica. Impegnato nella progettazione e nella realizzazione di infrastrutture tecnologicamente avanzate e sostenibili, è un esempio a livello internazionale della capacità dell’Italia di coniugare innovazione, ricerca e tecnologie applicate, facendo figurare il Paese come protagonista autorevole e competitivo sullo scenario globale.

mercoledì 10 dicembre 2025

Fabrizio Di Amato: innovazione e Made in Italy valgono a MAIRE il Premio Qualità Italia

Fabrizio Di Amato: MAIRE è stato insignita del Premio Qualità Italia dal Comitato Leonardo, grazie alla sua eccellenza a livello internazionale, ponendosi come modello per l’ingegneria industriale e la transizione energetica.

 Fabrizio Di Amato (al centro)

Fabrizio Di Amato: l’eccellenza di MAIRE nel mondo riconosciuto con il Premio Qualità Italia

Il Presidente, fondatore e azionista di riferimento di MAIRE Fabrizio Di Amato ha ricevuto il Premio Qualità Italia, assegnato dal Comitato Leonardo, lo scorso aprile. La cerimonia si è svolta presso Villa Madama nella Giornata Nazionale del Made in Italy e in concomitanza con la nascita di Leonardo da Vinci. Il premio rappresenta l’eccellenza del Paese nel mondo, valorizzando la visione imprenditoriale, l’innovazione e la sostenibilità. "Sono profondamente onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento — aveva sottolineato Fabrizio Di Amato — che vorrei idealmente estendere a tutte le persone di MAIRE che hanno reso possibile il nostro Progetto”. Comitato Leonardo unisce 160 imprenditori, artisti, scienziati e uomini di cultura, accomunati dallo scopo di valorizzare la creatività e l’originalità italiana attraverso progetti di rilievo.

Fabrizio Di Amato: l’impegno di MAIRE nell’ingegneria e nella sostenibilità

“L’impegno verso l'eccellenza e la sostenibilità è il motore del nostro Gruppo. Continueremo a innovare e a promuovere il valore del Made in Italy nel mondo”, aveva ribadito Fabrizio Di Amato. MAIRE è un punto di riferimento per l’Italia nel mondo, in quanto realtà che unisce innovazione, ricerca e tecnologie applicate. Nello specifico, il Gruppo rappresenta un modello esemplare nel settore dell’ingegneria industriale e nel campo della transizione energetica. Sotto la guida di Fabrizio Di Amato, è impegnato nella progettazione e costruzione di infrastrutture all’avanguardia sia dal punto di vista dell’innovazione che della sostenibilità, promuovendo il Paese come attore di rilievo in ambito internazionale. Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti il Presidente del Consiglio, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri.

venerdì 12 settembre 2025

Fabrizio Di Amato (MAIRE) ospite del podcast “Antropocentrica, ma per davvero”

Il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato è stato il primo ospite del podcast “Antropocentrica, ma per davvero”. Insieme al direttore de “L’Espresso” Emilio Carelli, l’imprenditore ha parlato di Industria 5.0.

Fabrizio Di Amato

“Antropocentrica, ma per davvero”: ospite Fabrizio Di Amato

“Antropocentrica, ma per davvero” è la serie podcast de “L’Espresso” che approfondisce il concetto di Industria 5.0, ovvero quella che vede l’impresa come un motore di cambiamento sociale. Realizzato in occasione del convegno, “Industria 5.0 a resilienza delle strutture logistiche strategiche”, ha esplorato i modi in cui l’industria, attraverso una prospettiva antropocentrica, resiliente e sostenibile, può diventare attore di una trasformazione sociale in grado di coniugare innovazione e rispetto per l’ambiente e la comunità. A prestare la propria voce nel primo episodio è stato Emilio Carelli, il direttore de “L’Espresso” che ha portato dietro le quinte della transizione energetica, tra tecnologie, impianti e persone. L’ospite della puntata è stato Fabrizio Di Amato, fondatore e Presidente di MAIRE, il Gruppo ingegneristico leader nell’innovazione industriale e nelle soluzioni per la decarbonizzazione. Durante il loro confronto, arricchito dalle domande di cinque studenti di ingegneria, è stato sviscerato il ruolo sempre più centrale dell’ingegnere umanista, una figura capace di combinare le competenze tecniche a una spiccata sensibilità sociale, la visione industriale a un’attenzione per l’impatto ambientale. Il tema è stato lo stesso della conferenza organizzata da Q8 e MAIRE, special partner dell’evento.

Oltre le competenze tecniche: l’ingegnere umanista secondo Fabrizio Di Amato

Quella dell’ingegnere, come ha ricordato Fabrizio Di Amato nella puntata di “Antropocentrica, ma per davvero”, è una figura conosciuta principalmente per le sue competenze tecniche e, storicamente, tenuta separata da quella di chi si occupava di aspetti di tipo manageriali o legati alla finanza. “Oggi, l’ingegnere umanista deve essere un bravo manager, deve capire cosa sta realizzando e quali sono i contesti sociali che lo circondano”, ha sottolineato il Presidente del Gruppo. “MAIRE crede molto in questa figura e, attraverso gli investimenti della Fondazione e le proprie azioni di formazione, sta spingendo tantissimo su questo. Devo dire che c’è grande riscontro soprattutto da parte delle giovani generazioni”. Sono proprio i giovani, d’altronde, i veri protagonisti del cambiamento. Il fattore umano dell’essere ingegnere resiste, secondo Fabrizio Di Amato, anche all’attuale corsa all’automazione. “Le macchine – ha dichiarato con convinzione il manager – ci aiutano a fare le stesse cose ma in modo diverso, più efficiente. Dietro però c’è sempre l’uomo”.

martedì 5 agosto 2025

Fabrizio Di Amato racconta come è nata MAIRE: l’intervista

L’evoluzione di MAIRE da quando era un piccolo nucleo di tre persone a Gruppo quotato in Borsa presente in 50 Paesi: Fabrizio Di Amato racconta la sua esperienza da imprenditore e fondatore della società.

Fabrizio Di Amato

MAIRE: la storia di Fabrizio Di Amato nell’intervista di Marcello Ascani

La storia di MAIRE, il Gruppo ingegneristico che sviluppa soluzioni per la transizione energetica, si interseca con quella del suo fondatore e Presidente Fabrizio Di Amato, di recente intervistato dallo youtuber Marcello Ascani. Nell’intervista, racconta di come è passato dall’essere un giovane imprenditore a leader di un colosso dell’ingegneria da 6 miliardi di euro. Fabrizio Di Amato ha solo 12-13 anni quando un’esperienza lavorativa estiva gli fa capire che il suo futuro sarebbe stato nel settore dell’impiantistica, dell’ingegneria e della tecnologia. “C’era un artigiano diventato imprenditore che aveva un po’ di persone e io gli davo una mano. Ero molto bravo coi numeri e mi chiese di rimanere”, ricorda. Dopo averne parlato con i genitori, inizia a dividersi tra studio e lavoro, continuando per diversi anni. “L’unico tempo libero era la domenica. Dormivo fino all’una e il pomeriggio vedevo qualche amico, poi lunedì si ricominciava”. Avendo già acquisito esperienza a sufficienza, conclude le superiori e decide di lanciarsi nella sua avventura imprenditoriale. Così, nel febbraio dell’83 fonda il primo nucleo di MAIRE, costituito da soltanto tre persone. Pur mantenendo i piedi per terra, fin dal principio è convinto che sarebbe diventata “una grande azienda”.

Fabrizio Di Amato: le tappe più significative della crescita di MAIRE

Dopo aver acquisito i primi clienti, con non poche difficoltà, Fabrizio Di Amato investe i guadagni nell’azienda e continua in questo modo per un po’. “I margini erano bassi ma a me non interessava. Io ho sempre investito nell'azienda e devo dire che poi alla fine i risultati sono arrivati”. A segnare la crescita di MAIRE sono soprattutto due momenti, entrambi coincidenti con delle acquisizioni. La prima, di Fiat Engineering, si conclude dopo oltre un anno di trattativa e contribuisce ad espandere gli orizzonti della società. La seconda, di Tecnimont, a un anno di distanza dall’altra, serve a proiettare MAIRE in tutto il mondo. “Acquisirla non era solamente strategico da un punto di vista industriale, significava diventare di punto in bianco un player gigantesco in Italia”, afferma l’imprenditore. Ormai divenuta una realtà più che affermata, a novembre 2007 la società viene infine quotata in Borsa. Oggi, è presente in 50 Paesi a livello mondiale.

domenica 25 maggio 2025

Fabrizio Di Amato: così ho costruito MAIRE partendo da zero

Come si passa da una piccola esperienza estiva in una micro-impresa all’essere alla guida di un Gruppo internazionale da oltre 10.000 collaboratori e collaboratrici e 6 miliardi di fatturato annuo? Fabrizio Di Amato, fondatore e Presidente di MAIRE, lo ha raccontato in un’intervista intensa e ricca di spunti. Una storia di visione, coraggio e determinazione, iniziata prestissimo, e che ha attraversato decenni di trasformazioni industriali e sfide globali.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: “Volevo creare qualcosa di mio”

“Non andavo benissimo a scuola – ammette Fabrizio Di Amato – così un’estate, avendo un po' di dimestichezza con i numeri, andai a fare un’esperienza in una piccola azienda”. Terminate le scuole superiori, racconta, “decisi che il mio futuro sarebbe stato quello di creare qualcosa di mio”. Nasce tutto nel 1984: il 14 di febbraio fonda la sua prima società con tre persone. Oggi, quella realtà è diventata MAIRE, un Gruppo leader nell’ingegneria e nella realizzazione di impianti industriali, quotato in Borsa e attivo in tutto il mondo. Gli inizi non sono stati facili: “Era un cane che si mordeva la coda. Nessuno ti dava un appalto senza referenze e senza appalto non avevi referenze”, ricorda. La svolta arriva nei primi anni '90 con la legge Merloni, che liberalizza gli appalti pubblici introducendo criteri più oggettivi, come il miglior prezzo. Per MAIRE è l’inizio di una crescita esponenziale: “Abbiamo cominciato a vincere bandi, partecipare a gare e farci notare”, conferma Fabrizio Di Amato.

Fabrizio Di Amato: le acquisizioni, la Borsa e la sfida della sostenibilità

La vera accelerazione arriva con due acquisizioni storiche. La prima, nel 2004, è quella di Fiat Engineering, un’azienda ben più grande di MAIRE all’epoca. “Un’operazione da 115 milioni, la più difficile della mia carriera. Ma l’azienda aveva un potenziale inespresso enorme”, racconta Fabrizio Di Amato. Subito dopo, nel 2005, MAIRE rileva il 100% di Tecnimont per 180 milioni. “Ci ha proiettati nel mondo, è stato un all-in che ha cambiato tutto”. Nel 2007, MAIRE si quota in Borsa, ma il manager mantiene saldo il controllo dell’azienda: “Oggi la mia holding possiede ancora il 51%”, ribadisce. Nonostante la dimensione e il respiro internazionale, l’azienda resta saldamente legata alla visione del suo fondatore. Oggi guarda alla transizione energetica: “Abbiamo presentato un piano strategico decennale. Vogliamo essere protagonisti della decarbonizzazione, dei biocarburanti, del recupero dei rifiuti: il petrolio del Terzo Millennio. E vogliamo tornare a esaltare il Made in Italy, unendo tecnologia e attenzione sociale”. Secondo Fabrizio Di Amato, nel futuro c’è spazio anche per una nuova figura chiave: l’ingegnere umanista. “Oggi – aggiunge – serve attenzione sociale nei territori in cui realizziamo le nostre opere. Le infrastrutture devono essere sostenibili sotto ogni punto di vista: ambientale, finanziario, umano”. “Io penso che servano umiltà, onestà, un approccio intellettualmente corretto e determinazione. Anche essere duri quando serve – conclude Fabrizio Di Amato – Questi sono gli ingredienti, come in cucina, che fanno una buona leadership: non autoritaria, ma autorevole”.

lunedì 10 febbraio 2025

Fabrizio Di Amato: “Ingegneria umanista per aiutare le nuove generazioni nella formazione”

In occasione della presentazione del volume fotografico “in-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia” è intervenuto anche il Presidente del Gruppo MAIRE Fabrizio Di Amato, che ha sottolineato l’insegnamento da imparare dall’ingegno degli antichi romani, in relazione con le tecnologie moderne e con ciò che è possibile fare oggi.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: l’intervento alla presentazione del libro "in-genium”

"in-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia" è il titolo del volume fotografico che esamina in profondità le radici della tecnologia antica, stabilendo un collegamento diretto con le innovazioni dell'ingegneria moderna. Il libro, scritto grazie anche alla sponsorizzazione del Gruppo MAIRE con la propria Fondazione MAIRE - ETS, è stato presentato lo scorso dicembre e all’evento è intervenuto il Presidente Fabrizio Di Amato. Esiste una relazione tra le tecnologie moderne e le opere realizzate dagli ingegneri dell’antica Roma, perché “ciò che è stato realizzato dai romani qui è quello che fa il Gruppo MAIRE, che opera nel settore della chimica, della transizione energetica oggi, quindi coniugare l'ingegno comune del passato e del presente ma proiettato soprattutto al futuro". È possibile trarre un prezioso insegnamento dall’ingegno italiano, guardando al passato e a ciò che è stato possibile realizzare con le tecnologie dell’epoca: “Io credo che — ha affermato Fabrizio Di Amato — possiamo fare tantissimo con le tecnologie di oggi, in confronto a ciò che hanno fatto in passato con gli strumenti che avevano a disposizione all'epoca".

Fabrizio Di Amato: affrontare le sfide del terzo millennio in maniera concreta

La combinazione tra storia, tecnologia e sostenibilità rappresenta la base di future iniziative in cantiere da parte di MAIRE: “Noi abbiamo anche uno strumento che è la nostra Fondazione MAIRE — ha aggiunto Fabrizio Di Amato — che è proiettata proprio a questo. Noi crediamo molto nell'ingegneria umanista e proprio nell'aiutare le nuove generazioni nella formazione, quindi a guardare la cultura e l'ingegno come una cosa sola”. In risposta a come affrontare le sfide che il futuro ci pone dinanzi, Fabrizio Di Amato ha sottolineato: “Credo che se vogliamo affrontare le sfide del terzo millennio, abbiamo davanti grandi questioni sul tavolo da risolvere. Se le affrontiamo con un approccio concreto, così come la cultura e la tecnica e la tecnologia insieme possiamo veramente raggiungere quei risultati e quegli obiettivi così come li hanno raggiunti in passato e questo oggi lo dimostra".

giovedì 23 gennaio 2025

Fabrizio Di Amato: un nuovo Polo di Ingegneria a Catania per rilanciare il settore

Fabrizio Di Amato, Presidente del Gruppo MAIRE, è intervenuto lo scorso dicembre all’evento annuale di presentazione del report Guamari. In quell’occasione, ha parlato del processo di adattamento e trasformazione della sua azienda.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: l’intervento all’evento di presentazione del report Guamari

Si è tenuta a Roma lo scorso dicembre l’undicesima edizione dell’incontro-dibattito di presentazione, organizzato da Guamari, del report 2024 on the Italian Architecture, Engineering and Costruction Industry. All’evento ha preso parte anche Fabrizio Di Amato, Presidente e fondatore del Gruppo MAIRE, che ha raccontato le riflessioni e i momenti di adattamento dell’azienda alle esigenze del mercato globale. “All’inizio eravamo tre persone, ora siamo più di 9.000 dipendenti, un’avventura che ha avuto inizio in un piccolo ufficio a Roma, ma che oggi si è espansa a livello globale. La chiave della distinzione stava nella capacità di gestire la distribuzione — ha affermato Fabrizio Di Amato — e nel coniugare le competenze dell’ingegneria con quelle del project management. L’intuizione si è concretizzata nella partnership con Fiat Engineering, che ha permesso al Gruppo MAIRE di ampliare le sue competenze e di estendere la propria attività oltre i confini nazionali”.

Fabrizio Di Amato: un nuovo Polo di Ingegneria a Catania

MAIRE ha lavorato maggiormente all’estero negli ultimi anni, ma il Gruppo ha deciso di dare il proprio contributo al Paese aprendo “un nuovo Polo di Ingegneria a Catania, dove sono previste nuove assunzioni per coprire competenze specifiche in settori strategici, in accordo con l’Università della città. Questo progetto rappresenta una sfida e una speranza — ha dichiarato Fabrizio Di Amato — ma anche un segnale di ottimismo in un periodo di incertezze”. Infine, il manager si è soffermato sulla questione della transizione energetica: “Se alcuni la vedono come un problema, per me rappresenta una grande opportunità. Questo cambiamento sta portando alla necessità di aggiornare e riconvertire interi settori industriali, che dovranno essere adattati alle nuove esigenze di sostenibilità”.

martedì 14 gennaio 2025

Fabrizio Di Amato: l’importanza dell’approccio end-to-end di MAIRE

Fabrizio Di Amato, CEO di MAIRE, sottolinea l'importanza di un approccio end to end nei progetti ingegneristici. La competenza tecnologica e l'efficace esecuzione del team permettono alla società di gestire progetti complessi, dal concept alla realizzazione. Questo approccio ha aumentato la fiducia dei clienti e accelerato il portafoglio ordini.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: i clienti scelgono MAIRE perché diamo loro un progetto end to end

Il duro lavoro del team e la grande competenza tecnologica, oltre alla capacità di esecuzione, sono ciò che consentono al Gruppo ingegneristico guidato da Fabrizio Di Amato di realizzare progetti end-to-end, “dal foglio bianco fino alla realizzazione di un complesso industriale”. Secondo il CEO è proprio l’unione di questi elementi ad aver portato alla forte accelerazione sul portafoglio ordini di MAIRE negli ultimi tempi. “Il cliente – afferma il manager – si sente più comfort nel momento in cui dallo stesso soggetto può interagire con un team di professionisti che sono in grado di colmare il gap sia tecnologico che di esecuzione. Per loro è una garanzia”. Per il Gruppo, impegnato nel giocare un ruolo fondamentale nella transizione ecologica, i driver della crescita sono stati soprattutto la dimensione dei progetti, sempre più grandi, e appunto la componente tecnologica, evoluta al punto di far definire la società “technology driven”.

Fabrizio Di Amato: dall’idrogeno alla green ammoniaca, gli highlights di MAIRE

Tra i mercati di riferimento di MAIRE c’è quello dell’idrogeno, nel quale il Gruppo opera da circa 40 anni. Grazie alle tecnologie portate a casa anche grazie alle acquisizioni, la realtà guidata da Fabrizio Di Amato possiede gli strumenti necessari per trasformare il famoso idrogeno grigio in idrogeno blu, trovandosi quindi nella posizione di potersi affermare pure nel crescente mercato dell’idrogeno blu. Con la sua green ammoniaca, nel 2023 l’azienda ha inoltre raggiunto una quota di mercato del 60% nel settore dei fertilizzanti. La crescita di MAIRE si riflette poi in termini di persone soprattutto in India, dove 20 anni fa il Gruppo diede vita a un piccolo centro, oggi divenuto il più grande della società, con una forza lavoro maggiore rispetto agli altri siti. Nel piano strategico 2024-2033 il focus resta sull’Europa, dove “vi è una maggior facilità di interscambio culturale”, ma si guarda anche oltreoceano. In merito agli ambiti, al centro continua ad esserci il settore tecnologie, rimanendo quindi nel core business.

martedì 7 gennaio 2025

Fabrizio Di Amato: 28 opere che dimostrano quanto i giovani hanno a cuore la transizione energetica

Il Presidente della Fondazione e del Gruppo MAIRE Fabrizio Di Amato è stato recentemente intervistato in occasione della “Premiazione del concorso EvolveArt: scuola, arte e industria per la transizione energetica”. Il manager ha sottolineato l’importanza di coinvolgere i giovani nel dibattito sulla transizione energetica attraverso il linguaggio dell’arte.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: la partecipazione dei giovani al concorso EvolveArt

Fabrizio Di Amato ha evidenziato come l’evento, tenutosi nel suggestivo scenario del Parco archeologico del Colosseo, rappresenti un’eccezionale fusione di arte, industria e cultura. Ha espresso grande soddisfazione per l’entusiasmo con cui i giovani hanno partecipato al concorso, dichiarando che la giuria ha esaminato oltre 280 opere, delle quali 20 sono state menzionate e otto premiate. Le 28 opere esposte dimostrano quanto i giovani siano attenti alla questione della transizione energetica, offrendo una visione fresca e innovativa del tema. “Questo evento vuole coniugare questi due mondi in questo posto pieno di storia, in cui l’ingegno dei Romani ha reso possibile questo 2000 anni fa e oggi noi pensiamo che la transizione energetica si può affrontare con lo stesso ingegno senza mai dimenticare il passato. Oggi – ha aggiunto Fabrizio Di Amato – siamo contenti e orgogliosi dei giovani che saranno la classe dirigente del futuro”.

Fabrizio Di Amato: l’impegno dei giovani

Alla domanda sull’importanza di fondere l’arte con temi come il cambiamento climatico e la transizione energetica, e sul riscontro avuto dai giovani, Fabrizio Di Amato ha rivelato che la risposta è stata sorprendentemente forte. Con la partecipazione di 280 studenti provenienti da 50 licei italiani, il concorso ha superato ogni aspettativa. “Certe volte pensiamo che i giovani non siano profondi o non approfondiscano i temi. Invece, penso che lo siano più di noi”. Il Presidente Fabrizio Di Amato ha concluso affermando che il compito della classe dirigente dovrebbe essere quello di coinvolgere i giovani e infondere in loro la speranza che gli obiettivi prefissati possano essere raggiunti, lavorando insieme. Il concorso EvolveArt si è rivelato un’importante piattaforma per esprimere e valorizzare le idee dei giovani artisti italiani sulla transizione energetica, dimostrando quanto questa generazione sia sensibile e impegnata verso i temi ambientali.

giovedì 7 novembre 2024

Fabrizio Di Amato alla premiazione di EvolveArt: “I giovani esprimono cultura e ingegno”

Alla premiazione degli otto vincitori del concorso EvolveArt, il Presidente del Gruppo e della Fondazione MAIRE Fabrizio Di Amato ha elogiato il ruolo delle nuove generazioni nella transizione energetica e digitale: “L'ambizione di MAIRE è proprio quella di dare e ricevere indicazioni e spunti dai giovani, che saranno gli attori principali dei cambiamenti”.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato alla premiazione di EvolveArt: l’arte come mezzo per sensibilizzare alle sfide del futuro

Con 280 opere e 50 licei artistici provenienti da 18 regioni italiane, la partecipazione al concorso indetto da Fondazione MAIRE, Associazione Amici della Biennale dei Licei Artistici (ABiLiArt), in collaborazione con la Rete Nazionale dei Licei Artistici e il Parco Archeologico del Colosseo, è stata davvero notevole. Studenti e studentesse hanno ideato e realizzato opere artistiche incentrate sul complesso tema della tecnologia e dell’innovazione nella transizione energetica: otto le cover proclamate vincitrici che faranno da copertina al magazine internazionale del Gruppo MAIRE, “Evolve”. Attraverso iniziative come EvolveArt, ha spiegato il Presidente del Gruppo e della Fondazione MAIRE Fabrizio Di Amato, si vogliono dare a studenti e studentesse “gli strumenti e la conoscenza per affrontare le problematiche ambientali approfondendo il significato di sviluppo sostenibile, così da orientarli alle opportunità lavorative della transizione energetica”. Un percorso di apprendimento nel quale l’arte diventa un mezzo per “sensibilizzare tutti alle grandi sfide del futuro”.

Fabrizio Di Amato: “I giovani saranno gli attori principali dei cambiamenti”

Il Gruppo MAIRE supporta, mediante la Fondazione, la formazione degli ingegneri umanisti di domani, vale a dire quei professionisti che contribuiranno alla transizione energetica e digitale del futuro. Collaborando con scuole, università e terzo settore, la realtà leader nei settori dell’Engineering & Construction (E&C), Technology & Licensing ed Energy Business Development & Ventures promuove i giovani talenti e contrasta la povertà educativa. “L'ambizione di MAIRE è proprio quella di dare e ricevere indicazioni e spunti dai giovani, che saranno gli attori principali dei cambiamenti”, ha dichiarato Fabrizio Di Amato a margine della premiazione, sottolineando come le nuove generazioni siano in grado di coniugare ingegno, arte e industria.

lunedì 14 ottobre 2024

MAIRE, Fabrizio Di Amato: innovazione al cuore della transizione energetica

MAIRE, Gruppo attivo nel settore ingegneristico, tecnologico ed energetico, sta giocando un ruolo cruciale nella definizione del futuro della chimica verde e della transizione energetica. Il Presidente Fabrizio Di Amato, a margine dell’evento “Out of the Unbox”, ha evidenziato l’importanza di un portafoglio tecnologico all’avanguardia, sottolineando gli investimenti significativi e l’evoluzione delle tecnologie.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: innovazione e transizione energetica

MAIRE è profondamente impegnata nella chimica del futuro, con una particolare attenzione alla transizione energetica. Il Gruppo è orientato verso un modello “low carbon”: rappresenta una sfida che sta affrontando e su cui sta investendo da anni. Il portafoglio tecnologico, ha precisato Fabrizio Di Amato, è ampio e in continua crescita, abbraccia infatti la vasta gamma del mondo dell’idrogeno, dall’idrogeno blu all’idrogeno verde, e persino esplora le potenzialità dell’idrogeno derivato dalla reazione nucleare. Il Presidente ha messo in luce due pilastri fondamentali del Gruppo MAIRE: la capacità di gestire progetti ingegneristici complessi in aree remote e l’espansione del portafoglio di tecnologie.

Fabrizio Di Amato: le strategie di crescita

L’ampio portafoglio di tecnologie ha contribuito in modo significativo ai risultati del Gruppo nel 2023, rappresentando un quarto del totale. Si tratta di due componenti integrate nel piano strategico di MAIRE, che mira a consolidare la posizione di leader nell’innovazione e nella transizione energetica. Oltre al focus sull’aspetto tecnologico, il Gruppo punta anche alla crescita attraverso acquisizioni strategiche e all’integrazione di nuovi talenti. Fabrizio Di Amato ha evidenziato l’importanza di attrarre individui capaci di condividere la visione e i valori di MAIRE: “La capacità di aggregare nuove acquisizioni, ma soprattutto persone che scelgono di essere in MAIRE, ci fa traguardare a un futuro sicuramente migliore e raggiungere quegli obiettivi sfidanti che abbiamo voluto cogliere e che sicuramente raggiungeremo”, ha concluso.

mercoledì 8 maggio 2024

MAIRE e il futuro dell’energia in Italia: la vision di Fabrizio Di Amato

Negli ultimi anni, il mondo sta assistendo a una significativa evoluzione nel settore dell’approvvigionamento energetico, con una crescente enfasi sulla transizione ecologica. Questo rappresenta un’opportunità unica per riorganizzare il sistema industriale e sviluppare nuovi modelli energetici. In tale contesto, Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE, si presenta come una figura chiave, guidando il Gruppo verso questa nuova era.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: ripartire dalle competenze ingegneristiche italiane

Il passato industriale dell’Italia gioca un ruolo cruciale in questa trasformazione. “L’Italia non è un Paese ricco di risorse ma ha sviluppato straordinarie competenze ingegneristiche, le migliori al mondo. Da qui bisogna ripartire”, ha specificato Fabrizio Di Amato, che riconosce il valore di queste competenze italiane e sottolinea l’importanza di valorizzare tale patrimonio nel contesto dell’approvvigionamento energetico del futuro. MAIRE, con un fatturato di 4,3 miliardi di euro nel 2023, detiene il 30% di quota di mercato negli impianti di poliolefine e il 50% negli impianti LDPE. Questa posizione di leadership è il risultato di una lunga storia di competenza e innovazione nell’ingegneria. Il Gruppo si sta ora focalizzando sulla creazione di tecnologie per la transizione energetica, puntando a ottimizzare il riciclo dei rifiuti urbani e industriali, non riciclabili, per produrre gas sintetico, etanolo, metanolo e idrogeno a basse emissioni. La strategia di MAIRE si basa sulla transizione energetica e sull’uso efficiente delle risorse. L’obiettivo è ridurre al minimo l’impatto ambientale e promuovere la creazione di occupazione, in particolare tra i giovani. Una delle sfide chiave da affrontate, secondo Fabrizio Di Amato, è la riqualificazione dei siti industriali dismessi, come le raffinerie. Questi siti sono dotati di infrastrutture preziose e possono essere trasformati per produrre prodotti simili a quelli derivati dagli idrocarburi. Il Gruppo è già attivo in questo settore, con un impianto altamente efficiente a Brescia che recupera il 95% dei rifiuti plastici. Il ruolo delle imprese in tale trasformazione è cruciale, devono essere i catalizzatori dell’innovazione, cercando soluzioni creative per affrontare le sfide energetiche del futuro.

Fabrizio Di Amato: l’importanza dei capitali privati

La svolta green di MAIRE ha radici profonde nell’esperienza del Gruppo nella chimica e nell’innovazione. L’utilizzo di tecnologie avanzate per il riciclo dei rifiuti può contribuire in modo significativo alla riduzione dell’emissione di CO2. L’obiettivo è contribuire a rendere l’Italia autosufficiente nella produzione di prodotti che finora dovevano essere importati. Per realizzare questa ambiziosa visione, Fabrizio Di Amato riconosce la necessità di coinvolgere sia il settore privato sia quello pubblico. La collaborazione tra imprese private e lo Stato è fondamentale per sfruttare appieno le competenze e le risorse necessarie per il successo di progetti di questa portata. L’apertura a capitali privati potrebbe moltiplicare notevolmente i fondi destinati alla transizione ecologica. MAIRE ha già diversi progetti in campo pronti per essere realizzati. Questi si concentrano sulla riconversione di siti industriali in varie regioni italiane, contribuendo così alla crescita economica e alla transizione energetica. Il Gruppo sta lavorando anche sulla creazione di un archivio storico, ha raccontato Fabrizio Di Amato: “I tempi richiedono una trasformazione dell’ingegneria classica in una ingegneria umanista, in grado di elaborare assunzioni che includano aspetti etici, sociali e ambientali e capace di risolvere problemi sempre più complessi”.

giovedì 7 luglio 2022

Fabrizio Di Amato (Maire Tecnimont): “Possiamo produrre dai rifiuti il 10% del fabbisogno energetico”

La partenza a rilento del Pnrr rende necessario il coinvolgimento diretto di competenze e capitali dell'industria privata. A spiegarlo è Fabrizio Di Amato a "Il Giornale d'Italia".

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: Pnrr opportunità unica per la transizione, serve slancio verso le imprese

Energia e Pnrr: a parlare delle opportunità offerte dalle risorse europee anche Fabrizio Di Amato. Il Presidente del Gruppo Maire Tecnimont, leader nella trasformazione delle risorse naturali, è stato intervistato da "Il Giornale d'Italia" in occasione del "Forum Masseria". Tenutosi dal 27 al 29 maggio scorsi, l'evento è stato promosso per discutere delle risorse europee in relazione a temi strategici quali digitalizzazione, infrastrutture e salute. L'imprenditore è intervenuto come relatore al panel "L'economia dell'energia: quali prospettive con il Pnrr?". Il Piano, ha dichiarato al termine dell'incontro rispondendo alle domande de "Il Giornale d'Italia", rappresenta "un'occasione unica" per rilanciare l'economia del Paese e avviare il cambio di paradigma energetico. Soprattutto considerato il contesto: "Abbiamo un Governo con un Ministro dedicato alla transizione ecologica, quindi il tema energetico è tra quelli sul tavolo - sottolinea Fabrizio Di Amato, che aggiunge - con il Pnrr abbiamo tanti capitali a disposizione e abbiamo anche tante competenze". Il Presidente di Maire Tecnimont spinge per un maggiore coinvolgimento dell'industria dei privati: "Per colmare questo gap delle competenze bisognerebbe coniugare di più e avere più slancio da parte dello Stato verso le imprese".

Fabrizio Di Amato: con Maire Tecnimont investiamo nel gas di sintesi

Utilizzando l'enorme patrimonio culturale e di competenze accumulato dai player italiani, è possibile raggiungere due obiettivi. Sotto il punto di vista energetico, spiega Fabrizio Di Amato, le tecnologie oggi disponibili consentono di accelerare sull'autonomia energetica: "Come Gruppo abbiamo investito tantissimo nel fare dei nuovi prodotti che oggi noi importiamo, compreso il gas di sintesi, che potrebbe essere una risposta al problema. Abbiamo stimato che producendo e recuperando tutti i rifiuti che vanno oggi in discarica, si potrebbe produrre circa il 10% del gas necessario per il fabbisogno termoelettrico italiano". Lato Pnrr, coinvolgere l'industria significherebbe accelerarne la programmazione, moltiplicarne le risorse e offrire supporto alla Pubblica Amministrazione: "Sono convinto che se lavoriamo in questa direzione il Pnrr può essere un'opportunità straordinaria. Immaginiamo che tutti questi capitali a disposizione vengano levereggiati con capitali privati e finanziamenti del mondo del credito: possiamo moltiplicare per sei quello che oggi sono le somme a disposizione. Sono positivo - conclude Fabrizio Di Amato - dobbiamo rimboccarci le maniche e dare quell'impulso al Paese che tanto si aspetta".

martedì 21 giugno 2022

Fabrizio Di Amato: i nuovi scenari dell’energia, intervista al Presidente di Maire Tecnimont

Il Presidente di Maire Tecnimont Fabrizio Di Amato: "Si stanno aprendo nuove rotte per gli approvvigionamenti energetici. Si tratta di guardare al futuro valorizzando il passato dell'industria energetica italiana".

Fabrizio Di Amato

La transizione energetica e le sfide della sostenibilità: la vision di Fabrizio Di Amato, Presidente di Maire Tecnimont

"L'Italia non è un Paese ricco di risorse, ma ha sviluppato straordinarie competenze ingegneristiche, le migliori al mondo": l'invito di Fabrizio Di Amato è a "ripartire da qui". Intervistato lo scorso 9 maggio su "L'Economia", inserto del "Corriere della Sera", il Presidente di Maire Tecnimont ha sottolineato come, a fronte di un biennio complicato, si stiano aprendo "nuove rotte per gli approvvigionamenti energetici". In gioco c'è la transizione ecologica, una "occasione da non sprecare per ridare le carte al sistema industriale e pensare a nuovi modelli". È quello che sta facendo anche Maire Tecnimont, come spiega il Presidente Fabrizio Di Amato: "Abbiamo radici antiche e ora vogliamo proiettarle nel futuro per costruire impianti del terzo millennio con il "nuovo" petrolio che viene dalla valorizzazione dei rifiuti. Ottimizzare il riciclo degli scarti urbani e industriali che non si possono riciclare e produrre gas sintetico, etanolo, metanolo e idrogeno a basse emissioni. Cercando di disegnare quella politica industriale dell'energia, spesso mancata in Italia".

La svolta green di Maire Tecnimont nell'intervista al Presidente Fabrizio Di Amato

Ripartire dai siti industriali in dismissione, come molti impianti di raffinazione: nell'intervista il Presidente Fabrizio Di Amato illustra nel dettaglio come Maire Tecnimont punti a sfruttare le loro caratteristiche nell'ottica di trasformarli in impianti di riciclo di materiale plastico. L'idea è fare prodotti uguali a quelli che vengono realizzati con gli idrocarburi: "Oggi siamo già attivi, con l'impianto di Brescia, uno dei più efficienti in Europa nel riciclo di materiale plastico, con il 95% dei rifiuti recuperati. È un processo di upcycling che può sostituire il prodotto vergine. Non si usa solo per fare panchine o bidoni per la raccolta ma anche per costruire pezzi di automobili". La sostenibilità in questo contesto "crea occupazione, nuova, giovane e tra le maestranze che lavoravano nei vecchi impianti con grandi competenze". La svolta green di Maire Tecnimont si deve anche all'impegno nello sviluppare internamente tecnologie e progetti innovativi: "Grazie a quelle basi e a quelle conoscenze abbiamo potuto accelerare con NextChem, l'idea di recuperare il carbonio e l'idrogeno contenuto nei rifiuti (6 milioni di tonnellate in Italia sono solo gli urbani indifferenziati che finiscono in discarica) utilizzando i vecchi impianti". Notevoli i benefici, come rileva il Presidente Fabrizio Di Amato: "L'Italia smaltisce gli scarti in Europa pagando fino a 250 euro a tonnellata, mentre riciclandoli in gas sostitutivo del metano potrebbe ridurre del 10% il fabbisogno di gas per il settore termoelettrico. Con la nostra tecnologia si può risparmiare fino al 90% delle emissioni di CO2. Il concetto è quello del "distretto circolare verde" dove i rifiuti diventano idrogeno, metanolo, fertilizzanti. Con la cattura e la valorizzazione della CO2 possiamo arrivare alla neutralità carbonica prima degli obiettivi europei".

martedì 7 giugno 2022

Fabrizio Di Amato: “Forum in Masseria”, intervista al Presidente di Maire Tecnimont

"Forum in Masseria", l'intervista de "Il Giornale d'Italia" al Presidente di Maire Tecnimont Fabrizio Di Amato: "Il PNRR va accelerato".

Fabrizio Di Amato

"Forum in Masseria": la partecipazione di Fabrizio Di Amato, Presidente di Maire Tecnimont

Parla di "occasione unica" Fabrizio Di Amato, intervistato a margine del "Forum In Masseria" a cui ha preso parte il 28 maggio. Il riferimento del Presidente di Maire Tecnimont è al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ma nel corso della seconda edizione si è parlato anche di sostenibilità, digitalizzazione e delle potenzialità del Sud del Paese. In merito al PNRR Fabrizio Di Amato nell'intervista de "Il Giornale d'Italia" ha spiegato approfonditamente come si tratti di "un'opportunità straordinaria". Il Presidente di Maire Tecnimont ha inoltre evidenziato come "abbiamo tanti capitali a disposizione e abbiamo anche tante competenze". Tuttavia, come emerso nel corso dei diversi incontri sulle tematiche legate al Piano che sono stati promossi nell'ambito del "Forum in Masseria", per arrivare a coglierne pienamente le opportunità è fondamentale arrivare a colmare il gap di competenze che permane.

Il Presidente di Maire Tecnimont Fabrizio Di Amato: PNRR, abbiamo un'occasione unica

"Per colmare questo gap delle competenze bisognerebbe coniugare di più e avere un po' più di slancio da parte dello Stato verso le imprese": nel corso dell'intervista il Presidente di Maire Tecnimont Fabrizio Di Amato ha invitato a riflettere sull'importanza del "patrimonio culturale e di competenze enorme" di cui le aziende dispongono. E "credo che queste sfide possano essere colte coniugando questi due elementi". In quest'ottica, soprattutto per le realtà attive in ambito energetica, assumono notevole valore gli investimenti nelle nuove tecnologie: "Noi come Gruppo abbiamo investito tantissimo in tecnologie waste-to-chemical e quindi nel fare i nuovi prodotti che oggi noi importiamo, compreso il gas di sintesi che potrebbe essere una risposta alla soluzione ad esempio al problema energetico. Abbiamo stimato che producendo e recuperando tutti i rifiuti che vanno oggi in discarica, si potrebbe produrre circa il 10% del gas necessario per il fabbisogno termoelettrico italiano". Si dice quindi "positivo" il Presidente Fabrizio Di Amato: "Abbiamo un'occasione unica, dobbiamo rimboccarci le maniche e dare quell'impulso al Paese che tanto si aspetta".

giovedì 26 maggio 2022

Fabrizio Di Amato: l’esperienza professionale del Fondatore di Maire Tecnimont

Oltre al suo incarico in Maire Tecnimont, Fabrizio Di Amato è Membro del Consiglio Generale di Unindustria, del Consiglio Generale di Assolombarda e del Consiglio Direttivo di Assonime.

Fabrizio Di Amato

La carriera di Fabrizio Di Amato: dagli esordi alla nascita del Gruppo Maire Tecnimont

Originario di Roma, Fabrizio Di Amato è laureato in Scienze Politiche presso l'Università "La Sapienza". La sua carriera annovera diverse esperienze di successo in ambito imprenditoriale, un settore in cui esordisce fin da giovane: in parallelo agli studi, infatti, a soli 19 anni fonda una società con tre dipendenti specializzata in impiantistica. A partire dal 1983, una lunga serie di acquisizioni consente al progetto di crescere ed espandersi nel settore. Ulteriore sviluppo giunge nel 2004 con l'acquisizione di Fiat Engineering (Gruppo Fiat): la realtà diviene così general contractor e si espande nei settori dell'energia e delle infrastrutture civili, con attività condotte anche all'estero. Il 2005, attraverso l'acquisizione di Tecnimont - società del Gruppo Edison specializzata in ingegneria per oil&gas e petrolchimica - segna ufficialmente la nascita del Gruppo Maire Tecnimont. Due anni dopo, la società fa ingresso in Borsa e Fabrizio Di Amato ne diventa il maggior azionista. L'imprenditore è inoltre nominato Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo. Tra il 2007 e il 2010 Maire Tecnimont conduce diverse acquisizioni internazionali: tra queste, la controllata indiana Tecnimont Private Limited, l'olandese Stamicarbon e l'italiana Technip KTI (oggi Kinetics Technology), realtà che apportano ulteriore componente tecnologica nel Gruppo.

Fabrizio Di Amato: i progetti recenti in Maire Tecnimont e gli incarichi istituzionali

Nel 2013 Fabrizio Di Amato è confermato Presidente di Maire Tecnimont, mentre il ruolo di AD va a Pierroberto Folgiero. Il Gruppo porta avanti un intenso percorso di crescita: nel 2018 nasce NextChem, società attiva nel settore delle tecnologie della chimica verde e della transizione energetica, e nel 2021 Fondazione Evolve, impegnata nel recupero del patrimonio ingegneristico e di cultura industriale legato al settore. Parallelamente alla carriera imprenditoriale, Fabrizio Di Amato ricopre anche incarichi istituzionali a sostegno della categoria. Ne sono un esempio l'impegno alla guida di Animp (Presidente dal 2009 al 2011), così come la fondazione di Federprogetti - Federazione dell'impiantistica italiana (di cui è stato Presidente fino al 2015). Oggi è Membro del Consiglio Generale di Unindustria, del Consiglio Generale di Assolombarda e del Consiglio Direttivo di Assonime. Nel maggio 2016 è stato insignito dell'onorificenza di "Cavaliere del Lavoro" dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Nel 2021, inoltre, il Politecnico di Milano gli ha conferito una Laurea ad honorem in Ingegneria Chimica per l'impegno nel mondo imprenditoriale.

lunedì 16 maggio 2022

Fabrizio Di Amato: biografia ed esperienze professionali del fondatore di Maire Tecnimont

In oltre 40 anni di esperienza professionale Fabrizio Di Amato si è reso protagonista di progetti imprenditoriali di successo. Oggi è alla guida di Maire Tecnimont, leader mondiale nei settori impiantistica, ingegneria oil&gas e tecnologie per la transizione energetica.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: le tappe del percorso imprenditoriale

Nato a Roma nel 1963, Fabrizio Di Amato è laureato in Scienze Politiche presso l'Università "La Sapienza". Ha conseguito, inoltre, una Laurea ad honorem in Ingegneria Chimica, conferitagli dal Politecnico di Milano nel 2021 per la sua competenza in ambito imprenditoriale. La sua carriera si avvia presto: a soli 19 anni fonda una società con tre dipendenti attiva nel settore dell'impiantistica. Negli anni il progetto si sviluppa attraverso una lunga serie di acquisizioni: diversi i traguardi raggiunti, tra cui l'acquisizione di Fiat Engineering (Gruppo Fiat) nel 2004. La realtà di Fabrizio Di Amato diviene così general contractor e fa ingresso nei settori dell'energia e delle infrastrutture civili, operando anche all'estero. Nel 2005 è il turno di Tecnimont: l'acquisizione della divisione di Edison, specializzata in ingegneria per oil&gas e petrolchimica, segna la nascita di Maire Tecnimont. Il Gruppo fa ingresso in Borsa nel 2007 e Fabrizio Di Amato ne diventa il maggior azionista. Assume in seguito l'incarico di Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo. Numerose operazioni internazionali apportano ulteriore componente tecnologica: tra queste, l'acquisizione della controllata indiana Tecnimont Private Limited, dell'olandese Stamicarbon e dell'italiana Technip KTI (oggi Kinetics Technology).

Fabrizio Di Amato: la nascita di NextChem e della Fondazione Evolve in Maire Tecnimont

Il percorso professionale di Fabrizio Di Amato prosegue nel 2013 con la conferma nel ruolo di Presidente di Maire Tecnimont. Il Gruppo avvia una nuova fase di sviluppo: è del 2018 la nascita di NextChem, attiva nel settore delle tecnologie della chimica verde e della transizione energetica, mentre nel 2021 nasce Fondazione Evolve, operativa nel recupero del patrimonio ingegneristico e di cultura industriale legato al settore. Oltre all'impegno in ambito imprenditoriale, Fabrizio Di Amato ha svolto e svolge anche attività a sostegno della categoria: nel 2008 ha fondato Federprogetti - Federazione dell'impiantistica italiana (di cui è stato Presidente fino al 2015) e tra il 2009 e il 2011 è stato Presidente di Animp - Associazione nazionale di impiantistica industriale. Oggi è Membro del Consiglio Generale di Unindustria, del Consiglio Generale di Assolombarda e del Consiglio Direttivo di Assonime. Nel maggio 2016 è stato insignito dell'onorificenza di "Cavaliere del Lavoro" dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.