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lunedì 15 giugno 2026

Fabrizio Di Amato: mettere in comune le eccellenze dell'UE per vincere la competizione

Intervenuto all’Assemblea pubblica di Confindustria, il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato ha rimarcato come l’UE non rappresenti un problema, ma la soluzione, anche per la transizione energetica. La spinta verso un nucleare a trazione europea serve ad assicurare all’industria italiana quella stabilità energetica che le rinnovabili non possono garantire. È importante che Francia, Germania e Italia mettano in comune le eccellenze per resistere alla competizione internazionale.

 Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: l’Europa non deve essere un capro espiatorio, ma la soluzione

Oggi o il Vecchio Continente mette insieme competenze, industria, tecnologia e visione strategica, oppure perderà terreno rispetto al resto del mondo”, ha dichiarato il Presidente e principale azionista di MAIRE Fabrizio Di Amato, intervenuto all’Assemblea pubblica di Confindustria lo scorso 26 maggio a Roma, presso il Convention Center “La Nuvola”. L’Europa non deve essere il capro espiatorio per ogni difficoltà del Paese, nonostante le sue responsabilità, l’UE rappresenta una soluzione, non il problema, ha rimarcato il Presidente. Tra le principali problematiche di cui si è parlato figura quella dell’energia per l’Italia. Non è possibile affrontare la transizione energetica non tenendo conto di quale sarà l’impatto sull’industria. “Le rinnovabili sono fondamentali, ma da sole non garantiscono continuità — ha ribadito Fabrizio Di Amato — L’industria, invece, ha bisogno di energia costante, programmabile e competitiva. Il nucleare nel medio periodo è una delle risposte necessarie. Non come alternativa ideologica alle rinnovabili, ma come complemento”. 

Fabrizio Di Amato: Francia, Germania e Italia guidino il nucleare europeo

L’unico modo per mantenere vivo il sistema industriale e garantire una quota di energia stabile è il nucleare, altrimenti il rischio è ottenere la deindustrializzazione insieme alla decarbonizzazione. “Anche in questo l’Europa è una soluzione”, ha evidenziato Fabrizio Di Amato. Francia, Germania e Italia dovrebbero essere il motore trainante, collaborare e lavorare insieme per una filiera europea: “La Francia con le sue competenze nel nucleare, la Germania sulla manifattura, l’Italia fortissima nella componentistica. È questo il senso della UE che funziona: mettere in comune le eccellenze per reggere la competizione internazionale”. Una soluzione alla portata è garantita dagli SMR, piccoli reattori modulari, una tecnologia avanzata che in cinque anni è pronta a diventare realtà. “Il vero errore sarebbe continuare a rinviare — ha sottolineato Fabrizio Di Amato — Bisogna dare una speranza alle nuove generazioni. Se avessimo dato retta a Mattei, che nel ’52 parlava di nucleare, oggi saremmo autonomi”.

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