L’AD e DG di Snam Agostino Scornajenchi ha incontrato gli studenti della 24ORE Business School: partendo dalla sua esperienza, ha raccontato quali sono le sfide che un manager si trova ad affrontare ogni giorno, tracciando una mappa della leadership contemporanea.
L’incontro tra Agostino Scornajenchi e gli studenti della 24ORE Business School
Agostino Scornajenchi ha iniziato la propria carriera da giovane laureato in Economia ed è oggi alla guida di una delle più importanti società di infrastrutture energetiche d’Europa. Di recente, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Snam ha incontrato gli studenti della 24ORE Business School per parlare di energia, geopolitica e leadership, offrendo loro una preziosa bussola per orientarsi nel mondo del lavoro. “È stato un incontro super interessante – ha commentato il manager – Con gli studenti della 24ORE Business School abbiamo parlato dei percorsi di carriera, abbiamo parlato dei valori, abbiamo parlato di talento, abbiamo parlato di leadership, abbiamo provato a incontrare e a fare incontrare generazioni diverse e a far comprendere l’importanza dell’ascolto, della partecipazione e della curiosità all’interno delle organizzazioni complesse. Abbiamo provato anche a dare qualche consiglio per gli anni importanti e impegnativi che aspettano questa comunità di giovani”.
I consigli di Agostino Scornajenchi per i futuri leader
Cosa si aspetta un leader dal proprio team? E perché è importante non trascurare le persone che si trovano sotto di noi all’interno della piramide aziendale? Queste sono alcune delle domande a cui l’AD e DG di Snam Agostino Scornajenchi ha risposto durante l’incontro. “Che cosa vuole un capo da voi? Un capo vuole la soluzione a dei problemi”. Il suo suggerimento è quello di “stimolare e arricchire continuamente un senso di curiosità, ovvero cercare di comprendere le cose di più e meglio rispetto ai vostri colleghi”, ma soprattutto “quando c’è un problema o qualcosa che non si capisce” bisogna avere il coraggio di farsi avanti. “Quello è il momento in cui alzare la mano perché quello è un momento in cui non c’è concorrenza”. Un altro consiglio è quello di “non trascurare il numero di persone che sono nella parte più bassa della piramide” perché man mano che si sale nella carriera diminuisce l’importanza di chi nomina e aumenta quella di ciò che abbiamo seminato. “Se un vostro collaboratore diretto oggi viene interrogato su di voi, parlerà bene. Ma se verrà interrogato tra dieci anni e magari sono otto anni che non lavorate più insieme, parlerà bene di voi soltanto se ve lo siete meritato”, ha spiegato. E ha aggiunto: “Nessuno può fare carriera a discapito delle organizzazioni per cui ha lavorato”.

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