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Visualizzazione post con etichetta Pietro Labriola. Mostra tutti i post
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martedì 7 aprile 2026

Pietro Labriola: redditività delle telco necessaria per lo sviluppo delle reti

L’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha rimarcato l’urgenza per le telco di poter generare redditività attraverso cui effettuare investimenti per finanziare le nuove reti digitali per l’Europa, perché fibra e 5G sono propedeutici al cloud e all’IA. Per questo motivo sono necessari consolidamento, semplificazione normativa e chiarezza sul rinnovo delle frequenze.

 Pietro Labriola

Pietro Labriola: l’AD e DG di TIM sulla redditività delle telco per finanziare il futuro delle reti

“Il settore non sta bene, fingere il contrario non aiuta nessuno. Serve realizzare un contesto capace di sostenere lo sviluppo delle infrastrutture su cui si giocherà la competitività europea”, ha ribadito l’AD e DG di TIM Pietro Labriola nel suo intervento a Bruxelles, all’evento “Verso la sovranità digitale europea” lo scorso 16 marzo. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali per la crescita dell’Europa è impossibile senza che le telco generino redditività. Il manager di TIM nel suo discorso ha infatti insistito sulla necessità di cambiare strategia alla concorrenza, concentrarsi sul consolidamento del mercato, sugli investimenti in nuove reti e sul quadro regolatorio europeo. “Siamo all’alba o al tramonto di un colonialismo digitale — ha aggiunto Pietro Labriolai bilanci parlano chiaro”.

Pietro Labriola: investire in 5G e fibra per abilitare cloud e IA

“Tutti vogliono la fibra e il 5G standalone gratis. I consumatori sono tutti contenti, peccato che se io do questi servizi gratis, le aziende chiudono e il digitale non lo costruiamo”, ha sottolineato Pietro Labriola. L’AD e DG di TIM si è soffermato sulla politica di concorrenza europea che, se da un lato ha aumentato il numero di operatori e ha ridotto i prezzi, dall’altro non ha appurato la compatibilità con il ritorno del capitale investito per le telco, con il risultato che quest’ultime non hanno reddito necessario da investire per le nuove generazioni di reti. “Non dobbiamo più parlare di competizione tra gli operatori di telecomunicazione — ha suggerito Pietro Labriolama di competizione in un ecosistema molto più ampio. Le regole devono essere uguali per tutti”. Tra le soluzioni proposte dall’AD e DG vi è il consolidamento delle telco, maggior chiarezza sul rinnovo delle frequenze e una semplificazione legislativa. “Fibra e 5G abilitano il cloud, il cloud abilita l’AI, e nulla di tutto questo si costruisce con operatori che non coprono il costo del capitale”.

giovedì 12 marzo 2026

Pietro Labriola: sovranità del dato e sicurezza digitale al centro dell’evento “La sicurezza oggi”

Intervenuto all’evento organizzato dal quotidiano “Libero” lo scorso 20 febbraio, l’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha richiamato l’attenzione sulla questione della sovranità e sicurezza dei dati presenti sul cloud, ribadendo l’urgenza di regole chiare per il mondo digitale e margine di investimento per le telco europee.

Pietro Labriola, AD e DG di TIM

Pietro Labriola: la necessità di regole per il digitale e la sovranità del dato

In occasione dell’evento “La sicurezza oggi. Istituzioni, imprese e nuovi scenari”, organizzato dal quotidiano “Libero” e tenutosi lo scorso 20 febbraio a Roma, l’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha parlato della sicurezza digitale. “Il mondo in questo momento si sta dividendo in due: una dimensione reale, quella dei nostri Paesi, con i confini geografici, delle norme, e poi c’è il mondo digitale, un’altra dimensione”, ha sottolineato il manager. In quest’ottica, diventa cruciale definire alcune regole che riguardano la sicurezza e la sovranità dei dati, come chiarire sotto quale giurisdizione finiscono i dati presenti sul cloud. “Quando parliamo di sicurezza digitale, parliamo di un argomento che riguarda il nostro quotidiano — ha rimarcato Pietro LabriolaNon ci rendiamo conto di quanto siamo esposti ai rischi di sicurezza, perché diamo tutto quanto per scontato e le cose cambiano così velocemente che non ci rendiamo conto di essere esposti a un livello di rischio sempre maggiore”.

Pietro Labriola: servono margini per investire su cybersecurity e cloud europeo

La sicurezza digitale è un problema che deve essere affrontato, indirizzato e risolto. Ciò “non vuol dire aver paura della tecnologia o bloccare l’evoluzione tecnologica”, ha specificato Pietro Labriola, ma in un contesto in cui c’è collaborazione e competizione sono necessarie delle regole, perché “stiamo mettendo le vite private, le vite professionali in quello che tutti quanti chiamano cloud”. Il manager si è soffermato poi sul ruolo cruciale del settore delle telecomunicazioni nella costruzione di un cloud europeo e sul miglioramento delle performance di qualità. In futuro, i servizi offerti dalle telco, come 5G e fibra, avranno bisogno di migliori infrastrutture per stare al passo con le innovazioni e la velocità a cui corre il mondo, e questo miglioramento costante sarà possibile solo se il comparto è in grado di effettuare investimenti. “Ma per poter investire su cybersecurity e sul cloud — ha aggiunto Pietro Labriolale telco devono ritornare ad avere dei margini”.

venerdì 6 febbraio 2026

L’intervento di Pietro Labriola al convegno di Restart sul futuro delle TLC

Il convegno Restart ha offerto l’occasione a Pietro Labriola di intervenire sulle prospettive delle telecomunicazioni in Europa. Il CEO di TIM ha evidenziato come il consolidamento del mercato e una regolamentazione più equa siano essenziali per il futuro del settore.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: l’intervento al convegno sul futuro delle TLC

Si è tenuto a Roma il convegno di Restart “Shaping Horizons in Future Telecommunications”, nel corso del quale si è parlato, tra le altre cose, del valore del mercato europeo delle telecomunicazioni e dei tassi di crescita fino al 2030, e dei possibili scenari futuri alternativi nel settore delle TLC. Un momento chiave dell’incontro è stato sicuramente il confronto con gli stakeholder pubblici, inclusi i rappresentanti del Governo italiano e della Commissione europea, e privati, partendo dai CEO delle società di telecomunicazioni. Al dibattito hanno preso parte gli Amministratori Delegati dei principali player del settore, compreso Pietro Labriola, CEO di TIM e Presidente di Asstel. I temi affrontati sono stati il consolidamento del mercato, il Mercato Unico europeo, i nuovi modelli di network sharing, il ruolo emergente delle NetCo e dei Neutral Host, la gestione delle frequenze radio. Il convegno ha avuto luogo in un contesto particolarmente rilevante per le TLC, tornate a occupare una posizione di rilievo nel discorso europeo.

L’appello di Pietro Labriola per una regolamentazione più equa

Secondo il manager, che dal 2022 guida TIM, “non è accettabile che gli operatori tradizionali siano sottoposti a vincoli e obblighi molto più stringenti rispetto alle piattaforme Ott”. Una situazione che continua a creare “distorsioni” penalizzando gli operatori che investono nelle infrastrutture. Bisognerebbe, invece, trovare una “European Way” per stimolare l’innovazione e favorire il consolidamento del mercato. “Il fatto che in Europa ci siano 120 operatori mentre negli Stati Uniti, in Brasile o in Cina solo tre fa capire quale deve essere la strada da seguire”, ha affermato Pietro Labriola. Ha poi aggiunto: “Non vogliamo competere solo sul prezzo, ma dobbiamo investire in qualità e comunicare efficacemente il valore aggiunto dei nostri servizi”. Troppo spesso, ha fatto notare il manager, gli operatori italiani si sono concentrati su una concorrenza al ribasso, trascurando l’importanza di offrire servizi premium e fidelizzare la clientela. Per il CEO di TIM, “è ora di puntare su un modello di business più sostenibile, basato sulla qualità e sull'innovazione”.

lunedì 1 dicembre 2025

Pietro Labriola: serve una svolta nella filiera delle telecomunicazioni

Pietro Labriola è intervenuto con fermezza al Forum nazionale delle telecomunicazioni 2025, mettendo in luce la crisi strutturale del settore delle tlc in Italia e Europa, dovuta a un numero elevato di compagnie e a prezzi troppo bassi che non rendono sostenibile gli investimenti. D’altro canto, sono necessarie nuove misure e cambi di regole per consentire all’Europa di stare al passo con i tempi e non perdere il treno del digitale.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: l’urgenza di intervenire sulla filiera delle tlc

“Stiamo dando via il digitale fuori dall’Europa”, ha ribadito l’AD e DG di TIM Pietro Labriola al Forum nazionale delle telecomunicazioni 2025, tenutosi lo scorso 18 novembre. Nel suo intervento, il manager ha insistito sulla necessità di un cambio di rotta regolatorio e industriale della filiera delle tlc: se non dovesse avvenire, il settore non riuscirebbe a sostenere la digitalizzazione del Paese. “Da un lato il settore è percepito come ricco, dall’altro soffre di una crisi strutturale profonda”, poiché gli operatori non sarebbero in grado di sostenere gli investimenti richiesti per i servizi digitali, quali 5G, fibra e cloud. Il problema, secondo Pietro Labriola, è da riscontrare nella diminuzione dei ricavi delle tlc europee negli ultimi dieci anni, a fronte di investimenti elevati. “In Italia le dinamiche negative sono state ancora più marcate: siamo il Paese con i prezzi più bassi in Europa a fronte di consumi analoghi” e questa dinamica di competizione genera una corsa al ribasso dei prezzi tra i numerosi operatori in Italia.

Pietro Labriola: il Paese rischia di perdere il treno del digitale

“Abbiamo fatto pagare circa 6-7 miliardi le frequenze 5G e oggi il nostro Paese ha la copertura più bassa in Europa”, ha insistito Pietro Labriola, che ha puntato il dito contro il modello d’asta, che ha generato entrate immediate nelle casse dello Stato. Le risorse avrebbero potuto essere allocate per la realizzazione di reti 5G stand alone, in grado davvero di supportare industria, sanità, logistica e smart city. In vista del rinnovo delle frequenze del 2029, il manager ha invitato a guardare il modello usato con successo da altri Paesi, ad esempio il Brasile, che ha scelto una strategia orientata meno all’incasso e oggi è il secondo Paese al mondo per copertura 5G stand alone. “Stiamo mettendo il digitale fuori dall’Europa — ha rimarcato Pietro Labriola — Dobbiamo invertire questa rotta. La velocità a cui va questo mondo non possiamo sostenerla con regole vecchie”. Una burocrazia intricata e la lentezza decisionale rischiano di diventare una palla al piede per l’innovazione.

mercoledì 19 novembre 2025

Pietro Labriola: un mercato unico e decisioni più rapide per rafforzare l’Europa tecnologica

Nel suo intervento all’Italian Tech Week lo scorso ottobre, l’AD e DG di TIM Pietro Labriola si è soffermato sull’urgenza per l’Europa di accelerare i processi decisionali e permettere così alle imprese di velocizzare l’innovazione e stare al passo con il resto del mondo.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: velocizzare i processi decisionali, una necessità per l’Europa

Il mondo di oggi va a una velocità completamente diversa da quello del passato — ha dichiarato l’AD e DG di TIM Pietro Labriola nel suo intervento all’Italian Tech Week — nel giro di un anno cambia tutto quanto. Oggi abbiamo un processo di definizione di regole e norme che a volte dura tre-quattro anni, e così è impossibile proiettarci nel futuro”. L’evento si è svolto a Torino dall’1 al 3 ottobre scorsi e rappresenta la più importante iniziativa nazionale per quanto riguarda il futuro della tecnologia e dell’innovazione. Tra gli ospiti è intervenuto anche Pietro Labriola, che ha rimarcato quanto sia cruciale per l’Europa velocizzare i processi decisionali e la burocrazia, in quanto rappresentano un ostacolo concreto ai tentativi delle imprese di stare al passo con il resto del mondo, che si innova a una velocità di gran lunga maggiore. L’Europa corre il pericolo di non mantenere la sua centralità nel piano internazionale.

Pietro Labriola: la necessità di un mercato unico e consolidato

“Bisogna avere il coraggio di prendere decisioni, e questo è un compito dei manager e delle aziende, ma soprattutto delle istituzioni — ha evidenziato Pietro LabriolaO acceleriamo il processo di decisioni, e allora riusciremo a sopravvivere, o fra cinque anni potremmo mettere sulle Alpi un cartello con scritto Disneyland”. L’AD e DG di TIM, insieme ad altri manager del settore delle tlc europee, ha sottolineato la necessità di adottare nuove regole per Bruxelles, soprattutto per quanto concerne la creazione di un mercato unico e solido. TIM è stata presente all’Italian Tech Week anche con il suo Customer Innovation Center aperto al pubblico: in questo modo, ha potuto illustrare e far provare con mano tutte le potenzialità delle tecnologie più all’avanguardia, messe a disposizione di tutti.

giovedì 25 settembre 2025

Pietro Labriola al Rome Future Week con iniziative sull’IA

Al Rome Future Week, l’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha rimarcato l’importanza di essere un customer platform, aggiungendo alla lista dei servizi quello dell’IA. Per i clienti, un anno di Perplexity Pro, l'IA generativa che è stato possibile provare negli store del Gruppo grazie ad appositi workshop.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: l’IA tra i nuovi servizi di TIM per i propri clienti

All’insegna di un futuro in trasformazione, “Mutazioni” è il tema scelto per la terza edizione del Rome Future Week, l’evento dedicato all’innovazione con più di 400 appuntamenti, che si svolge dal 15 al 21 settembre. L’AD e DG Pietro Labriola è intervenuto lo scorso 19 settembre, annunciando la nuova strategia di TIM di ampliamento verso nuovi tipi di servizi, come l’IA. Nel corso della settimana, infatti, in alcuni punti vendita, divulgatori tecnologici ed esperti hanno tenuto workshop dal titolo “AI in 15 minuti: capire, provare, usare”, occasione in cui è stato possibile avvicinare i consumatori a Perplexity, l’IA generativa che il Gruppo offre ai propri clienti consumer per un anno, nella versione Pro. Lo scopo di questa operazione è sia quello di avvicinare “sempre di più anche delle fasce di clientela che non necessariamente vedevano TIM come il loro partner ideale”, ha sottolineato Pietro Labriola, sia quello di diffondere l’uso di questa tecnologia alle persone.

Pietro Labriola: partnership tra TIM e Perplexity per avvicinare le persone all’IA

Stiamo cercando di capire come può essere utilizzata, non solo su quelle attività più basiche volte a incrementare la produttività su attività ripetitive, ma, anche per utilizzarle come contraltare su tutta una serie di attività di marketing”, ha ribadito Pietro Labriola in merito all’IA. Grazie alla partnership stretta da TIM con Perplexity, i clienti che faranno uso della versione Pro sono in grado di effettuare ricerche illimitate, sessioni vocali interattive, analisi e sintesi di documenti, creazione di contenuti, immagini, dashboard di dati interattive, rispondendo alle domande più semplici e a quelle più complesse in pochi secondi e citando sempre le fonti, in maniera chiara e aggiornata. “Dobbiamo essere bravi a leggere i trend tecnologici e accompagnarli — ha ribadito Pietro Labriola — La realtà non può aspettare”.

mercoledì 6 agosto 2025

Tlc, Pietro Labriola lancia l’allarme: non c’è più ritorno sugli investimenti

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM Pietro Labriola torna a parlare della centralità delle società di telecomunicazioni nell’economia digitale in un post su LinkedIn, mettendo in guardia sul pericolo di un eventuale arresto dell’infrastruttura.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: non c’è più ritorno sugli investimenti degli operatori

Il digitale esiste perché qualcuno lo connette – scrive su LinkedIn il Presidente di Asstel, riprendendo un post pubblicato da Sebastian Barros, ex manager di Google ed Ericsson e attuale Managing Director di Circle – Negli ultimi dieci anni in Italia il costo medio di un gigabyte di dati mobili è crollato da 6,5 € a meno di 0,20 € (-97%), le velocità sono passate da 30 Mbps a oltre 110 Mbps, la copertura è cresciuta di oltre il 35%, l’affidabilità è migliorata e la latenza si è ridotta”. Numeri che, rimarca Pietro Labriola, “raccontano una verità che troppo spesso dimentichiamo: le telecomunicazioni hanno abilitato il mondo digitale. Grazie a questa rivoluzione silenziosa sono esplosi altri mondi: quello degli smartphone, dei servizi digitali, del cloud. Tutto perché la connessione digitale abilita questi servizi”. Adesso, però, secondo l’AD e DG di TIM serve un cambio di passo: “Non c’è più ritorno sugli investimenti. Se questa formula continua a dare sempre di più a sempre meno, l’equilibrio si rompe. Se si ferma l’infrastruttura che regge il digitale si ferma tutto”. Da qui l’appello: “È il momento di entrare in una nuova fase, che dia sostenibilità agli investimenti e permetta alle Telco di continuare a innovare. Solo insieme possiamo crescere e competere meglio”.

Il post di Sebastian Barros ripreso da Pietro Labriola

Le parole di Pietro Labriola fanno eco ai temi che il Managing Director di Circle ha sollevato nella sua analisi, aperta dalla domanda “Perché le persone ancora non amano le società di telecomunicazioni?” e conclusa con la proposta di dare vita a un nuovo stile di narrazione. Uno che sia in grado di dare la giusta rilevanza e visibilità al ruolo delle telco nell’economia digitale. “Secondo i sondaggi condotti a livello mondiale, gli operatori di telecomunicazioni sono tra le cinque industrie più antipatiche del Pianeta – riporta Sebastian Barros – Al di sotto delle compagnie aeree. Appena sopra le agenzie governative. Nonostante un investimento infrastrutturale di 1.500 miliardi di dollari in cinque anni. Nonostante svolgano un lavoro duro, fisico e pesante dal punto di vista del capitale per mantenere il mondo moderno online”. Quelle delle telecomunicazioni si presentano come delle infrastrutture “silenziose” e “poco appariscenti”, però fondamentali dal momento in cui connettono 5,5 miliardi di persone, alimentando “ogni cloud, ogni app, ogni strumento digitale”. “Le società di telecomunicazioni non parlano come se fossero dei facilitatori della vita digitale. Parlano come servizi di pubblica utilità. Non raccontano la storia di ciò che rendono possibile. Raccontano le specifiche mentre altri rivendicano i riflettori per aver costruito sopra di loro, le telecomunicazioni portano il peso sotto di loro”, prosegue il manager sudamericano. Poi dichiara: “È ora di cambiare le cose. Ci manca la narrazione”.  

giovedì 24 luglio 2025

Pietro Labriola: IA e futuro del lavoro nelle telecomunicazioni

In qualità di Presidente di Asstel, Pietro Labriola ha richiesto il rinnovo del contratto collettivo nazionale per adeguare il settore delle telco ai cambiamenti generati dall’IA, salvaguardando il fattore umano.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: come adeguarsi all’impatto dell’IA nel settore telco

Il Presidente di Asstel Pietro Labriola ha parlato, in un articolo pubblicato su “Il Foglio” lo scorso 8 luglio, dei cambiamenti che l’IA apporterebbe nel settore delle telecomunicazioni, in particolare con la tecnologia che impatterebbe sul fattore umano. La qualità del servizio delle telco è ancora garantita da questo aspetto ma l’innovazione tecnologica sta cambiando le carte in regola, generando scenari in continuo mutamento. All’interno della filiera, secondo quanto analizzato da Asstel, il customer care è l’area maggiormente a rischio, poiché le attività di risposte standard, reclami e gestione dei ticket potranno essere gestite da chatbot con supervisione umana. Sky UK ha annunciato infatti la chiusura di tre call center e BT ha annunciato il taglio di 55.000 posti entro il 2030. Secondo Pietro Labriola: “Anche l’Italia, come Francia, Germania e Spagna, difende la stabilità occupazionale e il valore sociale del lavoro. Ma è evidente che difendere non può significare immobilizzare. Serve un nuovo equilibrio”.

Pietro Labriola: nuovi contratti collettivi di settore come strumento di innovazione e crescita

Il cambiamento sta impattando sulle aziende delle telecomunicazioni, poiché ad oggi hanno sacrificato il margine di generazione di cassa per garantire la stabilità occupazionale. Per questo motivo, Pietro Labriola, in qualità di Presidente di Asstel, ha organizzato un confronto con i sindacati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore, con lo scopo di renderlo uno strumento di innovazione e crescita. “Dobbiamo governare l’innovazione, non subirla passivamente”, puntando su formazione continua, esaltazione delle competenze emergenti e creazione di percorsi di carriera orientati all’innovazione. “Solo così potremo difendere davvero la centralità delle persone — ha ribadito Pietro Labrioladando loro la possibilità di crescere, contribuire e ricevere valore. Solo così l’azienda tornerà ad essere un luogo di sviluppo reciproco, dove il talento delle persone genera valore per tutti”.

giovedì 3 luglio 2025

Pietro Labriola: sinergia tra TIM e Poste come leva per la crescita

Un nuovo inizio per TIM dopo la sinergia raggiunta con Poste, mossa in grado di dare una nuova visione industriale e una fiducia da parte del mercato: a evidenziarlo Pietro Labriola, intervenuto anche in merito al settore delle Telco, auspicando un consolidamento che possa razionalizzare il mercato.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: il commento sulla sinergia tra TIM e Poste

L’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha parlato della sinergia raggiunta con Poste nell’ambito dei servizi, che rappresenta un nuovo punto di partenza: “Abbiamo già portato a casa una sinergia gigantesca. Forse non ci siamo resi conto che il titolo è passato da 29 a 39 centesimi dopo l’entrata di Poste nel capitale sociale”. Un’azionista come Poste è in grado di offrire il giusto sostegno e una visione industriale, dando fiducia al mercato. “Stiamo discutendo i dettagli del MVNO (Operatore Virtuale di Rete Mobile) e anche quello è un importante elemento”. Seguendo i piani e un’oculata strategia, è stato raggiunto un certo equilibrio e ora TIM può ricominciare a crescere e trovare nuove opportunità per generare valore. “Avere Poste alle spalle ci garantisce italianità e sovranità — ha dichiarato Pietro Labriola — e ci pone come un interlocutore affidabile in un contesto in cui affidabilità e certezze sono venute meno”.

Pietro Labriola: l’analisi sul consolidamento delle telecomunicazioni

Per quanto riguarda le telecomunicazioni, una soluzione possibile sarebbe il loro consolidamento e in Europa la strada va verso quella direzione, in Paesi come Spagna o Francia, e in Italia, questo potrebbe coinvolgere sia TIM che Iliad. “Noi abbiamo sempre auspicato un qualcosa che razionalizzi il mercato, è nell’interesse anche del sistema Paese”, ha aggiunto Pietro Labriola. È già avvenuto il consolidamento tra Fastweb e Vodafone, ma non è sufficiente a risanare il sistema: quello delle Telco è diventato infatti difficile da sostenere, nonostante la sua importanza strategica, poiché i costi crescono e i ricavi diminuiscono. Pietro Labriola appoggia l’idea di un consolidamento dei servizi di telecomunicazione in Italia come soluzione ai problemi che affliggono il sistema, anche se al momento non ci sono novità a riguardo.

venerdì 20 giugno 2025

Pietro Labriola: investimenti, standard e competenze per il futuro delle Telco in Europa

Con margini ridotti, investimenti rallentati e regole obsolete, il futuro delle Telco europee è incerto. L’AD di TIM e Presidente di Asstel Pietro Labriola traccia il percorso verso un’Europa digitale competitiva.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: il futuro delle Telco passa dal cambiamento

In un contesto come quello attuale, dove la velocità dell’innovazione supera quella della regolazione, restare fermi è la scelta più pericolosa. Il cambiamento non è un’opzione. È una necessità. E va guidato con coraggio. Non inseguendo gli eventi, ma anticipandoli”. È quello che scrive Pietro Labriola, AD di TIM e di recente nominato Presidente di Asstel, in un articolo pubblicato su LinkedIn Pulse in cui parla del coraggio che manca nel settore europeo delle telecomunicazioni per compiere le scelte necessarie a rendere il Vecchio Continente digitalmente competitivo. Un coraggio che dovrebbe coinvolgere “ogni livello del sistema”, dal cittadino alle istituzioni, dal mercato alle aziende. “Le parole non bastano più”, afferma il manager, sottolineando gli scarsi risultati ottenuti dai tanti documenti, analisi e appelli generati negli ultimi anni dalle aziende del settore. “Le Telco europee continuano ad avere margini inferiori rispetto ad altri settori strategici – continua – Gli investimenti sono rallentati. Le regole sono spesso obsolete”. Per l’AD di TIM è in gioco un futuro che rischia di essere dominato da piattaforme americane e asiatiche. Una partita che non si gioca solo sul piano economico ma anche su quello geopolitico: “Senza infrastrutture digitali forti e autonome, l’Europa diventa dipendente da modelli industriali e tecnologici esterni”.

Pietro Labriola: serve una politica industriale per il digitale

Con queste premesse, Pietro Labriola fa dunque un appello a istituzioni, aziende e tutti gli attori coinvolti invitandoli a non lasciare più nulla al caso e a cominciare a guidare concretamente la trasformazione, a partire da una politica industriale europea per il digitale. “Le Telco europee sono chiamate a sfide epocali: transizione digitale, 5G, cybersicurezza, Intelligenza Artificiale, sostenibilità ambientale. Ma affrontano queste sfide con una struttura di mercato fragile, margini ridotti e regole pensate per un mondo che non esiste più”, scrive. “Abbiamo talento, idee, capacità.  Ma ci manca il sistema. E un’Europa senza sistema non è un’Europa digitale”. Cosa si dovrebbe fare dunque? Secondo l’AD di TIM, l’Europa dovrebbe: favorire il consolidamento dal momento in cui sono necessari pochi player forti e capaci di investire, definire un level playing field reale con regole uguali per tutti, riconoscere il ruolo strategico delle Telco in quanto “utility intelligenti”. “Serve una politica industriale del digitale – prosegue –. Come per l’energia o l’agricoltura, anche il digitale ha bisogno di una strategia comune. Di obiettivi condivisi, risorse adeguate, visione a lungo termine. Non possiamo più limitarci a regolamentare. Dobbiamo costruire”. Come? Sostenendo l’innovazione infrastrutturale, promuovendo standard aperti e interoperabili, investendo sulle competenze digitali e creando campioni europei nel cloud, nelle piattaforme e nei servizi di rete.

domenica 13 aprile 2025

Pietro Labriola: evitare aste onerose per garantire innovazione e copertura

Seguire il modello tedesco per il rinnovo gratuito delle frequenze mobili agli operatori, in cambio di investimenti in reti e infrastrutture. Questa è la proposta di Pietro Labriola, AD di TIM, per consentire in Italia la diffusione del 5G Standalone.

Pietro Labriola

Pietro Labriola guarda al modello tedesco del rinnovo delle frequenze gratuito

A margine della scadenza delle frequenze mobili italiane prevista per fine 2029, Pietro Labriola, AD di TIM, ha proposto di applicare la stessa soluzione che è stata impiegata in Germania. Infatti, l’agenzia tedesca di telecomunicazioni e reti ha rinnovato in maniera gratuita i diritti d’uso delle frequenze per gli operatori, che potranno continuare a sfruttare lo spettro radio mobile, ma si impegneranno ad offrire più obblighi di copertura e maggiore accesso alle frequenze per la concorrenza. Pietro Labriola ha sottolineato come l’obiettivo tedesco sia quello di consentire agli operatori di investire in infrastrutture e servizi per migliorare la copertura di rete e non sottrarre risorse alla finanza pubblica. Una decisione che cura gli interessi del Paese, con gli operatori che si sforzeranno per migliorare la qualità e la copertura.

Pietro Labriola: consentire agli operatori di investire in infrastrutture e reti

Pietro Labriola è convinto di estendere anche in Italia l’uso delle frequenze radio gratuitamente. Dall’ultima consultazione Agcom è emerso che la metà delle immobilizzazioni delle telco sono causate dai costi per i diritti d’uso delle frequenze, con solo il 30% destinato agli investimenti della rete, ragion per cui il 5G Standalone è poco diffuso in Italia. Il manager alla guida di TIM ha ribadito quanto sia necessaria una visione strategica improntata al futuro, in grado di consentire agli operatori di investire in innovazione e incrementare la qualità delle reti, ricordando quanto onerosa sia stata l’ultima asta frequenze e quanto poco sostenibile sarebbe replicare quel modello. Pietro Labriola ha reclamato con decisione la stretta di un patto che consenta agli operatori di pianificare investimenti infrastrutturali in un contesto stabile, prevedibile e funzionale alla diffusione del vero 5G Standalone e ai servizi che ne conseguono.

venerdì 7 marzo 2025

TIM e Adio uniscono le forze, Pietro Labriola: focus su 5G, 6G e sicurezza cibernetica

TIM rafforza la propria presenza internazionale con un nuovo piano di espansione negli Emirati Arabi Uniti. Grazie a una partnership strategica siglata con l’Abu Dhabi Investment Office (Adio) durante l’Italy-UAE Business Forum, il Gruppo metterà a disposizione le proprie competenze in comunicazioni sicure, cloud e applicazioni IoT, contribuendo alla modernizzazione dell’infrastruttura digitale dell’Emirato. L’AD Pietro Labriola: “La collaborazione con Adio ci permetterà potenzialmente di introdurre le nostre soluzioni digitali e di telecomunicazione più all’avanguardia, creando opportunità sia per le imprese che per i governi”.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: “Nuove opportunità per l’innovazione”

Grazie alla nuova partnership, TIM potrà mettere a disposizione le proprie competenze in materia di comunicazioni sicure, cloud e applicazioni Internet of Things (IoT) con l’obiettivo di migliorare la produttività industriale e rafforzare l’infrastruttura digitale di Abu Dhabi. “Abu Dhabi – ha ricordato l’AD Pietro Labriolaè la sede della connessione internet più veloce a livello globale e la sua posizione strategica, le infrastrutture avanzate e l’impegno per l’innovazione rendono il Paese la base ideale per la nostra possibile espansione nella regione e per la collaborazione con i nostri partner su progetti di sviluppo in aree geografiche di reciproco interesse”. Uno degli obiettivi chiave del piano è la creazione di un Centro di Eccellenza dedicato all’Intelligenza Artificiale e all’Internet of Things. Questo hub favorirà lo sviluppo di soluzioni innovative per le smart cities, le case intelligenti e i sistemi energetici avanzati. TIM prevede inoltre di implementare un servizio di edge computing nell’Emirato, permettendo un’elaborazione dati più rapida ed efficiente per applicazioni IoT e di intrattenimento.

Pietro Labriola: 5G, 6G e sicurezza digitale

Nell’ambito della partnership, il Gruppo guidato da Pietro Labriola sta valutando anche lo sviluppo di soluzioni di comunicazione cibernetica e quantistica per garantire reti sicure e resilienti. Un altro focus sarà l’implementazione di tecnologie a banda larga e di telecomunicazione per supportare il lancio di progetti 5G e 6G, in sinergia con partner locali e internazionali. “La nostra collaborazione con TIM è pronta a introdurre tecnologie trasformative in settori critici, favorendo i più ampi obiettivi di diversificazione dell’Emirato e accelerando la crescita economica”, ha fatto sapere Badr Al-Olama, Direttore Generale di Adio. “Nel rafforzare la nostra infrastruttura tecnologica e nell’attirare investitori di grande impatto – ha aggiunto – garantiamo che l’innovazione non solo guidi la competitività di Abu Dhabi, ma costituisca anche la base del suo sviluppo economico”.

lunedì 24 febbraio 2025

Pietro Labriola, AD di TIM, interviene all’evento “La Ripartenza: liberi di pensare”

Tra gli ospiti dell’evento ideato da Nicola Porro anche l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola, intervenuto nell’ambito della tavola rotonda “Innovazione e tradizione” per soffermarsi su alcuni degli ostacoli che frenano l’innovazione in Italia.

Pietro Labriola

Pietro Labriola tra gli ospiti di Nicola Porro

Si è tenuta lo scorso 30 gennaio presso le sale di Palazzo Castiglioni a Milano l’ottava edizione di “La Ripartenza: liberi di pensare”, l’evento ideato da Nicola Porro che riunisce i grandi player italiani per trattare di temi legati all’economia, alla cultura e alla politica. Diverse tavole rotonde e tanti ospiti rappresentativi, tra dirigenti d’azienda, manager, giornalisti e politici. Al centro dei dibattiti temi come l’innovazione, gli investimenti stranieri, l’energia e l’operato del Governo Meloni. Dopo la sessione di lettura irriverente dei giornali e la tavola rotonda “Investimenti stranieri”, ha avuto luogo la tavola rotonda intitolata “Innovazione e tradizione”, a cui hanno preso parte Maria Vittoria Santarelli (Growth Chief of Staff di Eight Sleep), Franco Loro Piana (CEO e founder di Sease), Federico Palazzari (CEO di Nemo Lighting), Luigi Cantamessa (Amministratore Delegato di FS Treni Turistici Italiani e Direttore Generale della Fondazione FS) e Pietro Labriola (Amministratore Delegato di TIM).

L’intervento di Pietro Labriola: regole diverse frenano l’innovazione

Nel suo intervento, l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola ha evidenziato come la presenza di regole differenti tra i vari Paesi freni l’innovazione. “Il mercato è un mercato globale e se lavori su un mercato globale non puoi avere delle regole differenti per differenti continenti”, ha dichiarato il manager, sottolineando come in un simile contesto, in cui i modelli di innovazione sono sempre più complessi da prevedere, non sia possibile effettuare una corretta comparazione, con il rischio “di avere degli arbitraggi nei modelli di innovazione”. “La nostra azienda – ha proseguito – ha vincoli e regole imposte in Europa e in Italia e deve competere con soggetti negli USA che non hanno le stesse regole. Sul fronte consumer servono stesse regole per tutti mentre lato aziende è necessario creare sistemi di data center in cui le chiavi di crittografia siano in mano ad attori nazionali”. Portando l’esempio del nuovo Presidente degli Stati Uniti che in una sola settimana è riuscito a cambiare lo scenario americano attraverso l’emanazione di ben 70 norme, Pietro Labriola ha infine proposto uno spunto di riflessione: “Trump ha tolto tutti i vincoli allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, è giusto o sbagliato da un punto di vista etico? Non voglio entrare nel merito, ma se voi foste un'azienda e dovete investire i vostri capitali per l'innovazione, dove lo fate?”.

mercoledì 8 gennaio 2025

Pietro Labriola: l’intervento al Tech Leadership Forum

Pietro Labriola, AD di TIM, è intervenuto al Tech Leadership Forum del “Financial Times”. Nel suo intervento, si è soffermato sulla necessità di diminuire le regole per poter permettere un consolidamento del mercato delle telecomunicazioni.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: “Se vogliamo un'Europa digitale la strada non è questa”

"Prima di tutto, quando parliamo di competitività dobbiamo definire cosa vogliamo: se vogliamo un'Europa digitale la strada non è questa", così è intervenuto Pietro Labriola, AD di TIM, al Tech Leadership Forum del “Financial Times”, tenutosi il 12 dicembre a Bruxelles. Per l’occasione, si sono riunite le principali realtà europee del settore delle telecomunicazioni. "A livello europeo è necessario agire per restituire competitività al settore delle telecomunicazioni, che è un pilastro della transizione digitale, permettendo il consolidamento necessario, con meno regole e uguali per tutti", ha dichiarato l’AD. Secondo Pietro Labriola, “servono regole che ci permettano di competere ad armi pari nel digitale e di fare profitti, altrimenti le tlc non avranno più le risorse necessarie per fare gli investimenti che servono e questo si tradurrà in un servizio peggiore per i consumatori".

 Le dichiarazioni di Pietro Labriola sul consolidamento del mercato

Un aspetto fondamentale è raggiungere una minor regolamentazione, con il fine di lasciare che il mercato si consolidi. Su questo aspetto, Pietro Labriola ha affermato che “solo così potremmo chiudere il gap con chi è più avanti di noi. Non è più accettabile che servano due anni di analisi di mercato per avere delle nuove regole, non possiamo cercare di guardare al futuro con lo specchietto retrovisore. L'innovazione è veloce, non possiamo essere lenti". "WhatsApp è un servizio di telecomunicazioni, ma non ha gli stessi obblighi che abbiamo noi, ad esempio sui call center o sulle intercettazioni”. Avviandosi alla conclusione, Pietro Labriola ha citato l’esempio del Regno Unito, infatti "hanno inserito una correlazione fra i prezzi che i clienti pagano e l'inflazione, hanno iniziato a regolare i rapporti con gli Over-the-top e stanno permettendo un consolidamento di mercato con la fusione fra due grandi gruppi in cambio di investimenti".

giovedì 5 dicembre 2024

Pietro Labriola: "Serve una giusta remunerazione dei capitali per investire nel futuro delle TLC”

Il 6 novembre, l’Aula Magna Mario Arcelli dell’Università Luiss Guido Carli di Roma ha fatto da cornice all’edizione annuale del Forum sulla Filiera delle Telecomunicazioni in Italia, organizzato da Assotelecomunicazioni-Asstel e dalle Organizzazioni Sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Sotto il titolo “Connessi per l’Italia: Persone, infrastrutture e servizi per il futuro del Paese”, l’evento ha posto al centro della discussione il futuro del settore delle telecomunicazioni, con un focus particolare su infrastrutture e competitività. Tra gli ospiti del Forum, l’AD e DG di TIM Pietro Labriola.

Pietro Labriola

Pietro Labriola al Forum TLC 2024

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM Pietro Labriola ha offerto una visione chiara e decisa della situazione attuale e delle sfide che caratterizzano il comparto in Italia. Il Forum, patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale, ha confermato come il settore stia attraversando una fase critica, con dinamiche di mercato che non garantiscono più un ritorno adeguato sugli investimenti necessari per le infrastrutture. Il settore delle telecomunicazioni, pur essendo fondamentale per la competitività del Paese, sta soffrendo a causa della pressione sui ricavi e dall’obbligo di reinvestire interamente i margini generati nelle infrastrutture. Le reti su cui transitano i servizi digitali degli Over-the-Top (OTT) generano miliardi di valore, senza però contribuire alla remunerazione degli operatori che costruiscono e mantengono le infrastrutture.

Le dichiarazioni di Pietro Labriola

Il settore delle telecomunicazioni non riesce più a ripartire – ha dichiarato Pietro Labriola durante il suo intervento – Senza reti di telecomunicazioni, la digitalizzazione non esiste”. A margine del Forum TLC 2024, l’AD ha inoltre confermato la necessità di un’adeguata remunerazione dei capitali affinché gli operatori possano portare avanti gli investimenti. “Non chiediamo nulla di più. Per una serie di motivi e scelte di politiche industriali del passato la nostra Industry è stata spremuta come un limone”, ha aggiunto. Secondo il manager, è necessario restituire solidità economico-finanziaria al settore delle telecomunicazioni, così da permettere investimenti adeguati e indispensabili per ripristinare la competitività.

lunedì 4 novembre 2024

Telecomunicazioni in Italia: l'analisi di Pietro Labriola

Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM, è intervenuto al convegno ComoLake 2024 per parlare delle sfide e delle opportunità nel settore delle telecomunicazioni in Italia. Ha affrontato temi cruciali quali la necessità di regole uniformi a livello europeo e l'impatto di nuovi concorrenti come Starlink sul mercato nazionale.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: regole uniformi per gli operatori europei

Pietro Labriola ha rimarcato la necessità di stabilire norme comuni per gli operatori telefonici a livello europeo. Infatti, secondo l’AD, la creazione di operatori paneuropei è auspicabile, ma solo se ci sono "norme uguali per tutti". Ha evidenziato come l'Italia sia in una posizione svantaggiata in termini di ritorno sugli investimenti, a causa di fattori quali l'elevato numero di operatori, il disequilibrio nelle quote di mercato, prezzi al ribasso e costi infrastrutturali elevati. Questa situazione rende difficile per le imprese investire adeguatamente, compromettendo lo sviluppo della digitalizzazione nel Paese.

Timori su Starlink: la posizione di Pietro Labriola

Interrogato sull'eventuale arrivo di Starlink, la tecnologia satellitare di Elon Musk, Pietro Labriola ha parlato della necessità che qualsiasi nuovo concorrente rispetti le stesse normative vigenti in Italia. "Qualunque tecnologia è benvenuta purché si abbiano le stesse regole", ha affermato. Ha sottolineato gli obblighi a cui gli operatori italiani devono attenersi, come l'intercettazione legale, l'assistenza clienti attiva 24 ore su 24 con personale umano e il supporto al controllo delle coste italiane. Inoltre, ha evidenziato gli ingenti investimenti nelle frequenze 5G, che non hanno ancora generato ritorni economici. Pietro Labriola ha aggiunto: "Chiunque venga a competere in Italia paghi le tasse in Italia e assuma persone sul nostro territorio nazionale", mettendo in luce l'importanza di una competizione equa e regolamentata.

venerdì 25 ottobre 2024

TIM, Pietro Labriola: necessaria una revisione delle politiche industriali in Europa per le tlc

A margine dell’Italian Tech Week di Torino, l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato della rivoluzione che potrebbe investire il settore tlc e del rapporto del Gruppo con le start up, alla luce anche dell’annuncio dell’alleanza con Alaian.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: “Siamo all’alba di una possibile rivoluzione

Il settore delle tlc in Italia sembra essere “all’alba di una possibile rivoluzione”. È quanto riferito dall’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola in un’intervista rilasciata a “Repubblica”. Secondo il manager bisogna infatti “essere ottimisti” perché “dopo tanti anni si parla della necessità di rivedere le politiche industriali e la regolamentazione in Europa e, conseguentemente, in Italia”. Se in Paesi come Stati Uniti, Brasile, Cina e India sono presenti fino a quattro operatori, in Europa il numero è significativamente maggiore. Inoltre, vivendo ormai in un mondo digitale, è necessario comprendere l’importanza delle reti di telecomunicazione. “Le reti di telecomunicazione non si costruiscono da sole”, ha evidenziato Pietro Labriola. Poi ha aggiunto: “Bisogna permettere agli operatori di telecomunicazioni di avere l’adeguato ritorno sull’investimento per poter tornare a investire. Le reti in fibra e le reti 5G sono fondamentali. È chiaro che noi dobbiamo fare il nostro lavoro come aziende e avere le corrette attività di marketing per spiegare cosa si può fare con tutta la componente digitale”.

Pietro Labriola: l’alleanza con Alaian e il rapporto di TIM con le start up

Dal palco dell’Italian Tech Week di Torino, l’AD Pietro Labriola ha annunciato l’ingresso di TIM in Alaian, per un’alleanza dedicata all’open innovation. “Il nostro accordo con Alaian è l’esportazione di un modello che abbiamo incominciato a gestire negli ultimi due o tre anni – ha spiegato il manager – L’innovazione molto spesso in aziende come la nostra non c’è più. Essa arriva o dai grandi fornitori oppure dalle piccole start up”. Come TIM, il Gruppo rappresenta un importante acceleratore per la crescita di queste ultime. “Abbiamo cominciato un po’ di tempo fa a selezionare alcune start up e mettere a disposizione le nostre infrastrutture per permettergli l’accelerazione e la crescita”, ha dichiarato l’AD. “Mettendo a disposizione la nostra capacità di vendere, la nostra capacità di fatturare, il nostro brand e i nostri clienti, siamo un grandissimo acceleratore. Scegliamo le start up sulle quali riteniamo ci sia opportunità di crescita e mettiamo le nostre strutture a disposizione per la crescita. Lo abbiamo fatto negli ultimi due anni in Italia. Ora, attraverso questa alleanza, esportiamo il modello anche all’estero, dando la possibilità alle start up di avere come mercato di riferimento non solo l’Italia ma anche gli altri Paesi dove ci sono i nostri partner”, ha concluso Pietro Labriola.

lunedì 7 ottobre 2024

Pietro Labriola su LinkedIn: “Sovraffollamento e concorrenza frenano la crescita delle Tlc”

Il settore delle telecomunicazioni in Europa si trova in una fase che richiede interventi urgenti per garantirne la sostenibilità e favorire la digitalizzazione. Questo è il messaggio chiave lanciato da Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM, in un post su LinkedIn in cui sottolinea l’importanza delle misure evidenziate nel report sulla competitività redatto da Mario Draghi. Il manager ha espresso pieno sostegno alle raccomandazioni dell’ex Primo Ministro, definendole una risposta alle sfide che il settore delle telecomunicazioni affronta da tempo.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: sovraffollamento Tlc in Europa minaccia competitività e investimenti

Secondo Pietro Labriola, il rapporto di Draghi mette in luce una questione cruciale: il sovraffollamento degli operatori nel mercato europeo delle telecomunicazioni. Con decine di operatori che competono in un’area di circa 450 milioni di consumatori, il settore appare frammentato e inefficiente rispetto a quello di altre economie globali come Stati Uniti e Cina, dove gli operatori sono meno numerosi e più consolidati. Questo scenario comporta ricavi per abbonato e investimenti pro capite significativamente inferiori rispetto ad altre economie sviluppate, come gli Stati Uniti e il Giappone. L’analisi dell’AD si concentra sulla riduzione della redditività che sta mettendo a rischio l’intero comparto delle telecomunicazioni europee. La competizione eccessiva e la frammentazione del mercato minano la capacità degli operatori di sostenere investimenti a lungo termine in infrastrutture digitali, una condizione fondamentale per il futuro dell’Europa in termini di innovazione e competitività globale. La situazione attuale, ha rimarcato Pietro Labriola, rappresenta una minaccia per i gruppi industriali europei, che rischiano di perdere terreno rispetto ai concorrenti internazionali.

Pietro Labriola: le soluzioni proposte da Draghi

Tra le soluzioni proposte da Mario Draghi nel suo report vi è la necessità di armonizzare le regole del mercato unico digitale delle telecomunicazioni, incoraggiando fusioni e operazioni transfrontaliere. Pietro Labriola evidenzia inoltre l’importanza di riformare le normative per ridurre il peso della regolamentazione ex ante e favorire un approccio ex post che garantisca comunque una concorrenza sana. Le altre soluzioni includono l’integrazione transfrontaliera e la creazione di operatori di scala europea, l’adozione di regole unificate per tutti i servizi e la promozione di accordi commerciali per la terminazione del traffico dati e la condivisione dei costi delle infrastrutture. Pietro Labriola ha quindi concluso il suo intervento con un chiaro messaggio di impegno e responsabilità: “Ora continuiamo in questa direzione, uniti come stiamo già facendo – ha scritto – Noi siamo pronti a fare la nostra parte, consapevoli che la partita che giochiamo è di estrema importanza: senza Tlc non c’è digitalizzazione”.

mercoledì 28 agosto 2024

Pietro Labriola: presente e futuro di TIM, l’editoriale dell’AD

Sostenibilità del settore, andamento del mercato nazionale e vision per TIM: questi alcuni dei punti trattati da Pietro Labriola, Amministratore Delegato del Gruppo, in un recente editoriale pubblicato su “Il Sole 24 Ore”.

 Pietro Labriola

Pietro Labriola: necessarie azioni regolatorie UE per garantire investimenti futuri

“Voltare pagina” e concentrarsi sul futuro del settore e sulle sfide della digitalizzazione. Guarda verso tale direzione l’invito rivolto da Pietro Labriola in un recente editoriale pubblicato su “Il Sole 24 Ore”, occasione per fare il punto sulla situazione di un comparto che, sia a livello nazionale che europeo, continua a manifestare necessità di rinnovamento anche attraverso un’auspicabile nuova cornice normativa. Lo evidenzia l’AD nell’intervento: “Basta leggere la recente lettera congiunta delle Telco europee inviate alla Commissione Europea con una esplicita richiesta di cambio delle regole”, osserva, aggiungendo come, “con la cornice normativa attuale, gli investimenti futuri siano a rischio e come siano necessarie azioni regolatorie per garantire che siano sostenibili”. Guardando anche all’ambito nazionale, “in Italia il mercato è saturo e nessuno va bene”, specifica Pietro Labriola, con una “situazione difficile sia nel mercato Retail delle Tlc che in quello Wholesale”. Ulteriore riflessione, inoltre, sul fatto che il contesto europeo si riflette “anche negli andamenti borsistici e le Telco ormai sono un ambito in cui gli investitori sono molto cauti per usare un eufemismo”: si guarda così “positivamente alle ipotesi di consolidamento, evidenziando però che con le ultime due Commissioni Europee ci sia stato un disallineamento fra politiche industriali e concorrenziali”. Se così non fosse, al contrario, risulterebbe “a rischio la costruzione delle infrastrutture necessarie per la digitalizzazione del Paese”, rimarca l’AD nell’intervento.

Pietro Labriola: TIM, l’operazione di cessione della rete fissa a KKR

Pietro Labriola si è inoltre soffermato sulla situazione attuale in TIM, evidenziando la centralità di un sostanziale abbattimento del debito: in caso contrario, il Gruppo “non avrebbe avuto prospettive e rischiava un deterioramento pericoloso della propria situazione. Infatti è sufficiente ricordare che soltanto 10 anni fa l’Ebitda valeva più del doppio e con questo trend il risultato finale è facile da prevedere”. Quali opzioni industriali sul tavolo? Secondo l’AD, “per abbattere il debito erano possibili solo due strade: un aumento di capitale o la vendita di asset. Il percorso che abbiamo perseguito, come sapete, è stato il secondo, con la vendita della rete”. Pietro Labriola prosegue con alcuni numeri relativi alla cessione della rete TIM a KKR: quanto paga il Gruppo per l’uso della rete fissa? “Si fa gran rumore su questa ricostruzione suggestiva che noi paghiamo 2 miliardi di euro l’anno a KKR e che in 10 anni loro si ripagheranno l’investimento fatto”, analizza l’AD nell’editoriale, puntualizzando come “questi 2 fantomatici miliardi” siano in realtà composti da circa 700 milioni quali costi che TIM avrebbe comunque pagato a terze parti anche mantenendo la rete. Così il reale costo per l’affitto della rete “scende a 1,3 miliardi di euro”, ma va considerato inoltre che “per effetto della cessione avremo anche un miliardo di costi del personale in meno, oltre a una riduzione di 800 milioni euro di interessi sul debito e a meno costi di leasing”. Quanto avrebbe dovuto investire TIM se avesse mantenuto la rete? “10 miliardi di euro nei prossimi 5 anni”, specifica Pietro Labriola, lasciando un messaggio a conclusione dell’editoriale: “Forse è arrivata l’ora di voltare pagina, lasciandoci alle spalle polemiche sterili e di pensare al futuro del nostro settore, della digitalizzazione del Paese e della nostra Azienda”.

venerdì 5 luglio 2024

Pietro Labriola e il futuro di TIM: visioni e sfide

Confermato come AD di TIM dopo l’assemblea del 23 aprile, Pietro Labriola si prepara a guidare il Gruppo in un periodo cruciale di trasformazione e consolidamento nel settore delle telecomunicazioni. In una recente intervista rilasciata a “MoltoEconomia”, il manager ha delineato le sue strategie per il futuro del Gruppo, focalizzandosi principalmente sul piano di riassetto della rete e sul rilancio delle divisioni Consumer ed Enterprise.

Pietro Labriola

Il piano strategico di Pietro Labriola

Uno dei pilastri fondamentali del piano di Pietro Labriola è la vendita dell’infrastruttura di rete fissa di TIM, un passo strategico finalizzato a liberare risorse finanziarie significative e a ridurre il debito aziendale. Questa operazione è stimata per generare vantaggi fino a cinque miliardi di euro, compresi potenziali guadagni dall’earn-out con Kkr, dalla vendita di Sparkle e da una controversia legale in corso. L’AD vede in questo riassetto un’opportunità non solo per migliorare la posizione finanziaria del Gruppo, ma anche per rafforzare la sua capacità di investire e di sfruttare le opportunità di crescita nel mercato delle telecomunicazioni. Il manager ha enfatizzato la necessità di concentrarsi su due modelli di business distinti: Consumer ed Enterprise. La divisione Consumer sta subendo una ristrutturazione per migliorare la sua competitività e per esplorare possibili operazioni di consolidamento nel futuro prossimo. Al contrario, TIM Enterprise rappresenta un vero e proprio “gioiello” dell’azienda: “L’obiettivo – ha fatto sapere Pietro Labriolaè crescere mediamente il 6% all’anno in termini di ricavi e dell’8% medio anno in termini di marginalità lorda, con una performance migliore di quella del mercato”. Questa divisione sta anche stringendo accordi con giganti tecnologici come Google, Broadcom e Oracle per offrire servizi innovativi e consolidare la sua posizione di leadership nel mercato.

Pietro Labriola: strategie di leadership nel mercato delle telecomunicazioni italiane

Consapevole della complessità e della competitività del mercato italiano delle telecomunicazioni, Pietro Labriola ha rimarcato l’importanza di migliorare l’efficienza dei costi e di investire strategicamente in tecnologie emergenti. A tale proposito, TIM è “in prima linea anche nello sviluppo tecnologico, su frontiere come quelle dell’Edge Computing, delle smart cities, della cybersecurity o dell’intelligenza artificiale”, settori chiave in cui il Gruppo mira a distinguersi attraverso significativi investimenti infrastrutturali e partnership strategiche. Nonostante le prospettive difficili del settore, l’AD si mostra ottimista riguardo al futuro di TIM. Secondo il manager, coerenza e una leadership decisa sono oggi fondamentali per navigare attraverso i cambiamenti rapidi del mercato e le sfide regolatorie. Ha inoltre escluso la necessità di un piano B rispetto alla vendita della rete, sottolineando la sua determinazione nel perseguire gli obiettivi aziendali nonostante le incertezze di mercato: “Non ho motivo per pensare che la vendita della rete a Kkr non si chiuda nelle tempistiche previste”, ha ribadito. Sulla governance aziendale, Pietro Labriola ha infine confermato l’importanza di un Consiglio di Amministrazione rinnovato e ben bilanciato. Con un CdA di nove membri, l’AD intende mantenere vivo il dibattito e utilizzare le diverse competenze dei consiglieri per affrontare le sfide future con successo. Ha ringraziato i membri uscenti per il loro contributo e ha accolto i nuovi con l’obiettivo di mantenere una governance efficace e orientata ai risultati.