Pier Silvio Berlusconi: “Siamo editori televisivi, digitali ed europei. Crediamo nella televisione generalista e gratuita. Oggi molte realtà nel mondo dei media disinvestono, mentre noi continuiamo a investire. Abbiamo fatto un passo importante, ma è solo l’inizio”.
MFE da holding a media company europea: la strategia crossmediale di Pier Silvio Berlusconi
Pier Silvio Berlusconi ne ha parlato non a caso come un “anno di svolta” per MFE. Mai come nel 2025 sono state gettate le basi del percorso di trasformazione del Gruppo, culminato nelle scorse settimane con il passaggio da holding di controllo finanziario a media company operativa. Forse la data più significativa di questa svolta è il 1° settembre 2025, quando la Bafin, la Consob tedesca, ha ufficializzato i risultati dell’opa lanciata il 26 marzo su ProsiebenSat: un’operazione che ha contribuito considerevolmente ad ampliare dimensioni e presenza internazionale del Gruppo. MFE opera oggi in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo) raggiungendo oltre 200 milioni di persone. L’obiettivo, indicato in più occasioni proprio da Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO, è la creazione di un grande player paneuropeo: fare fronte comune per affrontare le sfide sempre più complesse che le grandi realtà del settore media si trovano oggi davanti e contrastare efficacemente i colossi internazionali del web e dello streaming. Elemento centrale di questo progetto è l’innovativo “sistema crossmediale” che MFE ha sviluppato in questi anni e la cui efficacia è nei numeri in crescita: un modello sempre più integrato in cui contenuti, dati e distribuzione dialogano tra loro e in cui il prodotto televisivo rappresenta il fulcro di un ecosistema che si estende al digitale e all’on demand valorizzando sinergie e innovazione. Non significa fare una TV italiana all’estero “con prodotti congelati tipo quelli delle piattaforme, senz’anima”, spiegava già nel 2024 il CEO. “Ogni nazione deve farsi una TV adatta al proprio pubblico. Calda, locale, in diretta, prodotta al momento e consumata nell’immediato”: una televisione lineare con una forte caratterizzazione nazionale in ogni Paese, che possa essere altrettanto importante anche su streaming e digitale, con il fatturato pubblicitario al centro del business. Questa la direzione tracciata dal CEO.
Pier Silvio Berlusconi: l’unicità del sistema crossmediale di MFE, il prodotto televisivo resta al centro
È proprio questo sistema crossmediale, costruito negli anni a partire dall’esperienza di Mediaset, che MFE intende sviluppare su scala europea, mantenendo la centralità della TV generalista ma arricchendola attraverso una logica di circolarità tra piattaforme. È un modello “unico in Italia ed è esportabile in tutta Europa”, ha sottolineato più volte Berlusconi rimarcando il valore del prodotto televisivo che, in questo ecosistema, si pone come punto di partenza di un’offerta più ampia e integrata. “Siamo editori televisivi, digitali ed europei. Crediamo nella televisione generalista e gratuita. Oggi molte realtà nel mondo dei media disinvestono, mentre noi continuiamo a investire. Abbiamo fatto un passo importante, ma è solo l’inizio. Il nostro è un settore complicatissimo. La sfida è resistere allo strapotere delle grandi piattaforme globali e all’impatto dell’innovazione tecnologica, ancora di più in un contesto economico e geopolitico sempre più fragile e instabile. Serve coraggio. Essere più efficaci ed efficienti. Crescere ancora. È questa la nostra sfida”, ha ribadito Pier Silvio Berlusconi anche nelle scorse settimane presentando i risultati di quello che a tutti gli effetti è stato “un anno di svolta” per MFE.

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