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Visualizzazione post con etichetta Luca de Meo. Mostra tutti i post
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giovedì 22 ottobre 2026

Luca de Meo inaugura a Milano l’Accademia Kering: il focus sui giovani

L’anno accademico 2026/27 di Kering Accademia per le eccellenze ha preso ufficialmente il via a Milano, riunendo istituzioni, le scuole associate e oltre 1.500 studenti. Nel corso dell’evento inaugurale, il CEO Luca de Meo ha delineato una visione strategica a lungo termine che unisce la valorizzazione dei giovani talenti alla centralità produttiva dell’Italia. Tra innovazione tecnologica, Intelligenza Artificiale e radici artigianali, il Gruppo conferma il proprio impegno per il futuro del lusso globale.

Luca de Meo, CEO del Gruppo Kering

Luca de Meo lancia la sfida formativa per oltre 1.500 studenti a Milano

“Circa l’85% dei nostri prodotti è realizzato in Italia e più del 90% viene esportato nel mondo. Quello del lusso è l’ultimo settore in cui l’Europa è avanti a tutti. Non ci batte nessuno e non ci deve battere nessuno”. Sono queste le parole del CEO Luca de Meo all’inaugurazione, presso il MIND - Milano Innovation District, di Kering Accademia per le eccellenze. L’evento ha ufficialmente dato il via all’anno accademico 2026/27, alla presenza di molti degli 1.500 studenti che prenderanno parte ai percorsi promossi dalle maison del Gruppo e dalle sette scuole associate. L’incontro è stato un’occasione per condividere con i giovani la visione e i valori del progetto. “Con l’inizio del primo anno accademico, il progetto entra oggi nella sua dimensione più autentica. Quella degli studenti, delle loro capacità e del futuro che potranno costruire – ha affermato il CEO – L’eccellenza non può essere semplicemente conservata, deve essere alimentata, messa alla prova e aperta a nuove idee. La nostra ambizione è offrire ai giovani una formazione che permetta loro di comprendere la forza del saper fare italiano e di accompagnarne l’evoluzione in un’industria in continuo cambiamento”. Luca de Meo ha poi ribadito il loro ruolo dei giovani di “abbracciare per primi il futuro”, ricordando loro che l’applicazione di tecnologie, in primis dell’IA, non debba essere vista come un rischio ma come un supporto alla creatività.

Luca de Meo positivo sulla crescita del lusso nel lungo periodo

A margine dell’evento, il CEO di Kering ha fatto il punto sullo stato del settore fashion & luxury e sull’andamento della ristrutturazione del Gruppo. “Per fare le cose bene ci vuole un po’ di tempo – ha dichiarato – però stiamo mettendo le mani un pochino dappertutto e le cose vanno piuttosto bene in molti ambiti, quindi continuiamo così”. Il manager ha sottolineato come la costruzione di strategie nel lusso richieda tempi lunghi e, quindi, una visione di lungo termine. Luca de Meo ha inoltre ribadito che il Gruppo francese non ha alcuna intenzione di trasferire la produzione all’estero, precisando che la decisione di realizzare in Cina alcune sneakers del brand Gucci sia stata dettata da requisiti tecnici impossibili da trovare in Italia. “Non abbiamo assolutamente alcuna intenzione di trasferire la produzione o di fare qualcosa di simile – ha assicurato il CEO – abbiamo chiarito molto bene che, alla luce delle nostre ambizioni, il ruolo centrale dell’Italia nel nostro sistema produttivo resta uno dei pilastri della nostra strategia”. Intanto, Kering sta lavorando all’ingresso nel settore della longevity con “un’idea che non esiste ancora e che abbia una forma di rilevanza per il cliente a livello globale”.

mercoledì 14 ottobre 2026

Lusso, il boom del Messico e gli altri mercati emergenti nell’analisi di Luca de Meo (Kering)

In un’analisi condivisa su LinkedIn, il CEO di Kering Luca de Meo ha evidenziato come il Messico, sostenuto da una lunga tradizione artigianale e da una nuova generazione imprenditoriale, si stia affermando come uno dei mercati emergenti nel settore del lusso.

Luca de Meo

Luca de Meo analizza su LinkedIn l’ascesa del Messico nel settore del lusso

Città del Messico sta vivendo una stagione di grande fervore. Tra la crescita di una fascia di popolazione benestante, una scena creativa particolarmente vivace in pieno sviluppo e l’affermazione di una nuova generazione di giovani imprenditori, il Paese si sta trasformando in un mercato sempre più centrale per il settore del lusso. Un successo alimentato anche da un grande patrimonio artigianale locale. Il Messico vanta, infatti, una lunga tradizione manifatturiera: dalla pelle all’argento, fino ai tessuti e alle tecniche antiche. In un’analisi condivisa su LinkedIn, il CEO di Kering Luca de Meo ha spiegato come il caso messicano sarebbe parte di un nuovo trend globale che vede l’ascesa di nuovi mercati destinati a dettare le regole nel prossimo futuro. La lettura del manager riflette la grande attenzione del Gruppo verso i mercati emergenti, che comprendono, oltre al Messico, anche Brasile, Africa, Medio Oriente, India e Sud-est asiatico. Tra le aree che presenterebbero più opportunità di crescita per le maison di Kering ci sarebbero poi Nigeria e India.

La rotta tracciata da Luca de Meo in Messico e nei mercati ad alto potenziale

Secondo Luca de Meo, la missione di Kering in Messico si sviluppa su due fronti: ottimizzare il business e rafforzare la presenza del Gruppo sul territorio, stimolando al contempo l’innovazione e la crescita delle maison e costruendo relazioni con la clientela locale. Il CEO ha definito la sua visita messicana «una tappa che aiuterà a definire l’anno che verrà», confermando in sostanza la rotta da lui tracciata per un riposizionamento internazionale che vede affiancare alla gestione delle maison storiche del Gruppo una crescente attenzione verso nuovi mercati ad alto potenziale. Nel post su LinkedIn, Luca de Meo si è infine rivolto ai team di Kering che lo hanno accompagnato in Messico e in America Latina, in particolare a Jean-Marc Duplaix, Direttore Operativo del Gruppo, insieme ai colleghi Carlo Mocci, Joel Hazan ed Ewa M. Abrams, che ha ringraziato per l’impegno e per l’accoglienza ricevuta.

mercoledì 26 agosto 2026

Kering, la strategia di Luca de Meo dà i primi frutti: Q2 in crescita

Con Luca de Meo alla guida di Kering, il Gruppo francese del lusso comincia a mostrare i primi segnali concreti di svolta, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno.

Luca de Meo

Luca de Meo e la nuova rotta di Kering

Le vendite del Q2 si attestano a 3,652 miliardi di euro, in aumento dell’1% a tassi correnti e del 2% a tassi comparabili: una ripartenza ancora contenuta ma significativa, che permette al semestre di arginare il segno negativo nel fatturato, passando da un -3% a tassi correnti a un +1% a tassi comparabili, per un totale di 7,22 miliardi di euro. Le vendite nella rete diretta restano stabili a tassi comparabili, mentre quelle nella rete wholesale crescono del 5%. Luca de Meo ha commentato i risultati sottolineando come riflettano l’impatto positivo delle misure adottate per rafforzare la desiderabilità e l’unicità dei marchi del Gruppo, oltre alla semplificazione dell’organizzazione e all’aumento dell’efficienza. Il tutto avviene in un contesto di forte riduzione del debito, sceso a 3,3 miliardi di euro, cioè 4,7 miliardi in meno rispetto a fine 2025, grazie a operazioni immobiliari e alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal, completata il 31 marzo 2026 con un incasso di 4 miliardi di euro. Sul fronte della marginalità, il semestre registra un margine operativo corrente stabile al 12,8%, pari a 921 milioni di euro. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: all’indomani della pubblicazione dei conti, il titolo Kering è balzato di oltre dieci punti percentuali in apertura di seduta a Parigi. A livello geografico, il Nord America si conferma l’area più performante con un incremento del 9% nel semestre, seguito dal Giappone (+2%). L’Asia Pacifico chiude invece il semestre senza variazioni significative, mentre l’Europa occidentale segna un calo di due punti percentuali e il resto del mondo arretra dell’8%.

Luca de Meo: Gucci rallenta la flessione, bene gioielleria e eyewear

Nel percorso tracciato da Luca de Meo, il segmento Fashion & Leather Goods mostra segnali di miglioramento, pur restando l’eyewear e soprattutto la gioielleria le divisioni più brillanti in termini di crescita. Nel secondo trimestre, Fashion & Leather Goods registra ricavi per 2,9 miliardi di euro, in calo dell’1% a tassi correnti ma stabile su base comparabile, un risultato superiore alle attese degli analisti. Secondo la nota del Gruppo, Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni hanno proseguito il miglioramento sequenziale con una forte accelerazione rispetto al primo trimestre, mentre Balenciaga resta impegnata nella transizione creativa e commerciale e Alexander McQueen prosegue il riposizionamento strategico sotto la guida del nuovo CEO. All’interno della divisione moda, Gucci mostra segnali di rallentamento della sua flessione: nel Q2 il fatturato del marchio si attesta a 1,41 miliardi di euro, in calo del 3% a tassi correnti e del 2% a tassi comparabili, un risultato negativo ma nettamente migliore rispetto ai trimestri precedenti. A brillare è invece Kering Jewelry, che nel secondo trimestre realizza una performance definita “eccellente”, con un fatturato di 252 milioni di euro e vendite in crescita del 18% a tassi comparabili. Bene anche Kering Eyewear, che raggiunge 476 milioni di euro nel trimestre, in crescita dell’8% a tassi comparabili. Sul fronte della redditività netta, invece, il quadro resta meno confortante: l’utile netto crolla a 189 milioni di euro, contro i 474 milioni dello stesso periodo del 2025, penalizzato da oneri non ricorrenti legati soprattutto alla cessione dell’immobile di via Montenapoleone a Milano. Per il 2026, Luca de Meo ha confermato la guidance annunciata a inizio anno, dicendosi inoltre fiducioso sul futuro di Gucci, definito “un marchio incredibilmente popolare”.

venerdì 31 luglio 2026

Patto Italia-Francia sulla moda: l’incontro a Parigi con Luca de Meo (Kering)

Vertice a Parigi tra il Ministro Urso e Luca de Meo: al centro del colloquio la tutela del Made in Italy e il contrasto all'illegalità. Il CEO di Kering ha ribadito la centralità della manifattura italiana, che genera oltre il 60% del fatturato totale del colosso del lusso.

Luca de Meo

Luca de Meo a colloquio con il Ministro Adolfo Urso

Luca de Meo, CEO di Kering, ha incontrato a Parigi Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, insieme ai vertici di Lvmh, per parlare di un’intesa volta a contrastare l’ultra fast fashion. Italia e Francia, i due pilastri indiscussi dell’alta moda a livello globale, starebbero infatti collaborando per rafforzare la filiera del lusso e porre un freno a illegalità e sfruttamento del lavoro. Tra le proposte ci sono misure che favorirebbero la tracciabilità e la legalità lungo tutta la filiera produttiva, quindi dalle piccole realtà ai giganti del settore. “Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la catena del valore in Italia, che è diventata la fabbrica del lusso mondiale, anche attraverso un patto di sistema tra Italia e Francia, consapevoli di essere parte di un unico ecosistema industriale”, ha dichiarato Urso, che ha poi detto di aver “individuato un percorso comune per tutelare meglio il comparto anche in sede europea, come dimostra la nuova iniziativa doganale sui piccoli pacchi extra-Ue”.

Luca de Meo si candida a modello di riferimento per la manifattura italiana

Entrambi i colossi del lusso poggiano la propria struttura sulla manifattura italiana: l’80% della filiera produttiva fa capo alla penisola, sia per le maison di Lvmh – tra cui spiccano Fendi, Bulgari e Loro Piana – sia per quelle del portafoglio Kering, come Gucci, Bottega Veneta e Brioni. Durante l’incontro, il CEO di Kering Luca de Meo si è mostrato aperto a sostenere eventuali nuovi progetti come modello di riferimento, con l’obiettivo di consolidare la catena di fornitura, contrastare forme di illegalità e migliorare qualità e condizioni di lavoro. D’altronde, i marchi italiani generano già oltre il 60% del fatturato complessivo del Gruppo.  Pure il Presidente e CEO di Lvmh Bernard Arnault ha espresso l’intenzione di proseguire sulla stessa strada. Il Gruppo da lui guidato impiega quasi 20mila lavoratori in Italia e negli ultimi cinque anni ha investito circa 500 milioni di euro all’anno nel Paese. L’intesa tra i due Governi sarà approfondita nelle prossime settimane, a seguito del confronto con le associazioni di categoria.

venerdì 13 giugno 2025

Luca de Meo alla Camera: "Serve consorzio europeo per le auto elettriche compatte"

"L'occasione credo che sia perfetta per l'Europa per tornare all'attacco": con queste parole Luca de Meo ha introdotto la sua ricetta per continuare a competere nel mercato globale dell'automotive elettrico. Il CEO di Renault Group lo ha fatto durante un'audizione alla commissione Attività produttive della Camera dove, dopo aver analizzato la crisi del settore europeo, ha illustrato una serie di proposte concrete: dalla standardizzazione dei componenti alla creazione di zone industriali a basso costo energetico.

Luca de Meo, CEO Renault

Consorzio europeo vs giganti globali: la sfida lanciata da Luca de Meo

È una proposta audace quella che proviene dal manager alla guida di Renault Group: replicare il successo aeronautico di Airbus nel mondo delle vetture elettriche compatte. L’obiettivo? Sostenere l’industria automobilistica europea alle prese con una crisi senza precedenti, complici costi di produzione superiori del 30% rispetto ai competitor globali e una competitività sempre più minacciata dall'avanzata cinese e americana. Luca de Meo ha delineato una strategia ambiziosa durante la sua testimonianza presso la commissione parlamentare italiana. La visione del manager consiste nel creare un consorzio continentale che sappia competere con i giganti asiatici e americani nel mercato delle auto a zero emissioni urbane. Il CEO di Renault Group non si limita a una semplice alleanza commerciale, ma propone un vero e proprio ecosistema industriale integrato che possa rispondere alle cinque sfide cruciali del momento: decarbonizzazione, competitività globale, salvaguardia dell'occupazione, autonomia strategica europea e modernizzazione del parco veicoli circolante. La strategia di Luca de Meo strizza l’occhio al modello giapponese per l'incentivazione dei veicoli urbani sostenibili e si ispira alla collaborazione vincente già sperimentata nel settore aeronautico con Airbus.

Luca de Meo: Europa penalizzata, costi +30% e burocrazia che blocca l'innovazione

Tra le proposte del CEO di Renault Group anche l’istituzione di zone industriali italiane con tariffe energetiche competitive per attrarre imprese innovative. Parallelamente, è necessario frenare il peso della burocrazia normativa che assorbe un quarto delle risorse destinate alla ricerca e allo sviluppo attraverso una media di 8-9 nuovi regolamenti annuali. E se è vero che il futuro appartiene all'elettrico, come ribadisce Luca de Meo, è importante non trascurare il miglioramento dei propulsori tradizionali quando necessario, valutando le emissioni durante l'intero ciclo vitale del veicolo. La ricetta include la standardizzazione dei componenti e l'armonizzazione normativa tra i Paesi UE, la stessa via percorsa dalla Cina negli ultimi 15 anni. Un approccio che, secondo il manager, dovrebbe garantire decarbonizzazione, competitività, occupazione, autonomia strategica e rinnovamento del parco circolante. Con effetti ulteriori se si estende la collaborazione anche ai veicoli commerciali leggeri per la logistica metropolitana sostenibile.

martedì 3 giugno 2025

Luca de Meo alla Camera: "L'Europa ha bisogno di più strategia, non solo di regolamenti"

La transizione verso l'elettrico in Europa procede a rilento. La causa principale? Il CEO di Renault Group ha smontato, pezzo per pezzo, le illusioni di una strategia europea che si è rivelata più un insieme di vincoli che un piano industriale coerente. Dalla sua "battaglia personale" per rendere redditizie le citycar elettriche fino alla proposta di creare un Airbus delle piccole auto, Luca de Meo ha tracciato una roadmap alternativa per un settore in profonda crisi di competitività.

Luca de Meo

Zone economiche green: la proposta di Luca de Meo per attrarre investimenti industriali

La strada verso l'elettrificazione dell'automotive europeo richiede una svolta strategica radicale. È questa la sintesi dell'intervento di Luca de Meo, CEO di Renault Group, durante la sua audizione presso la X commissione Attività Produttive della Camera. Il manager ha esordito con una considerazione che racchiude l'intera filosofia del suo approccio: “Non possiamo voltare le spalle al progresso, ma nemmeno alla realtà”. Una dichiarazione che ha anticipato un'analisi lucida delle contraddizioni che affliggono il settore automobilistico continentale, in cui l'ambizione green si scontra con ostacoli economici e normativi di proporzioni enormi. Il manager ha identificato nel divario energetico uno dei principali handicap competitivi europei, rivelando che “l'elettricità in Europa costa il doppio rispetto alla Cina e tre volte rispetto agli Stati Uniti”. Un dato che assume contorni drammatici quando si considera che per assemblare una Renault 5 negli stabilimenti francesi, il costo dell'energia elettrica supera quasi del doppio quello della manodopera. Luca de Meo ha proposto la creazione di "zone economiche green" con tariffe agevolate, sul modello delle zone economiche speciali, per attrarre investimenti industriali e colmare questo gap strutturale.

Luca de Meo: rendere redditizie le citycar elettriche

Il CEO di Renault Group ha concentrato gran parte della sua riflessione su quella che ha definito “la mia battaglia personale”: rendere profittevole la produzione europea delle citycar elettriche. L'analisi dei numeri rivela scenari preoccupanti per il mercato delle auto compatte, vessato da due decenni di regolamentazioni che hanno incrementato del 60% i prezzi d'ingresso. Luca De Meo ha evidenziato come tra il 2015 e il 2030 il costo di una Clio subirà un rincaro del 40%, con il 90% di questo aumento imputabile alle normative europee. Il risultato è un parco auto obsoleto, con un'età media di 14 anni per le vetture del segmento A, che compromette sia gli obiettivi di decarbonizzazione sia la competitività industriale. “Senza un'offerta redditizia di auto compatte elettriche, perdiamo il primo scalino del mercato. E quando questo accade, è tutta la scala che si indebolisce”, ha avvertito il manager, proponendo la costituzione di “una sorta di Airbus delle piccole auto elettriche” per rilanciare il settore. L'appello finale del CEO ha riguardato la necessità di superare l'approccio frammentato dell'Unione Europea, che si è limitata ad “accumulare regole”, scadenze e sanzioni, spesso in modo poco coerente, per abbracciare invece una vera strategia industriale coordinata.

giovedì 22 maggio 2025

Luca de Meo (Renault Group): “Il 2025 sarà cruciale per l’industria dell’auto”

Con 400 miliardi di entrate fiscali in gioco e 15 milioni di veicoli venduti nel 2024 (contro i 18 del 2019), l’industria automobilistica europea non può permettersi ulteriori errori. Luca de Meo lancia un appello alla politica e all’Europa: meno ideologia e più visione industriale.

Luca de Meo

Crollo delle vendite auto in Europa: l’analisi di Luca de Meo e John Elkann

L'industria automobilistica europea è a un bivio storico e, secondo Luca de Meo, CEO di Renault Group, e John Elkann, Presidente di Stellantis, “il destino dell'automobile si gioca quest’anno”. Le loro parole, pronunciate in un'intervista rilasciata a “Le Figaro”, suonano come un campanello d'allarme per Bruxelles e per i Governi nazionali: se l’Europa non cambia rotta, rischia di perdere definitivamente la leadership industriale. Il manager parla di un mercato al collasso, ricordando che nel 2024 si sono venduti 15 milioni di veicoli contro i 18 del 2019, e ammonisce: “Il livello attuale del mercato è un disastro”. Elkann aggiunge che, di questo passo, il mercato europeo potrebbe addirittura dimezzarsi nei prossimi dieci anni. Il nodo è strategico anche per gli Stati, ricorda Luca de Meo: “Il settore rappresenta 400 miliardi di entrate fiscali in Europa”, ma è anche l’unico grande mercato globale a non aver recuperato i volumi pre-Covid. Una crisi che nasce anche da normative sempre più stringenti, giudicate dai due manager non solo economicamente insostenibili ma anche tecnicamente incoerenti. De Meo cita ad esempio la norma GSR2 e si domanda: “Serve davvero un sistema di mantenimento corsia in auto che circolano per il 95% del tempo in città?”, mentre ironizza sull’eccessiva severità dei crash test: “La mia R5 deve comportarsi come una berlina di lusso con un cofano tre volte più lungo. È fisica! Dovrei usare il tungsteno?”.

Luca de Meo: “Serve semplificare le regole, l’auto europea non è più accessibile”

La risposta è una richiesta precisa: semplificare. Elkann denuncia che “un quarto del nostro personale ingegneristico lavora solo per rispettare le norme”. Luca de Meo propone tre soluzioni operative: introdurre regole valide solo per nuovi modelli, approvare normative “a pacchetti” e creare uno sportello unico nella Commissione UE. Il CEO di Renault Group invoca inoltre una maggiore neutralità tecnologica e un nuovo approccio al calcolo delle emissioni, che consideri l’intero ciclo di vita del veicolo e non solo la fase di utilizzo. In questo modo, i piccoli ibridi o a benzina potrebbero risultare più sostenibili delle grosse elettriche. Il tema dell’accessibilità resta centrale: tra il 2015 e il 2030 il prezzo di una Clio aumenterà del 40%, spiega il CEO di Renault Group, e di questo incremento “il 92,5% è dovuto alla regolamentazione”. Le auto sotto i 4 metri, che un tempo rappresentavano il 75% del mercato italiano, sono oggi solo il 5% in Europa. Da qui la proposta di Luca de Meo: introdurre regole differenziate per le auto compatte. “È inaccettabile trattare un veicolo da 3,80 metri come una berlina da 5,5 metri!”. Elkann aggiunge un monito: “Non chiediamo aiuti, ma che ci lascino lavorare, innovare e offrire veicoli puliti, accessibili e desiderati. E se l’elettrico non è “la” soluzione miracolosa, il 2035 non deve diventare un totem ideologico”. “Non è questione di essere contro l’elettrico o contro il 2035 – conclude Luca de Meo – serve flessibilità, adattabilità, visione a lungo termine”.

giovedì 8 maggio 2025

“Le auto stanno per diventare smartphone su ruote”: con questa affermazione, Luca de Meo ha sintetizzato la visione che guida Renault Group nel suo nuovo corso. In un'intervista al “Corriere della Sera”, il CEO ha illustrato come l’integrazione con l’ecosistema cinese stia riscrivendo tempi e metodi della progettazione automobilistica.

Luca de Meo

Luca de Meo: rapidità, flessibilità e interazione continua le chiavi del cambiamento

Luca de Meo ha delineato senza mezzi termini la portata della trasformazione in atto: “Questo è il senso di tutta la storia, le auto stanno per diventare una sorta di smartphone su ruote, si potranno aggiornare e migliorare per l’intero ciclo di vita”. Si tratta di un cambio di paradigma che modifica non solo la natura del prodotto, ma anche il modo in cui le case automobilistiche si relazionano ai clienti. L’industria dell’auto, ha raccontato recentemente il CEO di Renault Group al “Corriere della Sera”, si sta adattando a logiche sempre più simili a quelle dell’elettronica di consumo: rapidità, flessibilità e interazione continua. Un’accelerazione che, secondo Luca de Meo, rappresenta una leva fondamentale per ridurre i costi e restare in sintonia con consumatori sempre più digitalizzati, i cui bisogni evolvono con grande velocità.

Luca de Meo: i vantaggi dell’innovazione cinese

Oggi, il cuore della rivoluzione tecnologica e produttiva in corso batte a Shanghai, ha sottolineato il manager. E non è un caso che Renault Group abbia aperto proprio nell’area della metropoli cinese un nuovo centro di ingegneria per sviluppare modelli come la nuova Twingo. “Abbiamo integrato Renault nell’ecosistema di ingegneria più dinamico al mondo – ha ricordato Luca de Meo nell’intervista – così potremo sviluppare in meno di 24 mesi tutte le auto del Gruppo”. Una discontinuità evidente rispetto al passato. L’industria automobilistica, ha evidenziato il manager, è ormai su “un altro pianeta”: se prima erano necessari dai quattro ai cinque anni per progettare una vettura, oggi ne bastano meno di due. Ed è merito dell’innovazione introdotta dai costruttori cinesi, veri apripista di questa nuova era.

giovedì 24 aprile 2025

Luca de Meo: il manager che ha rivoluzionato Renault Group

Quando Luca de Meo è arrivato alla guida di Renault Group, l’azienda era in gravi difficoltà. Ora festeggia risultati da record. Un cambio di passo netto, costruito su nuovi modelli, vendite qualitative e taglio dei costi. E il percorso avviato dal manager è appena cominciato.

Luca de Meo

Luca de Meo: Il nuovo corso di Renault Group

Risultati da record, strategia lucida e un cambio di passo che ha rianimato un colosso in affanno: oggi Renault Group è un’azienda più agile, più forte, più profittevole. A dichiararlo con soddisfazione è il CEO Luca de Meo, che ha guidato una rivoluzione interna in grado di cambiare il corso aziendale. Dopo anni di criticità, il Gruppo francese ha invertito la rotta grazie a una miscela di rilancio industriale e controllo dei costi. Un mix che, nelle parole del manager, suona come una formula magica. “Abbiamo trovato la pozione magica, come in Asterix e Obelix”, ha scherzato, sottolineando quanto la flessibilità sia oggi l’arma segreta del Gruppo per navigare in un mercato in continua trasformazione. E i numeri parlano chiaro: gli obiettivi fissati per il 2024, infatti, sono già stati superati. Luca de Meo è stato in grado di portare avanti con successo un piano di rilancio fondato su tre assi portanti: nuovi modelli lanciati in rapida sequenza, un sistema di vendita orientato alla qualità e alla marginalità piuttosto che al mero volume, e un taglio netto ai costi di sviluppo e produzione. Il CEO ha ribadito che il merito è da attribuire a un lavoro di squadra ben oliato: “La passione, la dedizione e lo spirito collettivo dei nostri collaboratori sono stati determinanti”. Ma non è finita qui: il prossimo capitolo è già in scrittura e si concentra su una crescita profittevole e su investimenti ambiziosi in innovazione.

Luca de Meo: le principali tappe professionali

Originario di Milano, classe 1967, e oltre 30 anni nel mondo dell’automotive: Luca de Meo vanta un curriculum solido, iniziato proprio in Renault. Dopo la laurea in Economia Aziendale all’Università Bocconi, ha collezionato esperienze in Toyota Europe, nel Gruppo Fiat (dove ha diretto Lancia, Fiat, Abarth e Alfa Romeo), e successivamente nel Gruppo Volkswagen, ricoprendo ruoli di primo piano in Volkswagen, Audi e SEAT, portando quest’ultima all’utile per la prima volta nella sua storia e lanciando il brand CUPRA. Ha anche ricoperto incarichi nei consigli di Ducati, Lamborghini e del Gruppo VW in Spagna. Nel 2020, è tornato nel Gruppo Renault da leader, assumendo la carica di CEO e Presidente delle controllate del Gruppo. È stato anche nel Consiglio di Amministrazione di TIM (2021-2022) e ha guidato la Marca Renault fino al 2023. Da gennaio 2023 a gennaio 2025, Luca de Meo è stato anche Presidente dell’ACEA, l’associazione europea dei costruttori d’auto, per due mandati consecutivi. Molti i riconoscimenti: Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Alumnus of the Year della Bocconi, laureato honoris causa alla Business School CUOA, Cavaliere al Merito del Lavoro conferito dal Presidente Mattarella nel 2022 e insignito della Légion d’Honneur in Francia nel 2023.

giovedì 10 aprile 2025

Luca de Meo: la strategia che ha rilanciato Renault Group con tagli e innovazione

La ripresa storica di Renault Group negli ultimi cinque anni è targata Luca de Meo: grazie al CEO è stato raggiunto il più alto margine operativo della storia dell’azienda. Nuove collaborazioni a livello internazionale e gamma di veicoli più giovane d’Europa sono i prossimi traguardi all’orizzonte.

Luca de Meo

Luca de Meo: la straordinaria ripresa di Renault Group

Il CEO Luca de Meo è il protagonista della ripresa che ha caratterizzato Renault Group negli ultimi anni. Attraverso una ristrutturazione aggressiva improntata alla ripartenza, in soli 16 mesi sono stati ridotti i costi fissi del 30% e diminuito il punto di pareggio al 50%. La Casa automobilistica ha capitalizzato un utile pari a 2,32 miliardi di euro al 2023 e, nel 2024, ha raggiunto il più alto margine operativo della storia dell’azienda. La guida di Luca de Meo è stata tale da consentire a Renault Group di distinguersi dalla crisi sistemica in cui si trovano le altre imprese dell’industria, puntando su prodotti innovativi e redditizi. Infatti, il 25% del fatturato dello scorso anno proviene dai modelli di auto prodotti nei quattro anni precedenti e, entro il 2026, l’obiettivo è avere la gamma più giovane d’Europa.

Luca de Meo: l’espansione di Renault Group all’estero

Il punto di forza della strategia di Luca de Meo è stato comprendere e anticipare i trend di mercato, attraverso un approccio di adattamento agile e veloce, tale da affrontare le nuove sfide del settore automotive. Renault Group è in linea con le nuove restrizioni dell’UE riguardo la riduzione di emissioni di CO2, prevedendo una strategia impostata sull’abbattimento dei costi delle auto elettriche. In aggiunta, Alpine, brand di auto sportive che fa parte del Gruppo, è pronta a lanciare sul mercato nuovi modelli elettrici ad alto margine entro il 2028. La strategia di Luca de Meo prevede anche una forte espansione a livello internazionale, nello specifico in America Latina, grazie a una collaborazione avviata con Geely basata sulla condivisione di tecnologie e infrastrutture.

venerdì 21 marzo 2025

Renault Group, Luca de Meo: sfide e opportunità in un mercato auto in continua evoluzione

In un'intervista rilasciata a CNBC, Luca de Meo ha posto l’attenzione sulle sfide del mercato auto europeo, alle prese da un lato con il protezionismo di Paesi come gli Stati Uniti, dall’altro con una profonda crisi della produzione e il conseguente invecchiamento dei veicoli. Per il CEO di Renault Group, l’unica soluzione è fornire un deciso impulso alla domanda.

Luca de Meo

Luca de Meo: Renault Group in salute, ma i dazi minacciano tutti

Luca de Meo, CEO di Renault Group, ha recentemente raccontato a CNBC il suo punto di vista sullo stato dell’arte del settore automobilistico europeo. Al centro dell’intervista l'impatto dei dazi imposti dagli Stati Uniti di Donald Trump e le reazioni a catena di Paesi come la Cina. Nell'intervista, il manager ha dichiarato di non essere preoccupato, o comunque “molto meno preoccupato” rispetto ai competitor che hanno diversi interessi negli Stati Uniti e in Cina. “Noi di Renault Group non avremo impatti in futuro. Chiaramente però sta aumentando la pressione sull’industria automotive europea e in generale su tutti, perché i dazi colpiscono potenzialmente non solo l’Europa”. Sebbene Renault Group non preveda ripercussioni dirette, l'intero comparto dell’auto è comunque sottoposto a crescenti pressioni, ha precisato Luca de Meo: le misure protezionistiche non interessano solo il mercato europeo, ma hanno ripercussioni su scala globale.

Luca de Meo: “Serve shock della domanda”

Entrando nel dettaglio delle criticità del mercato europeo, il CEO di Renault Group si è limitato a riportare due dati particolarmente indicativi del contesto. Il primo è che dal 2020 circa a oggi, nel Vecchio Continente si registrano qualcosa come 20 milioni di immatricolazioni in meno. Il secondo dato è che, negli ultimi 15 anni, l’età media dei veicoli è salita da 7,5 a 12 anni: “Quello che serve è uno shock della domanda – ha affermato Luca de Meo – dobbiamo tornare ai livelli storici, perché questo fenomeno è un danno anche per la transizione”. L’aumento dell’età media significa infatti che circolano ancora molte auto inquinanti. E aumentare la domanda significa generare flussi di cassa utili da reinvestire nella transizione verso auto più sicure e sostenibili. Solo così è possibile garantire non solo la competitività del settore, ma anche il benessere dei consumatori e il progresso verso una mobilità più ecologica. “Anche le persone saranno più felici di avere auto migliori, più sicure e sostenibili. È una priorità, dobbiamo discutere di come riportare il nostro mercato al giusto livello”.

venerdì 7 marzo 2025

Renault Group: Luca de Meo guida la nuova era di Alpine

Si è tenuto a Londra l'evento dedicato ai 75 anni della Formula 1: tra le case automobilistiche presenti anche Alpine. Luca de Meo, CEO di Renault Group, ha illustrato il percorso di rinascita del marchio, evidenziando come la collaborazione con Flavio Briatore e nuovi partner strategici stiano portando Alpine a dominare la scena del motorsport.

Luca de Meo

Luca de Meo: “Con Flavio Briatore nuova linfa per il progetto Alpine”

Lo scorso 18 febbraio, la O2 Arena di Londra ha fatto da cornice a uno spettacolo unico: il lancio della nuova stagione di Formula 1 e i festeggiamenti per il 75° anniversario della competizione. Svelate tutte le livree del 2025 in un evento che ha richiamato l’attenzione degli appassionati di motorsport di tutto il mondo. Tra le numerose case automobilistiche presenti, Alpine di Renault Group si è distinta come protagonista di una rivoluzione in corso. Intervistato a margine dell’evento, il CEO Luca de Meo, ha espresso il suo attaccamento al progetto dopo aver affidato la gestione della squadra a Flavio Briatore. Gli effetti di questa scelta si sono visti subito, con il manager piemontese che, tornando al quartier generale di Enstone, ha catalizzato l’attenzione di sponsor importanti e donato una nuova direzione alla squadra. “Flavio ha portato in Alpine tutta la sua leadership, il carisma e l’esperienza, oltre alla capacità di leggere le dinamiche e attirare partner importanti, tra cui le italiane ENI e MSC, che credono fortemente nel nostro progetto”, ha dichiarato Luca de Meo ai microfoni di Mediaset. Il rilancio di Alpine in pista è stato quindi accompagnato da una serie di scelte strategiche che hanno rafforzato il legame tra il management e il mondo delle competizioni.

Dalla Formula 1 all’endurance: crescita e diversificazione per la Alpine di Luca de Meo

Il ritorno in pista di Alpine non riguarda soltanto l’immagine del marchio, ma ha prodotto risultati concreti in termini di crescita e di performance commerciali. Luca de Meo ha sottolineato i progressi raggiunti in pochi anni: “La presenza di Alpine in Formula 1 aveva l’obiettivo iniziale di rilanciare il marchio. Nel giro di tre anni la valutazione è cresciuta di sei volte, mentre le vendite sono triplicate”. Numeri che testimoniano quanto l’investimento nel motorsport abbia rafforzato il posizionamento del marchio nel panorama globale dell’automotive. Ma l’impegno di Renault Group non si limita alla Formula 1. Il Gruppo ha infatti ampliato la propria presenza nelle competizioni internazionali: Alpine compete anche nel Campionato del mondo endurance FIA, mentre Dacia è diventata protagonista nei Rally raid. Una strategia di diversificazione inimmaginabile solo pochi anni fa, come racconta lo stesso Luca de Meo: “Quando quattro anni fa sono entrato in Renault, non facevamo tutto ciò, anzi, si pensava addirittura di fermare completamente l’attività di Formula 1. Oggi, grazie al progetto Alpine, siamo i costruttori più ingaggiati per le competizioni”.

giovedì 27 febbraio 2025

Luca de Meo: il nodo del pooling e il futuro dell’automotive europeo

Luca de Meo, CEO di Renault Group, ha espresso la sua opinione sul pooling come soluzione per affrontare la minaccia delle multe del Green Deal europeo, dichiarando che potrebbe indebolire l’industria automobilistica europea, favorendo i costruttori esteri.

Luca de Meo

Luca de Meo: “Tutto questo porta all'indebolimento dell'industria europea”

“Senza una posizione chiara da parte della Commissione Europea, i produttori sono costretti a prendere decisioni controproducenti come l'acquisto di crediti dai concorrenti, potenziali tagli alla produzione e via discorrendo”, ha evidenziato Luca de Meo, CEO di Renault Group, in merito alla manovra di pooling. Le leggi ambientali dell’UE costringono l’industria dell’automotive a fabbricare auto elettriche che non vengono assorbite dal mercato, a discapito delle auto tradizionali. Il pooling rappresenta una soluzione a questo problema e sulla carta si propone di evitare l’incorrere in multe miliardarie: per soddisfare i requisiti ambientali dell’UE, il pooling permetterebbe alle case automobilistiche di combinare le loro flotte, bilanciando i veicoli più inquinanti con quelli più green. “Tutto questo porta all'indebolimento dell'industria europea”, ha ribadito Luca de Meo, in favore dei costruttori esteri. 

Luca de Meo: le conseguenze del pooling

La produzione di tutta l’industria europea rischia di non raggiungere la soglia di competitività a causa dell’attuale legislazione sulle emissioni inquinanti del settore dell’automotive e, secondo Luca de Meo, le risorse assegnate per i piani di elettrificazione rischiano di essere spostate verso produttori non europei. Il pooling, infatti, non è totalmente gratuito, i costruttori formalmente più rispettosi dell’ambiente avranno un vantaggio, poiché venderanno ad un prezzo molto alto, ma inferiore a quello delle multe, il loro know-how a quelli che hanno difficoltà a raggiungere la soglia minima delle emissioni. Il Green Deal rischia di far pagare numerose multe all’industria ma, come ha evidenziato Luca de Meo in precedenza, è auspicabile un rinvio della data di scadenza delle multe relative all’anno corrente e l’apertura di un dialogo tra l’UE e i costruttori. Inoltre, è necessario un confronto tra l’industria automobilistica europea e quella cinese, come negli anni precedenti si è aperto un confronto con quella americana dopo la rivoluzione di Ford.

lunedì 3 febbraio 2025

Car of the Year, Luca de Meo porta Renault Group sul podio per il secondo anno consecutivo

Con un importante distacco rispetto alle rivali, la Renault 5 E-Tech Electric ha conquistato il titolo di “Auto dell’Anno” 2025. Artefice della strategia vincente Luca de Meo, manager nominato CEO nel 2020 con l’obiettivo di trasformare il modello di business in vista delle sfide legate alla transizione.

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Luca de Meo: dopo la Scénic, anche la Renault 5 batte la concorrenza

Nuovo importante risultato per Renault Group: la Renault 5 E-Tech Electric, insieme all'Alpine A290, è stata eletta “Auto dell'Anno” 2025. Annunciato durante il Salone dell'Auto di Bruxelles, il riconoscimento ottenuto dal marchio francese a guida italiana – l’Amministratore Delegato è infatti Luca de Meo – consolida la leadership dell’azienda nell'era dell'elettrificazione. È la seconda volta consecutiva che Renault ottiene questo titolo, dopo il successo del 2024 con la Scénic E-Tech Electric. Nel passato, solo la Fiat era riuscita a vincere il titolo per due anni consecutivi, grazie alla Punto e alla Bravo (biennio 1995-1996). Cinque i criteri di selezione principali di quello che è considerato uno dei premi automobilistici più prestigiosi al mondo: innovazione, efficienza, sicurezza, qualità e prezzo. La giuria, composta da 60 esperti del settore provenienti da 23 Paesi europei, ha scelto i vincitori tra 42 modelli candidati. La Renault 5 ha trionfato con un totale di 353 voti, superando sul podio la Kia EV3, ferma a 291 punti, e la Citroën ë-C3/C3, che si è invece aggiudicata un totale di 215 punti. Il modello incarna perfettamente la fusione tra passato e futuro: richiamo alle linee distintive della leggendaria Renault 5 e integrazione di soluzioni tecnologiche avanzate. Accanto a R5 ha vinto anche l’Alpine A290, prima city car 100% elettrica del brand sportivo del Gruppo Renault che dimostra, con R5, come questo riesca a reinterpretare i suoi modelli storici proiettandoli verso il futuro.

Luca de Meo, la carriera del manager alla guida di Renault Group

Dietro il doppio successo di Renault Group la strategia portata avanti da Luca de Meo, CEO del Gruppo francese ormai dal 2020. Innovazione e sostenibilità le parole chiave della sua gestione, con l’azienda che negli ultimi anni si è distinta a livello europeo soprattutto per il focus sull’elettrico. Milanese, classe 1967, dopo la laurea in Economia Aziendale conseguita presso l’Università Bocconi, il manager ha maturato esperienze in aziende come Toyota, Fiat e Volkswagen. Dal 2015 al 2020 ha ricoperto ruoli chiave come Presidente di CUPRA e SEAT. Sotto la sua guida, Renault Group è stato protagonista di una nuova fase di rilancio e ha accelerato sulla transizione elettrica della gamma Renault, distinguendosi rapidamente come pioniere europeo del settore. Tra i risultati raggiunti anche la nascita di Ampere, la controllata dedicata alle auto elettriche e allo sviluppo dei software. Dal 2022 al 2024, Luca de Meo è stato anche Presidente dell’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili.

lunedì 20 gennaio 2025

Luca de Meo e il futuro elettrico di Renault Group: vittoria storica al Car of the Year 2025

La Renault 5 E-Tech Electric è stata incoronata Auto dell’Anno 2025, segnando un nuovo traguardo per il Gruppo guidato da Luca de Meo. Un risultato che testimonia l’impegno del Gruppo nel rivoluzionare il settore automobilistico e nel puntare sull’elettrico.

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Luca de Meo: Renault Group eguaglia Fiat aggiudicandosi il premio per il secondo anno consecutivo

La Renault 5 E-Tech Electric è stata incoronata Auto dell’Anno 2025, segnando un traguardo storico per il marchio francese. Con 353 punti, la compatta elettrica ha battuto concorrenti di rilievo come la Kia EV3 (291 punti) e la Citroën ë-C3/C3 (215 punti), confermando il successo del Gruppo guidato da Luca de Meo nel condurre la transizione verso una mobilità più sostenibile e innovativa. Giunto in occasione dell’apertura del Salone dell’Auto di Bruxelles, l’annuncio celebra una doppia vittoria per Renault Group. Il riconoscimento segue infatti il trionfo del 2024 con Scenic E-Tech Electric, con Renault che ha eguagliato così un record storico: vincere il titolo per due anni consecutivi, un’impresa riuscita in precedenza solo a Fiat con la Punto e la Bravo, rispettivamente nel 1995 e nel 1996. La Renault 5 E-Tech Electric rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Ispirata al design della storica Renault 5 del 1972, la nuova elettrica unisce un’estetica iconica a tecnologie all’avanguardia.

La strategia vincente di Luca de Meo

Con 62 anni di storia, il premio Car of the Year è uno dei riconoscimenti più ambiti nel settore automobilistico. La vittoria consecutiva di Renault Group sottolinea non solo la qualità dei suoi veicoli, ma anche la capacità del Gruppo di rispondere alle esigenze di un mondo in trasformazione. La competizione di quest’anno ha visto un panorama variegato di finaliste, con modelli che spaziavano dall’elettrico puro all’ibrido e al bifuel. Tra le sette finaliste selezionate dalla giuria di 60 giornalisti specializzati figuravano Alfa Romeo Junior (ibrida ed elettrica), Dacia Duster (ibrida e bifuel), Hyundai Inster (100% elettrica) e Cupra Terramar (plug-in hybrid). Vetture che testimoniano un mercato in evoluzione, in cui l’elettrificazione è protagonista ma non ha l’esclusiva. Per Renault Group il riconoscimento è il risultato della visione strategica e allo stesso tempo ambiziosa portata avanti dal CEO Luca de Meo. La casa francese ha infatti investito fortemente nella mobilità elettrica, posizionandosi come leader in un mercato sempre più competitivo. LRenault 5 E-Tech Electric,quindi, non è solo una semplice vettura, ma un vero e proprio simbolo del futuro sostenibile che il marchio sta contribuendo a costruire.

venerdì 20 dicembre 2024

Luca de Meo (Renault Group): “Nel 2026 direte addio all’Alpine A110 R Ultime”

Il CEO di Renault Group Luca de Meo ha annunciato il lancio della nuova Alpine A110: richiamerà nel design la storica auto ma sarà ancora più performante e completamente elettrica. Il debutto nel 2026.

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Luca de Meo: la nuova Alpine A110 in arrivo nel 2026

Sarà completamente elettrica e molto più leggera rispetto alle concorrenti a benzina: la nuova Alpine A110 debutterà nel 2026. Lo ha annunciato il CEO di Renault Group Luca de Meo in un’intervista rilasciata alla rivista “Autocar”. Progettata da zero dagli ingegneri francesi e basata su una piattaforma dedicata completamente inedita, la versione definitiva della A110 sarà “più leggera di un’auto comparabile con un motore a combustione, ma senza compromessi sulle prestazioni”. Sul piano del design, il manager alla guida di Renault Group ha assicurato che la nuova auto sportiva continuerà a mantenere un forte legame con la tradizione, richiamando nell’aspetto la prima, e iconica, generazione di A110.

Luca de Meo: un investimento importante sotto tutti i punti di vista

L’arrivo sul mercato della nuova A110 elettrica coinciderà con l’addio all’attuale Alpine A110 R Ultime, che sarà definitivamente ritirata dai listini. Come spiegato anche dal CEO di Alpine Philippe Krief, il 2026 rappresenterà l’anno del passaggio ufficiale, con lo stop della produzione di una serie limitata di vetture per l’adeguamento ai regolamenti GSR2. Nell’intervista rilasciata al magazine britannico, il CEO di Renault Group Luca de Meo ha sottolineato inoltre che la realizzazione di quest’ultimo modello ha richiesto investimenti economici particolarmente ingenti, da considerarsi però fondamentali per rafforzare il posizionamento e la credibilità del brand Alpine.

lunedì 9 dicembre 2024

Luca de Meo: Ampere e oltre, il percorso di Renault nella mobilità sostenibile

Durante la celebrazione per il primo anniversario della business unit Ampere, Luca de Meo ha delineato i piani per una trasformazione radicale di Renault. L’obiettivo? Consolidare la leadership nell’elettrico e sviluppare soluzioni innovative preparandosi alle sfide del domani.

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Luca de Meo: Renault Group al centro della rivoluzione elettrica

I veicoli elettrici sono una parte essenziale del futuro, e l’Europa deve agire con urgenza, ma con una visione chiara e a lungo termine. È il messaggio lanciato da Luca de Meo, CEO di Renault Group, in occasione del primo anniversario di Ampere, la business unit del Gruppo francese dedicata alla produzione di veicoli full-electric e al software. Il manager ha sottolineato la necessità di una strategia che guardi oltre le difficoltà attuali del mercato. Così Renault, impegnata a realizzare un ecosistema  unico in Europa, capace di associare tecnologie avanzate e impegno concreto per la sostenibilità. Lo scopo: consolidare la leadership del Gruppo nella mobilità elettrica. Concentrato in Francia con siti produttivi strategici come Douai, Maubeuge, Ruitz e Cléon, il nuovo e ambizioso ecosistema porta avanti progetti chiave come la Gigafactory per la produzione di batterie, realizzata in collaborazione con AESC. Le piattaforme native elettriche, sui cui sono sviluppati modelli come Renault 4, Renault 5, Mégane e Scenic, rappresentano un vero e proprio salto generazionale. L’obiettivo, ha dichiarato Luca de Meo, è quello di competere direttamente con i colossi statunitensi e cinesi. Ampere, inoltre, punta sulla riduzione dei costi attraverso partnership tecnologiche di alto profilo, mirate a sviluppare soluzioni all’avanguardia mantenendo la proprietà intellettuale delle innovazioni chiave.

Luca de Meo: sostenibilità e collaborazioni strategiche per il futuro

Un elemento centrale della strategia di Ampere è l’efficienza e la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita del veicolo elettrico. Nel suo intervento, il CEO di Renault Group ha spiegato che un’auto elettrica prodotta e utilizzata in Europa potrà ridurre la sua impronta di carbonio del 70% rispetto ad un veicolo tradizionale entro il 2030, grazie a tecnologie come le batterie LFP e il sistema Cell2Pack. Tra i progetti più ambiziosi emerge la demo car Emblème, un prototipo capace di ridurre del 90% le emissioni di CO₂ rispetto ai veicoli a combustione interna, grazie all’uso combinato di materiali riciclati e celle a combustibile a idrogeno. “L’auto emette solo acqua”, ha ricordato Luca de Meo, definendo Emblème il simbolo della nuova era sostenibile di Renault. Ampere si distingue anche per la sua flessibilità operativa, riducendo i tempi di sviluppo a soli 18 mesi, un ritmo competitivo che risponde alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. La rinnovata partnership con Nissan aggiunge ulteriore forza alla strategia di Renault: le due aziende collaborano per sviluppare nuovi modelli destinati al mercato europeo, rafforzando così la loro presenza nei segmenti più competitivi. Infine, Renault si apre al mercato cinese con l’iniziativa ACDC, un ponte per integrare Ampere nel più grande ecosistema elettrico globale. “Stiamo sfidando i migliori, con l’obiettivo di apprendere e innovare, ha concluso Luca de Meo.

venerdì 22 novembre 2024

Il CEO Luca de Meo sull’elettrificazione della gamma Renault: l’intervista al quotidiano tedesco

Luca de Meo, CEO di Renault Group, ha riaffermato l'impegno dell'azienda nella transizione verso la mobilità elettrica. Nonostante la preoccupazione per i nuovi limiti di emissioni imposti dall'UE, continua a guidare il Gruppo nell’espandere la propria offerta di auto elettriche con modelli come la Renault 4 E-tech Electric e la Renault 5 E-tech Electric.

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Luca de Meo: Renault Group convinta del suo percorso verso l’elettrificazione

Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, ha di recente ribadito che l’azienda ha tutta l’intenzione di essere protagonista nella transizione del settore automobilistico verso la mobilità sostenibile. Le dichiarazioni, rilasciate alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, rispondono a chi continua a citare il brand transalpino tra coloro che hanno dubbi sull’elettrificazione dei trasporti, a seguito delle posizioni prese da Luca de Meo sulle modalità con cui l’UE sta perseguendo la propria strategia per l’affermazione dell’auto elettrica. Il CEO si è infatti detto preoccupato per le conseguenze che deriverebbero dalla prossima entrata in vigore dei nuovi limiti sulle emissioni, dal momento in cui la maggior parte delle case automobilistiche ancora non è pronta a rispettarle, e sarà quindi costretta a versare multe così salate da rischiare di mettere in seria difficoltà diverse aziende. La sua richiesta di un percorso più graduale verso l’elettrificazione è stata vista, da alcuni, come un voler fare un passo indietro, teoria che viene contraddetta dalla presenza, sempre più vigorosa, di Renault nel mercato delle auto elettriche. Lo testimoniano gli ultimi modelli lanciati dal brand di Boulogne-Billancourt: Renault 4 E-tech Electric, un crossover a ’emissioni zero’, e la Renault 5 E-tech Electric, una city car 100% elettrica.

Luca de Meo: Ampere al centro della strategia del Gruppo

Negli ultimi anni, Renault Group ha puntato molto sulle auto ibride, soddisfacendo le esigenze di un gran numero di consumatori. Il CEO Luca de Meo ha però ricordato, nell’intervista rilasciata al quotidiano tedesco, che il futuro sarà dominato dalle auto elettriche, sottolineando come l’azienda da lui guidata sia impegnata al 100% nel percorso di elettrificazione della sua gamma. Centrale nella strategia per la transizione del Gruppo francese è Ampere, la divisione dei veicoli elettrici che si propone di ridurre fino al 40% i costi di sviluppo e di produzione tra la prima e la seconda generazione di veicoli elettrici appartenenti al segmento C. L’unità Advanced China Development Center è stata creata appositamente per favorire tale riduzione, ispirandosi al modello cinese. “I grandi progressi compiuti da Ampere in un solo anno – ha affermato Luca de Meo - dimostrano che si tratta della risposta più consolidata dell’industria automobilistica europea ai nuovi concorrenti provenienti dalla Cina e dall’Occidente. Facciamo la differenza e il nostro obiettivo è assumere un ruolo guida in Europa e oltre”.

lunedì 4 novembre 2024

Renault Group, Luca de Meo al Salone di Parigi: “Confermati gli obiettivi di profitto”

Nonostante le difficoltà dell’automotive europeo e la scelta di molti costruttori di abbassare le aspettative finanziarie, Renault Group ha invece confermato gli obiettivi. Ad annunciarlo è il CEO Luca de Meo, ospite del Salone di Parigi. Innovazione e qualità i punti fermi del Gruppo, che si dice pronto ad affrontare le sfide dell’elettrico.

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Luca de Meo: “Design e costruzione per modelli di successo. Sì agli incentivi ma non come spinta principale”

Al Salone dell'Auto di Parigi, Luca de Meo, CEO di Renault Group, ha confermato con fermezza la volontà del Gruppo di mantenere i propri obiettivi di profitto, ignorando l’ondata di revisioni al ribasso che ha colpito diversi concorrenti nel settore automotive. A differenza dei marchi tedeschi e di Stellantis, il manager ha ricordato che la performance attuale è soddisfacente: "Contrariamente ad altri, non rivediamo i nostri obiettivi di profitto perché tutto sta funzionando bene, comprese le vendite delle nostre auto elettriche". Le previsioni di Renault Group includono un margine operativo ≥ 7,5% e un free cash flow ≥ 2,5 miliardi di euro per l'anno in corso. Il manager ha evidenziato che, finora, non sono emersi segnali tali da indurre a riconsiderare le stime: "Non abbiamo ancora visto alcun segnale che ci suggerisca di cambiare la nostra guidance per l’anno". Renault Group ha dominato l'evento parigino con uno stand espositivo di dimensioni significative e la presentazione di due modelli che rinnovano la tradizione del marchio: Renault 4 E-tech Electric e Twingo E-Tech Electric, entrambe reinterpretate con un design moderno che richiama i classici del passato. Accanto a queste, la Renault 5 e il prototipo Embleme, una compatta a idrogeno, dimostrano l'impegno del marchio verso la mobilità sostenibile, con una gamma interamente elettrica. Per Luca de Meo, la buona riuscita di questi veicoli è chiara: "Le auto belle e costruite bene hanno successo", ha affermato, sottolineando come l'attrattiva estetica e la qualità costruttiva siano sempre più essenziali nelle vendite. Ha anche sminuito il ruolo degli incentivi, dichiarando che "i bonus sono solo una ciliegina sulla torta, non devono essere la ragione che spinge le vendite".

Dazi e norme UE, Luca de Meo: “Costruttori uniti per richieste alla politica”

In merito al mercato delle auto elettriche, attualmente fermo al 14% in Europa e al 4% in Italia, il CEO di Renault Group, nonché Presidente dell’ACEA, ha espresso riserve riguardo ai dazi in arrivo per le auto cinesi. I costruttori cinesi detengono infatti solo il 3% di quota di mercato in Europa e le misure ‘punitive’ sono inutili, sostiene Luca de Meo. "Basterebbe applicare le regole sulla concorrenza già esistenti in Europa", aggiunge. Il manager ha poi esortato i costruttori europei a unirsi per affrontare le sfide del mercato, paragonando l'approccio collettivo dei cinesi a un branco di lupi in caccia. "Dobbiamo imparare a fare squadra, uniti nelle richieste alla politica". Oltre alla competizione cinese, le Case automobilistiche europee dovranno affrontare una nuova normativa sulle emissioni di CO2 che entrerà in vigore nel 2025: i limiti scenderanno a meno di 94 grammi di CO2 per chilometro. Renault Group è al lavoro per rispettare le scadenze: "Stiamo lavorando per raggiungere tutti i target", ma il CEO ha anche accennato alla possibilità di acquistare crediti da produttori stranieri se necessario. Serve maggiore chiarezza dalle istituzioni europee: "È fondamentale capire cosa succederà l’anno prossimo, perché ora stiamo ricevendo ordini per le auto che consegneremo nel 2025", ha concluso Luca de Meo.

giovedì 10 ottobre 2024

Luca de Meo: ecco perché la mobilità sostenibile parte dalle auto elettriche compatte

In un intervento pubblicato su “Il Sole 24 Ore”, Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, ha lanciato un appello per una maggiore attenzione al segmento delle auto piccole, fondamentali per ridurre l'impatto ambientale e migliorare la competitività dell'industria automobilistica europea.

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Luca de Meo: “Innovazione e dimensioni compatte per una vera transizione”

Vetture ecologiche ma anche più compatte: è il cambiamento che Luca de Meo, Presidente dell'ACEA e CEO di Renault Group, auspica per il futuro della mobilità europea. Puntare sul segmento delle piccole, finora fortemente limitato dalle normative europee, è la giusta direzione per un trasporto veramente sostenibile. In un articolo su “Il Sole 24 Ore”, il manager ha preso spunto dal recente report di Mario Draghi sulla competitività dell'Europa, lanciando un appello per un nuovo modello di mobilità che associ sostenibilità e innovazione tecnologica. Secondo il CEO di Renault Group, la transizione verso veicoli elettrici o ibridi non è quindi sufficiente per ridurre significativamente l’impatto ambientale del trasporto. Ed è dunque cruciale optare per automobili più leggere e di dimensioni contenute. “Se davvero vogliamo ridurre l’impatto del trasporto, non possiamo limitarci a cambiare il tipo di motore. Dobbiamo anche ripensare le dimensioni e il peso dei veicoli che utilizziamo,” ha rimarcato il manager, sottolineando come la scelta rappresenti un passo essenziale verso una mobilità più green.

Sforzo comune per rilanciare il segmento: l’appello di Luca de Meo

C’è un motivo se finora le Case automobilistiche hanno diminuito l’attenzione verso il segmento delle auto compatte. Ed è presto detto: le regolamentazioni europee rendono sempre più difficile produrle in modo profittevole, sostiene Luca de Meo. Il risultato? Una drastica riduzione dell’offerta e un aumento del 60% dei prezzi d’ingresso per i nuovi modelli nel corso dell'ultimo decennio. Tale fenomeno, ha spiegato, ha portato alla delocalizzazione della produzione verso Paesi come quelli del Mediterraneo meridionale e dell'Est Europa, provocando un calo significativo della produzione di automobili in Francia, Italia e Spagna. Il CEO di Renault Group non poteva quindi che accogliere positivamente una delle proposte chiave di Draghi: la necessità di una maggiore collaborazione tra il mondo della ricerca, i regolatori e gli attori economici per definire standard tecnologici europei unificati. "Per competere globalmente, l'Europa ha bisogno di più investimenti in innovazione, di una strategia industriale solida e di una semplificazione delle normative," ha ribadito Luca de Meo, allineandosi alle richieste formulate nel rapporto di Draghi. L’appello del Presidente dei costruttori europei è chiaro: solo attraverso una stretta collaborazione tra le diverse forze economiche e istituzionali, l'industria automobilistica potrà mantenere la sua rilevanza sullo scenario internazionale. Per farlo, però, sarà necessario sviluppare tecnologie che siano non solo sostenibili, ma anche accessibili e in grado di rispondere alle esigenze del mercato.