Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e della Fondazione Bracco, racconta la sua visione di impresa come ponte tra arte, scienza e società.
Diana Bracco: arte, scienza e responsabilità d’impresa
Per la Presidente e CEO, la cultura unisce e non deve essere trascinata in dispute politiche o ideologiche: una convinzione che nasce da una storia familiare radicata in Istria, sull’isola di Lussino, e cresciuta poi a Milano, dove è nato Gruppo Bracco, leader mondiale nella diagnostica per immagini. Chimica, imprenditrice e filantropa, Diana Bracco è stata la prima donna alla guida di Assolombarda e di Federchimica ed è oggi una delle voci più autorevoli sul rapporto tra impresa, cultura e responsabilità sociale. Senza innovazione e ricerca, le imprese non hanno futuro, e senza responsabilità non si può fare impresa: responsabilità verso consumatori, collaboratori, ambiente e comunità. In questo quadro rientra anche l’investimento nella cultura, che la Presidente e CEO considera un dovere etico-sociale degli imprenditori, chiamati a restituire ai territori parte di ciò che hanno ricevuto. Diana Bracco ha ricordato come fin dal 1942 la sua famiglia abbia fatto della cultura un credo, quando Elio Bracco salvò l’intera opera pittorica di Angiolo D’Andrea. Da allora, in oltre 90 anni, l’azienda e poi la Fondazione Bracco hanno sostenuto restauri, mostre e concerti con grandi istituzioni come il Quirinale, il Teatro alla Scala, la Triennale di Milano e il Museo Poldi Pezzoli, oltre al restauro di fontane storiche e al recupero di parchi e siti industriali. Arte e scienza sono quindi due facce dello stesso amore per il sapere e il bello: lo dimostrano le campagne diagnostiche, Tac e raggi X applicate alle opere dei grandi maestri, e la mostra “Art From Inside” a Palazzo Reale di Milano, dedicata proprio al valore delle tecniche di imaging diagnostico nella conservazione dell’arte.
Diana Bracco: filantropia, parità di genere e futuro dei giovani
Diana Bracco ha definito la filantropia non più semplice beneficenza, ma “buona cittadinanza d’impresa”, un concetto che per lei rende il fare impresa e il fare filantropia due facce della stessa medaglia. Le agevolazioni fiscali sono importantissime, ha spiegato: “Tutti devono capire che la cultura è un asset di crescita economica. Soprattutto in Italia l’intreccio tra bellezza, arte, paesaggio, creatività e innovazione è addirittura un tratto essenziale della nostra identità nazionale, oltre che un punto di forza a livello mondiale. L’italian lifestyle svolge un ruolo essenziale nel successo globale del Made in Italy”. Sul fronte della parità di genere, Diana Bracco ha raccontato di non aver trovato ostacoli personali ma di aver dovuto combattere pregiudizi in ambienti maschilisti, ricordando che solo cinque ragazze si laurearono insieme a lei in Chimica a Pavia. Oggi chiede politiche attive per le donne lavoratrici e un cambiamento culturale già nelle scuole. L’imprenditrice guarda inoltre con attenzione ai giovani, sostenuti dalla Fondazione Bracco attraverso il “Progetto Diventerò” con premi di laurea, borse di studio e grant di ricerca, e si è detta ottimista sul futuro delle nuove generazioni, nonostante un presente segnato da guerre, intolleranza e odio amplificato dai social media.

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