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sabato 11 aprile 2015

Il cerchio nel “grano”



Una favola che in questo periodo sto riascoltando molte volte, direi anche troppo, è che la corruzione è alta perché c'è eccessiva presenza dello Stato nell'economia italiana. Restringiamo il cerchio del grano per spiegarci meglio: la corruzione segue la cosa pubblica. In realtà no. Questa semplificazione è del tutto sbagliata e volutamente equivoca. La corruzione segue il denaro, l'affare (o il malaffare, per intenderci) ed è facilmente dimostrabile che se un appalto pubblico è un'occasione più che ghiotta per chi intende “vincere facile” ponendo in essere comportamenti scorretti e delittuosi è altrettanto vero che anche i rapporti tra privati sono spesso opachi e nascondono interessi personali. La mazzetta, la regalìa, non sono dei virus propri di un mercato deresponsabilizzato ed ingessato come quello che vede protagonisti settori dello Stato ma di una cultura che è diffusa nell'aria che respiriamo o nel cibo che mangiamo. Tecnicamente, la corruzione indica la condotta di un soggetto che, in cambio di danaro oppure di altre utilità e/o vantaggi che non gli sono dovuti, agisce contro i propri doveri ed obblighi. Ora, capite che chiunque può essere protagonista di un fatto di corruzione: dal dipendente che rivela segreti aziendali a quello che omette un controllo qualità o acquista beni per la propria ditta o servizi sapendo che è possibile ottenerne di migliori e a minor costo. Più grande è una azienda, più lontani sono gli occhi della proprietà e maggiori pericoli si corrono. Il vecchio detto “chi sorveglierà i sorveglianti” si adatta a qualunque livello, gerarchia o ruolo. Il cerchio (del malaffare), dunque, si stringe attorno al “grano” e non alla tipologia di proprietà. E sgombriamo la mente da possibili equivoci, la corruzione non è propria dei sistemi ricchi. Anzi, laddove c'è povertà ci sono anche minori mezzi di informazione, cultura e vigilanza. Quest'ultima, infatti, è il vero nocciolo della questione. La corruzione è inversamente proporzionale al livello di allerta della vigilanza. Più esso è alto e più il malaffare si stempera. Più è basso e più si coagula e rafforza...
Pier Giorgio Tomatis

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