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lunedì 26 aprile 2021

Snam, Nicola Bedin: transizione energetica diventa finalità dell’azienda

La logica del profitto vacilla, sostiene Nicola Bedin, mentre aumenta l'attenzione dei mercati verso le aziende impegnate nel miglioramento della società.

Nicola Bedin

Nicola Bedin: logica del profitto obsoleta, siamo alla vigilia di una rivoluzione

Il Presidente di Snam non ha dubbi: il mondo è alle soglie di una rivoluzione senza precedenti. Il profitto, ha dichiarato Nicola Bedin, non è più l'unico indicatore che conta e questo vale sia per le performance delle aziende che delle classi dirigenti. Un trend che la pandemia ha contribuito a rendere imperante. La realtà di San Donato Milanese ne è consapevole e per questo motivo ha recentemente inserito nel proprio statuto la transizione energetica, che è diventata così una vera e propria finalità del Gruppo. Snam è stata anche la prima società italiana a costituire un comitato Esg nel proprio CdA, ha ricordato Nicola Bedin in una recente intervista rilasciata al "Corriere della Sera". Il manager ha poi dichiarato: "Nel piano strategico, predisposto dal ceo Marco Alverà e dal management con la piena condivisione del consiglio, abbiamo anticipato al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica, con un calo delle emissioni del 50% già entro il 2030".

Nicola Bedin: individuati 22 parametri Esg, oggi mercati guardano al benessere della comunità

Il Piano 2020-2024, insieme con il successo sostenibile delineato nello statuto, ha l'obiettivo di allineare il Gruppo all'andamento atteso dei mercati. Per Nicola Bedin i grossi investitori, sia privati che istituzionali, oggi scommettono su quelle realtà capaci di rispondere alle nuove esigenze collettive. Non solo tutela dell'ambiente, ma anche lotta alla disparità di genere. Tematiche che iniziano a coinvolgere sempre di più anche i piccoli risparmiatori. Per questo, entro il 2023, Snam conta di soddisfare i 22 parametri Esg individuati e punta decisa sui gas rinnovabili, che secondo il Presidente rappresentano la strada da seguire per il processo di decarbonizzazione. Parallelamente, la società è sempre più attiva anche nel campo della finanza sostenibile: "Nel 2020 abbiamo collocato sul mercato due transition bond - ha sottolineato Nicola Bedin - uno da 500 e l'altro da 600 milioni, che hanno riscontrato una domanda molto superiore rispetto all'offerta. Un terzo è stato collocato a febbraio con tasso negativo".

Eni: i punti chiave del Piano Strategico 2021-2024 nell’analisi dell’AD Claudio Descalzi

Sostenibilità e innovazione, il ruolo chiave di Eni: in occasione della presentazione del Piano 2021-2024, l'AD Claudio Descalzi parla anche del forte impegno del gruppo nel promuovere lo sviluppo sociale ed economico.

Claudio Descalzi

L'AD Claudio Descalzi: il nuovo Piano rappresenta un ulteriore passo avanti nella nostra trasformazione

"Eni rimane fortemente impegnata a ricoprire un ruolo chiave nella sostenibilità e nell'innovazione, promuovendo lo sviluppo sociale ed economico in tutte le sue attività": l'Amministratore Delegato Claudio Descalzi lo ha ribadito lo scorso 19 febbraio presentando alla comunità finanziaria il Piano Strategico 2021-2024. Nel sottolinearne il valore, l'AD ha parlato di "un ulteriore passo avanti nella nostra trasformazione" perché permetterà al gruppo di accelerare nel grande obiettivo di "raggiungere la totale decarbonizzazione di tutti i nostri prodotti e processi entro il 2050". Il piano di Eni è "concreto, dettagliato, economicamente sostenibile e tecnologicamente realizzabile", ha precisato in merito l'AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi: annunciamo la fusione dei nostri business delle energie rinnovabili e del retail

Transizione energetica e decarbonizzazione, solidità finanziaria, creazione di valore per gli stakeholder ma anche integrazione, diversificazione ed espansione dei business retail e rinnovabili, dei prodotti bio e dell'economia circolare. Sono questi i pilastri intorno a cui si erge la Strategy 2021-2024, come ha spiegato l'AD Claudio Descalzi annunciando nel corso della presentazione "la fusione dei nostri business delle energie rinnovabili e del retail". Una nuova realtà attraverso cui "la nostra già ampia base clienti retail crescerà ulteriormente con l'aumento dell'offerta di energia rinnovabile". Non solo: "La combinazione dei nostri business di bio-raffinazione e marketing, inoltre, darà una forte spinta alla mobilità sostenibile". Iniziative che nell'ottica di Claudio Descalzi "contribuiranno sensibilmente alla decarbonizzazione dei nostri prodotti e avranno un impatto positivo per i nostri clienti". Infine "grazie a una forte disciplina finanziaria e una generazione di cassa resiliente, siamo in grado di incrementare la nostra politica di remunerazione, in linea con lo sviluppo strategico del nostro piano".

Elisabetta Ripa: Open Fiber al lavoro per portare la fibra ottica nelle valli del Trentino

Open Fiber porterà entro il 2022 la fibra ottica in tutti i Comuni delle "aree bianche", le valli, del Trentino: l'AD di Open Fiber Elisabetta Ripa alla conferenza sul progetto Banda Ultra Larga organizzata in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento.

Elisabetta Ripa

Piano BUL, sinergia Open Fiber - Provincia Autonoma di Trento: le considerazioni dell'AD Elisabetta Ripa

La Provincia Autonoma di Trento sarà la prima 'Digital Smart Land' dell'arco alpino, un territorio digitalmente intelligente, inclusivo e sostenibile. Lo hanno annunciato nel corso di un webinar organizzato per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto Banda Ultra Larga nel territorio l'AD di Open Fiber Elisabetta Ripa e Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento. Presenti o in collegamento anche i Sindaci dell'area e altre autorità locali. "La sinergia con la Provincia Autonoma di Trento, i Sindaci e Trentino Digitale rappresenta un fattore vincente del piano Banda Ultra Larga in questo territorio", ha sottolineato Elisabetta Ripa nel suo intervento ribadendo come l'obiettivo sia di "rendere questa fantastica provincia una Smart Land". Entro il 2022 dunque Open Fiber porterà la fibra ottica in tutti i Comuni delle "aree bianche", le valli, del Trentino.

Elisabetta Ripa: la rete FTTH uno strumento necessario per la costruzione della Gigabit Society

Nel corso del suo intervento, Elisabetta Ripa si è espressa sulla collaborazione tra open Fiber, la Provincia Autonoma di Trento, i Sindaci e Trentino Digitale: "Ci consente di superare insieme tutte le difficoltà tecniche e burocratiche connesse alla realizzazione di un'opera di queste dimensioni e di attuare un progetto eccezionale: rendere cioè questa fantastica provincia una Smart Land, con servizi digitali e all'avanguardia a disposizione di imprese e famiglie". Open Fiber è al lavoro nelle aree bianche della Provincia Autonoma di Trento come concessionaria del bando pubblico di Infratel, la in-house del Ministero per lo Sviluppo Economico: in particolare sta realizzando nei comuni inclusi nel piano una rete FTTH (Fiber To The Home, fibra fino a casa) che abilita una velocità di connessione fino a 1 Gigabit per secondo. Le aree bianche del Trentino dotate ad oggi di un'infrastruttura interamente in fibra ottica sono 28, mentre 37 le località che possono beneficiare di una connettività ultrabroadband, per un totale di circa 33mila utenze già in vendibilità con gli operatori partner di Open Fiber. "La rete FTTH è un'alleata fondamentale non solo in un'epoca segnata dal Covid-19, ma è uno strumento necessario per la costruzione della Gigabit Society, di cui la Commissione ha aggiornato gli obiettivi al 2025", ha evidenziato l'AD Elisabetta Ripa.

L’impatto dell’idrogeno: Francesco Starace tra i protagonisti del forum targato “Il Sole 24 Ore”

Per Francesco Starace il settore energetico non è ancora capace di sfruttare al meglio le potenzialità offerte dall'idrogeno.

Francesco Starace

"Strategia sull'idrogeno": l'intervento di Francesco Starace

I cambiamenti nel mondo dell'energia sono sempre più repentini: per restare al passo della transizione, è fondamentale che il settore si adatti il più velocemente possibile alle nuove tecnologie. Uno dei temi attualmente più discussi riguarda l'utilizzo dell'idrogeno. Ne ha parlato Francesco Starace durante "La strategia sull'idrogeno e la transizione energetica. Prospettive e opportunità per un'Italia green", l'evento online de "Il Sole 24 Ore" nato per fare il punto sull'impatto che l'elemento avrà sullo sviluppo del Paese. L'Amministratore Delegato di Enel non ha usato giri di parole: "Sarebbe una sciocchezza produrre idrogeno dall'energia e poi dall'idrogeno di nuovo elettricità". Il manager parla di un vero e proprio "spreco". Attualmente i costi relativi al trasporto sono ancora troppo elevati. È il motivo per cui, ha spiegato Francesco Starace, al momento è preferibile sfruttarlo nella chimica, la produzione di fertilizzanti o la decarbonizzazione della produzione di acciaio o cemento: "L'idrogeno è una molecola molto piccola, in grado di infiltrarsi nelle strutture cristalline dei metalli attraversandoli: per trasportarlo bisogna comprimerlo. SI tratta di un processo molto costoso".

Francesco Starace: puntare sugli elettrolizzatori, futuro "mainstream"

Attualmente la multinazionale dell'energia, in collaborazione con Eni, sta lavorando per sviluppare progetti di idrogeno verde attraverso celle elettrolitiche alimentate da energia rinnovabile. Secondo Francesco Starace, gli elettrolizzatori hanno tutte le carte in regola per diventare i "pannelli solari del futuro" e rappresentare una delle migliori opzioni nel processo di decarbonizzazione. L'AD ci tiene a precisare che la sfida è solo all'inizio. Sono infatti diverse le difficoltà ancora presenti nell'approccio a questa tecnologia. "Sugli elettrolizzatori in Europa c'è ancora da lavorare, ma anche i primi pannelli solari sono nati per un utilizzo di nicchia. Ci sono presupposti perché anche gli elettrolizzatori, a livello di costi, possano diventare una tecnologia mainstream. In cinque anni lo capiremo. Quello che noi stiamo cercando di fare - ha concluso Francesco Starace - è spingere una industrializzazione e una innovazione in questo settore per vedere se riusciamo ad avere un abbattimento del costo".

Da Cantiere a Distretto: il progetto di Alessandro Benetton per il Gallery di Villorba

L'ingresso di Alessandro Benetton tra i soci del Cantiere di Villorba segna un punto di svolta per la galleria d'arte, che si prepara a diventare un Distretto Artistico.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: "Cultura come motore di food e turismo. Vanin giovane con una bella idea"

Il Cantiere Gallery di Villorba è pronto a cambiare volto. La galleria d'arte innovativa sorta in provincia di Treviso ha tra i suoi soci un nuovo investitore. Si tratta di Alessandro Benetton: l'imprenditore ha stipulato un accordo per la creazione di un vero e proprio Art District. Entro il prossimo settembre saranno realizzati infatti due ulteriori capannoni, dove i protagonisti saranno l'arte, il food d'eccellenza e il design. Spazio anche per la tematica green. Il progetto prevede infatti di dedicare un'area al settore delle piante idroponiche: "Saranno in varie ambientazioni del Cantiere e le venderemo nello shop - ha spiegato Davide Vanin, socio fondatore insieme a Matteo Savio ed Ermes Basso - Con l'offerta di food e di oggetti di design vogliamo diventare un polo di riferimento per il turismo e le eccellenze del territorio". Il fondatore di 21 Invest aveva già frequentato il Cantiere in passato: "Ha identificato un filone innovativo ed interessante - ha dichiarato Alessandro Benetton riferendosi a Vanin - Credo nei giovani e nelle idee: insieme porteremo la sostenibilità ambientale e la street art, facendo diventare la cultura motore di food e turismo".

Alessandro Benetton: gli obiettivi del Cantiere Gallery

Alessandro Benetton non ha mai nascosto la sua passione per l'arte, in particolare quella moderna. La sua partecipazione alla trasformazione del Cantiere in Distretto Artistico è stata definita dai soci fondatori come "un acceleratore" del processo. "Siamo entrati in sintonia soprattutto perché lui è un grande amante d'arte. Io l'ho preso come riferimento - ha sottolineato Vanin, che ha poi aggiunto - Alessandro è stato un mentore anzitutto: aiuta gli imprenditori promettenti". Il nuovo Art District prevede, oltre ad uno spazio dedicato alla sponsorizzazione delle opere, anche la realizzazione di un piccolo ristorante e di un Tiki bar dal richiamo tropicale che sorgerà all'interno del giardino. Alessandro Benetton si è detto soddisfatto delle potenzialità del progetto e in particolare dei benefici che apporterà al territorio: "Mi piace pensare che Treviso potrà seguire l'esempio delle grandi metropoli - ha concluso l'imprenditore - in cui esistono cluster dove l'arte diventa forma di attrattività".

Consorzio ELIS: il valore dell’istruzione nelle parole di Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A

"Il minimo sindacale che possiamo fare è occuparci dell'istruzione dei giovani, perché siano in grado di affrontare questa sfida": l'AD e DG di A2A Renato Mazzoncini invita a puntare su istruzione, impegno e solidarietà quali "elementi fondamentali" per dare ai giovani nuove opportunità di crescita e contribuire alla rinascita del Paese.

A2A

Consorzio ELIS, l'AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: l'importanza di sostenere l'istruzione

Invita a puntare su istruzione, solidarietà e impegno l'Amministratore Delegato di A2A Renato Mazzoncini, intervenuto nel corso di "Una bussola per orientarsi. Un timone per navigare verso un nuovo mondo", l'evento organizzato dal Consorzio Elis in occasione del semestre di presidenza. "Portando il debito pubblico al 158 per cento del Pil stiamo caricando un peso mostruoso sulle spalle dei nostri figli", ha spiegato l'AD e DG di A2A: "Il minimo sindacale che possiamo fare è occuparci dell'istruzione dei giovani, perché siano in grado di affrontare questa sfida". Come rimarcato da Renato Mazzoncini nel corso del suo intervento "noi amministratori delegati abbiamo più risorse e contatti della media e quindi dobbiamo fare parecchio".

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A: dare ai giovani nuove possibilità per rilanciare il Paese

Insieme all'AD e DG di A2A Renato Mazzoncini sono stati oltre 100 i CEO di Grandi Imprese Italiane del Consorzio ELIS che si sono riuniti a Roma lo scorso 13 ottobre per tracciare, a partire dalla scuola, dal mondo del lavoro e dalle imprese, la rotta per la rinascita del Paese. In quest'ottica, secondo quanto condiviso dai partecipanti, diventa ancor più necessario lavorare sui bambini, sull'università e sull'innovazione. "La nostra comunità ha una responsabilità straordinaria, e il debito che stiamo creando in questo periodo la aumenta drammaticamente", ha ricordato l'AD e DG di A2A Renato Mazzoncini nel suo intervento, invitando a "muoverci in prima persona per affrontare questi temi e dare una possibilità ai nostri giovani".

L’economia dopo il Coronavirus: le considerazioni dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia

L'AD di Kiko Milano Cristina Scocchia a "Otto e Mezzo", l'approfondimento quotidiano di La7: sostegno a imprese e famiglie in crisi, maggiori investimenti pubblici e più fiducia nel Paese sono indispensabili per far crescere i consumi e agevolare la ripresa.

Cristina Scocchia

L'Italia durante e dopo la pandemia: intervista all'AD di Kiko Milano Cristina Scocchia

"L'Italia non si salva se non tornano a crescere i consumi, che da soli rappresentano il 60% del Pil": lo ha sottolineato l'Amministratore Delegato di Kiko Milano Cristina Scocchia intervenendo lo scorso 11 dicembre a "Otto e Mezzo" su La7. I consumi portano occupazione, i risparmi no: secondo l'AD mai come in questo momento è necessario sostenere famiglie e imprese in crisi aumentando gli investimenti pubblici. E altrettanto importante è creare ottimismo e fiducia nel Paese: un unico obiettivo che devono perseguire insieme partiti di maggioranza e di opposizione perché "più aumentano le polemiche e l'incertezza, più crescono i risparmi e i consumi si abbassano". Parole che si riflettono nell'esperienza di Kiko Milano in questi mesi: "È un anno estremamente duro. Abbiamo dovuto chiudere tutti i negozi per oltre 2 mesi nella prima ondata, l'estate è andata un pochino meglio. E ora dobbiamo fare i conti con le restrizioni in tutti i 26 Paesi in cui operiamo". Nonostante per il 2020 si stimi un calo del fatturato di circa il 35% "abbiamo continuato ad assumere e a investire": 300 persone di cui 50 in Italia, come sottolineato da Cristina Scocchia, e l'intenzione è "continuare a investire in digitalizzazione e innovazione di prodotto perché la ripresa ci sarà". L'importante infatti è "essere pronti a coglierla" quando arriverà.

Recovery Plan: l'analisi di Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano

Nell'intervista Cristina Scocchia si è espressa sul Recovery Plan: l'AD di Kiko Milano ne ha evidenziato gli aspetti positivi e si è soffermata inoltre sulle aree che, a suo avviso, meriterebbero una riflessione più approfondita. A colpirla particolarmente l'attenzione riservata all'innovazione e alla trasformazione digitale delle aziende: "Vedere che questi fondi sono dati nel medio-lungo termine grazie al Recovery Fund è positivo", ha commentato in merito Cristina Scocchia parlando di un impegno già evidente anche nel Piano Industria 4.0. "Mi stupisce in negativo l'ammontare molto limitato riservato alla sanità", ha rilevato inoltre l'AD di Kiko Milano: "Noi investiamo poco in sanità: 2400 euro in media per ognuno dei nostri cittadini. La Germania investe il doppio. E il risultato lo abbiamo visto: noi dopo tanti sforzi in terapia intensiva abbiamo quattordici posti-letto ogni 100 mila abitanti, loro trentaquattro. Noi possiamo contare su cinque infermieri ogni 100 mila abitanti, loro dodici. E mentre noi non arriviamo neanche a cento presidi territoriali, loro ne hanno 385". In quest'ottica i nove miliardi stanziati non sembrano essere sufficienti: "Bisogna investire in medicina territoriale, in prevenzione. E aumentare le cure domiciliari sia per pazienti con patologie croniche che per anziani. Bisogna ammodernare i nostri ospedali e digitalizzarli. Nove miliardi non bastano".