Registrati subito gratis:

Potrai inserire nella directory tutti i siti che vorrai! L'inserimento è: gratuito, semplice ed immediato
:
:

Garanzia di qualità: non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti in qualsiasi momento con 1 semplice click!

venerdì 6 novembre 2026

Andrea Mascetti: chi può accedere a L.A.N.D. e come investire in Lombardia

Finlombarda, presieduta da Andrea Mascetti, ha lanciato L.A.N.D. - Local Attraction For New Development: 75 milioni di euro per attrarre in Lombardia le imprese italiane di altre regioni. Finanziamenti da 1 a 15 milioni sostengono progetti in manifattura, logistica, data center, ricerca e servizi.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti, L.A.N.D.: un investimento per migliorare il tessuto produttivo lombardo

L’obiettivo che Finlombarda, presieduta da Andrea Mascetti, vuole perseguire è consolidare la competitività del sistema produttivo lombardo, attirando imprese italiane di altre regioni a insediarsi nel territorio. Per questo motivo, ha lanciato lo strumento finanziario L.A.N.D. - Local Attraction For New Development: 75 milioni di euro complessivi destinati a progetti di imprese italiane che vogliono avviare una nuova attività in Lombardia. “L.A.N.D. nasce con un obiettivo preciso — ha specificato Andrea Mascetti — rendere la Lombardia una destinazione ancora più attrattiva per nuovi investimenti, mettendo a disposizione delle imprese di altre regioni italiane uno strumento finanziario capace di accompagnare progetti di investimento di rilievo e favorire la nascita di nuove attività sul nostro territorio”.

Andrea Mascetti: chi può accedere a L.A.N.D., settori e requisiti per investire in Lombardia

L.A.N.D. guarda a quelle realtà d’impresa che vogliono affacciarsi sul territorio della Regione con un nuovo insediamento, che può avvenire con l’apertura di una nuova sede, la costituzione di una NewCo dedicata o, nei casi previsti, tramite una NewCo di recente costituzione. Lo strumento concederà finanziamenti da 1 a 15 milioni di euro per progetti di investimento di almeno 10 milioni, con lo scopo di generare nuove opportunità di sviluppo e valore per il tessuto economico e produttivo della Lombardia. I settori target dell’iniziativa di Finlombarda, presieduta da Andrea Mascetti, sono quello manifatturiero, della logistica, data center, ricerca scientifica e attività di R&S. A questi si aggiungono i settori dei servizi alle imprese, servizi di alloggio e le strutture destinate a studentati, assistenza residenziale, come strutture dedicate all’accoglienza e all’assistenza continuativa delle persone.

Antonio Schiro: il business plan a supporto della gestione diligente dell’impresa

Per Antonio Schiro, commercialista e revisore contabile, nonché Presidente e fondatore dello Studio Schiro & Partners, il business plan non serve più soltanto a convincere una banca o nuovi soci. La pianificazione economico-finanziaria prospettica è diventata uno strumento di prevenzione della crisi d’impresa, e per le PMI è ormai imprescindibile.

Antonio Schiro

Antonio Schiro: il business plan tra assetti adeguati e tutela degli amministratori

La pianificazione prospettica, spiega Antonio Schiro, rientra tra gli assetti adeguati richiesti dalla normativa in vigore. Serve prima di tutto a evitare eventuali crisi e, allo stesso tempo, tutela gli amministratori sul piano giuridico, alla luce del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Il business plan non è solo una precauzione contro le crisi: è anche un supporto per una gestione diligente. Un’azienda deve avere un’organizzazione adeguata e prendere decisioni ponderate sulla base di informazioni documentate. Lo strumento è inoltre indispensabile per il collegio sindacale e per il revisore, che lo utilizzano nei compiti di vigilanza e segnalazione. Il riferimento di partenza è l’art. 2086, comma 2, del codice civile. Chi esercita l’impresa in forma societaria o collettiva è tenuto a dotarsi di strutture organizzative, amministrative e contabili proporzionate alla natura e alla dimensione dell’attività. Queste strutture devono permettere di cogliere per tempo i segnali della crisi e del venir meno della continuità aziendale. L’art. 3 del CCII entra nel dettaglio: gli assetti devono far emergere eventuali squilibri patrimoniali ed economico-finanziari e consentire di valutare se i debiti siano sostenibili e se l’attività possa proseguire almeno nei 12 mesi successivi, così da stabilire se il risanamento sia ragionevolmente perseguibile.

Antonio Schiro: guardare avanti per prevenire la crisi, cosa deve contenere il piano

A rendere indispensabile la pianificazione prospettica, secondo Antonio Schiro, è una questione di tempo: il bilancio consuntivo fotografa ciò che è già accaduto, mentre per prevenire una crisi occorre capire cosa accadrà. Senza questo sguardo in avanti, gli obiettivi richiesti dagli assetti adeguati restano fuori portata. Per il commercialista, inoltre, far crescere l’impresa e proteggerla dalla crisi non sono due strade separate, ma parte della stessa disciplina, che consiste nel sapere fin da oggi dove si troverà l’azienda domani. Quanto al contenuto, il piano deve poggiare su presupposti dichiarati apertamente, supportati da documenti e controllabili, e non su semplici auspici. La struttura richiede un conto economico e uno stato patrimoniale e, in particolare, un rendiconto finanziario prospettico. A completarli serve un budget di tesoreria che copra almeno 12 mesi e che integri i segnali di allarme indicati dall’art. 3, comma 4, del CCII.

Epicondilite da padel: sintomi, cure e infiltrazioni

 

Epicondilite a Roma: infiltrazioni, padel e cure con il Dott. Marco Scacchi

Il dolore nella parte esterna del gomito può comparire mentre si solleva una borsa, si stringe un oggetto o si impugna una racchetta. Quando questi gesti diventano fastidiosi, una delle possibili cause è l’epicondilite, conosciuta anche come gomito del tennista. Il disturbo può interessare sportivi, lavoratori manuali e persone che sottopongono ripetutamente polso e avambraccio a uno sforzo.

Per chi cerca una valutazione dell’epicondilite a Roma, capire quali trattamenti abbiano benefici documentati è importante quanto riconoscere i sintomi. Le infiltrazioni di cortisone, PRP e acido ialuronico vengono spesso citate tra le opzioni disponibili, ma presentano evidenze e limiti differenti.

Il Dott. Marco Scacchi si occupa delle patologie del gomito e della spalla dell’adulto. Una valutazione specialistica permette di discutere la diagnosi, il ruolo delle attività quotidiane e sportive e le possibili scelte terapeutiche, senza confondere un sollievo rapido con una guarigione duratura.

Che cos’è l’epicondilite e perché viene chiamata gomito del tennista

L’epicondilite è una tendinopatia che interessa i tendini degli estensori del polso nella loro inserzione sulla parte esterna del gomito. Non può essere descritta soltanto come una semplice infiammazione: comprende alterazioni del tessuto tendineo e della sua risposta alle sollecitazioni.

Il nome “gomito del tennista” deriva dalla sua associazione con gli sport di racchetta, ma non è necessario giocare a tennis per svilupparla. Anche alcuni gesti lavorativi o domestici possono sollecitare la stessa regione.

La scheda dedicata all’epicondilite e al gomito del tennista approfondisce le caratteristiche della patologia. Individuare il problema permette di evitare che ogni dolore laterale del gomito venga trattato allo stesso modo.

Sintomi dell’epicondilite e diagnosi

Il sintomo tipico è il dolore sulla parte esterna del gomito, che può estendersi verso l’avambraccio. Il fastidio può aumentare quando si afferrano oggetti, si sollevano pesi o si utilizzano polso e avambraccio contro resistenza. La presa può sembrare meno forte perché il dolore limita lo sforzo.

La diagnosi si basa soprattutto sul colloquio e sull’esame clinico. Il medico considera la sede dei sintomi, i movimenti che li provocano, le attività svolte e la storia del disturbo.

Ecografia, radiografie o risonanza magnetica non sono obbligatorie per tutti: possono essere richieste in casi selezionati, per chiarire dubbi diagnostici o valutare altre cause. Portare gli esami già eseguiti e descrivere le terapie provate aiuta a rendere la visita più utile.

epicondilite roma

Infiltrazioni per epicondilite: quali domande fare prima di scegliere

Prima di valutare un’infiltrazione è utile chiarire il suo obiettivo. Si vuole ridurre temporaneamente il dolore, migliorare la funzione nel tempo oppure ottenere entrambi i risultati? La risposta influenza il modo in cui si interpretano i benefici proposti.

È altrettanto importante conoscere le alternative, i possibili effetti indesiderati e le incertezze delle prove scientifiche. Un trattamento che appare migliore di un altro non è necessariamente superiore a un placebo, cioè a una procedura di confronto senza il principio attivo studiato.

La decisione deve quindi inserirsi in un percorso complessivo, con obiettivi condivisi e momenti di rivalutazione. Il solo nome della sostanza utilizzata non permette di prevedere il risultato individuale.

Cortisone per epicondilite: sollievo iniziale e risultati nel tempo

Le infiltrazioni di cortisone possono ridurre il dolore nelle prime settimane. Questo effetto iniziale, tuttavia, non equivale alla risoluzione del problema tendineo.

Il percorso di cura della British Elbow and Shoulder Society, pubblicato nel 2023, raccomanda di non utilizzare infiltrazioni di corticosteroidi per l’epicondilite. La raccomandazione considera il rapporto tra il miglioramento precoce e gli esiti successivi: il beneficio può non mantenersi e nel medio periodo i risultati possono essere peggiori rispetto ai gruppi di confronto.

Se sono già state effettuate infiltrazioni, è utile riferire al medico quante ne sono state eseguite, quando e con quale risposta. La storia dei trattamenti contribuisce alla valutazione, senza permettere da sola di prevedere l’evoluzione del disturbo.

PRP per epicondilite: cosa sappiamo sulla sua efficacia

Il PRP, o plasma ricco di piastrine, viene preparato a partire dal sangue del paziente. È proposto con l’intento di favorire processi riparativi, ma il razionale biologico non dimostra automaticamente un beneficio clinico.

Per l’epicondilite, le linee guida BESS del 2023 indicano che il paziente deve essere informato della possibilità che il PRP non offra vantaggi rispetto al placebo. Le prove esaminate non dimostrano un beneficio certo su dolore e funzione e presentano limiti di qualità.

Il PRP non dovrebbe quindi essere descritto come una cura capace di garantire la rigenerazione del tendine. Se viene proposto, è opportuno discutere aspettative, costi, alternative e criteri con cui valutarne l’eventuale utilità.

Acido ialuronico per epicondilite: risultati promettenti e limiti

Le infiltrazioni di acido ialuronico sono state studiate anche nell’epicondilite. Alcune ricerche riportano miglioramenti del dolore e della funzione, ma i risultati richiedono un’interpretazione prudente.

Una revisione pubblicata nel 2026 dalla Società Brasiliana di Chirurgia della Spalla e del Gomito ha rilevato possibili vantaggi rispetto al cortisone in alcuni contesti e tempi di osservazione. La certezza delle prove è stata però giudicata molto bassa.

Un confronto favorevole con il cortisone non basta, da solo, a dimostrare una superiorità certa rispetto al placebo o ad altri percorsi di cura. L’acido ialuronico deve quindi essere discusso senza promesse di guarigione e tenendo conto dell’incertezza disponibile.

Padel ed epicondilite: quale relazione esiste

Il padel comporta prese ripetute, accelerazioni e gesti tecnici che impegnano l’arto superiore. Il dolore al gomito durante o dopo una partita merita attenzione, soprattutto se si ripresenta e limita anche attività quotidiane.

Uno studio di Muñoz e collaboratori, pubblicato nel 2022 sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, ha esaminato gli infortuni dell’arto superiore in 950 giocatori amatoriali. Il lavoro richiama l’importanza dei disturbi tendinei e dell’epicondilite nel padel.

Sono state osservate associazioni tra infortuni dell’arto superiore, caratteristiche dell’attrezzatura e volume di gioco. Trattandosi di dati osservazionali raccolti tramite questionario, non si può concludere che un singolo fattore provochi necessariamente epicondilite.

Peso della racchetta e ore di gioco

Nello studio, una maggiore frequenza di infortuni dell’arto superiore era associata a racchette di peso pari o superiore a 350 grammi e a un’attività superiore a sei ore settimanali. Questi dati non definiscono una soglia universale di sicurezza e non riguardano esclusivamente l’epicondilite.

La scelta dell’attrezzatura va valutata insieme alle caratteristiche del giocatore e alle sue abitudini. Comprare una racchetta più leggera non costituisce, da solo, un trattamento per il dolore.

Tecnica e gestione dell’allenamento

È utile discutere la tecnica con un istruttore qualificato e programmare l’attività in modo compatibile con la propria preparazione. Se il gomito è doloroso, aumentare contemporaneamente durata e intensità delle partite può rendere più difficile capire quali sollecitazioni siano tollerate.

Riscaldamento, preparazione fisica e distribuzione delle sedute fanno parte della gestione sportiva. Nessuna singola misura garantisce però l’assenza di disturbi: le indicazioni devono essere adattate al giocatore.

Come si cura l’epicondilite e quanto dura il recupero

Il percorso parte dalla diagnosi e dall’adattamento delle attività che provocano dolore. Il riposo relativo non coincide necessariamente con l’immobilità completa: occorre individuare quali gesti modificare e come gestire gli impegni quotidiani.

La fisioterapia e gli esercizi personalizzati possono far parte del trattamento, con una progressione adeguata alla situazione. Il programma va concordato con i professionisti che seguono il paziente, evitando di applicare automaticamente esercizi trovati online.

Il recupero può richiedere mesi e avere un andamento altalenante. Un periodo di maggiore fastidio non dimostra necessariamente un nuovo danno, ma può richiedere di rivalutare il carico e il percorso seguito.

Prima di tornare al padel è utile discutere come aumentare gradualmente l’attività. L’obiettivo non è soltanto completare una partita, ma recuperare una pratica sostenibile nel tempo.

Epicondilite a Roma: valutazione con il Dott. Marco Scacchi

Chi cerca una visita per l’epicondilite a Roma può consultare il sito del Dott. Marco Scacchi, specialista in Ortopedia e Traumatologia, che si occupa delle patologie del gomito e della spalla.

Durante la valutazione è utile spiegare quali attività si desidera recuperare, quanto dura il dolore e quali trattamenti siano già stati tentati. Queste informazioni aiutano a discutere un percorso coerente con il quadro clinico e le esigenze personali.

Per informazioni e appuntamenti è disponibile la pagina dei contatti. La scelta di un’eventuale infiltrazione deve nascere da un confronto sui benefici attesi, sui limiti e sulle alternative, all’interno della gestione complessiva del problema.

Il contenuto ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica individuale.

Fabrizio Di Amato e il Node di Roma: 45 milioni per la ricerca applicata di Nextchem

“Vogliamo rifare la Montecatini del Terzo Millennio”. Fabrizio Di Amato, Presidente e azionista di riferimento di MAIRE, sintetizza così l’ambizione del Gruppo: unire la tradizione della chimica italiana alle tecnologie necessarie per la transizione energetica. Il concetto è legato all’inaugurazione del NODE a Roma, il nuovo centro di ricerca e sviluppo industriale di Nextchem. Si tratta di un investimento da 45 milioni di euro, inserito in una strategia che comprende nuove tecnologie, acquisizioni nella chimica inorganica, il nucleare e la formazione tecnica. L’intervista rilasciata dal manager a «Milano Finanza».

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato e il NODE: dalla ricerca ai mini impianti industriali

Come evidenziato da Fabrizio Di Amato, il NODE nasce per dare continuità a una storia industriale che parte dalla Montecatini e arriva a Tecnimont e Nextchem. Fa parte di un network di innovazione che conta altri cinque centri in Europa. “La transizione energetica non si realizza soltanto con le idee”, spiega il Presidente: servono tecnologie e capacità di portarle su scala industriale. Per questo il centro mette insieme ricerca, sperimentazione dei materiali in laboratorio, mini impianti industriali e competenze operative. La differenza rispetto a un laboratorio tradizionale è la possibilità di testare le tecnologie in condizioni vicine a quelle industriali, raccogliere dati e verificarne il funzionamento prima di affrontare investimenti più grandi. Il passaggio riduce i rischi e accorcia i tempi di sviluppo, e i clienti possono vedere le soluzioni all’opera prima di adottarle nei propri impianti. Le tecnologie in sviluppo sono idrogeno, elettrolizzatori, gassificazione, fertilizzanti, biocarburanti e celle a combustibile. Per queste ultime MAIRE conta di arrivare a un primo prototipo entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo. Fabrizio Di Amato ricorda anche le ricadute sul territorio: oltre alle 100 persone dirette, si stima un indotto di circa 300 persone, tra dipendenti fuori sede, clienti, partner e tecnici italiani ed esteri che graviteranno sul centro per vari periodi. “Anche strumenti come l’AI supporteranno nell’analisi dei dati, ma – precisa il Presidente – sempre con la visione dell’uomo al centro che governa il processo”.

Fabrizio Di Amato: acquisizioni, nucleare e “super periti” per il futuro di MAIRE

Sul fronte della crescita esterna, Fabrizio Di Amato parte dall’acquisizione di Meab, in Svezia e Germania, conclusa pochi giorni fa. “L’operazione amplia la nostra presenza lungo la catena del valore, con queste nuove tecnologie operiamo nel recupero di materiali come il litio”. Meab, nata in Svezia nel 1970 e sviluppatasi poi in Germania, porta apparecchiature e tecnologie proprietarie che permettono a MAIRE di offrire al mercato non solo licenze, ma anche soluzioni impiantistiche. La logica, chiarisce il Presidente, è cercare attività complementari che consentano di presidiare la filiera in modo più completo. L’obiettivo è un polo europeo capace di competere con operatori globali, con il ritorno che può arrivare dalla vendita delle tecnologie, dalle licenze o da acquisizioni, e con «capitale e visione di lungo periodo». Per quanto riguarda il nucleare, MAIRE segue con attenzione l’evoluzione del quadro normativo italiano, auspicando che la legge e i relativi decreti attuativi possano arrivare tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo. Il Gruppo è già coinvolto in iniziative internazionali e, come spiega Fabrizio Di Amato, mantiene un approccio «agnostico» rispetto alla tecnologia del reattore, concentrandosi sulla realizzazione dell’intero balance of plant, ovvero delle infrastrutture e dei sistemi che lo circondano. Secondo il manager, il nucleare può rappresentare una fonte di energia programmabile e a zero emissioni, da valorizzare anche nella produzione di prodotti chimici a basse emissioni. Al tempo stesso, può stimolare investimenti, creare occupazione e aprire nuove prospettive di reindustrializzazione, favorendo la riconversione delle competenze maturate nel settore dei combustibili fossili. Resta la formazione. Il Presidente chiede di rafforzare gli istituti tecnici e il collegamento fra scuola, università e imprese, e vede nel percorso 4+2 un passo in questa direzione. Da qui la Green Innovation Its Academy, inaugurata da poco nell’area del NODE, che punta a formare tecnici specializzati nella transizione energetica: nel biennio sono previste 800 ore di stage in azienda su 1.600 totali. Servono, dice Fabrizio Di Amato, i «super periti», capaci di lavorare su impianti e tecnologie evolute, perché la transizione richiede innovazione e capacità di realizzazione.

La Luiss premia Agostino Scornajenchi come “Alumnus 2026”

Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, è l’”Alumnus Luiss 2026". Il riconoscimento sarà consegnato l’11 novembre a Roma, in occasione della cerimonia con cui l’Università Luiss premia i propri laureati di maggior successo.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi, un percorso trentennale ai vertici del settore energetico

Nato a Roma nel 1972 e laureato con lode in Economia e Commercio, Agostino Scornajenchi ha maturato una lunga esperienza al vertice del settore delle infrastrutture energetiche di grandi dimensioni, con ruoli di crescente responsabilità in primari gruppi italiani e internazionali. Prima di guidare Snam, è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cdp Venture Capital SGR, sostenendo la crescita dell’ecosistema dell’innovazione. È stato inoltre Chief Financial Officer di Terna, definendone il piano strategico e guidando la controllata Brugg Cables AG come Presidente Esecutivo. In precedenza, ha ricoperto incarichi manageriali di primo piano in Poste Italiane, Engie Energy Southern Europe, AceaElectrabel ed Enel. Dal 2021 Agostino Scornajenchi è inoltre Presidente di Andaf, l’Associazione nazionale direttori amministrativi e finanziari.

Agostino Scornajenchi: il legame tra università, giovani e lavoro

Nel commentare il premio, Agostino Scornajenchi ha parlato di “grande orgoglio e gratitudine”, ricordando come la Luiss abbia rappresentato una tappa fondamentale per lui e per molti colleghi della sua generazione, trasmettendo metodo, valori e senso di responsabilità. Per l’AD di Snam il riconoscimento è uno stimolo a consolidare e restituire quanto costruito negli anni con studio, impegno e passione. “Credo, oggi più che mai, sia importante mantenere vivo il legame tra università, nuove generazioni e mondo del lavoro – ha aggiunto – E ringrazio la Luiss per consentirci questo”. Il Presidente della Luiss Giorgio Fossa ha definito Agostino Scornajenchi un “modello di leadership autorevole e competente”, a testimonianza della solidità della formazione offerta dall’ateneo. Il Rettore Paolo Boccardelli ha sottolineato l’orgoglio della comunità accademica nel vedere un laureato Luiss alla guida di un settore strategico come l’energia, cruciale per la competitività e il futuro del Paese.

Illycaffè, Cristina Scocchia: “Nel 2025 arrivati a 700 milioni, più del 40% di crescita in quattro anni”

In occasione dell’evento «The Night of Independence» 2026 di San Patrignano, tenutosi presso la Terrazza della Rinascente di Milano lo scorso giugno, la CEO di Illycaffè Cristiana Scocchia interveniva ai microfoni de «Il Giornale d’Italia». Nell’intervista, la manager faceva il punto sui traguardi raggiunti dal Gruppo, sulle complessità legate all’andamento del mercato globale del caffè e sulla visione strategica che unisce crescita industriale e responsabilità sociale.

Cristiana Scocchia

Risultati record e strategie di crescita: Cristina Scocchia sul traguardo dei 700 milioni

I risultati finanziari di Illycaffè continuano a confermare una traiettoria di sviluppo straordinaria, soprattutto se si considera il complesso contesto economico globale in cui ci troviamo. È proprio la CEO a sottolineare il momento molto positivo del Gruppo in un’intervista rilasciata lo scorso giugno a «Il Giornale d’Italia». “Stiamo andando molto bene – affermava Cristina Scocchia – siamo contenti, stiamo crescendo a doppia cifra. Nel 2025 abbiamo realizzato un risultato molto importante, siamo arrivati a 700 milioni, che è una milestone per l’azienda”. Negli ultimi quattro anni il fatturato è passato da 500 a 700 milioni di euro, segnando un incremento del 40%, trainato da strategie internazionali e da una solida espansione che affianca alla crescita organica mirate operazioni di M&A. Tra queste, l’acquisizione dell’80% della società italiana di macchine per caffè Capitani e di un’altra realtà in Svizzera.

Cristina Scocchia tra la “tempesta perfetta” dei mercati e la responsabilità sociale d’impresa

Indipendentemente dai grandi traguardi economici, l’azienda continua tuttavia a misurarsi con sfide di enorme portata. “Il mercato del caffè purtroppo continua a vivere un periodo molto difficile – sottolineava Cristina Scocchia – la situazione rimane una tempesta perfetta perché, al di là del complesso contesto macroeconomico che stanno vivendo tutte le aziende, abbiamo un prezzo della materia prima, il caffè verde, che continua a essere alle stelle. Molto è dovuto alle speculazioni che il mercato di Wall Street continua a esercitare sulle soft commodities”. In questo quadro di forti turbolenze, Illycaffè rinnovava con forza il proprio legame con i valori etici e umani, confermando che il business non può prescindere dall’impatto positivo sul territorio. Una visione che si riflette nel sostegno alle realtà che operano per il bene della comunità, come dimostra appunto la presenza all’evento milanese. “Noi crediamo moltissimo nel ruolo sociale dell’impresa. L’impresa ha una responsabilità nei confronti di tutti gli stakeholder, a partire dal territorio e dalla comunità. San Patrignano è una realtà bellissima che dà a tanti ragazzi che hanno sbagliato l’opportunità di ritrovare la strada giusta. Per noi è un grande onore poter essere, nel nostro piccolo, al loro fianco in questa grande avventura del recupero di tantissimi ragazzi”.

Artrosi gomito a Roma quando serve l’artroscopia? Dott. Marco Scacchi

 

Artrosi del gomito a Roma: sintomi, cure e ruolo dell’artroscopia con il Dott. Marco Scacchi

Dolore quando si distende il braccio, difficoltà a piegare il gomito e blocchi durante il movimento possono rendere complicati gesti quotidiani come vestirsi, lavorare o praticare sport. Tra le possibili cause c’è l’artrosi del gomito, una condizione che può compromettere la mobilità dell’articolazione e richiede una valutazione per individuare il trattamento appropriato.

Per chi cerca una valutazione dell’artrosi del gomito a Roma, comprendere la differenza tra diagnosi, trattamento conservativo e intervento chirurgico è un primo passo utile. Il Dott. Marco Scacchi si occupa delle patologie del gomito e della spalla dell’adulto, attraverso trattamenti conservativi e chirurgici.

L’artroscopia del gomito rientra tra le possibilità terapeutiche per alcune condizioni articolari. La sua indicazione dipende però dalle caratteristiche del problema: non tutti i pazienti con artrosi hanno bisogno di un intervento e non tutte le forme di artrosi possono beneficiare della stessa procedura.

artrosi del gomito

Che cos’è l’artrosi del gomito

L’artrosi del gomito è una patologia caratterizzata dal deterioramento della cartilagine, il tessuto che riveste le superfici delle ossa e ne facilita lo scorrimento durante il movimento.

Alle alterazioni della cartilagine possono associarsi osteofiti, cioè sporgenze ossee, e corpi mobili, piccoli frammenti di osso o cartilagine presenti nell’articolazione. Questi elementi possono contribuire al dolore, alla rigidità e agli ostacoli meccanici al movimento.

L’impatto sulla vita quotidiana varia da persona a persona. Alcuni pazienti avvertono fastidio soprattutto quando cercano di distendere completamente il braccio; altri incontrano difficoltà nel piegarlo o nello svolgere attività ripetitive. La valutazione deve quindi considerare sia le alterazioni articolari sia le limitazioni concretamente riferite dal paziente.

Quali sono le cause dell’artrosi del gomito

L’artrosi può svilupparsi dopo un trauma che ha modificato la struttura o il funzionamento dell’articolazione. Fratture, lussazioni e lesioni pregresse possono contribuire all’usura delle superfici articolari anche a distanza di tempo.

In altri casi, la comparsa del problema si associa a sollecitazioni ripetute, legate ad attività lavorative o sportive particolarmente impegnative per il gomito.

Durante la visita

giovedì 5 novembre 2026

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset leader nel digitale, i dati

Attraverso la piattaforma Infinity, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi si posiziona come unico broadcaster italiano con trend positivo nel settore dello streaming TV. Per Mediaset una conferma della strategia messa in campo dal Chairman e Group CEO di MFE per integrare le attività crossmediali.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: la leadership di Mediaset nello streaming

La TV regge la sfida del tempo – smentendo gran parte delle previsioni che la davano in declino – mentre lo streaming registra segnali di frenata. Questo lo scenario fotografato da “Il Sole 24 Ore” che, riportando diversi dati elaborati dallo Studio Frasi e da Accenture, evidenzia le più recenti tendenze in tema di fruizione media. Un quadro in cui Mediaset e il progetto di Pier Silvio Berlusconi si confermano in controtendenza come primo Gruppo in Italia nei programmi TV, nonché unico broadcaster italiano con trend positivo nel settore. La dinamica trova riscontro nelle analisi dello Studio Frasi sui dati Auditel che, in ambito TV, attestano quasi 40 milioni di persone collegate almeno per un minuto al giorno nei primi 280 giorni del 2026. Di segno opposto invece lo streaming, come segnala la ricerca di Accenture citata da “Il Sole 24 Ore”: una persona su due, tra le 6.000 interpellate, ha cancellato almeno due abbonamenti a piattaforme digitali nell’arco dell’ultimo anno. Nonostante l’andamento, proprio nello streaming Mediaset si è rivelata primo Gruppo in Italia per i programmi TV: un risultato supportato dalla piattaforma Infinity e dalla strategia di Pier Silvio Berlusconi orientata alla fruizione crossmediale dei contenuti.

Pier Silvio Berlusconi: i dati Mediaset e la vision europea per MFE

Come rimarcano le analisi dello Studio Frasi e di Accenture, l’attenzione è oggi sulla fruizione on demand dei contenuti televisivi veicolati nelle piattaforme digitali. In tale segmento, Mediaset è leader di settore con la piattaforma Infinity, che consente al Gruppo di registrare un andamento fortemente positivo: nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 14 ottobre, ad esempio, Mediaset ha totalizzato 1,55 miliardi di visualizzazioni video, staccando le performance di Sky (482,6 milioni) e della Rai (433,4 milioni). Il primato è confermato anche nelle ore di visione online: il Gruppo di Cologno Monzese si attesta a 125,5 milioni di ore, contro gli 87,3 milioni della Rai e i 50,8 milioni di Sky. Non solo: sulla TV generalista, la vetta è mantenuta anche nel bilancio annuale degli ascolti, guidata dall’affermazione di Canale 5. Le metriche Auditel, aggiornate al 10 ottobre, mostrano infatti una crescita dello 0,6% nell’audience differita, a fronte di numeri in calo per le realtà concorrenti. I risultati ribadiscono la solidità della vision di Pier Silvio Berlusconi sulle dinamiche di settore: evoluzione tecnologica, qualità e formati crossmediali per garantire crescita e innovazione, senza tralasciare una forte identità editoriale che fa la differenza in Mediaset e nel Gruppo MFE - MEDIAFOREUROPE. In questo solco anche le varie iniziative per lo sviluppo del network integrato europeo: tra le più recenti, l’espansione di MFE ADVERTISING nel mercato tedesco con la piattaforma AdManager, progetto che segue i lanci già avvenuti in Italia e in Spagna. La piattaforma arriva ora in Germania con la denominazione ProSiebenSat.1 AdManager tramite la concessionaria Seven.One Media, consentendo alle PMI, alle agenzie indipendenti e ai reseller tedeschi di gestire in autonomia le proprie campagne sulla TV connessa. Una sinergia che, sempre più integrata, si riflette nell’azione promossa da Pier Silvio Berlusconi per lo sviluppo internazionale.

Susan Carol Holland: Amplifon, terzo anno consecutivo nella classifica “Forbes” delle imprese più inclusive

Amplifon, presieduta da Susan Carol Holland, è presente per il terzo anno consecutivo all’interno della classifica “World’s Top Companies for Women 2026” di “Forbes”, unica società audiologica nella categoria “Servizi e dispositivi medici”. Il riconoscimento si aggiunge al quinto rinnovo della Gender Equality Certification e all’impegno per la parità di genere.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: “Forbes” premia l’impegno di Amplifon per la parità di genere

Presieduta da Susan Carol Holland, Amplifon è stata nuovamente inserita da “Forbes” nella classifica “World’s Top Companies for Women 2026”, redatta in collaborazione con Statista. Per il terzo anno consecutivo il leader dell’hearing care entra a far parte della graduatoria delle imprese più inclusive a livello internazionale. In particolare, Amplifon è l’unica società del settore audiologico all’interno della categoria “Servizi e dispositivi medici”. Il ranking è stato stilato a seguito di un’indagine indipendente condotta su circa 120mila lavoratrici in più di 36 Paesi, prendendo in considerazione diversi parametri, tra cui: le possibilità di crescita professionale e di carriera, le iniziative e i progetti volti alla creazione di ambienti di lavoro inclusivi e gli interventi adottati per ridurre il gender gap.

Susan Carol Holland: un’importante conferma del lavoro di Amplifon

Essere inclusi nella classifica “World’s Top Companies for Women 2026” di “Forbes” rappresenta un traguardo per Amplifon che, sotto la guida di Susan Carol Holland, è da tempo impegnata nel contrastare la disparità di genere. Questo riconoscimento, infatti, si somma a un altro obiettivo raggiunto dal Gruppo, ovvero il rinnovo per il quinto anno di fila della Gender Equality Certification da parte del Winning Women Institute, per evidenziare l’impegno di Amplifon in questo ambito. Con oltre 15.000 dipendenti e un network di 10.000 negozi in 24 Paesi per cinque continenti, il Gruppo presieduto da Susan Carol Holland consolida la sua leadership mondiale nel settore della cura dell’udito.

mercoledì 4 novembre 2026

FP Elettronica: rivenditore FAAC a Roma dal supporto alla vendita

 

Rivenditore FAAC a Roma: FP Elettronica, ricambi e assistenza

Cerchi un rivenditore FAAC a Roma per acquistare un’automazione, trovare un ricambio originale o ricevere supporto su un impianto esistente? FP Elettronica mette a disposizione esperienza, consulenza e assistenza tecnica per aiutarti a individuare i prodotti adatti alle tue esigenze.

Dal 1985 lavoriamo nel settore delle automazioni e della sicurezza, affiancando privati, installatori, aziende e amministratori di condominio. Nella nostra sede di Morena, a Roma, puoi confrontarti direttamente con personale preparato, conoscere le soluzioni disponibili e ricevere indicazioni prima e dopo l’acquisto.

Essere un interlocutore utile significa partire da ciò che devi realizzare: automatizzare un cancello, sostituire un componente, gestire un accesso condominiale oppure valutare un nuovo sistema. Il nostro lavoro comincia dall’ascolto e prosegue con una consulenza orientata alle caratteristiche dell’impianto e al suo utilizzo quotidiano.

FP Elettronica a Roma dal 1985

La storia di FP Elettronica inizia a Roma nel 1985. La crescita dell’attività ha portato, già dopo circa un anno, a un primo ampliamento della sede operativa. Negli anni successivi abbiamo consolidato l’esperienza nell’assistenza tecnica e sviluppato collaborazioni con importanti aziende del settore.

All’inizio degli anni Novanta abbiamo ampliato la proposta commerciale introducendo prodotti dedicati alla sicurezza e alla videosorveglianza. Nello stesso periodo è avvenuto il trasferimento nei locali di Morena, dove siamo ancora oggi operativi.

Il percorso è proseguito attraverso investimenti negli spazi, nelle tecnologie e nelle competenze delle persone. Nel 2015 un ulteriore ampliamento ci ha permesso di realizzare un’area espositiva polivalente, pensata per conoscere le apparecchiature in funzione e ospitare incontri tecnici.

Dal 2018 siamo Centro Assistenza Ufficiale FAAC. Un’attività che si inserisce in un percorso di oltre quarant’anni dedicato alle automazioni, ai ricambi e al supporto tecnico.

Per chi cerca un rivenditore FAAC a Roma, questa esperienza significa poter dialogare con un’azienda che conosce le esigenze di clienti finali e professionisti.

Rivenditore FAAC a Roma e assistenza tecnica ufficiale

Quando acquisti un prodotto per un impianto automatico, le informazioni che ricevi possono fare la differenza. Prima di scegliere è utile chiarire quale risultato vuoi ottenere, quali componenti sono già presenti e quali caratteristiche deve avere la soluzione da acquistare.

Come rivenditore ufficiale e Centro Assistenza FAAC a Roma, FP Elettronica unisce la fornitura dei prodotti al supporto tecnico. Puoi rivolgerti a noi per valutare un sistema completo, identificare un ricambio o approfondire le possibilità di assistenza relative a un componente.

La consulenza è utile anche quando possiedi un impianto installato da tempo e non conosci il riferimento del prodotto da sostituire. In questi casi, raccogliere le informazioni disponibili permette di avviare una verifica più precisa.

Il nostro obiettivo è aiutarti a compiere una scelta consapevole, con un interlocutore disponibile anche per le successive esigenze di assistenza.

Rivenditore FAAC a Roma

Automazioni FAAC per cancelli a Roma

Il cancello automatico è uno degli accessi utilizzati più spesso in abitazioni, condomini e attività professionali. Scegliere un’automazione richiede quindi una valutazione delle esigenze reali, delle caratteristiche del cancello e delle modalità di utilizzo.

Da FP Elettronica puoi ricevere supporto nella scelta di soluzioni per cancelli scorrevoli e cancelli a battente. Il confronto iniziale aiuta a definire il contesto: un ingresso privato, un accesso condiviso da più famiglie oppure un passaggio utilizzato nell’ambito di un’attività.

Se devi acquistare un nuovo sistema, possiamo aiutarti a individuare i prodotti da approfondire con il professionista incaricato dell’installazione. Se hai già un’automazione FAAC, puoi contattarci per informazioni sui componenti e sulle possibilità di assistenza.

Affrontare questi aspetti prima dell’acquisto rende più chiara la scelta e facilita il dialogo tra cliente, rivenditore e installatore.

Ricambi originali FAAC a Roma

Chi cerca ricambi originali FAAC a Roma ha spesso un’esigenza precisa: identificare il componente corretto per un sistema già presente. Può trattarsi di un telecomando, di una ricevente, di una scheda elettronica o di un accessorio dell’automazione.

Da FP Elettronica trovi supporto per la ricerca dei ricambi e per la verifica dei riferimenti del prodotto. La disponibilità del singolo articolo e le eventuali alternative vanno valutate in base al modello e alle informazioni sull’impianto.

Per rendere più efficace la richiesta, quando possibile prepara:

  • Il modello dell’automazione o del dispositivo.

  • Il codice riportato sull’etichetta del componente.

  • Una fotografia leggibile del prodotto da identificare.

  • Una breve descrizione dell’esigenza o del problema riscontrato.

Questi elementi aiutano a distinguere prodotti apparentemente simili e a indirizzare la ricerca. Se non sai quale riferimento fornire, puoi iniziare contattando il nostro personale e spiegando cosa devi sostituire.

Supporto prima e dopo l’acquisto

La scelta di un’automazione o di un ricambio può sollevare domande diverse. Quale prodotto prendere in considerazione? Quali informazioni servono per identificarlo? A chi rivolgersi se un componente presenta un problema?

Il supporto tecnico di FP Elettronica accompagna il cliente nelle diverse fasi del rapporto con l’azienda. Prima dell’acquisto ti aiutiamo a chiarire le esigenze e a conoscere le soluzioni disponibili. Successivamente puoi rivolgerti a noi per richieste di assistenza e informazioni sui ricambi.

Lavoriamo sia con chi conosce già i prodotti sia con chi affronta per la prima volta la scelta di un sistema automatico. Per questo adattiamo il confronto al livello di approfondimento necessario, mantenendo l’attenzione su ciò che serve per procedere.

Quando ci contatti, descrivi il risultato che desideri ottenere oppure il comportamento dell’impianto. Partire da informazioni concrete è il modo più utile per orientare la consulenza.

Un riferimento per installatori e professionisti

Gli installatori hanno bisogno di un fornitore con cui confrontarsi sulle caratteristiche dei prodotti, sulla disponibilità dei componenti e sulle esigenze dei diversi lavori.

FP Elettronica collabora con professionisti che operano nelle automazioni e nella sicurezza, offrendo prodotti, ricambi e consulenza tecnica. Il rapporto con chi lavora sul campo ci permette di comprendere richieste legate sia ai nuovi impianti sia alla gestione di quelli esistenti.

La sede comprende un’area vendita, un magazzino ricambi e spazi dedicati al supporto. L’area espositiva offre inoltre un luogo in cui approfondire le soluzioni e sviluppare occasioni di aggiornamento insieme ai partner.

Per un installatore che cerca un rivenditore FAAC a Roma, poter contare su un punto vendita fisico e su un confronto diretto rappresenta un aiuto nell’organizzazione del lavoro e nella preparazione delle forniture.

Soluzioni per privati, condomini e aziende

Le esigenze cambiano in base al contesto. Un privato può cercare un telecomando o informazioni su un cancello domestico. Un amministratore di condominio può avere bisogno di chiarire una richiesta relativa a un accesso condiviso. Un’azienda può voler valutare prodotti per la gestione dei propri ingressi.

Da FP Elettronica accogliamo richieste provenienti da queste diverse realtà. Il primo passaggio consiste nel comprendere il tipo di impianto, l’utilizzo previsto e il motivo del contatto.

Se sei un cliente privato, puoi rivolgerti a noi anche senza conoscere il nome tecnico di ogni componente. Se rappresenti un condominio o un’attività, raccogliere i riferimenti dell’impianto e le informazioni già disponibili aiuta a rendere il confronto più efficace.

La consulenza parte sempre dalla tua situazione, così da individuare i prodotti o il percorso di assistenza da approfondire.

Automazioni e sicurezza nello stesso punto vendita

L’offerta di FP Elettronica comprende diverse categorie di prodotti per gli accessi e la sicurezza. Oltre alle automazioni per cancelli, trattiamo soluzioni per porte automatiche, serrande, basculanti, persiane, barriere, dissuasori e tornelli.

A queste si affiancano sistemi di antintrusione, videosorveglianza e controllo accessi dei marchi trattati dall’azienda. È una proposta pensata per rispondere a esigenze che possono riguardare un singolo ingresso oppure più aree dello stesso immobile.

Se stai valutando diversi interventi, puoi presentarci il quadro complessivo delle tue necessità. Potremo aiutarti a conoscere le categorie di prodotto pertinenti e a individuare gli aspetti da approfondire con i professionisti coinvolti.

Avere un punto di riferimento per più famiglie di prodotti facilita la raccolta delle informazioni e permette di affrontare le scelte con maggiore chiarezza.

Dove trovare FP Elettronica a Roma

La nostra sede si trova a Morena, in Via del Casale Agostinelli 92 A/E, 00118 Roma.

Il punto vendita è organizzato per accogliere clienti privati e professionisti, con area vendita, magazzino ricambi, area espositiva e supporto tecnico. È disponibile anche un ampio parcheggio privato.

Venire in sede permette di confrontarti direttamente con il personale e di presentare la tua richiesta. Se cerchi un articolo preciso, ti consigliamo di contattarci prima della visita per verificarne la disponibilità e sapere quali informazioni portare.

Puoi chiamare i numeri 06 79841448 e 06 79841449, oppure utilizzare la pagina Contattaci per inviarci una richiesta.

Domande frequenti sul rivenditore FAAC a Roma

FP Elettronica offre assistenza ufficiale FAAC?

Sì. FP Elettronica è Centro Assistenza Ufficiale FAAC dal 2018. Puoi contattarci per informazioni sul supporto tecnico e sulle esigenze relative ai prodotti FAAC.

Posso acquistare anche se sono un privato?

Sì. Ci rivolgiamo sia ai professionisti sia ai clienti privati. Puoi chiederci informazioni per un nuovo acquisto, un ricambio o un impianto esistente.

Come posso richiedere un ricambio FAAC?

Contattaci indicando, se disponibili, modello e codice del componente. Una fotografia leggibile e una descrizione della richiesta possono aiutarci nella sua identificazione.

Offrite supporto agli installatori?

Sì. Collaboriamo con installatori e professionisti attraverso la fornitura di prodotti, ricambi e consulenza tecnica.

Cerchi un rivenditore FAAC a Roma Contatta FP Elettronica

Se hai bisogno di un rivenditore FAAC a Roma, FP Elettronica ti accoglie con esperienza, prodotti originali e supporto tecnico.

Che tu debba valutare un’automazione, cercare un componente o richiedere informazioni sull’assistenza, raccontaci la tua esigenza. Ti aiuteremo a individuare il passo successivo e le informazioni necessarie per affrontarlo.

Visita il sito FP Elettronica oppure contattaci per conoscere i prodotti e i servizi disponibili nella nostra sede di Morena.

Claudio Riva: innovazione e sostenibilità nei processi produttivi

Claudio Riva, Presidente di Riva Forni Elettrici, ha gestito nel corso della sua carriera scenari industriali e geopolitici di grande complessità e ad alto impatto strategico, distinguendosi in particolare in due capitoli che hanno segnato la siderurgia europea recente: la privatizzazione dell'acciaio nella Germania post-riunificazione e la trasformazione dello stabilimento di Genova Cornigliano.

Claudio Riva, Presidente di Riva Forni Elettrici

Claudio Riva: la privatizzazione dell'acciaio in Germania

Tra i passaggi più significativi della carriera di Claudio Riva spicca la direzione della fase di privatizzazione del comparto siderurgico nella Germania post-riunificazione, un processo che ha richiesto di conciliare esigenze industriali e occupazionali, in un contesto di grande delicatezza politica per il Paese appena riunificato. Sotto la sua guida, Gruppo Riva ha superato gli obiettivi occupazionali e di investimento concordati con le controparti, ottenendo un ampio riconoscimento pubblico per il contributo dato al rilancio industriale dell'area. Un secondo capitolo altrettanto rilevante ha riguardato l'Italia: tra il 2000 e il 2005, Claudio Riva è stato protagonista della trasformazione dello stabilimento di Genova Cornigliano, un intervento che ha comportato il superamento della siderurgia a ciclo integrale nell'ambito dell'omonimo Accordo di Programma. L'operazione ha coinvolto imprese e istituzioni governative, insieme alle parti sociali del territorio, in un processo negoziale complesso, traducendosi in un modello di riqualificazione ambientale considerato virtuoso, capace di salvaguardare integralmente sia l'occupazione sia gli investimenti già presenti sul territorio genovese.

Claudio Riva: dal settore armatoriale al ritorno in Riva Forni Elettrici

Nel 2005, dopo gli anni dedicati alla ristrutturazione della siderurgia italiana e tedesca, Claudio Riva ha scelto di diversificare il proprio raggio d'azione, assumendo la guida della Società Navali Unite Genova (Snug) e concentrandosi sul settore armatoriale. Ha condotto la compagnia marittima attraverso una fase di consolidamento durata fino al 2014, anno in cui la società è stata ceduta a un'importante realtà tedesca, chiudendo così un capitolo professionale che ne aveva ampliato l'esperienza al di fuori del perimetro strettamente siderurgico. Proprio il 2014 ha segnato anche il ritorno ufficiale del manager nel comparto dell'acciaio, con la nomina a Presidente di Riva Forni Elettrici. Da quel momento la sua leadership ha impresso una forte accelerazione verso l'innovazione tecnologica e la sostenibilità dei processi produttivi, con il Laboratorio di Ricerca e Sviluppo situato a Lesegno che è diventato, sotto la sua guida, un polo di riferimento internazionale per la progettazione di soluzioni metallurgiche avanzate. L'efficacia della strategia aziendale implementata da Claudio Riva ha trovato conferma nei risultati conseguiti dall'azienda nel corso della sua gestione, a testimonianza di una traiettoria manageriale che unisce esperienza industriale e capacità negoziale su dossier complessi, con un'attenzione costante alle trasformazioni più recenti del settore.

martedì 3 novembre 2026

Stefania Ranzato sul sostegno di DEAS a “Forme nel Verde”

Il valore della persona al centro dell’innovazione tecnologica e culturale: è questa la missione che guida Stefania Ranzato e la sua azienda DEAS nel supportare la rassegna d’arte ambientale “Forme nel Verde”.

Stefania Ranzato

Il sostegno di Stefania Ranzato e DEAS a “Forme nel Verde”

“Forme nel Verde” è la rassegna d’arte ambientale nata nel 1971 che ha luogo a San Quirico d’Orcia, nel cuore della Val d’Orcia. Accessibile dallo scorso luglio fino a novembre, l’appuntamento è sostenuto da Stefania Ranzato, imprenditrice e fondatrice di DEAS, azienda di alta tecnologia che ha deciso di investire nei giovani talenti delle Accademie di Belle Arti presentati alla manifestazione. “Tecnologia e arte nascono dalla creatività e dalla capacità di trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto – ha sottolineato l’imprenditrice – Per DEAS innovare significa proteggere infrastrutture e imprese ma anche investire nelle persone e nel pensiero, dando fiducia a chi contribuirà al futuro del nostro patrimonio culturale. Il sostegno alle Accademie è parte della visione d’impresa: coltivare talento, bellezza e fiducia nel futuro”. La 55esima edizione della rassegna raccoglie, all’interno della sezione YOUNG 2026, i lavori di venti giovani studenti che vengono da dieci Accademie Statali di Belle Arti d’Italia.

Stefania Ranzato: la tecnologia deve essere uno strumento non il fine, al centro c’è la persona

In occasione della mostra d’arte ambientale, DEAS ha voluto investire nel talento degli under 35 con l’idea di promuovere una visione incentrata sul valore umano. “Il progresso ha valore solo quando mette al centro la persona: la tecnologia deve essere uno strumento, non il fine – ha evidenziato Stefania Ranzato – La cybersicurezza protegge sistemi e dati ma anche la libertà di vivere, lavorare, creare e innovare. DEAS vuole unire tecnologia e umanesimo per costruire una sicurezza capace di generare fiducia, opportunità e valore condiviso”. L’azienda sostiene i giovani attraverso iniziative di formazione: la rassegna d’arte non è quindi un episodio isolato bensì l’evoluzione di un percorso portato avanti già da diverso tempo. “Con Forme nel Verde – ha rimarcato l’imprenditrice – estendiamo l’impegno alle Accademie di Belle Arti per rafforzare le collaborazioni con università, istituti di ricerca e realtà culturali per generare valore umano e sociale”.

“L’energia non è un costo, ma una leva di competitività”: l’intervento di Monica Iacono ai Green & Net Zero Talk

La sicurezza energetica è un tema che riguarda direttamente la competitività del Paese, e Monica Iacono, CEO e Country Manager di ENGIE Italia, lo ha ribadito nella prima giornata dell’8ª edizione dei Green & Net Zero Talk dedicata a “Geopolitica e sicurezza energetica: i nuovi equilibri globali” e organizzata da “Rcs Academy” in collaborazione con il “Corriere della Sera”.

Monica Iacono

Monica Iacono: dalla logica dell’emergenza agli interventi strutturali

Il confronto ha toccato il futuro delle politiche energetiche europee, lo sviluppo di rinnovabili, e il potenziamento delle infrastrutture. Al centro anche la necessità di ridurre la volatilità dei prezzi, attraverso contratti di lungo termine. Nel suo intervento, Monica Iacono ha letto il costo della bolletta come il segnale di una vulnerabilità strutturale e di sistema. Da qui l’invito a superare la logica emergenziale a favore di interventi di lungo periodo. Secondo la manager, l’energia non va considerata soltanto una voce di spesa: è un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo del sistema produttivo, per l’innovazione e per la competitività. Cambia di conseguenza anche il ruolo delle aziende del settore. Oltre a produrre e fornire energia, devono affiancare imprese e Pubbliche Amministrazioni, “che hanno bisogno di prevedibilità e stabilità per pianificare investimenti di lungo periodo”.

Monica Iacono: rinnovabili, accumuli e PPA come strumenti già disponibili

Per ENGIE Italia, ha spiegato Monica Iacono, questo significa lavorare in modo integrato su rinnovabili, accumuli, flessibilità ed efficienza. L’azienda è convinta che l’elettrificazione sia una leva di politica industriale per il Paese, capace di tenere insieme competitività, sostenibilità e sicurezza energetica. Gli strumenti per procedere, ha ricordato la manager, esistono già: la produzione di energia rinnovabile on site, abbinata a sistemi di accumulo, e i contratti di lungo termine (PPA), che aiutano a rendere i prezzi più prevedibili.

Renato Mazzoncini: A2A accelera la transizione ecologica a Milano

Renato Mazzoncini ha presentato il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano 2025, che evidenzia gli investimenti di A2A nella transizione ecologica della città. Oltre 600 milioni di euro sono stati destinati al territorio, per lo sviluppo delle reti, della mobilità elettrica e a interventi per ridurre le emissioni.

 Renato Mazzoncini, AD di A2A

Renato Mazzoncini: il nuovo Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano di A2A, 600 milioni per la transizione ecologica nel 2025

Dieci anni dopo la prima rendicontazione, Renato Mazzoncini ha presentato lo scorso 2 ottobre i risultati del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano di A2A relativo al 2025. La Life Company ha investito nella città oltre 600 milioni di euro (+24%) per la transizione ecologica: più di 2.300 punti di ricarica elettrica installati (+200%); 900 nuove assunzioni, di cui il 40% under 30; circa 1 milione di tonnellate di CO2 in meno e il 100% dei rifiuti raccolti avviati a recupero di materia o energia. "Quest'anno ricorre il decennale del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano — ha sottolineato l’AD e DG Renato Mazzoncini — un percorso che ben rappresenta il nostro patto di trasparenza e dialogo con la città. Dal 2016 abbiamo investito sul territorio oltre 3 miliardi di euro, di cui più di 600 milioni nel solo 2025. Sempre nel 2025 il valore economico distribuito ha superato 1,3 miliardi, in crescita del 166% rispetto alla prima rendicontazione”.

Renato Mazzoncini: A2A accelera sull’elettrificazione e sul teleriscaldamento sostenibile a Milano

“Per accompagnare la città nel processo di elettrificazione dei consumi e nell’affrontare gli effetti del cambiamento climatico, lo scorso anno abbiamo destinato circa 250 milioni allo sviluppo e potenziamento della rete di distribuzione elettrica”, ha aggiunto Renato Mazzoncini, risorse che fanno parte dei 3,4 miliardi di euro previsti dal Piano Industriale al 2035. Inoltre, per la fine del 2026 ci sarà il completamento dell’impianto di teleriscaldamento che consentirà di recuperare il calore prodotto dai data center Avalon 3 in zona Bisceglie, per metterlo a disposizione della città. Sono 230.000, ad oggi, gli appartamenti equivalenti teleriscaldati nel 2025, per un totale di emissioni di CO2 evitate pari a 106.000 tonnellate. “La città metropolitana di Milano ha tutte le caratteristiche per affermarsi come uno dei principali poli dell'innovazione sostenibile — ha dichiarato Renato Mazzoncini — e A2A continuerà a fare la sua parte per sostenere questo percorso di crescita con risorse, competenze e visione industriale di lungo periodo".

Vitali Spa: 10.000 quintali di asfalto stesi in una sola giornata da una singola squadra

Vitali Spa ha la capacità di portare a termine opere edili complesse in tempi rapidi e con standard elevati. Per il Gruppo, la scelta dei materiali più performanti è fondamentale, sia per garantire efficienza e solidità dei servizi, sia per concludere ogni progetto con successo.

L'azienda Vitali Spa

Vitali Spa e il cantiere VAR SUD SP166: 10.000 quintali di asfalto in un giorno

Vitali Spa produce nei propri stabilimenti i materiali e le materie prime necessari alla costruzione di numerose opere, garantendone la qualità. Ne è la dimostrazione il cantiere VAR SUD SP166 a Calusco d’Adda, che lo scorso luglio il Gruppo ha chiuso in tempi record. Grazie al connubio tra precisione, organizzazione e determinazione, una singola squadra è riuscita a stendere, nell’arco di una giornata, 10.000 quintali di tappeto d’asfalto con uno spessore di 4 cm. L’intervento ha interessato il tratto della nuova strada provinciale, per un totale di 1.100 metri, di cui 210 in galleria artificiale.

Vitali Spa, materiali prodotti in casa e innovazione per l’urbanistica

Anche il materiale usato da Vitali Spa per il cantiere sulla nuova strada provinciale è stato interamente realizzato presso i propri stabilimenti. Tra le materie prime prodotte dal Gruppo ci sono calcestruzzi, asfalti tradizionali, speciali, ecologici e inerti, che devono rispettare rigidi standard sia di sostenibilità ambientale sia di qualità produttiva. Con competenze e know-how maturati in circa 40 anni di esperienza, l’azienda contribuisce all’innovazione urbanistica attraverso soluzioni all’avanguardia. L’innovazione coinvolge anche i laboratori di Vitali Spa, dove strumenti moderni e tecnici qualificati producono e distribuiscono conglomerati di diverse tipologie, sviluppando l’applicazione dei bitumi modificati in alternativa ai bitumi tradizionali.

venerdì 30 ottobre 2026

Ritiro auto a Punta Raisi: come organizzarsi | GEM Noleggio

 

Sicilia occidentale in auto: come organizzare il viaggio da Palermo Punta Raisi

Una vacanza in Sicilia occidentale comincia spesso con una scelta che precede spiagge, ristoranti e luoghi da visitare: dove soggiornare e come muoversi. Prenotare un volo per Palermo offre un punto di partenza, ma il programma prende forma quando si collegano l’aeroporto, l’alloggio e le tappe desiderate.

Chi immagina un viaggio tra località diverse dovrebbe valutare insieme questi elementi. Una struttura scelta soltanto per il prezzo può rivelarsi poco adatta agli spostamenti previsti; allo stesso modo, un itinerario ricco di tappe può risultare faticoso se non tiene conto delle ore effettivamente disponibili. Organizzare la mobilità fin dall’arrivo a Punta Raisi aiuta a costruire una vacanza proporzionata al tempo e alle esigenze dei viaggiatori.

Prima dell’itinerario viene la scelta della base

La prima domanda utile riguarda il tipo di soggiorno. Si desidera trascorrere gran parte delle giornate a Palermo, alternare città e mare oppure cambiare zona più volte? La risposta incide sia sull’alloggio sia sul periodo per cui avere un’auto a disposizione.

Per una vacanza concentrata soprattutto in città, conviene considerare quanto si utilizzerà realmente il veicolo e dove parcheggiarlo. Se invece il programma comprende più località della Sicilia occidentale, una base scelta in relazione alle escursioni può rendere più semplice distribuire le visite.

Anche l’orario di arrivo conta. Dopo un volo serale, una prima notte organizzata con attenzione può essere preferibile a un trasferimento seguito da altri impegni. Quando si viaggia con bambini o si parte molto presto da casa, lasciare la prima giornata più libera permette di affrontare il soggiorno con un ritmo sostenibile.

Una sola struttura oppure più pernottamenti?

Restare nello stesso alloggio offre una comodità concreta: non dover rifare i bagagli a ogni spostamento. È una soluzione da valutare quando si preferiscono escursioni giornaliere e si vuole mantenere un punto di riferimento durante la vacanza.

Cambiare pernottamento può invece avere senso per un percorso che attraversa zone diverse e prosegue in una direzione precisa. In questo caso, però, bisogna includere nel programma il tempo necessario per lasciare la camera, caricare il veicolo e raggiungere la struttura successiva.

Un esempio aiuta a chiarire la differenza. Una famiglia che desidera alternare giornate di riposo e brevi uscite potrebbe preferire una sola base. Una coppia interessata a costruire un percorso con più soste potrebbe scegliere due alloggi. Entrambe le formule funzionano quando gli spostamenti sono coerenti con il viaggio desiderato e non diventano un impegno continuo.

Il ruolo dell’auto quando si arriva a Punta Raisi

L’Aeroporto di Palermo Falcone-Borsellino, conosciuto anche come Punta Raisi, è il luogo da cui molti viaggiatori iniziano a organizzare i trasferimenti. Disporre di una vettura dall’arrivo permette di collegare il volo al soggiorno e di gestire successivamente le uscite secondo il proprio programma.

Il vantaggio dipende soprattutto dall’uso previsto. Chi intende visitare più località, trasportare bagagli o raggiungere un alloggio fuori dal centro può trovare utile organizzare il mezzo prima della partenza. Per chi rimane nella stessa zona, la valutazione dovrebbe tenere conto anche del parcheggio e delle giornate in cui l’auto sarebbe effettivamente necessaria.

Tra le soluzioni disponibili, GEM Noleggio a Palermo Punta Raisi propone la consegna e il ritiro del veicolo presso lo scalo, con un servizio organizzato dalla sede di Castellammare del Golfo. L’azienda prevede inoltre possibilità di noleggio senza carta di credito, da verificare in fase di prenotazione insieme alle condizioni applicabili.

La presenza di un servizio aeroportuale va valutata sulla base degli accordi concreti: luogo dell’appuntamento, orari, disponibilità del veicolo e condizioni economiche. Questi elementi permettono di capire se la soluzione corrisponde alle necessità del soggiorno.

noleggio auto aeroporto palermo punta raisi

Disegnare le giornate per zone anziché accumulare tappe

Quando si prepara una vacanza, è facile raccogliere molti nomi su una mappa e provare a inserirli tutti nel calendario. Un metodo più pratico consiste nel raggruppare le visite per zona, scegliendo una tappa principale e lasciando le altre come possibilità.

Palermo e Mondello possono rientrare nella parte del programma dedicata all’area palermitana. Castellammare del Golfo e Scopello possono essere considerate nell’organizzazione delle giornate lungo quel tratto di costa. San Vito Lo Capo e Trapani richiedono una valutazione del percorso rispetto alla base scelta e al tempo da dedicare a ciascuna sosta.

Il punto non è completare un elenco. Per ogni giornata conviene chiedersi quanto tempo si vuole trascorrere fuori dall’auto, includendo passeggiate, pasti e pause. Un tragitto calcolato dal navigatore descrive il trasferimento, ma non comprende la ricerca del parcheggio, l’accesso ai luoghi e le soste che danno significato alla visita.

Il budget della vacanza comprende anche la mobilità

Il costo del noleggio è una componente del budget complessivo. Per valutare la spesa, vanno considerati anche carburante, parcheggi ed eventuali servizi richiesti. Una tariffa apparentemente più bassa può essere poco rappresentativa se non è chiaro quali prestazioni comprenda.

Prima di scegliere, è utile confrontare preventivi riferiti alle stesse date e a esigenze equivalenti. Categoria della vettura, eventuali accessori, conducenti aggiuntivi e condizioni di consegna devono essere leggibili. Anche deposito, coperture e franchigie meritano attenzione, perché incidono sulla comprensione degli impegni assunti.

L’eventuale pagamento senza carta di credito è un’opzione da discutere con l’operatore prima della conferma. Non consente, da solo, di dedurre quali garanzie siano richieste. Chiarire questi aspetti permette di confrontare le offerte sulla base del servizio effettivo.

Bagagli e abitudini di viaggio aiutano a scegliere la vettura

Una macchina adatta al gruppo deve accogliere comodamente persone e bagagli. Il numero dei passeggeri è soltanto il primo dato: contano anche le dimensioni delle valigie, la presenza di un passeggino e gli oggetti che si porteranno durante le escursioni.

Per un percorso con diversi cambi di alloggio, il bagagliaio viene utilizzato frequentemente. Per una vacanza con una sola base, dopo il primo trasferimento le esigenze quotidiane possono essere più leggere. Descrivere il programma all’operatore aiuta a valutare una categoria adeguata, sempre in relazione ai mezzi disponibili.

Se servono accessori specifici, è opportuno richiederli insieme al preventivo. Affrontare la scelta prima di partire lascia il tempo di verificare le alternative e di ricevere una conferma precisa della soluzione proposta.

La prima e l’ultima giornata meritano un programma diverso

I giorni dei voli hanno un ritmo particolare. All’arrivo bisogna considerare il tempo per uscire dall’aeroporto, ritirare gli eventuali bagagli e incontrare il referente del noleggio. Inserire subito una visita con un orario rigido può rendere complicata anche una piccola variazione del viaggio.

Per il ritorno, è utile pianificare la partenza dall’alloggio includendo la restituzione del veicolo e le operazioni aeroportuali. La visita aggiuntiva dell’ultimo giorno dovrebbe essere compatibile con questi impegni, senza consumare tutto il margine disponibile.

Prima di prenotare le ultime attività, conviene quindi rivedere l’intera sequenza: conclusione del soggiorno, eventuale rifornimento secondo contratto, riconsegna e ingresso in aeroporto. Un programma realistico lascia spazio agli imprevisti ordinari senza trasformare la partenza in una corsa.

Un viaggio costruito intorno alle proprie priorità

La libertà di muoversi in auto acquista valore quando è accompagnata da scelte coerenti. Individuare una base adatta, distribuire le tappe per zona e lasciare qualche giornata meno impegnativa permette di utilizzare il veicolo come supporto alla vacanza.

Partire da Palermo Punta Raisi con alloggio e spostamenti già coordinati aiuta a concentrarsi su ciò che si desidera fare in Sicilia. Per preparare il soggiorno bastano un programma ragionato e accordi chiari con chi fornisce i servizi: il resto del tempo può essere dedicato alle visite, alle soste e alle scoperte lungo il percorso.

Internazionalizzazione e crescita: l’operazione Andornet rafforza la strategia di Sesa

Sesa perfeziona, attraverso la controllata Var Group, l’acquisizione del 100% del digital partner andorrano Andornet, rafforzando la propria presenza nella penisola iberica e accelerando il percorso di internazionalizzazione in aree ad alto potenziale.

Sesa

Sesa: l’acquisizione di Andornet per accelerare l’internazionalizzazione

Con ricavi a 3,6 miliardi di euro, Sesa prosegue lungo una traiettoria di crescita che si basa su una combinazione di sviluppo interno e acquisizioni industriali ad alto valore aggiunto. Andornet – azienda con sede nel Principato di Andorra specializzata in servizi IT, cloud infrastrutturale, connettività avanzata, digital workplace e servizi gestiti per imprese e istituzioni pubbliche – è entrata nel perimetro della controllata Var Group, che potrà consolidare la presenza nel mercato di Andorra e, soprattutto, ampliare l’offerta in ambiti strategici per i settori terziario avanzato, bancario e finanziario, della pubblica amministrazione locale. Un’operazione che si inserisce all’interno di un percorso di espansione molto più ampio. “L’acquisizione di Andornet rafforza il nostro percorso di progressiva internazionalizzazione in aree geografiche adiacenti ad elevato potenziale, in piena coerenza con gli indirizzi del Piano Industriale 2027-2028 – ha commentato il CEO di Sesa Alessandro Fabbroni – Continuiamo a investire nell’allargamento del nostro perimetro industriale aggregando competenze specialistiche e modelli di business solidi, caratterizzati da una forte componente di ricavi ricorrenti e innovazione tecnologica”. Nella chiusura d’esercizio al 30 aprile 2026, la presenza di Var Group nella penisola iberica ha toccato quota 25 milioni di euro di ricavi complessivi, ripartiti tra i 22 milioni generati in Spagna e i 3 milioni in Andorra. Il Piano Industriale dell’azienda punta a raddoppiare gli obiettivi, superando i 60 milioni di fatturato e quota 500 professionisti.

Mercato IT in forte spinta: l’analisi di Sesa e i dati IDC sui servizi gestiti

“La Penisola Iberica è oggi uno dei mercati più vivaci d’Europa, dove stiamo crescendo con convinzione – ha affermato Francesca Moriani, AD di Var Group – Con Andornet vogliamo accompagnare le imprese andorrane nella loro crescita digitale, unendo la prossimità di chi vive il territorio alla forza di un Gruppo internazionale”. A spingere verso l’acquisizione di Andornet è stata anche la crescente domanda di esternalizzazione delle infrastrutture IT. Sulla base delle stime IDC citate da Sesa, nel quadriennio 2025-2029 la spesa in servizi IT europei registrerà un tasso di crescita annuo composto superiore al 7,2%, con un mercato proiettato oltre i 300 miliardi di dollari entro il 2028. La complessità dei contesti cloud ibrido, la continuità di business e la conformità a quadri normativi quali NIS2 e Dora orientano la domanda verso partner esterni: più del 65% delle imprese europee utilizza Managed Service Provider per sopperire alla carenza di competenze interne e razionalizzare le spese. L’accordo con Andornet contempla la continuità operativa dei soci e del management per un periodo non inferiore a quattro esercizi, a garanzia della stabilità gestionale, della fidelizzazione della clientela e della piena integrazione nei processi di Var Group.

giovedì 29 ottobre 2026

Quantum RF e liposuzione a Roma: rimodellare la silhouette

 

Liposuzione tridimensionale a Roma: Dott. Vincenzo Galante e approccio 4D Quantum RF

La liposuzione tridimensionale a Roma con il Dott. Vincenzo Galante è un percorso di rimodellamento corporeo che considera la distribuzione del grasso, le proporzioni della silhouette e la definizione dei contorni muscolari. L’obiettivo è valorizzare la forma del corpo attraverso un progetto personalizzato, costruito sulle caratteristiche anatomiche e sulle aspettative della persona.

Nell’ambito del body contouring avanzato, la liposuzione ad alta definizione può essere associata alla tecnologia Quantum RF, impiegata per favorire la contrazione dei tessuti molli. Sul sito del Dott. Vincenzo Galante questa combinazione viene descritta come Liposuzione 4D Quantum RF: un approccio che integra il rimodellamento del tessuto adiposo e l’attenzione alla qualità dell’involucro cutaneo.

Comprendere il significato di liposuzione 3D e 4D, il ruolo della radiofrequenza e le caratteristiche dei candidati permette di affrontare la visita con domande precise e aspettative realistiche.

Che cos’è la liposuzione tridimensionale?

Il termine liposuzione tridimensionale, spesso abbreviato in liposuzione 3D, richiama una progettazione del rimodellamento che considera il corpo nei suoi diversi volumi e punti di osservazione.

Il chirurgo valuta le proporzioni anteriori, laterali e posteriori, osservando come una zona si raccorda alle altre. Addome, fianchi e schiena, per esempio, contribuiscono insieme alla definizione del punto vita: intervenire su un’area richiede quindi attenzione all’equilibrio complessivo.

Nella liposuzione ad alta definizione, la rimozione selettiva del tessuto adiposo può rendere più leggibili alcuni contorni della muscolatura sottostante. Il progetto deve però rispettare lo spessore dei tessuti e le caratteristiche individuali.

La definizione desiderata viene concordata durante la visita. Alcune persone cercano un profilo più atletico, altre preferiscono un rimodellamento morbido e discreto. Il livello di evidenza dei contorni deve essere coerente con la struttura fisica e con le possibilità della procedura.

Liposuzione 3D e 4D: che cosa cambia?

Le espressioni 3D e 4D descrivono un approccio alla progettazione estetica; da sole non identificano ogni dettaglio dell’intervento. Per comprendere la proposta è necessario chiedere quali tecniche e dispositivi saranno effettivamente utilizzati.

La dimensione tridimensionale riguarda lo studio dei volumi corporei. Nel linguaggio impiegato sul sito del Dott. Vincenzo Galante, l’approccio 4D aggiunge l’attenzione alla dinamica del corpo: il rapporto tra contorni, postura e movimento.

Il rimodellamento viene quindi pensato considerando la naturale disposizione dei muscoli e il modo in cui la silhouette cambia nelle diverse posizioni.

Questo orientamento richiede una pianificazione individuale. Il disegno di un addome, per esempio, non può essere riprodotto allo stesso modo su tutti: conformazione muscolare, distribuzione del grasso e qualità della cute influenzano il risultato ottenibile.

Liposuzione 4D Quantum RF: i due elementi del trattamento

La Liposuzione 4D Quantum RF associa due componenti con funzioni differenti: la liposuzione ad alta definizione e il trattamento dei tessuti mediante radiofrequenza.

Il rimodellamento del tessuto adiposo

La liposuzione permette di rimuovere depositi adiposi localizzati attraverso cannule. Nell’approccio ad alta definizione, la distribuzione del prelievo viene pianificata per valorizzare i contorni anatomici.

Il lavoro riguarda sia i volumi da ridurre sia le transizioni da conservare. Un risultato armonioso dipende anche dalla continuità tra le aree trattate e quelle circostanti.

Il ruolo di Quantum RF

Quantum RF è una tecnologia che eroga radiofrequenza bipolare frazionata attraverso appositi manipoli con cannule. Il produttore ne descrive l’impiego in procedure dermatologiche e chirurgiche nelle quali è richiesta la contrazione dei tessuti molli.

Nel percorso combinato, la sua funzione è affiancare il rimodellamento adiposo quando viene ritenuto opportuno intervenire anche sulla componente tissutale. Il miglioramento della retrazione varia in relazione alle caratteristiche della pelle e alla risposta individuale.

Per approfondire la tecnologia puoi consultare la pagina dedicata a Quantum RF a Roma.

Quali zone possono essere valutate?

Il progetto di body contouring può riguardare una o più aree, secondo le indicazioni emerse durante la visita.

Addome e fianchi sono spesso al centro della richiesta di maggiore definizione. In queste zone si valuta il rapporto tra spessore adiposo, punto vita e contorni della parete muscolare.

Schiena e regione laterale del tronco contribuiscono all’equilibrio della silhouette osservata posteriormente e di profilo. Il loro esame aiuta a definire un progetto coerente con il trattamento dell’addome.

Braccia e cosce richiedono particolare attenzione alla qualità della cute e alla distribuzione dei volumi. La possibilità di associare Quantum RF viene discussa in base alla situazione anatomica.

Anche la regione pettorale può rientrare nella valutazione del rimodellamento. La presenza di un aumento di volume in quest’area richiede una diagnosi specifica prima di individuare la procedura adatta.

Il numero delle zone trattabili nella stessa seduta viene stabilito considerando anche sicurezza, durata dell’intervento e recupero.

A chi si rivolge la liposuzione tridimensionale a Roma?

La liposuzione ad alta definizione può essere valutata da persone vicine al proprio peso forma, con accumuli adiposi localizzati e aspettative compatibili con le caratteristiche del corpo.

La visita considera diversi elementi:

  • distribuzione e quantità del grasso sottocutaneo;

  • tono della muscolatura;

  • elasticità e lassità della pelle;

  • stabilità del peso;

  • condizioni generali di salute;

  • precedenti interventi e terapie;

  • obiettivi estetici e disponibilità ad affrontare il recupero.

La procedura riguarda il rimodellamento delle forme e non costituisce un trattamento per il dimagrimento generale. Questo aspetto è richiamato anche nelle FAQ del Dott. Vincenzo Galante.

Un obiettivo realistico può essere migliorare una sproporzione o rendere più leggibile una zona già sostenuta da una buona struttura muscolare. Il risultato desiderato deve essere discusso senza assumere che una determinata definizione sia raggiungibile in ogni caso.

La visita con il Dott. Vincenzo Galante

Il Dott. Vincenzo Galante, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, presenta sul proprio sito percorsi dedicati alla liposcultura e a Quantum RF.

Durante la visita è utile spiegare quali aree creano maggiore insoddisfazione e quale cambiamento si desidera ottenere. Fotografie di riferimento possono aiutare il dialogo, purché vengano utilizzate per chiarire le preferenze e non come modello da riprodurre necessariamente.

Il colloquio permette di approfondire le alternative, le modalità dell’intervento e i limiti del trattamento. È anche il momento per comprendere se la proposta riguardi liposuzione, Quantum RF oppure una loro associazione.

Tra le domande da porre:

  • Quali aree è opportuno trattare?

  • Quale grado di definizione è realistico?

  • Perché viene proposta l’associazione con Quantum RF?

  • Quali cicatrici o segni di accesso sono previsti?

  • Come sarà organizzato il periodo postoperatorio?

  • Quali rischi sono più rilevanti nel caso specifico?

La chiarezza su questi punti aiuta a valutare il percorso nel suo insieme.

Anestesia, durata e organizzazione dell’intervento

Anestesia e durata devono essere definite in base al trattamento effettivamente programmato. Una procedura circoscritta con Quantum RF e una liposuzione estesa associata alla radiofrequenza possono richiedere organizzazioni differenti.

Per questo è utile ricevere indicazioni riferite al proprio piano chirurgico: tipo di anestesia, esami necessari, modalità di dimissione ed eventuale osservazione.

Prima dell’intervento vengono inoltre fornite le istruzioni sulla preparazione. Farmaci assunti, integratori e abitudini personali devono essere comunicati all’équipe, che stabilirà come gestirli.

Anche l’organizzazione pratica merita attenzione. È opportuno chiarire in anticipo gli spostamenti, l’eventuale necessità di accompagnamento e il supporto utile nei primi giorni dopo la procedura.

liposuzione 4d

Recupero dopo liposuzione 3D e 4D Quantum RF

Il recupero varia secondo l’estensione del trattamento e le caratteristiche individuali. Dopo la liposuzione possono comparire gonfiore, ecchimosi e indolenzimento; le indicazioni ricevute dall’équipe guidano la gestione di queste fasi.

Quando prescritta, la guaina compressiva sostiene i tessuti durante la guarigione. Modalità e durata di utilizzo devono seguire il programma individuale.

Il ritorno al lavoro dipende anche dalla mansione svolta. Un’attività sedentaria e un lavoro che richiede sollevamento di pesi comportano esigenze differenti. La ripresa dello sport deve essere concordata durante i controlli.

È importante distinguere il trattamento Quantum RF eseguito da solo dalla sua associazione a una liposuzione: i tempi di recupero non sono automaticamente sovrapponibili. Il calendario deve riferirsi alla procedura completa.

Risultati: definizione, proporzioni e qualità della pelle

Gli obiettivi del body contouring avanzato possono comprendere la riduzione degli accumuli localizzati, un migliore equilibrio dei volumi e una maggiore definizione dei contorni.

L’associazione con Quantum RF può essere proposta per intervenire anche sulla contrazione dei tessuti. Il grado di risposta deve essere valutato individualmente: non è possibile promettere un effetto lifting identico per ogni persona o l’eliminazione di qualsiasi lassità.

Il risultato va osservato nel tempo. Gonfiore e assestamento iniziale possono modificare temporaneamente l’aspetto delle zone trattate, mentre i contorni diventano più leggibili con la guarigione.

Anche il mantenimento conta. Variazioni di peso e cambiamenti dell’elasticità cutanea possono influire sull’aspetto del corpo negli anni. Uno stile di vita equilibrato e un peso stabile contribuiscono a preservare il rimodellamento.

Rischi e consenso informato

La liposuzione comporta rischi che devono essere discussi prima della decisione. Tra le possibili complicanze figurano infezioni, raccolte di liquido, alterazioni della sensibilità, irregolarità dei contorni e asimmetrie. Sono inoltre presenti rischi legati all’anestesia e possibili complicanze tromboemboliche.

Quando viene proposta una tecnologia aggiuntiva, il colloquio deve comprenderne anche i rischi specifici e le alternative. Il consenso informato permette di chiarire benefici attesi, limiti e possibilità di ulteriori trattamenti.

La scelta della procedura richiede quindi una valutazione clinica completa, insieme alla disponibilità a rispettare le indicazioni postoperatorie e i controlli.

Costi e preventivo personalizzato

Il costo della liposuzione tridimensionale a Roma dipende dal progetto concordato: numero delle aree, estensione del rimodellamento, eventuale associazione con Quantum RF e organizzazione assistenziale.

Un preventivo chiaro dovrebbe specificare le prestazioni comprese e le eventuali voci separate, come esami, indumenti compressivi, medicazioni o controlli.

Per confrontare le proposte è utile capire quali procedure siano effettivamente incluse. Espressioni come 3D, 4D e alta definizione devono essere accompagnate dalla spiegazione del piano chirurgico, così da valutare il contenuto concreto del percorso.

Domande frequenti sulla liposuzione tridimensionale

La liposuzione 4D crea nuovi muscoli?

Il rimodellamento ad alta definizione mira a valorizzare i contorni della muscolatura esistente attraverso il trattamento del tessuto adiposo. La struttura di partenza influisce sul grado di definizione ottenibile.

Quantum RF viene sempre associato alla liposuzione?

L’associazione deve avere un’indicazione specifica. Durante la visita viene chiarito se sia opportuno utilizzare entrambe le procedure e con quale obiettivo.

È possibile ottenere un addome “six-pack”?

Una maggiore evidenza dei contorni addominali può rientrare negli obiettivi, ma dipende dall’anatomia, dal tessuto adiposo e dalla qualità della pelle. Il risultato non può essere garantito per tutti.

Dove posso approfondire il rimodellamento corporeo?

Sul sito puoi consultare la pagina sulla liposcultura a Roma e discutere con lo specialista gli esempi clinici pertinenti al tuo caso.

Liposuzione tridimensionale a Roma: richiedi una visita con il Dott. Vincenzo Galante

Per valutare la liposuzione tridimensionale a Roma con il Dott. Vincenzo Galante, il primo passo è una visita dedicata allo studio delle proporzioni e delle aree da rimodellare.

Il confronto consente di comprendere il significato dell’approccio 3D o 4D, il possibile ruolo di Quantum RF e il livello di definizione compatibile con la propria anatomia.

Puoi utilizzare la pagina contatti del Dott. Vincenzo Galante per richiedere informazioni e prenotare una valutazione. Un progetto personalizzato parte dall’ascolto degli obiettivi e da una spiegazione chiara delle possibilità dell’intervento.