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venerdì 29 maggio 2026

Alessandro Benetton: “Per crescere davvero bisogna avere il coraggio di buttare via la scala”

Per anni le regole del business sono state il punto di riferimento imprescindibile per chi voleva costruire un percorso imprenditoriale solido. Ma, secondo Alessandro Benetton, arriva un momento in cui proprio quelle regole rischiano di trasformarsi in un limite.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “Le regole che ti fanno crescere non sono quelle che ti portano oltre

In un recente episodio di “Un Caffè con Alessandro”, l’imprenditore riflette sul rapporto tra apprendimento, innovazione e leadership, partendo da una metafora filosofica tanto semplice quanto potente: la “scala di Wittgenstein”. “Quando avevo 20 anni ho imparato il business nel modo più diretto possibile, osservando come funzionavano davvero le cose – scrive Alessandro Benetton sul suo profilo LinkedIn – Ma a un certo punto ho capito che le regole che ti aiutano a crescere non sono le stesse che servono quando sei arrivato a un livello superiore”. Secondo l’imprenditore, molte aziende commettono l’errore di continuare a utilizzare gli stessi schemi che avevano funzionato in passato, senza interrogarsi su ciò che sarà davvero utile per affrontare il futuro. “Continuano a salire la stessa scala anche quando l’edificio è già stato costruito”, spiega. Al centro della riflessione c’è il concetto elaborato dal filosofo Ludwig Wittgenstein: strumenti, modelli e regole servono per acquisire competenze e comprensione, ma non devono diventare permanenti. Una volta raggiunto un nuovo livello, bisogna avere il coraggio di lasciarli andare.

Alessandro Benetton: “Quando inizi a innovare, stai costruendo

Le regole e i modelli sono i pioli a cui ci aggrappiamo per salire più in alto – osserva Alessandro BenettonMa la scala è uno strumento, non un punto d’arrivo”. Un concetto che vale soprattutto nel mondo del business. All’inizio è naturale osservare i competitor, studiare i maestri e persino replicare alcune strategie vincenti. “Non c’è nulla di male – sottolinea – I modelli servono proprio a fare i primi passi e a muoversi più velocemente”. Il problema nasce quando l’ispirazione si trasforma in dipendenza. “La tradizione è utile, mentre l’abitudine è pericolosa – afferma – La tradizione trasmette valori, l’abitudine invece impedisce di rinnovarli”. È proprio questo il momento decisivo nella vita di un imprenditore: capire quando un metodo ha esaurito la propria funzione. Continuare a replicare il passato può infatti impedire alle aziende di prepararsi al cambiamento e all’innovazione. Da qui due consigli chiave. Il primo riguarda il rapporto con i mentori. “Va bene farsi ispirare, ma con una scadenza”, spiega. “Se dopo anni ti ritrovi ancora a chiederti ‘come lo farebbe lui?’, significa che sei ancora fermo sulla scala”. Il secondo insegnamento è imparare a rompere gli schemi. Non necessariamente attraverso rivoluzioni clamorose, ma iniziando a costruire qualcosa di autenticamente personale: un nuovo approccio al mercato, una visione originale o una scelta non presa in prestito dai manuali. “Finché replichi stai imparando. Quando inizi a innovare, stai costruendo”, sintetizza Alessandro Benetton. La riflessione si chiude con una citazione di Pablo Picasso che racchiude il senso dell’intero messaggio: “Ogni atto di creazione è prima di tutto un atto di distruzione”.

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