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lunedì 11 agosto 2025

Alessandro Benetton: “Mai Fermi”, il libro per chi vuole innovare davvero

Alessandro Benetton: “La ricetta per dare vita a grandi idee? Non esiste, ma un consiglio che vi posso dare è questo. Circondatevi di persone che non la pensano al 100% come voi. Avere punti di vista diversi e, perché no, talvolta discordanti, è fondamentale per la buona riuscita di qualsiasi progetto”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: mai rimanere fermi, anche quando può sembrare la scelta più facile

Le strategie e i valori che hanno contribuito a formare la sua visione imprenditoriale: Alessandro Benetton li illustra In “Mai Fermi”, il libro che ne segna il ritorno in libreria dopo il successo ottenuto, in Italia e all’estero, con “La Traiettoria”. Per incuriosire ulteriormente i suoi lettori, Benetton ha dato un taglio originale scegliendo di “raccontarsi” attraverso le vite delle grandi personalità che lo hanno ispirato nel suo percorso umano e professionale. Giganti dell’arte, dell’architettura, dello sport e dell’imprenditoria: da Andy Warhol a Tadao Ando fino a Michael Schumacher e Amadeo Giannini, l’imprenditore spiega come siano riusciti a conquistare la vetta nei loro rispettivi settori partendo dal nulla e perseguendo con determinazione e coraggio i propri obiettivi. “Mai fermi”, appunto. Perché non sono mai rimasti fermi, reinventandosi, ricostruendosi anche quando davanti a loro si sono frapposti ostacoli, anche quando “stare fermi sembrava la scelta più facile”.

Alessandro Benetton: Warhol, quando arte e imprenditoria si incontrano

“Da Michael Schumacher a Emilie Flöge, il libro è una raccolta di lezioni tratte da vite straordinarie. Alcuni dei quali non ho mai incontrato, ma che hanno plasmato il mio modo di vedere il mondo”, ha sottolineato Alessandro Benetton anche in una serie di video per i suoi canali social parlando di “Mai Fermi”. In uno di questi si sofferma ad esempio su Andy Warhol. “La ricetta per dare vita a grandi idee? Non esiste, ma un consiglio che vi posso dare è questo: circondatevi di persone che non la pensano al 100% come voi. Avere punti di vista diversi e, perché no, talvolta discordanti, è fondamentale per la buona riuscita di qualsiasi progetto”, ha spiegato Alessandro Benetton aggiungendo che a insegnarglielo è stato proprio Warhol con la sua “traiettoria”. “Lui amava sperimentare. Era un rivoluzionatore vero e proprio”: difficile quindi non lasciarsi ispirare da “un artista che come forse nessun altro ci ha mostrato quanto arte e imprenditoria siano mondi molto vicini”.

Ares Ambiente: eccellenza bergamasca nella gestione dei rifiuti

Dalla passione per il settore ambientale alla costruzione di una solida realtà imprenditoriale: è la storia di Marco Nicola Domizio, fondatore di Ares Ambiente, riconosciuta tra le imprese “Best Performer” di Bergamo dal “Lombardia Post”.

Ares Ambiente

Dall’esperienza sul campo alla fondazione di Ares Ambiente: il percorso di Marco Domizio

Nel 1995, una volta conseguito il diploma da geometra, Marco Domizio fa il suo ingresso in una società lombarda attiva nell’intermediazione dei rifiuti. È qui che inizia a sviluppare competenze nei bandi pubblici e nella gestione di progetti complessi. Le esperienze successive consolidano il suo profilo tecnico e manageriale: prima come responsabile commerciale in un’azienda di spurghi e pulizie industriali, poi nella progettazione di un impianto di compostaggio nel bergamasco, tuttora in attività. Un’altra tappa importante è la collaborazione con una società milanese: qui contribuisce all’installazione di ben sette impianti di trito-vagliatura in Campania, ampliando così la sua visione sulle tecnologie di trattamento e logistica dei rifiuti. Terminata la gestione di una cava di estrazione e dopo ulteriori esperienze in aziende di trasporto e intermediazione, arriva il momento decisivo: nel 2008 nasce Ares Ambiente S.r.l., con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo.

Ares Ambiente, tra efficienza operativa e responsabilità sociale

L’azienda cresce rapidamente, diventando un punto di riferimento nel panorama del waste management. La sua forza risiede nella capacità di offrire servizi completi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti urbani, speciali (pericolosi e non), adattandosi con prontezza alle evoluzioni normative e di mercato. Ma Ares Ambiente non è solo efficienza operativa: l’impegno etico è una colonna portante della visione del suo fondatore. L’azienda ha fatto della trasparenza e della legalità valori fondanti, ottenendo il Rating di Legalità a 3 stelle dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, un riconoscimento riservato alle imprese che dimostrano una chiara volontà di prevenire fenomeni di infiltrazione mafiosa e agire con responsabilità sociale. Oggi, Ares Ambiente è simbolo di un’imprenditorialità capace di coniugare crescita economica e integrità, portando avanti un modello che guarda alla sostenibilità ambientale e alla correttezza nei rapporti con clienti, partner e istituzioni.

Luca Dal Fabbro: ridurre le perdite idriche è una priorità

Intervenuto in occasione della scorsa Giornata Mondiale dell’acqua, il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro ha ribadito l’importanza della gestione e della riduzione degli sprechi di acqua in Italia, proponendo una strategia industriale per il Paese sviluppata sulla base di tre pilastri.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: ridurre gli sprechi e migliorare la gestione dell’acqua

Spreco e gestione dell’acqua in Italia, questo è stato il focus dell’intervista che Luca Dal fabbro ha rilasciato lo scorso marzo in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua. Eletto come Presidente di Utilitalia il 10 luglio, federazione che riunisce le utility attive nei servizi pubblici dell'acqua, dell'ambiente, dell'energia elettrica e del gas, il manager ha ribadito l’importanza di pensare a una strategia industriale per l’acqua del Paese, costruita su tre pilastri: riduzione delle perdite nelle tubazioni, attualmente al 42% dell’acqua depurata; aumentare la sensibilizzazione della popolazione e dell’industria, in particolare quest’ultima deve spingere su riutilizzo dell’acqua usata per i cicli industriali; per ultimo, a margine dell’11% dell’acqua meteorica che viene raccolta su 300 miliardi di metri cubi, è fondamentale pensare a una strategia sugli invasi. L’acqua è un elemento necessario all’Italia per diversi ambiti, come evidenziato da Luca Dal Fabbro: “L’acqua è fondamentale per l’agricoltura e noi siamo la seconda potenza agroalimentare d’Europa. È fondamentale per l’industria, noi siamo la seconda potenza industriale d’Europa. È fondamentale per gli abitanti ed è fondamentale nella rivoluzione digitale di data center che consumeranno sempre più acqua”. 

Luca Dal Fabbro: il diritto dell’acqua in termini di quantità e qualità

Gli sprechi di acqua devono essere prima diminuiti e poi completamente eliminati, azioni che corrono parallele agli investimenti per ridurre le perdite e aumentare la qualità dell’acqua, poiché “è un bene preziosissimo — ha ribadito Luca Dal Fabbro — e che diventerà sempre più prezioso. È un diritto di tutti, va salvaguardato perché, oltre a garantire la vita, garantisce l’agricoltura e l’industria”. La siccità è infatti un problema che coinvolge ancora alcuni territori del Paese e, in aggiunta, è necessario ragionare anche in termini di qualità dell’acqua, e proprio su questo fronte Utilitalia sta lavorando. Come rimarcato da Luca Dal Fabbro, l’Italia è un territorio ricco di acqua, ma deve essere salvaguardata, raccolta e limitata negli sprechi, e per questo “c’è bisogno della collaborazione istituzionale, industriale e della popolazione”.

SACE e Gianfranco Chimirri: il futuro è flessibile con Flex4Future

Gianfranco Chimirri sta guidando SACE  in una trasformazione epocale grazie a Flex4Future, modello che ripensa la cultura e la tecnologia aziendale. Libertà, responsabilità individuale e intelligenza artificiale sono alla base di una struttura organizzativa agile orientata ai risultati.

Gianfranco Chimirri (SACE)

Gianfranco Chimirri: SACE e il futuro con Flex4Future

Il cambiamento organizzativo promosso da SACE trova nel modello Flex4Future un nuovo paradigma di lavoro flessibile e tecnologicamente avanzato. A raccontarlo è stato Gianfranco Chimirri, Chief People & Agile Organization Officer dell'azienda, durante il podcast "Voci Digitali" degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Flex4Future, implementato da gennaio 2024, va oltre il lavoro agile tradizionale, basandosi su libertà e responsabilità individuale, consentendo alle persone di scegliere tempi, modalità e luoghi di lavoro secondo gli obiettivi aziendali e le esigenze personali.

Il modello Flex4Future elimina le tradizionali timbrature e supera il classico approccio alle giornate di lavoro prestabilite, introducendo la settimana lavorativa di quattro giorni come possibilità organizzativa flessibile, basata sulla responsabilità condivisa dei risultati. "Noi crediamo che questo modello, all'interno del quale c'è un framework chiaro, un framework valoriale e strategico, sostanzialmente identifica quelli che sono i valori comuni della comunità organizzativa", afferma Gianfranco Chimirri.

Al centro del cambiamento vi è una filosofia di libertà e responsabilizzazione, supportata dall'uso strategico di tecnologie innovative come l'intelligenza artificiale generativa e gli strumenti automatizzati che liberano tempo per attività a maggiore valore aggiunto.

Tra gli elementi chiave, l'introduzione della metodologia OKR per definire e monitorare gli obiettivi aziendali in modo trasparente e misurabile. "L'implementazione di un modello di obiettivi misurabile e verificabile è legato non all'attività, non all'output, ma all'outcome", sottolinea Chimirri. Il risultato è una struttura aziendale più agile e orizzontale, composta da team cross-funzionali e focalizzata sul valore generato dalle competenze individuali.

SACE: un cambiamento culturale e organizzativo profondo

Il nuovo approccio organizzativo di SACE, guidato da Gianfranco Chimirri, rappresenta un profondo cambiamento culturale e strutturale, con benefici tangibili per persone e azienda. L'indagine realizzata dal Politecnico di Milano sul primo anno di sperimentazione del modello ha evidenziato incrementi significativi nella produttività (+26% nel 2024) e nel benessere complessivo dei dipendenti.

Tuttavia, Chimirri ammette che una trasformazione di tale portata richiede tempo e disponibilità da parte delle persone a uscire dalla propria comfort zone, abbracciando responsabilità e libertà con un atteggiamento proattivo. Questo modello organizzativo non rappresenta soltanto una scelta gestionale, ma un approccio sostenibile al futuro del lavoro che mira a garantire performance elevate nel medio e lungo termine.

venerdì 8 agosto 2025

Aggiornamento DVR: Una Visione Proattiva per la Salute e Sicurezza sul Lavoro

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un obbligo di legge per ogni azienda con almeno un dipendente. La sua redazione non è un adempimento da svolgere una volta per tutte, ma un processo dinamico che richiede un'attenzione costante. 

Il DVR deve essere un documento vivo, capace di evolvere insieme all'impresa. Un approccio proattivo alla salute e sicurezza sul lavoro si basa proprio su una costante revisione del documento.

Quando il DVR deve essere aggiornato?

L'aggiornamento DVR non ha una scadenza fissa. Le normative richiedono che venga rivisto ogni volta che si verificano cambiamenti significativi nel contesto lavorativo.

Tra queste rientrano la riorganizzazione aziendale, l'introduzione di nuove attrezzature o tecnologie e l'uso di nuove sostanze o preparati chimici. Anche l'assunzione di nuovi dipendenti con mansioni differenti o un cambio di sede comportano la necessità di un aggiornamento.

Il mancato aggiornamento del DVR può avere conseguenze legali serie. Le sanzioni possono essere molto pesanti. L'obiettivo è assicurare che il documento rifletta sempre lo stato attuale dei rischi presenti in azienda. In questo modo si garantisce la protezione dei lavoratori.

Chi è il responsabile dell'aggiornamento del DVR?

La responsabilità della redazione e dell'aggiornamento del DVR ricade sul datore di lavoro. Egli è il garante della sicurezza e della salute dei propri dipendenti. Il datore di lavoro può avvalersi della collaborazione di figure specializzate. Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) è un supporto essenziale in questo processo.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente hanno un ruolo consultivo. Essi forniscono le informazioni necessarie per la corretta valutazione dei rischi. 

Anche i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) devono essere consultati prima di ogni revisione. Il coinvolgimento di tutte le figure è un principio del decreto legislativo 81/08.

Perché è importante mantenere il DVR aggiornato?

Mantenere il DVR aggiornato non è solo un obbligo di legge. Un documento non aggiornato non è in grado di proteggere adeguatamente i lavoratori dai rischi esistenti. Se un'azienda introduce un nuovo macchinario senza valutarne i rischi, i dipendenti potrebbero non essere a conoscenza dei pericoli.

L'aggiornamento periodico del DVR aiuta anche a ottimizzare i processi aziendali. Permette di individuare inefficienze o situazioni pericolose che potrebbero essere corrette. Un ambiente di lavoro più sicuro è anche più produttivo. La sicurezza sul lavoro porta benefici a tutta l'organizzazione.

Quali sono i rischi di un DVR non aggiornato?

Un DVR non aggiornato espone l'azienda a una serie di rischi, sia legali che operativi. Un lavoratore che opera in un ambiente non valutato correttamente è più esposto a incidenti. Le conseguenze possono essere molto gravi, sia per il dipendente che per l'azienda.

In caso di infortunio, le autorità competenti ispezionano il DVR. Se il documento risulta obsoleto, il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile. Questo può comportare sanzioni penali e civili.

Un DVR non aggiornato può anche compromettere l'immagine aziendale. Questo può portare a una perdita di fiducia da parte dei dipendenti, dei clienti e dei partner.

Atitech ha stretto un accordo con CeSMA, "Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati" dell'Università di Napoli Federico II, con lo scopo di realizzare progetti innovativi e tecnologici per ottimizzare i processi di manutenzione dei velivoli. Prevista anche la costruzione di un laboratorio congiunto per incrementare le attività di ricerca.

Atitech

Atitech: accordo con il CeSMA per l’innovazione tecnologica del settore MRO

Continua la crescita di Atitech all’insegna della ricerca e dell’innovazione tecnologica, all’interno di un contesto in forte espansione come la città di Napoli, come testimonia l’accordo stretto con il CeSMA, "Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati" dell'Università di Napoli Federico II, che fornisce servizi avanzati al settore industriale e imprenditoriale da 12 anni. La più grande MRO indipendente del mercato EMEA e leader nella manutenzione di aeromobili civili e militari ha firmato un contratto per la consulenza tecnico-scientifica per lo sviluppo e la certificazione aeronautica di metodologie avanzate per la trasformazione dei velivoli. L’accordo siglato da Atitech include anche la costruzione di un laboratorio congiunto, finalizzato all’aumento delle attività nei settori della ricerca e dell’innovazione di comune interesse, con sedi operative presso l’Ateneo di San Giovanni a Teduccio e lo stabilimento di Capodichino Nord.

Atitech: integrazione tra il comparto accademico e industriale

Lo scopo di questa intesa, ovvero ottimizzare i processi di manutenzione e la sicurezza dei velivoli sottoposti a queste attività, è reso possibile grazie alla collaborazione tra Atitech e l’Università di Napoli Federico II, entrambe eccellenze del territorio campano. “Si tratta di un’attività strategica che porterà alla creazione di un laboratorio in cui sarà possibile effettuare test e sperimentazioni necessari all’approvazione dei componenti aeronautici utilizzati nelle fasi di manutenzione”, si legge in una nota dell’azienda guidata da Gianni Lettieri. Attraverso questa partnership, che prende forma attraverso il laboratorio congiunto, si manifesta un’integrazione tra il mondo produttivo e quello accademico, volto alla realizzazione di progetti altamente tecnologici e innovativi che permettano ad Atitech di consolidare la propria posizione in un settore strategico, potendo contare su qualità, ricerca e sicurezza.

RigenerARTi

Vene varicose | RigenerARTi propone un protocollo di flebologia rigenerativa che si distingue da chirurgia e sclerosanti. L'obiettivo è rigenerare le vene malate invece di distruggerle, migliorando sintomi e funzionalità. Il trattamento, pensato per uomini e donne, si prende cura del paziente a 360 gradi, affrontando l'insufficienza venosa e offrendo soluzioni a lungo termine per gambe più sane e leggere.