Epicondilite ed epitrocleite: sono la stessa cosa?
Epicondilite ed epitrocleite non sono la stessa cosa. Sono due condizioni dolorose del gomito che coinvolgono gruppi tendinei differenti e interessano due zone opposte dell’articolazione: l’epicondilite provoca generalmente dolore nella parte esterna del gomito, mentre l’epitrocleite provoca dolore nella parte interna.
L’epicondilite è conosciuta anche come gomito del tennista, mentre l’epitrocleite viene comunemente chiamata gomito del golfista. Entrambe sono associate soprattutto a sovraccarichi e movimenti ripetitivi dell’avambraccio e del polso, ma presentano differenze importanti per quanto riguarda la sede del dolore, i tendini coinvolti, i movimenti che provocano i sintomi e alcune possibili associazioni cliniche.
Riconoscere la differenza tra epicondilite ed epitrocleite è importante per impostare correttamente la diagnosi, il trattamento e il percorso riabilitativo.
Epicondilite ed epitrocleite: qual è la differenza?
La differenza principale riguarda la localizzazione della tendinopatia.
Nell’epicondilite, il dolore interessa prevalentemente la parte esterna del gomito, in corrispondenza dell’epicondilo laterale, dove si inseriscono i tendini dei muscoli estensori dell’avambraccio. È la condizione comunemente definita gomito del tennista.
Nell’epitrocleite, invece, il dolore interessa la parte interna del gomito, in corrispondenza dell’epitroclea, chiamata anche epicondilo mediale. In questa zona si inseriscono i tendini dei muscoli flessori e pronatori dell’avambraccio. Per questo motivo viene definita gomito del golfista.
| Caratteristica | Epicondilite | Epitrocleite |
|---|---|---|
| Sede del dolore | Parte esterna del gomito | Parte interna del gomito |
| Nome comune | Gomito del tennista | Gomito del golfista |
| Tendini coinvolti | Estensori dell’avambraccio | Flessori e pronatori dell’avambraccio |
| Movimenti dolorosi | Presa, estensione del polso, sollevamento | Flessione del polso, pronazione, presa |
| Attività associate | Tennis, lavori manuali, mouse, strumenti | Golf, lanci, pesi, lavori manuali |
| Possibile coinvolgimento nervoso | Meno caratteristico | Possibile interessamento del nervo ulnare |
Quindi, anche se epicondilite ed epitrocleite possono avere un meccanismo simile, non si tratta della stessa patologia.
Che cos’è l’epicondilite?
L’epicondilite, conosciuta come gomito del tennista, è una delle principali cause di dolore nella parte laterale del gomito.
Nonostante il nome faccia riferimento all’infiammazione, nella maggior parte dei casi si tratta di una tendinopatia caratterizzata da alterazioni degenerative del tessuto tendineo, legate soprattutto a sovraccarichi ripetuti.
I tendini maggiormente interessati sono quelli dei muscoli estensori dell’avambraccio che si inseriscono sull’epicondilo laterale.
L’epicondilite può colpire persone che praticano tennis o altri sport con movimenti ripetitivi del braccio, ma non è una patologia esclusiva degli sportivi.
Può infatti comparire anche in chi svolge attività lavorative manuali, utilizza frequentemente strumenti vibranti, pratica giardinaggio oppure esegue per molte ore movimenti ripetitivi della mano e del polso.
Anche attività apparentemente meno impegnative, come l’utilizzo prolungato del mouse o della tastiera, possono contribuire al sovraccarico quando si associano ad altri fattori predisponenti.
Quali sono i sintomi dell’epicondilite?
Il sintomo principale è il dolore nella parte esterna del gomito.
Il dolore può irradiarsi lungo la parte esterna dell’avambraccio e tende ad aumentare durante attività che richiedono una presa della mano o l’utilizzo degli estensori del polso.
Alcuni movimenti tipici che possono provocare dolore sono:
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stringere un oggetto;
-
sollevare una borsa o una bottiglia;
-
aprire un barattolo;
-
utilizzare un attrezzo;
-
stringere la mano;
-
estendere il polso contro resistenza;
-
praticare attività sportive che richiedono l’utilizzo ripetuto dell’avambraccio.
In alcuni pazienti può comparire anche una riduzione della forza della presa.
Che cos’è l’epitrocleite?
L’epitrocleite, conosciuta come gomito del golfista, è una tendinopatia che interessa la parte interna del gomito.
In questa zona si trova l’epitroclea, una prominenza ossea dell’estremità inferiore dell’omero sulla quale si inseriscono i tendini dei muscoli flessori del polso e delle dita e dei muscoli pronatori dell’avambraccio.
Anche in questo caso il problema può essere provocato da sovraccarichi ripetuti e microtraumi, che nel tempo possono determinare alterazioni del tessuto tendineo.
Il nome gomito del golfista deriva dalla frequenza con cui questa condizione può manifestarsi nei golfisti, ma l’epitrocleite può interessare anche persone che non praticano questo sport.
È possibile riscontrarla, per esempio, in sportivi che eseguono lanci ripetuti, nei sollevatori di pesi e in persone che svolgono lavori manuali caratterizzati da movimenti ripetitivi della mano e del polso.
Quali sono i sintomi dell’epitrocleite?
Il sintomo caratteristico è il dolore nella parte interna del gomito, che può estendersi lungo il lato interno dell’avambraccio.
Il dolore può aumentare durante:
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flessione del polso;
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pronazione dell’avambraccio;
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presa di oggetti;
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sollevamento di pesi;
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attività manuali ripetitive;
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movimenti sportivi che richiedono l’utilizzo intenso dei muscoli flessori e pronatori.
In alcuni casi può essere presente una riduzione della forza della mano.
Un elemento da non trascurare è il possibile coinvolgimento del nervo ulnare, che passa vicino alla parte interna del gomito. Se il nervo è irritato o compresso, possono comparire formicolii, sensazioni di scossa elettrica o alterazioni della sensibilità soprattutto a livello del quarto e quinto dito della mano.
Epicondilite o epitrocleite: come capire quale si ha?
La localizzazione del dolore rappresenta uno degli elementi più utili per distinguere le due condizioni.
Quando il dolore è prevalentemente sul lato esterno del gomito, soprattutto durante la presa e l’estensione del polso, si può pensare a un’epicondilite.
Quando invece il dolore è localizzato sul lato interno del gomito e aumenta durante la flessione del polso o la pronazione dell’avambraccio, l’epitrocleite può essere una delle possibili cause.
Questa distinzione, tuttavia, non è sufficiente per formulare una diagnosi.
Il dolore al gomito può infatti derivare da numerose altre condizioni, tra cui problemi articolari, lesioni dei legamenti, neuropatie, patologie della cartilagine o conseguenze di traumi.
Per questo motivo, in presenza di dolore persistente, è importante una valutazione specialistica.
Perché compaiono epicondilite ed epitrocleite?
Epicondilite ed epitrocleite condividono diversi fattori di rischio.
Il principale è il sovraccarico funzionale.
Movimenti ripetuti eseguiti per periodi prolungati possono sottoporre i tendini a sollecitazioni superiori alla loro capacità di recupero. Nel tempo possono comparire alterazioni della struttura tendinea e dolore.
Tra i fattori che possono favorire il problema troviamo:
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attività sportive ripetitive;
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tecnica sportiva non corretta;
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aumento improvviso dell’intensità dell’allenamento;
-
lavori manuali ripetitivi;
-
utilizzo frequente di strumenti;
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movimenti ripetuti del polso;
-
sollevamento frequente di pesi;
-
assenza di adeguati periodi di recupero.
Non è quindi corretto pensare che il gomito del tennista riguardi esclusivamente chi gioca a tennis o che il gomito del golfista riguardi esclusivamente chi pratica golf.
Come vengono diagnosticate?
La diagnosi di epicondilite ed epitrocleite è principalmente clinica.
Durante la visita specialistica vengono valutati:
-
la sede precisa del dolore;
-
la storia dei sintomi;
-
le attività lavorative e sportive;
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l’ampiezza dei movimenti del gomito;
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la forza della mano;
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la presenza di dolore durante specifici movimenti contro resistenza;
-
eventuali sintomi neurologici.
Gli esami strumentali possono essere utilizzati quando è necessario approfondire il quadro clinico o escludere altre patologie.
La radiografia può essere utile per valutare eventuali alterazioni ossee o articolari.
L’ecografia permette di studiare i tendini e può evidenziare alterazioni strutturali compatibili con una tendinopatia.
La risonanza magnetica può essere indicata in casi selezionati, soprattutto quando la diagnosi non è chiara o si sospettano lesioni associate.
Come si curano epicondilite ed epitrocleite?
Il trattamento dipende dalla durata dei sintomi, dalla loro intensità, dalle caratteristiche della tendinopatia e dalle esigenze funzionali del paziente.
Nella maggior parte dei casi si inizia con un trattamento conservativo.
Questo può comprendere una riduzione temporanea delle attività che provocano dolore, la modifica dei gesti lavorativi o sportivi e un programma di fisioterapia.
La riabilitazione può comprendere esercizi di mobilità, stretching e soprattutto un progressivo programma di rinforzo muscolare e tendineo.
L’obiettivo non è semplicemente eliminare il dolore, ma recuperare la capacità del tendine di sopportare gradualmente i carichi.
In alcuni casi possono essere utilizzate terapie fisiche o altre strategie terapeutiche, valutate dallo specialista sulla base della situazione individuale.
Quando i sintomi persistono nonostante un adeguato trattamento conservativo, possono essere prese in considerazione ulteriori opzioni, comprese alcune procedure infiltrative.
La chirurgia viene generalmente riservata ai casi selezionati e resistenti ai trattamenti conservativi, quando il dolore e la limitazione funzionale persistono nel tempo.
Epicondilite ed epitrocleite possono comparire insieme?
Sì, anche se non è la situazione più comune.
Una persona può sviluppare contemporaneamente dolore sul lato esterno e sul lato interno del gomito, soprattutto quando svolge attività che sottopongono a carico ripetuto sia i muscoli estensori sia quelli flessori dell’avambraccio.
Quando il dolore interessa entrambe le zone, è ancora più importante non attribuire automaticamente i sintomi a una semplice tendinopatia.
Una valutazione specialistica può aiutare a comprendere se siano realmente presenti due tendinopatie oppure se il dolore derivi da un’altra struttura del gomito.
Epicondilite e epitrocleite: quando rivolgersi allo specialista?
È consigliabile effettuare una valutazione specialistica quando il dolore al gomito persiste nonostante la riduzione delle attività che lo provocano, quando tende a peggiorare o quando interferisce con il lavoro, lo sport o le normali attività quotidiane.
È particolarmente importante rivolgersi a uno specialista quando compaiono:
-
dolore persistente;
-
perdita di forza della mano;
-
importante limitazione dei movimenti;
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gonfiore;
-
dolore dopo un trauma;
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formicolii alla mano;
-
alterazioni della sensibilità del quarto e quinto dito;
-
difficoltà nello svolgimento delle normali attività.
Una diagnosi corretta permette infatti di distinguere epicondilite ed epitrocleite da altre patologie che possono provocare dolore al gomito.
Dr. Marco Scacchi, specialista in patologie del gomito e della spalla
La diagnosi e il trattamento delle patologie del gomito richiedono una valutazione che tenga conto dell’anatomia articolare, della biomeccanica e delle esigenze funzionali della persona.
Il Dr. Marco Scacchi è specialista in patologie del gomito e della spalla e si occupa della diagnosi e del trattamento conservativo e chirurgico delle principali problematiche che interessano queste articolazioni nell’adulto.
Il suo approccio integra evidenze scientifiche aggiornate, esperienza clinica specialistica e ascolto delle esigenze di ogni paziente, con l’obiettivo di costruire un percorso di cura personalizzato e sostenibile nel tempo.
Nel caso di epicondilite ed epitrocleite, la valutazione specialistica permette di identificare la sede e la causa del dolore e di distinguere una tendinopatia da altre possibili patologie del gomito.
Il trattamento viene quindi definito sulla base delle caratteristiche del singolo caso, considerando la sintomatologia, le attività quotidiane, il lavoro, lo sport e la risposta alle terapie già effettuate.
Il Dr. Marco Scacchi è chirurgo ortopedico specializzato in chirurgia del gomito e della spalla. Si occupa sia di trattamento conservativo sia di trattamento chirurgico ed è autore di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali e di capitoli di libri. È inoltre membro della Società Italiana della Chirurgia della Spalla e del Gomito (SICSeG).
Epicondilite ed epitrocleite: conclusioni
Epicondilite ed epitrocleite non sono la stessa patologia.
L’epicondilite, o gomito del tennista, interessa principalmente la parte esterna del gomito e i tendini dei muscoli estensori dell’avambraccio.
L’epitrocleite, o gomito del golfista, interessa invece la parte interna del gomito e i tendini dei muscoli flessori e pronatori.
Entrambe possono essere associate a sovraccarichi, movimenti ripetitivi e microtraumi e possono provocare dolore, riduzione della forza e difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane o sportive.
La sede del dolore può fornire un primo indizio, ma non è sufficiente per stabilire autonomamente la diagnosi. Una valutazione specialistica consente di identificare la causa del disturbo e di impostare il trattamento più appropriato.
Nella maggior parte dei casi il percorso terapeutico è inizialmente conservativo e comprende modifica delle attività e riabilitazione. Le procedure più invasive e la chirurgia vengono considerate solo nei casi selezionati.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce una visita medica. In presenza di dolore persistente al gomito, è consigliabile rivolgersi a uno specialista per una valutazione personalizzata.
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