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giovedì 21 marzo 2024

Andrea Mascetti (Finlombarda): “La provincia di Varese deve imparare a intercettare i fondi”

Affinché la Provincia di Varese possa raccogliere e intercettare più finanziamenti, è necessaria una maggiore collaborazione tra gli attori locali: lo ha sostenuto Andrea Mascetti, Presidente di Finlombarda, al congresso tenutosi a Villa Ponti sul FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: “Varese osi di più”

Il Presidente di Finlombarda Andrea Mascetti ha preso parte al Tour PR FESR di Varese, evento promosso da Unioncamere e dalla Regione Lombardia per fare informazione sui fondi europei, come richiederli e come utilizzarli per progetti di sviluppo. Il nuovo ciclo di finanziamenti, orientato al periodo 2021-2027, porterà alla Lombardia ben 2 miliardi di euro, con lo scopo di rivitalizzare l’economia delle Province. Nella scorsa edizione, Varese era riuscita a ottenere intorno a 80 milioni di euro, sostenendo circa 2.700 imprese. Tuttavia, secondo Andrea Mascetti, questi risultati possono essere ampiamente superati: “La provincia di Varese deve osare di più. La sua partecipazione ai bandi di finanziamento non è proporzionale rispetto al solido sistema economico che la caratterizza. Rispetto ad altre province, come Brescia e Bergamo, la nostra capacità di recuperare risorse è forse un po’ bassa. Si potrebbe fare di più, si potrebbe fare più sistema e intercettare più fondi”.

L’appello di Andrea Mascetti per una maggiore collaborazione nel Varesotto

In questo nuovo ciclo FESR, la Provincia di Varese ha la possibilità, secondo Andrea Mascetti, di ottenere fino a 160 milioni di euro. Ma affinché la Provincia non si lasci sfuggire una opportunità così preziosa, è necessario un importante cambio di mentalità. Il Presidente di Finlombarda, in particolare, ha sostenuto la necessità di “riuscire magari a superare alcune individualità e fare sistema come altre province lombarde sono riuscite a fare negli anni”. Imprenditoria e istituzioni devono dunque agire in concerto per intercettare la maggiore quantità di risorse possibili. Andrea Mascetti ha dichiarato la disponibilità di Finlombarda a collaborare e sostenere questo processo di ricompattamento, ma auspicando una uguale energia da parte degli altri stakeholders. “Mi auguro che tutti gli operatori, pubblici, privati, enti e associazioni avviino una riflessione per sviluppare idee importanti. Finlombarda è determinata a sostenere lo sviluppo, aiutando con strumenti anche propri. Ma ci vuole volontà”.

Economia circolare: il modello di successo di Ares Ambiente

Nel mondo in rapida evoluzione della gestione dei rifiuti, Ares Ambiente si distingue come un faro di innovazione e sostenibilità. L’azienda gioca un ruolo chiave nell’ecosistema dell’economia circolare, dimostrando che il recupero e il riutilizzo responsabile possono avere un risvolto positivo non solo sull’ambiente ma anche sulla crescita economica sostenibile.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: materiali di recupero trasformati in risorse

Ares Ambiente è un’azienda che si occupa di intermediazione, senza detenzione, di rifiuti destinati al recupero, organizzandone il trasporto e l'arrivo all'impianto di destino più idoneo ad accoglierli per poi procedere al recupero e/o smaltimento come da normative. In particolare si occupa di terre provenienti da scavi e costruzioni che vengono riutilizzate contribuendo così a ridurre l’impatto sull’ambiente; materiali refrattari, resistenti alle alte temperature; polveri Industriali, la cui gestione responsabile può ridurre l’impatto ambientale; ceneri da combustione che richiedono trattamenti mirati a causa della presenza di metalli pesanti o inquinanti al loro interno; detriti da demolizione quali cemento, mattoni e altri materiali che possono essere recuperati, contribuendo alla riduzione dei rifiuti in discarica; e infine la FORSU, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani che Ares Ambiente trasforma in compost, riducendo il bisogno di smaltimento in discarica.

L’impegno di Ares Ambiente per uno sviluppo sostenibile

Ares Ambiente si pone al centro dell’innovazione nel settore, offrendo soluzioni su misura che rispondono alle esigenze di un mondo in continuo cambiamento. La squadra di esperti lavora a stretto contatto con clienti, fornitori e comunità per garantire che ogni progetto non solo rispetti ma superi gli standard ambientali vigenti. Guardando al 2024, il Gruppo è determinato a rafforzare l’impegno verso l’ambiente. Ares Ambiente mira infatti ad accrescere la consapevolezza sull’importanza della gestione sostenibile dei rifiuti: tale impegno si estende non solo ai dipendenti ma anche ai fornitori e ai clienti, creando una comunità unita nella missione di promuovere pratiche eco-sostenibili.

Luca Dal Fabbro: Iren e Altamin siglano un’intesa per il litio

Nel contesto di una crescente attenzione verso la sostenibilità e l’economia circolare, Iren ha fatto un significativo passo in avanti siglando un accordo con Altamin Limited, azienda mineraria australiana. Questa partnership strategica mira allo sviluppo di un progetto di recupero del litio dalle salamoie geotermiche nel Lazio. Il commento di Luca Dal Fabbro.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: l’accordo di Iren con Altamin

Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, sottolinea l’importanza critica del litio nell’ambito della transizione energetica e digitale. Con una previsione di crescita esponenziale del fabbisogno italiano di litio, che si stima aumenterà fino a 15 volte entro il 2040 rispetto ai livelli del 2020, l’importanza di questo elemento per le filiere produttive legate all’innovazione è indiscutibile. L’accordo con Altamin rappresenta quindi un’opportunità non solo per Iren ma per l’intero ecosistema industriale italiano di anticipare le future esigenze di materie prime critiche, sfruttando al meglio le risorse disponibili in modo sostenibile. Altamin, con la sua esperienza decennale in Italia e l’approccio innovativo nello sviluppo di progetti minerari strategici, e Iren, che vanta un’ampia competenza in progetti di economia circolare e gestione sostenibile delle risorse, ambiscono a creare un modello di riferimento per il recupero e l’utilizzo del litio in modo etico e sostenibile. Questo non solo risponde alla crescente domanda globale ma promuove anche l’autosufficienza europea in termini di materie prime critiche, riducendo la dipendenza da fornitori esteri e i relativi rischi geopolitici.

Luca Dal Fabbro: “La nostra forte esperienza in questo campo potrà fornire un supporto strategico e di valore”

L’approccio adottato nel Geothermal Lithium Project è emblematico di come la tecnologia e l’innovazione possano convergere verso soluzioni di economia circolare che creino beneficio all’ambiente, all’economia e alla società. La capacità di estrarre litio dalle salamoie geotermiche, sfruttando l’acqua calda salata intrappolata nel sottosuolo delle aree geotermiche, rappresenta un’avanzata tecnologica significativa. Questa metodologia non solo promette di incrementare l’offerta di litio ma lo fa in maniera ecocompatibile, limitando l’impatto ambientale rispetto ai metodi estrattivi tradizionali. “Quello con Altamin è tra i primi progetti europei a mettere in connessione le necessità industriali e i processi di economia circolare: la nostra forte esperienza in questo campo potrà fornire un supporto strategico e di valore”, ha commentato Luca Dal Fabbro. Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di strategie volte a promuovere l’economia circolare e a garantire una transizione energetica sostenibile. L’Italia e l’Europa si trovano di fronte alla sfida di ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche, migliorando al contempo la resilienza delle proprie filiere produttive. L’iniziativa di Iren e Altamin non solo offre una soluzione praticabile a questa sfida ma stabilisce anche un’opportunità per future collaborazioni internazionali nel campo dell’estrazione sostenibile e del riciclo di risorse preziose.

mercoledì 20 marzo 2024

La storia di Gianni Lettieri raccontata nel suo libro autobiografico

Gianni Lettieri è un modello a cui ispirarsi, il cui percorso è un esempio di determinazione, lungimiranza e impegno sociale. La sua storia è una testimonianza del potenziale che risiede in ognuno di noi, indipendentemente dalle circostanze iniziali, se si ha la volontà di perseguire i propri sogni con dedizione e coraggio.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: dal tessile ai vertici dell’imprenditoria

Il viaggio imprenditoriale di Gianni Lettieri, Presidente di Atitech e Meridie S.p.A., ha avuto inizio nel settore tessile a soli 19 anni. Il suo spirito lo ha spinto a fondare nel 1979 un nuovo stabilimento produttivo per la lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio. Il successo dei suoi prodotti si è esteso ben presto oltre i confini nazionali, conquistando mercati esteri, in particolare gli Stati Uniti. La sua visione imprenditoriale lo ha portato anche in India, dove nel 1995 ha avviato una joint venture con il gruppo indiano Raymond, la prima azienda di produzione di tessuto denim in India. Questo è solo uno dei tanti traguardi che hanno contraddistinto la sua carriera imprenditoriale. Ma il contributo di Giani Lettieri non si limita al mondo degli affari. Ha anche ricoperto importanti ruoli istituzionali, come quello di Presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli, distinguendosi per le sue iniziative e il suo impegno a favore dello sviluppo economico e sociale della città.

L’autobiografia di Gianni Lettieri

Oltre ai successi imprenditoriali e istituzionali, Gianni Lettieri ha anche dimostrato un forte senso di responsabilità sociale. Attraverso Atitech, ha lanciato diverse iniziative di solidarietà, come il Natale Solidale durante la pandemia di Covid-19, offrendo pasti gratuiti alle famiglie bisognose e convertendo uno degli hangar dell’azienda in un hub vaccinale. La sua storia di successo è stata raccontata nel libro autobiografico “L’imprenditore scugnizzo”, un viaggio che parte dalla sua infanzia nel difficile quartiere napoletano della Duchesca e che attraverso determinazione, sacrificio e coraggio lo ha portato a diventare un punto di riferimento nel mondo imprenditoriale, ma anche un esempio di speranza e possibilità di successo per i giovani. Il libro di Gianni Lettieri rappresenta un’ispirazione per chiunque voglia realizzare i propri sogni, dimostrando che con impegno e dedizione è possibile superare qualsiasi ostacolo e trasformare le sfide in opportunità.

Scarpe Matrimonio Fleur d'Oranger in esclusiva nei punti vendita Paolo Calzature

 

Scarpe Matrimonio 

Scarpe Matrimonio Fleur d'Oranger in esclusiva nei punti vendita Paolo Calzature a Roma

Scarpe da sposa da sogno: Paolo Calzature e Fleur d'Oranger a Roma

Scarpe Matrimonio

Un connubio perfetto per il tuo giorno più bello

Le future spose hanno un motivo in più per sorridere: Paolo Calzature, storico negozio di calzature di alta gamma a Roma, è lieto di annunciare la sua collaborazione con Fleur d'Oranger, brand rinomato per le sue scarpe da sposa Made in Italy.

Scarpe Matrimonio Fleur d'Oranger Esclusività e comodità per un matrimonio da favola, in esclusiva da Paolo Calzature a Roma

Da ora, le raffinate creazioni di Fleur d'Oranger saranno disponibili in esclusiva nei punti vendita Paolo Calzature a Roma. Le spose potranno scegliere tra una vasta gamma di modelli, dai classici décolleté ai sandali più trendy, tutti realizzati con materiali pregiati e una cura artigianale impeccabile.

Non solo negozi fisici: lo shop online per un'esperienza di shopping completa

Per chi preferisce la comodità dello shopping online, la collezione Fleur d'Oranger è disponibile anche sul sito paolocalzature.it. Un'ampia selezione di modelli da sfogliare comodamente da casa, con la possibilità di acquistare in modo sicuro e veloce.

Un'infinità di richieste soddisfatte: il made in Italy che conquista

La scelta di Paolo Calzature di puntare su Fleur d'Oranger nasce dalle numerose richieste ricevute da spose che desideravano calzature di alta qualità e dal design ricercato. Un'esigenza a cui il brand italiano risponde con una collezione che esalta la bellezza e la femminilità di ogni donna nel giorno più importante della sua vita.

Un ringraziamento agli artigiani italiani

Il successo di questa collaborazione è merito anche degli artigiani italiani di Fleur d'Oranger, che con dedizione e maestria realizzano ogni singola scarpa, garantendo un prodotto di altissima qualità.

Paolo Calzature e Fleur d'Oranger: un'unione che celebra l'amore per la bellezza e la tradizione italiana.

Cosa aspetti? Vieni a scoprire la collezione sposa Fleur d'Oranger nei punti vendita Paolo Calzature o sullo shop online paolocalzature.it!



La nostra storia

Offrire un prodotto di altissima qualità, realizzato su disegno originale con sapienza e amore per il TUO giorno più bello. Da questo obiettivo nasce il brand Fleur d’Oranger.

Il marchio è frutto della sinergia tra due imprenditori affermati nel settore calzature, un brillante designer italiano e un’azienda storica della distribuzione e vendita, che hanno così interpretato l’esigenza di indossare scarpe uniche e al giusto prezzo. Entra nel nostro shop on line per verificare la bellezza e l’assortimento completo delle calzature pensate per il Tuo giorno speciale.

Fleur D’Oranger è prodotta in Italia

Partendo da modelli essenziali, Fleur d’Oranger allarga incessantemente la propria offerta di scarpe da sposa grazie a una ricerca continua, registrando con interesse gli input della clientela più esigente in anni di esperienza nel settore, con un amore continuo per l’innovazione di prodotto e soprattutto il MADE IN ITALY.

Comporre una calzatura da sposa che possa ben interpretare lo spirito di chi sceglie di sposarsi oggi vuol dire infatti saper coniugare le migliori materie prime lavorate in Italia con una realizzazione artigianale sapiente e accurata, che nulla lascia al caso.

Claudio Descalzi: transizione energetica, il valore di obiettivi e tecnologie secondo l’AD di Eni

L’AD di Eni Claudio Descalzi: “Senza materie prime nessuno può essere tranquillo. Serve un progetto di sicurezza energetica e un progetto di diversificazione”.

Claudio Descalzi

L’AD di Eni Claudio Descalzi: ci vogliono meno ideologie e più obiettivi da raggiungere

Per essere tranquilli, ha spiegato Claudio Descalzi nel corso del suo intervento lo scorso 24 febbraio alla Scuola di formazione politica della Lega, occorre avere “un progetto di sicurezza energetica e un progetto di diversificazione e quindi servono le tecnologie”. Parlando delle sfide che il mondo dell’energia si trova oggi ad affrontare in un contesto segnato dalla difficile congiuntura economica post-pandemica e su cui impattano gli stravolgimenti a livello geopolitico, l’AD di Eni ha ricordato come la necessità di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti non debba prescindere dal raggiungimento degli obiettivi legati alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. In particolare Claudio Descalzi, rimarcando il valore di tali obiettivi, ha invitato a guardare alle soluzioni prestando particolare attenzione al forte impatto sociale che hanno: “Possono essere bombe sociali. Ci vogliono meno ideologie e più obiettivi da raggiungere, ma imporre soluzioni è una follia”. Ogni Paese deve avere la libertà di raggiungere quegli obiettivi in funzione del suo assetto energetico e delle sue tecnologie: il rischio altrimenti è che si ritorni indietro.

Claudio Descalzi: diversificazione energetica, più fonti per un’energia sostenibile, sicura e accessibile

L’AD Claudio Descalzi ha quindi evidenziato come “la situazione climatica da due anni non presenta temperature rigide”: a questo si aggiunge il lavoro portato avanti per rafforzare la sicurezza energetica in questi anni. Eni ha puntato sulla diversificazione geografica delle fonti per riuscire a garantire approvvigionamenti continuativi e sicuri di energia all’Italia e all’Europa e al contempo soddisfare un altro obiettivo importante: la decarbonizzazione del mix energetico. In quest’ottica, come ha ricordato in diverse occasioni anche Claudio Descalzi, Eni può contare su un portafoglio globale solido, su alleanze con Paesi produttori e su collaborazioni con partner internazionali. Lo ha dimostrato in questi ultimi anni contribuendo significativamente a dare una risposta efficace alla crisi energetica. Ma l’invito dell’AD, ribadito anche nel corso del suo intervento alla Scuola di formazione politica della Lega, è a non abbassare la guardia perché “quando non si possiede una risorsa primaria - e petrolio gas e carbone sono ancora l’80% del fabbisogno energetico - non si è tranquilli”.

Paolo Gallo (Italgas): “Raggiungere la transizione energetica ma senza sacrificare sicurezza e convenienza”

Sostenibilità, prezzo conveniente dell’energia e sicurezza delle fonti di approvvigionamento: questi sono, secondo l’AD di Italgas Paolo Gallo, i tre elementi che bisogna mantenere in equilibrio per una politica energetica sana e una transizione ecologica socialmente sostenibile.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: verso una politica energetica sicura, conveniente e sostenibile

La transizione ecologica non è più l'unico obiettivo da perseguire e non è più l'unico obiettivo da raggiungere a tutti i costi”, lo ha affermato Paolo Gallo, AD di Italgas, al convegno “L'Energia per l'Italia e l'Ue: fonti e regole del mercato energetico”. Il manager ha infatti sottolineato come il cammino verso la sostenibilità rischi di tagliarsi le gambe da solo, se non si tiene conto di altri due fattori fondamentali. Il primo è la sicurezza dell’approvvigionamento, che se non garantita, espone il Paese a significative oscillazioni di prezzo e instabilità del sistema energetico. Il secondo è invece il costo dell’energia, che deve essere mantenuto entro una soglia accettabile in modo da non danneggiare lo sviluppo delle industrie. Paolo Gallo ha dunque descritto quello che pare a tutti gli effetti essere un “trilemma”: “Bisogna tenere in considerazione sia la sicurezza degli approvvigionamenti, che in passato abbiamo dato per scontata e che è venuta a mancare con la guerra in Ucraina, che il costo dell'energia. Bisogna cercare di combinare ed equilibrare questi tre punti”.

Paolo Gallo: “Necessaria collaborazione tra settore elettrico e settore gas

La filosofia di Paolo Gallo è invece quella di “raggiungere la transizione ecologica ma a costi competitivi per l'industria, garantendo al contempo la sicurezza dell’approvvigionamento”. L’approccio dell’AD di Italgas punta a mettere in atto una transizione ecologica quanto il più possibile prudente e graduale, che tenga conto degli aspetti economici e strategici centrali in un settore importantissimo come quello dell’energia. In quest’ottica, ha sottolineato Paolo Gallo, è necessario accettare l’idea di affiancare all’energia elettrica e le fonti rinnovabili i combustibili tradizionali, in un’ottica di integrazione, sinergia e completamento finché le fonti rinnovabili non saranno in grado di fornire da sole tutta l’energia necessaria: “Quello che va ricercato è una collaborazione più ampia fra il settore elettrico e il settore gas. Gas inteso non solo come gas naturale ma in prospettiva come gas rinnovabili, idrogeno o gas a basso contenuto di carbonio”. Il gas, infatti, è una fonte energetica a basso impatto che presenta diverse varianti sostenibili, tra cui l’idrogeno e il biogas. Non a caso, le condutture gestite da Italgas sono costruite, in un’ottica a lungo termine, per essere adatte anche al trasporto di idrogeno, mantenendo dunque una funzione importante anche quando la transizione energetica sarà completata.