Registrati subito gratis:

Potrai inserire nella directory tutti i siti che vorrai! L'inserimento è: gratuito, semplice ed immediato
:
:

Garanzia di qualità: non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti in qualsiasi momento con 1 semplice click!

giovedì 22 ottobre 2026

Epicondilite a Roma: cause, sintomi e trattamenti del gomito del tennista

 

Gomito del tennista a Roma: cause, sintomi e trattamenti dell'epicondilite con il Dott. Marco Scacchi

Il dolore nella parte esterna del gomito è un disturbo che può comparire gradualmente, rendendo difficili gesti apparentemente semplici come afferrare un oggetto, utilizzare il mouse, sollevare una borsa o praticare attività sportive. Una delle cause più comuni di questa sintomatologia è l'epicondilite, conosciuta anche con il nome di gomito del tennista.

Nonostante la denominazione richiami uno sport specifico, questa condizione può interessare anche persone che non hanno mai giocato a tennis. Il problema riguarda infatti i tendini coinvolti nei movimenti del polso e delle dita, che possono essere sottoposti a sollecitazioni ripetitive durante il lavoro, lo sport o le normali attività quotidiane.

Per chi cerca informazioni sul gomito del tennista a Roma, il Dott. Marco Scacchi, specialista in Ortopedia e Traumatologia con particolare interesse per le patologie del gomito e della spalla, si occupa della valutazione e del trattamento delle problematiche tendinee e articolari.

Riconoscere tempestivamente i sintomi dell'epicondilite e comprendere quali trattamenti siano disponibili permette di affrontare il problema attraverso un percorso terapeutico adeguato alle caratteristiche del singolo paziente.

gomito del tennista

Che cos'è l'epicondilite e perché viene chiamata gomito del tennista?

L'epicondilite laterale è una patologia che interessa i tendini dei muscoli estensori dell'avambraccio, cioè le strutture che contribuiscono ai movimenti di estensione del polso e delle dita.

Questi tendini si inseriscono sull'epicondilo laterale, una piccola prominenza ossea situata nella parte esterna del gomito, all'estremità inferiore dell'omero.

Sebbene il termine epicondilite suggerisca un'infiammazione, nella maggior parte delle forme persistenti il problema è riconducibile soprattutto a una tendinosi, ovvero un'alterazione degenerativa del tessuto tendineo associata a processi di riparazione non completamente efficaci.

Quando il tendine viene sottoposto ripetutamente a carichi superiori alla sua capacità di adattamento, possono svilupparsi modificazioni strutturali che provocano dolore durante determinati movimenti.

La patologia è particolarmente frequente tra i 30 e i 50 anni e interessa approssimativamente l'1-3% della popolazione generale.

Il nome gomito del tennista deriva dalla frequenza con cui il disturbo può manifestarsi negli sportivi che utilizzano ripetutamente la racchetta, ma il sovraccarico tendineo può verificarsi in numerose altre situazioni.

Quali sono le cause dell'epicondilite?

Alla base dell'epicondilite si trova generalmente un sovraccarico funzionale dei tendini che si inseriscono nella zona laterale del gomito.

Movimenti frequenti, intensi o eseguiti senza un adeguato recupero possono provocare microtraumi ripetuti. Nel tempo, questi possono alterare la normale struttura del tendine e favorire l'insorgenza di dolore.

Non è necessariamente un singolo episodio traumatico a determinare la patologia: spesso si tratta della conseguenza di sollecitazioni accumulate nel corso delle settimane o dei mesi.

Attività sportive e movimenti ripetitivi

Il tennis rappresenta uno degli esempi più conosciuti, soprattutto per i gesti tecnici che richiedono una presa salda della racchetta e movimenti ripetuti dell'avambraccio.

Tuttavia, il disturbo non riguarda esclusivamente gli sport con racchetta.

Anche altre attività che prevedono movimenti frequenti del polso, presa prolungata o utilizzo ripetitivo degli arti superiori possono aumentare il carico sui tendini estensori.

L'intensità degli allenamenti, la tecnica utilizzata e l'assenza di un recupero sufficiente possono contribuire alla comparsa dei sintomi.

Lavoro manuale, computer e attività quotidiane

L'epicondilite può manifestarsi anche in ambito professionale, in particolare nelle persone che svolgono mansioni caratterizzate da movimenti ripetitivi o dall'impiego prolungato della forza di presa.

Tra le attività potenzialmente associate al sovraccarico troviamo:

  • Utilizzo frequente di utensili manuali o strumenti vibranti.

  • Lavori di manutenzione e giardinaggio.

  • Operazioni che richiedono di stringere, avvitare o ruotare ripetutamente il polso.

  • Attività manuali intensive che coinvolgono l'avambraccio.

  • Uso prolungato del mouse, soprattutto in presenza di posture poco ergonomiche e altri fattori di sovraccarico.

È importante ricordare che non tutti coloro che svolgono queste attività sviluppano un'epicondilite. La comparsa del disturbo dipende dall'interazione tra intensità del carico, capacità di adattamento dei tendini e caratteristiche individuali.

Sintomi del gomito del tennista: come riconoscere il problema

Il segnale più caratteristico dell'epicondilite è il dolore localizzato nella parte esterna del gomito, spesso avvertito in corrispondenza dell'epicondilo laterale.

Inizialmente il fastidio può comparire soltanto durante attività impegnative o dopo movimenti ripetitivi.

Con il tempo, se la sintomatologia persiste, anche gesti quotidiani possono diventare dolorosi.

Dolore durante la presa e il movimento del polso

Uno dei segnali più comuni è la difficoltà nel compiere azioni che richiedono una presa energica.

Afferrare una bottiglia, sollevare una pentola, stringere una mano oppure utilizzare determinati strumenti può provocare un aumento del dolore.

Il fastidio può intensificarsi anche quando si estende il polso contro resistenza o quando si eseguono movimenti di rotazione dell'avambraccio associati a uno sforzo.

In alcune persone il dolore non rimane confinato al gomito, ma si estende lungo l'avambraccio e può raggiungere la zona del polso.

Riduzione della forza e dolore persistente

Un altro sintomo frequente è la sensazione di avere meno forza nella mano, soprattutto quando si cerca di stringere saldamente un oggetto.

Questa difficoltà può essere conseguenza del dolore provocato dalla contrazione dei muscoli collegati ai tendini interessati.

Nelle forme più persistenti, il fastidio può essere presente anche durante il riposo e interferire con le normali attività.

La presenza di dolore laterale, tuttavia, non indica automaticamente un'epicondilite: esistono altre condizioni che possono provocare sintomi simili e che devono essere considerate nella valutazione specialistica.

Diagnosi dell'epicondilite: quali controlli sono necessari?

Per identificare correttamente il gomito del tennista è fondamentale una valutazione clinica.

Lo specialista raccoglie innanzitutto informazioni sulla comparsa dei sintomi, sulla loro durata e sulle attività che provocano o peggiorano il dolore.

Particolare attenzione viene dedicata alle abitudini lavorative, sportive e ai movimenti abitualmente eseguiti con l'arto interessato.

L'importanza della visita ortopedica

Durante l'esame clinico il medico valuta la localizzazione del dolore, la mobilità articolare e la risposta a specifiche manovre che sollecitano i muscoli estensori dell'avambraccio.

La palpazione della regione epicondiloidea e alcuni test contro resistenza possono contribuire a orientare la diagnosi.

La visita permette inoltre di verificare l'eventuale presenza di altre problematiche che possono causare dolore nella stessa regione.

Radiografia, ecografia e risonanza magnetica

Non tutti i pazienti con sospetta epicondilite necessitano di esami strumentali.

Quando il quadro clinico è caratteristico, anamnesi ed esame obiettivo possono essere sufficienti per formulare la diagnosi.

In situazioni selezionate, tuttavia, il medico può richiedere ulteriori approfondimenti:

  • Radiografia: utile soprattutto per indagare eventuali alterazioni ossee o altre cause di dolore.

  • Ecografia: consente di studiare le caratteristiche dei tendini e individuare possibili alterazioni strutturali.

  • Risonanza magnetica: può essere indicata nei casi complessi, persistenti o quando è necessario approfondire l'estensione del danno e valutare altre condizioni.

La scelta dell'esame dipende sempre dalle caratteristiche del singolo caso.

Come si cura il gomito del tennista?

Il trattamento dell'epicondilite viene stabilito considerando la durata dei sintomi, la loro intensità e l'impatto sulla vita quotidiana.

Nella maggior parte delle situazioni si inizia con un approccio non chirurgico, finalizzato a ridurre il dolore e migliorare progressivamente la capacità del tendine di tollerare i carichi.

Molti pazienti ottengono un miglioramento attraverso un percorso conservativo, anche se i tempi di recupero possono variare e richiedere diversi mesi.

Riposo relativo e modifica delle attività

Una delle prime misure consiste nel ridurre temporaneamente le attività che provocano un sovraccarico tendineo.

Questo non significa necessariamente immobilizzare completamente il braccio, ma modificare i movimenti o l'intensità degli sforzi responsabili della sintomatologia.

Per esempio, può essere utile adattare determinate mansioni lavorative, ridurre temporaneamente i carichi sportivi o migliorare l'ergonomia della postazione di lavoro.

L'applicazione di ghiaccio può contribuire ad alleviare il dolore in alcune situazioni.

Anche i farmaci antinfiammatori non steroidei, quando appropriati e prescritti o consigliati dal medico, possono essere utilizzati per il controllo temporaneo dei sintomi.

Queste misure devono essere inserite in un percorso complessivo, perché il semplice riposo non sempre è sufficiente a ripristinare la capacità funzionale del tendine.

Fisioterapia per l'epicondilite: recuperare movimento e forza

La riabilitazione rappresenta uno dei principali strumenti per affrontare il gomito del tennista attraverso un trattamento conservativo.

L'obiettivo non è soltanto attenuare il dolore, ma migliorare la tolleranza dei tendini ai carichi e favorire il recupero della funzionalità dell'arto.

Il programma fisioterapico può comprendere esercizi di mobilità, stretching e rinforzo progressivo dei muscoli dell'avambraccio.

Esercizi e terapie fisiche

Gli esercizi vengono adattati alla fase della patologia e alla risposta individuale del paziente.

Particolare importanza assume il recupero graduale della forza e della capacità di eseguire i movimenti che in precedenza provocavano dolore.

In alcuni casi possono essere valutate terapie fisiche complementari, come onde d'urto, laserterapia o ultrasuonoterapia.

L'efficacia di queste metodiche può variare e non tutte dispongono dello stesso livello di evidenza scientifica. Per questo vengono considerate in relazione al quadro clinico e non come sostituti automatici dell'esercizio terapeutico.

La costanza nel percorso riabilitativo e una gestione adeguata dei carichi sono elementi importanti per favorire il miglioramento nel tempo.

Infiltrazioni per il gomito del tennista: quando vengono considerate?

Se il dolore persiste nonostante un trattamento conservativo adeguato, lo specialista può valutare ulteriori possibilità terapeutiche.

Tra le opzioni utilizzate in casi selezionati rientrano le infiltrazioni di plasma ricco di piastrine (PRP), ottenuto dal sangue del paziente e impiegato con l'obiettivo di favorire i processi biologici di riparazione tissutale.

I risultati riportati dagli studi scientifici non sono uniformi e il beneficio non può essere garantito in ogni situazione.

Le infiltrazioni con corticosteroidi, invece, possono offrire un sollievo a breve termine, ma presentano limiti importanti per quanto riguarda i risultati successivi e le possibili recidive. Per questa ragione il loro impiego non è generalmente raccomandato come soluzione di routine per l'epicondilite.

La decisione relativa a un eventuale trattamento infiltrativo deve essere presa dopo una valutazione specialistica.

Intervento chirurgico per epicondilite: quando è necessario?

La chirurgia viene presa in considerazione soltanto in una minoranza dei casi, soprattutto quando il dolore e la limitazione funzionale persistono nonostante un trattamento conservativo correttamente seguito.

Generalmente, una valutazione chirurgica può essere considerata dopo circa 6-12 mesi di terapie non chirurgiche senza risultati soddisfacenti.

L'obiettivo dell'intervento è trattare il tessuto tendineo degenerato e, quando necessario, procedere alla riparazione delle strutture interessate.

Chirurgia a cielo aperto

La procedura tradizionale prevede una piccola incisione nella regione esterna del gomito.

Attraverso questo accesso, il chirurgo può individuare il tessuto tendineo patologico, rimuovere le porzioni degenerative e intervenire sulle strutture coinvolte secondo le necessità.

Trattamento artroscopico dell'epicondilite

In pazienti selezionati può essere utilizzata una tecnica artroscopica.

Questa procedura prevede piccole incisioni attraverso le quali vengono introdotti una telecamera e strumenti chirurgici dedicati.

L'artroscopia permette di visualizzare le strutture articolari e trattare il tessuto patologico attraverso accessi di dimensioni ridotte.

La scelta tra chirurgia aperta e artroscopica dipende dalle condizioni cliniche, dalle caratteristiche della lesione e dalla valutazione del chirurgo.

Quanto tempo serve per guarire dall'epicondilite?

Una delle domande più frequenti riguarda la durata del disturbo.

Non esiste un tempo di guarigione uguale per tutti: alcune persone migliorano nell'arco di settimane, mentre altre possono presentare sintomi per diversi mesi.

La durata dipende da numerosi fattori, tra cui l'intensità del sovraccarico, il tempo trascorso dalla comparsa dei sintomi e la possibilità di modificare le attività che provocano dolore.

Anche la risposta individuale alla fisioterapia e agli altri trattamenti influisce sul recupero.

È importante non interpretare la semplice diminuzione del dolore come un'autorizzazione a riprendere immediatamente tutti gli sforzi precedenti.

Un ritorno graduale alle attività consente di adattare progressivamente il tendine alle sollecitazioni abituali.

Gomito del tennista a Roma: il ruolo della valutazione specialistica del Dott. Marco Scacchi

Quando il dolore laterale al gomito continua a ripresentarsi o limita le attività quotidiane, una valutazione ortopedica può aiutare a identificare l'origine del problema e stabilire le opzioni di trattamento più appropriate.

Il Dott. Marco Scacchi, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Roma, si occupa delle patologie del gomito e della spalla, comprese le tendinopatie e le alterazioni di origine degenerativa o traumatica.

Nell'ambito della visita vengono considerate la storia clinica, le caratteristiche del dolore, le eventuali limitazioni funzionali e le esigenze specifiche del paziente.

La gestione dell'epicondilite richiede infatti un approccio personalizzato. Le necessità di uno sportivo possono essere differenti da quelle di una persona che svolge un lavoro manuale o trascorre molte ore al computer.

L'obiettivo della valutazione è individuare un percorso terapeutico coerente con il quadro clinico, privilegiando quando possibile il trattamento conservativo e riservando procedure più invasive alle situazioni che ne presentano effettiva indicazione.

Domande frequenti sull'epicondilite

Il gomito del tennista può comparire anche senza praticare sport?

Sì. L'epicondilite può interessare chiunque svolga attività ripetitive con il polso e l'avambraccio. Lavori manuali, utilizzo di strumenti e alcuni movimenti quotidiani possono contribuire al sovraccarico tendineo.

L'epicondilite è un'infiammazione?

Non si tratta necessariamente di un'infiammazione in senso tradizionale. Soprattutto nelle forme croniche, il problema è legato a modificazioni degenerative del tendine, motivo per cui viene spesso utilizzato il termine tendinosi.

È necessario interrompere completamente l'attività fisica?

Non sempre. In molti casi viene consigliata una riduzione temporanea dei movimenti dolorosi e una successiva ripresa graduale. Le attività consentite devono essere valutate in base ai sintomi e alle condizioni individuali.

Le infiltrazioni risolvono definitivamente l'epicondilite?

Non esiste una garanzia di guarigione definitiva attraverso le infiltrazioni. Il PRP può essere considerato in casi selezionati, ma i risultati sono variabili e deve essere valutato dallo specialista.

Quando si deve prendere in considerazione la chirurgia?

L'intervento viene generalmente riservato a situazioni persistenti, quando un percorso conservativo adeguato non ha portato benefici soddisfacenti dopo diversi mesi, solitamente almeno 6-12.

Affrontare l'epicondilite con un percorso di cura personalizzato

Il gomito del tennista è una patologia tendinea frequente che può influire sulla qualità della vita, sulla capacità lavorativa e sulla pratica sportiva.

Riconoscere correttamente i sintomi e individuare le cause del sovraccarico rappresenta un passaggio importante per impostare il trattamento.

Nella maggior parte dei casi viene privilegiato un approccio conservativo, basato sulla modifica delle attività e sulla riabilitazione. Le infiltrazioni e la chirurgia vengono valutate soltanto quando esistono indicazioni specifiche.

Per chi desidera approfondire l'epicondilite e il trattamento del gomito del tennista a Roma, il Dott. Marco Scacchi mette a disposizione una scheda dedicata alla patologia, con informazioni su diagnosi e possibilità terapeutiche.

Scopri l'approfondimento sull'epicondilite e sul gomito del tennista del Dott. Marco Scacchi.

Questo articolo è destinato esclusivamente all'informazione e alla divulgazione sanitaria. I contenuti non sostituiscono una visita specialistica, una diagnosi medica o un trattamento personalizzato.

Nessun commento:

Posta un commento