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sabato 25 aprile 2015

Euronomics



Vi siete mai domandati quanto costa stare in Europa? Avete mai pensato a quale sia il prezzo pagato per aver giurato fedeltà a questo aborto istituzionale (e mi scuso per aver offeso involontariamente i feti)? Da quando l'Unione è diventata realtà alcuni cittadini italiani (non tutti, per la carità) se ne sono sobbarcati il costo. Altri, i più furbi, i più ricchi, i più raccomandati, i più inseriti nei salotti che contano, sono scappati all'estero come conigli per pagare meno tasse (tanto qualcuno penserà a farlo per loro). E' comodo parlare di Europa e di come deve cambiare l'Italia per “tenere botta” con i Paesi emergenti, le grandi economie asiatiche o i petrolricchi, da una comoda poltrona imbottita in Belgio, nel Regno Unito, in Svizzera, in Lussemburgo, nell'est ex-sovietico o negli USA. E, intanto, i nostri giovani debbono emigrare per “fame” in cerca di lavoro esattamente come hanno fatto i loro avi. I nostri avi. Questa Europa assurda, iniqua e illiberale, non si merita di avere tra i membri fondatori un Paese come l'Italia, ricco di Storia e tradizioni, di creatività e di orgoglio, di capacità e intraprendenza. Solo una classe politica cieca e interessata può aver avallato la formazione di questo carrozzone legislativo che bada benissimo ai desiderata dei banchieri internazionali, delle grandi multinazionali e di quelle due nazioni che di fatto comandano la Troika: Germania e Inghilterra. L'Italia deve uscire dall'Europa prima che chi la sta derubando abbia finito il proprio lavoro. Dopo non servirà più a niente.
Pier Giorgio Tomatis

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