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giovedì 7 novembre 2019

ANTHONY “ANOTHER WAY” anticipa l’album d’esordio “Walking on tomorrow” in uscita a gennaio 2020

Il singolo che fa perno sulle potenzialità dirette e sincere del rock e dell’hard rock è un omaggio ai concetti di omaggio e cambiamento. 


«Il testo di Another Way è tra i più rabbiosi di Walking On Tomorrow (album d’esordio). Nasce dalla voglia di trovare la forza per cambiare la propria vita, cercando di non farsi condizionare da chi è più forte di noi, da chi ci controlla, ma soprattutto, è un messaggio di coraggio lanciato a me stesso per convincermi che c’è sempre il modo per migliorarsi e superare le avversità. A volte ne va solo cercato un altro, per quanto possa essere difficile, c’è per chiunque un modo migliore di affrontare la vita e i suoi problemi, basta trovare quello che fa per noi». ANTHONY 
Walking On Tomorrow è il primo disco solista di Anthony. La sua vita, le sue esperienze, emozioni e sogni, sono tutte raccolte all’interno di questo album di cui Anthony è songwriter, autore, compositore, arrangiatore, chitarrista e produttore. La necessità di produrre qualcosa che fosse soltanto suo, senza influenze esterne, nasce proprio dall’urgenza di raccontarsi senza remore e nell’introspezione più totale, in cui il flusso creativo prende un'unica direzione supportata delle sue emozioni, paure, gioie, dolori e speranze.

Radio date: 7 novembre 2019
Pubblicazione album: 24 gennaio 2020
Autoproduzione
BIO

Anthony è un compositore, autore, songwriter, arrangiatore e chitarrista nato a Milano il 2 ottobre 1985, che ha iniziato a suonare la chitarra all’età di diciassette anni profondamente influenzato dal Blues, dal Rock N’ Roll e dall’Hard Rock degli anni settanta e, soprattutto, ottanta. L’avvicinamento allo strumento della chitarra non è stato però immediato ma progressivo, fino a quando ha iniziato a diventare un mezzo espressivo nonchè il vero prolungamento della sua anima. Capito questo, Anthony ha iniziato a distaccarsi dalle band che avevano l’esecuzione di cover come unico obiettivo, dando il via a progetti che avessero la voglia e l’urgenza di scrivere brani propri. Fonda successivamente un gruppo, i Night Road con il quale scrive diversi brani e, fatta eccezione per qualche cover da proporre all’interno della scaletta, il percorso autorale e compositivo di Anthony inizia così ad essere decisamente più appagante. Nel frattempo, un'altra esperienza artistica ha cominciato a farsi strada in Anthony, quella delle collaborazioni con altri artisti sia in studio che live. Le influenze musicali dell’artista infatti, con il passare del tempo si erano articolate sempre di più. La musica folk italiana e straniera e la chitarra spanish hanno avuto un ruolo importante nel suo modo di comporre e suonare e, oltre alle collaborazioni, molte sono state le composizioni di Anthony in quella direzione artistica. Il 2013 è stato un anno di svolta nella sua vita in quanto, non potendosi dedicare alla musica in modo totale a causa di un lavoro ordinario che, seppur gli piaceva era comunque un limite in termini di tempo, ha deciso di licenziarsi per acquistare un piccolo locale che sarebbe diventato il suo piccolo studio di registrazione. Ha iniziato così a vivere solo ed esclusivamente di musica, insegnando chitarra e occupandosi di produzioni musicali quali Demo, Ep, Singoli. Con I Night Road le cose funzionavano bene, così come le collaborazioni musicali ma, sempre nel 2013 Anthony ha sentito l’urgenza di scrivere, comporre e produrre qualcosa che fosse soltanto suo, senza influenze esterne di nessun tipo. Nasce così il desiderio di creare un album solista nel quale raccontarsi. Nasce “Walking On Tomorrow”. Preso atto di questo, Anthony capisce che l’unico modo per dedicarsi completamente alla scrittura, composizione e produzione di un intero album, è quello di lasciare i Night Road ed è stato così che alla fine del 2013, inizia per lui una nuova avventura.


Contatti e social



mercoledì 6 novembre 2019

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martedì 5 novembre 2019

SOSSIO BANDA “L’AVARO” è ilp rimo singolo estratto dall’album “Ceppecàt” che celebra 10 anni di carriera della band pugliese

L’egoismo dei sentimenti nei confronti dei più deboli e del diverso, dettato dalla paura e dalla propaganda di alcune fazioni politiche, prende forma nel vizio capitale dell’Avarizia, protagonista assoluto di un brano dal sapore mediterraneo.


L’Avaro è il singolo apripista di “Ceppeccàt”, il concept album della SOSSIO BANDA il cui tema principale è il vizio legato ai sette peccati capitali. L’uomo afflitto da questo vizio è un personaggio strano e ambiguo, che vive perennemente un conflitto interiore burrascoso, diviso tra la gioia e la smania di possedere e il timore di perdere se stesso le ricchezze accumulate. Spesso conduce una vita da miserabile per poi morire da ricco e lasciare che gli eredi godano dei suoi averi; rimanda sempre a domani quello che potrebbe fare e spendere oggi, poiché per lui il distacco dalle proprie cose è sinonimo di sofferenza e malessere. 

La morte è in assoluto il momento più drammatico e devastante della sua esistenza: rappresenta la separazione definitiva dal sé, ma sarebbe al tempo stesso, il punto di massima libertà e gioia in cui vengono rotte le catene dell’egoismo e della paura; “se solo sapesse che un domani non c’è”, realizzerebbe tutti i propri sogni. 

Paradossalmente non sempre l’avaro è una persona ricca e benestante; spesso appartiene al ceto medio-basso che afflitto dall’angoscia di perdere, oltre che ricchezze anche identità, libertà, lavoro e diritti, pensa erroneamente che “il non dare” agli altri, anche in termini di affetto e sentimenti significa in qualche modo proteggersi e difendersi, ed è su questo che molta propaganda politica degli ultimi anni ha fatto leva per ampliare il proprio consenso.

Ceppeccàt analizza l’uomo moderno attraverso i suoi peccati, mettendone in luce tutte le contraddizioni che lo caratterizzano e le conseguenze talvolta disastrose, che scaturiscono allorquando le scelte economiche, politiche e sociali della razza umana sono dettate e pilotate dai vizi. 

La caratteristica che contraddistingue da sempre il sound della Sossio Banda è l’utilizzo di strumenti appartenenti alla tradizione come tamburi a cornice, ciaramelle, bena, fisarmonica, chitarra e mandola, in una veste più moderna dal punto di vista armonico, melodico e ritmico. Ampio spazio nel disco sarà dato alla sezione dei fiati (sax alto, tenore e baritono, tromba e flicorno, trombone e clarinetto) tipici delle Bande pugliesi, conosciute e apprezzate in tutto il mondo e fiore all’occhiello della regione; a loro sarà affidato il compito di produrre nuove melodie e armonie dal sapore mediterraneo e balcanico e quindi inevitabilmente legate nel sound alla Puglia, storicamente e culturalmente terra di sintesi e sviluppo delle stesse. Il collante di questo variegato organico sarà la splendida voce di Loredana Savino, da sempre Lead Voice del gruppo. 

Radio date: 5 novembre 2019
Pubblicazione album: novembre 2019

Etichetta: ITALYSONA
Progetto prodotto grazie al sostegno di Puglia Sounds Record 2019

BIO

Formazione di sei musicisti professionisti guidata e fondata nel 2008 a Gravina in Puglia (Ba), dal sassofonista e compositore Francesco Sossio Sacchetti. La loro musica nasce da sonorità dell’Alta Murgia pugliese contaminate da molteplici ritmi e suggestioni, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali e contemporanei. Il repertorio comprende brani inediti e pezzi della tradizione pugliese rivisitati e riproposti con sensibilità moderna, caratterizzati da un sound originale e innovativo. 

Formazione musicale unanimemente apprezzata da critica e pubblico, la Sossio Banda è un gruppo di musica mediterranea, antica e meticcia allo stesso tempo. Il Mediterraneo, il mare in mezzo alle terre, da sempre separa i continenti e insieme unisce nel suo grembo le civiltà che sono nate sulle sue sponde. Nel Mediterraneo i punti cardinali si sono incrociati e la frontiera è sempre stata la casa dei popoli rivieraschi. Ma le frontiere per cosa sono fatte se non per essere varcate?
La Sossio Banda ritrova lo spirito di esplorazione della cultura musicale mediterranea, ereditato da questo continuo guardare, scambiarsi, confrontarsi fra le diverse coste del mare.

La musica murgiana, il suono di terra e aria che ha fatto crescere la Sossio Banda, diventa il passaporto per un viaggio diverso da tutti gli altri... attorno al Mediterraneo, puntando la prua oltre alle Colonne d’Ercole.

PREMI E RICONOSCIMENTI

2015 - Vincitori Primo Premio Etnie Musicali - Festival del Saltarello
- il brano “Schieve senza padrune” selezionato da TV Sorrisi e Canzoni per la compilation Pizzica la Taranta
2014 - Targhe Tenco 2014: Candidatura dell’album Sugne nella sezione Miglior album in dialetto
- Musicultura 2014: Premio Un certain regard
- Il brano Sugne selezionato da PugliaSounds per la compilation 2014 dedicata alla world music
- Il brano “Figghie mi” selezionato da TV Sorrisi e Canzoni per la compilation Pizzica la Taranta
2012 - Vincitori Premio Umbria Folk Festival
2010 - Premio Innovazione e Ricerca al Castel Raniero Folk Festival; 
- Primi classificati al Premio Andriese di Musica giovane
2009 - Primi classificati al Premio Andrea Parodi per la World Music italiana  
- Vincitori Folkontest
2008 - Vincitori Premio ANCI “Memorie e Musiche comuni”

DISCOGRAFIA

DISCO “SUGNE” (2013), prodotto da Sacchetti Francesco Sossio – Aps muretti a secco (Gravina in Puglia) e Flaminio Cozzaglio per Histricks produzioni (Roma); Edizioni “La Contemporanea srl” (Roma); distribuzione La Contemporanea - copie vendute 2500; 
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Il brano e il disco si possono trovare in tutti i Digital store, su Amazon e Audioglobe



ETTORE FILIPPI “CADDERO LE STELLE” è il singolo apripista dell’album d’esordio “Verso sera”

I rapporti di tensione e distensione sonoro-emotiva e l'alternarsi di momenti di stasi ed altri più dinamici, tracciano le fila del brano in bilico tra le ombre e la luce. 


Il brano racconta dello smarrimento di una civiltà, difronte alla perdita improvvisa ed inaspettata dei propri punti di riferimento, quando tutti gli strumenti che fin lì avevano saputo guidarla, non le permettono più di decifrare una realtà mutata e impenetrabile. 

La metafora delle stelle e della loro caduta sta a simboleggiare lo sgretolarsi di ideali e credo, che si pensavano eterni ed immutabili: ed ora quest'umanità, orfana delle sue coordinate, sotto un cielo ormai “muto e senza più nome”, vaga alla deriva.  Nel buio della notte inizia, unita, un nuovo cammino. E ad un tratto, il respiro del vento: che riporta memorie di un tempo arcano, dove tutto questo era già accaduto, lasciando traccia di antichi saperi. Sarà questa ritrovata conoscenza ad animare il nuovo corso e suggerire gli strumenti, nuovi sestanti, con cui ridisegnare mappe e rotte che indichino la nuova via.

Musicalmente, all'energia quasi tribale dell'inizio si contrappone subito un paesaggio sonoro caratterizzato dall'immobilità, con minimi interventi che accompagnano il racconto. Questo via via prende corpo fino ad una nuova apertura, meno caotica della precedente, e che risolve a sua volta in un nuovo ambiente fatto ancora di pochi elementi, a punteggiare la narrazione, dove si propone il tema della caduta delle stelle e del caos. Riappare quindi l'episodio energico dell'inizio.  Ed il suo spegnersi, nella fissità del buio.

Autoproduzione
Radio date: 5 novembre 2019

BIO

Ettore Filippi vive e lavora a Trento.
Compie i primi studi musicali da bambino suonando la tromba; da autodidatta impara a suonare le tastiere. All'età di vent'anni inizia la prima esperienza con gruppi musicali della zona nell'ambito del pop rock italiano, prima come tastierista, poi come cantante. La sua esperienza in quell'ambito culmina con il gruppo degli RSU, di cui è co-fondatore e cantante, delineandone la linea musicale e occupandosi della creazione dei testi. Questa collaborazione lo porta a esibirsi in diverse situazioni in ambito italiano, proponendo un sound che guarda in parte al crossover, in parte ad influenze industrial (NIN, Young Gods..). Nel frattempo si iscrive al corso di canto lirico, presso il conservatorio della città.  Spiccano, nei primi anni 90 le partecipazioni come finalisti ad Arezzo Wave e Rock Targato Italia. A Milano il gruppo apre il concerto dei Rage against the machine. A ridosso della firma del contratto con una major, abbandona il gruppo, che autonomamente proseguirà seguendo un proprio percorso musicale. Inizia così un nuovo corso caratterizzato dallo studio del canto e successivamente della composizione. Si diploma in canto e, a metà anni 2000, si laurea con lode in Composizione e linguaggi musicali del '900, sotto la guida del M° Cosimo Colazzo. Durante questo periodo alcune sue composizioni vengono eseguite durante festival di musica contemporanea (Mondi sonori, Festival contemporanea Lucca). Nel 2004 vince il primo premio al concorso di composizione “Val Sassina”, col brano “Natale 1833” su testo del Manzoni. Parallelamente continua con l'attività di cantante, dedicandosi all'esecuzione di brani tratti dal repertorio liederistico di area tedesca e francese (Strauss R., Schubert, Schumann, Fauré, Debussy ed altri), nonché ad alcune rappresentazioni in forma di concerto di opere di Paisiello, Mozart, Donizetti, Orff.

Negli ultimi anni è riemerso, tuttavia il bisogno di sondare, in prospettiva nuova, il mondo della musica cosiddetta non ecolta, riallacciando le fila con un sentire musicale, lasciato un po' bruscamente. Il suo album d'esordio, “Verso sera”, co-prodotto con l'amico Roberto Segato, dà corpo a questo progetto, caratterizzato da una trasversalità tra i generi, prospettiva da sempre sostenuta e proposta.

lunedì 4 novembre 2019

Il percorso professionale del giurista e docente Nicolò Zanon

Nicolò Zanon, giudice della Corte costituzionale e Ordinario (fuori ruolo) di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, è stato insignito nel 2017 del titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.
Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: i primi incarichi professionali

Nicolò Zanon nasce nel 1961 a Torino, dove si laurea in Legge discutendo una tesi in Diritto Pubblico comparato. Successivamente, prosegue il percorso di studi con un dottorato di ricerca nella medesima specializzazione, trasferendosi a Firenze. Dal 1996 al 1997, dopo avere viaggiato come visiting professor in Francia e Germania, è di ritorno in Italia per ricoprire la posizione di assistente del giudice membro della Consulta, prof. Valerio Onida. Nello stesso periodo comincia anche per lui l'attività di professore a contratto di Istituzioni di diritto pubblico presso l'Università Bocconi di Milano. In seguito, viene nominato docente della facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Padova e di quella di Giurisprudenza dell'Università Milano-Bicocca. Oggi è Ordinario (fuori ruolo) di Diritto costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano. Nicolò Zanon ha arricchito la sua carriera accademica con una produzione di tipo scientifico e occupandosi in prima persona delle controversie collegate al diritto delle regioni, alla giustizia costituzionale e alla garanzia dei diritti fondamentali nella legislazione italiana ed estera.

Nicolò Zanon, l'attività di editorialista e l'attuale ruolo nella Corte costituzionale

Nicolò Zanon ha scritto numerosi saggi usciti su riviste settoriali sia in Italia che all'estero. Nel 1998 diviene prima membro del "Gruppo di lavoro per la Riforma dello Statuto regionale" e poi di svariate commissioni: quella della redazione della rivista "Ideazione", quella scientifica di "Giurisprudenza costituzionale" e quella direttiva dei "Quaderni costituzionali". È stato, inoltre, componente del direttivo scientifico di "Percorsi costituzionali". Sua la firma di numerosi articoli che vengono pubblicati su quotidiani quali "Il Sole 24 Ore", "Il Giornale", "Libero". Da ottobre 2000 a luglio 2010 è all'interno del comitato legislativo di Regione Lombardia. Ha svolto attività di consulenza presso la commissione parlamentare degli affari regionali ed è stato membro del raggruppamento "Riforme e garanzie" presso la Fondazione Magna Carta. Nel 2013 viene chiamato dall'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a fare parte della Commissione dei "saggi" costituita con l'obiettivo di revisionare la seconda parte della Costituzione. Dal 18 ottobre 2014 Nicolò Zanon è giudice della Corte costituzionale, su nomina dell'ex Capo dello Stato Napolitano. Nel 2017 viene insignito dell'onorificenza del Cavalierato di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.

Energia, Steg e Terna uniscono le forze: Luigi Ferraris a Tunisi

Luigi Ferraris, AD e DG di Terna: “Oggi si chiude la fase degli studi di massima e si entra nella fase operativa, nella fase di dettaglio”.

Luigi Ferraris, alla guida di Terna, e Moncef Harrabi, Presidente di Steg, hanno firmato per ufficializzare il progetto durante un incontro a Tunisi: il cavo sottomarino sarà lungo 200 chilometri. I finanziamenti arrivano dalle due società coinvolte e dall'Unione Europea, che l'ha valutato di interesse comune.
Luigi Ferraris spiega accordo Terna - Steg

Luigi Ferraris: la visita a Tunisi e l'intesa tra Terna e Steg

L'incontro si è svolto a Tunisi in presenza di Luigi Ferraris, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, e Moncef Harrabi, Presidente di Steg, che hanno siglato un Memorandum di intesa tra le due società. Il progetto punta ad avviare l'interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia attraverso un cavo sottomarino di 200 chilometri. La sinergia tra i due Gruppi industriali unirà le due sponde del Mediterraneo fino in Sicilia: il cavo è studiato per funzionare in entrambe le direzioni. L'Unione Europea si è interessata al progetto e ha deciso di finanziare metà dei 600 milioni di euro necessari, mentre l'altra metà sarà un investimento a carico di Terna e Steg. "L'accordo di oggi segue quello già firmato dai rispettivi governi qualche mese fa", ha spiegato Luigi Ferraris. "Adesso l'accordo deve essere ratificato dai rispettivi parlamenti e poi entriamo nella fase operativa che prevede l'accesso ai finanziamenti europei e la pianificazione di dettaglio, per arrivare ad avere un assetto finale da un punto di vista autorizzativo e da un punto di vista delle contribuzioni entro il 2021". Come ha sottolineato l'AD e DG, le tempistiche prevedono di eseguire l'opera in 4 anni e di chiuderla entro il 2027.

Terna: l'importanza del cavo sottomarino secondo Luigi Ferraris

"Oggi si chiude la fase degli studi di massima e si entra nella fase operativa, nella fase di dettaglio", ha dichiarato Luigi Ferraris in occasione della firma del Memorandum d'intesa. Il cavo sottomarino sarà fondamentale per supportare la crescita delle rinnovabili in Nord Africa e per garantire la stabilità energetica. La Tunisia prevede di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili di 3-4mila megawatt entro il 2030. "Se la leggiamo in chiave prospettica, da qui al 2030, il Nord Africa è dotato di risorse solari molto diffuse che hanno un altissimo potenziale", ha spiegato Luigi Ferraris. Attraverso il progetto, Terna contribuisce così a creare un ponte tra Italia e Tunisia, tra Italia e Nord Africa, nonché tra Europa e Nord Africa. "Stiamo andando verso un modello di funzionamento energetico che prevede un crescente utilizzo delle rinnovabili e le reti sono, come ho detto più volte, un abilitatore fondamentale perché questo possa accadere", ha concluso l'AD e DG di Terna, sottolineando che il Mediterraneo si presenta, di fatto, come "un sistema energetico sempre più integrato".

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