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domenica 28 febbraio 2016

ANNA SALSETTA E KHORAKHANE’ VINCONO IL”PREMIO RADIO” AL “SANREMO MUSIC AWARDS”

2 Artisti del “Sanremo Music Awards” avranno la promozione su radio nazionali e radio estere

Sono la siciliana Anna Salsetta e la Band dei Khorakhanè ad aggiudicarsi il “Premio Radio” al “Sanremo Music Awards”. 3 giorni di semifinali e finali a Sanremo, durante la settimana del Festival della Canzone Italiana e la finalissima a Montecarlo, all’Hotel Marriott, per decretare i vincitori delle 14 categorie della prestigiosa Kermesse, tra queste categorie quest’anno è stato istituito il “Premio Radio” che viene assegnato al cantante singolo e alla Band che hanno presentato il brano più “radiofonico”. Il Premio Radio è stato creato in gemellaggio con Radio Sanremo, nella persona di Mauro Birocchi, la radio partner del “Sanremo Music Awards” con l’intento di immettere sul mercato Artisti selezionati dal concorso che non abbiamo un contratto discografico con una major; una sorta di ponte tra i giovani artisti e le radio che ormai detengono il vero potere mediatico della canzone. Anna Salsetta e Khorakhanè avranno la promozione su tutte le radio del circuito con interviste e passaggio dei loro brani in uscita con la reale possibilità di divulgare la loro musica senza i soliti passaggi obbligati che fanno quasi tutti gli artisti in promozione.












sabato 6 febbraio 2016

A “SANREMO HIT AWARDS” 5 CAMPIONI DI RADIO SANREMO E DEL “SANREMO MUSIC AWARDS”

Nell’ambito della manifestazione “Sanremo Hit Awards” nasce il Contest “Sanremo Hit Contest” dove tanti ragazzi provenienti da tutta l’italia potranno partecipare ogni anno a partire da Marzo.2016; quest’anno i 5 campioni saranno i Khorakhanè, Andrea Zunino, Paola Ferrulli, Luca Centenaro e Animation Blues; Mauro Birocchi di Radio Sanremo dice “…queste voci del domani reinterpreteranno le canzoni della storia del Festival di Sanremo e tutti e 5 andranno inseriti in una Compilation edita dalla Map di Milano in co-produzione con Radio Sanremo e “Sanremo Music Awadrs, Il tutto avverrà al Palafiori il giorno 8.Febbraio.2016 dalle 21.30 in poi , nella sala Pino Daniele”. La Manifestazione prevede anche la premiazione dell’Artista più programmato dalle radio del circuito “Earone” dello scorso Festival di Sanremo che ancora rimane segreto ma che alcuni addetti ai lavori ormai hanno indovinato…ma verrà svelato solo lunedì sera.







domenica 20 dicembre 2015

I KHORAKHANE’ ALLO STADIO OLIMPICO

In occasione della “Partita dei Campioni Unici per Unicef” di lunedì 21.Dicembre I Khorakhanè suoneranno un loro brano prima del calcio d’inizio, a presentarli sarà Sammy Barbot anche lui allo stadio per questa iniziativa benefica realizzata a sostegno della campagna raccolta fondi con numero solidale 45594 “Bambini in pericolo”. I Khorakhanè sono sette superbi musicisti romagnoli accomunati dalla passione per Faber (cui dedicano gli inizi della loro carriera, come tribute-band),  dalla fame di note, di strada, di storie. Dall’istinto proteso al cammino attraverso il mondo, ma soprattutto attraverso le persone. Perché il viaggio è proprio il tema portante, già a partire dall’artwork, de “L’Esploratore”, ultimo album della folk-rock band romagnola (dopo il fortunato “La ballata di Gino”, uscito nel 2007 a seguito della partecipazione al festival di Sanremo). Aprire il cofanetto, e sfogliare il booklet, è come rigirarsi tra le mani il biglietto di un treno e la cartina della destinazione. Mappe storiche, meridiani, paralleli e galeoni, impreziosiscono fronte, retro ed interno di quella che possiamo definire la partenza del nostro viaggio sonoro attraverso il tempo. Un cammino scandito sin dalle prime tracce, al ritmo di fisarmonica e violino, che guidano i nostri passi al cospetto di un qualche medievale menestrello di corte pronto a narrarci di taverne e mercanti (in “Cosimo e Lucilla”, brano dall’impronta tipicamente “DeAndresca”), di padri premurosi che donano alle figlie in partenza  per la vita, cinque monete d’oro (dietro cui si celano gli insegnamenti paterni) da usare durante le difficoltà che la vita stessa riserva (“ 5 monete d’oro”). Incursioni nel remoto passato, queste, cui seguono salti a piè pari sulle spiagge giamaicane, grazie al travolgente ska della title track (L’esploratore), in cui un’incessante fisarmonica (il vero timbro di fabbrica dei Khorakhanè) prende il posto delle trombe che questo genere di solito richiede. E dalla calda sabbia giamaicana, l’esploratore ci guida sino alle assolate strade della provincia italiana, di un paese senza nome, le cui storie di corruzione ed ingiustizie sembra sonnacchiosamente cantare appoggiato al cartello “benvenuti”, tra grano, asfalto e cicale (“Storie di Paese”). Un viaggio attraverso epoche e luoghi, dunque, ma come si è detto anche nelle vite altrui. Di quell’amante dai capelli canuti pronto a chiedere alla sua donna , in maniera un po’ sorniona e spensierata, di camminare ancora insieme (“Ancora noi”, brano tipicamente folk, ma il cui pianoforte finale sembra uscire da un film di Chaplin degli anni ’30). Di quella bella famiglia apparentemente salda, ma che nella realtà si unisce e “balla”(su sonorità più salentine che romagnole) solo all’accendersi della spia rossa del televisore, si anima solo nel momento di ipnosi mediatica (“La mia famiglia balla”). Un cammino, dunque, nell’animo stoico del protagonista di “Canzone  per me”, che tra un bicchiere di porto ed una sigaretta, riceve a braccia aperte i dolori del domani. Una danza nel vortice di violini dal sapore irlandese, infine, nell’animo di coloro che sembrano dar vita al discorso di un’ assemblea sindacale (“Niente è personale). Tra le varie tappe predilette da questo esploratore, spiccano però due canzoni in particolare: la conclusiva “Un sorriso nel cielo”, elegante ed ammaliante traccia dalle influenze bossa nova, e l’impegnato kombat-folk di “Non ho scordato” (pezzo scelto come primo singolo, e come colonna sonora ad un video sulla strage di Bologna del 1980), in cui il protagonista si vendica con la memoria per tutti gli omicidi che hanno insanguinato l’Italia nei decenni scorsi.
Con i Khorakhanè, quindi, la musica diviene prima di tutto un percorso, uno stimolo alla conoscenza, e la benzina per la curiosità, mentre lo stereo, la mappa del viaggio; ..; semplicemente parliamo di cultura popolare, tutto cio' che include il sapere, le credenze, l'arte, la morale, il diretto, il costume, e ogni altra competenza e abitudine acquisita dall'uomo. All’Olimpico avranno il compito di suonare il brano prima del calcio d’inizio…quindi un bocca al lupo.