Registrati subito gratis:

Potrai inserire nella directory tutti i siti che vorrai! L'inserimento è: gratuito, semplice ed immediato
:
:

Garanzia di qualità: non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti in qualsiasi momento con 1 semplice click!
Visualizzazione post con etichetta Eni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eni. Mostra tutti i post

martedì 13 aprile 2021

Claudio Descalzi: Eni accelera nel suo percorso di trasformazione con il Piano 2021-2024

Eni accelera la trasformazione iniziata nel 2014 con una nuova Strategy quadriennale che la proietta verso l'obiettivo delle zero emissioni nel 2050: il commento dell'AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Eni lancia il Piano 2021-2024: il focus dell'AD Claudio Descalzi

L'anno "più difficile della storia dell'industria energetica" è alle spalle. Eni ora guarda avanti, come sottolineato lo scorso 19 febbraio dall'AD Claudio Descalzi nel presentare il Piano 2021-2024: l'obiettivo è arrivare alla completa decarbonizzazione di prodotti e processi entro il 2050. Intervistato in merito da "Il Sole 24 Ore", l'AD ha ricordato come Eni abbia intrapreso questo percorso di trasformazione nel 2014 "con un profondo lavoro sulle tecnologie e, tra il 2020 e quest'anno, abbiamo messo a punto un piano di dettaglio, fissando anche degli snodi intermedi per provarne la concretezza e giungere a questo risultato". Le società energetiche secondo Claudio Descalzi "avranno un futuro solo se riusciranno a decarbonizzare la base produttiva mantenendo un ritorno sugli investimenti attrattivo che consenta di andare avanti": su questa visione si erge il Piano 2021-2024 lanciato da Eni.

Claudio Descalzi: la nuova Eni tra decarbonizzazione e transizione energetica

La decarbonizzazione occupa un ruolo di primo piano all'interno del Piano 2021-2024, a partire dall'upstream. La nuova Eni sarà sempre più improntata su gas e rinnovabili, come dice anche il progetto di fusione tra i business delle rinnovabili e il retail del gas power: uno step che l'AD Claudio Descalzi ha definito "fondamentale perché dà leva per poter poi anche investire e trovare finanziamenti sulla parte rinnovabili". Le energie verdi, se non supportate, faticano a trovare un mercato conveniente e i clienti vogliono avere dei prodotti puliti: "Così abbiamo messo in pista questa combinazione ed entro giugno avremo la società completamente integrata". Rinnovabili, idrogeno, transizione energetica, taglio delle emissioni: Eni riparte da qui, dopo un anno particolarmente complesso. Ne è uscita dando "grande prova di forza e flessibilità" come ha evidenziato l'AD Claudio Descalzi: ma anche reagendo "con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica".

lunedì 12 aprile 2021

Smart working, Claudio Machetti (Enel): “Grande opportunità”

Per Claudio Machetti sono diversi i benefici dell’approccio smart adottato da Enel per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Claudio Machetti

Enel, conversazioni sullo smart working: l’opinione di Claudio Machetti

Era il 2016 quando Enel lanciò un progetto pilota sullo smart working. 500 persone che avevano l’occasione di lavorare un giorno alla settimana senza recarsi in azienda. Con la pandemia lo scenario è mutato. Nel 2020 sono stati circa 37mila i dipendenti di Enel che hanno aderito al nuovo modello. “Penso che lo smart working sia una grande opportunità per i colleghi e per l’azienda – ha dichiarato Claudio Machetti, Direttore della Divisione Global Trading – si tratta di usarla nella maniera giusta”. Il manager è uno dei protagonisti di “A tu per tu, conversazioni sullo smart working”, nata per raccontare la visione di Enel sul fenomeno e sulla sua accelerazione causata dal Covid-19. “La pandemia rappresenta un grande punto di discontinuità. C’è poco da fare – ha spiegato il manager – non si torna più al punto in cui siamo rimasti prima. La discontinuità è discontinuità da tutti i punti di vista e quindi inizierà una vita nuova”. È fondamentale dunque avere fiducia e ricavare il meglio dalla situazione che si è creata: “Lo smart working consente di sfruttare meglio il tempo e offre tantissime opportunità di migliorare la qualità della vita. I lavori sono tanti e diversi: alcuni si prestano di più, alcuni di meno, ma indubbiamente – conclude Claudio Machettise ne ricava un’ottimizzazione in generale”.

Claudio Machetti: la carriera in Enel

La nomina di Claudio Machetti ai vertici della Divisione Global Trading di Enel avviene nel 2014. Da allora, il manager è responsabile sia dell’approvvigionamento delle commodites energetiche che dell’operatività nei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica nei Paesi del mondo in cui è presente il Gruppo. Inoltre, sempre dal 2014 è anche Presidente di Fondenel, il Fondo Pensione dei Dirigenti. Il suo percorso in Enel inizia già negli anni 2000 quando, dopo un’esperienza di 8 anni in Ferrovie dello Stato Italiane, viene messo a capo dell’Area Finanza. In pochi anni diventa uno dei protagonisti dell’azienda. Grazie al suo contributo vengono create Enel Insurance ed Enelfactor, per la quale ricopre anche il ruolo di Amministratore Delegato. Prima di passare alla Business line del gruppo, Claudio Machetti diventa responsabile della Direzione Finanziaria e in seguito Direttore dell’unità di Risk Management.

venerdì 26 marzo 2021

Oil&Gas: il ritratto professionale di Roberto Casula, dirigente Eni

Profilo formativo e professionale di Roberto Casula, dalla laurea in Ingegneria Mineraria agli incarichi di carattere manageriale ricoperti in Eni.

Roberto Casula, manager Eni

Roberto Casula: focus su formazione ed esperienze professionali in Agip e Eni

È in Agip S.p.A. e in Eni che Roberto Casula cresce professionalmente arrivando ad acquisire competenze di carattere manageriale che gli permettono di ricoprire ruoli di crescente responsabilità per conto del Gruppo. Ingegnere minerario, si laurea presso l'Università degli Sudi di Cagliari, città dove è nato nel 1962. Non appena abilitato a esercitare la professione inizia a lavorare come Reservoir Engineer in Agip S.p.A. e nel 1992 si trasferisce a Luanda, in Angola, chiamato a operare all'interno della consociata Agip Angola Ltd: già Reservoir Engineer, arriva a ricoprire gli incarichi di Petroleum Engineer e di Chief Development Engineer. Rientrato successivamente in Italia, diventa nel 1997 Development and Production Coordinator in Eni S.p.A. Nel 2000 la nomina a Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran, posizione che lo porta a trasferirsi nuovamente all'estero: in Iran Roberto Casula lavorerà anche come Project Director del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5 (2001).

Sostenibilità e innovazione tecnologica: il presente professionale di Roberto Casula

In Eni Roberto Casula è stato anche Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. (2004), Managing Director di Eni Nord Africa BV (2005), Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e Presidente delle 3 consociate Eni Abuja (Nigeria). Dal 2011 Executive Vice President del Gruppo nelle aree dell'Africa e del Medioriente, nel luglio 2014 viene nominato Chief Development Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., a diretto riporto dell'Amministratore Delegato. In questo ruolo, ricoperto fino al 2018, ha avuto modo di coordinare numerosi progetti che guardano al connubio tra innovazione tecnologica e sostenibilità, la cui efficacia è evidente nel modello di sviluppo adottato da Eni negli ultimi anni e negli obiettivi che il Gruppo si è posto, tra cui attualmente spiccano quelli sul fronte della decarbonizzazione. Un impegno che ancora oggi contraddistingue l'operato di Roberto Casula in Eni.

mercoledì 3 marzo 2021

Claudio Descalzi: Eni resiste alla pandemia, impatto minimizzato e ritorno all’utile

L’AD Claudio Descalzi: nell’anno della pandemia Eni ha dato prova “di grande forza e flessibilità rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica”.

Claudio Descalzi

Eni: l’AD Claudio Descalzi illustra i risultati del quarto trimestre e dell’esercizio 2020

Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità”, ha evidenziato l’AD Claudio Descalzi nel commentare i risultati del quarto trimestre e più in generale del 2020: il Gruppo è riuscito a rispondere “con prontezza allo straordinario contesto di crisi” e a progredire “nel processo irreversibile di transizione energetica”. Nel periodo ottobre-dicembre Eni infatti è tornata all’utile nonostante il calo del prezzo del greggio e gli effetti della pandemia: l’utile netto adjusted è pari a 66 milioni di euro, a seguito di una perdita di 153 milioni registrata nel terzo trimestre. Qualche altro dato: nel 2020 l’ebit adjusted consolidato è di 1,9 miliardi di euro (0,5 miliardi di euro nel quarto trimestre) in contrazione di circa 6,7 miliardi dovuta per -6,8 miliardi alla flessione dei prezzi/margini degli idrocarburi e per -1 miliardo agli effetti del Covid-19, attenuati da una migliore performance per 1,1 miliardi. La produzione d'idrocarburi lo scorso anno si è attestata a 1,73 milioni di boe/giorno, in linea con la guidance ridefinita a seguito dello scoppio della pandemia. “In pochi mesi abbiamo rivisto il nostro programma di spesa e minimizzato l’impatto sulla cassa della caduta del prezzo del greggio, aumentato la nostra liquidità e difeso la nostra solidità patrimoniale”, ha spiegato in merito l’AD Claudio Descalzi: i risultati conseguiti permettono infatti a Eni di confermare la proposta di dividendo 2020 di 0,36 euro per azione, di cui 0,12 euro versati in sede di acconto a settembre 2020. Il dividendo a saldo di 0,24 per azione sarà messo in pagamento a partire dal 26 maggio 2021 con stacco cedola il 24 maggio 2021.

Claudio Descalzi: i traguardi raggiunti nel 2020 sul fronte della transizione energetica e della decarbonizzazione

I risultati del quarto trimestre, con un prezzo del Brent a 44 $/barile sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, superano le aspettative del mercato a livello di utile operativo ed utile netto e confermano la generazione di cassa operativa e l’efficacia della nostra azione di risposta alla crisi”, ha precisato l’AD Claudio Descalzi in merito alla performance di Eni nell’anno della pandemia. Impossibile non focalizzarsi anche sui traguardi raggiunti sul fronte della sostenibilità: “Mentre il settore upstream consolida fortemente la tendenza alla ripresa, nell’anno i business destinati alla generazione e vendita di prodotti decarbonizzati hanno conseguito risultati eccellenti, con l’Ebit di Eni gas e luce in aumento del 17% e le lavorazioni delle bio raffinerie del 130%, oltre a 1GW di capacità di generazione da solare ed eolico già installata o in fase di sviluppo”. Il Gruppo ha quindi posto le basi “per una forte accelerazione delle rinnovabili, con l’ingresso in due mercati strategici quali gli USA e l’eolico offshore del Mare del Nord, con la partecipazione al progetto Dogger Bank in UK che sarà il più grande al mondo nel suo genere”. Azioni che, come osservato da Claudio Descalzi, hanno portato la generazione di cassa adjusted 2020 a 6,7 miliardi di euro abilitandola ad autofinanziare i capex con un avanzo di 1,7 miliardi: “L’indebitamento netto (ante IFRS 16) rimane al livello di fine 2019 ed il leverage si attesta intorno al 30%”.

martedì 2 febbraio 2021

Atlantic Council, Claudio Descalzi (Eni): “Con la pandemia aumentato il gap tra i Paesi”

Decarbonizzazione, Claudio Descalzi: "Diverse le situazioni tra i Paesi sviluppati e i Paesi in via di sviluppo"

Claudio Descalzi, AD Eni

Covid-19 e settore energetico: il commento di Claudio Descalzi

La pandemia provocata dal Coronavirus ha colto impreparato tutto il mondo. Non solo a livello sanitario, ma soprattutto dal punto di vista culturale, economico e sociale. E la crisi ha colpito anche il settore dell'energia, alle prese con il cambiamento climatico e gli obiettivi di decarbonizzazione. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, apre così il suo intervento all'Atlantic Council di Washington. In occasione dell'evento online organizzato dal think tank, in diretta lo scorso 16 novembre, il manager ha parlato delle numerose sfide che attendono il comparto a livello internazionale. Una delle priorità è continuare nel processo di transizione energetica, nel quale Eni "sta giocando un ruolo ed investe in vari aspetti: culturale, tecnologico, produttivo". Un cammino iniziato dalla società già nel 2014, che ha adeguato la propria mission agli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite: "Attraverso l'incorporazione nelle strategie dei 17 principi ESG dell'ONU, è cambiato anche il focus sulla tecnologia che ha portato ad investire più di 4 miliardi in nuove tecnologie negli ultimi 5 anni", ha dichiarato Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi: "Non tutti i Paesi sono pronti"

Il percorso di Eni, tra le prime ad anticipare l'attuale tendenza verso la transizione green, ha portato allo sviluppo di circa 7.800 brevetti, all'aumento del numero dei ricercatori e all'apertura di sette centri di ricerca in Italia. Uno dei progetti in campo è basato sull'utilizzo della fusione magnetica, ha spiegato Claudio Descalzi: "Può essere la vera svolta tecnologica con il più alto potenziale per rispondere alla crescente domanda mondiale di energia pulita e permetterà infatti di produrre energia sicura, a zero emissioni di gas serra". Tuttavia, ha sottolineato il manager, lo scenario attuale vede ancora i combustibili fossili protagonisti, con le emissioni di CO2 in aumento: "Non tutti i Paesi, non tutte le industrie, non tutti i player sono pronti. Chiaramente abbiamo diverse situazioni tra i Paesi sviluppati e i Paesi in via di sviluppo". Un gap che l'emergenza sanitaria non ha fatto altro che accentuare: per questo l'AD di Eni ha parlato dell'importanza di un coordinamento a tutti i livelli per affrontare il cambiamento. "Mi rendo anche conto - ha concluso Claudio Descalzi - che non è facile dire a un'azienda: fai dei sacrifici economici, riduci i tuoi profitti per le prossime generazioni. Sono fiducioso che presto in Europa troveremo un consenso comune".

giovedì 28 gennaio 2021

ADIPEC 2020, Claudio Descalzi (Eni): “Le priorità dell’industria energetica sono cambiate”

Claudio Descalzi, intervenuto all'edizione 2020 della Conferenza Internazionale sul petrolio: "Investiti più di 4 miliardi in ricerca e sviluppo".

Claudio Descalzi, AD Eni

Il futuro dell'energia: il commento di Claudio Descalzi

"L'industria energetica, in partricolare quella del petrolio e del gas, sta attraversando una tempesta che ha colpito il mercato e la capacità di investire": non usa mezzi termini l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, intervenuto alla Conferenza Internazionale sul petrolio di Abu Dhabi del 2020. L'edizione di quest'anno, che si è svolta online il 9 novembre e ha visto la partecipazione di quasi 20mila professionisti del settore, nasce con lo scopo di ideare nuove strategie di successo per il settore energetico, attualmente alle prese con gli effetti e le implicazioni causate dalla pandemia da Covid-19. Secondo il manager di Eni la crisi è innegabile ma si intravedono spiragli positivi: "L'industria è stata flessibile e la reazione immediata. Proprio per questo, bisogna continuare a investire, ma in campi nuovi". Una strategia che il Gruppo sta mettendo in atto da anni: "Eni ha iniziato dal 2014 a seguire questo percorso, investendo più di 4 miliardi in sviluppo e ricerca", ha spiegato Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: la sfida di Eni

L'impegno di Eni, iniziato con l'adesione all'Agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile, ha portato diversi risultati: "Abbiamo creato nuovi strumenti e trasformato alcune raffinerie in bioraffinerie. Abbiamo lavorato molto anche sull'economia circolare", ha dichiarato Claudio Descalzi. Il percorso è stato realizzato interamente dai lavoratori del Gruppo: "L'abbiamo fatto con le nostre persone, abbiamo usato il 95% delle nostre tecnologie, sviluppate da noi, abbiamo aumentato i ricercatori da 250 a 1.500 e migliorato il network con i Centri di Ricerca e le Università, aprendo inoltre sette nostri punti di ricerca". Oggi Eni continua nel suo processo di transizione energetica, preparandosi a quello che il manager ha definito un cambiamento irreversibile e necessario: "Le priorità sono cambiate. Negli ultimi sei anni Eni ha individuato circa 7 miliardi di nuove risorse, e si sta focalizzando per individuare le migliori. L'obiettivo è quello di creare un'energia sempre più sostenibile e prodotti decarbonizzati, in modo che i clienti possano usare prodotti senza tracce di Co2. Un grande obiettivo per Eni - ha sottolineato Claudio Descalzi - perché ora abbiamo più di 9 milioni di clienti e ne vogliamo raggiungere 20 milioni".

giovedì 1 ottobre 2020

Eni, Claudio Descalzi illustra ai sindacati il nuovo Piano della società

All'incontro con Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, Claudio Descalzi ha sottolineato l'importanza dei sindacati nel percorso di sviluppo disegnato da Eni.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: per il Piano fondamentale la condivisione tra le Parti

Transizione energetica ed economia circolare sono i pilastri sui quali Eni punterà nel prossimo futuro. Ad annunciarlo è Claudio Descalzi, amministratore delegato del Gruppo, durante la sua partecipazione all'appuntamento con le segreterie generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil. Sostenibilità, decarbonizzazione, energie rinnovabili sono le parole chiave del Piano strategico presentato dalla multinazionale dell'energia. Un "nuovo paradigma di sviluppo" che possa equilibrare sostenibilità economica e ambientale, oltre che sociale: "La strategia che Eni ha definito - si legge nella nota diramata in occasione dell'incontro - le consentirà di ottenere un miglior bilanciamento del portafoglio coniugando sempre di più gli obiettivi di redditività e di valore a lungo termine con quelli di sviluppo sostenibile". Per portare a termine tali obiettivi, la trasformazione dovrà essere messa in atto con il sostegno di tutti gli attori coinvolti. Al termine della riunione con i sindacati, Claudio Descalzi ha comunicato infatti che a breve le Parti sottoscriveranno un nuovo protocollo di relazioni industriali, incentrato in primis su salute, sicurezza e ambiente, ma che riguarderà anche temi come ricerca, innovazione tecnologica e asset integrity.

Claudio Descalzi, dal percorso formativo al terzo mandato in Eni

Lo scorso 14 maggio il Consiglio di Amministrazione di Eni ha nominato Amministratore Delegato Claudio Descalzi per la terza volta consecutiva. La prima volta nel 2014, dopo oltre 30 anni di collaborazione. Il manager, originario di Milano, è infatti entrato nella multinazionale agli inizi degli anni '80. Laureato in Fisica, viene assunto come ingegnere di giacimento. In breve tempo è project manager, con il compito di seguire lo sviluppo di diverse attività internazionali (Congo, Libia, Mare del Nord). Tra il 1990 e il 2005 continua la scalata nel Gruppo: arriva la promozione a Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, la nomina a Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina e infine lo stesso ruolo per l'area Italia, Africa e Medio Oriente. Prima di arrivare alla guida di Eni, Claudio Descalzi ha ricoperto il ruolo di Vice Direttore Generale di Eni e quello di Chief operating officer nella divisione Exploration & Production. Professionista riconosciuto a livello internazionale, nel 2012 è stato insignito della "Charles F. Rand Memorial Gold Medal" per il contributo apportato nel settore Oil&Gas.

martedì 15 settembre 2020

CO2, pronto il progetto di Eni. Claudio Descalzi: “A Ravenna opportunità unica”

"Il più grande hub per la CO2 al mondo": Claudio Descalzi descrive così il nuovo sito di Ravenna dedicato allo stoccaggio.

Claudio Descalzi, AD Eni

Hub di Ravenna: il commento di Claudio Descalzi

Durante il mese di luglio verrà pubblicato l'Innovation Fund dell'Unione Europea e, in base a quanto affermato da Claudio Descalzi, Eni ha intenzione di partecipare con un progetto in linea con la transizione energetica avviata dalla società: "Siamo pronti a candidare il nuovo hub di Ravenna che darà vita al più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di anidride carbonica (Ccs)". Intervistato da "Il Sole 24 Ore", l'Amministratore Delegato ha parlato di 'un'opportunità unica nell'area': il Gruppo potrà infatti sfruttare gli stoccaggi provenienti dai giacimenti a gas offshore del Medio Adriatico e installerà i più moderni sistemi di cattura di CO2 nelle infrastrutture tuttora operative, coinvolgendo il territorio in un 'grande progetto di economia circolare'. Un piano che sfrutterà la profonda conoscenza italiana del settore: "Ormai dagli anni '60 in Italia è iniziata l'attività di stoccaggio del gas che oggi vede un volume di 14 miliardi di metri cubi: noi saremo in grado di arrivare a 300-500 milioni di tonnellate di capacità di stoccaggio - conclude Claudio Descalzi - attraverso una selezione di giacimenti che faranno da 'contenitori'".

Claudio Descalzi: "Offriremo ai nostri clienti un'elettricità decarbonizzata"

È dal 2014 ormai che Eni ha iniziato a puntare sulle energie rinnovabili e sulla sostenibilità ambientale, con un investimento di circa 4 miliardi. Un progetto di transizione energetica che tuttavia, secondo Claudio Descalzi, non potrà mai sfamare l'enorme bisogno attuale: "Non possiamo pensare di trasformare tutta l'energia esistente in prodotti completamente verdi. Anche Eni sta lavorando molto sul 'green', ma abbiamo bisogno di altri apporti e occorre sfatare l'idea che esiste solo una forma di energia". Tuttavia Il nuovo hub di Ravenna potrà dare il suo contributo alla produzione di elettricità completamente decarbonizzata, uno degli obiettivi principali di Eni. Qualora il progetto, che ha già ottenuto il beneplacito del Governo, dovesse passare, si tratterebbe inoltre di una grossa opportunità per tutto il territorio: "È un progetto in cui crediamo molto e che ha ricevuto pieno sostegno anche delle autorità locali - ha dichiarato Claudio Descalzi - a cominciare dal governatore dell`Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, perché è un'iniziativa industriale che consentirà di mantenere la forza lavoro impegnata nel distretto e, in prospettiva, di procedere a nuove assunzioni".

martedì 8 settembre 2020

Il mondo dell’energia dopo il Coronavirus: le considerazioni dell’AD di Eni Claudio Descalzi

Med Virtual Dialogue, l'intervento dell'AD di Eni Claudio Descalzi: transizione energetica e decarbonizzazione rappresentano "un obiettivo positivo e cruciale per il futuro di un continente come l'Europa".

Claudio Descalzi

Med Virtual Dialogue: l'AD di Eni Claudio Descalzi partecipa all'evento

"In questa situazione difficile la prima reazione è stata quella di capire cosa stesse accadendo perché siamo stati impattati duplicemente: da una parte la riduzione della domanda e dall'altra la variazione dei costi": a spiegarlo lo scorso 15 luglio è stato l'AD di Eni Claudio Descalzi, invitato a confrontarsi con Fatih Birol, Executive Director dell'International Energy Agency, in occasione del Med Virtual Dialogue. Parlando del futuro del settore dopo il Coronavirus anche in relazione agli impegni sul fronte della transizione energetica, l'AD ha ricordato come Eni, nonostante uno scenario complesso, non abbia rivisto gli investimenti: "Dobbiamo sviluppare un diverso tipo di business, questo sarà il futuro. Investiamo molto sulle rinnovabili ma anche su altre attività. Le rinnovabili sono essenziali ma ancora non bastano a soddisfare il fabbisogno energetico e ad assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici" ha aggiunto Claudio Descalzi evidenziando il ruolo essenziale del gas nel mix energetico. E ancora: "La transizione energetica avrà successo solo mantenendo le infrastrutture perché non possiamo cambiare tutto. La decarbonizzazione sarà sempre più essenziale e dobbiamo accelerare la nostra trasformazione e credo che l'emergenza Covid-19 abbia enfatizzato questo problema".

Decarbonizzazione e transizione energetica: l'impegno di Eni nelle parole dell'AD Claudio Descalzi

"Dobbiamo capire che il mondo sta cambiando e il futuro sarà differente. Dobbiamo pertanto essere anche efficienti nello studiare differenti modi di finanziamento e nuovi modelli regolativi" ha ribadito l'AD di Eni Claudio Descalzi nel corso del webinar organizzato da Ispi e Ministero degli Esteri. Il dibattito con l'Executive Director dell'International Energy Agency ha inoltre messo in luce come i Paesi più sviluppati rivestano un ruolo di rilievo e responsabilità nell'agevolare la transizione energetica anche nei confronti di alcuni quadranti geopolitici (il Mediterraneo, il Nordafrica e l'Africa subsahariana, il Medio Oriente per citarne alcuni): "Il 40% della radiazione solare nel mondo brilla sull'Africa, ma solo l'1% viene utilizzato nel continente per produrre energia. Ecco perché sono necessari investimenti". La cooperazione in questa ottica è fondamentale: "L'Africa sta soffrendo molto. Abbiamo dovuto bloccare alcuni investimenti ma continueremo a lavorare per l'accesso all'energia in diversi Paesi. Continuiamo a fornire gas al Ghana, al Congo, all'Angola... Questo è il modo nel quale possiamo aiutare e dall'altra parte dobbiamo implementare l'utilizzo di energia sostenibile per rimpiazzare il gas. Dobbiamo investire lì per cambiare e rendere possibile l'accesso energetico". Eni ha in piano grandi investimenti nel continente "e, nonostante la situazione sia difficile, dobbiamo essere ottimisti verso il futuro e il futuro è in Africa!". Sulla Libia invece Claudio Descalzi osserva come dopo oltre dieci anni di guerre e di tensioni la situazione sia ancora particolarmente difficile ma le attività di Eni "stanno andando bene". Nel Paese "serve l'elettricità, servono le infrastrutture". L'auspicio dell'AD è che si arrivi rapidamente alla pace: "La popolazione libica è molto forte e molto resiliente e con Eni lavorano ottimi ingegneri, persone molto competenti". Per risolvere la situazione "è essenziale l'aiuto dell'Ue ma anche della Turchia, della Russia e dell'Egitto".

giovedì 6 agosto 2020

Focus sulla carriera di Roberto Casula, dirigente in Eni

Roberto Casula si è occupato in prima persona della Direzione Tecnica e delle attività tecnico-operative, di Ricerca e Sviluppo di Eni.

Roberto Casula

Roberto Casula: i primi anni della carriera professionale

Roberto Casula è un manager di origini cagliaritane: laureato in Ingegneria Mineraria presso l'Università degli Studi della città, fa il suo ingresso professionale in Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer preposto al production test e al well logging. Viene in seguito coinvolto anche nell'attività di reservoir modelling presso la società specializzata Beicip - Franlab a Sophia Antipolis (Francia). Nel 1992 viene trasferito in Luanda presso la consociata Agip Angola Ltd per ricoprire gli incarichi di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer. Due anni più tardi diventa Chief Development Engineer. Rientrato in Italia, Roberto Casula avvia la sua lunga carriera in Eni S.p.A., che lo porterà a una crescita professionale significativa fino a ricoprire incarichi dirigenziali. Nel 1997, in particolare, viene collocato presso la sede del Gruppo di San Donato Milanese, con l'incarico di Development and Production Coordinator. Questo ruolo lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative dei Paesi dell'Africa occidentale e delle zone centro-asiatiche.

Roberto Casula: il percorso in Eni

Nel 2000 Roberto Casula viene nominato Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni in Iran. Gruppo Eni gli assegna, l'anno successivo, il ruolo di Dirigente e di Project Director per il progetto denominato Giant South Pars Gas fasi 4-5 in corso in Iran, a Teheran. Nel 2004 è alla guida della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata con sede a Gela. L'anno successivo ricopre lo stesso ruolo per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli. Nel 2007 Roberto Casula passa alla carica di Senior Vice President per l'area della Regione Sub-Sahariana, mentre nel 2011 è Executive Vice President per i territori di Africa e Medio Oriente. Riesce ad ottenere ottimi risultati attraverso le trattative condotte con le autorità locali. Nel 2014 assume l'incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., che lo porta ad interfacciarsi direttamente con l'Amministratore Delegato, occupandosi della Direzione Tecnica e delle sue attività tecnico-operative, di Ricerca e Sviluppo.

mercoledì 5 agosto 2020

Luigi Lusuriello: gli studi, le esperienze, la crescita professionale

Le macchine e la tecnologia non possono sostituire le competenze umane, ma anzi, devono supportarle per diventare sempre più efficaci. È questa la visione di Luigi Lusuriello, da anni alla guida della digital transformation di Eni.

Luigi Lusuriello

Luigi Lusuriello: l'inizio della carriera

Sì all'innovazione e alla tecnologia, che devono però rimanere un supporto alle competenze dei lavoratori: al centro restano le persone e il loro know how. È questa la filosofia di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni dal 18 settembre 2018. Il suo percorso professionale prende avvio nel 1988, dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Genova. Ufficiale nel Genio Navale della Marina Militare Italiana, entra successivamente in Agip S.p.A. con l'incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. È l'inizio di una carriera di successo, che lo porta ad assumere ruoli di crescente responsabilità. Luigi Lusuriello è prima Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, poi Platform Manager in Congo. Dal 1994 al 1998 è invece Manager - Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. Le competenze acquisite in questo periodo gli consentono di aprire la sua carriera anche a livello internazionale.

Luigi Lusuriello e la carriera in Eni

Luigi Lusuriello è Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, incarico ricoperto anche in Val d'Agri. Dal 2004 il suo profilo diventa internazionale, con la nomina a Managing Director di Eni Congo. Dal 2007 al 2009 è invece alla guida di Eni UK. Nel 2009 Luigi Lusuriello decide di approfondire le sue conoscenze, consolidando il percorso formativo con il corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" presso la Said Business School University of Oxford. Rientrato in Italia, si occupa del coordinamento gestionale in Kazakhstan - Karachaganak in qualità di Vice President. Nominato Senior Vice Presidente del Programma Iraq, Luigi Lusuriello diventa Executive Vice President Operations per Eni dal 2013 al 2018: tale ruolo in particolare lo vede in prima linea nella direzione della funzione centrale tecnica del Gruppo. Si occupa delle operazioni a livello mondiale. È un ulteriore passo del manager verso l'incarico che ricopre attualmente: oggi è Chief Digital Officer di Eni. Tale ruolo lo vede alla guida dell'intero processo di trasformazione digitale che già da anni Eni ha intrapreso per integrare le competenze umane con le nuove tecnologie e l'innovazione.

lunedì 13 luglio 2020

Claudio Descalzi a Sky Tg24: urgente e necessario accelerare la transizione energetica

L’intervista a Sky Tg24 dell’AD di Eni Claudio Descalzi: “Per noi accelerare la trasformazione è un’opportunità un’urgenza, con l’obiettivo di ridurre le emissioni in linea con l’obiettivo di temperatura (climatica) della Cop21”.

Tra gli ospiti della decima puntata di "Idee per il dopo", programma di approfondimento di Sky Tg24, anche l'AD di Eni Claudio Descalzi: accelerare la transizione energetica ora è urgente.
Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi a Sky Tg24: l'impegno di Eni nell'accelerare la transizione energetica

Per Eni accelerare la transizione energetica è "un'opportunità e un'urgenza". Lo ha sottolineato l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi intervenendo lo scorso 30 giugno a "Idee per il dopo" su Sky Tg24. L'AD ha spiegato come l'intenzione sia quella di ridurre le emissioni in linea con l'obiettivo di temperatura (climatica) della Cop21: "Per noi ci sarà un'accelerazione del Piano di transizione energetica, un piano di trasformazione che coinvolge tutti i nostri asset, dalle raffinerie, delle quali due le abbiamo già trasformate in bioraffinerie, alla chimica". L'accelerazione è necessaria "anche perché dobbiamo allontanarci dalle fluttuazioni di un mercato altamente volatile, e non a causa del Covid, che ha solo enfatizzato una volatilità che durava da anni": dal 2014 il gruppo ha investito oltre 4 miliardi di euro in tecnologie proprietarie, alcune già realizzate, e "abbiamo tutte le possibilità e gli strumenti per compiere questa accelerazione". In questa prospettiva per Claudio Descalzi il tema delle disuguaglianze diventa fondamentale: "Una società che tende ad aumentare il livello di disuguaglianza non può innovare e applicare le nuove tecnologie. Quando ci sono problemi esistenziali le persone sono concentrate sul quotidiano, mentre noi abbiamo bisogno di essere concentrati sul futuro". Contro le disuguaglianze serve pragmatismo: "Pensare è importante, ma non va bene entrare in un labirinto di pensieri. Occorre mettere a terra quello che si pensa, per il bene delle persone, creando uguaglianza e non disuguaglianza. Non si può entrare in un contesto di dibattito e conflittualità continua, perché mentre ci sono i conflitti le disuguaglianze crescono, non diminuiscono. Bisogna occuparsi delle persone, della società e delle aziende con generosità, interesse e pragmatismo".

Claudio Descalzi: la pandemia ha accentuato la trasformazione di alcuni sistemi e non solo nei Paesi in via di sviluppo

"Il Coronavirus ha enfatizzato la necessità di andare verso la transizione energetica in modo molto più accelerato rispetto ai piani originali di Eni e dell'industria dell'oil&gas in generale": nello speciale di Sky Tg24 Claudio Descalzi parla anche dell'emergenza e di come il gruppo stia affrontando questo periodo "difficile e complesso". "Siamo ben allenati" osserva l'AD: "Tutta la parte operativa ha continuato a lavorare, per mantenere in sicurezza gli impianti e garantire la continuità delle attività. Veniamo da decenni di pandemie in diversi Paesi asiatici e africani e abbiamo sviluppato un sistema di procedure definito, un sistema di formazione del personale operativo e un'organizzazione di rotazione del personale, e negli ultimi sei anni abbiamo creato anche un controllo centralizzato delle attività attraverso la digitalizzazione di tutte le componenti meccaniche e tecniche dei nostri impianti". Non avendo colpito tutti i Paesi nello stesso momento, Eni si è trovato ad operare "in una situazione molto variegata che ci tiene sotto pressione per mantenere le persone e gli impianti in massima sicurezza": uno scenario che "richiede attenzione costante e le nostre persone sono addestrate per questo". Claudio Descalzi ha fatto notare inoltre come il Coronavirus abbia accentuato la trasformazione futura di alcuni sistemi: "Molti Paesi produttori di oil&gas vivono di risorse energetiche e già da sei anni erano sotto pressione, prima di cadere nella situazione attuale. La struttura industriale in questi Paesi dovrà assolutamente cambiare, vi dovrà essere una diversificazione. Una diversificazione che per molti di questi Paesi significa autosufficienza in settori come l'alimentare, l'agricolo, il farmaceutico o la stessa energia. Le politiche industriali di diversificazione, dal punto di vista delle tecnologie, della comunicazione, dei rapporti tra centri di ricerca e università, portano una necessaria globalizzazione".

mercoledì 8 luglio 2020

Eni, intervista all’AD Claudio Descalzi: la sostenibilità aiuterà la ripresa

Eni, Claudio Descalzi al “Corriere della Sera”: “Sono le competenze, i saperi, le conoscenze attuali e da creare, le persone che fanno l'Eni. Sono loro che hanno reso possibile il cambiamento. E noi non vogliamo rinunciarci”.

Il valore della sostenibilità come chiave per la ripresa: l'AD di Eni Claudio Descalzi ne parla al "Corriere della Sera" analizzando l'impatto dell'emergenza Coronavirus sul Gruppo.
Claudio Descalzi, AD Eni

Coronavirus, Eni nel post-emergenza: il "Corriere della Sera" intervista l'AD Claudio Descalzi

"Senza flessibilità crisi drammatiche come il Covid-19 non potrebbero essere superate": Eni lo sa bene, come sottolinea l'Amministratore Delegato Claudio Descalzi in un'intervista al "Corriere della Sera". "Gli ultimi dieci anni non sono stati facili ma siamo stati capaci di reagire. Ci paiono lontane e persino semplici la doppia crisi del 2008 e del 2010 e le recessioni conseguenti. Uscirne non sarà semplice, ma nulla lo è stato ultimamente" spiega l'AD ripercorrendo le settimane più critiche dell'emergenza: "Il numero di morti dovuti al Covid-19, la violenza con la quale la pandemia si è abbattuta sulle comunità è stata tale da togliere il respiro. Nonostante questo mi sento di dire che abbiamo in noi come cittadini, come imprese, come Paese la forza necessaria per superare questo momento. Anche perché mai come oggi abbiamo Europa e Italia convinti che questa crisi non vada sprecata". Il Covid-19, evidenzia inoltre l'AD di Eni, ci ha insegnato quanto i piccoli gesti di ognuno siano importanti: "E in Italia ci siamo comportati decisamente bene, dai medici alle autorità, dai cittadini alle imprese. In una grande azienda tutto è fatto di piccoli comportamenti ma tutto deve essere programmato". Reagire per Claudio Descalzi significa non lasciare indietro nessuno, cogliendo le opportunità che i momenti difficili possono offrire. Non serve accontentarsi di soluzioni che, per quanto paghino nell'immediato, non aprono a prospettive a lungo termine. Il cambiamento piuttosto va accompagnato, incentivandolo. E che Eni ne sia capace lo dice anche il percorso verso la sostenibilità intrapreso da tempo: "È una transizione iniziata nel 2014 e che in queste settimane ci porterà a essere una compagnia unica nel panorama mondiale".

Claudio Descalzi al "Corriere della Sera": ripartire dalla sostenibilità e dalle persone, la formula Eni

"Il prezzo in vite umane che stiamo pagando è elevatissimo. E a loro dobbiamo anche il fatto di dover spingere la ripresa. Evitare la crisi economica e sociale" sottolinea Claudio Descalzi nell'intervista. I segnali sono incoraggianti: "Pensavamo che il risveglio dell'economia arrivasse a fine giugno, già adesso vediamo una confortante ripresa. Il prezzo del petrolio attorno ai 40 dollari al barile è un indicatore". Un livello che però fa seguito ai minimi da 19 dollari: "Non sbagliavamo quando nel 2014 decidemmo di cambiare strategia puntando ad attutire il più possibile gli effetti della volatilità, del su e giù dei prezzi. Perché l'energia per un Paese come il nostro ma anche per l'Europa è al cuore dell'economia". Intuizioni che nel tempo si sono rivelate vincenti, così come la scelta di puntare sulla sostenibilità: Eni è l'unico "ad aver avviato una trasformazione così radicale. E possiamo farlo perché abbiamo iniziato nel 2014 quando nel discorso di Natale ai dipendenti lanciai la prima onda di cambiamento sulle tematiche verdi che è significato 4 miliardi di investimenti negli ultimi sei anni". Oggi la sostenibilità aiuterà la ripresa: Claudio Descalzi ne è certo. E il Gruppo è pronto ad affrontare le nuove sfide che l'emergenza gli pone davanti accelerando su transizione energetica e decarbonizzazione, anche grazie alla creazione di due nuove divisioni: "La prima, natural resources, si occuperà di rendere sempre più sostenibile il portafoglio di gas e petrolio, dell'efficienza energetica e delle tecnologie per la cattura e rimozione della C02. La seconda: energy evolution, che sarà quella più vicina ai clienti, la rete che si occuperà di trasformazione e vendita di prodotti sempre più bio, blu e green. Prodotti per un mercato europeo e mondiale ma anche destinati a rendere l'Italia sempre più autonoma e indipendente dall'estero". E i dipendenti, anche in questo nuovo riassetto, continueranno ad essere al centro: "Sono le competenze, i saperi, le conoscenze attuali e da creare, in poche parole le persone che fanno l'Eni. Sono loro che hanno reso possibile il cambiamento. E noi non vogliamo rinunciarci".

venerdì 5 giugno 2020

Eni: il CdA riconferma Claudio Descalzi alla guida del gruppo

Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha nominato Claudio Descalzi Amministratore Delegato e Direttore Generale per il suo terzo mandato, conferendogli "poteri di amministrazione con esclusione di specifiche attribuzioni che il CdA si è riservato, oltre a quelle non delegabili a norma di legge".
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi alla guida di Eni

Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha nominato Claudio Descalzi Amministratore Delegato e Direttore Generale del gruppo. Si tratta del terzo mandato per il manager, che ha ricevuto i poteri di amministrazione della società con esclusione di specifiche attribuzioni che il Consiglio si è riservato, oltre a quelle non delegabili per norma di legge. Lo ha confermato Eni in una nota ufficiale emessa dopo la riunione dell'organo di gestione, controllato dal Tesoro tramite la Cassa Depositi con oltre il 30% delle quote complessive, e che era stato nominato in assemblea del 13 maggio a Roma. Claudio Descalzi, manager di origini milanesi, è in azienda dal 1981. Negli ultimi anni ha contribuito in prima persona al rilancio del settore degli idrocarburi all'interno del gruppo, guadagnandosi la fiducia di Eni e del Consiglio di Amministrazione. Classe 1955, è laureato in Fisica presso l'Università degli Studi di Milano. Dopo aver ricoperto il suo primo ruolo come Ingegnere di giacimento, ha dato il via a una carriera di successo nel settore energetico.

Claudio Descalzi: le tappe fondamentali della carriera

Claudio Descalzi è Project Manager di Eni dal 1981 al 1990: si occupa dello sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo. Nel 1990 viene nominato Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Il manager pone le basi per lo sviluppo di un modello innovativo che porta ad un notevole incremento della produzione. Tra il 2000 e il 2001 è Direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, biennio nel quale Eni lancia il progetto Western Libyan Gas. In seguito, passa alla Direzione dell'area Italia, Africa e Medio Oriente, mentre è al contempo Consigliere di Amministrazione di diverse consociate Eni. Nel 2005 è Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production. Claudio Descalzi viene nominato Amministratore Delegato nel 2014. È il primo europeo ad aver ricevuto il prestigioso premio internazionale SPE/AIME "Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012" dalla Society of Petroleum Engineers e dall'American Institute of Mining Engineers (AIME) per quanto concerne il settore dell'Oil & Gas.

mercoledì 13 maggio 2020

Luigino Lusuriello: il digitale è e rimarrà fondamentale anche dopo l’emergenza

Luigino Lusuriello: l’emergenza ha permesso ad Eni di focalizzare l’attenzione e riflettere sui valori aziendali.

"L'opportunità che va colta oggi è quella di investire sulle persone, su processi di change management interni per uscire da questa crisi più forti, più resilienti": lo ha dichiarato Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, nel corso di un recente webinar.
Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello partecipa al Webinar sulla digitalizzazione

"In questo periodo il digitale ha avuto un ruolo fondamentale sia per le nostre persone, perché ha contribuito a tenere i team compatti, focalizzati sui valori e i target della società, sia per l'operatività perché ha permesso ai nostri manager e ai nostri tecnici di gestire molti processi a distanza, grazie a un'importante digitalizzazione delle attività che stiamo portando avanti da tempo". Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, ha partecipato al webinar del 23 aprile intitolato "Digital nel nuovo contesto: emergenza, cambio di passo, nuovi modelli?". Il manager ha riflettuto insieme agli altri partecipanti sui temi della solidarietà, della sostenibilità e dello smart working durante e dopo l'emergenza sanitaria. In ambito energetico, la crisi va affrontata come un'occasione per focalizzarsi sui valori della società. "La transizione energetica era già un tema da affrontare, l'emergenza Covid l'ha accelerata e ci ha permesso di vedere già il futuro. La digitalizzazione è di aiuto. Non si può portare lo specialista all'impianto, ma con il digitale portiamo l'impianto allo specialista", ha spiegato Luigino Lusuriello.

Luigino Lusuriello: nel futuro ci sarà più smart working e più collaborazione

"L'opportunità che va colta oggi è quella di investire sulle persone, su processi di change management interni per uscire da questa crisi più forti, più resilienti", ha commentato Luigino Lusuriello. Durante il webinar, ha ribadito uno dei punti fondamentali del suo impegno nel Gruppo Eni: fare in modo che le persone rimangano al centro, che le nuove tecnologie affianchino e supportino le competenze umane senza sostituirle. "La parola che mi suggerisce questo periodo è solidarietà che porta alla consapevolezza di potere uscire dall'emergenza solo operando insieme come una squadra compatta". Anche secondo Luigino Lusuriello infatti, le aziende devono agire in sinergia per ripartire. Il manager ha concluso il suo intervento con un messaggio positivo. "Sono convinto che l'emergenza sanitaria finirà presto, ma lo smart working resterà, si viaggerà di meno anche perché non ci sarà più necessità di farlo sempre, ci sarà maggior richiesta di bilanciamento tra vita privata e lavorativa. Il mondo del lavoro sta cambiando, bisogna intercettare questi nuovi trend e dare risposte".

giovedì 26 marzo 2020

Eni nel 2050: il futuro del Gruppo nelle strategie presentate dall’AD Claudio Descalzi

La nuova Eni disegnata da Claudio Descalzi: l'AD, a partire dai risultati 2019, illustra il piano d'azione 2020-2023 e la strategia che porterà il Gruppo nel 2050 ad essere sempre più sostenibile.
Claudio Descalzi

Eni, i risultati 2019: il commento dell'AD Claudio Descalzi

"Nel 2019 abbiamo conseguito risultati eccellenti, nonostante lo scenario decisamente negativo, caratterizzato da discontinuità geopolitiche e da uno scenario prezzi certamente meno favorevole rispetto al 2018": nelle parole dell'AD di Eni Claudio Descalzi sono evidenti le difficoltà che il Gruppo ha dovuto affrontare lo scorso anno. Per quanto possano avere pesato in parte sui numeri registrati nel 2019, Eni, grazie "alla strategia perseguita negli ultimi anni che ci ha consentito di crescere e di rafforzare la nostra resilienza", può oggi confermare un cash flow che, al netto delle spese per la gestione degli asset, da qui al 2023 si attesterà sui 23 miliardi di euro. E non solo: al netto di una riconferma della politica di remunerazione degli azionisti, per quest'anno si prevede "un dividendo pari a 0,89 euro per azione in crescita del 3,5 per cento". Nel 2019 il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha visto inoltre la produzione segnare il record di 1,87 milioni di barili rimpiazzando il 117% delle riserve prodotte.

Claudio Descalzi: la strategia Eni al 2050 e il piano d'azione 2020-2023

Nel futuro di Eni sempre più gas e rinnovabili. Lo dice la Road Map al 2050 presentata il 28 febbraio insieme al piano di azione per il periodo 2020-2023 da Claudio Descalzi. "Un passo fondamentale" lo ha definito l'AD: "Abbiamo disegnato l'evoluzione di Eni nei prossimi 30 anni, coniugando gli obiettivi di continuo sviluppo in un mercato dell'energia in forte evoluzione con una significativa riduzione dell'impronta carbonica del portafoglio". Qualche numero: la progressiva riduzione dal 2025 della produzione incentrata sulla componente Oil, una crescita fino all'85% della componente gas, l'aumento degli interventi nella transizione e nella produzione di energie rinnovabili. E investimenti per 32 miliardi di euro nei prossimi quattro anni. "L'Eni del futuro sarà quindi ancor più sostenibile, sarà rinforzata nel suo ruolo di attore globale nel mondo dell'energia, arricchita da business quali le rinnovabili e l'economia circolare, oggi ai primi passi ma con uno sviluppo futuro di rilievo e altamente connesso ai business esistenti" ha sottolineato l'AD Claudio Descalzi aggiungendo come Eni sia la "prima industria" ad associare a questo "connubio giudicato da molti quasi impossibile" un "contenuto di business" che si fonda sulla "qualità dei nostri asset, delle nostre tecnologie e delle nostre competenze".

mercoledì 18 marzo 2020

Roberto Casula, una esperienza pluriennale in Eni

Roberto Casula, gli inizi in Agip S.p.A. e l’esperienza pluriennale in Eni. Qui è oggi impiegato in posizione dirigenziale.

Dopo gli studi universitari in Ingegneria Mineraria, il primo lavoro per Agip, poi l'arrivo in Eni, dove è attualmente un top manager. La carriera di Roberto Casula all'interno del gruppo italiano e multinazionale dell'energia.
Roberto Casula

I primi impieghi di Roberto Casula nel settore energia e idrocarburi

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962. Finiti gli studi superiori, si laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università della sua città. In seguito, inizia a lavorare nel comparto degli idrocarburi presso Agip S.p.A. Qui rimane impiegato fino al 1991 in qualità di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento). Tale posizione lo vede inizialmente coinvolto e focalizzato prevalentemente sulle prove di produzione e nell'acquisizione dati sui pozzi. Successivamente si concentra sui lavori di reservoir modelling, relativi alla supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi. Nel 1992 si sposta nella società controllata del gruppo Agip Angola Ltd a Luanda, capitale dello stato dell'Angola, nell'Africa Centro-Occidentale. In questa funzione ha il dovere di presiedere al controllo delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula è di ritorno in Italia, presso la sede di San Donato Milanese, in qualità di Development and Production Coordinator, responsabile del coordinamento delle operazioni negli Stati dell'Africa occidentale e dell'Asia centrale in cui è attiva Eni.

Gli obiettivi e le iniziative di Roberto Casula per Eni

Nel 2000 Roberto Casula diviene prima Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran, e in seguito Dirigente e Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Questo nuovo lavoro lo vede in prima linea in diversi sopralluoghi di progetto, ragione che lo porta di nuovo al trasferimento questa volta a Teheran, in Iran. Dopo un breve ritorno in Italia nel 2004, si trasferisce sempre per lavoro a Tripoli, capitale della Libia. Qui è inizialmente Managing Director per il Nord Africa e successivamente Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Roberto Casula, in questa veste, porta Eni a siglare a partire dal 2011 forti accordi commerciali in numerosi stati africani, al punto che viene poi nominato, nel luglio 2014, Chief Development Operations & Technology Officer. In tale ruolo si interfaccia direttamente con l'AD di Eni per quello che riguarda i compiti tecnici, operativi, progettuali e di ricerca e sviluppo.

mercoledì 11 marzo 2020

Eni: focus sull’esperienza professionale di Luigino Lusuriello

L’iter professionale del manager Luigino Lusuriello comprende esperienze di crescente rilevanza in Italia e all’estero.

Al centro dello sviluppo di Eni c'è il processo di transizione digitale ormai avviato: Luigino Lusuriello è dal 2018 la figura preposta a questo cambiamento. L'incarico di Chief Digital Officer del Gruppo lo vede impegnato a integrare know-how umano e nuove tecnologie.
Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello: l'inizio della carriera

Luigino Lusuriello è alla guida del processo di trasformazione digitale di Eni. Ricopre la carica di Chief Digital Officer del Gruppo dal 18 settembre 2018, lavorando per integrare efficacemente nuove tecnologie e know-how umano. Solo coniugando le competenze delle persone e gli strumenti tecnologici infatti si può liberare davvero il potenziale del digitale. Il percorso professionale del manager inizia nel 1988, dopo il conseguimento della laurea in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Genova. Il primo incarico lavorativo di Luigino Lusuriello è in Agip S.p.A., che gli affida il ruolo di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. Si succedono incarichi di crescente rilievo: dal 1992 al 1993 è Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, dal 1993 al 1994 è Platform Manager in Congo, dal 1994 al 1998 è Manager - Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema.

Luigino Lusuriello: il lavoro del manager in Eni

Luigino Lusuriello lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica ricoperta anche in Val d'Agri. Dal 2004 il suo profilo si apre all'internazionalità: è Managing Director di Eni Congo e, in seguito, dal 2007 al 2009, di Eni UK. Nel 2009 si dedica a consolidare la sua formazione con il corso "The Oxford Advanced Management and Leadership Programme" presso la Said Business School University of Oxford. Rientra in Italia successivamente per assumere l'incarico di Vice President per la gestione in Kazakhstan - Karachaganak. Luigino Lusuriello è nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq nel 2011 ed Executive Vice President Operations di Eni dal 2013 al 2018. L'incarico successivo è quello attuale di Chief Digital Officer, che lo vede preposto alla guida della digital transformation di Eni.

giovedì 20 febbraio 2020

Roberto Casula, un manager dal profilo internazionale

Dai primi incarichi in Agip S.p.A. ai ruoli di crescente importanza in Eni: le tappe fondamentali della carriera di Roberto Casula.

Responsabile in Italia della nuova Direzione Tecnica e di ogni sua attività tecnico-operativa, di progetto e di Ricerca e Sviluppo, Roberto Casula è un manager di rilievo in Eni S.p.A.: ha fatto il suo ingresso nella società nei primi anni 2000 per intraprendere la sua carriera di manager nel Gruppo.
Roberto Casula

Roberto Casula: l'inizio della carriera in Agip ed Eni

Classe 1962, Roberto Casula avvia la sua carriera dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Mineraria presso l'Università degli Studi di Cagliari. Divenuto Ingegnere, infatti, fa il suo ingresso in Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer. Viene in seguito coinvolto anche nelle attività di reservoir modelling (supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi), che svolge in Beicip - Franlab trasferendosi in Francia. In Luanda lavora presso la consociata Agip Angola Ltd dal 1992, diventando Chief Development Engineer due anni più tardi. Una volta rientrato in Italia, Roberto Casula ricopre l'incarico di Development and Production Coordinator in Eni S.p.A. presso la sede di San Donato Miilanese: è l'inizio di una lunga carriera all'interno del Gruppo energetico. Nel 2000 riceve la nomina a Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni localizzate in Iran.

Dopo il 2000: gli incarichi di Roberto Casula in Eni

Nel 2001 Roberto Casula viene nominato Dirigente e Project Director del progetto in corso a Teheran (Iran) denominato Giant South Pars Gas fasi 4-5. In seguito diventa Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A.: per la consociata di Gela si occupa di condurre le attività di produzione ed esplorazione in territorio siciliano. Lo stesso ruolo gli viene affidato per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, in Libia. Torna in Italia nel 2007 per ricoprire l'incarico di Senior Vice President per l'area della Regione Sub-Sahariana. Trasferitosi ad Abuja, in Nigeria, diventa Chairman delle tre consociate di Eni nel Paese. Nel 2011 ottiene ottimi risultati in Medio Oriente e Africa in qualità di Vice President. Roberto Casula ricopre successivamente la carica di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. nel 2014, ruolo per il quale riporta direttamente all'Amministratore Delegato: si occupa di quanto concerne le attività della nuova Direzione Tecnica.

mercoledì 19 febbraio 2020

Claudio Descalzi a “Morning Future”: la vera innovazione sta nell’idea

“L'innovazione è un atto di fede che diventa un atto d'amore”: in un’intervista l’AD di Eni Claudio Descalzi sottolinea come innovare non significhi inseguire gli altri, ma anticipare il futuro.

La tecnologia è sempre e solo uno strumento: per fare innovazione fondamentale è avere buone idee. L'opinione dell'AD di Eni Claudio Descalzi in un'intervista a "Morning Future".
Claudio Descalzi, AD Eni

Trasformazione digitale in Eni: intervista all'AD Claudio Descalzi

Spesso quando si parla di innovazione, la mente corre a nuove tecnologie, futuristiche. Ma quelli sono solo strumenti. La vera innovazione si fa con le idee. È il pensiero dell'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, espresso in un'intervista rilasciata a "Morning Future". Parlando di trasformazione digitale, l'AD si sofferma sul concetto di intelligenza artificiale e rileva come rischi "di diventare una moda e rientrare in una certa ideologia che sui temi dell'innovazione purtroppo domina". Per Claudio Descalzi il più grosso problema del dibattitto pubblico sull'innovazione è proprio questo: "Passiamo la nostra vita per costruirci una comfort zone. L'uomo ha bisogno di sicurezza. La comfort zone è una necessità. Però è quella che ci porta a inseguire le cose invece che a prevederle". Eni ha deciso di andare in una direzione diversa rispetto agli altri e di "anticipare le innovazioni", perché "se avessimo fatto quello che hanno fatto le altre società competitor saremmo arrivati ultimi nella competizione". Qualche esempio: "Veniamo da sei anni terribili dell'olio e gas integrato. Ci sono alcune cose che ci hanno salvato. Eni anche se più piccola di altri competitor ha fatto scelte diverse. Alcune sulla parte delle competenze, della ricerca e dell'esplorazione. Questo ci ha fatto ridurre i costi perché non dobbiamo comprare più risorse. Oggi l'esplorazione è un nostro vantaggio competitivo. È stata una scelta controcorrente e rischiosa. La nostra idea è stata fare l'esplorazione, trovare degli asset e poi venderne una parte".

Claudio Descalzi: il valore delle idee dietro l'innovazione

"L'innovazione sta nell'idea. Immaginare qualcosa che non vedi, pensare qualcosa che non hai" aggiunge Claudio Descalzi ribadendo come l'innovazione sia "un atto di fede che diventa un atto d'amore". E continua: "Quando hai un'idea difficilmente vengono bottom up. Sono sempre top down. Il concepimento è quando l'idea viene presentata e inserita nell'organismo della società. Significa prendere rischi, lavorare di più, e sviluppare tecnologie ad hoc. Il lavoro è tutto nel minimizzare l'incertezza. Per farlo devi massimizzare le competenze. Solo poi viene il fatto produttivo e commerciale". L'AD lascia parlare i numeri: "Nel periodo peggiore per l'industria in 4 anni e mezzo abbiamo messo 1 miliardo nella ricerca, 4 miliardi in 4 anni da allora e abbiamo aumentato i ricercatori del 30%. Abbiamo iniziato ricerche scientifiche nel 2014 ad oggi le abbiamo implementate e in tre anni sono diventati fatti industriali concreti. Abbiamo rivoluzionato ma serve investire moltissimo. Abbiamo contatti con 70 tra università e centri di ricerca, che sono quadruplicati". Per Claudio Descalzi quindi fondamentale è l'idea e la tecnologia viene dopo: "Tutto quello che abbiamo fatto sull'economia circolare, la capacità di prendere rifiuti organici cittadini e trasformarli in energia, senza competenze chimiche e fisiche avanzate non si può fare. Solo quando si arriva qui che entra in gioco la tecnologia che attraverso idee e visioni mette in campo strumenti per raggiungere gli obiettivi. La tecnologia è sempre e solo uno strumento". La sfida oggi per una grossa società quindi non è l'intelligenza artificiale ma riuscire a far penetrare il cambiamento in ognuno dei 35mila dipendenti: "Abbiamo incontrato tutti loro per raccontargli quello che stiamo facendo. È il social interno non al di fuori. Non ha senso avere una visione che non sia condivisa con gli altri. Anche perché la realizzazione dipende da loro".