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mercoledì 7 aprile 2021

XII Osservatorio AUB: l’AD e DG di FSI Maurizio Tamagnini interviene alla presentazione

Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19: le riflessioni dell’AD e DG di FSI Maurizio Tamagnini, intervenuto al webinar organizzato per la presentazione del XII Osservatorio AUB.

Maurizio Tamagnini

Le aziende a controllo familiare dopo la pandemia: l’analisi di Maurizio Tamagnini

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI Maurizio Tamagnini è intervenuto lo scorso 26 gennaio al webinar organizzato dall’Università Luigi Bocconi per presentare il “XII Osservatorio AUB - Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19”. Realizzato dall’ateneo milanese insieme a AIDAF, UniCredit, Cordusio, lo studio è nato con l’obiettivo di analizzare l’impatto della pandemia sulle aziende italiane a controllo familiare. Ne è emerso che lo scorso anno la pandemia ha innescato una crisi che rispetto a quella iniziata nel 2008 ha doppiamente impattato sul PIL italiano: in particolare il report evidenzia come il 25-30% delle aziende familiari sia a rischio, nonostante la loro situazione patrimoniale, reddituale e finanziaria a gennaio 2020 fosse migliore di quella del 2009. In questo quadro, come ha evidenziato Maurizio Tamagnini nel suo intervento, può fare la differenza una gestione del debito che risponda efficacemente a logiche di crescita, sviluppo e competitività: “Lo studio vuole dare un po’ di oggettività alla forte relazione tra il capitale dell'azienda e la sua sostenibilità di medio lungo periodo. Crediamo che oggi ci sia bisogno di un azionista stabile per portare growth equity, quello che noi chiamiamo benzina”.

FSI, Maurizio Tamagnini: i grandi temi culturali da affrontare per far crescere il nostro sistema industriale

Maurizio Tamagnini, nato a Rimini nel 1965, è Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI dal 2016, anno dello spin-off del team dell’ex Fondo Strategico Italiano. È lui a supervisionarne la costituzione: precedentemente è stato AD di Fondo Strategico Italiano dal 2011 al 2016 e ha rivestito il ruolo di Head of Southern Europe for Corporate and Investment Banking per Bank of America Merrill Lynch, di cui è stato membro dell’Executive Committee per l’area EMEA. In più di vent’anni di carriera ha gestito oltre un centinaio di operazioni di finanza straordinaria, private equity, debito ed equity, lavorando tra New York, Londra e Milano. “Uno dei motivi per cui il nostro mercato azionario non è così sviluppato è che portiamo le aziende in Borsa quando non sono abbastanza mature e aperte a diverse opzioni. Questo a mio parere è uno dei grandi temi culturali da affrontare per far crescere il nostro sistema industriale”, ha spiegato intervenendo al webinar dell’Osservatorio AUB: secondo l’AD e DG di FSI sarà un fenomeno “ancor più presente nel post Covid e che ci porrà di fronte a scelte veramente molto importanti nell'interesse delle aziende”. Fondamentale è dunque individuare un nuovo approccio che gli imprenditori italiani possano poi adottare: “Dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di vedere l'opzione di investimento non più come un qualcosa da fare a denti stretti, ma un qualcosa che porti benzina al proprio motore”. Perché una volta terminata la pandemia, come sostenuto da Maurizio Tamagnini, il mondo delle aziende si dividerà: “Da un lato quelle capaci di investire, di diventare ancor più competitive e sostenibili, dall’altra aziende che semplicemente non ce la faranno”.

Elisabetta Ripa: la classifica sulla web reputation delle Top Manager a febbraio

Open Fiber, l’AD Elisabetta Ripa a febbraio raggiunge la terza posizione nel ranking stilato da Reputation Science sulle donne manager con la migliore reputazione online.

Elisabetta Ripa

Elisabetta Ripa:la classifica sulla web reputation dei Top Manager, il podio femminile con l’AD di Open Fiber

È sul podio della classifica stilata mensilmente da Reputation Science che analizza l’andamento della reputazione online delle Top Manager delle principali aziende italiane. Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber, nel mese di febbraio si colloca in terza posizione con un punteggio di 49,22: al primo posto Miuccia Prada (55,55 punti) seguita, sul secondo gradino, da Patrizia Grieco (49,98), Presidente di Mps. Sulla web reputation di Elisabetta Ripa nel mese preso in esame ha inciso l’accordo di partnership siglato con Telespazio, fondamentale nel contribuire a far arrivare la banda larga e abilitare lo smart working e didattica a distanza in case isolate, baite di montagna, piccole isole e aree impervie dove non arrivano altre tipologie di connessione.

Elisabetta Ripa: profilo formativo e professionale dell’AD di Open Fiber

Oggi Amministratore Delegato di Open Fiber, Elisabetta Ripa inizia la sua carriera nel 1988 in PromoMedia Italia. Nel 1990 entra nel Gruppo Telecom Italia, dove cresce professionalmente arrivando a ricoprire incarichi di rilievo manageriale. Nominata nel 2013 Amministratore Delegato del Gruppo Sparkle, diventa in seguito AD di Telecom Argentina S.p.A. È il 2016 quando, in qualità di Amministratore Indipendente, è chiamata a guidare Open Fiber, nata per garantire la copertura delle maggiori città italiane e il collegamento delle aree industriali. Con la gestione di Elisabetta Ripa, che ne è diventata Amministratore Delegato nel gennaio 2018, la società punta a dotare l’Italia di una rete a banda ultralarga pervasiva ed efficiente agevolando in quest’ottica il recupero di competitività del “Sistema Paese” e, in particolare, l’evoluzione verso l’“Industria 4.0″: un obiettivo oggi ancor più rilevante, come indica anche la necessità di implementare rapidamente sistemi efficaci per lo smart working e la didattica a distanza. Originaria di Torino, è laureata in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza di Roma.

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martedì 6 aprile 2021

A2A spinge su economia circolare, Renato Mazzoncini: diventiamo life company

A2Asi evolve e punta a diventare life company. L’AD Renato Mazzoncini: definita la finalità dell’azienda.

Renato Mazzoncini A2A

Renato Mazzoncini: “Per A2A salto di scala”

Un nuovo Piano da 16 miliardi di euro destinato per il 60% alla transizione energetica e per il restante 40% allo sviluppo dell’economia circolare: A2A è pronta a crescer in Italia e sul mercato europeo. Intervistato per la rubrica “Il futuro dell’ambiente” di “Green & Blue”, Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato, ora parla dell’evoluzione da multiutility a life company: “L’obiettivo è far fare ad A2A un salto di scala – ha dichiarato il manager – con una finalità ben definita. I servizi che offriamo sono un mezzo per vivere bene, per aumentare la qualità della vita dei nostri cittadini, delle nostre città e del pianeta. Inoltre, se i nostri dipendenti hanno ancora più chiaro qual è lo scopo del loro lavoro, si verifica un aumento del commitment e dell’efficacia. Il nostro nuovo posizionamento di brand potrebbe aprire un orizzonte per tutto il nostro settore”. L’evoluzione della multiutility va di pari passo con l’espansione dell’azienda oltre i confini nazionali: “L’Europa è il nostro playground – ha spiegato Renato Mazzoncinile regole del gioco sono europee. Nel Piano è previsto lo sviluppo delle rinnovabili e del waste to energy anche nel resto del continente”.

Renato Mazzoncini: gli obiettivi sulla sostenibilità

Europei sono anche gli obiettivi sul climate change. Il numero uno di A2A ha parlato del percorso dell’azienda in tema di sostenibilità: “Sull’economia circolare oggi A2A è leader in Italia – ha detto Renato Mazzonciniin particolare sul cosiddetto waste-to-energy. Trasformiamo la raccolta di rifiuti di città come Milano in nuova energia o materia riutilizzabile. L’altro filone sono le rinnovabili: gli obiettivi dell’Europa sono di arrivare al 55% entro il 2030. Noi oggi come A2A siamo al 31%”. Un risultato, ha spiegato il manager, possibile soprattutto grazie all’idroelettrico: “Dobbiamo incrementare in maniera potente fotovoltaico ed eolico. Abbiamo previsto 4 miliardi di euro sullo sviluppo e sulla ricerca delle rinnovabili”. L’AD della life company ha poi affrontato l’argomento digitalizzazione: “L’esperienza del Covid ha portato i cittadini ad essere più “digitali”. I canali tradizionali a cui sono abituati per avere i servizi sono cambiati. Per questo – conclude Renato Mazzoncinirecentemente abbiamo lanciato una società nuova, NeN, che vende energia e gas solo su piattaforma digitale, estremamente semplice e veloce da utilizzare”.

Sostenibilità: l’impegno di Gruppo Danieli per la produzione di acciaio verde

Alimentare impianti siderurgici con gas metano o idrogeno non è una tecnologia fantascientifica: a Buttrio (UD) ha sede Gruppo Danieli, protagonista nel comparto siderurgico su scala globale e fautore di processi produttivi basati sui principi della sostenibilità.

Gruppo Danieli

Il futuro della siderurgia, Gruppo Danieli: puntare su decarbonizzazione

L’impiego di energie rinnovabili e l’attenzione verso un uso razionale delle risorse deve essere la strada per guidare il presente e il futuro dell’industria sostenibile. Il tema è molto dibattuto e anche a livello europeo la transizione energetica tiene banco nelle indicazioni su come il Recovery Plan possa orientare le scelte verso un’economia sempre più sostenibile. Quel che è certo è che la transizione è già in atto e l’industria sostenibile è una realtà di cui Gruppo Danieli costituisce un esempio consolidato. Attiva a livello globale nel settore siderurgico, la società di Buttrio è infatti produttrice di impianti con un focus particolare verso il tema dell’economia sostenibile. Il suo alto tasso di innovazione e specializzazione ha conquistato anche i mercati esteri, dove il Gruppo ha stretto accordi di rilevanza internazionale come quelli siglati negli Stati Uniti e in Russia. “L’acciaio verde ormai esiste, per noi esiste già da qualche anno”, sottolinea Rolando Paolone, Direttore Tecnico di Gruppo Danieli e Responsabile dell’Innovazione Tecnologica, che a riguardo aggiunge: “Abbiamo introdotto la tecnologia del gas metano, impianti di riduzione diretta che riducono di un quarto le emissioni”.

Gruppo Danieli: con il Recovery Plan si favorisce la transizione energetica

Le tecnologie introdotte hanno fornito un contributo importante verso l’indirizzo sostenibile nella produzione di acciaio e, grazie agli sforzi in ricerca e sviluppo compiuti da Gruppo Danieli, hanno permesso di mettere a punto il Q-ONE, forno elettrico che consente di ridurre significativamente i consumi di energia. L’innovazione ha riscosso grande interesse anche all’estero, come testimoniano le importanti commesse negli Stati Uniti, dove il Gruppo realizzerà per Cmc la prima acciaieria ibrida al mondo, e in Russia, dove sarà avviata la prima acciaieria alimentata a gas e idrogeno. “CO2 ridotta significa ridotto effetto serra”, segnala Rolando Paolone, “e di conseguenza proseguiamo verso questa direzione”. Ora ciò che emerge da più fronti è la necessità di coordinamento e accelerazione a livello europeo, e anche lo strumento del Recovery Plan può contribuire in modo significativo verso lo sviluppo di un’economia incentrata su pratiche di tipo sostenibile. “Queste tecnologie per noi sono consolidate, non c’è nulla da inventare. Se ci sono i fondi possiamo garantire acciaio verde e cielo azzurro”, conclude il Direttore Tecnico di Gruppo Danieli.

sabato 3 aprile 2021

Fare del cambiamento un’opportunità: l’invito di Giovanni Lo Storto sul “Corriere della Sera”

Trasformare le avversità in opportunità: l'intervento sulle pagine del "Corriere della Sera" di Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della Luiss Guido Carli.

Giovanni Lo Storto, Direttore Luiss

Più umani grazie al digitale: l'editoriale di Giovanni Lo Storto sul "Corriere della Sera"

Imparare la lezione dell'avversità e trasformarla in opportunità. È l'invito di Giovanni Lo Storto in un editoriale pubblicato il 30 marzo sul "Corriere della Sera". Il Direttore Generale della Luiss Guido Carli spiega come sarebbe un errore interpretare quanto sta avvenendo solo in chiave tragica. "Siamo grati per chi intorno a noi è in salute, per le persone che garantiscono instancabili cure a chi si ammala e per quelle che ci consentono di poter rimanere a casa con i servizi essenziali e per chi ci sta vicino, anche se a distanza" specifica Giovanni Lo Storto. Ma altrettanto importante è comprendere come il domani si possa cominciare a disegnare fin da adesso: "Il futuro non arriverà a un dato momento. Lo stiamo creando oggi, ora, tutti insieme. Riscoprendo un senso di comunità, di appartenenza a un gruppo che solo unendo le forze può progredire". Rimpiangere il passato quindi sarebbe controproducente. Meglio invece accettare il cambiamento cogliendone e creandone le opportunità.

Il DG della Luiss Giovanni Lo Storto: "Impariamo la lezione dell'avversità e trasformiamola in opportunità"

Cogliere le opportunità nell'avversità e ingegnarsi per trovare una soluzione al problema. È questo il pensiero "jugaad", come spiega Giovanni Lo Storto nel suo editoriale sul "Corriere della Sera": "Stiamo vivendo la grande opportunità di imparare ciò che forse non avremmo saputo mettere in pratica altrimenti. Abbiamo riscoperto il tempo; l'importanza di un contatto fisico; la generosità, come quella di chi mette in piedi soluzioni jugaad per aiutare persone anziane e vulnerabili a fare la spesa, consegnandola al loro domicilio". Il DG della Luiss Guido Carli spiega come questo approccio ci trasformi in imprenditori di noi stessi: "Padroni di gestire il nostro tempo in modo (più) efficiente, abbiamo anche riscoperto il valore dell'informalità". Ci siamo uniti, invece di allontanarci, evidenzia ancora Giovanni Lo Storto. Il domani riparte da qui: "Le nostre priorità sono inevitabilmente un po' cambiate. La formazione online e lo smart working diventeranno la nuova normalità? Il digitale sarà certamente più parte di noi, ma apprezzeremo ancora di più il contatto umano o la bellezza di una passeggiata in compagnia, che in questi giorni abbiamo imparato a non dare mai per scontati".