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mercoledì 19 luglio 2023

“New Generation” di Banca Generali: consulenza finanziaria innovativa per il fintech

Una nuova generazione di private banker per restare al passo con le evoluzioni del fintech: Banca Generali lancia il progetto “New Generation” per accogliere nuovi professionisti di età inferiore ai 35 anni.

Banca Generali

La rivoluzione del fintech: “New Generation” di Banca Generali

Banca Generali investe nella formazione dei giovani per nuovi professionisti specializzati in finanza, investimenti e fintech. Necessario farlo in un mondo in cui innovazione e digitalizzazione corrono veloci e apportano mutamenti significativi nel settore, richiedendo sempre più competenza e aggiornamento rispetto alle nuove tendenze. È questo l’orizzonte in cui opera “New Generation”, progetto rivolto agli under 35 con un percorso di formazione continua della durata di 36 mesi. Sugli obiettivi del progetto è intervenuto Stefano Lenti, Responsabile Area Consulenti Finanziari di Banca Generali: “Le reti hanno consulenti con portafogli sempre più grandi, e professionalità elevatissime, ma fanno fatica a gestire il prossimo ricambio generazionale e l’unico modo per farlo con persone già professionalizzate è attingere dal sistema bancario tradizionale”. Il cambiamento è già in atto ed è destinato a proseguire: “Tutto ciò è collegato non solo all’opportunità di crescere in termini di masse per le aziende con ‘iniezioni’ di nuovi professionisti”, ha aggiunto Stefano Lenti, “ma anche alla possibilità di ringiovanire un settore, quello della consulenza finanziaria, che ha un solo grande problema: l’età media in continua crescita”.

Fintech: Banca Generali punta sugli under 35

Istituto leader nei servizi fintech, Banca Generali è impegnata da tempo nel portare avanti iniziative e progetti che fanno dell’innovazione e del rapporto tra banker e cliente gli elementi fondanti con cui strutturare scelte finanziarie e patrimoniali di successo. Innovazione verso cui anche “New Generation” guarda con attenzione per garantire 36 mesi di formazione continua e mentoring, nel corso dei quali sviluppare competenze sia di tipo tecnico che relazionale con il supporto anche di consulenti senior. Il progetto prosegue lungo la scia di altre attività messe in campo da Banca Generali e che, nel 2022, hanno portato a un +22% nella presenza di professionisti under 35 in organico, con provenienza dal settore bancario e dai servizi finanziari. “Direi che la crisi del settore bancario tradizionale e la crescita inarrestabile che le reti hanno messo a segno negli ultimi 15 anni dimostrano l’oggettività di questa analisi e il gap non può che continuare ad aumentare”, ha evidenziato Stefano Lenti in conclusione.

venerdì 9 giugno 2023

Banca Generali e Fintech: il focus sull’IA nel settore finanziario

Fintech, quale trasformazione con l’intelligenza artificiale? Banca Generali esamina le evoluzioni del settore con un articolo pubblicato sul blog.

Banca Generali

Tecnologia e IA nel Fintech: l’analisi di Banca Generali

Se è vero che la tecnologia, soprattutto nell’ultimo periodo con l’intelligenza artificiale, è in grado di offrire grandi vantaggi in termini di velocità ed elaborazione dei dati, è anche vero che tale evoluzione viene segnalata da più fronti come un elemento delicato negli aspetti legati alla sicurezza. A maggior ragione se trattiamo argomenti che impattano largamente sulla vita delle persone: salute, emergenze, stretta attualità, economia, finanza, per citarne alcuni. Sul tema è intervenuto Banca Generali, Istituto leader nel settore Fintech, con un articolo di approfondimento che analizza alcuni scenari legati all’intelligenza artificiale. Un ambito in crescita esponenziale con un mercato mondiale che ha già superato quota 100 miliardi (fonte Statista) e i maggiori colossi tech impegnati nel creare soluzioni sempre più avanzate. Tra i vantaggi più significativi quello di poter raccogliere e analizzare ingenti quantità di dati: come illustrato da Banca Generali, si tratta di “un processo che, se impiegato su larga scala, può avere esiti rivoluzionari per molti settori strategici, dalle infrastrutture alla sanità”. Diversi, però, anche i risvolti da valutare con cautela, ad esempio nel settore economico e finanziario: “Uno di questi è la sicurezza e la trasparenza dei dati utilizzati dagli algoritmi di intelligenza artificiale”, ha osservato in merito Corrado Cominotto, Responsabile Gestioni Patrimoniali Attive di Banca Generali.

Fintech: per Banca Generali fondamentale il “team di professionisti per prendere decisioni informate”

A sottolineare la delicatezza della questione è, ad esempio, la recente disputa tra ChatGPT e il Garante della Privacy italiano, il quale “ha evidenziato il rischio che questi algoritmi possano utilizzare dati personali in modo improprio o addirittura illegale”, così Corrado Cominotto nell’approfondimento di Banca Generali. Non solo: nel settore economico e finanziario è da valutare con attenzione anche l’accuratezza delle informazioni raccolte dall’IA, poiché “si potrebbe pensare, infatti, di prendere come verità assoluta ogni aggiornamento o previsione di mercato, basati su algoritmi che spesso mal interpretano vari fattori e circostanze fondamentali, generando manipolazione di mercato o creazione di bolle speculative”. Come riuscire, pertanto, a beneficiare del supporto della tecnologia senza incorrere in interpretazioni errate? Banca Generali specifica nell’articolo che “le decisioni finali devono sempre essere prese da un team di professionisti con il compito di analizzare le informazioni raccolte e prendere decisioni informate, basate su anni di esperienza nel settore”. La stessa esperienza che, negli anni, ha portato l’Istituto a divenire un punto di riferimento nel settore Fintech, con un’estesa rete di consulenti specializzati in tema di scelte finanziarie, patrimoniali e di risparmio privato. Quanto al futuro dell’IA, conclude l’articolo, “anche l’Italia dovrà trovare il suo cammino, ma con le dovute precauzioni. Che dovranno essere massime in quei settori – come per esempio quello bancario e finanziario – che poggiano parte del loro successo su due valori-pilastro come la fiducia e la riservatezza”.

giovedì 4 maggio 2023

Fintech, la risposta di Banca Generali parte dalla nuova generazione di consulenti

Per restare al passo con l’evoluzione portata dal fintech, Banca Generali apre alle nuove generazioni di private banker. Una sfida complessa: a spiegarlo il Responsabile Area Consulenti Finanziari Stefano Lenti.

Banca Generali

Banca Generali, fintech e consulenti under 35 al servizio della protezione patrimoniale

La rapida trasformazione del settore finanziario, l’evoluzione dei servizi fintech e l’attenzione agli investimenti sostenibili richiedono professionisti sempre più preparati. Una sfida complessa, con gli istituti che oggi fanno fatica a trovare giovani per dare il via al ricambio generazionale della professione. Lo sa bene Banca Generali, che proprio nelle scorse settimane ha lanciato il progetto “New Generation” con l’obiettivo di accogliere nella rete di private banker e wealth advisor una nuova squadra di professionisti di età inferiore ai 35 anni. Profili in grado di restare al passo con le nuove soluzioni fintech e intercettare le esigenze dei clienti private del futuro. Il bacino da cui intende pescare il mondo delle banche tradizionali e dei private banker, da sempre strategico per il settore. A spiegarlo è il Responsabile Area Consulenti Finanziari di Banca Generali Stefano Lenti: “Le reti hanno consulenti con portafogli sempre più grandi, e professionalità elevatissime, ma fanno fatica a gestire il prossimo ricambio generazionale e l’unico modo per farlo con persone già professionalizzate è attingere dal sistema bancario tradizionale”. Nonostante la frenata registrata lo scorso anno, il trend è destinato a continuare: “Tutto ciò è collegato non solo all’opportunità di crescere in termini di masse per le aziende con “iniezioni” di nuovi professionisti, ma anche alla possibilità di ringiovanire un settore, quello della consulenza finanziaria, che ha un solo grande problema: l’età media in continua crescita”.

Banca Generali: perché sempre più professionisti scelgono il network

Negli ultimi anni sempre più professionisti hanno scelto di entrare a far parte del settore della consulenza piuttosto che rimanere ancorati al concetto di banker tradizionale, continua Stefano Lenti. E se in passato il fenomeno era legato alle maggiori opportunità economiche, oggi le motivazioni appaiono molteplici. La prima, secondo il manager di Banca Generali, è da imputare alle eccessive “pressioni commerciali” da parte delle banche. Con l’avvento del fintech si è infatti registrato un forte aumento delle soluzioni, nonché crescente capacità di personalizzazione. Ciò ha comportato da parte degli istituti una spinta sempre maggiore a collocare i prodotti offerti: “Ciò non è più sostenibile per molti dipendenti. La seconda motivazione, spero più importante, è proprio la voglia di una crescita professionale, basata su piani formativi specifici, su livelli di servizio migliori e una libertà di azione che solo le aziende basate su un modello di business che ha come perno centrale il consulente finanziario sono in grado di dare”. Nel 2022, grazie alle diverse iniziative messe in campo e alla linea seguita dal Piano Strategico, Banca Generali ha registrato un deciso incremento degli under 35 (+22%) provenienti dal mondo bancario e dai servizi finanziari, con una percentuale che oggi si attesta al 5%: “Direi che la crisi del settore bancario tradizionale e la crescita inarrestabile che le reti hanno messo a segno negli ultimi 15 anni dimostrano l’oggettività di questa analisi e il gap non può che continuare ad aumentare”, conclude Stefano Lentini.

lunedì 27 febbraio 2023

Fintech: Gian Maria Mossa (Banca Generali) dialoga con Marco Montemagno per Edufin3.0

Diffondere cultura in chiave finanziaria è possibile anche con i mezzi del digitale. Lo fa Banca Generali insieme all’imprenditore digitale Marco Montemagno nel progetto Edufin3.0: il focus su finanza, inflazione, tassi d’interesse, Fintech e scelte responsabili.

Fintech: Edufin3.0 di Banca Generali, l’analisi dell’AD Gian Maria Mossa

Formazione in ambito finanziario e nuovi strumenti digitali: facendo leva su questi elementi Banca Generali ha dato vita a un nuovo progetto dedicato alla diffusione di conoscenze e competenze sul settore degli investimenti. L’iniziativa Edufin3.0 è sviluppata insieme all’imprenditore digitale Marco Montemagno e punta a coinvolgere un’ampia fascia di pubblico attraverso 52 puntate settimanali sui principali social network. A dare il via è stato l’AD Gian Maria Mossa focalizzandosi sugli obiettivi del progetto e parlando di come inflazione, risparmio, tassi d’interesse e Fintech, tra gli altri, siano ormai argomenti di uso quotidiano. Fondamentale, quindi, comprenderne la portata per compiere scelte adeguate ai tempi e alle necessità. “L’educazione finanziaria ha dei risvolti economici e sociali enormi”, ha osservato l’Amministratore Delegato: “Ci sono due variabili chiave per il successo: i comportamenti e le competenze. In questo caso specifico i comportamenti sono fondamentali, bisogna capire cosa si deve fare. E riguarda il tema del risparmio, come spendere e come risparmiare”. Altro aspetto cruciale per l’AD di Banca Generali sono le competenze: “È una materia complicatissima, molto difficile, che non si può improvvisare. Quindi l’educazione finanziaria mira innanzitutto a responsabilizzare sui comportamenti e poi ad affiancare sulle competenze”.

Fintech: finanza e digitale nel progetto di Banca Generali

Nato da una collaborazione tra Banca Generali e Marco Montemagno, Edufin3.0 mette a disposizione strumenti utili per accrescere le conoscenze in ambito finanziario, diffondendo al contempo una cultura positiva sul settore. Un progetto che giunge in un momento storico di forti trasformazioni e di cambio di paradigma generalizzato, come sottolineato dall’AD Gian Maria Mossa. In questo, il Paese ha ancora grandi margini di miglioramento sul fronte della formazione: lo ha segnalato anche Bankitalia evidenziando che solo il 44,3% degli italiani possiede competenze sufficienti in materia. Come noto, inoltre, gli italiani confermano una storica propensione al risparmio. Parallelamente cresce l’attenzione verso il mondo della finanza e verso i nuovi strumenti tecnologici ad esso connessi: wallet digitali, blockchain, Fintech, cryptovalute, metaverso, per citarne alcuni. Edufin3.0 approfondisce tutto questo ospitando e intervistando esperti del mondo finanziario, così da fornire una panoramica estesa sul settore. Un progetto che conferma l’attenzione di Banca Generali per la diffusione di una cultura positiva nel campo degli investimenti.