Calprotectina Fecale: Test Intestinale per Valutare l’Infiammazione
La calprotectina fecale è un importante marcatore utilizzato nella valutazione dei processi infiammatori che interessano l’intestino. Attraverso l’analisi di un campione di feci è possibile misurare la concentrazione di questa proteina e ottenere un’informazione utile per orientare il percorso diagnostico in presenza di disturbi gastrointestinali.
Per chi cerca un test della calprotectina fecale a Roma, il Laboratorio Analisi 901 Tuscolana, in Via Tuscolana 901, mette a disposizione questo esame nell’ambito dei propri servizi di laboratorio. La struttura è accreditata/convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale; per conoscere le modalità previste per la singola prestazione è opportuno verificare direttamente con il laboratorio.
Il test della calprotectina fecale è particolarmente interessante perché consente di ottenere indicazioni sulla possibile presenza di infiammazione intestinale attraverso un esame non invasivo. Il risultato, tuttavia, deve sempre essere interpretato dal medico insieme ai sintomi, alla storia clinica e agli eventuali altri accertamenti.
Che cos’è la calprotectina fecale?
La calprotectina è una proteina presente in elevate quantità nei neutrofili, cellule del sistema immunitario coinvolte nei processi infiammatori.
Quando nell’apparato gastrointestinale è presente un processo infiammatorio, i neutrofili possono raggiungere la mucosa intestinale e determinare un aumento della quantità di calprotectina rilevabile nelle feci. La sua concentrazione può quindi rappresentare un indicatore indiretto dell’infiammazione a livello intestinale.
È proprio questa caratteristica a rendere il test della calprotectina fecale utile nella pratica clinica. Non identifica autonomamente la causa dell’infiammazione e non permette, da solo, di formulare una diagnosi definitiva, ma fornisce al medico un dato che può essere integrato con gli altri elementi disponibili.

A cosa serve il test della calprotectina fecale?
L’esame della calprotectina fecale può essere richiesto dal medico quando è necessario approfondire alcuni sintomi gastrointestinali o valutare se possa essere presente un processo infiammatorio dell’intestino.
Uno degli impieghi più conosciuti riguarda il percorso diagnostico delle malattie infiammatorie croniche intestinali, generalmente indicate anche con la sigla inglese IBD, Inflammatory Bowel Disease.
Tra queste patologie rientrano principalmente la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa.
La misurazione della calprotectina può inoltre contribuire, insieme alla valutazione clinica e ad altri accertamenti, a distinguere condizioni caratterizzate da infiammazione intestinale da disturbi gastrointestinali funzionali, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS). NICE identifica proprio la distinzione tra condizioni infiammatorie e non infiammatorie dell’intestino come uno degli impieghi clinici rilevanti della calprotectina fecale.
Calprotectina alta: che cosa significa?
Un valore aumentato di calprotectina nelle feci segnala la possibile presenza di un'attività infiammatoria a livello gastrointestinale, ma non permette da solo di stabilirne la causa.
È un punto fondamentale.
La calprotectina fecale non è infatti un test specifico esclusivamente per la malattia di Crohn o per la rettocolite ulcerosa. Valori aumentati possono essere osservati anche in altre condizioni associate a infiammazione gastrointestinale, comprese alcune infezioni e altre patologie dell’apparato digerente.
Per questo motivo, cercare semplicemente online “calprotectina alta cosa significa” non può sostituire l’interpretazione del risultato da parte del medico.
Il valore deve essere letto tenendo conto del quadro clinico complessivo, dei sintomi, dell’età del paziente, delle terapie eventualmente assunte e dei risultati di altri esami.
Calprotectina fecale e malattia di Crohn
La malattia di Crohn è una delle principali malattie infiammatorie croniche intestinali.
Nei pazienti con sospetto di IBD, la calprotectina fecale può essere inserita dal medico nel percorso di approfondimento proprio perché fornisce informazioni sull’eventuale presenza di attività infiammatoria nell’apparato gastrointestinale.
Il test può avere un ruolo anche nel monitoraggio di pazienti ai quali sia già stata diagnosticata una malattia infiammatoria intestinale. L’andamento della calprotectina nel tempo può infatti fornire al medico informazioni da mettere in relazione con l’evoluzione clinica della malattia e con gli altri controlli programmati.
La valutazione non deve però essere effettuata autonomamente dal paziente né basarsi esclusivamente su un singolo risultato.
Calprotectina fecale e rettocolite ulcerosa
Anche nella rettocolite ulcerosa l’infiammazione intestinale può determinare un aumento della calprotectina rilevabile nelle feci.
Il medico può quindi utilizzare questo parametro insieme ai sintomi e agli altri esami per valutare il quadro clinico e, nei pazienti già diagnosticati, per contribuire al monitoraggio dell’attività infiammatoria.
In questo senso la calprotectina rappresenta uno strumento particolarmente interessante perché può essere misurata attraverso un campione biologico raccolto senza procedure invasive.
È però importante ricordare ancora una volta che un risultato elevato non equivale automaticamente a una diagnosi di rettocolite ulcerosa o di malattia di Crohn.
Calprotectina fecale e colon irritabile: qual è la differenza?
Una delle ricerche più frequenti riguarda il rapporto tra calprotectina fecale e colon irritabile.
La sindrome dell’intestino irritabile e le malattie infiammatorie intestinali possono presentare alcuni sintomi gastrointestinali che, soprattutto nelle fasi iniziali del percorso diagnostico, richiedono una valutazione medica approfondita.
La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo funzionale, mentre Crohn e rettocolite ulcerosa sono malattie caratterizzate da processi infiammatori.
La calprotectina fecale può essere utilizzata, all’interno di un percorso diagnostico più ampio, proprio per aiutare a distinguere un quadro infiammatorio da uno non infiammatorio. Non sostituisce però la visita medica né gli eventuali approfondimenti indicati dallo specialista.
Il test della calprotectina può evitare la colonscopia?
È più corretto dire che il test della calprotectina fecale può aiutare il medico a stabilire quali approfondimenti siano opportuni, piuttosto che considerarlo un sostituto della colonscopia.
La colonscopia permette infatti una valutazione diretta dell’intestino e, quando necessario, il prelievo di campioni di tessuto per l’esame istologico.
La calprotectina offre invece un'indicazione indiretta sulla presenza di infiammazione.
In determinate situazioni cliniche, un test non invasivo come quello della calprotectina può aiutare a orientare il percorso diagnostico e a valutare l’opportunità di procedere con ulteriori accertamenti. La diagnosi delle malattie infiammatorie intestinali, però, si basa sulla valutazione complessiva di dati clinici, esami di laboratorio, endoscopia, istologia e tecniche di imaging quando indicate.
Un test non invasivo utile anche nel follow-up
Uno dei vantaggi della calprotectina fecale è la natura non invasiva dell’esame.
La determinazione viene effettuata su un campione di feci e non richiede procedure endoscopiche per ottenere il parametro.
Questo rende il test particolarmente interessante anche quando il medico ritiene utile effettuare controlli nel tempo.
Nei pazienti con una diagnosi già definita di malattia infiammatoria intestinale, la misurazione periodica della calprotectina può essere utilizzata come uno degli strumenti per seguire l’andamento dell’attività infiammatoria, sempre nell’ambito del programma di monitoraggio stabilito dallo specialista.
Come si esegue il test della calprotectina fecale?
Il test intestinale della calprotectina viene effettuato analizzando un campione di feci.
Il paziente deve raccogliere il campione secondo le modalità indicate dal laboratorio e consegnarlo rispettando le istruzioni ricevute relativamente a contenitore, conservazione e tempi.
È importante attenersi alle indicazioni specifiche fornite dalla struttura, poiché le modalità operative possono dipendere dal metodo analitico utilizzato e dalle procedure del laboratorio.
Prima dell'esame può inoltre essere utile comunicare al medico o al personale sanitario eventuali terapie in corso. Alcuni farmaci e determinate condizioni gastrointestinali possono infatti influenzare l'interpretazione della calprotectina.
Test calprotectina fecale a Roma presso 901 Tuscolana
Se stai cercando dove effettuare il test della calprotectina fecale a Roma, puoi rivolgerti al Laboratorio Analisi Cliniche 901 Tuscolana, situato in:
Via Tuscolana 901 – Roma
La sede si trova lungo Via Tuscolana ed è raggiungibile anche con la Metro A, fermata Giulio Agricola. Il sito della struttura indica inoltre la disponibilità di parcheggio gratuito per la prima ora presso il garage di Via Tuscolana 857.
Il laboratorio 901 Tuscolana è accreditato/convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Poiché le modalità di accesso e la possibilità di eseguire una specifica prestazione in regime SSN possono dipendere dalla prescrizione e dalle condizioni previste, è consigliabile contattare preventivamente il centro per verificare le informazioni relative al test della calprotectina fecale.
Orari per la consegna dei campioni
Sul sito di 901 Tuscolana sono indicati i seguenti orari per prelievi e accettazione campioni:
dal lunedì al venerdì dalle 7:00 alle 10:30 e il sabato dalle 7:30 alle 9:30.
Poiché orari e modalità organizzative possono essere aggiornati, prima di recarsi presso il laboratorio per consegnare il campione è sempre opportuno verificare direttamente con la struttura le indicazioni previste per il test della calprotectina fecale.
Referto della calprotectina fecale online
901 Tuscolana mette inoltre a disposizione dei pazienti il servizio di referti online, attraverso il quale è possibile consultare, scaricare e stampare i risultati degli esami secondo le modalità indicate dalla struttura.
Una volta ottenuto il risultato della calprotectina è importante non interpretarlo isolatamente.
Valori bassi, intermedi o elevati devono essere valutati facendo riferimento agli intervalli riportati sul referto e, soprattutto, inseriti dal medico nel contesto clinico del singolo paziente.
Quando parlare con il medico del test della calprotectina?
In presenza di disturbi intestinali persistenti, alterazioni dell'alvo, dolore addominale, diarrea prolungata o altri sintomi gastrointestinali, è consigliabile rivolgersi al proprio medico invece di scegliere autonomamente gli esami da effettuare.
Sarà il professionista sanitario a valutare se la calprotectina fecale possa essere indicata e se siano necessari ulteriori accertamenti.
Allo stesso modo, nei pazienti con diagnosi di malattia di Crohn o rettocolite ulcerosa, frequenza e modalità dei controlli devono essere stabilite dallo specialista sulla base della situazione individuale.
Calprotectina Fecale a Roma: informazioni e test presso 901 Tuscolana
Il test della calprotectina fecale rappresenta un esame non invasivo utile per valutare la possibile presenza di un processo infiammatorio intestinale e può contribuire al percorso diagnostico e al monitoraggio delle malattie infiammatorie croniche intestinali.
Se devi effettuare il test della calprotectina fecale a Roma, il Laboratorio Analisi Cliniche 901 Tuscolana offre il servizio presso la sede di Via Tuscolana 901.
Contatta il laboratorio prima della consegna del campione per conoscere le modalità di raccolta, gli orari aggiornati, la documentazione eventualmente necessaria e le condizioni applicabili alla prestazione.
901 Tuscolana – Laboratorio Analisi Cliniche, Via Tuscolana 901, Roma.




