Nel panorama imprenditoriale contemporaneo, dove il cambiamento è sempre più rapido e imprevedibile, Alessandro Benetton ha costruito negli anni un approccio distintivo verso l’innovazione. Al centro della sua visione c’è un concetto tanto semplice quanto radicale: la discontinuità. Non una rottura improvvisa, ma una disciplina strategica che invita a mettere costantemente in discussione ciò che funziona, prima che sia il mercato a imporre il cambiamento.
Il modello Alessandro Benetton tra startup e shared value
Fondatore di 21 Invest nel 1992 e protagonista nello sviluppo del private equity in Italia, Alessandro Benetton ha maturato una prospettiva che oggi guida anche Edizione, la holding di famiglia di cui è Presidente. In oltre 30 anni di attività, il filo conduttore è rimasto lo stesso: anticipare le trasformazioni, anziché inseguirle. Una filosofia che ha attirato anche l’attenzione accademica internazionale, diventando oggetto di studio in contesti come la Harvard Business School. Il modello si basa su tre direttrici principali: innovazione, giovani e sostenibilità. Tre pilastri che convergono in un approccio orientato allo shared value, ovvero alla creazione di valore non solo economico ma anche sociale e ambientale, con uno sguardo di medio-lungo periodo. Un elemento chiave di questa strategia è il forte impegno verso le startup, considerate come un vero motore di contaminazione industriale. In questo contesto si inserisce 2100 Ventures, fondo di venture capital europeo con radici italiane, nato per sostenere startup B2B in fase early-stage attive in ambiti come AI, climate tech e tecnologie industriali avanzate. L’obiettivo è contribuire a un nuovo rinascimento industriale europeo, riducendo il divario tra l’ecosistema tecnologico italiano e quello internazionale. Le realtà supportate spaziano dall’automazione delle risorse umane nelle PMI, alla produzione di chip fotonici a basso impatto energetico, fino a soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale per l’e-commerce e la manifattura avanzata. Tutte accomunate dalla capacità di incidere concretamente sull’economia reale, migliorandone efficienza e sostenibilità.
Come Alessandro Benetton trasforma i settori tradizionali
Parallelamente, il Gruppo ha sviluppato veri e propri hub di innovazione, trasformando infrastrutture tradizionali in laboratori di sperimentazione. È il caso dell’Innovation Hub dell’aeroporto di Fiumicino, dove startup e tecnologie vengono testate in un contesto operativo reale. Qui, soluzioni basate su Intelligenza Artificiale e sensori avanzati stanno già contribuendo a ottimizzare i processi aeroportuali e migliorare l’esperienza dei passeggeri. Sulla stessa linea si inserisce il recente lancio dell’Avolta Next F&B Hub a Milano, dedicato al settore food & beverage e al travel retail. Anche in questo caso, l’obiettivo è ripensare settori consolidati attraverso l’innovazione, intervenendo su customer experience, operations e sostenibilità. Dalle tecnologie per negozi autonomi ai sistemi intelligenti per la gestione dei rifiuti, anche i modelli più tradizionali possono evolversi radicalmente. Alla base di tutto resta la convinzione che l’innovazione non sia un evento isolato, ma un processo continuo. La discontinuità, in questa prospettiva, diventa una pratica quotidiana, una scelta intenzionale per evitare l’immobilismo e restare competitivi. “Investire in startup per noi non è moda o diversificazione – ha spiegato Alessandro Benetton – è il modo più concreto per contaminare i nostri asset industriali con tecnologie e modelli che cambiano davvero i processi”.

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