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giovedì 2 aprile 2026

Gianluca Bufo (Iren): cresce la domanda di energia, servono investimenti mirati

Tra i relatori della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia”, l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo ha sottolineato l’importanza di pianificare investimenti strategici per affrontare la transizione energetica con il giusto equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: fondamentale programmare gli investimenti

Si è tenuta a inizio marzo la conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia - Territori, flessibilità e infrastrutture per la sicurezza energetica”, evento promosso da Luca Squeri in collaborazione con Oliver Wyman e il World Energy Council allo scopo di dialogare su come affrontare la necessità di bilanciare sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica. Tra i presenti, anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren Gianluca Bufo, che è intervenuto nell’ambito della tavola rotonda “Le risorse del territorio come leve di sostenibilità e sicurezza”. “Quella che viviamo – ha affermato il manager – è un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui i trend globali, la digitalizzazione e le tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni. In questo contesto, poter programmare, pianificare e dibattere quelli che sono i giusti investimenti per il Paese, per guidare queste transizioni, è rilevante ed è fondamentale”. L’AD ci ha tenuto a ribadire poi il ruolo di primo piano che la multiutility intende ricoprire nella transizione energetica dell’Italia. “Siamo attivi su tutti i fronti – ha sottolineato – dallo sviluppo delle rinnovabili a tutto ciò che riguarda la flessibilità richiesta da un Paese in cui le infrastrutture energetiche devono diventare sempre più green”.

Gianluca Bufo: cosa aspettarsi nel prossimo futuro

Secondo l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo, sviluppare le rinnovabili e migliorare la flessibilità delle infrastrutture è un ottimo punto di partenza ma non basta. Per il manager, “c’è bisogno che le reti e gli elementi di flessibilità, sia nella produzione sia nell’accumulo dell’energia, seguano questo trend di decarbonizzazione, che è un tema a monte”, al quale segue la domanda a valle, in continua evoluzione. Lo dimostra la richiesta crescente legata ai data center. “Solo per i data center – ha confermato Bufo – stimiamo che anche nel nostro Paese possa accadere ciò che è accaduto negli Stati Uniti, cioè un ulteriore forte aumento della domanda di consumo di energia elettrica”. Ecco perché “servono investimenti nelle reti, investimenti nella decarbonizzazione e una forte spinta sulla transizione energetica”, da accompagnare con una pianificazione e l’utilizzo di tecnologie come l’IA che permettono maggiore flessibilità. Guardando al futuro, Gianluca Bufo ritiene che gli scenari potrebbero essere due: uno sviluppo lento e graduale o uno più repentino. In entrambi i casi, ha evidenziato il manager, Iren farà la sua parte: “Gestendo le reti, essendo fornitori di energia e potendo anche recuperare il calore utilizzato per raffreddare i data center siamo ben posizionati sui nostri territori”.

Innovazione e qualità: il segreto del successo di Riva Acciaio

Con una storia che supera i 70 anni e un’identità costruita su innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale, Riva Acciaio si è affermata come il principale operatore siderurgico italiano e uno dei leader a livello europeo.

Gruppo Riva

Il ruolo di Riva Acciaio nel settore siderurgico

Fin dalle sue origini, Riva Acciaio ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della siderurgia italiana, distinguendosi per la capacità di introdurre innovazioni tecnologiche in grado di ridefinire gli standard del settore. Tra queste, la più significativa è senza dubbio la colata continua curva, entrata in funzione per la prima volta il 2 giugno 1964 nello stabilimento di Caronno Pertusella. Tale innovazione ha segnato una svolta epocale nei processi produttivi, contribuendo a migliorare efficienza e qualità dei prodotti siderurgici. Guidato da una visione orientata verso l’eccellenza, il Gruppo è oggi un punto di riferimento per settori industriali che richiedono standard qualitativi elevati, come l’automotive, la meccanica e il movimento terra. La capacità di rispondere alle esigenze di questi comparti è sostenuta da un costante impegno negli investimenti, finalizzati al miglioramento continuo dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi, oltre che al mantenimento dei più elevati standard di sicurezza e alla sostenibilità ambientale.

L’espansione di Riva Acciaio a livello internazionale

Fondata nel 1954 grazie all’intuito imprenditoriale di Emilio Riva e del fratello Adriano, Riva Acciaio ha saputo cogliere le opportunità offerte dal contesto economico del dopoguerra, avviando un percorso di crescita progressivo e strutturato. Nel corso dei decenni, una strategia basata su espansione internazionale e innovazione costante ha permesso all’azienda di consolidare la propria presenza in numerosi mercati europei e oltre. Oggi, con capitale interamente privato, il Gruppo dispone di una rete produttiva articolata che comprende stabilimenti in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Una presenza internazionale che riflette la solidità del modello industriale adottato e la capacità di Riva Acciaio di competere su scala globale.

Andrea Ceccherini insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Il leader di Osservatorio for independent thinking Andrea Ceccherini insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il più alto alto degli ordini della Repubblica per “benemerenze acquisite verso la Nazione”.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini: il titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito ad Andrea Ceccherini, fondatore di Osservatorio for independent thinking, l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, in considerazione di particolari benemerenze e su proposta della Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Istituito nel 1951, è il più alto degli ordini della Repubblica. “Questa onorificenza è attribuita a personalità indipendenti con lo scopo di ‘ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari’”. Andrea Ceccherini era già stato insignito del titolo di Cavaliere al merito nel 2021.

La carriera di Andrea Ceccherini

Nato a Firenze il 31 marzo del 1974, Andrea Ceccherini ha frequentato il Liceo Scientifico e la Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Firenze. Nel 1995 ha fondato il “Movimento Progetto Città”, associazione che si occupa della formazione della futura classe dirigente. Negli anni, Progetto Città ha ospitato leader politici, grandi imprenditori e rappresentanti del mondo della comunicazione, conquistando l’attenzione pubblica come associazione trasversale con l’obiettivo di riavvicinare a un impegno civile e sociale i giovani. Tutt’oggi ne è Presidente. Nel giugno 2000 ha dato vita, insieme a Cesare Romiti e Andrea Riffeser Monti, all’Osservatorio Permanente Giovani - Editori, che dal 2025 ha cambiato denominazione in Osservatorio for independent thinking. L’organizzazione, di cui è Presidente, ha una mission chiara: “Contribuire a fare dei giovani di oggi i cittadini di domani”. Lo scopo è quindi quello di creare cittadini informati, consapevoli, responsabili, liberi, sviluppando attraverso la lettura e la consultazione dell’informazione di qualità quello spirito critico e quel senso civico che rendono l’uomo libero. Uno dei progetti di maggior successo è “Il Quotidiano in Classe”, con cui si stimola il pensiero critico dei giovani educandoli a riconoscere l’informazione di qualità, così da ridurre i danni prodotti dalla diffusione delle fake news. Un’altra iniziativa di grande rilevanza per l’impegno di Andrea Ceccherini, è “Young Factor Europe”, primo progetto digitale di alfabetizzazione economico-finanziaria su scala continentale.

Alessandro Benetton alla presentazione della ricerca “Fragile”: i giovani sono presente e futuro

Alessandro Benetton ha presentato “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, l’indagine che fotografa la condizione giovanile in Italia promossa dalla Fondazione Unhate.

Alessandro Benetton, Presidente di Edizione e della Fondazione UnHate

Alessandro Benetton: uno strumento che aiuta a intervenire sulle cause di violenza e odio

Il mondo di oggi sembra pieno di possibilità, al contempo però anche ricco di fratture. Un contesto che vede le nuove generazioni districarsi tra una libertà e facilità di accesso all’informazione mai viste prima e un forte senso di disorientamento e inadeguatezza. È a loro che guarda “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, la prima ricerca presentata dall’Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Italia promosso dalla Fondazione Unhate, la realtà del Terzo Settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma. Lo studio analizza il modo in cui i giovani reagiscono a uno scenario caratterizzato da trasformazioni repentine, discontinuità tecnologiche e cambiamenti geopolitici. Tutti fattori che influiscono sulla crescita individuale della persona. “Abbiamo voluto dotarci di uno strumento coerente con la missione della Fondazione Unhate: contrastare odio e violenza intervenendo sulle loro cause profonde e generando opportunità concrete per le giovani generazioni”, ha sottolineato Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton: i giovani sono il presente e il futuro del Paese

La ricerca, ha spiegato il Presidente di Edizione, nasce “per offrire una fotografia puntuale della condizione in cui vivono, comprenderne necessità, disagi e bisogni reali, e mettere queste evidenze a disposizione di istituzioni, servizi educativi, imprese e territori L’obiettivo è costruire dei contesti che siano in grado di attivare il loro potenziale attraverso piani e progetti consapevoli, capaci di rispondere in modo concreto alle loro esigenze. “Ho sempre creduto che i giovani siano il presente, oltre che il futuro, del nostro Paese e del Pianeta – ha aggiunto Alessandro BenettonCome imprenditore, ma prima di tutto come uomo, cittadino e padre, voglio continuare a fare la mia parte affinché vengano ascoltati, coinvolti e accompagnati a scoprire ed esprimere il proprio talento. In un contesto globale così complesso e segnato dall’inverno demografico, investire in relazioni, orientamento e continuità educativa non è solo una responsabilità sociale: è una scelta strategica. Ogni energia che resta inespressa è valore che l’Italia non riesce a trasformare in crescita, innovazione e impatto positivo”.

Infrastrutture e sicurezza, Agostino Scornajenchi: il ruolo chiave di Snam nel sistema Paese

Un’importante occasione di confronto tra istituzioni e industria energetica si è tenuta nei giorni scorsi tra Snam, guidata dall’AD Agostino Scornajenchi, e l’Arma dei Carabinieri, nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato lo scorso ottobre per rafforzare la collaborazione strategica tra le due realtà.

Agostino Scornajenchi, AD di Snam

Agostino Scornajenchi: focus su sicurezza energetica e infrastrutture strategiche

Per l’occasione, Snam ha aperto le porte del proprio centro di dispacciamento di San Donato Milanese e della sede The Energy House di Milano al Comandante della Legione Carabinieri Giuseppe De Riggi, accompagnato dai Comandanti Provinciali della Lombardia. Al centro dell’incontro, l’intervento dell’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, che ha parlato delle principali trasformazioni in atto nei mercati energetici, evidenziando il ruolo sempre più strategico delle infrastrutture nella gestione delle sfide globali. La sicurezza degli approvvigionamenti rappresenta oggi una priorità non solo nazionale ma europea, richiedendo un approccio integrato tra operatori industriali e istituzioni.

Agostino Scornajenchi: Snam rafforza la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri

Accanto all’intervento di Agostino Scornajenchi, il Chief Infrastructure Operations Officer Massimo Derchi e l’Executive Director Dispatching & Metering Maria Luisa Cassano hanno approfondito gli aspetti tecnici e operativi legati alla gestione delle reti e all’evoluzione del sistema energetico, con un focus sulla resilienza delle infrastrutture. Nel corso del confronto è inoltre emersa l’importanza di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Snam e l’Arma dei Carabinieri in ambiti chiave quali la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza del personale, la tutela ambientale e la security aziendale. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio volto a consolidare sinergie operative e istituzionali, con l’obiettivo condiviso di contribuire alla stabilità, alla sicurezza e allo sviluppo del Paese.

giovedì 26 marzo 2026

Sicurezza e affidabilità nelle tastiere per il settore della difesa e aerospazio

La progettazione di sistemi di immissione dati per il comparto militare e aerospaziale richiede il rispetto di standard qualitativi estremamente rigorosi per garantire l'operatività in scenari critici.

Questi dispositivi devono funzionare correttamente in presenza di forti interferenze elettromagnetiche che potrebbero alterare i segnali digitali o causare malfunzionamenti permanenti.

La protezione dei circuiti interni viene ottenuta attraverso l'integrazione di strati conduttivi che formano una barriera impenetrabile per le onde radio indesiderate.

Le strutture esterne vengono realizzate con leghe metalliche o polimeri ad alta densità per assorbire l'energia derivante da impatti violenti durante le operazioni sul campo.

L'obiettivo primario di queste tecnologie consiste nel mantenere la continuità del servizio anche quando il mezzo di trasporto subisce forti accelerazioni o decelerazioni improvvise.

Tecnologie di schermatura contro le interferenze elettromagnetiche

Le interferenze di natura elettromagnetica e le radiofrequenze possono compromettere la riservatezza delle comunicazioni e la precisione dei sistemi di puntamento o navigazione.

Per contrastare questi fenomeni si utilizzano materiali speciali come reti metalliche microscopiche inserite all'interno delle finestre dei display o guarnizioni conduttive lungo i perimetri dei tasti.

L'applicazione di queste barriere permette di contenere le emissioni generate dal dispositivo stesso e di bloccare quelle provenienti dall'esterno.

In questo ambito tecnico l'adozione di tastiere a membrane di Topflight permette di combinare uno spessore ridotto con una elevata efficacia isolante grazie a deposizioni di argento o rame sui film plastici.

Ogni componente viene testato per verificare che non si verifichino passaggi di corrente non voluti che potrebbero essere intercettati da apparecchiature nemiche.

La continuità elettrica della scocca esterna viene garantita da trattamenti galvanici superficiali che impediscono la formazione di ossidazione nei punti di contatto.

Resistenza alle vibrazioni costanti e agli urti meccanici

I mezzi corazzati e gli aeromobili producono vibrazioni continue con frequenze variabili che possono portare all'allentamento dei connettori o alla rottura dei tasti.

I progettisti utilizzano sistemi di fissaggio a vite con frenafiletti e supporti ammortizzati in elastomero per isolare la scheda elettronica principale dalle sollecitazioni del telaio.

Gli urti meccanici severi vengono gestiti attraverso una distribuzione uniforme dei carichi sulla superficie del pannello per evitare concentrazioni di sforzo in punti specifici.

La scelta di componenti con massa ridotta aiuta a diminuire l'inerzia durante le accelerazioni repentine tipiche del decollo o delle manovre evasive.

  • Impiego di connettori circolari a vite conformi alle specifiche militari per evitare distacchi accidentali.

  • Utilizzo di resine epossidiche per il bloccaggio dei componenti più pesanti sulla scheda madre.

  • Scelta di tasti con corsa breve e molla di ritorno rinforzata per prevenire attivazioni involontarie.

  • Test di caduta da altezze elevate per verificare la tenuta degli involucri esterni.

Caratteristiche dei materiali e test di laboratorio

La verifica della robustezza di una tastiera destinata alla difesa avviene attraverso cicli di test che simulano anni di utilizzo in poche settimane di laboratorio.

Si utilizzano tavole vibranti sincronizzate e camere climatiche per osservare il comportamento dei materiali sotto stress meccanico e termico simultaneo.

La tabella seguente illustra i principali parametri analizzati per garantire la conformità ai protocolli di sicurezza internazionali:

Parametro tecnicoMetodo di verificaRisultato richiesto
Tenuta agli urtiImpatto con massa battenteAssenza di crepe o distacchi
Schermatura EMIMisurazione in camera anecoicaAttenuazione superiore a 60 decibel
Cicli di pressioneAttuazione robotizzata dei tastiOltre un milione di pressioni senza errori
Resistenza chimicaImmersione in idrocarburi e acidiIntegrità della grafica e delle guarnizioni

Integrità dei segnali e protezione dei dati sensibili

Oltre alla resistenza fisica il sistema deve garantire che ogni pressione dei tasti generi un segnale pulito e privo di rimbalzi elettrici che potrebbero causare doppie battute.

L'elettronica di controllo elabora le informazioni attraverso algoritmi di filtraggio che distinguono tra una pressione intenzionale dell'operatore e una sollecitazione dovuta a un urto.

Le tastiere vengono spesso dotate di sistemi di retroilluminazione compatibili con i visori notturni per permettere l'utilizzo in totale oscurità senza rivelare la posizione del mezzo.

La protezione dei dati viene assicurata anche dalla capacità del dispositivo di non irradiare segnali che potrebbero essere decodificati a distanza attraverso tecniche di spionaggio elettronico.

La costruzione di queste interfacce richiede una conoscenza approfondita della fisica dei materiali e dell'elettrotecnica per trasformare un semplice strumento di input in un componente di sicurezza avanzato.

Il risultato finale è un prodotto capace di operare ininterrottamente nelle condizioni più estreme del pianeta e dello spazio.

Fitness e musica, Samuele Frosio: la presenza di McFIT al Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo 2026 non è stato soltanto il palcoscenico della musica italiana, ma anche un punto d’incontro tra business, benessere e nuove visioni culturali. In questo contesto si è inserita la presenza di Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group, che ha portato a Sanremo il format innovativo di McFIT, ridefinendo il concetto stesso di palestra.

Samuele Frosio

Samuele Frosio: la palestra come spazio sociale e culturale

In occasione dei talks organizzati da “Forbes Italia” in collaborazione con Warner Music Italy, Samuele Frosio ha raccontato come la presenza di McFIT al Festival non sia stata casuale, ma parte di una strategia ben precisa. L’obiettivo è trasformare la palestra in un luogo che va oltre il semplice allenamento fisico: uno spazio di aggregazione, crescita personale e connessione tra individui. Secondo il manager, Sanremo rappresenta un’eccellenza nazionale capace di parlare a tutte le generazioni, proprio come il modello McFIT. Un ambiente inclusivo in cui, dai più giovani fino agli over 80, si può trovare un percorso adatto alle proprie esigenze, in un contesto dinamico e aperto. Uno dei pilastri della visione di Samuele Frosio è il forte legame tra musica e performance sportiva. La musica, infatti, non solo migliora l’umore, ma aumenta la motivazione, la resistenza e riduce la percezione della fatica. Non è un caso che McFIT abbia integrato DJ set e contaminazioni artistiche all’interno delle proprie strutture. Un approccio che rappresenta un’evoluzione del concetto di azienda: non più solo orientata al profitto, ma anche alla diffusione di cultura e innovazione.

Samuele Frosio: l’impatto degli eventi culturali sul brand

La partecipazione a eventi come Sanremo ha avuto effetti concreti: maggiore riconoscibilità del marchio e un rafforzamento del suo significato. Allenarsi in un ambiente frequentato anche da artisti e creativi trasforma l’esperienza in qualcosa di più profondo, capace di coinvolgere le persone a livello emotivo e sociale. La missione di McFIT, ha ricordato Samuele Frosio, è migliorare la qualità della vita delle persone, offrendo non solo un servizio ma un’esperienza completa. Se McFIT fosse un genere musicale? Secondo il manager sarebbe una hit pop. Un simbolo di contemporaneità, accessibilità e freschezza, capace di rimanere attuale nel tempo proprio come le canzoni che segnano un’epoca.

Tommaso Putin: tecnologia Cook&Chill e innovazione nel modello Serenissima Ristorazione

Tommaso Putin: Serenissima Ristorazione è cresciuta nell’ambito della ristorazione collettiva, diventando leader del settore grazie a un modello basato sull’innovazione tecnologica. Questo approccio ha consentito all’azienda di approdare in nuovi mercati con il brand Imperiali Chef, che coniuga la cucina Made in Italy con la produzione su larga scala.

 Tommaso Putin

Tommaso Putin: la crescita di Serenissima Ristorazione

“La nostra storia in Serenissima Ristorazione nasce da un’intuizione di nostra madre — sottolinea il Vicepresidente Tommaso PutinEravamo proprietari dell’immobile dove allora operava questa piccola azienda attiva nella ristorazione aziendale nell’area di Vicenza”. Oggi Serenissima Ristorazione è leader nel settore della ristorazione collettiva, nello specifico in quella scolastica, socio-sanitaria, aziendale e commerciale, e può contare su oltre 11.000 collaboratori e collaboratrici e 14 società tra l’Italia e l’estero. L’innovazione tecnologica ha rappresentato da sempre un elemento cruciale per la crescita aziendale e il riscontro di questa modello è lo stabilimento di Boara Pisani, “uno dei più grandi centri di produzione in legame refrigerato in Europa — evidenzia Tommaso Putinutilizzando l’innovativa tecnologia del Cook&Chill”.

Tommaso Putin: l’innovazione tecnologica al centro del modello di Serenissima Ristorazione

Sono tre i valori portanti che hanno reso grande Serenissima Ristorazione: innovare, crescere e lavorare. È proprio seguendo questo approccio che il centro di Boara Pisani è diventato un punto di riferimento non solo per l’uso della tecnologia Cook&Chill, ma anche per l’avanguardia della sostenibilità ambientale. I rifiuti organici vengono infatti recuperati secondo appositi percorsi di economia circolare, l’impatto ambientale dei processi produttivi è stato abbattuto e sono state promosse iniziative per combattere lo spreco alimentare. Il legame refrigerato ha consentito a Serenissima Ristorazione di “soddisfare le esigenze di nuovi mercati, puntando a nuove linee di produzione”, come sottolineato da Tommaso Putin. Un esempio è rappresentato dal brand Imperiali Chef, che punta al mercato estero, coniugando la genuinità della tradizione culinaria italiana con la produzione per la GDO.

Stefania Ranzato: la sfida della sicurezza digitale nelle infrastrutture strategiche

Nel panorama della sicurezza tecnologica e della protezione delle infrastrutture strategiche, Stefania Ranzato si distingue per un percorso imprenditoriale costruito su competenza manageriale, visione strategica e profonda conoscenza dei contesti istituzionali.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato: formazione, leadership e visione imprenditoriale

Imprenditrice italiana e fondatrice di DEAS - Difesa e Analisi Sistemi S.p.A., Stefania Ranzato ha contribuito allo sviluppo di soluzioni avanzate negli ambiti della cybersecurity e dell’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei sistemi critici e degli asset strategici del Paese. Laureata in Economia e Scienze Politiche presso l’Università di Padova, ha costruito negli anni una carriera caratterizzata dalla capacità di coniugare competenze gestionali con una visione sistemica delle dinamiche istituzionali e della sicurezza nazionale. Una combinazione di conoscenze che si è rivelata fondamentale nello sviluppo di iniziative imprenditoriali in settori altamente complessi, dove affidabilità operativa, continuità organizzativa e responsabilità strategica rappresentano elementi imprescindibili. Alla guida di DEAS, Stefania Ranzato ha promosso un modello di leadership fondato su disciplina, responsabilità e pianificazione strategica di lungo periodo. Il suo approccio punta a rafforzare la cultura della sicurezza in Italia, contribuendo allo sviluppo di una maggiore resilienza nazionale di fronte alle minacce emergenti, sempre più sofisticate e multidimensionali.

Stefania Ranzato: cybersecurity e difesa nazionale

La strategia che guida l’azienda fondata da Stefania Ranzato si basa su una visione strutturata e sistemica della cybersecurity, intesa non solo come protezione tecnologica ma come componente fondamentale delle moderne architetture di difesa e sicurezza nazionale. In questo contesto, DEAS Cyber+ opera con un approccio integrato alla sicurezza, pensato per supportare decisori istituzionali e industriali nella definizione di strategie capaci di rispondere ai requisiti di resilienza e interoperabilità nei contesti multi-dominio. Attraverso questo modello, l’azienda non si limita a offrire competenze tecniche specialistiche, ma assume anche un ruolo strategico e culturale nel processo di evoluzione della cybersecurity. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema di difesa più consapevole, capace di affrontare le vulnerabilità e le sfide poste dall’ecosistema digitale contemporaneo.

Pier Silvio Berlusconi: MFE chiuderà il 2025 con un utile più che raddoppiato

In un recente incontro con la stampa, Pier Silvio Berlusconi ha evidenziato come il 2025 di MFE - MEDIAFOREUROPE abbia tutti gli elementi per rivelarsi ben oltre le previsioni, anche considerando un utile più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. Una performance che spinge con forza il progetto verso il network media paneuropeo.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: 2025 anno straordinario, performance oltre le attese

Innovazione, tecnologia e sinergie europee si confermano alla base della crescita che MFE - MEDIAFOREUROPE ha intrapreso ormai anno su anno, ribadendo performance positive con sempre maggiore forza. Un trend verso l’alto che Pier Silvio Berlusconi ha ricordato nel recente incontro con la stampa presso la sede Mediaset di Cologno Monzese, in cui il Group CEO ha prospettato per il 2025 un utile più che raddoppiato: nello specifico, il valore registrato nel 2024 ammontava a 138 milioni di euro. “Sapevamo che il 2025 è stato un anno straordinario, ma se mi avessero detto questo risultato a inizio anno non ci avrei creduto”, ha evidenziato Pier Silvio Berlusconi rimarcando la natura eccellente dei risultati. Proseguendo nell’intervento, il Group CEO ha posto l’accento su alcuni elementi significativi del bilancio, dichiarando a tal proposito come “l’ultima linea sia quella che conta di più e mi fa piacere poter dire che considerando tutto, cioè il risultato gestionale, tutte le valutazioni e svalutazioni, e tutte le voci one off, il Gruppo ottiene un utile più che raddoppiato”.

Il progetto MFE - MEDIAFOREUROPE di Pier Silvio Berlusconi

MFE - MEDIAFOREUROPE è il risultato del progetto nato nel 2021 per opera di Pier Silvio Berlusconi che, grazie anche a una lunga serie di operazioni, iniziative e attività intraprese su più fronti, ha dato vita a una realtà attiva nel settore media con spiccata vocazione internazionale. Progetto in costante crescita che guarda al Continente come a un unico mercato domestico, pur valorizzando il legame con le radici nazionali nel contesto di una rete paneuropea integrata. MFE - MEDIAFOREUROPE si distingue oggi come caso unico in Europa, considerando anche il contesto non sempre positivo – anzi a tratti molto complicato – del settore media e delle nuove tecnologie di comunicazione. A partire dalla trasformazione di Mediaset in MFE, invece, il Gruppo ha impresso un forte input di crescita fino a oltrepassare i confini nazionali, con attività in sei nazioni europee: Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. Due i passaggi più recenti in quest’ottica: l’espansione nel mercato tedesco con l’OPA sul broadcaster ProSiebenSat.1, oggi pienamente integrato nel Gruppo, e l’operazione perfezionata a marzo 2026 con la portoghese Impresa, di cui MFE ha acquisito il 32,9% del capitale. Tali iniziative si inseriscono nel progetto su scala europea di Pier Silvio Berlusconi: strutturare un sistema di efficienze transfrontaliere per ottimizzare le sinergie tecnologiche e industriali, nell’orizzonte di un grande broadcaster continentale che garantisca sostenibilità e competitività anche all’intero settore.

mercoledì 25 marzo 2026

Svolta storica per Amplifon, Susan Carol Holland: acquisizione da 2,3 miliardi

Sotto la presidenza di Susan Carol Holland, Amplifon ha raggiunto un traguardo importante: l’acquisizione di GN Hearing, controllata dal Gruppo danese GN Store Nord, per un valore complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. Un’operazione che non rappresenta soltanto una crescita dimensionale, ma ridisegna l’intero equilibrio del settore globale dell’hearing care.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: “Realizziamo un sogno che rafforza la nostra ambizione”

Per Susan Carol Holland, erede della famiglia fondatrice e figura centrale nella strategia del Gruppo, questa acquisizione è molto più di una mossa finanziaria: è il compimento di una visione di lungo periodo. “Realizziamo un sogno”, ha dichiarato la Presidente, sottolineando come l’integrazione tra tecnologia avanzata e conoscenza profonda dei pazienti rappresenti la chiave per il futuro dell’hearing care. Un approccio coerente con la missione originaria di Amplifon, fondata oltre 75 anni fa: migliorare concretamente la qualità della vita delle persone attraverso l’ascolto. L’operazione darà vita a un Gruppo con circa 3,3 miliardi di euro di ricavi e una presenza in oltre 100 Paesi nel mondo. Per la prima volta, Amplifon integrerà verticalmente produzione e distribuzione, combinando le competenze retail e la rete globale di Amplifon, oltre alla capacità tecnologica e di ricerca di GN Hearing. La nuova realtà potrà contare su oltre 20.000 dipendenti, più di 700 professionisti in ricerca e sviluppo e oltre 2.800 brevetti, configurandosi come una piattaforma globale unica nel settore.

Susan Carol Holland: sinergie, crescita e leadership nel mercato globale

L’acquisizione riflette la strategia di anticipare la crescente domanda globale di soluzioni per la salute uditiva, trainata dall’invecchiamento della popolazione e dall’innovazione tecnologica. Sinergie operative tra 60 e 80 milioni di euro entro il 2029, maggiore controllo della filiera produttiva, accelerazione nello sviluppo di prodotti di nuova generazione e rafforzamento della capacità di investimento rientrano tra i principali benefici attesi. Come evidenziato dall’Amministratore Delegato Enrico Vita, si tratta dell’acquisizione “più trasformativa” nella storia di Amplifon. Anche Peter Karlstromer, CEO di GN, ha definito l’accordo un’opportunità per creare un campione globale dell’hearing care. Il closing è previsto entro la fine del 2026, subordinato alle autorizzazioni regolatorie e al completamento dello scorporo di GN Hearing. “Questo traguardo – ha concluso Susan Carol Hollandci consente di perseguire con ancora maggiore efficacia la missione con cui la mia famiglia ha fondato Amplifon oltre 75 anni fa e ne ha guidato la crescita nel tempo: offrire cure di eccellenza a un numero sempre più ampio di persone, aiutandole a riscoprire tutte le emozioni dei suoni e a vivere pienamente la propria vita".

Diana Bracco: l’impegno della Fondazione Bracco contro gli stereotipi di genere

Presieduta da Diana Bracco, la Fondazione Bracco è attivamente impegnata nel contrasto alla disparità di genere, promuovendo numerose iniziative. Tra queste anche “Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte”, una mostra fotografica inaugurata il 10 marzo a Palazzo Madama che ha l’obiettivo di dare voce alle donne in settori strategici.

 Diana Bracco

Diana Bracco: la mostra fotografica della Fondazione Bracco inaugurata a Palazzo Madama

“La disparità di genere in ambito scientifico nasce già tra i banchi di scuola, dove le ragazze scelgono altre carriere, che offrono meno opportunità nel mercato del lavoro”, ha sottolineato Diana Bracco. Le sue parole sono state lette infatti durante l’inaugurazione della mostra fotografica “Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte”, un progetto inserito in un più ampio palinsesto di iniziative portate avanti da Fondazione Bracco per una sorta di “8 marzo diffuso”.  La mostra fa parte di un disegno più grande, avviato dalla Fondazione nel 2016, che prende il nome di “100 donne contro gli stereotipi” e ha l’obiettivo di combattere gli stereotipi e valorizzare le donne attive in ambiti strategici, come quelli della scienza, dell’economia, della politica internazionale e delle istituzioni culturali. “È dunque fondamentale superare stereotipi e pregiudizi — ha aggiunto Diana Braccoe incoraggiare le studentesse a scegliere dei percorsi formativi nelle lauree STEM, per garantire la costruzione di una società più competitiva e realmente paritaria”.

Diana Bracco: l’impegno del Gruppo Bracco per la parità di genere

L’impegno della Fondazione Bracco si estende ad altre iniziative volte alla promozione dell’accessibilità delle donne in quelle discipline più strategiche, per combattere la disparità di genere nel mondo del lavoro. Una di queste è la mostra itinerante “Mind the STEM Gap - Together”, una mostra itinerante che coinvolge studenti e studentesse nell’interpretazione del Manifesto scritto dalla Fondazione Bracco sull’accesso femminile nell’ambito STEM. Il Gruppo Bracco ha aderito, inoltre, a Women’s Empowerment Principles (WEPs) di UN Women e United Nations Global Compact. “Per me che sono stata B20 Ambassador for Women Empowerment al G7 e che mi sono sempre battuta per la parità di genere è un passaggio naturale — ha evidenziato la Presidente e AD del Gruppo Diana BraccoIn Bracco da quasi un secolo promuoviamo attivamente il women empowerment attraverso una cultura aziendale inclusiva che valorizza il talento delle donne in tutti i settori”.

martedì 24 marzo 2026

Vitali Spa, depositato il piano urbanistico di Porta Sud: avviata la valutazione ambientale del progetto

Prende ufficialmente il via una nuova fase per il progetto di Porta Sud, uno dei principali interventi di rigenerazione urbana previsti dal Piano di governo del territorio di Bergamo. La Giunta comunale ha infatti approvato l’avvio della Valutazione ambientale strategica (Vas), dopo il deposito della proposta di Programma integrato di intervento presentata da Vitali Spa.

Vitali Spa

Vitali Spa: il progetto Porta Sud

Si tratta di un passaggio amministrativo fondamentale che apre l’iter di analisi ambientale e tecnica del progetto, destinato a trasformare l’area ferroviaria attorno alla stazione di Bergamo in un nuovo hub della mobilità integrata. Il progetto promosso da Vitali Spa interessa l’ambito ferroviario e le aree limitrofe alla stazione cittadina. L’obiettivo è realizzare un grande nodo di interscambio per il trasporto pubblico, capace di integrare diversi sistemi di mobilità su scala locale, regionale e nazionale. Il piano prevede il collegamento tra il sistema ferroviario, il tram, compresa la futura linea T2 Bergamo-Villa d’Almè, il sistema E-BRT, il trasporto pubblico urbano ed extraurbano e i collegamenti con l’aeroporto di Orio al Serio. Elemento centrale dell’intervento sarà la nuova stazione del Trasporto pubblico locale (Tpl), prevista accanto alla stazione ferroviaria e destinata a sostituire l’attuale stazione delle autolinee. La nuova struttura dovrebbe migliorare l’organizzazione dei flussi di mobilità e facilitare l’interscambio tra i diversi mezzi di trasporto.

Il ruolo di Vitali Spa nel progetto

La proposta di Programma integrato di intervento è stata depositata da Vitali Spa, società incaricata da FS Sistemi Urbani, proprietaria di una parte significativa delle aree ferroviarie interessate dall’intervento. Le superfici destinate alla nuova stazione Tpl sono oggi suddivise tra FS Sistemi Urbani e Rete Ferroviaria Italiana. Secondo quanto previsto dal piano, tali aree passeranno nella disponibilità del Comune attraverso una permuta con l’attuale area delle pensiline delle autolinee. Con l’avvio della procedura amministrativa inizieranno ora le verifiche ambientali previste dalla normativa, tra cui la Valutazione ambientale strategica (Vas), la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la Valutazione di incidenza (Vinca). Nel processo saranno coinvolti diversi enti istituzionali, tra cui Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Arpa, Ats, Parco dei Colli, Soprintendenza ed Enac. Nei prossimi mesi è previsto anche un percorso di partecipazione con i quartieri interessati, che erano già stati coinvolti durante la fase di elaborazione del nuovo Piano di governo del territorio. “Il deposito di questo piano urbanistico è il risultato di un lavoro lungo e complesso – ha dichiarato l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini Ora si apre una fase altrettanto importante di confronto con gli enti istituzionali e con i quartieri”.

Giuseppina Di Foggia (Terna): “La rete elettrica leva strategica per crescita e sicurezza”

La rete elettrica nazionale si conferma una delle infrastrutture chiave per sostenere la transizione energetica e rafforzare la competitività dell’Italia. Il commento dell’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: la rete elettrica strategica per la transizione

Ogni euro investito nello sviluppo della rete di trasmissione genera circa 1,3 euro di PIL, dimostrando l’impatto economico diretto di questi interventi sul sistema Paese. È quanto ha sottolineato Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, intervenendo a Roma in occasione della presentazione dello studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da TEHA Group. Secondo il rapporto, la Rete di Trasmissione Nazionale rappresenta un elemento centrale per garantire sicurezza, efficienza e integrazione delle nuove fonti energetiche, in un contesto europeo caratterizzato da una rapida crescita delle rinnovabili. Nel 2025 la produzione di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto circa il 50% del totale nazionale, un risultato trainato soprattutto dall’espansione di fotovoltaico ed eolico, favorita dal calo dei costi tecnologici registrato negli ultimi anni.

Giuseppina Di Foggia: le rinnovabili sono il motore dell’indipendenza energetica, ma serve un mix equilibrato

Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica – ha spiegato Giuseppina Di FoggiaLe rinnovabili rappresentano oggi la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, nel medio periodo, anche per la riduzione del prezzo dell’energia per famiglie e imprese”. In questo scenario, la rete di trasmissione diventa il fattore abilitante della trasformazione energetica. L’infrastruttura gestita da Terna consente infatti di integrare nuova capacità rinnovabile, migliorare gli scambi tra aree del Paese e rafforzare la sicurezza del sistema elettrico. “Guardando al lungo termine – ha concluso Giuseppina Di Foggia – è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni. Terna affronta sfide sempre più complesse, dando il proprio contributo al progresso del Paese”. 

Luca Dal Fabbro: le tensioni geopolitiche e l’impatto sulle bollette

Intervistato dal quotidiano “La Stampa”, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha parlato dell’attuale situazione energetica e dell’impatto generato sui costi di luce e gas dal conflitto in Iran. Per garantire la sicurezza europea è cruciale aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.

 Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren

Luca Dal Fabbro: più energia da fonti rinnovabili per aumentare l’indipendenza energetica

Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Stampa”, pubblicata lo scorso 4 marzo, in cui è intervenuto sulle ripercussioni che la guerra in Iran potrebbe generare sulle bollette di luce e gas in Italia. “L’aumento dei costi si potrà riflettere sulle bollette, è inevitabile. L’unico modo per non essere dipendenti da fattori geopolitici è aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili”, ha sottolineato il manager. Le vulnerabilità europee sul fronte energetico emerse allo scoppio della guerra in Ucraina nel 2021 rischiano di essere maggiormente enfatizzate con il nuovo conflitto in Iran, dato che un quinto del petrolio e del gas mondiale transita per lo Stretto di Hormuz. “La volatilità dei prezzi del gas è un moltiplicatore della crisi — ha aggiunto Luca Dal Fabbro — influenzando non solo i costi, ma anche le aspettative macroeconomiche globali”.

Luca Dal Fabbro: la sicurezza e la stabilità di Iren

Secondo Luca Dal Fabbro, il gas rappresenta un fattore cruciale che incide sul prezzo dell’energia e, di conseguenza, su quei settori maggiormente energivori, come quello della ceramica, dell’acciaio e del vetro. In merito alle capacità di stoccaggio, l’Italia può contare su numerose fonti diversificate di approvvigionamento. A preoccupare il Presidente non è la quantità di gas, ma il prezzo potenziale, anche se “Iren è in una posizione tranquilla dal punto di vista dei volumi, grazie ai contratti già stabiliti”. Forte anche della stabilità assicurata ai propri clienti da contratti a prezzo fisso, la multiutility è in grado di garantire sicurezza alle famiglie italiane in un periodo di incertezza. In caso di prosecuzione della guerra in Iran, l’Europa dovrebbe correre ai ripari puntando sulle rinnovabili e su fonti alternative. “Serve soprattutto una revisione strutturale delle nostre dipendenze strategiche — ha specificato Luca Dal Fabbro — Oggi siamo davanti a un potenziale choc “multidimensionale”: sia energetico, sia logistico, sia finanziario”.

lunedì 23 marzo 2026

Ares Ambiente: trasparenza e dialogo con le comunità locali

L’alta qualità e affidabilità dei servizi offerti da Ares Ambiente nell’intermediazione dei rifiuti è accompagnata da un costante impegno verso il rispetto e l’adozione di pratiche sociali, etiche e ambientali. Un approccio strategico basato sulla trasparenza delle attività verso le comunità locali e il rispetto delle normative in vigore consentono di salvaguardare territorio e ambiente.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: la responsabilità sociale, ambientale ed etica

L’impegno di Ares Ambiente nel settore dell’intermediazione dei rifiuti è sinonimo anche di responsabilità sociale, etica e ambientale, approccio che permette di efficientare maggiormente le proprie performance. Ogni attività è sottoposta periodicamente alle verifiche di soggetti terzi, che attestano il rispetto delle norme vigenti e la soddisfazione dei clienti. Quello di Ares Ambiente è un modello di trasparenza che si concretizza con l’utilizzo dello strumento “Bilancio SA8000”, tramite cui trasmette le attività, i valori e le performance aziendali. In questo modo, si consolida sia l’affidabilità nei confronti degli stakeholder, sia la qualità dei servizi offerti, migliorando la reputazione nel settore di riferimento tramite la valorizzazione dell’impegno verso l’ambiente e il territorio.

Ares Ambiente: trasparenza verso le comunità locali

Uno dei capisaldi di Ares Ambiente è proprio la tutela e la trasparenza verso le comunità locali, che viene perseguita attraverso l’adozione della dichiarazione ambientale, in rispetto del Regolamento EMAS CE n.1221/2009. Tramite il documento, infatti, la comunità viene messa a conoscenza delle attività, dei programmi e degli obiettivi ambientali aziendali, rendendo il territorio un attore consapevole. Di pari passo, l’azienda porta avanti una politica condivisa nel rispetto della sostenibilità ambientale, rendendo partecipi tutti i membri della filiera, dai dipendenti ai fornitori, fino ai clienti. Per sostenere l’efficienza di queste pratiche, Ares Ambiente ha avviato un programma interno molto ferreo atto a migliorare la qualità dei servizi e basato su formazione costante del personale, suddivisione dei compiti, protocolli di controllo e processi definiti.

“Il Mio Corriere”: la vision del CEO di Eni Claudio Descalzi su informazione ed energia

“Nel Corriere vedo ancora un’energia importante: quella che le vostre firme impiegano nel mantenere una tradizione di autorevolezza, passione e contestuale pacatezza, anche a fronte degli eventi più importanti e determinanti”, spiega Claudio Descalzi nel numero speciale del “Corriere della Sera” per i 150 anni.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

Claudio Descalzi e i 150 anni del “Corriere della Sera”: il ruolo dell’informazione nel mondo dell’energia

Tra i personaggi di spicco che hanno reso omaggio al “Corriere della Sera” in occasione dei 150 anni dalla nascita della testata c’è anche il CEO di Eni Claudio Descalzi: “Il Corriere mi ha aiutato a capire le dinamiche della politica, dell’economia e della società. Slogan gridati e ricerca di consenso non servono a spiegare le grandi complessità del mondo dell’energia, alla base degli sviluppi geopolitici”, ha sottolineato il manager nel suo intervento. “Come Eni siamo tra i protagonisti globali di questo scenario, e per questo sentiamo una grande responsabilità verso quello che facciamo e le decisioni che prendiamo. E crediamo che un po’ di responsabilità sia anche in carico a chi l’energia la racconta: voi ve la state assumendo portando ai vostri lettori semplicità, trasparenza e competenza”, ha aggiunto il CEO.

Claudio Descalzi: come il “Corriere della Sera” mi ha aiutato a capire il mondo

Claudio Descalzi è nato e cresciuto a Milano: “Per me il Corriere della Sera è sempre stato, come si suol dire, ‘il giornale che trovi a casa’. Le sue pagine e le sue firme, spesso storiche, mi hanno accompagnato fin da ragazzino attraverso gli eventi più importanti che hanno caratterizzato la storia del Paese e gli avvenimenti internazionali”. Nel suo intervento per i 150 anni della testata, il CEO lascia spazio anche ad aneddoti personali. “Ricordo la paura e lo smarrimento nel leggere la cronaca dell’attentato in Piazza Fontana, i racconti dei giorni drammatici del sequestro Moro: le ipotesi, l’attesa, il non sapere cosa pensare, cosa fosse giusto o sbagliato fare. Ma ricordo anche letture divertenti di articoli che trasmettevano l’euforia degli Anni 80, con le tante nuove idee e opportunità che nascevano”, ha raccontato Claudio Descalzi: il “Corriere della Sera” per lui non è stato solamente “una fonte di informazione, ma anche un approfondimento che spiegava e aiutava a capire le dinamiche della politica, dell’economia e della società”.

Banca Generali, Gian Maria Mossa: il punto sulla raccolta di febbraio, focus sui risultati

I numeri della raccolta di febbraio di Banca Generali, parla il CEO Gian Maria Mossa: “Un mese molto solido che ha visto la robusta attività della struttura esistente e l’inserimento di ottimi profili. La forza dei nostri consulenti finanziari e le significative progettualità in corso ci fanno guardare con fiducia alle opportunità per i prossimi mesi”.

Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali

Banca Generali: raccolta da inizio anno a 1,2 miliardi, il commento di Gian Maria Mossa

Banca Generali archivia febbraio con una raccolta netta di 710 milioni di euro, portando il totale da inizio anno a 1,2 miliardi: per il CEO Gian Maria Mossa è stato “un mese molto solido che ha visto la robusta attività della struttura esistente e l’inserimento di ottimi profili”. Il manager, nel sottolineare il valore della performance, ha evidenziato anche come la qualità della raccolta sia “in costante miglioramento”: lo attesta l’aumento significativo dei flussi in Assets under Investment (AuI) rispetto a gennaio, pari a 322 milioni nel mese (384 milioni da inizio anno). Di questi oltre la metà è riferita ai contenitori finanziari (165 milioni nel mese), sempre particolarmente apprezzati dalla clientela private per il loro livello di personalizzazione, diversificazione e servizio. In crescita anche le nuove linee di fondi di casa (79 milioni nel mese), che complessivamente hanno rappresentato quasi il 90% della raccolta dei fondi da inizio anno (177 milioni sul totale di 199 milioni). Inoltre, Banca Generali segnala anche un aumento costante nella domanda di consulenza evoluta su AuC and banking, pari a 32 milioni nel mese (46 milioni da inizio anno). Nel febbraio dell’Istituto guidato da Gian Maria Mossa emergono anche i numeri in forte rialzo relativi ai Conti Amministrati che hanno registrato una raccolta per 374 milioni (545 milioni da inizio anno), sostenuti anche dalla proattiva offerta di prodotti finalizzati alla diversificazione dei portafogli.

Il CEO Gian Maria Mossa: “Qualità in costante miglioramento”

Il miglioramento costante nella qualità della raccolta, come evidenziato dal CEO Gian Maria Mossa, si deve anche alle nuove iniziative in ambito protezione finanziaria che si sposano particolarmente bene con la volatilità dei mercati e i timori geopolitici dall'escalation dei conflitti. “Siamo molto soddisfatti di come sta procedendo il progetto di integrazione con Intermonte, con un crescente numero di incontri con imprenditori e con una significativa accelerazione nell'ambito delle soluzioni di prodotti strutturati”, ha aggiunto Mossa. “A febbraio abbiamo anche completato la fase pilota del progetto di Insurbanking con Alleanza e siamo partiti con il roll out sulla loro rete dell'offerta bancaria. La forza dei nostri consulenti finanziari e le significative progettualità in corso ci fanno guardare con fiducia alle opportunità per i prossimi mesi”, ha concluso il CEO.

Nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma UBIDOM: arredi e strutture vietate

 

Nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma: cosa cambia nel 2026 e come adeguarsi

Nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma 2026

A partire dal 2026 entrano in vigore le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma, che segnano un cambiamento significativo per tutte le attività commerciali, in particolare bar, ristoranti e locali che utilizzano spazi esterni. Il Comune ha deciso di mettere fine alle deroghe introdotte durante il periodo Covid, introducendo un sistema più rigido, ordinato e uniforme.

La data chiave da segnare è il 31 marzo 2026: entro questa scadenza, tutte le concessioni esistenti devono essere adeguate alle nuove disposizioni. In caso contrario, si rischia la decadenza automatica del titolo autorizzativo.

Fine delle deroghe Covid: cosa significa per le attività

Durante la pandemia, molte attività hanno beneficiato di concessioni straordinarie per ampliare gli spazi esterni e garantire il distanziamento. Con le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma, queste deroghe vengono definitivamente eliminate.

Questo comporta che:

  • Le autorizzazioni temporanee devono essere regolarizzate
  • Gli spazi concessi devono rientrare nei nuovi parametri
  • Le strutture installate devono rispettare i nuovi standard

Chi non si adegua entro i termini stabiliti perderà il diritto all’occupazione del suolo pubblico.

Limiti dimensionali: quanta superficie si può occupare

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i nuovi limiti sulla superficie occupabile. Le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma stabiliscono che lo spazio esterno concesso sarà proporzionato alla superficie interna del locale.

In generale:

  • Fino a 2/3 della superficie interna nelle aree standard
  • Riduzione a 1/3 nelle zone di particolare valore storico e artistico, come il centro storico e le aree UNESCO

Questo cambiamento impatta soprattutto le attività che negli anni avevano ampliato significativamente lo spazio esterno.

Restrizioni su arredi e strutture

Le nuove normative introducono regole più stringenti anche sugli arredi utilizzabili negli spazi esterni.

Saranno:
Vietati:

  • Coperture fisse
  • Chiusure verticali permanenti
  • Schermi TV e impianti audio

Saranno invece consentiti:

  • Ombrelloni
  • Tavoli e sedute conformi al catalogo urbano
  • Fioriere
  • Pedane, ma con limitazioni precise

L’obiettivo è garantire un maggiore decoro urbano e una migliore integrazione con il contesto architettonico della città.

Marciapiedi e spazio pedonale: nuove distanze minime

Un altro punto fondamentale delle nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma riguarda la fruibilità degli spazi pubblici.

Per poter ottenere o mantenere la concessione:

  • Deve essere garantito un passaggio pedonale minimo di almeno 2 metri
  • Le occupazioni non devono ostacolare il flusso dei pedoni
  • Deve essere rispettata la sicurezza e l’accessibilità

Questo requisito sarà verificato attentamente dai Municipi e rappresenta una delle principali cause di riduzione degli spazi concessi.

Valutazione caso per caso nei Municipi

Le nuove regole non si applicano in modo completamente automatico: ogni richiesta viene valutata dal Municipio competente.

In particolare:

  • Nelle aree centrali e storiche le verifiche saranno più rigide
  • Verranno considerati vincoli paesaggistici e architettonici
  • Ogni progetto sarà analizzato singolarmente

Questo significa che non esiste una soluzione valida per tutti: ogni attività dovrà adattarsi alla propria situazione specifica.

Scadenze e rischi: cosa succede se non ci si adegua

La scadenza del 31 marzo 2026 è fondamentale. Entro questa data, i titolari delle concessioni devono:

  • Presentare domanda di adeguamento
  • Aggiornare la documentazione
  • Verificare la conformità degli spazi e degli arredi

In caso di mancato adeguamento:

  • La concessione decade automaticamente
  • Si rischiano sanzioni amministrative
  • È possibile la revoca definitiva del permesso

Per questo motivo è fondamentale muoversi con anticipo.

Nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma

Obiettivo del Comune: più ordine e qualità urbana

Le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma nascono con un obiettivo preciso: migliorare la gestione dello spazio pubblico.

Il Comune punta a:

  • Ridurre l’occupazione eccessiva
  • Migliorare il decoro urbano
  • Garantire maggiore accessibilità ai cittadini
  • Uniformare le regole in tutta la città

Si tratta quindi di una riforma strutturale che cambierà in modo duraturo il volto degli spazi esterni delle attività commerciali.

UBIDOM: supporto professionale per l’adeguamento

Adeguarsi alle nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma può essere complesso, soprattutto per chi deve gestire aspetti tecnici, normativi e burocratici.

Per questo è consigliabile affidarsi a professionisti del settore.

UBIDOM offre un servizio completo di consulenza per:

  • Analisi della situazione attuale
  • Calcolo delle superfici ammissibili
  • Progettazione degli spazi esterni
  • Gestione delle pratiche amministrative
  • Interfaccia con i Municipi

Grazie a un supporto tecnico specializzato, è possibile evitare errori, ridurre i tempi e garantire un adeguamento corretto alle normative.

Le nuove regole occupazione suolo pubblico a Roma rappresentano un passaggio cruciale per tutte le attività che utilizzano spazi esterni. La fine delle deroghe Covid, i nuovi limiti dimensionali e le restrizioni sugli arredi impongono un adeguamento rapido e preciso.

La scadenza del 31 marzo 2026 è ormai vicina: agire per tempo è fondamentale per evitare sanzioni e perdere la concessione.

Affidarsi a realtà specializzate come UBIDOM può fare la differenza, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità per migliorare l’organizzazione e l’immagine della propria attività.

Cristina Scocchia accelera sulla trasformazione digitale di Illycaffè

La trasformazione digitale entra sempre più nel cuore del business di Illycaffè. Il Gruppo guidato da Cristina Scocchia ha avviato la realizzazione di una nuova Data & AI Platform, un’infrastruttura cloud-native progettata per unificare e valorizzare l’intero patrimonio di dati aziendali e integrare in modo strutturale l’AI nei processi chiave.

Cristina Scocchia, AD di Illycaffè

Cristina Scocchia: una piattaforma dati per rendere la filiera del caffè più efficiente e sostenibile

L’obiettivo è rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza dell’azienda in un contesto globale sempre più complesso. La piattaforma raccoglierà e metterà a sistema dati provenienti da tutte le fasi della filiera, dalla coltivazione del caffè alla produzione, dalla logistica fino ai canali retail, rendendo possibile un utilizzo avanzato dell’analisi dei dati a supporto delle decisioni strategiche. “La nuova Data & AI Platform rappresenta un passo strategico nella trasformazione digitale di illycaffè – ha confermato Cristina ScocchiaL’obiettivo è usare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per rendere la nostra supply chain più efficiente e resiliente, migliorare l’esperienza dei clienti e supportare la sostenibilità lungo tutta la filiera, dal chicco alla tazzina”. La piattaforma tecnologica sarà implementata da Lutech e basata sulle soluzioni Google Cloud.

Cristina Scocchia: così l’AI trasforma i processi di Illycaffè

Tra i principali risultati attesi vi è un significativo incremento dell’efficienza operativa. L’azienda potrà migliorare la previsione della domanda, la pianificazione degli approvvigionamenti e il controllo qualità. Gli algoritmi di AI permetteranno inoltre di individuare pattern nascosti nei dati, prevedere le rese agricole, analizzare le variabili ambientali che influenzano la qualità del chicco e anticipare eventuali criticità. Un secondo ambito riguarda il potenziamento della customer experience. L’analisi avanzata dei dati di vendita e dei comportamenti dei consumatori consentirà di sviluppare strategie commerciali più mirate, personalizzare l’esperienza nei canali digitali e fisici, migliorare le capacità di forecasting e rafforzare la relazione con i clienti professionali e retail. La piattaforma contribuirà inoltre alla riduzione dei rischi operativi, grazie a processi decisionali supportati dall’analisi integrata di dati interni ed esterni. Parallelamente, Illycaffè ha lanciato anche AI Explorer Community, un’iniziativa dedicata a un gruppo selezionato di collaboratori con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate sull’AI all’interno dell’organizzazione. Il progetto punta a identificare nuove opportunità di miglioramento dei processi aziendali attraverso l’AI, sperimentare tecnologie di mercato e promuovere un utilizzo efficace, etico e sicuro delle nuove soluzioni digitali, in linea con i valori aziendali e con l’evoluzione delle normative. “Non esiste trasformazione digitale senza persone – ha concluso Cristina Scocchia – Con l’AI Explorer Community vogliamo creare una generazione di “AI ambassador” interni, capaci di portare l’Intelligenza Artificiale dentro i processi quotidiani in modo consapevole e responsabile”.

Amica Chips: lo snack perfetto per aperitivi e momenti di relax

Amica Chips propone un’ampia gamma di snack salati pensati per ogni momento: dall’aperitivo con amici a una pausa relax davanti alla TV. Accanto alle patatine classiche, offre fusti creativi e varianti aromatiche in grado di soddisfare ogni palato.

Amica Chips

Amica Chips: snack per tutti i gusti

Hai organizzato una serata con gli amici per guardare la partita, è troppo presto per la cena e decidi di fare aperitivo condividendo una busta di patatine. Oppure sei solo a casa, sei tornato presto da lavoro e vuoi goderti un momento di relax davanti a una serie TV, gustandoti i tuoi snack salati preferiti. È ispirandosi a questi spaccati di vita quotidiana che Amica Chips ha ideato i suoi famosissimi snack, facendoli diventare parte integrante di quello che può considerarsi un vero e proprio rito. Per andare incontro ai gusti e alle esigenze di tutti, l’azienda ha affiancato alle patatine classiche, lisce o rigate, una vasta scelta di varianti: da quelle dal sapore più deciso come ketchup o paprika, alle combinazioni più fresche come pepe e lime o limone e basilico. Ci sono poi richiami ai trend internazionali come sour cream & onion e alternative mediterranee come le patatine al pomodoro. L’offerta si arricchisce, inoltre, di linee con identità propria che ampliano il catalogo con opzioni aromatizzate o proposte per chi vuole ridurre il sale senza rinunciare al gusto.

Amica Chips: la filiera e i valori

La visione di Amica Chips, o meglio del suo fondatore Alfredo Moratti, prende forma a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. È qui che nel 1990 comincia il suo percorso. L’azienda cresce rapidamente, conquistando la GDO in breve tempo, grazie al focus su processi controllati e continuità qualitativa. Con acquisizioni mirate e integrazione produttiva, il polo si rafforza sempre di più e arriva a espandersi oltre confine. Oggi vanta una presenza in più di 22 Paesi nel mondo, un team di oltre 350 persone e un’area superiore ai 700.000 m². Amica Chips è anche molto attenta al proprio impatto ambientale, motivo per il quale ha aderito a una serie di iniziative che guardano alla tutela dell’ambiente, compreso l’utilizzo di packaging con il 30% di plastica riciclata e l’impiego di sistemi di depurazione presso lo stabilimento.

Cornici su Misura a Roma: Scopri Zeno Arte

 

Negozio di cornici a Roma: Zeno Arte, qualità artigianale e design su misura

Negozio di Cornici a Roma: Zeno Arte Cornici su Misura Se sei alla ricerca di un Negozio di Cornici a Roma capace di unire artigianalità, gusto estetico e soluzioni personalizzate, Zeno Arte rappresenta un punto di riferimento nel settore. Situato nella capitale, questo laboratorio si distingue per la cura dei dettagli, la qualità dei materiali e l’attenzione verso le esigenze di ogni cliente.

Cornici artigianali su misura a Roma

Zeno Arte è specializzato nella realizzazione di cornici artigianali su misura, ideali per valorizzare qualsiasi tipo di opera: quadri, stampe, fotografie, specchi e oggetti artistici. Ogni cornice viene progettata per integrarsi perfettamente con lo stile dell’opera e dell’ambiente in cui verrà collocata.

La scelta di una cornice non è mai banale: una soluzione standard può risultare anonima, mentre una cornice realizzata su misura è in grado di esaltare colori, forme e proporzioni. Zeno Arte offre un’ampia gamma di modelli, finiture e materiali, permettendo al cliente di trovare la soluzione più adatta.

Un laboratorio di cornici con esperienza

L’esperienza maturata nel tempo consente a Zeno Arte di offrire consulenze personalizzate, aiutando i clienti nella scelta della cornice più adatta. Il laboratorio lavora con tecniche tradizionali, affiancate da soluzioni moderne per garantire risultati di alta qualità.

Che si tratti di incorniciare un’opera d’arte, un ricordo personale o una stampa decorativa, ogni progetto viene seguito con attenzione. L’obiettivo è quello di creare un prodotto che non sia solo funzionale, ma anche esteticamente armonioso.

Negozio di cornici a Roma

Restauro e conservazione

Oltre alla realizzazione di nuove cornici, Zeno Arte offre anche servizi di restauro e conservazione. Le cornici antiche o danneggiate possono essere recuperate e riportate al loro splendore originale grazie a interventi mirati e materiali adeguati.

Questo servizio è particolarmente importante per chi possiede opere di valore o cornici storiche, che necessitano di un trattamento professionale per mantenere intatta la loro integrità nel tempo.

Ampia scelta di materiali e stili

Uno dei punti di forza di Zeno Arte è la varietà di materiali disponibili. Legno, metallo, finiture dorate, moderne o classiche: ogni cliente può scegliere tra numerose opzioni per ottenere il risultato desiderato.

La possibilità di personalizzazione è totale: dimensioni, colori, lavorazioni e dettagli vengono definiti in base alle preferenze del cliente. Questo rende Zeno Arte una soluzione ideale sia per ambienti classici che contemporanei.

Cornici per privati e professionisti

Zeno Arte si rivolge a una clientela ampia: privati, artisti, fotografi, interior designer e aziende. Ogni categoria trova soluzioni specifiche, grazie a un servizio flessibile e orientato al risultato.

Per i professionisti del settore artistico, la qualità della cornice è fondamentale per valorizzare le opere. Allo stesso modo, per chi desidera decorare la propria casa, una cornice ben scelta può fare la differenza nell’arredamento.

Perché scegliere Zeno Arte a Roma

Scegliere Zeno Arte significa affidarsi a un laboratorio che mette al centro qualità, competenza e attenzione al cliente. Tra i principali vantaggi:

  • Realizzazione di cornici su misura
  • Materiali di alta qualità
  • Consulenza personalizzata
  • Servizi di restauro
  • Ampia scelta di stili e finiture

In un mercato dove spesso prevalgono soluzioni standardizzate, Zeno Arte offre un approccio artigianale che garantisce unicità e valore.

Se stai cercando un negozio di cornici a Roma che offra prodotti su misura e servizi professionali, Zeno Arte rappresenta una scelta affidabile. Grazie all’esperienza, alla qualità dei materiali e alla cura dei dettagli, questo laboratorio è in grado di soddisfare anche le richieste più esigenti.

Investire in una cornice realizzata con attenzione significa valorizzare ciò che contiene, trasformando ogni opera in un elemento centrale dello spazio.